A Torino nascono le Officine Edison

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Edison chiama a raccolta diversi partner per avviare a Torino una nuova iniziativa innovativa e fortemente incentrata sull’energia.

Infatti l’azienda energetica, con la collaborazione del Comune di Torino, del Politecnico di Torino, della Regione Piemonte, della Fondazione CRT e della Compagnia di San Paolo, ha inaugurato le Officine Edison, uno spazio polifunzionale dedicato all’innovazione tecnologica e alla ricerca e allo sviluppo di nuove opportunità in ambito energetico.

La ricerca della sostenibilità è uno dei principali obiettivi della nuova iniziativa tramite la creazione di servizi innovativi di efficientamento e risparmio energetico grazie ad un approccio di data science.

Le tecnologie principali ruotano attorno ai big data, alla mobilità elettrica e alle soluzioni energetiche per rendere casa e città un luogo intelligente.

Officine Edison, uno spazio polifunzionale dedicato all’innovazione

Le Officine Edison sorgono presso il terzo piano dell’Energy Center House di Torino, il palazzo che sorge a pochi passi dalla Cittadella del Politecnico.

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La sensibilizzazione ambientale dei bambini passa attraverso la realtà virtuale

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Un dispositivo idoneo per riprodurre i contenuti digitali e un visore per la realtà virtuale sono gli strumenti necessari per partecipare ad un innovativo progetto che ha lo scopo di insegnare ai bambini il valore del mare e la necessità di differenziare i rifiuti e riciclare la plastica.

Si tratta di MyEdu School, un’iniziativa della casa editrice Fme Education rivolta alla scuola primaria e secondaria di primo grado in collaborazione con l’Acquario di Genova.

Il rispetto dell’ecosistema marino non è però l’unico messaggio che MyEdu School intende promuovere fra i più giovani: il progetto di sensibilizzazione ambientale infatti è uno dei contenuti che la piattaforma educativa della casa editrice Fme Education mette a disposizione delle scuole con lo scopo ultimo di portare gratuitamente le nuove tecnologie in classe.

Non a caso MyEdu School è stato recentemente parte dell’inaugurazione dell’Atelier creativo dell’IC Ponti di Gallarate; gli istituti che vogliono partecipare al progetto MyEdu School possono dotarsi di una classe virtuale comprensiva di dieci tablet Android da utilizzare per fare lezioni digitali con gli strumenti e i contenuti disponibili sul portale MyEdu School.

Un successo che viene da lontano

Nell’ultimo anno MyEdu School ha coinvolto quasi 50 istituti comprensivi del Nord Italia con un bacino di circa 30mila ragazzi dai sei ai 13 anni e 4mila insegnanti anche in forza di un accordo con il MIUR (Protocollo n° 60 del 17-01-2018) per la realizzazione di azioni a sostegno dell’innovazione digitale nella scuola italiana.

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Smart City, ENEA avvia un percorso nazionale per lo sviluppo

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Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico e sostenibile ha lanciato un progetto volto a sviluppare soluzioni su misura da presentare ai Comuni per abbattere i costi e semplificare l’iter per la realizzazione del modello di smart city.

Convergenza Smart City and Community, questo il nome dell’iniziativa, raccoglie Palazzo Chigi, Consip, Confindustria e AgID: essa punta alla completa riorganizzazione dei processi urbani attraverso modelli gestionali, standard e indicatori di prestazione per rigenerare letteralmente i Comuni e permettere loro di avvicinarsi al concetto di smart city.

Una roadmap per stimolare l’uso intelligente dei dati

L’impegno profuso dai promotori del progetto ha già permesso la stesura del documento programmatico SmartItaly Goal, una sorta di sommario di azioni per lo sviluppo urbano dei territori grazie alle nuove tecnologie.

Basti pensare che i vari Comuni, al momento, gestiscono i propri servizi strategici come illuminazione, acqua, elettricità, gas, rifiuti e mobilità in totale assenza di condivisione e senza un’opportuna logica di insieme.

Il programma punta invece a dotare i territori della giusta visione e della strumentazione che consenta un ampio ricorso ai big data e all’analisi delle informazioni ai fini di stimolare una più efficiente allocazione delle risorse.

Maggiori dettagli sul sito di ENEA.

