Open Fiber sbarca a Roma

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Grandi novità in arrivo per la città Roma in relazione all’espansione della rete in fibra ottica.

Open Fiber, il player infrastrutturale che si occupa della realizzazione e gestione della rete in fibra ottica con la tecnologia Fiber to the Home (FTTH), sbarca a Roma con un piano di sviluppo che vedrà Roma, entro i prossimi 5 anni, cablata in FTTH con l’obiettivo di raggiungere 1,2 milioni di persone.

Lo sviluppo del progetto è frutto della partnership fra Open Fiber e ACEA, la multiutility del settore idrico, energia e gas.

L’ambizioso progetto nasce con lo scopo di garantire ai cittadini romani un accesso veloce, basato su rete FTTH, per fruire di servizi di connettività da 1 Gbps recuperando la struttura di ACEA ed evitando così nuovi e impattanti lavori di scavo.

Il totale dell’investimento è pari a 375 milioni di euro, di cui 350 milioni a carico di Open Fiber, e impiegherà fino a 1.500 persone.

Fibra ottica e ammodernamento della rete ACEA

Nell’accordo è previsto inoltre un riammodernamento della rete ACEA attraverso cui passerà la nuova rete in fibra: tale miglioramento porterà alla possibilità di avere sistemi di automazione avanzata al servizio, ad esempio, dell’illuminazione pubblica.

Ampio ricorso quindi alla tecnologia IoT con cui gestire più efficientemente lo stato delle reti e lanciare nuovi servizi per i cittadini nell’ambito di iniziative di Smart City.

Maggiori dettagli sul comunicato stampa.

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Voucher per la digitalizzazione, dal MiSE un contributo per l’innovazione

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Nell’ambito del supporto alla digitalizzazione delle imprese il MiSE ha messo a punto una misura per consentire alle PMI italiane di poter fruire di un’importante opportunità per evolvere ed accrescere business e competitività grazie all’adozione di nuovi strumenti tecnologici.

A partire dal 30 di gennaio e fino al 9 di febbraio le micro, piccole e medie imprese hanno infatti la possibilità di inoltrare una domanda, tramite il sito del MiSE, per ottenere un contributo di importo non superiore a 10 mila euro, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili, finalizzato all’adozione di interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico.

Il contributo, nominalmente identificato in un voucher per la digitalizzazione, è usabile per l’acquisto di software, hardware e/o servizi specialistici che consentano di migliorare l’efficienza aziendale, modernizzare l’organizzazione del lavoro, sviluppare soluzioni di e-commerce, fruire della connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare o ancora realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.

Come fruire del voucher per la digitalizzazione

Per poter fruire del voucher per la digitalizzazione occorre seguire le istruzioni presenti sulla pagina di riferimento del sito del MiSE.

Trattandosi di un rimborso su acquisti sostenuti, gli interessati dovranno istruire la domanda per prenotare il voucher e, se verrà accolta, dovranno sostenere le spese previste per poi ottenere il rimborso.

Le domande potranno essere presentate dalle imprese, esclusivamente tramite la procedura informatica, a partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018: la procedura di compilazione della domanda sarà però già disponibile dal 15 gennaio 2018 e avrà come requisiti il possesso della Carta nazionale dei servizi e una casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva e la sua registrazione nel Registro delle Imprese.

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Open Fiber porta la fibra ottica nelle scuole di Torino

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Open Fiber e la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo uniscono le forze per riqualificare la connettività nelle scuole di Torino.

Grazie al progetto congiunto Riconnessioni: educazione al futuro, i due partner hanno fissato l’obiettivo di rendere più digitale la didattica con l’introduzione di contenuti e metodi innovativi nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.

La crescita digitale del Paese infatti passa necessariamente attraverso la formazione di una nuova generazione di insegnanti e di cittadini che siano consapevoli della loro natura ed identità digitale.

Il progetto vede una collaborazione di diversi attori impegnati: oltre ad Open Fiber e alla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo parteciperanno il MIUR, il Comune di Torino e la Regione Piemonte.

L’iniziativa punta a coinvolgere direttamente 100 mila studenti, 2 mila insegnanti e 350 plessi scolastici con lo scopo di utilizzare la rete come strumento di apprendimento e di inclusione socio-culturale insistendo su due principi cardine: l’innovazione degli spazi e la creazione di un modello di rete di scuole per lo sviluppo di una didattica personalizzata e interattiva.

La fibra ottica in 350 plessi scolastici di Torino

L’impegno di Open Fiber in particolare ai fini della buona riuscita dell’iniziativa prevede un investimento di 10 milioni di euro in tre anni per portare la fibra ottica con connettività a 10Gbps nei 350 plessi scolastici dell’area metropolitana di Torino coinvolti nel progetto per poi espandere la rete al resto del territorio nazionale.

