Fastweb e Legambiente insieme per la sostenibilità

No comments

Fastweb ha ufficialmente avviato una collaborazione con Legambiente per ridurre l’impatto ambientale grazie all’impiego intelligente delle soluzioni digitali.

La tecnologia infatti consente di ottimizzare i consumi di privati, imprese e pubbliche amministrazioni soprattutto in relazione ad un più efficiente uso dell’energia elettrica, della carta e degli spostamenti con mezzi di trasporto pubblici o privati.

Il digitale attento all’ambiente

Il primo impegno di Fastweb in tal senso è l’attivazione di una serie di iniziative, dall’acquisto di energia da fonti rinnovabili alle misure per l’efficientamento dell’infrastruttura di rete e dei Data Center, per incidere positivamente sul cambiamento climatico e sulla situazione ambientale nell’ottica di un progresso sostenibile.

Il beneficio ambientale di tali iniziative è certificato da Quantis, spin off del Politecnico di Losanna, e da Legambiente che ha verificato e validato la metodologia di misurazione: la riduzione dell’impatto ambientale è  indicata come quantità di anidride carbonica – CO2 equivalente – che il cliente evita di immettere in atmosfera attraverso l’uso dei servizi di Fastweb.

Ogni anno l’impegno per l’ambiente di Fastweb evita il rilascio in atmosfera di 195 mila tonnellate di CO2 equivalente grazie alle ottimizzazioni apportate tramite i servizi in cloud, l’adozione dello smart working e infine il lavoro sugli apparati come per esempio il modem FASTGate. Per ulteriori informazioni è sufficiente recarsi sul sito dedicato.

Smart NationFastweb e Legambiente insieme per la sostenibilità
Vai all'articolo

Innovazione, l’Italia è lontana dal vertice mondiale

No comments

L’Italia è sostanzialmente fuori dal vertice mondiale dell’innovazione, almeno stando ai risultati annunciati al CES di Las Vegas secondo l’analisi condotta dalla Consumer Technology Association (CTA).

Il nostro Paese ricopre la 25ma posizione su 61 Paesi analizzati: sul podio, per i più forse inaspettatamente, l’Estonia seguita da Svizzera e Finlandia.

Che gli USA, Singapore e il Regno Unito occupino rispettivamente la quarta, quinta e sesta posizione è indicativo di come l’Estonia abbia raggiunto un grado di maturità digitale di livello effettivamente superiore anche grazie alle politiche di dematerializzazione che portano a successi tecnologici come, per esempio, la eResidency.

I Paesi valutati dall’associazione CTA come leader al mondo nel creare le migliori condizioni per l’innovazione sono 16, classificati secondo criteri che vanno dalla libertà alla diversità di etnie presenti, dalla banda larga al capitale umano passando per il fisco amico e gli investimenti in ricerca e sviluppo ma anche il rispetto per l’ambiente e le fonti di energie alternative.

Rispetto allo scorso anno, i nuovi ingressi della classifica nella top 16 hanno visto l’accesso da parte di Germania e Israele.

L’Italia è lontana dalla classifica dei Paesi innovatori

L’Italia, al contrario dei Paesi considerati leader nell’innovazione, paga la mancanza di un fisco amico e di quella diversità etnica considerata il motore del confronto ma soprattutto è carente di startup che hanno superato il miliardo di dollari di valore nonché è imbrigliata dai lacci della burocrazia che limitano, per esempio, una diffusione massiva di nuovi modelli di distribuzione e fruizione di beni e servizi come il ridesharing.

Tuttavia il nostro Paese si posiziona ai vertici per l’attenzione all’ambiente con particolare riferimento alla qualità dell’aria e alle fonti di acqua pulita.

Smart NationInnovazione, l’Italia è lontana dal vertice mondiale
Vai all'articolo

Carbosulcis, il rilancio è incentrato su innovazione e ricerca

No comments

La Carbosulcis ha ufficialmente dato l’addio all’estrazione del carbone in armonia con quanto disposto dalla Commissione Europea ed è ora pronta ad abbracciare un nuovo corso legato all’innovazione tecnologica e alla ricerca.

Oggi infatti è stato approvato dalla Giunta il Piano industriale 2018-2022 che ha stabilito i propri cardini su innovazione tecnologica, ricerca e attività manifatturiere legate a nuovi progetti e le iniziative in ambito energetico.

L’impegno, all’interno del nuovo piano, è quello di assicurare un futuro ai lavoratori più giovani riconoscendo opportunamente l’elevata qualificazione e la professionalità impegnate per gestire le tecnologie sperimentali considerate il cuore della ristrutturazione aziendale.

