Approvato il Piano Scuola per potenziare la connettività delle scuole italiane

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Il Comitato nazionale per la Banda Ultralarga ha approvato un piano da oltre 400 milioni di euro per potenziare la connettività delle scuole italiane.

Si tratta di un importante risultato che permette di portare negli istituti la banda ultralarga in tempi quanto più rapidi possibili: l’obiettivo è rendere 32.213 edifici scolastici, pari all’81,4% dei plessi esistenti, serviti da connessioni veloci nell’ordine di 1 Gbit con 100 Mbits di banda garantita.

Il piano presenta una dotazione economica raddoppiata per coprire i costi strutturali degli interventi di adeguamento della connettività e per la copertura dei costi di esercizio per un periodo di 5 anni.

Sono state inoltre approvate, nel medesimo intervento, due tipologie di voucher per le famiglie: il primo prevede un contributo massimo da 200 euro per le connessioni veloci, il secondo un contributo relazionato all’ISEE massimo da 500 euro per connessioni veloci e per l’acquisto di tablet e pc.

Il Piano Scuola è stato siglato grazie al lavoro coordinato e congiunto del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione e ovviamente del Ministero dell’Istruzione.

Maggiori dettagli nel comunicato stampa.

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A Limbiate è attiva la fibra ottica di Open Fiber

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Limbiate, importante comune della Provincia di Monza e Brianza, può ufficialmente definirsi comune virtuoso in fatto di connettività: grazie all’impegno di Open Fiber, la società partecipata da Enel che ha la missione di creare un’infrastruttura pubblica in fibra ottica sul territorio nazionale, la cittadina brianzola è raggiunta dall’infrastruttura a banda ultra larga che collega le prime unità immobiliari.

Il primo lotto di 4mila case della città può beneficiare dei servizi dei provider che hanno scelto di fruire della nuova infrastruttura di rete a banda ultra larga di Open Fiber: Tiscali e Vodafone sono le prime aziende a commercializzare i propri servizi, conuna velocità di connessione fino a 1 Gigabit al secondo, per cittadini e aziende.

Il completamento del cablaggio avverrà con il raggiungimento, secondo il progetto di espansione, di circa 11mila unità immobiliari e 6mila chilometri di cavi in fibra ottica depositati in nuovi scavi e recuperando le vecchie installazioni. La rete di Open Fiber è uno dei requisiti indispensabili per l’evoluzione tecnologica dei territori urbani assicurando performance non raggiungibili con le attuali reti in rame o miste fibra-rame.

Numerosi infatti sono i servizi evoluti possibili con la nuova infrastruttura in fibra ottica come i servizi digitali e di intrattenimento basati sullo streaming delle informazioni, l’Internet of Things, l’e-health, il cloud computing ma anche i servizi evoluti per la Pubblica Amministrazione come le applicazioni smart city inerenti alla mobilità sostenibile, il controllo elettronico degli accessi, il monitoraggio ambientale, la gestione dell’illuminazione pubblica e la digitalizzazione dei servizi per il turismo.

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A Montalto delle Marche connesso in fibra ottica il primo istituto scolastico appartenente alle aree bianche

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Montalto delle Marche è il primo Comune della Regione Marche che può vantare la copertura in fibra ottica FTTH, realizzata da Open Fiber nell’ambito dei bandi Infratel per le aree bianche, di un istituto scolastico.

Le aree bianche sono quelle zone periferiche o rurali, dette anche a fallimento di mercato, dove l’allacciamento della connettività a banda larga non è conveniente per gli operatori e che sarebbero quindi destinate a soffrire di un digital divide strutturale: grazie al Piano BUL e all’intervento di Open Fiber questo pericolo è scongiurato e quindi diventa possibile anche per gli abitanti di queste zone fruire di una connettività veloce e moderna.

Il piano di cablaggio di Open Fiber nella Regione Marche coinvolge 360 mila unità immobiliari in 236 Comuni per un investimento complessivo di 90 milioni di Euro: proprio in questo Comune è stato connesso il primo istituto scolastico appartenente alle zone a fallimento di mercato, un chiaro esempio di come la tecnologia possa essere abilitante per moltissime attività comprese l’istruzione.

Ad oggi a Montalto delle Marche sono state cablate 986 unità immobiliari e oltre il 75% della copertura è stato realizzato tramite il riutilizzo di infrastrutture esistenti, senza necessità di scavi.

