Roma sceglie Fastweb per la sperimentazione della rete 5G

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Nella corsa al 5G Roma non rimane osservatrice ma scende in campo nonostante il MiSE non l’abbia inizialmente considerato come città papabile per il processo di sperimentazione nazionale.

Per ovviare alla mancata elezione, Roma ha scelto Fastweb come partner tecnologico di riferimento, nonostante sia prevista la possibilità di inserimento da parte di altri operatori, per iniziare un proprio autonomo percorso di sperimentazione.

Si tratta di una scelta simile a quella compiuta da Torino e San Marino, anch’esse escluse dal MiSE, che hanno deciso di appoggiarsi a TIM per la loro corsa.

Roma è quindi l’ottava città ad accodarsi alla sperimentazione della nuova rete mobile dopo Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera, ossia le cinque città identificate dal MiSE per il programma di sperimentazione voluto dal governo centrale, oltre alle già citate Torino e San Marino.

Le reti mobili 5G sono reti convergenti che sfruttano una densità molto superiore a quella delle reti attuali e sono interamente collegate con fibra.

3.000 utenti sono il focus group sul quale il Comune di Roma e Fastweb testerà la rete di quinta generazione mobile.

Il 5G per Roma è una tecnologia fondamentale di abilitazione digitale

La sperimentazione inizierà nel 2018 nell’ambito delle applicazioni digitali per la Smart City e dell’IoT con l’obiettivo di realizzare una piattaforma in grado di supportare servizi e applicazioni nei settori della mobilità intelligente, della sensoristica, dell’industria 4.0, del turismo e della videosorveglianza.

Del resto Roma Capitale è nella partnership europea sulla digital transition che rappresenta una delle attività più rilevanti nel perimetro della digitalizzazione.

Tramite l’accordo congiunto Fastweb progetterà e realizzerà le infrastrutture di rete necessarie per lo sviluppo dei nuovi servizi digitali sulla base delle informazioni infrastrutturali civili fornite da Roma Capitale nonché l’integrazione con il Wi-Fi del territorio.

Il piano prevede inoltre che nel 2018 600mila edifici su un milione già connessi alla fibra Fastweb in modalità FTTC (Fiber To The Cabinet) passino alla connettività FTTH (Fiber To The Home).

Qui il comunicato stampa.

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Basilicata, una nuova rete in fibra ottica collega 64 Comuni

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La Basilicata è ora più veloce, connessa e pronta ad aprirsi alle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie.

TIM infatti ha completato i lavori per la rete di nuova generazione che è in grado di servire oltre 170 mila unità immobiliari con connessioni fino a 200 Mbps per un totale di 330mila abitanti.

La nuova rete in fibra ottica collegherà anche fino a 1000 Mbps ben 600 edifici pubblici: fra questi vi saranno sedi della Pubblica Amministrazione centrale e locale, sedi delle Forze Armate, istituti scolastici e uffici della Pubblica Istruzione, ospedali e strutture sanitarie.

Per la Basilicata si tratta di un notevole passo in avanti per raggiungere più facilmente gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea tra cui la diffusione dell’identità digitale, la sanità in rete, nuovi modelli didattici ed educativi sviluppati attraverso il digitale e l’adozione di modelli di città intelligenti a beneficio della qualità della vita dei cittadini e della produttività del comparto pubblico e privato.

L’investimento complessivo è stato di 36,8 milioni di euro di cui 21,8 milioni di fondi pubblici europei e 15 milioni a carico di TIM, aggiudicataria del bando emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico attraverso Infratel Italia, con un’ulteriore tranche di 9 milioni di euro extra bando da destinare alle componenti di rete attiva.

La Basilicata è una delle regioni più avanzate per soluzioni tecnologiche di nuova generazione

Il completamento dei lavori relativi a questo bando, insieme al piano di sviluppo della rete proprietaria Ngan (Next Generation Access Network) che TIM sta implementando autonomamente, porta la Basilicata ad essere una delle più avanzate realtà italiane con soluzioni tecnologiche di nuova generazione.