Carbonsulcis, una nuova vita basata su innovazione tecnologica e ricerca

A tale proposito pesa collaborazione della Carbonsulcis con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare per il progetto e quella con l’Università di Cagliari per sviluppare il settore della coltivazione e della trasformazione su scala industriale della Spirulina.

Incidono anche i percorsi di ricerca come quelli che porteranno ad ospitare esperimenti sulle onde gravitazionali grazie al cosiddetto Telescopio di Einstein.

L’obiettivo è quella di consegnare al territorio un’azienda profondamente rinnovata e autosufficiente entro il 2027 con lo specifico impegno a generare un percorso virtuoso per far crescere nuove attività economiche nel campo del turismo e della cultura.

Maggiori informazioni sul sito della Regione Sardegna.

Smart NationCarbosulcis, il rilancio è incentrato su innovazione e ricerca
Vai all'articolo

A Torino un centro di ricerca dedicato alle tecnologie future sostenibili

No comments

La città di Torino accoglie un nuovo centro di ricerca voluto dalla collaborazione fra l’Istituto Italiano di Tecnologia e il Politecnico di Torino.

Il centro, chiamato Centre for Sustainable Future, ha il compito di studiare processi e tecnologie innovative per contrastare il cambiamento climatico.

La sede eletta per questo nuovo complesso di laboratori è quella dell’Environment Park di via Livorno.

I ricercatori del nuovo centro di ricerca sono impegnati a lavorare su progetti per la riduzione dell’impatto dell’emissione di CO2 per aumentare l’efficienza dell’utilizzo delle energie alternative e delle materie prime.

Il personale occupato ammonta a 45 unità fra ricercatori e studenti di dottorato, concentrati in circa 1.100mq.

Trasformazione della CO2 e riciclo dei rifiuti

I primi progetti su cui insiste il lavoro degli studiosi sono due: Recode e Engicoin.

Entrambi supportati dall’Unione Europea nell’ambito dell’economia circolare, Recode punta alla trasformazione della CO2 prodotta dei cementifici in speciali addittivi per aumentare le prestazioni del cemento stesso.

Engicoin invece è una piattaforma per il trattamento dei rifiuti organici al fine di produrre sostanze chimiche utilizzate nella produzione di bioplastiche, acido lattico e acetone.

Maggiori informazioni sul sito della Regione Piemonte.

Smart NationA Torino un centro di ricerca dedicato alle tecnologie future sostenibili
Vai all'articolo

A Torino nascono le Officine Edison

No comments

Edison chiama a raccolta diversi partner per avviare a Torino una nuova iniziativa innovativa e fortemente incentrata sull’energia.

Infatti l’azienda energetica, con la collaborazione del Comune di Torino, del Politecnico di Torino, della Regione Piemonte, della Fondazione CRT e della Compagnia di San Paolo, ha inaugurato le Officine Edison, uno spazio polifunzionale dedicato all’innovazione tecnologica e alla ricerca e allo sviluppo di nuove opportunità in ambito energetico.

La ricerca della sostenibilità è uno dei principali obiettivi della nuova iniziativa tramite la creazione di servizi innovativi di efficientamento e risparmio energetico grazie ad un approccio di data science.

Le tecnologie principali ruotano attorno ai big data, alla mobilità elettrica e alle soluzioni energetiche per rendere casa e città un luogo intelligente.

Officine Edison, uno spazio polifunzionale dedicato all’innovazione

Le Officine Edison sorgono presso il terzo piano dell’Energy Center House di Torino, il palazzo che sorge a pochi passi dalla Cittadella del Politecnico.

Smart NationA Torino nascono le Officine Edison
Vai all'articolo

La sensibilizzazione ambientale dei bambini passa attraverso la realtà virtuale

No comments

Un dispositivo idoneo per riprodurre i contenuti digitali e un visore per la realtà virtuale sono gli strumenti necessari per partecipare ad un innovativo progetto che ha lo scopo di insegnare ai bambini il valore del mare e la necessità di differenziare i rifiuti e riciclare la plastica.

Si tratta di MyEdu School, un’iniziativa della casa editrice Fme Education rivolta alla scuola primaria e secondaria di primo grado in collaborazione con l’Acquario di Genova.

Il rispetto dell’ecosistema marino non è però l’unico messaggio che MyEdu School intende promuovere fra i più giovani: il progetto di sensibilizzazione ambientale infatti è uno dei contenuti che la piattaforma educativa della casa editrice Fme Education mette a disposizione delle scuole con lo scopo ultimo di portare gratuitamente le nuove tecnologie in classe.