Open Fiber sta realizzando una rete in fibra FTTH anche nelle principali aree urbane delle Marche: dopo il completamento dell’infrastruttura di Ancona sono in lavorazione le aree di Ascoli Piceno, Fabriano e Macerata cui si aggiungeranno quelle di Civitanova Marche, Fano, Pesaro, San Benedetto del Tronto e Senigallia.

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Progetto BUL, ricostituito il Comitato Banda Ultra Larga

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Nell’ambito del Progetto BUL, l’ambizioso cantiere che dovrebbe rendere l’Italia una nazione al passo con i Paesi europei in fatto di connettività soprattutto nelle aree a fallimento di mercato, è stato formalmente ricostruito il Comitato Banda Ultralarga (COBUL) e decretato la nomina del Ministro dell’Innovazione come suo Presidente.

Il tavolo del COBUL è strategico per lo sviluppo digitale del Paese perché permette di rilanciare i lavori nelle aree bianche e sbloccare i fondi per le aree grigie del Paese nonché i voucher per la connettività di cittadini e PMI.

Le aree grigie del resto sono quelle dove si concentra il maggior numero di imprese e dunque quella più strategiche per la diffusione della banda ultralarga che sta crescendo rapidamente ma le imprese hanno ancora difficoltà ad essere servite da tecnologie all’avanguardia in fatto di connettività: gli accessi a banda ultralarga su rete fissa sono composti per l’82% della clientela residenziale e solo per il 17,8% da quella affari, siano essere imprese o la PA.

E proprio la connettività affari risulta non particolarmente performante: quella a 100 Mb/s rappresenta poco sopra il 15% di tutto il campion dell’utenza affari considerata.

 oltre i 30 Mb/s sono l’80% ma si precipita al 16,2% se si considerano quelle a 100 Mb/s.

Con questa azione il Governo si prepara a dare il via alla seconda fase del Piano Banda Ultralarga, ossia a stanziare fondi pubblici anche nelle aree grigie dopo l’assegnazione delle gare a Open Fiber per la realizzazione delle reti a banda ultralarga nelle aree a fallimento di mercato (aree bianche).

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La fibra ottica di Open Fiber raggiunge il Comune di La Spezia

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Il Comune di La Spezia fruisce dell’alta velocità della connessione infrastrutturale garantita da Open Fiber attraverso la modalità FTTH (Fiber To The Home).

La città, che rappresenta un importante polo industriale del Mediterraneo in quanto sede di uno dei più importanti Arsenali militari marittimi d’Italia ed è il secondo centro urbano della Liguria, accelera e garantisce il cablaggio delle prime 11mila case ora sono servite dalla fibra ottica fino a 1 Gigabit al secondo commercializzata dagli operatori Vodafone, Wind Tre, Tiscali e Withu su rete di Open Fiber.

La fibra ultraveloce è presente nei quartieri Migliarina e Canaletto mentre si attende l’estensione della banda ultra larga per le quasi 36mila unità immobiliari già incluse nel piano di sviluppo.

Attraverso una rete di circa 21mila chilometri di fibra ottica e grazie ad un investimento complessivo pari a oltre 13 milioni di euro Open Fiber vuole rilanciare la competività del Paese e consentire la nascita e crescita dei servizi che necessitano delle alte velocità di banda.

Fra questi l’IoT, il cloud computing, lo streaming di contenuti audio/video ad alta definizione ma anche i servizi della PA come la mobilità sostenibile, il controllo elettronico degli accessi, il monitoraggio ambientale, la gestione dell’illuminazione pubblica e della videosorveglianza oltre sostenere il turismo digitale.

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TIM porta il 5G a Rimini

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In occasione del 40mo Meeting per l’Amicizia fra i Popoli, TIM effettua una dimostrazione della nuova tecnologia di trasmissione grazie ad alcuni esempi applicativi che sfruttano il connubio fra digitale e 5G: a tale proposito è stata attrezzata un’area dedicata alla nuova tecnologia presso la Hall Centrale di Rimini Fiera dove si possono effettuare diverse esperienze.

La prima esperienza è relativa alla possibilità di effettuare visite immersive da remoto tramite la realtà virtuale a musei e luoghi storici di tutta Italia con la possibilità di dialogare virtualmente con una guida turistica collegata in remoto.