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WiFi4EU, al via la rete Wi-Fi europea pubblica e gratuita

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Entro il 2020 oltre 6mila comuni comunitari, interni cioé all’Unione Europea, avranno la possibilità di essere coperti da una connettività internet del tutto gratuita per i cittadini.

Il Parlamento UE ha infatti approvato con larga maggioranza il progetto WiFI4EU che porterà una connessione internet senza fili nei centri pubblici, compresi gli spazi esterni accessibili al grande pubblico (ospedali, biblioteche e PA) in modo gratuito e senza condizioni discriminatorie.

I fondi a disposizione saranno utilizzati per tutte quelle aree non coperte da fondi pubblici nazionali o da privati e saranno utilizzati in maniera geograficamente equilibrata all’interno degli Stati membri sulla base dell’ordine di arrivo delle richieste (principio del first come, first served).

Una connettività europea attenta alla privacy

Lo sblocco dei fondi avverrà su impegno della PA richiedente di copertura dei costi operativi della rete per almeno tre anni garantendo al contempo la gratuità della connessione, la facilità di accesso, la sicurezza ma soprattutto la privacy degli utenti.

Non sarà possibile infatti, per coloro che richiedono i fondi, optare per modelli pubblicitari che utilizzino dati personali ai fini commerciali.

L’accesso alla rete dovrà essere fornito nelle lingue dello Stato membro interessato e, se possibile, nelle altre lingue ufficiali dell’Ue.

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Scuole in rete, a Brescia le scuole connesse in fibra ottica

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Il sistema scolastico bresciano è pronto per entrare nel futuro: con il nuovo anno scolastico tutti i 106 istituti di competenza comunale infatti potranno avvalersi di una nuova infrastruttura di connettività basata sulla fibra ottica.

La nuova connettività, realizzata da A2A Smart City, ha pensionato i vecchi collegamenti via adsl fornendo agli istituti una connettività con capacità di dieci megabyte (5 per gli asili).

Le scuole, dagli asili nido fino alle primarie di primo grado, avranno la possibilità di fruire dell’infrastruttura per comunicare più agevolmente fra loro ma anche per impostare una didattica diversa e basata sull’utilizzo delle nuove tecnologie.

La connettività in fibra ottica consente inoltre di installare servizi che permettano di monitorare lo stato di salute degli edifici scolastici e programmarne la manutenzione ma anche gestirne gli accessi, implementare soluzioni di videosorveglianza ad alta definizione e rendere operativo una piattaforma centralizzata per l’allarme antincendio.

La presenza di connettività in fibra ottica nelle scuole bresciane ha permesso anche di trasformare le stesse scuole in ripetitori di segnale per la connettività Wi-Fi: gli edifici infatti sono stati arricchiti di circa 200 hotspot e inclusi nel sistema di connettività pubblica Brescia WiFi.

Scuole in rete, l’Agenda Digitale bresciana passa dalla formazione

Il progetto Scuole in rete rappresenta la realizzazione di una delle linee di sviluppo dell’Agenda Digitale urbana Brescia 2030 che accompagna la scuola e l’insegnamento verso il concetto di smart city.

Durante questo primo anno, la nuova infrastruttura sarà sperimentata con diversi progetti affinché producano dei risultati attendibili per calibrare meglio nuovi servizi affinché la rete sia espandibile anche le scuole superiori di competenza della Provincia.

L’obiettivo ultimo è quello di mettere in rete tutte le scuole del territorio per un più agevole scambio di informazioni e migliorare complessivamente la didattica grazie al digitale.

