TIM lancia la fibra a 1000 Mega

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Lo stato della connettività in Italia è destinato ad un generale miglioramento nel prossimo futuro.

Con il Governo che preme sull’acceleratore per cercare di invertire la rotta e dare a tutti i cittadini italiani l’accesso a banda larga, anche gli operatori di telecomunicazioni stanno combattendosi i clienti rilanciando le offerte nell’ottica di un miglioramento delle performance e un contenimento dei costi.

TIM non si fa scappare l’occasione e, dal 26 giugno, lancia la propria connessione superveloce in fibra Ftth (Fiber To The Home) fino a 1000 Mbps in download e a 100 Mbps in upload in 70 comuni italiani.

A luglio invece è atteso un upgrade della rete 4.5G per portare la connettività fino a 700 Mbps in 11 comuni già raggiunti dalla tecnologia 4.5G.

TIM investe nell’innovazione della rete: fibra FTTH e 4.5G

Questi risultati sono possibili in virtù di un forte investimento tecnologico, pari a circa 5 miliardi di euro dedicati all’innovazione della rete nel triennio 2017-2019, che TIM sta realizzando sulla propria rete ultrabroadband che oggi raggiunge il 67% delle abitazioni in fibra e oltre il 97% della popolazione con la rete mobile 4G.

La nuova ampiezza di banda permetterà prestazioni che consentono alla clientela di utilizzare applicazioni innovative che richiedono un’alta capacità di banda, di accedere a contenuti premium con il massimo della risoluzione anche in HD, di ascoltare brani musicali e album in alta qualità audio, di giocare con una velocissima risposta di rete e di fruire di contenuti multimediali contemporaneamente e ovunque su smartphone, tablet e smart TV.

Grazie agli importanti investimenti previsti per il triennio 2017-2019 pari a circa 11 miliardi di Euro in Italia, di cui circa 5 miliardi dedicati all’innovazione della rete, TIM ha già raggiunto in fibra oltre 16 milioni di unità abitative in circa 1.900 comuni, di cui 1.300 dove è stata già raddoppiata la velocità fino 200 Mbps, e 70 con Ftth. Nella rete mobile, dopo aver lanciato il servizio commerciale 4.5G fino a 500Mbps in download in 11 città italiane, dal mese di luglio offrirà anche la velocità fino a 700 Mbps in download nelle città di Torino, Milano, Napoli, Roma e Palermo, Taormina e Giardini-Naxos per tutti i clienti con terminali compatibili.

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Smart City, Torino punta sull’UltraFibra di Fastweb

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Torino diventa a pieno titolo la città che può rivendicare, a livello nazionale, una posizione sicuramente all’avanguardia circa la presenza e diffusione di connettività ultra veloce.

Una connettività altamente performante è propedeutica a poter rendere la città un polo di innovazione per tecnologie digitali e servizi di smart city.

Ed è proprio questo il motivo che ha spinto il Comune di Torino a raggiungere un accordo con Fastweb per rendere disponibile il servizio UltraFibra.

Grazie alla copertura del servizio UltraFibra 1 Giga infatti, entro l’anno 262mila abitazioni e imprese (oltre il 40% delle famiglie e delle aziende) potranno navigare in Internet con velocità fino ad 1 Gigabit in download e 200 Megabit in upload.

Di più attraverso il servizio WOW-FI del gestore telefonico e in forza della capillarità di copertura data dai 42.000 punti di accesso presenti in città, l’infrastruttura di rete di Fastweb si propone come abilitatore chiave per lo sviluppo di servizi di smart city.

Maggiore disponibilità a connettersi in modalità ultra veloce, migliore è l’inclusione digitale dei cittadini che confluisce in una maggiore partecipazione e un’amministrazione più aperta.

UltraFibra e rete 5G per Torino, una città sempre più connessa

Va ricordato che Torino non è nuova all’attenzione verso soluzioni di connettività ad altissima velocità, il Comune infatti si era già accordato con Telecom per la sperimentazione di una rete mobile 5G che coprirà l’intera città entro il 2020.

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EmiliaRomagnaWiFi, una nuova rete Wi-Fi regionale per l’Emilia-Romagna

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La Regione Emilia-Romagna si dota di una nuova rete pubblica chiamata EmiliaRomagnaWiFi: 1103 nuovi punti di accesso a Internet in piazze, stazioni, ospedali e biblioteche disseminati fra Piacenza e Rimini, la nuova rete Wi-Fi sarà in grado di garantire un accesso a internet in modo gratuito, facile e veloce ad almeno 183 territori.

L’avviso di Lepida è chiaro, con la chiusura del bando della Regione si possono avviare i lavori per la realizzazione di un’unica rete in tutta l’Emilia-Romagna.

