VeniSia, l’acceleratore che punta allo sviluppo sostenibile di Venezia

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Si chiama VeniSia ed è un nuovo progetto decollato a Venezia grazie a importanti partner, fra cui Eni, con l’obiettivo di gettare le basi per lo sviluppo sostenibile della città lagunare.

VeniSia, acronimo per Venice Sustainability Innovation Accelerator, nasce dall’università Ca’ Foscari di Venezia insieme al Comune di Venezia e altre partnership importanti: grazie alla scuola di impresa Joule lanciata nel 2020, questo nuovo progetto intende fornire agli imprenditori le competenze per realizzare nuove imprese nell’ambito dell’economia circolare.

Per questo motivo è stata attivata una speciale call for ideas, attiva fino al 31 luglio, destinata a tutti coloro che volessero individuare soluzioni innovative per il ripopolamento della città, per lo sviluppo di un turismo sostenibile, per una nuova mobilità acquatica nel rispetto dell’ambiente, per la tutela del patrimonio artistico e architettonico, per la gestione dei rifiuti ma anche per un nuovo modo di abitare e lavorare a Venezia.

Non manca un’attenzione speciale al problema dell’innalzamento del livello del mare, probabilmente il pericolo più grande per la sopravvivenza della città lagunare.

Il quartier generale dell’iniziativa è situato presso lo Strategy innovation hub del dipartimento di Management dell’università Ca’ Foscari.

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Data Valley Bene Comune, al via i laboratori di cittadinanza digitale

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Tutto è pronto per l’avvio dei laboratori di cittadinanza digitale denominati “Innovazione digitale: bene comune”, una serie di talk rivolti alla comunità di Rimini per avvicinare cittadini e imprese al digitale inteso come strumento democratico e inclusivo per uno sviluppo sostenibile.

Organizzati dal Laboratorio Rimini Tiberio e strutturati per fornire approfondimenti alla nuova Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna dal titolo “Data Valley Bene Comune“, i talk affrontano gli obiettivi e le azioni che la Regione intende attuare entro il 2025 per promuovere lo sviluppo di un ecosistema digitale regionale finalizzato al progresso sociale ed economico del territorio.

La scelta di affidare al Laboratorio Rimini Tiberio la programmazione di questi talk non è casuale: si tratta infatti dell’hub locale dell’Agenda regionale nato nel 2016 e impegnato a pensare nuove strategie di attrattività per la città.

Alla base della strategia regionale vi sono comunque i dati e le tecnologie innovative, due importanti capisaldi intrecciati per migliorare la qualità della vita dei cittadini e facilitare il governo dei territori nel rispetto della sostenibilità e dell’ambiente.

I talk riguarderanno le principali direttrici di lavoro della nuova Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna, ossia la diffusione delle competenze digitali, la trasformazione digitale della PA e dei settori produttivi, la connessione del territorio e il contrasto alle marginalità geografiche e ai divari di genere.

Il programma degli incontri è consultabile sul sito del Laboratorio Aperto Rimini Tiberio, maggiori informazioni nel comunicato di Regione Emilia-Romagna.

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Paideia Campus, a Pollica nasce l’innovativo progetto del Future Food Institute

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Nasce a Pollica, piccolo Comune del Cilento in provincia di Salerno, un nuovo progetto dedicato alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio culturale e naturale legato all’ecosistema mediterraneo.

Si chiama Paideia ed è un campus che raccoglie talenti interessati a sviluppare innovazione in campo agroalimentare nel rispetto della tradizione mediterranea e delle relative biodiversità di terra e di mare.

Tra gli obiettivi dell’iniziativa c’è la volontà di prototipare soluzioni innovative, anche con il coinvolgimento dei ragazzi delle scuole italiane e del resto del mondo, per la sostenibilità, la pesca e l’agricoltura sostenibile.

Ampio interesse anche verso il turismo slow e le opportunità di ripopolamento dei borghi italiani al fine di rendere nuovamente appetibili aree interne dell’Italia che soffrono di importanti cali demografici o dell’abbandono.

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Nasce ZERO, il nuovo acceleratore cleantech di CDP

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Il Gruppo CDP presenta ZERO, il nuovo acceleratore cleantech che fa parte della Rete Nazionale degli acceleratori di CDP che punta a sviluppare startup e imprese innovative che sviluppano progetti e soluzioni tecnologiche rivolte all’ambiente e alla sostenibilità.

In particolare l’acceleratore vuole sostenere tutte le tecnologie per minimizzare l’impatto carbonico, agevolare la riduzione delle emissioni, ottimizzare il ciclo dei rifiuti, sviluppare i processi di transizione energetica e supportare l’economia circolare.

