La Biblioteca Estense Universitaria di Modena lancia la Estense Digital Library

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Circa ottomila documenti antichi catalogati fra cui manoscritti, libri antichi, fondi musicali e fondi cartografici per un totale di 750 mila pagine sono disponibili nella Estense Digital Library, la Biblioteca Estense Universitaria di Modena.

Tramite l’adozione dello standard IIIF (International Image Interoperability Framework) è stato infatti possibile effettuare la digitalizzazione ad altissima definizione del patrimonio documentale conservato, ponendo la Biblioteca Estense Universitaria di Modena al pari della Biblioteca Apostolica Vaticana.

Con il progetto della Estense Digital Library il patrimonio pubblico diventa davvero di tutti, accessibile e senza barriere: l’accesso è infatti libero mentre l’account è richiesto solo nel caso si riproduca e si condivida il materiale ma la registrazione richiede solo un indirizzo e-mail e una password.

Fra il materiale conservato spicca la Carta del Cantino, un planisfero commissionato nel 1501 dal Duca di Ferrara Ercole I ad Alberto Cantino che contiene la prima descrizione delle coste del Brasile e delle allora recentissime scoperte di Cristoforo Colombo: si tratta di uno dei pezzi più importanti della Biblioteca Estense Universitaria di Modena insieme alla Carta Catalana, un planisfero realizzato tra il 1450 e il 1460, o alla Carta Castiglioni, che rappresenta il mondo così com’era conosciuto nel 1525.

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Veneranda Biblioteca Ambrosiana, online la nuova biblioteca digitale

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I manoscritti custoditi nel caveau della Sala del Tesoro della Biblioteca Ambrosiana di Milano sono online.

A partire da oggi infatti, collegandosi al sito dedicato della Biblioteca Ambrosiana, è possibile consultare i più preziosi elementi della collezione della celebre biblioteca grazie alla piattaforma nata in collaborazione tra la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e l’University of Notre Dame di South Bend nell’Indiana.

La piattaforma tecnologica raccoglie inizialmente alcune centinaia di manoscritti immediatamente consultabili: il numero è però destinato ad aumentare man mano che verranno digitalizzati.

All’interno della celebre biblioteca sono conservati codici arabi, ebraici, latini, greci, italiani, siriaci, armeni, persiani e di tutte le maggiori culture antiche del mondo che sono stati accumulati dal Cardinale Federico Borromeo più di quattrocento anni fa affinché fossero fruibili dalla comunità intera e non solo accessibili ai ricercatori e studiosi.

La biblioteca digitale è interconnessa con l’attuale OPAC, il catalogo informatizzato che garantisce il collegamento diretto tra il record bibliografico e la risorsa digitale.

Il progetto è stato insignito del riconoscimento ufficiale del MiBAC e dell’Unione Europea.

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MLOL, la Regione Marche rivoluziona il sistema bibliotecario regionale

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La Regione Marche punta sul digitale per estendere le opportunità culturali tramite un nuovo sistema bibliotecario.

In collaborazione con il network nazionale MLOL (Media Library On Line) è stata infatti lanciata una piattaforma digitale che consente di consultare, leggere ma anche prendere in prestito attraverso pc o smartphone, oltre 1,2 milioni di libri e circa 103mila tra giornali e riviste di tutto il mondo e in ogni lingua grazie alla fornitissima emeroteca digitale.

Tra i contenuti anche circa 34mila e-book di vario genere che possono essere scaricati o presi in prestito e perfino la musica attraverso portali dedicati oltre alla scontistica per la programmazione teatrale marchigiana inerente agli spettacoli organizzati dall’AMAT.

La Regione Marche, tramite l’Assessorato alla Cultura e al Turismo, ha contribuito fisicamente per creare l’iniziativa che riguarda i cinque Comuni capoluogo di provincia (Ancona, Pesaro, Macerata, Ascoli Piceno e Fermo) attraverso il portale marche.medialibrary.it che rappresenta il punto di accesso all’offerta culturale regionale.

Si tratta infatti di una vera e propria biblioteca digitale accessibile tramite una speciale carta, la Marche Cultura Card, richiedibile recandosi in una delle 300 biblioteche della Regione.