Non a caso MyEdu School è stato recentemente parte dell’inaugurazione dell’Atelier creativo dell’IC Ponti di Gallarate; gli istituti che vogliono partecipare al progetto MyEdu School possono dotarsi di una classe virtuale comprensiva di dieci tablet Android da utilizzare per fare lezioni digitali con gli strumenti e i contenuti disponibili sul portale MyEdu School.

Un successo che viene da lontano

Nell’ultimo anno MyEdu School ha coinvolto quasi 50 istituti comprensivi del Nord Italia con un bacino di circa 30mila ragazzi dai sei ai 13 anni e 4mila insegnanti anche in forza di un accordo con il MIUR (Protocollo n° 60 del 17-01-2018) per la realizzazione di azioni a sostegno dell’innovazione digitale nella scuola italiana.

Smart NationLa sensibilizzazione ambientale dei bambini passa attraverso la realtà virtuale
Vai all'articolo

Smart City, ENEA avvia un percorso nazionale per lo sviluppo

No comments

Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico e sostenibile ha lanciato un progetto volto a sviluppare soluzioni su misura da presentare ai Comuni per abbattere i costi e semplificare l’iter per la realizzazione del modello di smart city.

Convergenza Smart City and Community, questo il nome dell’iniziativa, raccoglie Palazzo Chigi, Consip, Confindustria e AgID: essa punta alla completa riorganizzazione dei processi urbani attraverso modelli gestionali, standard e indicatori di prestazione per rigenerare letteralmente i Comuni e permettere loro di avvicinarsi al concetto di smart city.

Una roadmap per stimolare l’uso intelligente dei dati

L’impegno profuso dai promotori del progetto ha già permesso la stesura del documento programmatico SmartItaly Goal, una sorta di sommario di azioni per lo sviluppo urbano dei territori grazie alle nuove tecnologie.

Basti pensare che i vari Comuni, al momento, gestiscono i propri servizi strategici come illuminazione, acqua, elettricità, gas, rifiuti e mobilità in totale assenza di condivisione e senza un’opportuna logica di insieme.

Il programma punta invece a dotare i territori della giusta visione e della strumentazione che consenta un ampio ricorso ai big data e all’analisi delle informazioni ai fini di stimolare una più efficiente allocazione delle risorse.

Maggiori dettagli sul sito di ENEA.

Smart NationSmart City, ENEA avvia un percorso nazionale per lo sviluppo
Vai all'articolo

Eni e Cnr insieme per soluzioni innovative alle sfide globali

No comments

Eni e Cnr hanno sottoscritto un accordo per sviluppare soluzioni innovative in quattro settori: fusione nucleare, acqua, agricoltura ed ecosistema artico.

Tramite la firma di un Memorandum of Understanding, le capacità di ricerca delle due realtà si fondono attraverso l’istituzione di quattro centri di ricerca congiunti sul territorio recuperando quelli già esistenti o operativi situati a Legge, Gela, Metaponto e Pozzuoli.

Con un investimento di oltre 20 milioni di euro e con un programma congiunto della durata di 5 anni, le sedi di ricerca identificate saranno specializzate su ciascuno degli ambiti applicativi.

Gela è il centro eletto per lo studio della fusione nucleare con l’obiettivo di trovare una tecnologia in grado di produrre energia pulita potenzialmente illimitata, Lecce invece si concentra sulle ricerche sull’Artico nell’ottica delle problematiche di innalzamento termico globale.

Il centro del Metaponto ha come scopo le ricerche sull’acqua come risorsa vitale e come elemento da tutelare per un ecosistema in equilibrio.

Infine Pozzuoli studia l’agricoltura come attività alla baso dello sviluppo di ogni contesto economico e sociale.

La ricerca come soluzione alle sfide globali

L’iniziativa risponde alla necessità di puntare sulla ricerca per vincere le sfide globali che vedono un incremento della popolazione e un decremento delle risorse idriche, agricole ed energetiche con un pericoloso e conseguente peggioramento delle condizioni climatiche e ambientali.

I centri di ricerca saranno pilotati da un gruppo di lavoro misto che ne detterà le strategie e i progetti nonché la ripartizione delle risorse.

Qui il comunicato stampa.

Smart NationEni e Cnr insieme per soluzioni innovative alle sfide globali
Vai all'articolo

Ikea punta sulla smart home e introduce interessanti novità

No comments

L’idea di poter disporre di una casa sempre più intelligente e automatizzata trae origine dal movimento iniziato con le prime soluzioni domotiche dei primi anni ’90 che oggi si intersecano e integrano con le più avanzate opportunità offerte dalle nuove tecnologie.