La promozione dei nuovi servizi resi possibile dalla fibra ottica sarà effettuata, nel corso dell’anno, attraverso svariate attività promozionali fra cui una una caccia al tesoro collettiva sul tema del coding ma anche diverse iniziative culturali legate ai temi del cyberbullismo ed educazione alla legalità, della robotica come strumento didattico e infine incontri sulla lettura e la scrittura.

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Ad Asolo partono i lavori per la rete in fibra ottica

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Con l’obiettivo di rendere disponibili servizi innovativi a cittadini e imprese grazie ad una rete in fibra ottica altamente performante, il Comune di Asolo ha raggiunto un accordo con TIM per procedere alla realizzazione di una struttura di rete innovativa.

Entro la fine del 2017 il Comune prevede di poter raggiungere la quasi totalità della popolazione grazie alla posa di 14 chilometri di cavi in fibra ottica in grado di collegare 20 armadi stradali alla centrale.

Residuali le utenze non coperte dai nuovi collegamenti che però verranno servite da potenziamenti di banda per rendere minimo la differenza di trattamento fra cittadino e cittadino.

La posa dei cavi verrà effettuata recuperando le infrastrutture esistenti sia di proprietà di TIM sia quelle dell’Amministrazione locale: ne è un esempio il riuso dei percorsi utilizzati dalla pubblica illuminazione.

Eventuali scavi addizionali saranno effettuati sfruttando tecniche e strumentazioni innovative a basso impatto ambientale per ridurre i tempi di intervento, l’effrazione del suolo e i deterioramenti della pavimentazione stradale che richiederebbero il relativo ripristino.

La velocità di connessione prevista sarà di circa 200 Megabit al secondo e sarà idonea a per accederre a contenuti multimediali, anche in HD.

Ad Asolo le imprese crescono in competitività grazie alla banda larga

Le imprese saranno in grado di accedere a soluzioni professionali evolute che vanno dai servizi in cloud alla telepresenza passando per sistemi di sicurezza over IP come la videosorveglianza.

Anche l’Amministrazione locale avrà numerosi benefici soprattutto in termini di sicurezza e monitoraggio del territorio come anche per l’implementazione di servizi di mobilità intelligente.

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TIM lancia la fibra a 1000 Mega

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Lo stato della connettività in Italia è destinato ad un generale miglioramento nel prossimo futuro.

Con il Governo che preme sull’acceleratore per cercare di invertire la rotta e dare a tutti i cittadini italiani l’accesso a banda larga, anche gli operatori di telecomunicazioni stanno combattendosi i clienti rilanciando le offerte nell’ottica di un miglioramento delle performance e un contenimento dei costi.

TIM non si fa scappare l’occasione e, dal 26 giugno, lancia la propria connessione superveloce in fibra Ftth (Fiber To The Home) fino a 1000 Mbps in download e a 100 Mbps in upload in 70 comuni italiani.

A luglio invece è atteso un upgrade della rete 4.5G per portare la connettività fino a 700 Mbps in 11 comuni già raggiunti dalla tecnologia 4.5G.

TIM investe nell’innovazione della rete: fibra FTTH e 4.5G

Questi risultati sono possibili in virtù di un forte investimento tecnologico, pari a circa 5 miliardi di euro dedicati all’innovazione della rete nel triennio 2017-2019, che TIM sta realizzando sulla propria rete ultrabroadband che oggi raggiunge il 67% delle abitazioni in fibra e oltre il 97% della popolazione con la rete mobile 4G.

La nuova ampiezza di banda permetterà prestazioni che consentono alla clientela di utilizzare applicazioni innovative che richiedono un’alta capacità di banda, di accedere a contenuti premium con il massimo della risoluzione anche in HD, di ascoltare brani musicali e album in alta qualità audio, di giocare con una velocissima risposta di rete e di fruire di contenuti multimediali contemporaneamente e ovunque su smartphone, tablet e smart TV.

