DESI 2019, l’Italia migliora ma rimane indietro nel digitale

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L’Italia migliora la propria posizione in Europa per quanto riguarda la competitività digitale ma è ancora nelle ultime posizioni: questo è lo scenario decretato dal rapporto DESI 2019.

Solo alcuni piccoli miglioramenti in relazione ai livelli di connettività e nell’offerta dei servizi digitali legati alla PA determinano una crescita rispetto all’anno passato.

Il DESI, acronimo per Digital Economy and Society Index, è l’indicatore di digitalizzazione dell’economia e della società che viene redatto dalla Commissione europea ogni anno per stabilire il grado di digitalizzazione dei Paesi membri.

In testa alla classifica i Paesi del blocco del Nord Europa quali Finlandia, Svezia, Olanda e Danimarca: l’Italia migliora grazie anche all’inserimento di nuovi parametri di valutazione come big data, competenze software e preparazione alla 5G ma è fondamentalmente indietro, avanti solo a Polonia, Grecia, Romania e Bulgaria.

In termini di connettività l’Italia si posiziona al 19mo posto fra gli Stati membri dell’Unione, risalendo di sette posizioni rispetto alla classifica DESI 2018.

Migliora la copertura delle reti fisse a banda larga e della banda larga veloce (NGA) che raggiunge il 90 % delle famiglie e supera dunque la media UE (83 %).

Una delle principali criticità permane ancora la scarsa diffusione dell’utilizzo abituale di Internet: tre persone su dieci non utilizzano ancora questo strumento e più della metà della popolazione non possiede competenze digitali di base con conseguente scarsa riduzione dei servizi online.

Il DESI 2019 in versione italiana è scaricabile qui.

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Online l’ultimo rapporto sullo stato del progetto BUL

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Il progetto BUL, ossia il piano nazionale relativo alla copertura del Paese tramite soluzioni a banda ultra larga, procede a passo spedito.

Infratel e Open Fiber, le due società coinvolte nella realizzazione dell’ambiziosa iniziativa, hanno avviato le attività di progettazione per i comuni delle varie fasi necessarie all’esecuzione dei lavori.

In larga parte si è inoltre passati alla verifica della progettazione esecutiva con conseguente avvio dei lavori vincolato all’ottenimento delle autorizzazioni necessarie erogate dagli Enti competenti.

Sebbene infatti le attività siano fortemente riqualificanti il territorio e offrano delle opportunità tangibili ai cittadini interessati dalla nuova rete, i lavori devono essere autorizzati dai relativi Comuni e dall’insieme di uffici della PA coinvolti.

Si tratta di un passaggio fondamentale per rilanciare la competitività dell’Italia, partendo dal presupposto che fino a pochi mesi fa gli operatori non hanno trovato conveniente investire nelle cosìddette aree bianche, ossia le aree a fallimento di mercato che non presentano adeguata marginalità per un ricambio o un inserimento di infrastrutture tecnologiche di comunicazione di ultima generazione.

Per questo motivo Infratel e Open Fiber sono intervenute, su spinta del Governo, laddove non era reputato conveniente avendo come primo obiettivo l’interesse nel realizzare una rete davvero inclusiva che potesse dare al cittadino opportunità inesplorate.

Per monitorare lo stato di avanzamento dei lavori è stato creato un apposito sito.

Non solo, progressivamente vengono pubblicati dei report con le ultime notizie circa le fasi di esecuzione relazionate alle zone interessate: tra questi è stato recentemente pubblicato lo stato del progetto BUL a concessione risalente a maggio 2019, può essere recuperato qui.

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Agcom, crescono gli accessi FTTC e FTTH

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I dati dell’Osservatorio sulle Comunicazioni diffusi dall’Agcom tracciano uno scenario rassicurante per la diffusione degli accessi a banda larga che è in crescita in tutto il Paese.

Questo è dovuto soprattutto all’opera di cablaggio delle città a cura di Open Fiber ma anche per la diffusione delle nuove tecnologie di comunicazione mobile: a riprova della preferenza accordata all’uso di connettività mobile, a fine 2018 gli accessi complessivi alla rete fissa si sono ridotti di 180mila unità rispetto al trimestre precedente.