La nuova rete consentirà di collegare tutte le aule e permetterà quindi di riprogettare e digitalizzare i processi scolastici sviluppando nuovi servizi e professionalità nella scuola.

Alla nuova infrastruttura verrà affiancato un percorso, formato da master e workshop, per i docenti al fine di permettere loro di acquisire competenze nel mondo digitale e innovando il modello pedagogico.

Infine Riconnessioni: educazione al futuro proporrà ai cittadini attività di educazione digitale per la cittadinanza sui temi della privacy, della sicurezza dei dati e della lotta alle fake news ed al cyberbullismo.

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Open Fiber e Regione Umbria siglano un accordo per la fibra ottica regionale

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L’Umbria si prepara a compiere un salto di qualità significativo in relazione all’infrastruttura di rete avviando un percorso che porterà la regione ad essere interamente cablata dalla fibra ottica.

Umbria Digitale, la società inhouse di Regione Umbria, e Open Fiber hanno infatti siglato un protocollo d’intesa per la realizzazione di una rete in fibra ottica sull’intero territorio regionale, affinché cittadini e imprese locali possano essere connesse con una rete ultraveloce fino a 1 Gbps (1000 Megabit al secondo) sia in download che in upload.

La connettività è di tipo FTTH (Fiber To The Home), ossia la connessione della fibra direttamente presso il destinatario.

Attualmente Perugia è la prima città italiana interamente cablata da Open Fiber che si è inoltre aggiudicata il secondo bando Infratel per la realizzazione della rete in fibra ottica in tutta la regione comprese le aree periferiche a fallimento di mercato (le aree bianche).

I lavori di posa della fibra ottica verranno effettuati privilegiando modalità innovative altamente sostenibili e a basso impatto ambientale con il riutilizzo di strutture e canali preesistenti laddove possibile.

Terni pronta ad essere cablata

All’interno del protocollo, Open Fiber ha sottoscritto una convenzione con il Comune di Terni per il cablaggio di 40mila unità immobiliari (tra famiglie e imprese) entro 18 mesi dall’inizio dei lavori previsto nel mese di ottobre 2017.

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Crescita digitale in Comune, da Legautonomie una piattaforma informativa per i Comuni

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La diffusione di una rete di connettività performante in tutta Italia passa necessariamente attraverso la crescita di consapevolezza, da parte delle Amministrazioni locali, dell’assoluta centralità di un’infrastruttura come requisito per lo sviluppo del Paese.

La recente iniziativa Ultranet di Unioncamere è disposta in tal senso, ma non è l’unica.

Legautonomie, in collaborazione con Ancitel e Leganet, ha infatti avviato il progetto Crescita digitale in Comune per proporre al personale comunale una piattaforma informativa digitale attraverso cui gestire al meglio il percorso verso la realizzazione della nuova rete pubblica nazionale voluta dal piano BUL (Banda UltraLarga) lanciato dal MiSE nel 2015.

Nella fattispecie il progetto accompagnerà e assisterà i 7.700 comuni delle aree bianche (a fallimento di mercato) nella dotazione delle più avanzate infrastrutture tecnologiche per la digitalizzazione del Paese.

Le aree bianche sono quelle zone del Paese in cui gli operatori di connettività non traggono vantaggi economici nell’installazione della nuova infrastruttura di rete ma che devono essere comunque coperte per garantire alla popolazione l’accesso alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie.

Crescita digitale in Comune, un percorso di sensibilizzazione

Crescita digitale in Comune si muove su tre grandi direttrici: in primo luogo intende favorire la diffusione verso cittadini e imprese delle ricadute del Piano BUL in termini di sviluppo economico per consentire la nascita di nuove opportunità e nuovi servizi locali.

Inoltre punta a migliorare le procedure amministrative per il rilascio delle autorizzazioni per la messa in opera della rete in fibra ottica, anche grazie ad un’azione formativa rivolta ai competenti uffici comunali ad esempio sul Dlgs 15 febbraio 2016, n. 33.

Infine a sensibilizzare le strutture del Comune chiamate a interagire con il MISE per la realizzazione del Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture (SINFI).

Il percorso di sensibilizzazione avverrà tramite azioni integrate di comunicazione e di semplificazione burocratico-amministrativa con workshop, webinar e materiale informativo calendarizzati quadrimestralmente sulla base della traccia fornita da Infratel, l’agenzia speciale del MiSE incaricata della realizzazione della nuova rete pubblica.

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Unioncamere presenta Ultranet

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Unioncamere presenta il progetto Ultranet, un laboratorio nazionale per contribuire alla riduzione del ritardo digitale italiano aiutando le imprese nei processi di trasformazione digitale.