Nell’iniziativa, ENI sarà partner principale con il supporto di Joule che ospiterà l’acceleratore: dal 14 aprile verrà aperta la call per selezionare le 30 attività imprenditoriali che entreranno nel programma di accelerazione curato da LVenture Group ed Elis.

Maggiori dettagli nel comunicato di CDP.

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Monopattini elettrici, al via la libera circolazione

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L’inizio del nuovo anno è una data importante anche per la mobilità innovativa dettata dall’adozione di strumenti alternativi a quelli tradizionali come i monopattini elettrici: da oggi primo gennaio 2020 infatti termina la sperimentazione e prende il via la libera circolazione dei monopattini elettrici che viene gestita dal Codice della Strada.

In virtù della pubblicazione sulla G.U. della L. 27 dicembre 2019 n. 160, i monopattini elettrici vengono equiparati ai velocipedi, ovvero alle biciclette, diventando agli effetti di legge dei veicoli cui si applica il CdS: rimangono esclusi gli altri mezzi elettrici quali gli hoverboard e i monoruota.

Per essere considerati monopattini elettrici, i mezzi devono avere velocità massima di 20 km/h e potenza del motore non superiore a 500 watt oltre ad una completa dotazione di luci anteriori e posteriori, la presenza del marchio CE e l’emissione di un segnale acustico: il casco non è invece obbligatorio.

Si tratta di un’innovazione importante relativamente alla micromobilità che alimenta la mobilità sostenibile e condivisa: la circolazione dei mezzi elettrici è consentita nelle sole aree urbane secondo le regole comunali e la segnaletica riferibile.

I monopattini elettrici possono circolare nelle aree pedonali a velocità inferiore ai 6 km/h, oppure a velocità superiore entro i 20 km/h su piste ciclabili o nelle strade con limite di velocità di 30 km/h: in tal caso sarà necessario indossare un giubbotto o delle bretelle retroriflettenti. verde, potranno essere utilizzati anche all’interno delle piste ciclo-pedonali presenti nei parchi e nei giardini.

Le zone sempre interdette sono generalmente quelle non idonee alla circolazione di questi mezzi come le vie pavimentate in pietra di fiume, le corsie preferenziali vicine ai binari del tram, i parcheggi a fondo cieco e le gallerie pedonali.

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JUMP, a Roma arriva il bike sharing elettrico di Uber

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Uber conquista Roma con il bike sharing elettrico: da oggi sono disponibili le nuove biciclette elettriche in condivisione proposte dalla multinazionale americana e prenotabili tramite app.

JUMP, questo il nome del servizio, è stato lanciato da Uber nella Capitale per dare alla città un modello di mobilità alternativa che consenta di migliorare la qualità della vita dei cittadini.

I mezzi di JUMP sono progettati per garantire una guida più responsabile da parte degli utenti e una maggiore sicurezza di parcheggio: il sistema di pedalata assistita aumenta progressivamente la velocità (spinta fino a 25 km/h).

Un aspetto molto importante è la tutela dei mezzi dai possibili atti di vandalismo: è previsto l’implementazione di un sistema GPS per il monitoraggio dei mezzi e un particolare sistema di blocco.

Dal punto di vista della viabilità e dell’uso delle aree di parcheggio, è stato considerato utile prevedere multe per chi parcheggia dove non si può come per esempio sul Lungotevere.

All’atto del lancio sono disponibili 700 biciclette elettriche in condivisione su una flotta complessiva di 2.800 unità che verranno raggiunte in poche settimane per coprire una superficie di circa 57 Km quadrati che vanno dal centro storico alle zone più esterne come EUR, Quartiere Coppede, Monteverde Nuovo e Fleming.

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FVG Energia, online il portale istituzionale dell’energia in Friuli Venezia Giulia

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La Regione FVG ha inaugurato il Portale Energia, un sito web che aiuta professionisti e cittadini a destreggiarsi fra le spese energetiche potendo compiere scelte informate che vanno dalle autorizzazioni per i pannelli solari, alle scelte d’investimento sostenibili verso le tecnologie più rispettose dell’ambiente.

Il portale è raggiungibile tramite il sito energia.regione.fvg.it e consente di gestire tutte le pratiche relative agli impianti termici e alle caratteristiche energetiche delle abitazioni unificando le operazioni sul territorio regionale: è possibile recuperare l’attestato di prestazione energetica Ape, gli impianti termici, la diagnosi energetica e la certificazione Itaca.

Lo scopo è quello di semplificare le operazioni di valutazione di quali siano le azioni più funzionali alla riduzione delle emissioni e alla sostenibilità del sistema complessivo con scelte responsabili.