Basti pensare che sulla rete mobile si registra annualmente un aumento complessivo di circa 3,5 milioni di SIM che comprendono sia quelle M2M (machine to machine) che quelle dedicate alle persone (in modalità traffico solo voce o voce e dati).

Cumulativamente, rispetto a 5 anni fai, il totale degli accessi in rame è sceso al 58% rispetto al quasi 94% del 2014 con un complessivo di 7,5 milioni di linee che sono state rimpiazzate da quasi altrettanti accessi con tecnologie più veloci: si è infatti assistito ad un aumento di connettività FTTC (+5,9 milioni di unità), FTTH (+540 mila) e FWA (+700 mila).

Ormai le linee con velocità inferiore ai 10 Mbit/s sono meno del 25% delle linee a banda larga mentre quelle con velocità pari o maggiore di 30 Mbit/s sono il 45,1%.

Fra gli operatori, TIM guida la classifica con il 43,9% delle attivazioni seguita da Vodafone (15,8%) e poi Fastweb e Wind/Tre con quote di mercato comprese tra il 14 ed il 15%.

La classifica, per quanto riguarda il mercato mobile vede TIM guidare la classifica con il 30,7% del mercato, seguita da Wind Tre e Vodafone con una quota simile pari al 29,2% e infine Iliad con il 2,7%.

Maggiori dettagli sul blog ufficiale.

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A Cagliari inizia la sperimentazione del 5G

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Un accordo fra il MISE e Fastweb ha permesso di avviare a Cagliari la sperimentazione delle reti di quinta generazione.

Il 5G arriva quindi in Sardegna in virtù di un allargamento della sperimentazione che si aggiunge a città come Torino, Milano, Roma, Prato, L’Aquila, Bari e Matera.

Questa nuova opportunità è resa possibile grazie al progetto Joint Innovation Center promosso dalla Regione Sardegna, CRS4 e Huawei che già è stato al centro di un accordo per rendere le città della Sardegna più smart.

Il 5G come requisito per ogni smart city

Il 5G è infatti un requisito essenziale per la realizzazione di una nuova infrastruttura avanzata in grado di sviluppare nuove tecnologie legate alla connettività come le Smart City, le tecnologie legate a Industria/Impresa 4.0, la cybersicurezza, la sanità digitale e molto altro.

La nuova rete 5G sarà testata inizialmente in alcune zone di Cagliari per poi allargata progressivamente a tutto il territorio comunale.

Attualmente in Italia Vodafone sta sperimentando il 5G a Milano, Fastweb e TIM a Bari, Torino, Roma, San Marino e a Matera e Wind Tre nelle città di Prato e L’Aquila.

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In Italia cresce la diffusione di connettività veloce

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Secondo i dati Agcom raccolti con lo strumento Misura Internet Mobile, l’Italia sta attraversando un periodo molto felice per quanto concerne la diffusione della banda larga e della connettività veloce.

Nell’ultimo anno, e in particolare tra aprile e agosto, i rilevamenti in 40 città hanno registrato miglioramenti significativi nelle velocità verificate oltre alla metà delle suddette rispetto all’anno precedente con un aumento medio della velocità di upload di circa 20Mbps e di download di circa 31Mbps.

Si tratta di miglioramenti che si collocano in un +10-12%: fra le città più virtuose nel miglioramento dei dati tecnici relativi alla velocità di connessione spicca Bologna seguita da Bari e Torino che una delle città in Italia più reattive nella corsa all’implementazione della rete 5G.

Significativo anche il risultato di Roma che, seppure in termini assoluti non registri velocità di picco da primatista in classifica, ottiene una menzione speciale per il miglioramento percentuale rispetto all’anno passato con un incremento del 27% per il download e il 17% per l’upload.

Meno bene va a Milano che, pur mantenendo prestazioni allineate in termini assoluti, non si schioda da un +3% rispetto alle velocità ottenute nello scorso anno.

Il miglioramento delle condizioni di connettività è gioco di squadra

I miglioramenti delle condizioni di connettività è dovuto alla collaborazione infrastrutturale fra aziende come TIM e Open Fiber che cercano di colmare il gap rispetto ai Paese europei del Centro e Nord Europa anche se la bassa richiesta di attivazioni di nuove utenze conferma un livello di alfabetizzazione informatica piuttosto basso.