Grazie al supporto triennale offerto attraverso il bando del MiSE che Unioncamere si è aggiudicata per ridurre il digital divide, Ultranet si prefigge di perseguire la sensibilizzazione e l’informzione per le aziende sulle possibilità offerte dalle nuove tecnologie e, in particolare, dalla connettività a banda ultralarga.

Il progetto infatti si inserisce nell’ambito delle attività collegate al piano per la Banda Ultra Larga al fine di stimolare la domanda dei servizi ad esso collegati.

Solo un terzo delle Pmi nazionali sono attive online, solo un quinto utilizzano strumenti social e per 4 imprenditori su 10 il mondo di internet non porta alcun tipo di vantaggio.

La cultura come strumento per la diffusione della banda ultralarga

In questa situazione, la diffusione di connettività ad ampia larghezza di banda è ostacolato non solo da problematiche tecniche ma anche da blocchi culturali che devono essere superati.

Per questo Ultranet utilizzerà i servizi delle Agenzie del sistema camerale, che collaborano con le 76 strutture camerali sul territorio già aderenti all’iniziativa, con l’obiettivo di erogare, a partire dal 5 ottobre, 160 seminari ed eventi informativi rivolti alle imprese, agli operatori economici, ai cittadini e alle altre pubbliche amministrazioni.

Un altro punto di forza di Ultranet è nell’utilizzo strumentale del Registro Imprese: attraverso i dati del Registro delle imprese delle Camere di Commercio infatti, il progetto Ultranet consentirà a Infratel, la società in house del Ministero dello Sviluppo Economico che è il soggetto attuatore dei Piani Banda Larga e Ultra Larga del Governo, di programmare ed effettuare lavori di infrastrutturazione rispondenti alla distribuzione delle imprese sul territorio.

Qui ulteriori dettagli sul progetto.

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Roma sceglie Fastweb per la sperimentazione della rete 5G

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Nella corsa al 5G Roma non rimane osservatrice ma scende in campo nonostante il MiSE non l’abbia inizialmente considerato come città papabile per il processo di sperimentazione nazionale.

Per ovviare alla mancata elezione, Roma ha scelto Fastweb come partner tecnologico di riferimento, nonostante sia prevista la possibilità di inserimento da parte di altri operatori, per iniziare un proprio autonomo percorso di sperimentazione.

Si tratta di una scelta simile a quella compiuta da Torino e San Marino, anch’esse escluse dal MiSE, che hanno deciso di appoggiarsi a TIM per la loro corsa.

Roma è quindi l’ottava città ad accodarsi alla sperimentazione della nuova rete mobile dopo Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera, ossia le cinque città identificate dal MiSE per il programma di sperimentazione voluto dal governo centrale, oltre alle già citate Torino e San Marino.

Le reti mobili 5G sono reti convergenti che sfruttano una densità molto superiore a quella delle reti attuali e sono interamente collegate con fibra.

3.000 utenti sono il focus group sul quale il Comune di Roma e Fastweb testerà la rete di quinta generazione mobile.

Il 5G per Roma è una tecnologia fondamentale di abilitazione digitale

La sperimentazione inizierà nel 2018 nell’ambito delle applicazioni digitali per la Smart City e dell’IoT con l’obiettivo di realizzare una piattaforma in grado di supportare servizi e applicazioni nei settori della mobilità intelligente, della sensoristica, dell’industria 4.0, del turismo e della videosorveglianza.

Del resto Roma Capitale è nella partnership europea sulla digital transition che rappresenta una delle attività più rilevanti nel perimetro della digitalizzazione.

Tramite l’accordo congiunto Fastweb progetterà e realizzerà le infrastrutture di rete necessarie per lo sviluppo dei nuovi servizi digitali sulla base delle informazioni infrastrutturali civili fornite da Roma Capitale nonché l’integrazione con il Wi-Fi del territorio.

Il piano prevede inoltre che nel 2018 600mila edifici su un milione già connessi alla fibra Fastweb in modalità FTTC (Fiber To The Cabinet) passino alla connettività FTTH (Fiber To The Home).

Qui il comunicato stampa.

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Basilicata, una nuova rete in fibra ottica collega 64 Comuni

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La Basilicata è ora più veloce, connessa e pronta ad aprirsi alle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie.

TIM infatti ha completato i lavori per la rete di nuova generazione che è in grado di servire oltre 170 mila unità immobiliari con connessioni fino a 200 Mbps per un totale di 330mila abitanti.

La nuova rete in fibra ottica collegherà anche fino a 1000 Mbps ben 600 edifici pubblici: fra questi vi saranno sedi della Pubblica Amministrazione centrale e locale, sedi delle Forze Armate, istituti scolastici e uffici della Pubblica Istruzione, ospedali e strutture sanitarie.