Grazie agli importanti investimenti previsti per il triennio 2017-2019 pari a circa 11 miliardi di Euro in Italia, di cui circa 5 miliardi dedicati all’innovazione della rete, TIM ha già raggiunto in fibra oltre 16 milioni di unità abitative in circa 1.900 comuni, di cui 1.300 dove è stata già raddoppiata la velocità fino 200 Mbps, e 70 con Ftth. Nella rete mobile, dopo aver lanciato il servizio commerciale 4.5G fino a 500Mbps in download in 11 città italiane, dal mese di luglio offrirà anche la velocità fino a 700 Mbps in download nelle città di Torino, Milano, Napoli, Roma e Palermo, Taormina e Giardini-Naxos per tutti i clienti con terminali compatibili.

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Smart City, Torino punta sull’UltraFibra di Fastweb

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Torino diventa a pieno titolo la città che può rivendicare, a livello nazionale, una posizione sicuramente all’avanguardia circa la presenza e diffusione di connettività ultra veloce.

Una connettività altamente performante è propedeutica a poter rendere la città un polo di innovazione per tecnologie digitali e servizi di smart city.

Ed è proprio questo il motivo che ha spinto il Comune di Torino a raggiungere un accordo con Fastweb per rendere disponibile il servizio UltraFibra.

Grazie alla copertura del servizio UltraFibra 1 Giga infatti, entro l’anno 262mila abitazioni e imprese (oltre il 40% delle famiglie e delle aziende) potranno navigare in Internet con velocità fino ad 1 Gigabit in download e 200 Megabit in upload.

Di più attraverso il servizio WOW-FI del gestore telefonico e in forza della capillarità di copertura data dai 42.000 punti di accesso presenti in città, l’infrastruttura di rete di Fastweb si propone come abilitatore chiave per lo sviluppo di servizi di smart city.

Maggiore disponibilità a connettersi in modalità ultra veloce, migliore è l’inclusione digitale dei cittadini che confluisce in una maggiore partecipazione e un’amministrazione più aperta.

UltraFibra e rete 5G per Torino, una città sempre più connessa

Va ricordato che Torino non è nuova all’attenzione verso soluzioni di connettività ad altissima velocità, il Comune infatti si era già accordato con Telecom per la sperimentazione di una rete mobile 5G che coprirà l’intera città entro il 2020.

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EmiliaRomagnaWiFi, una nuova rete Wi-Fi regionale per l’Emilia-Romagna

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La Regione Emilia-Romagna si dota di una nuova rete pubblica chiamata EmiliaRomagnaWiFi: 1103 nuovi punti di accesso a Internet in piazze, stazioni, ospedali e biblioteche disseminati fra Piacenza e Rimini, la nuova rete Wi-Fi sarà in grado di garantire un accesso a internet in modo gratuito, facile e veloce ad almeno 183 territori.

L’avviso di Lepida è chiaro, con la chiusura del bando della Regione si possono avviare i lavori per la realizzazione di un’unica rete in tutta l’Emilia-Romagna.

Un’apposita segnaletica verrà posizionata per indicare i luoghi coperti dal servizio che sarà completamente libero oltre che gratuito: nessuna necessità di autenticazione per collegarsi 24 ore su 24 tutti i giorni sulla rete a banda ultra larga.

EmiliaRomagnaWiFi non richiede l’autenticazione: tutti possono collegarsi facilmente

La scelta di non richiedere credenziali di autenticazione è stata effettuata, in aderenza al quadro normativo vigente, per semplificare al massimo la fruibilità della connettività di cittadini e turisti: spesso infatti procedure di registrazione problematiche limitano considerevolmente l’appetibilità della navigazione su reti pubbliche.

Nelle intenzioni, Bologna sarà la provincia ad avere il maggior numero di punti di accesso (218) seguita da Forlì-Cesena (190), Modena (184) e Reggio Emilia (168).

Dei 1103 access point assegnati dalla Regione ai territori, 653 sono interni (59%) e 450 esterni (41%).

