A Cagliari inizia la sperimentazione del 5G

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Un accordo fra il MISE e Fastweb ha permesso di avviare a Cagliari la sperimentazione delle reti di quinta generazione.

Il 5G arriva quindi in Sardegna in virtù di un allargamento della sperimentazione che si aggiunge a città come Torino, Milano, Roma, Prato, L’Aquila, Bari e Matera.

Questa nuova opportunità è resa possibile grazie al progetto Joint Innovation Center promosso dalla Regione Sardegna, CRS4 e Huawei che già è stato al centro di un accordo per rendere le città della Sardegna più smart.

Il 5G come requisito per ogni smart city

Il 5G è infatti un requisito essenziale per la realizzazione di una nuova infrastruttura avanzata in grado di sviluppare nuove tecnologie legate alla connettività come le Smart City, le tecnologie legate a Industria/Impresa 4.0, la cybersicurezza, la sanità digitale e molto altro.

La nuova rete 5G sarà testata inizialmente in alcune zone di Cagliari per poi allargata progressivamente a tutto il territorio comunale.

Attualmente in Italia Vodafone sta sperimentando il 5G a Milano, Fastweb e TIM a Bari, Torino, Roma, San Marino e a Matera e Wind Tre nelle città di Prato e L’Aquila.

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In Italia cresce la diffusione di connettività veloce

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Secondo i dati Agcom raccolti con lo strumento Misura Internet Mobile, l’Italia sta attraversando un periodo molto felice per quanto concerne la diffusione della banda larga e della connettività veloce.

Nell’ultimo anno, e in particolare tra aprile e agosto, i rilevamenti in 40 città hanno registrato miglioramenti significativi nelle velocità verificate oltre alla metà delle suddette rispetto all’anno precedente con un aumento medio della velocità di upload di circa 20Mbps e di download di circa 31Mbps.

Si tratta di miglioramenti che si collocano in un +10-12%: fra le città più virtuose nel miglioramento dei dati tecnici relativi alla velocità di connessione spicca Bologna seguita da Bari e Torino che una delle città in Italia più reattive nella corsa all’implementazione della rete 5G.

Significativo anche il risultato di Roma che, seppure in termini assoluti non registri velocità di picco da primatista in classifica, ottiene una menzione speciale per il miglioramento percentuale rispetto all’anno passato con un incremento del 27% per il download e il 17% per l’upload.

Meno bene va a Milano che, pur mantenendo prestazioni allineate in termini assoluti, non si schioda da un +3% rispetto alle velocità ottenute nello scorso anno.

Il miglioramento delle condizioni di connettività è gioco di squadra

I miglioramenti delle condizioni di connettività è dovuto alla collaborazione infrastrutturale fra aziende come TIM e Open Fiber che cercano di colmare il gap rispetto ai Paese europei del Centro e Nord Europa anche se la bassa richiesta di attivazioni di nuove utenze conferma un livello di alfabetizzazione informatica piuttosto basso.

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Agcom aggiorna la banca dati di tutte le reti di accesso ad internet

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Grazie all’ultimo aggiornamento della Broadband Map da parte di Agcom si assiste ad un sostanziale incremento della diffusione delle reti di accesso ad internet.

La Broadband Map è una banca dati che censisce tutte le reti di accesso ad internet esistenti sul territorio nazionale: è stata prevista dal Decreto Salva Italia che ha dato ad Agcom il compito di realizzare questo progetto di raccolta dati e mantenerlo aggiornato.

La banca dati infatti fornisce la possibilità di valutare lo stato dello sviluppo dell’offerta ad internet al singolo indirizzo e di ottenere delle informazioni addizionali inerenti alle diverse tecnologie e velocità di banda disponibili all’indirizzo del richiedente.

Consultare la mappa è facile, è sufficiente recarsi all’indirizzo maps.agcom.it avendo cura di accettare le condizioni di utilizzo.

L’aggiornamento della Broadband Map e lo stato della rete in Italia

Con l’ultimo aggiornamento, oltre a migliorare lo spettro e la dimensione dei dati raccolti, sono stati apportati dei cambiamenti a livello di user experience: è stato migliorato il dettaglio delle mappe e perfezionata l’interfaccia d’uso da parte dell’utente.