Inoltre è possibile migliorare la propria informazione imparando a conoscere il piano energetico regionale e trovando le informazioni sulle autorizzazioni in materia di impianti alimentati a fonte rinnovabile: nella sezione dedicata i dati energetici del territorio si possono inoltre visualizzare statistiche relative ai consumi energetici degli edifici del territorio anche tramite speciali rappresentazioni cartografiche.

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ENEA affianca il Comune di Ravenna per promuovere la transizione digitale e la rigenerazione urbana della darsena

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ENEA, insieme al Comune di Ravenna, è pronta a realizzare una grande piattaforma tecnologica per gestire dati su traffico, inquinamento ambientale e consumi energetici di lampioni, edifici e singole abitazioni dell’area portuale-industriale della città.

L’iniziativa è coerente con le specifiche del progetto DARE per cui è stato ottenuto un importante finanziamento europeo all’interno del bando Urban Innovative Action.

L’area obiettivo è abitata da circa 20mila persone ed è interessata da profondi processi di dismissione: per migliorare l’ambiente verranno eseguiti interventi di rigenerazione ambientale, abitativa e turistica tramite la creazione di un ambiente digitale che servirà a gestire i dati provenienti da una rete capillare di sensori sul territorio e la diffusione di una cultura digitale, sempre più connessa a turismo, lavoro, salute, sicurezza e vivibilità degli spazi locali.

I cittadini verranno coinvolti nel processo tramite vari strumenti, come il portale, le app, i totem informativi, le panchine interattive ma anche eventi e laboratori che consentiranno al cittadino di intervenire nella co-progettazione degli interventi condivisi di rigenerazione urbana. La darsena potrà quindi diventare sempre più attrattiva per residenti, turisti e investitori.

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Il Comune di Castiglione della Pescaia adotta la cartografia digitale per il sistema di gestione dei rifiuti

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Il Comune di Castiglione della Pescaia ha stabilito di utilizzare le nuove tecnologie per migliorare il sistema di raccolta e gestione dei rifiuti: per farlo è stato dato mandato all’ufficio ambiente di rendere possibile l’introduzione di una cartografia digitale.

Una cartografia dettagliata è una risposta in grado di consentire la rilevazione degli accessi nel territorio comunale che possono efficientare l’introduzione della tariffazione puntuale sui rifiuti garantendo, in forza della mappatura, l’elaborazione di una situazione aggiornata in tempo reale.

La nuova soluzione permette non solo di fotografare lo stato attuale ma, per questo, garantisce la futura pianificazione e programmazione del Comune tramite dati e informazioni provenienti da banche dati geografiche, integrate e multifunzionali che consentono di incrociare i diversi strati tematici di altri settori che spaziano dalla toponomastica ai tributi passando per l’urbanistica.

Ne deriva un controllo minuzioso del territorio come anche la sua evoluzione e, al contempo, l’identificazione di tutti gli utenti per poter essere inseriti nella fase sperimentale della tariffa puntuale con i cassonetti intelligenti che partirà presumibilmente a fine anno. Tra i vantaggi del ricorso alla tecnologia vi è anche il rilevamento dell’attività del servizio di gestione rifiuti che consente un controllo diretto sull’operato del gestore unico e sul comportamento dell’utenza.

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Il Comune di Milano sospende provvisoriamente l’uso dei monopattini in sharing

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Il Comune di Milano sospende provvisoriamente l’uso dei monopattini in sharing in città, bloccando l’impiego di quelli elettrici finché non sarà uscito l’apposito bando di concorso.

La decisione è relativa a logiche di sicurezza e prudenza collegate all’uso di questi mezzi di trasporto innovativi che sono accessibili a tutti grazie all’uso del digitale.

Gli utilizzatori infatti sono richiamati alla prudenza e al rispetto del codice della strada con divieto esplicito di muoversi sui marciapiedi o contromano, avendo cura di indossare di sera il giubbotto catarifrangente.

Fino a quando non sarà pubblicato il bando per le società di sharing e non saranno installati i cartelli previsti dalla legge, il divieto per i monopattini elettrici in sharing sarà effettivo per tutta Milano.

Già a fine luglio c’era stata una prima definizione delle norme sull’uso dei monopattini con una limitazione alle aree pedonali: i mezzi devono essere provvisti di luci e limitatori di velocità oltre ad essere utilizzabili da maggiorenni o da maggiori di 16 anni in possesso del patentino come per lo scooter.

Non appena saranno posati tutti i cartelli previsti per legge, i monopattini potranno circolare anche nelle zone 30, su ciclabili e ciclopedonali garantendo quindi una mobilità sostenibile, innovativa e sicura per le città.

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