Fondazione Vodafone annuncia il primo localizzatore al mondo per persone affette da autismo

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Fondazione Vodafone, in collaborazione con Cervelli Ribelli, ha annunciato la nascita del primo localizzatore al mondo ideato per ridurre il rischio di scomparsa di persone affette da autismo.

La soluzione tecnologica risponde alla necessità dimostrata dalle persone autistiche e dalle relative famiglie onde soddisfare il bisogno di prevenire l’eventualità di incidenti che potrebbero essere originati in seguito alla patologia: capita infatti che i pazienti autistici perdano i propri riferimenti con il rischio di iniziare a vagare senza meta, allontanandosi da zone sicure.

Per questo timore, in assenza di uno strumento di controllo, si tende a limitare la libertà di movimento all’aria aperta comprimendo di conseguenza le occasioni di inclusione: la problematica è condivisa, peraltro, anche dagli individui affetti da un’altra patologia fortemente limitante quale l’Alzheimer cui potrebbe essere destinata la medesima soluzione opportunamente declinata.

Il rilascio del prodotto è previsto per i prossimi mesi ed è frutto della collaborazione fra il promotore, Fondazione Vodafone, e Cervelli Ribelli coadiuvati da un un team di esperti formato da medici, psicologi, educatori, informatici e designer.

La fase di prototipazione è prevista per settembre, cui seguirà la sperimentazione sul campo per valutare gli indici di benessere delle persone che lo utilizzeranno e l’affidabilità del dispositivo oltre all’usabilità del dispositivo indossabile adatto alle persone con autismo.

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Fondazione TIM incentiva l’uso della tecnologia per contrastare l’autismo

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Fondazione TIM interviene nel contrasto delle problematiche che interessano le persone affette da autismo e, per questo motivo, ha lanciato un bando al fine di incentivare l’adozione di tecnologie intelligenti e innovazione utili allo scopo.

L’obiettivo è quello di consentire la progettazione di soluzioni digitali per favorire l’autonomia personale, domestica e lavorativa nonché l’apprendimento scolastico e lo sviluppo di abilità di linguaggio e di comunicazione nelle persone maggiori di 16 anni colpite da autismo.

Il bando è destinato a soggetti pubblici e privati che operino senza finalità di lucro ed è rivolto in particolare allo sviluppo di tecnologie come algoritmi di intelligenza artificiale, stampa 3D, sistemi vocali, realtà aumentata, giochi e robot, tool immersivi e di localizzazione.

Fattore distintivo per il finanziamento è la capacità delle soluzioni progettate di raggiungere il più ampio numero possibile di destinatari mantenendo un’elevata facilità di utilizzo e ovviamente l’aderenza alle reali necessità dei futuri utenti.

Tra i parametri tenuti in grande considerazione vi è il ricorso all’open source teso a garantire l’accessibilità delle soluzioni e la sostenibilità economica dell’evoluzione degli strumenti proposti, entrambe caratteristiche chiave per supportarne efficacemente la diffusione in diversi contesti d’uso nonché la manutenibilità nel tempo.

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PizzAut e Samsung, pizza e tecnologia contro l’autismo

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PizzAut è un’associazione nata nel 2017 tra Milano e Monza che ha l’obbiettivo di creare una maggiore inclusione sociale per le persone affette da autismo impiegandole nella realizzazione di una pizzeria con l’assistenza di terapeuti e professionisti della ristorazione.

La lodevole iniziativa, che ha realizzato diverse attività per potersi finanziare tra cui una campagna di crowdfunding, non è passata inosservata tanto che Samsung ha deciso di portare il proprio contributo.

Con una diretta collaborazione da parte dell’associazione PizzAut, la multinazionale coreana ha pubblicato un’applicazione per consentire ai ragazzi autistici di prendere le ordinazioni dai propri clienti durante i turni.

L’installazione è semplice e si effettua sui tablet in dotazione ai dipendenti: l’interfaccia è facilmente utilizzabile ed è studiata appositamente per semplificare il processo di ordinanzione tramite immagini e icone che consentono una più agevole interazione fra clienti e camerieri anche quando questi ultimi non sono in grado di comunicare verbalmente.

L’invio dell’ordinazione viene trasmesso in cucina in tempo reale dove altri tablet visualizzano le comande per i pizzaioli.

La tecnologia come soluzione per l’inclusione sociale

Lo scopo principale dell’app è quello di semplificare il flusso di lavoro che potrebbe creare più di qualche problema per persone affette da autismo rendendole maggiormente autonome per un successivo inserimento nel mondo delle professioni.

In Italia il problema dell’autismo interessa circa 600mila famiglie.

Nonostante il progetto PizzAut sia ancora agli albori, la prima pizzeria potrebbe aprire i battenti entro l’anno.

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