Anche la sezione dedicata agli Open Data, con il fine di consentire il riuso delle informazioni raccolte da Agcom, ha subito un potenziamento: oltre al singolo indirizzo è possibile richiedere al database la visualizzazione di interi tratti stradali segmentati a seconda della velocità di banda per cui sono attrezzati.

Ulteriori dettagli sono disponibili consultando direttamente la mappatura.

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Vodafone sperimenta la prima connessione 5G in Italia con standard 3GPP

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Dopo l’esperimento a Milano relativo ad una connessione dati pre-standard 3GPP che ha portato il raggiungimento di velocità di download superiori a 2,7 Gbps, Vodafone migliora le performance di ottobre lanciando una connessione dati in 5G conforme allo standard del 3GPP utilizzando la banda di frequenze 3.7-3.8 GHz messe a disposizione dal Mise.

Vodafone Italia si conferma così il primo operatore in Italia a raggiungere questo traguardo attraverso apparati di rete e dispositivi Huawei: l’elevata larghezza di banda e la latenza di poco superiore al millisecondo, consente numerose opportunità di applicazione della tecnologia di connettività che si presta ad una veloce copertura del territorio attraverso la tecnica del uplink & downlink decoupling.

Vodafone punta alla diffusione del 5G a Milano entro il 2019

Si tratta di un ulteriore passo in avanti nella sperimentazione del 5G nell’area metropolitana di Milano, coinvolgendo 28 partner e 10 endorser per realizzare 41 progetti in diversi settori.

Vodafone ha l’obiettivo di raggiungere con tecnologia 5G l’80% di Milano entro il 2018 fino ad arrivare alla completa copertura nel 2019.

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DESI 2018, l’Italia è ancora indietro nel digitale

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Il digitale in Italia versa in una sostanziale stagnazione, questo lo scenario descritto dai nuovi dati del DESI 2018, l’indice digitale europeo che classifica l’Italia al 25esimo posto su 28 nella classifica degli Stati membri dell’Unione.

Per il quarto anno consecutivo l’Italia non si muove e resta fanalino di coda in Europa, nonostante il grande impegno per migliorare la situazione in cui versa il digitale nel nostro Paese.

A parte un segnale positivo relativo alla copertura della banda larga veloce che passa dal 23esimo posto del 2016 al 13esimo posto del 2017 grazie soprattutto al BUL, il piano strategico per la banda ultra larga, e ai progressi dovuti alla progressiva digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, rimane ancora complessivamente fermo lo stato di avanzamento nella classifica globale che rimane di fatto invariata rispetto al 2015, anno in cui è stato creato il DESI.

DESI 2018, il vero problema sono le competenze digitali

Come negli altri anni e coerentemente con l’aumento dell’età media della popolazione, la vera problematica della digitalizzazione in Italia è collegata all’assenza di competenze digitali nella maggior parte della popolazione.

Nonostante le attività di facilitazione digitale messe in campo dal Governo, senza un supporto che prenda per mano i senior e la parte di popolazione resistente alla tecnologia, diventa difficile migliorare il grado di penetrazione delle competenze digitali che si riflette, inevitabilmente, su tutti gli altri settori, ovvero banda larga mobile, utenti Internet, servizi online, e-commerce ed e-government.

Stando alla classifica del DESI 2018, il grado di e-skill peggiora globalmente retrocedendo dal 24esimo dello scorso anno al 25esimo posto con un tasso di utenti internet inferiore alla media europea (69% contro l’81%): in calo i lettori di giornali online e fanalino di coda su shopping online, servizi bancari, videochiamate e social network.

Anche a livello di connettività, nonostante i miglioramenti nella diffusione della banda ultra larga, l’Italia si posiziona al 26esimo posto in Ue, in retrocessione di una posizione rispetto all’anno scorso: ci si auspica che con l’arrivo di Open Fiber qualcosa possa cambiare ma le tempistiche richieste per cablare il Paese sono ancora troppo elevate.

Qui il report completo in italiano.

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Archivi di Stato e Garr connessi dalla fibra ottica

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I lavori per rendere l’Italia una nazione connessa tramite fibra ottica proseguono alacremente e coinvolgono anche molte realtà della Pubblica Amministrazione.