Un’apposita segnaletica verrà posizionata per indicare i luoghi coperti dal servizio che sarà completamente libero oltre che gratuito: nessuna necessità di autenticazione per collegarsi 24 ore su 24 tutti i giorni sulla rete a banda ultra larga.

EmiliaRomagnaWiFi non richiede l’autenticazione: tutti possono collegarsi facilmente

La scelta di non richiedere credenziali di autenticazione è stata effettuata, in aderenza al quadro normativo vigente, per semplificare al massimo la fruibilità della connettività di cittadini e turisti: spesso infatti procedure di registrazione problematiche limitano considerevolmente l’appetibilità della navigazione su reti pubbliche.

Nelle intenzioni, Bologna sarà la provincia ad avere il maggior numero di punti di accesso (218) seguita da Forlì-Cesena (190), Modena (184) e Reggio Emilia (168).

Dei 1103 access point assegnati dalla Regione ai territori, 653 sono interni (59%) e 450 esterni (41%).

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Parte la sperimentazione della rete 5G in cinque città italiane

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La diffusione della rete 5G è molto attesa non solo in quanto evoluzione del 4G, ma soprattutto come piattaforma abilitante a opportunità di sviluppo in virtù della capacità di servire strutturalmente innovazioni in grado di cambiare il modo di vivere e di spostarsi dei cittadini nonché la produzione delle imprese.

Dopo la sperimentazione al Millimeter Wave Lab di Torino, è la volta di un’espansione in cinque città italiane: l’area metropolitana di Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera.

L’annuncio è stato effettuato dal Ministero dello Sviluppo economico facendo rientrare l’iniziativa fra i progetti per dotare l’Italia di una tecnologia per reti mobili superveloce.

La rete 5G interessa anche l’Europa

L’interesse verso il 5G è dipeso anche dall’invito della Commissione europea a dotare entro il 2018 almeno una città dove avviare la sperimentazione della nuova rete.

L’Italia dunque non si accontenta e procede all’individuazione di cinque siti metropolitani raccogliendo la sfida anche perché quella del 5G è una tecnologia altamente dirompente.
Infatti riduce sensibilmente i tempi di latenza e ha un potenziale enorme in termini di impatto sull’economia del Paese.

La disponibilità di reti mobili superveloci inoltre completa l’impegno sul fronte della banda ultra larga in quanto consentirà una soluzione intermedia accettabile per quei territori che non potranno avere in tempi rapidi a disposizione la fibra ottica.

La scelta delle città oggetto dell’iniziativa di diffusione non è casuale: le selezioni dipendono da criteri relativi alla distribuzione geografica, alla capillarità di connettività ultraveloce, alla disponibilità di frequenze nella banda 3,7-3,8 e all’appartenenza ai corridoi europei.

Ne fanno eccezione L’Aquila e Matera che però sono state designate in quanto portatrici di particolari interessi: la prima è in fase di ricostruzione post-terremoto, la seconda invece, capitale europea della cultura 2019, è particolarmente attraente in virtù dell’alta concentrazione di nuovi progetti dedicati al digitale che si sposano bene con la diffusione di una rete superveloce quale quella del 5G.

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Internet, la connettività italiana è ancora inadeguata

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Nonostante l’impegno profuso dal Governo per migliorare le condizioni della connettività in Italia, purtroppo si assiste ad una situazione non particolarmente positiva.

Stando ai dati di Akamai che ha elaborato e pubblicato un report sullo stato della connettività in Italia, il nostro Paese è attualmente al 58/o posto e 28/o in Emea (Europa, Medio Oriente e Africa).

L’Italia è un Paese contraddittorio: se da una parte il mercato degli smartphone cresce senza sosta dall’altra le strutture che dovrebbero garantire una connettività ad alta velocità sono del tutto inadeguate tanto da relegare il nostro Paese nella parte bassa della classifica europea e mondiale.

La connettività media italiana si attesta sugli 8,7 Mbps

Dall’analisi di Akamai si osserva che la velocità media di connessione in Italia è pari a 8,7 Megabit al secondo (Mbps) con un minimo incremento rispetto agli 8,2 Mbps del trimestre precedente ma del tutto inadeguato a scalare la classifica.

Basti pensare che in Europa 27 dei 31 paesi analizzati hanno una velocità media superiore ai 10 Mbps, con la Norvegia al primo posto grazie ai suoi 23,6 Mbps.

E anche sul fronte della banda larga l’Italia non brilla: solo il 78% delle connessioni, infatti, sono sopra i 4 Mbps mentre per quanto riguarda le connessioni mobili, l’Italia mostra una media di 11,2 Mbps ancora indietro rispetto al Regno Unito che guida la classifica mondiale con i suoi 26,8 Mbps.

Il rapporto completo è rinvenibile qui.