Basti pensare ai sistemi di videosorveglianza intelligente (Arlo), agli assistenti vocali (Amazon Echo, Google Home, Apple HomeKit) o ai termostati intelligenti (Nest e Netatmo).

Tra i produttori interessati ad introdurre soluzioni nel settore smart home c’è anche Ikea che sta proponendo alcuni prodotti intelligenti all’interno del proprio catalogo.

In particolare l’interesse del gigante svedese si è concentrato, negli ultimi tempi, sulla disponibilità di altoparlanti tecnologicamente avanzate e sulla gestione intelligente dell’illuminazione domestica, il tutto con una notevole attenzione al costo della soluzione.

Altoparlanti bluetooth e lampadine smart controllabili dagli assistenti vocali

Gli altoparlanti wireless Eneby sono dei dispositivi bluetooth che permettono di ascoltare la musica dal cellulare, dal computer e da altri dispositivi in grado di gestire questa tecnologia di collegamento senza fili.

Minimali nell’aspetto, sono disponibili in due versioni da 20×20 o 30x30cm e due colori (bianco e nero) ad un prezzo particolarmente competitivo.

Sul fronte dell’illuminazione intelligente Ikea ha da tempo lanciato le lampadine smart a LED della linea Tradfri, controllabili da remoto tramite l’app proprietaria disponibile per iOS e Android ma non ancora agganciate ad alcun assistente vocale.

Ora però, con l’ultima release dell’app, Ikea ha aggiunto il supporto a Google Assistant e Google Home: è sufficiente impostare l’opzione dal pannello di controllo dell’app Ikea e autorizzare il controllo di Tradfri – Ikea smart lighting.

Effettuata la configurazione, sarà possibile visualizzare tutte le lampadine appartenti al sistema che diventeranno quindi gestibili attraverso l’assistente vocale.

Il kit di base che comprendere una lampadina Tradfri e un dimmer wireless costa 17,99 euro, pertanto largamente accessibile rispetto ad altre offerte sul mercato.

Smart NationIkea punta sulla smart home e introduce interessanti novità
Vai all'articolo

Gli scarti vegetali vengono trasformati in microparticelle di bioplastica

No comments

La continua ricerca di una maggiore sostenibilità ambientale nella produzione industriale ha portato, negli ultimi anni, a considerare attivamente le materie di scarto per la nascita di nuove lavorazioni che consentissero una maggiore efficienza nel ciclo produttivo e una riduzione dell’impatto dei rifiuti sull’ambiente.

La lavorazione delle materie plastiche è forse uno degli ambiti più affascinanti dove questa ottimizzazioni ha avuto luogo.

Grazie alla collaborazione fra il Gruppo Boero, fra i leader nell’industria delle vernici, e il team di ricerca Smart Materials dell’Istituto Italiano di Tecnologia ha avuto la luce un’iniziativa che ha portato alla realizzazione di pitture innovative che incorporano microparticelle di bioplastica realizzata a partire da scarti vegetali.

Bioplastiche da scarti vegetali

La realizzazione di queste green paints basa la produzione di microparticelle di bioplastica sulla lavorazione dell’amido di mais e degli scarti di arancia e cacao.

La lavorazione è stata simulata in laboratorio e successivamente replicata in un contesto industriale: tramite questo studio il gruppo Smart Materials di IIT è riuscito a brevettare materiali per recuperare gli scarti di lavorazione di origine vegetale ottenibili dall’industria agroalimentare con lo scopo di creare pigmenti tradizionali utilizzati nella formulazione delle pitture per interni.

Ad esempio le microparticelle di bioplastica da amido di mais, tipicamente di colore bianco, sono utilizzabili come possibile alternativa al tradizionale pigmento bianco ed opacizzante per la realizzazione di pitture base bianco-neutre eventualmente successivamente colorabili.

Allo stesso modo con le microparticelle bioplastiche provenienti da scarti di arancia e cacao si possono ottenere pitture colorate giallo/arancia o marrone/cacao grazie alla colorazione naturale delle microparticelle stesse.

Siamo di fronte ad un perfetto esempio di innovazione che promuove un’economia davvero circolare con il recupero e la rigenerazione dei materiali che oggi rappresentano un rifiuto con un alto costo di smaltimento.

Smart NationGli scarti vegetali vengono trasformati in microparticelle di bioplastica
Vai all'articolo