Ben 8 sedi degli Archivi di Stato sono ora connessi direttamente alla rete della ricerca Garr con 100 Mbps simmetrici (in upload e download): si tratta di una svolta digitale ottenuta dall’accordo firmato dalla direzione generale per gli Archivi del MiBACT e Garr, il gestore della rete della ricerca italiana.

Le 8 sedi degli Archivi di Stato coinvolte, sulle 100 esistenti in tutta Italia, sono: Torino (2 sedi), Milano, Venezia, Firenze, Roma, Napoli e Palermo.

Nel complesso, le sedi conservano circa 7 milioni di oggetti composti da documenti cartacei, pergamene, fotografie e audiovisivi: si tratta del 30% sul totale del patrimonio archivistico italiano.

Maggiori opportunità dalla fibra ottica

Grazie alla connessione con la rete Garr gli archivisti potranno usufruire di nuovi strumenti per le attività quotidiane ma soprattutto stimolare una maggior partecipazione da parte di ricercatori e istituti che potranno attingere più velocemente al patrimonio informativo degli archivi nonché porre in essere attività di conservazione digitale a lungo termine e disaster recovery.

Fra le realtà connesse agli Archivi di Stato tramite la nuova rete vi sono fra gli altri: l’Archivio Centrale dello Stato di Roma , l’Istituto Centrale per gli Archivi, le Biblioteche Nazionali di Roma e Firenze, l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico, la Galleria degli Uffizi e l’area archeologica di Pompei.

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Open Fiber sbarca a Roma

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Grandi novità in arrivo per la città Roma in relazione all’espansione della rete in fibra ottica.

Open Fiber, il player infrastrutturale che si occupa della realizzazione e gestione della rete in fibra ottica con la tecnologia Fiber to the Home (FTTH), sbarca a Roma con un piano di sviluppo che vedrà Roma, entro i prossimi 5 anni, cablata in FTTH con l’obiettivo di raggiungere 1,2 milioni di persone.

Lo sviluppo del progetto è frutto della partnership fra Open Fiber e ACEA, la multiutility del settore idrico, energia e gas.

L’ambizioso progetto nasce con lo scopo di garantire ai cittadini romani un accesso veloce, basato su rete FTTH, per fruire di servizi di connettività da 1 Gbps recuperando la struttura di ACEA ed evitando così nuovi e impattanti lavori di scavo.

Il totale dell’investimento è pari a 375 milioni di euro, di cui 350 milioni a carico di Open Fiber, e impiegherà fino a 1.500 persone.

Fibra ottica e ammodernamento della rete ACEA

Nell’accordo è previsto inoltre un riammodernamento della rete ACEA attraverso cui passerà la nuova rete in fibra: tale miglioramento porterà alla possibilità di avere sistemi di automazione avanzata al servizio, ad esempio, dell’illuminazione pubblica.

Ampio ricorso quindi alla tecnologia IoT con cui gestire più efficientemente lo stato delle reti e lanciare nuovi servizi per i cittadini nell’ambito di iniziative di Smart City.

Maggiori dettagli sul comunicato stampa.

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Voucher per la digitalizzazione, dal MiSE un contributo per l’innovazione

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Nell’ambito del supporto alla digitalizzazione delle imprese il MiSE ha messo a punto una misura per consentire alle PMI italiane di poter fruire di un’importante opportunità per evolvere ed accrescere business e competitività grazie all’adozione di nuovi strumenti tecnologici.

A partire dal 30 di gennaio e fino al 9 di febbraio le micro, piccole e medie imprese hanno infatti la possibilità di inoltrare una domanda, tramite il sito del MiSE, per ottenere un contributo di importo non superiore a 10 mila euro, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili, finalizzato all’adozione di interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico.

Il contributo, nominalmente identificato in un voucher per la digitalizzazione, è usabile per l’acquisto di software, hardware e/o servizi specialistici che consentano di migliorare l’efficienza aziendale, modernizzare l’organizzazione del lavoro, sviluppare soluzioni di e-commerce, fruire della connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare o ancora realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.

Come fruire del voucher per la digitalizzazione

Per poter fruire del voucher per la digitalizzazione occorre seguire le istruzioni presenti sulla pagina di riferimento del sito del MiSE.