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Internet, un terzo delle famiglie italiane senza accesso domestico

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Il consueto rapporto Cittadini, imprese e Ict redatto dall’Istat non lascia dubbi: l’edizione 2016 documenta un aumento della quota di famiglie che dispone di un accesso a Internet da casa.

Rispetto al 2015 però si passa dal 66,2% al 69,2%, un incremento di tre punti percentuali che però non sono significativi: le famiglie con una connessione a banda larga passano dal 64,4% al 67,4%.

Troppo poco per un Paese che dovrebbe rilanciarsi grazie al digitale, tenendo in considerazione che la mancanza di connettività domestica può tradursi facilmente in uno scarso utilizzo della rete.

Stando ai dati dell’EDPR 2016, ossia il report che fotografa lo stato di salute dei Paesi europei in materia di digitale, lo scarso utilizzo di internet si riflette direttamente sull’acquisizione delle competenze digitali che formano il capitale umano e quindi la competitività del sistema Paese: non è un caso infatti che l’Italia stia arrancando sul fronte digitale e sia in fondo alla classifica europea per diffusione della banda larga.

Il Sud Italia è la parte di Paese meno interconesso

Fra le regioni con il minor tasso di diffusione della banda larga tra le famiglie spiccano Calabria e Sicilia.

L’uso del web è più diffuso tra i giovani 15-24enni (oltre 91%) ma in quest’ultimo anno stanno progressivamente recuperando gli individui di 60-64 anni (da 45,9% a 52,2%), in particolare tra le donne di questa fascia di età (con un incremento di 8,7 punti percentuali), anche grazie ai frequenti programmi di educazione digitale come Nonni in rete.

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TIM lancia il 4.5G a Roma, Palermo e Sanremo

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TIM offre connettività mobile sempre più performante.

Dopo aver inaugurato la propria rete 4.5G è l’ora della diffusione commerciale: secondo la nota stampa dell’azienda, a Roma, Palermo e Sanremo infatti si potrà navigare fino a 500 Mbps in modo stabile e fluido grazie ad una partnership esclusiva con Sony.

TIM infatti offre ai propri clienti consumer la possibilità di agganciarsi alla rete 4.5G grazie al nuovo smartphone Sony Xperia XZ, il primo compatibile con la nuova rete a 500 Mbps.

La tecnologia impiegata utilizza anche una nuova banda di frequenza LTE a 1500MHz chiamata banda L: tramite nuove tecniche di codifica e di modulazione ed evoluzione dei sistemi di trasmissione delle antenne, incrementa l’efficienza spettrale, cioè la velocità di trasmissione a parità di frequenze disponibili.

Nella pratica, la tecnologia 4.5G tramite rete LTE permette di scaricare un film in alta definizione in pochissimi minuti, fruire di contenuti video full HD e 4K in mobilità dal proprio dispositivo.

Il Sony Xperia XZ è dotato del nuovo processore Qualcomm Snapdragon 820 con LTE X12, in grado di supportare la nuova banda L e le nuove tecniche di codifica e modulazione introdotte sulla rete 4.5G.

L’accesso alla nuova rete sarà comunque garantito anche ai clienti TIM consumer o business con offerte 4G attive che avranno successivamente terminali compatibili.

La diffusione della rete 4.5G rappresenta un nuovo importante obiettivo nel percorso di avvicinamento alla rete 5G dopo aver raggiunto la velocità di 300Mbps in 11 grandi città italiane (Firenze, Bologna, Roma, Milano, Genova, Torino, Napoli, Prato, Verona, Palermo e Bari).

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TIM inaugura la rete 4.5G e supera i 500 Mbps

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In Italia TIM è stato il primo operatore a lanciare le reti LTE Advanced: oggi infatti la rete TIM consente di raggiungere la velocità di 300 Mbps in mobilità a Roma, Milano, Genova, Torino, Napoli, Prato, Verona e Palermo.

Oggi però TIM infrange un altro record: tramite un comunicato stampa, l’azienda annuncia il superamento dei 500 Mbps avvenuto presso i laboratori dell’innovazione di Torino e poi replicato attraverso le stazioni radio base della città.

Si tratta del primo importante passo verso il 5G, la rete superveloce a cui TIM sta da tempo lavorando grazie alle sperimentazioni condotte presso il millimeter Wave Lab.

In tale ottica il raggiungimento del 4.5G è una tappa intermedia.

Il 4.5G anticipa il 5G atteso nel 2020

Infatti grazie all’esperimento di Torino, il superamento dei 500 mega su singola connessione dati in download su rete live LTE infatti consente a TIM di essere il primo operatore in Italia, e tra i primi al mondo, a introdurre la tecnologia 4.5G.
Questo risultato è stato reso possibile grazie alla collaborazione di Ericsson, che ha messo a disposizione soluzioni tecnologiche e servizi avanzati di rete, e di Qualcomm Technologies Inc., che ha fornito i terminali di test con il modem Qualcomm Snapdragon Lte X16.