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Parte la sperimentazione della rete 5G in cinque città italiane

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La diffusione della rete 5G è molto attesa non solo in quanto evoluzione del 4G, ma soprattutto come piattaforma abilitante a opportunità di sviluppo in virtù della capacità di servire strutturalmente innovazioni in grado di cambiare il modo di vivere e di spostarsi dei cittadini nonché la produzione delle imprese.

Dopo la sperimentazione al Millimeter Wave Lab di Torino, è la volta di un’espansione in cinque città italiane: l’area metropolitana di Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera.

L’annuncio è stato effettuato dal Ministero dello Sviluppo economico facendo rientrare l’iniziativa fra i progetti per dotare l’Italia di una tecnologia per reti mobili superveloce.

La rete 5G interessa anche l’Europa

L’interesse verso il 5G è dipeso anche dall’invito della Commissione europea a dotare entro il 2018 almeno una città dove avviare la sperimentazione della nuova rete.

L’Italia dunque non si accontenta e procede all’individuazione di cinque siti metropolitani raccogliendo la sfida anche perché quella del 5G è una tecnologia altamente dirompente.
Infatti riduce sensibilmente i tempi di latenza e ha un potenziale enorme in termini di impatto sull’economia del Paese.

La disponibilità di reti mobili superveloci inoltre completa l’impegno sul fronte della banda ultra larga in quanto consentirà una soluzione intermedia accettabile per quei territori che non potranno avere in tempi rapidi a disposizione la fibra ottica.

La scelta delle città oggetto dell’iniziativa di diffusione non è casuale: le selezioni dipendono da criteri relativi alla distribuzione geografica, alla capillarità di connettività ultraveloce, alla disponibilità di frequenze nella banda 3,7-3,8 e all’appartenenza ai corridoi europei.

Ne fanno eccezione L’Aquila e Matera che però sono state designate in quanto portatrici di particolari interessi: la prima è in fase di ricostruzione post-terremoto, la seconda invece, capitale europea della cultura 2019, è particolarmente attraente in virtù dell’alta concentrazione di nuovi progetti dedicati al digitale che si sposano bene con la diffusione di una rete superveloce quale quella del 5G.

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Internet, la connettività italiana è ancora inadeguata

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Nonostante l’impegno profuso dal Governo per migliorare le condizioni della connettività in Italia, purtroppo si assiste ad una situazione non particolarmente positiva.

Stando ai dati di Akamai che ha elaborato e pubblicato un report sullo stato della connettività in Italia, il nostro Paese è attualmente al 58/o posto e 28/o in Emea (Europa, Medio Oriente e Africa).

L’Italia è un Paese contraddittorio: se da una parte il mercato degli smartphone cresce senza sosta dall’altra le strutture che dovrebbero garantire una connettività ad alta velocità sono del tutto inadeguate tanto da relegare il nostro Paese nella parte bassa della classifica europea e mondiale.

La connettività media italiana si attesta sugli 8,7 Mbps

Dall’analisi di Akamai si osserva che la velocità media di connessione in Italia è pari a 8,7 Megabit al secondo (Mbps) con un minimo incremento rispetto agli 8,2 Mbps del trimestre precedente ma del tutto inadeguato a scalare la classifica.

Basti pensare che in Europa 27 dei 31 paesi analizzati hanno una velocità media superiore ai 10 Mbps, con la Norvegia al primo posto grazie ai suoi 23,6 Mbps.

E anche sul fronte della banda larga l’Italia non brilla: solo il 78% delle connessioni, infatti, sono sopra i 4 Mbps mentre per quanto riguarda le connessioni mobili, l’Italia mostra una media di 11,2 Mbps ancora indietro rispetto al Regno Unito che guida la classifica mondiale con i suoi 26,8 Mbps.

Il rapporto completo è rinvenibile qui.

Smart NationInternet, la connettività italiana è ancora inadeguata
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