Trattandosi di un rimborso su acquisti sostenuti, gli interessati dovranno istruire la domanda per prenotare il voucher e, se verrà accolta, dovranno sostenere le spese previste per poi ottenere il rimborso.

Le domande potranno essere presentate dalle imprese, esclusivamente tramite la procedura informatica, a partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018: la procedura di compilazione della domanda sarà però già disponibile dal 15 gennaio 2018 e avrà come requisiti il possesso della Carta nazionale dei servizi e una casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva e la sua registrazione nel Registro delle Imprese.

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Open Fiber porta la fibra ottica nelle scuole di Torino

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Open Fiber e la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo uniscono le forze per riqualificare la connettività nelle scuole di Torino.

Grazie al progetto congiunto Riconnessioni: educazione al futuro, i due partner hanno fissato l’obiettivo di rendere più digitale la didattica con l’introduzione di contenuti e metodi innovativi nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.

La crescita digitale del Paese infatti passa necessariamente attraverso la formazione di una nuova generazione di insegnanti e di cittadini che siano consapevoli della loro natura ed identità digitale.

Il progetto vede una collaborazione di diversi attori impegnati: oltre ad Open Fiber e alla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo parteciperanno il MIUR, il Comune di Torino e la Regione Piemonte.

L’iniziativa punta a coinvolgere direttamente 100 mila studenti, 2 mila insegnanti e 350 plessi scolastici con lo scopo di utilizzare la rete come strumento di apprendimento e di inclusione socio-culturale insistendo su due principi cardine: l’innovazione degli spazi e la creazione di un modello di rete di scuole per lo sviluppo di una didattica personalizzata e interattiva.

La fibra ottica in 350 plessi scolastici di Torino

L’impegno di Open Fiber in particolare ai fini della buona riuscita dell’iniziativa prevede un investimento di 10 milioni di euro in tre anni per portare la fibra ottica con connettività a 10Gbps nei 350 plessi scolastici dell’area metropolitana di Torino coinvolti nel progetto per poi espandere la rete al resto del territorio nazionale.

La nuova rete consentirà di collegare tutte le aule e permetterà quindi di riprogettare e digitalizzare i processi scolastici sviluppando nuovi servizi e professionalità nella scuola.

Alla nuova infrastruttura verrà affiancato un percorso, formato da master e workshop, per i docenti al fine di permettere loro di acquisire competenze nel mondo digitale e innovando il modello pedagogico.

Infine Riconnessioni: educazione al futuro proporrà ai cittadini attività di educazione digitale per la cittadinanza sui temi della privacy, della sicurezza dei dati e della lotta alle fake news ed al cyberbullismo.

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Open Fiber e Regione Umbria siglano un accordo per la fibra ottica regionale

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L’Umbria si prepara a compiere un salto di qualità significativo in relazione all’infrastruttura di rete avviando un percorso che porterà la regione ad essere interamente cablata dalla fibra ottica.

Umbria Digitale, la società inhouse di Regione Umbria, e Open Fiber hanno infatti siglato un protocollo d’intesa per la realizzazione di una rete in fibra ottica sull’intero territorio regionale, affinché cittadini e imprese locali possano essere connesse con una rete ultraveloce fino a 1 Gbps (1000 Megabit al secondo) sia in download che in upload.

La connettività è di tipo FTTH (Fiber To The Home), ossia la connessione della fibra direttamente presso il destinatario.

Attualmente Perugia è la prima città italiana interamente cablata da Open Fiber che si è inoltre aggiudicata il secondo bando Infratel per la realizzazione della rete in fibra ottica in tutta la regione comprese le aree periferiche a fallimento di mercato (le aree bianche).

I lavori di posa della fibra ottica verranno effettuati privilegiando modalità innovative altamente sostenibili e a basso impatto ambientale con il riutilizzo di strutture e canali preesistenti laddove possibile.

Terni pronta ad essere cablata

All’interno del protocollo, Open Fiber ha sottoscritto una convenzione con il Comune di Terni per il cablaggio di 40mila unità immobiliari (tra famiglie e imprese) entro 18 mesi dall’inizio dei lavori previsto nel mese di ottobre 2017.

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