La rete 4.5G, se in possesso di terminali mobili compatibili, permette quindi prestazioni confrontabili con la fibra ottica ma con la comodità di poterla sfruttare in mobilità: questo permettere una più agevole connessione per coloro i quali non sono raggiunti dalla fibra ottica a causa di problematiche strutturali come ad esempio la necessità di scavi per la sua installazione.

La larghezza di banda consente di offrire le migliori prestazioni e di incrementare la capacità di rete per rispondere alla crescenti esigenze di banda in mobilità legata alla diffusione di contenuti video anche full HD e 4K.

Del resto la connettività è un asset strategico per il Paese ed è quindi perfettamente normale.

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La sperimentazione della rete 5G parte dal millimeter Wave Lab di Torino

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5G è la sigla che indica la prossima generazione per la comunicazione mobile: questo protocollo permetterà velocità di trasferimento dai 100Mbps ai 10Gbps, ossia fino a 1000 volte più veloci delle attuali tanto da poter scaricare un intero film in pochi secondi.

TIM, all’interno del proprio laboratorio di ricerca e sviluppo TIlab di Torino, ha organizzato il millimeter Wave Lab: si tratta del primo laboratorio in Europa per la sperimentazione della rete 5G presso un operatore di telecomunicazioni.

Il millimeter Wave Lab di Torino sarà dotato di vari e sofisticati sistemi di misurazione (Far-Field Compact Antenna Test Range e Near-Field Spherical Test Range) per consentire di ottimizzare le varie gamme di frequenza tra 6 e 100Ghz (ovvero le famose onde millimetriche, da qui il nome del laboratorio).

L’innovazione della rete 5G

Sta proprio qui la vera innovazione, i sistemi a cui siamo abituati adesso, infatti, lavorano su frequenze intorno al GHz, con il 5G sarà invece possibile raggiungere prestazioni molto più elevate, addirittura intorno a decine di Gigahertz.
La sfida del millimeter Wave Lab sarà proprio quella di sperimentare le future capacità delle nuove frequenze e dei vari sistemi di antenna che permetteranno un intreccio di reti wireless ultraveloci.

Usare frequenze elevate è ovviamente più complesso ed è dunque fondamentale l’introduzione di nuove antenne cosidette intelligenti capaci di aggregare diversamente i segnali.

La differenza tra le attuali antenne e quelle invece in via di sviluppo risiede principalmente nella capacità di queste ultime di creare coni di copertura di onde elettromagnetiche, solo dove serve, creando di fatto un sistema in grado di seguire il terminale dell’utente: ciò ovviamente richiede antenne più complesse e più piccole, cosa che le renderà tuttavia anche più fragili e difficili da indirizzare.

Oltre all’aumento di velocità e larghezza di banda, con la 5G arriveranno anche comunicazioni più efficienti tra diversi dispositivi: ad esempio, nello scenario di una casa intelligente (smarthome) con molti sensori connessi in 5G, il nuovo protocollo sarebbe in grado di individuare e sfruttare le giuste frequenza per ogni tipo di messaggio inviato ai e dai sensori migliorando sensibilmente i tempi di risposta e rendendo così più efficiente la comunicazione.

Sperimentare e comprendere le nuove tecnologie e collaborare con partner internazionali sarà dunque la base del millimeter Wave Lab, un’occasione unica per guardare il futuro un po’ più da vicino.

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Il Piano Strategico del Turismo passa attraverso il Wi-Fi pubblico accessibile tramite SPID

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L’implementazione di SPID prosegue senza sosta moltiplicando le opportunità per i cittadini ma soprattutto unendo iniziative differenti rendendole sinergiche.
È il caso del turismo, della connettività a banda ultralarga e delle reti Wi-Fi pubbliche che inizieranno presto ad essere elementi interconnessi proprio grazie al servizio personale di identificazione digitale.

AgID, MIBACT e MISE infatti hanno firmato un protocollo d’intesa volto alla creazione di nuovi servizi digitali tematici che facilitino l’accesso e la fruizione del patrimonio artistico, naturale e culturale del Paese.

L’iniziativa si inserisce come parte integrante del Piano Strategico del Turismo, una programmazione per il rilancio del turismo in cui le nuove tecnologie ricoprono una parte consistente per ampliare i servizi disponibili ai turisti e, di riflesso, anche il loro numero.
Nello specifico si tratta di realizzare una rete nazionale federata e diffusa con accesso unico, tramite SPID appunto, partendo prioritariamente dalle aree più invase dai viaggiatori: città d’arte e siti Unesco, aree balneari di grande attrazione e luoghi di porte di accesso all’Italia (aeroporti, porti e autostrade).

Il comunicato stampa illustra .

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