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Eni e Cnr insieme per soluzioni innovative alle sfide globali

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Eni e Cnr hanno sottoscritto un accordo per sviluppare soluzioni innovative in quattro settori: fusione nucleare, acqua, agricoltura ed ecosistema artico.

Tramite la firma di un Memorandum of Understanding, le capacità di ricerca delle due realtà si fondono attraverso l’istituzione di quattro centri di ricerca congiunti sul territorio recuperando quelli già esistenti o operativi situati a Legge, Gela, Metaponto e Pozzuoli.

Con un investimento di oltre 20 milioni di euro e con un programma congiunto della durata di 5 anni, le sedi di ricerca identificate saranno specializzate su ciascuno degli ambiti applicativi.

Gela è il centro eletto per lo studio della fusione nucleare con l’obiettivo di trovare una tecnologia in grado di produrre energia pulita potenzialmente illimitata, Lecce invece si concentra sulle ricerche sull’Artico nell’ottica delle problematiche di innalzamento termico globale.

Il centro del Metaponto ha come scopo le ricerche sull’acqua come risorsa vitale e come elemento da tutelare per un ecosistema in equilibrio.

Infine Pozzuoli studia l’agricoltura come attività alla baso dello sviluppo di ogni contesto economico e sociale.

La ricerca come soluzione alle sfide globali

L’iniziativa risponde alla necessità di puntare sulla ricerca per vincere le sfide globali che vedono un incremento della popolazione e un decremento delle risorse idriche, agricole ed energetiche con un pericoloso e conseguente peggioramento delle condizioni climatiche e ambientali.

I centri di ricerca saranno pilotati da un gruppo di lavoro misto che ne detterà le strategie e i progetti nonché la ripartizione delle risorse.

Qui il comunicato stampa.

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Ikea punta sulla smart home e introduce interessanti novità

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L’idea di poter disporre di una casa sempre più intelligente e automatizzata trae origine dal movimento iniziato con le prime soluzioni domotiche dei primi anni ’90 che oggi si intersecano e integrano con le più avanzate opportunità offerte dalle nuove tecnologie.

Basti pensare ai sistemi di videosorveglianza intelligente (Arlo), agli assistenti vocali (Amazon Echo, Google Home, Apple HomeKit) o ai termostati intelligenti (Nest e Netatmo).

Tra i produttori interessati ad introdurre soluzioni nel settore smart home c’è anche Ikea che sta proponendo alcuni prodotti intelligenti all’interno del proprio catalogo.

In particolare l’interesse del gigante svedese si è concentrato, negli ultimi tempi, sulla disponibilità di altoparlanti tecnologicamente avanzate e sulla gestione intelligente dell’illuminazione domestica, il tutto con una notevole attenzione al costo della soluzione.

Altoparlanti bluetooth e lampadine smart controllabili dagli assistenti vocali

Gli altoparlanti wireless Eneby sono dei dispositivi bluetooth che permettono di ascoltare la musica dal cellulare, dal computer e da altri dispositivi in grado di gestire questa tecnologia di collegamento senza fili.

Minimali nell’aspetto, sono disponibili in due versioni da 20×20 o 30x30cm e due colori (bianco e nero) ad un prezzo particolarmente competitivo.

Sul fronte dell’illuminazione intelligente Ikea ha da tempo lanciato le lampadine smart a LED della linea Tradfri, controllabili da remoto tramite l’app proprietaria disponibile per iOS e Android ma non ancora agganciate ad alcun assistente vocale.

Ora però, con l’ultima release dell’app, Ikea ha aggiunto il supporto a Google Assistant e Google Home: è sufficiente impostare l’opzione dal pannello di controllo dell’app Ikea e autorizzare il controllo di Tradfri – Ikea smart lighting.

Effettuata la configurazione, sarà possibile visualizzare tutte le lampadine appartenti al sistema che diventeranno quindi gestibili attraverso l’assistente vocale.

Il kit di base che comprendere una lampadina Tradfri e un dimmer wireless costa 17,99 euro, pertanto largamente accessibile rispetto ad altre offerte sul mercato.