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Agcom aggiorna la banca dati di tutte le reti di accesso ad internet

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Grazie all’ultimo aggiornamento della Broadband Map da parte di Agcom si assiste ad un sostanziale incremento della diffusione delle reti di accesso ad internet.

La Broadband Map è una banca dati che censisce tutte le reti di accesso ad internet esistenti sul territorio nazionale: è stata prevista dal Decreto Salva Italia che ha dato ad Agcom il compito di realizzare questo progetto di raccolta dati e mantenerlo aggiornato.

La banca dati infatti fornisce la possibilità di valutare lo stato dello sviluppo dell’offerta ad internet al singolo indirizzo e di ottenere delle informazioni addizionali inerenti alle diverse tecnologie e velocità di banda disponibili all’indirizzo del richiedente.

Consultare la mappa è facile, è sufficiente recarsi all’indirizzo maps.agcom.it avendo cura di accettare le condizioni di utilizzo.

L’aggiornamento della Broadband Map e lo stato della rete in Italia

Con l’ultimo aggiornamento, oltre a migliorare lo spettro e la dimensione dei dati raccolti, sono stati apportati dei cambiamenti a livello di user experience: è stato migliorato il dettaglio delle mappe e perfezionata l’interfaccia d’uso da parte dell’utente.

Anche la sezione dedicata agli Open Data, con il fine di consentire il riuso delle informazioni raccolte da Agcom, ha subito un potenziamento: oltre al singolo indirizzo è possibile richiedere al database la visualizzazione di interi tratti stradali segmentati a seconda della velocità di banda per cui sono attrezzati.

Ulteriori dettagli sono disponibili consultando direttamente la mappatura.

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Vodafone sperimenta la prima connessione 5G in Italia con standard 3GPP

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Dopo l’esperimento a Milano relativo ad una connessione dati pre-standard 3GPP che ha portato il raggiungimento di velocità di download superiori a 2,7 Gbps, Vodafone migliora le performance di ottobre lanciando una connessione dati in 5G conforme allo standard del 3GPP utilizzando la banda di frequenze 3.7-3.8 GHz messe a disposizione dal Mise.

Vodafone Italia si conferma così il primo operatore in Italia a raggiungere questo traguardo attraverso apparati di rete e dispositivi Huawei: l’elevata larghezza di banda e la latenza di poco superiore al millisecondo, consente numerose opportunità di applicazione della tecnologia di connettività che si presta ad una veloce copertura del territorio attraverso la tecnica del uplink & downlink decoupling.

Vodafone punta alla diffusione del 5G a Milano entro il 2019

Si tratta di un ulteriore passo in avanti nella sperimentazione del 5G nell’area metropolitana di Milano, coinvolgendo 28 partner e 10 endorser per realizzare 41 progetti in diversi settori.

Vodafone ha l’obiettivo di raggiungere con tecnologia 5G l’80% di Milano entro il 2018 fino ad arrivare alla completa copertura nel 2019.

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DESI 2018, l’Italia è ancora indietro nel digitale

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Il digitale in Italia versa in una sostanziale stagnazione, questo lo scenario descritto dai nuovi dati del DESI 2018, l’indice digitale europeo che classifica l’Italia al 25esimo posto su 28 nella classifica degli Stati membri dell’Unione.

Per il quarto anno consecutivo l’Italia non si muove e resta fanalino di coda in Europa, nonostante il grande impegno per migliorare la situazione in cui versa il digitale nel nostro Paese.

A parte un segnale positivo relativo alla copertura della banda larga veloce che passa dal 23esimo posto del 2016 al 13esimo posto del 2017 grazie soprattutto al BUL, il piano strategico per la banda ultra larga, e ai progressi dovuti alla progressiva digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, rimane ancora complessivamente fermo lo stato di avanzamento nella classifica globale che rimane di fatto invariata rispetto al 2015, anno in cui è stato creato il DESI.

DESI 2018, il vero problema sono le competenze digitali

Come negli altri anni e coerentemente con l’aumento dell’età media della popolazione, la vera problematica della digitalizzazione in Italia è collegata all’assenza di competenze digitali nella maggior parte della popolazione.

