Trasformazione digitale, il Documento Unico di Circolazione è operativo

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Dopo un lungo percorso è finalmente attivo il Documento Unico di Circolazione e al suo interno è disponibile un significativo numero di pratiche automobilistiche.

Si tratta di una significativa innovazione che rappresenta forse il più importante passo nella trasformazione digitale del mondo dei servizi per la circolazione fisica e giuridica dei veicoli: ne avevamo parlato tempo fa quando il nuovo documento era in fase di progettazione.

La genesi del DUC in formato digitale è stata piuttosto travagliata, con date di rilascio che sono state via via rinviate spezzettando il numero di pratiche incluse nel nuovo fascicolo digitale.

Nel Documento Unico di Circolazione sono presenti i dati tecnici e di intestazione del veicolo, i provvedimenti amministrativi giudiziari che insistono sulla proprietà e la disponibilità del mezzo ma anche eventuali ipoteche o fermi amministrativi che gravano sullo stesso.

Il nuovo DUC riduce i costi di emissione con 2 bolli contro i 4 previsti per certificato di proprietà e libretto di circolazione oltre ad una compressione dei costi per la trascrizione all’ACI (Automobile Club d’Italia).

Il DUC permette di gestire una serie di pratiche fra cui le mini-volture, cioè i passaggi di proprietà a favore dei concessionari e dei commercianti di veicoli, che acquistano o prendono in permuta mezzi usati, le radiazioni, ossia le cessazioni dalla circolazione per rottamazione e per definitiva esportazione all’estero, e infine su richiesta le immatricolazioni, re-immatricolazioni e trasferimenti di proprietà.

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Al via i nuovi processi digitali propedeutici all’adozione del Documento Unico di circolazione

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I preparativi per l’entrata in vigore del Documento Unico di circolazione, il nuovo supporto che sostituisce il vecchio libretto di circolazione, continuano a susseguirsi: il MIT e ACI hanno infatti ufficializzato il passaggio ai nuovi processi digitali per alcune operazioni attinenti alla proprietà degli autoveicoli.

Si tratta di un percorso graduale iniziato a settembre con la comunicazione, da parte del MIT, a tutti gli operatori interessati alla gestione delle pratiche automobilistiche per le quali è prevista la trasformazione al digitale ossia gli uffici periferici di ACI, quelli della Motorizzazione Civile e tutti gli STA, ossia gli Studi di Consulenza Automobilistica e le delegazioni ACI.

Le uniche documentazioni cartacee ammesse sono quelle relative alle targhe e gli atti per la preventiva verifica di conformità.

Dal primo gennaio 2020 tutti i processi saranno dematerializzati e verrà rilasciato il Documento Unico del veicolo mentre per l’input si dovrà utilizzare il modello di istanza unificata.

Maggiori dettagli nel comunicato congiunto.

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Il MIT autorizza la sperimentazione su strada pubblica della guida autonoma

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Dopo il via libera da parte dell’Osservatorio tecnico di supporto per le Smart Road, il MIT ha formalmente rilasciato l’autorizzazione alla sperimentazione su strada pubblica dell’auto a guida autonoma.

L’inizio della sperimentazione è passo fondamentale per accelerare l’introduzione di veicoli in grado di mitigare l’errore umano e ridurre il numero di incidenti sulle strade.

La prima società a beneficiare del rilascio dell’autorizzazione è la VisLab S.r.l., società controllata da Ambarella Inc: la sperimentazione riguarderà la mobilità autonoma in ambito urbano e quella definita “dell’ultimo miglio” inerente a tratti stradali prestabiliti e presenti nelle città di Torino e Parma.

I test prevedono la presenza di un supervisore umano che possa prendere il controllo del veicolo in caso di necessità garantendo la piena sicurezza della sperimentazione.

La sperimentazione avrà il suo centro a Torino che risulta a tutti gli effetti la città più avanzata sui temi della mobilità veicolare a guida autonoma.

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ACI lancia il fascicolo digitale del veicolo

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L’Automobile Club d’Italia (ACI) ha annunciato un importante novità che potrebbe rivoluzionare il sistema di gestione dei dati dei veicoli: grazie ad una collaborazione con EY specificatamente pensata per contrastare le c.d. truffe dei contachilometri, ACI propone il fascicolo digitale del veicolo.

Si tratta di uno speciale registro digitale, basato sul ricorso alla blockchain, che certifica la reale percorrenza delle auto e attesta anche gli interventi di manutenzione effettuati sulle stesse.

La crittografia e la concatenazione dei dati offerte dalla blockchain permette la sostanziale notarizzazione virtuale del ciclo di vita dell’automobile: grazie ad un’infrastruttura distribuita il sistema risulta perfettamente interoperabile.

L’esigenza è quantomai attuale anche perché la manomissione dei contachilometri al fine di truffare i compratori degli autoveicoli sul mercato dell’usato è un fatto purtroppo frequente e, anzi, in costante crescita con un incremento del 10% all’anno.

Nel solo 2018 sarebbero stati contraffatti ben 2.5 milioni di contachilometri per altrettanti veicoli con un danno potenziale fra i 5,6 e i 9,6 miliardi di Euro.

Il fascicolo digitale del veicolo è un servizio incorporato nell’app ACI Space, disponibile per iOS e Android, e conterrà varie informazioni certificate dell’auto come i dati del veicolo l’autocertificazione dei chilometri percorsi, il certificato di proprietà, i bolli pagati e il certificato dell’assicurazione.

Questi dati saranno conservati nella massima sicurezza e riservatezza ad accesso esclusivo del proprietario o di persone da esso autorizzate.

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