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Gli scarti vegetali vengono trasformati in microparticelle di bioplastica

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La continua ricerca di una maggiore sostenibilità ambientale nella produzione industriale ha portato, negli ultimi anni, a considerare attivamente le materie di scarto per la nascita di nuove lavorazioni che consentissero una maggiore efficienza nel ciclo produttivo e una riduzione dell’impatto dei rifiuti sull’ambiente.

La lavorazione delle materie plastiche è forse uno degli ambiti più affascinanti dove questa ottimizzazioni ha avuto luogo.

Grazie alla collaborazione fra il Gruppo Boero, fra i leader nell’industria delle vernici, e il team di ricerca Smart Materials dell’Istituto Italiano di Tecnologia ha avuto la luce un’iniziativa che ha portato alla realizzazione di pitture innovative che incorporano microparticelle di bioplastica realizzata a partire da scarti vegetali.

Bioplastiche da scarti vegetali

La realizzazione di queste green paints basa la produzione di microparticelle di bioplastica sulla lavorazione dell’amido di mais e degli scarti di arancia e cacao.

La lavorazione è stata simulata in laboratorio e successivamente replicata in un contesto industriale: tramite questo studio il gruppo Smart Materials di IIT è riuscito a brevettare materiali per recuperare gli scarti di lavorazione di origine vegetale ottenibili dall’industria agroalimentare con lo scopo di creare pigmenti tradizionali utilizzati nella formulazione delle pitture per interni.

Ad esempio le microparticelle di bioplastica da amido di mais, tipicamente di colore bianco, sono utilizzabili come possibile alternativa al tradizionale pigmento bianco ed opacizzante per la realizzazione di pitture base bianco-neutre eventualmente successivamente colorabili.

Allo stesso modo con le microparticelle bioplastiche provenienti da scarti di arancia e cacao si possono ottenere pitture colorate giallo/arancia o marrone/cacao grazie alla colorazione naturale delle microparticelle stesse.

Siamo di fronte ad un perfetto esempio di innovazione che promuove un’economia davvero circolare con il recupero e la rigenerazione dei materiali che oggi rappresentano un rifiuto con un alto costo di smaltimento.

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A Venezia i vaporetti sperimentano un innovativo carburante ecologico

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La ricerca di nuove forme di energia pulita che possano soddisfare le esigenze della moderna società rappresenta un processo continuo che porta a sperimentare soluzioni sempre più particolari.

A tale proposito il Comune di Venezia ha stretto una partnership con Eni e le municipalizzate Avm e Veritas per sottoscrivere un protocollo di sperimentazione per introdurre uno speciale carburante ecologico come alimentazione per i propri vaporetti.

L’esperimento, che prevede una durata di 7 mesi (da inizio aprile a fine ottobre), punta a modificare il carburante impiegato per i vaporetti del servizio pubblico lagunare con la miscela Eni Diesel+.

La particolarità di questo carburante è quella di contenere un 15% di componente rinnovabile prodotto dalla raffineria di Porto Marghera a seguito di un processo di riconversione degli oli vegetali usati per la cottura: questa trasformazione è stata possibile tramite un brevetto proprietario e rappresenta il primo esempio al mondo di conversione di una raffineria convenzionale in bioraffineria.

Olio esausto da cucina per il trasporto pubblico

L’iniziativa è la prima del genere su motori marini, mentre è stata testata con successo a Torino per il trasporto pubblico di linea su gomma.
Durante il periodo di prova, le emissioni inquinanti dei vaporetti saranno registrate e confrontate con gli esami di laboratorio effettuati in ambiente controllato che hanno evidenziato una riduzione delle emissioni degli ossidi di azoto, del particolato primario e secondario, e delle particelle ultrafini.

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Il Comune di Catania e TIM insieme per il futuro tecnologico della città

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Il Comune di Catania ha siglato un accordo con TIM per dare nuovo impulso allo sviluppo digitale del territorio con particolare riferimento alla possibilità di rendere Catania una smart city all’avanguardia e diventare così un riferimento per l’economia digitale regionale.

Si tratta di un’intesa che consolida ulteriormente il già prospero rapporto di TIM con la città che ospita anche il Joint Open Lab nato in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania e che si occupa di sperimentazioni relative all’Internet of Things (IoT), Smart AgriFood e Industria 4.0.