Per la Basilicata si tratta di un notevole passo in avanti per raggiungere più facilmente gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea tra cui la diffusione dell’identità digitale, la sanità in rete, nuovi modelli didattici ed educativi sviluppati attraverso il digitale e l’adozione di modelli di città intelligenti a beneficio della qualità della vita dei cittadini e della produttività del comparto pubblico e privato.

L’investimento complessivo è stato di 36,8 milioni di euro di cui 21,8 milioni di fondi pubblici europei e 15 milioni a carico di TIM, aggiudicataria del bando emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico attraverso Infratel Italia, con un’ulteriore tranche di 9 milioni di euro extra bando da destinare alle componenti di rete attiva.

La Basilicata è una delle regioni più avanzate per soluzioni tecnologiche di nuova generazione

Il completamento dei lavori relativi a questo bando, insieme al piano di sviluppo della rete proprietaria Ngan (Next Generation Access Network) che TIM sta implementando autonomamente, porta la Basilicata ad essere una delle più avanzate realtà italiane con soluzioni tecnologiche di nuova generazione.

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WiFi4EU, al via la rete Wi-Fi europea pubblica e gratuita

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Entro il 2020 oltre 6mila comuni comunitari, interni cioé all’Unione Europea, avranno la possibilità di essere coperti da una connettività internet del tutto gratuita per i cittadini.

Il Parlamento UE ha infatti approvato con larga maggioranza il progetto WiFI4EU che porterà una connessione internet senza fili nei centri pubblici, compresi gli spazi esterni accessibili al grande pubblico (ospedali, biblioteche e PA) in modo gratuito e senza condizioni discriminatorie.

I fondi a disposizione saranno utilizzati per tutte quelle aree non coperte da fondi pubblici nazionali o da privati e saranno utilizzati in maniera geograficamente equilibrata all’interno degli Stati membri sulla base dell’ordine di arrivo delle richieste (principio del first come, first served).

Una connettività europea attenta alla privacy

Lo sblocco dei fondi avverrà su impegno della PA richiedente di copertura dei costi operativi della rete per almeno tre anni garantendo al contempo la gratuità della connessione, la facilità di accesso, la sicurezza ma soprattutto la privacy degli utenti.

Non sarà possibile infatti, per coloro che richiedono i fondi, optare per modelli pubblicitari che utilizzino dati personali ai fini commerciali.

L’accesso alla rete dovrà essere fornito nelle lingue dello Stato membro interessato e, se possibile, nelle altre lingue ufficiali dell’Ue.

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Scuole in rete, a Brescia le scuole connesse in fibra ottica

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Il sistema scolastico bresciano è pronto per entrare nel futuro: con il nuovo anno scolastico tutti i 106 istituti di competenza comunale infatti potranno avvalersi di una nuova infrastruttura di connettività basata sulla fibra ottica.

La nuova connettività, realizzata da A2A Smart City, ha pensionato i vecchi collegamenti via adsl fornendo agli istituti una connettività con capacità di dieci megabyte (5 per gli asili).

Le scuole, dagli asili nido fino alle primarie di primo grado, avranno la possibilità di fruire dell’infrastruttura per comunicare più agevolmente fra loro ma anche per impostare una didattica diversa e basata sull’utilizzo delle nuove tecnologie.

La connettività in fibra ottica consente inoltre di installare servizi che permettano di monitorare lo stato di salute degli edifici scolastici e programmarne la manutenzione ma anche gestirne gli accessi, implementare soluzioni di videosorveglianza ad alta definizione e rendere operativo una piattaforma centralizzata per l’allarme antincendio.

La presenza di connettività in fibra ottica nelle scuole bresciane ha permesso anche di trasformare le stesse scuole in ripetitori di segnale per la connettività Wi-Fi: gli edifici infatti sono stati arricchiti di circa 200 hotspot e inclusi nel sistema di connettività pubblica Brescia WiFi.

Scuole in rete, l’Agenda Digitale bresciana passa dalla formazione

Il progetto Scuole in rete rappresenta la realizzazione di una delle linee di sviluppo dell’Agenda Digitale urbana Brescia 2030 che accompagna la scuola e l’insegnamento verso il concetto di smart city.

Durante questo primo anno, la nuova infrastruttura sarà sperimentata con diversi progetti affinché producano dei risultati attendibili per calibrare meglio nuovi servizi affinché la rete sia espandibile anche le scuole superiori di competenza della Provincia.

L’obiettivo ultimo è quello di mettere in rete tutte le scuole del territorio per un più agevole scambio di informazioni e migliorare complessivamente la didattica grazie al digitale.

La promozione dei nuovi servizi resi possibile dalla fibra ottica sarà effettuata, nel corso dell’anno, attraverso svariate attività promozionali fra cui una una caccia al tesoro collettiva sul tema del coding ma anche diverse iniziative culturali legate ai temi del cyberbullismo ed educazione alla legalità, della robotica come strumento didattico e infine incontri sulla lettura e la scrittura.

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