Onlife, a Milano la prima edizione dell’evento dedicato alla società digitale

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Tutto è pronto per Onlife, l’evento organizzato da Repubblica e dal gruppo Lena dedicato alla società digitale.


La manifestazione, che si tiene i giorni 4 e 5 ottobre a Milano presso la sede del Politecnico di Milano (venerdì) e presso il Teatro Parenti (sabato), porta circa 35 ospiti provenienti da tutto il mondo, di cui poco più della metà sono italiani, a discutere di diverse tematiche legate alla società del futuro.

Eccellenze nel campo della fisica, della tecnologia, dell’uso dei big data e le monete virtuali, nell’ambito delle criptovalute e blockchain, nel lancio di startup ad alta scalabilità, del mondo del giornalismo, ma anche imprenditori, filosofi, docenti universitari ed esperti di robotica si alterneranno in una due giorni gratuita rivolta ad appassionati, professionisti ma anche curiosi dei cambiamenti a cui assisterà la nostra società.

Una società in cui la distinzione fra mondo digitale e mondo fisico è ormai superata a fronte di una vita iper connessa.

Il programma completo è consultabile qui.

Si richiede una registrazione, gratuita, effettuabile qui.

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La Regione Emilia-Romagna collabora con il Giappone su big data e intelligenza artificiale

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La Regione Emilia-Romagna ha avviato una collaborazione diretta con il Giappone e, in particolare, con la Prefettura di Ibaraki e l’Università di Tsukuba sui temi dei Big Data e sull’intelligenza artificiale.

L’intento è lanciare una serie di iniziative da cui possano scaturire nuove opportunità per imprese, università, centri di ricerca su salute e scienze della vita, mobilità ed ambiente: applicando infatti Big Data e intelligenza artificiale a questi ambiti, l’Emilia-Romagna intende rafforzare il proprio ruolo di Data Valley nazionale mettendo al centro i bisogni della collettività e dei territori.

A poche settimane dalla sottoscrizione della dichiarazione Regions for global sustainable development, quello con la Prefettura di Ibaraki e l’Università di Tsukuba è un accordo che proietta l’Emilia-Romagna come punto di riferimento a livello nazionale ed europeo nel settore del calcolo ad alte prestazioni e snodo internazionale del sistema della conoscenza.

Ad oggi in Emilia-Romagna si concentra il 70% della capacità di calcolo e di storage nazionale, con migliaia di ricercatori coinvolti, che la elegge di fatto una Data Valley di respiro europeo. Maggiori informazioni nel comunicato stampa presente sul sito di Regione Emilia-Romagna.

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Bologna selezionata per ospitare uno dei centri europei di supercalcolo

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L’Italia, e in particolare la città di Bologna, è stata selezionata per dare ospitalità ad uno dei centri europei di supercalcolo nel perimetro dell’iniziativa portata avanti dal Comitato europeo sul calcolo ad alte prestazioni, ossia l’EuroHPC JU (European High Performance Computing Joint Undertaking).

Il percorso di selezione è partito a gennaio 2019 sulla base della candidatura spontanea dell’Italia grazie ad un consorzio congiunto con la Slovenia, nell’ambito di un progetto guidato dal Consorzio Interuniversitario Cineca insieme all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste.

Il progetto, finanziato con 840 milioni di euro, prevede che venga creata una rete di computer ad altissime prestazioni, di supercalcolo appunto, in grado di raggiungere la potenza di calcolo di un miliardo di miliardi di operazioni al secondo (classe pre-esascala) al fine di studiare attività estremamente complesse come il funzionamento del cervello umano, l’evoluzione dell’universo e dei cambiamenti climatici o ancora la progettazione di nuovi farmaci e soluzioni medicali.

L’attività progettuale farà ampio ricorso dell’intelligenza artificiale e dei Big Data.

La rete è di respiro europeo e Bologna è la città individuata come sito italiano per il nuovo centro europeo di supercalcolo: si affianca ai centri di Sofia (Bulgaria), Ostrava (Repubblica Ceca), Kajaani (Finlandia), Bissen (Lussemburgo), Minho (Portogallo), Maribor (Slovenia) e Barcellona (Spagna).