Nonostante le attività di facilitazione digitale messe in campo dal Governo, senza un supporto che prenda per mano i senior e la parte di popolazione resistente alla tecnologia, diventa difficile migliorare il grado di penetrazione delle competenze digitali che si riflette, inevitabilmente, su tutti gli altri settori, ovvero banda larga mobile, utenti Internet, servizi online, e-commerce ed e-government.

Stando alla classifica del DESI 2018, il grado di e-skill peggiora globalmente retrocedendo dal 24esimo dello scorso anno al 25esimo posto con un tasso di utenti internet inferiore alla media europea (69% contro l’81%): in calo i lettori di giornali online e fanalino di coda su shopping online, servizi bancari, videochiamate e social network.

Anche a livello di connettività, nonostante i miglioramenti nella diffusione della banda ultra larga, l’Italia si posiziona al 26esimo posto in Ue, in retrocessione di una posizione rispetto all’anno scorso: ci si auspica che con l’arrivo di Open Fiber qualcosa possa cambiare ma le tempistiche richieste per cablare il Paese sono ancora troppo elevate.

Qui il report completo in italiano.

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Archivi di Stato e Garr connessi dalla fibra ottica

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I lavori per rendere l’Italia una nazione connessa tramite fibra ottica proseguono alacremente e coinvolgono anche molte realtà della Pubblica Amministrazione.

Ben 8 sedi degli Archivi di Stato sono ora connessi direttamente alla rete della ricerca Garr con 100 Mbps simmetrici (in upload e download): si tratta di una svolta digitale ottenuta dall’accordo firmato dalla direzione generale per gli Archivi del MiBACT e Garr, il gestore della rete della ricerca italiana.

Le 8 sedi degli Archivi di Stato coinvolte, sulle 100 esistenti in tutta Italia, sono: Torino (2 sedi), Milano, Venezia, Firenze, Roma, Napoli e Palermo.

Nel complesso, le sedi conservano circa 7 milioni di oggetti composti da documenti cartacei, pergamene, fotografie e audiovisivi: si tratta del 30% sul totale del patrimonio archivistico italiano.

Maggiori opportunità dalla fibra ottica

Grazie alla connessione con la rete Garr gli archivisti potranno usufruire di nuovi strumenti per le attività quotidiane ma soprattutto stimolare una maggior partecipazione da parte di ricercatori e istituti che potranno attingere più velocemente al patrimonio informativo degli archivi nonché porre in essere attività di conservazione digitale a lungo termine e disaster recovery.

Fra le realtà connesse agli Archivi di Stato tramite la nuova rete vi sono fra gli altri: l’Archivio Centrale dello Stato di Roma , l’Istituto Centrale per gli Archivi, le Biblioteche Nazionali di Roma e Firenze, l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico, la Galleria degli Uffizi e l’area archeologica di Pompei.

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Open Fiber sbarca a Roma

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Grandi novità in arrivo per la città Roma in relazione all’espansione della rete in fibra ottica.

Open Fiber, il player infrastrutturale che si occupa della realizzazione e gestione della rete in fibra ottica con la tecnologia Fiber to the Home (FTTH), sbarca a Roma con un piano di sviluppo che vedrà Roma, entro i prossimi 5 anni, cablata in FTTH con l’obiettivo di raggiungere 1,2 milioni di persone.

Lo sviluppo del progetto è frutto della partnership fra Open Fiber e ACEA, la multiutility del settore idrico, energia e gas.

L’ambizioso progetto nasce con lo scopo di garantire ai cittadini romani un accesso veloce, basato su rete FTTH, per fruire di servizi di connettività da 1 Gbps recuperando la struttura di ACEA ed evitando così nuovi e impattanti lavori di scavo.

Il totale dell’investimento è pari a 375 milioni di euro, di cui 350 milioni a carico di Open Fiber, e impiegherà fino a 1.500 persone.

Fibra ottica e ammodernamento della rete ACEA

Nell’accordo è previsto inoltre un riammodernamento della rete ACEA attraverso cui passerà la nuova rete in fibra: tale miglioramento porterà alla possibilità di avere sistemi di automazione avanzata al servizio, ad esempio, dell’illuminazione pubblica.

Ampio ricorso quindi alla tecnologia IoT con cui gestire più efficientemente lo stato delle reti e lanciare nuovi servizi per i cittadini nell’ambito di iniziative di Smart City.

Maggiori dettagli sul comunicato stampa.

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