La seconda possibilità riguarda la visualizzazione su schermo di dati raccolti tramite sensori connessi alla rete mobile di TIM che simulano la gestione intelligente di una città evoluta: dai sistemi di monitoraggio del traffico al comando dell’illuminazione stradale o al monitoraggio ambientale utilizzando i mezzi pubblici che si trasformano in vere e proprie centraline di controllo della qualità dell’aria. (Bus As a Sensor).

Seguono la possibilità di sperimentare la panchina intelligente, dotata di collegamenti wi-fi e interfacce USB per ricarica cellulare come anche tutto il mondo dell’entertainment digitale relativo ai giochi o alla riproduzione di musica e video ad altissima definizione.

TIM ha già lanciato il 5G a Roma, Torino e Napoli ed entro la fine dell’anno sarà disponibile anche a Milano, Bologna, Verona, Firenze, Matera e Bari con la copertura di 30 destinazioni turistiche, 50 distretti industriali e 30 progetti specifici per le grandi imprese raggiunte a velocità fino a 2 Gigabit al secondo.

Entro il 2021 saranno coperte 120 città.

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Infratel Italia e TIM siglano un accordo per attivare la fibra in 600 Comuni

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Per accelerare lo sviluppo della rete in fibra ottica nelle aree c.d. “a fallimento di mercato” Infratel Italia e TIM hanno siglato un accordo che consente a TIM di attivare lotti di fibra ottica consegnati da Infratel in 8 Regioni (Abruzzo, Sardegna, Toscana, Puglia, Calabria, Lazio, Lombardia e Marche) per un totale di circa 600 Comuni.

Tramite questo accordo si adotta un modello diretto di attivazione che permette di realizzare un programma di attività, da condividere con le Regioni ed i Comuni interessati, fornendo date certe riguardo l’attivazione dei servizi ai cittadini, alla pubblica amministrazione ed alle aziende coinvolte.

L’intesa prevede un acquisto rilevante da parte di TIM di infrastrutture di fibra spenta realizzate da Infratel agevolando l’acquisizione dei diritti d’uso per un periodo quindicennale di tali strutture: laddove è stata posta la fibra pubblica finanziata interamente dallo Stato i cittadini e le imprese potranno godere dei benefici dell’alta velocità.

L’accordo non esclude ad altri operatori l’accesso alla rete pubblica, ma garantisce la certezza delle attivazioni con relativo cronoprogramma vincolante sulla base della disponibilità della fibra all’effettivo completamento dei lavori.L’intesa rappresenta una sostanziale accelerazione per quanto riguarda la diffusione massiva di collegamento in fibra ottica.

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Online l’ultimo rapporto sullo stato del progetto BUL

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Il progetto BUL, ossia il piano nazionale relativo alla copertura del Paese tramite soluzioni a banda ultra larga, procede a passo spedito.

Infratel e Open Fiber, le due società coinvolte nella realizzazione dell’ambiziosa iniziativa, hanno avviato le attività di progettazione per i comuni delle varie fasi necessarie all’esecuzione dei lavori.

In larga parte si è inoltre passati alla verifica della progettazione esecutiva con conseguente avvio dei lavori vincolato all’ottenimento delle autorizzazioni necessarie erogate dagli Enti competenti.

Sebbene infatti le attività siano fortemente riqualificanti il territorio e offrano delle opportunità tangibili ai cittadini interessati dalla nuova rete, i lavori devono essere autorizzati dai relativi Comuni e dall’insieme di uffici della PA coinvolti.

Si tratta di un passaggio fondamentale per rilanciare la competitività dell’Italia, partendo dal presupposto che fino a pochi mesi fa gli operatori non hanno trovato conveniente investire nelle cosìddette aree bianche, ossia le aree a fallimento di mercato che non presentano adeguata marginalità per un ricambio o un inserimento di infrastrutture tecnologiche di comunicazione di ultima generazione.

Per questo motivo Infratel e Open Fiber sono intervenute, su spinta del Governo, laddove non era reputato conveniente avendo come primo obiettivo l’interesse nel realizzare una rete davvero inclusiva che potesse dare al cittadino opportunità inesplorate.

Per monitorare lo stato di avanzamento dei lavori è stato creato un apposito sito.

Non solo, progressivamente vengono pubblicati dei report con le ultime notizie circa le fasi di esecuzione relazionate alle zone interessate: tra questi è stato recentemente pubblicato lo stato del progetto BUL a concessione risalente a maggio 2019, può essere recuperato qui.

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