Sensoristica e applicazioni avanzate per Catania

Il ruolo di TIM sarà quello di partner per la realizzazione di sistemi evoluti come il monitoraggio e l’efficientamento dello spostamento dei cittadini e turisti grazie all’ottimizzazione della mobilità urbana.

Tra i principali servizi verrà implementato il sistema BaaS (Bus as a Sensor), un innovativo sensing node applicato ai mezzi di trasporto affinché sia possibile utilizzarli per raccogliere diverse tipologie di dati, come la qualità dell’aria, la posizione o l’affollamento del bus ma anche il grado di congestione del traffico o la situazione del manto stradale.

I bus diventeranno quindi delle macchine intelligenti al servizio della comunità
Oltre al sistema BaaS è prevista la realizzazione di una soluzione Smart Urban Garden che consente di dotare gli orti urbani e le aree verdi di un’intelligenza artificiale che permetta ai fruitori di interagire fra loro e con il territorio nell’ottica di creare un proprio orto 2.0 attraverso un assistente digitale.

Maggiori informazioni qui.

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Mobilità elettrica, il nuovo piano di Enel parte da Lucca

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Enel continua nei suoi sforzi di pianificazione della copertura nazionale di stazioni di ricarica elettrica: l’obiettivo è arrivare a 14.000 colonnine nel 2022 dopo averne installate 7.000 entro il 2020.

Le cifre sono individuate all’interno del Piano nazionale per l’installazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici, un documento importante che non solo serve alla pianificazione strategica della nuova capillare rete di ricarica del gestore energetico, ma anche ad un deciso contributo alla e-mobility revolution che consiste nella progressiva sostituzione delle auto con motore a scoppio grazie alle automobili elettriche.

Il grosso limite per la diffusione delle auto elettriche è sempre stato nella scarsa disponibilità delle stazioni di ricarica: i piani di Enel prevedono la nascita di una rete capillare di ricarica composta da colonnine Quick (22 kW) nelle aree urbane e Fast (50 kW) e Ultra Fast (150 kW), per la ricarica veloce, in quelle extraurbane.

Lucca la prima città ad essere coperta dalle colonnine

I primi passi verranno effettuati nel 2018 nelle aree urbane e le principali direttrici extraurbane con la copertura di circa 250 comuni: la prima città coperta sarà Lucca.

Il Piano è stato presentato all’autodromo di Vallelunga dove sorgerà il primo polo tecnologico di Enel in tutta Italia per la ricerca e lo sviluppo di soluzioni per la mobilità elettrica.

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I cantieri Riva presentano il primo motoscafo a emissioni zero

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A Laglio, sul lago di Como, gli storici cantieri Riva guidati da Daniele Riva, ottava generazione della celebre dinastia di costruttori di barche, hanno presentato un nuovo tipo di imbarcazione che porta il concetto di sostenibilità ambientale alla sua massima espressione.

L’E-commuter, questo il nome dell’innovativo prodotto nautico, è un prototipo di barca a propulsione elettrica e legno riciclabile che potrebbe gettare le basi per il futuro nell’ambito della mobilità nautica da diporto.

Le nuove tecnologie infatti consentono di sfruttare l’ecosostenibilità dell’elettrico con la silenziosità del legno.

L’ambizioso progetto è stato realizzato con il contributo della Regione e in collaborazione con Cna Lombardia, Milano, Lario e Brianza e con l’appoggio del Comune di Laglio, del Fai e della Fondazione Alessandro Volta.

Per sviluppare il nuovo E-commuter, i cantieri Riva sono partite dalle Lucie, le imbarcazioni tradizionali del lago di Como, che gli artigiani hanno trasformato con un piccolo miracolo tecnico-scientifico nel rispetto della tradizione culturale e creativa.

L’E-commuter è frutto di ricerca e tradizione

Insieme all’E-commuter sono state presentate anche altre due attività degne di nota: è stata restaurata la bottega originaria Sciostra, dove il primo dei Riva diede il via all’attività nel 1771.

L’intervento di restauro però non si è limitato al recupero ma anche alla trasformazione del luogo che è stato ripensato nella forma e nella funzione per dare origine ad un moderno Centro Ricerche per la Nautica denominato E_R_Concept.

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