La scelta è stata imposta da una riorganizzazione del sistema bibliotecario precedentemente incardinato in 4 poli di differenti dimensioni e con servizi non del tutto omologhi: con la nuova struttura invece il Sistema Bibliotecario Regionale si presenta con condizioni omogenee di accesso e livello qualitativo per tutti i cittadini attraverso due poli territoriali, Bibliomarchenord e Bibliomarchesud.

La riuscita del progetto, che ha coinvolto anche le Università di Macerata e Urbino, permette ora agli utenti di ricevere automaticamente libri e quotidiani tramite mail o app e ricevere assistenza da parte del personale bibliotecario sulle funzioni da impiegare.

Maggiori dettagli nel comunicato stampa della Regione Marche.

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A Città di Castello nasce un’innovativa biblioteca presso Palazzo Vitelli

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La rete bibliotecaria dell’Umbria si arricchisce di un nuovo spazio che unisce la cultura al digitale: si tratta della nuova biblioteca di Città di Castello, una casa comune in cui, fra le decorazioni del Cinquecento e oltre 50.000 volumi tra incunaboli e cinquecentine del Fondo Antico, è possibile effettuare numerose operazioni fra cui richiedere in prestito libri cartacei tramite il prestito digitale ma anche ottenere aiuto con le nuove tecnologie e fruire di spazi connessi ad internet tramite Wi-Fi.

La biblioteca Carducci è quindi un luogo ideato per fornire un accesso digitale ai contenuti a tutti i cittadini tramite le biblioteche pubbliche umbre e sviluppare progettualità partecipate così da migliorare il benessere e il patrimonio culturale dell’individuo.

La biblioteca sorge a Palazzo Vitelli a San Giacomo e unisce conservazione e promozione culturale grazie alla disponibilità di 12mila volumi in consultazione, isole e laboratori tematici, sale per i bambini e soprattutto l’accesso alla piattaforma MediaLibraryOnLine che consente il prestito digitale e la consultazione gratuita 24/7 di quotidiani, riviste ed e-book oltre a poter ascoltare musica e audiolibri.

Tutti gli spazi sono coperti dalla rete Wi-Fi gratuita ad alta velocità: l’obiettivo è rendere il palazzo una fusione fra Rinascimento e contemporaneità, esattamente come avviene per la città il cui impianto urbano ha le proprie radici nel tradizionale e nel moderno.

All’interno degli spazi, studiati per essere a misura dei giovani, compare anche un totem evoluto che consente di effettuare le pratiche di autoprestito e di autorestituzione: è stato inoltre attivato il prestito interbibliotecario e di document delivery per ciò che non è posseduto dalla Biblioteca Carducci.

Tra la dotazione di servizi evoluti della nuova biblioteca c’è anche la presenza di un punto DigiPASS, un luogo per supportare le persone nell’accesso alle tecnologie e ai servizi digitali.

Il nuovo polo culturale è finanziato con Accordo di programma quadro in materia di beni culturali e del bando integrato Tac2 per un importo di oltre 6 milioni di euro, tra fondi regionali, europei, statali e comunali.

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Una biblioteca digitale per Amatrice

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La città di Amatrice, colpita duramente dal sisma dell’agosto 2016, sta progressivamente rinascendo e parte di questo processo è sicuramente collegato alla cultura.

A tale proposito, in occasione del World Book Day, Amazon e l’Università di Udine hanno deciso di contribuire alla ripartenza della città fornendole una biblioteca digitale.

Aderendo al progetto Un eBook per Amatrice infatti, le due realtà hanno fornito ad Amatrice 20 eReader Kindle, mobili, tavoli da lettura e libri cartacei.

Inoltre è stato prevista la pubblicazione di una piattaforma online tramite cui chiunque ha potuto donare liberamente un libro digitale.

Una biblioteca digitale nel cuore di Amatrice

La biblioteca digitale è stata collocata in sei moduli container posizionati nel cuore della città marchigiana, di fronte al palazzo del Comune.

In questo modo la città ha di fatto ricostruito un luogo di aggregazione che in precedenza era sicuramente rappresentato dalla chiesa di San Giuseppe, ora distrutta dal terremoto.

La cultura diventa quindi uno strumento indispensabile per ricostruire la comunità partendo dai rapporti interpersonali e ispirando le persone ad apprezzare l’arte, la letteratura e le tecnologie digitali.

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