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A Bari nasce il progetto EasyPal

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Nasce a Bari EasyPal, un progetto rientrante all’interno della Smart Specialization Strategy della Regione Puglia per attivare un nuovo modello di sviluppo economico basato sull’uso intelligente, inclusivo e sostenibile delle nuove tecnologie.

In particolare EasyPal rende proprie le dinamiche dell’open government per migliorare il rapporto fra la cittadinanza e la PA attraverso l’uso della tecnologia.

EasyPal è un progetto finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito del bando Innolabs per la prototipazione di un vero e proprio ecosistema di servizi digitali che punta ad aiutare i Comuni pugliesi ad abbracciare l’innovazione promuovendo l’inclusività e la sostenibilità delle tecnologie e sollecitando la partecipazione dei cittadini e delle imprese nei servizi della PA.

Si tratta, a tutti gli effetti, di una declinazione locale dell’Agenda Digitale (Europea e Italiana) con l’obiettivo di sviluppare un modello di comunicazione digitale della PA funzionale all’ascolto delle reali esigenze di cittadini, associazioni e imprese per migliorare i servizi erogati. EasyPal è un progetto realizzato in partnership tra Servizi Locali Spa, l’Università del Salento, SBSoft Srl, Comune di Altamura, Comune di Laterza, Comune di Palagianello, Confcommercio Terra di Bari, GAL “Luoghi del mito e delle Gravine”.

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E015, si diffonde l’ecosistema digitale di Regione Lombardia

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E015 è l’ecosistema digitale creato nel 2010 su diretto interesse di Confindustria, Assolombarda, Confcommercio, Unione del commercio Milano e di Camera di commercio di Milano: si tratta di una soluzione tecnologica in grado di processare un’elevata mole di informazioni e condividerle nell’ottica di poter creare nuovi servizi e applicazioni di utilità.

Fra questi basti ricordare il totem in piazzale Cadorna per informare i viaggiatori sullo stato dei voli a Malpensa o il sito muoversi.milano.it che offre aggiornamenti su metropolitane, treni e parcheggi di interscambio.

Lanciato ufficialmente nel 2013 all’interno delle iniziative per Expo 2015, E015 è sopravvissuto alla manifestazione ed è stato ereditato da Regione Lombardia che ha deciso di utilizzare l’ecosistema digitale e farlo crescere nell’ottica di fornire nuove utilità alla cittadinanza.

E015, un ecosistema che sfrutta l’annessione continua

Per consentire lo sviluppo di E015, ogni 15 giorni viene organizzato un welcome meeting in cui le realtà interessate a condividere o fruire dei dati trattati dall’ecosistema possono fare richiesta di adesione e stabilire le condizioni di utilizzo.

Il prossimo meeting è previsto a Palazzo Lombardia il giorno 5 luglio alle ore 10: per informazioni e iscrizioni è sufficiente scrivere una mail a e015-tmb(at)regione.lombardia.it.

E015 attualmente viene impiegato come base della nuova app Atm o della soluzione informatica che consente il monitoraggio di tutti i pronto soccorso lombardi fornendo le statistiche in tempo reale delle persone in attesa e delle emergenze, ossia i codici colorati, servite in ciascun pronto soccorso.

Ad oggi si contano 153 flussi informativi pronti per essere condivisi con 77 app create e 365 relazioni già avviate tra diverse realtà.

Questi numeri sono destinati a crescere dato che altri territori, come per esempio Rimini e Firenze, hanno deciso di implementare le logiche di E015 in interessanti soluzioni: in queste città infatti i registratori di cassa Epson stampano sugli scontrini fiscali gli eventi vicini al negozio in cui si effettua l’acquisto.

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Smart City, ENEA avvia un percorso nazionale per lo sviluppo

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Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico e sostenibile ha lanciato un progetto volto a sviluppare soluzioni su misura da presentare ai Comuni per abbattere i costi e semplificare l’iter per la realizzazione del modello di smart city.

Convergenza Smart City and Community, questo il nome dell’iniziativa, raccoglie Palazzo Chigi, Consip, Confindustria e AgID: essa punta alla completa riorganizzazione dei processi urbani attraverso modelli gestionali, standard e indicatori di prestazione per rigenerare letteralmente i Comuni e permettere loro di avvicinarsi al concetto di smart city.

Una roadmap per stimolare l’uso intelligente dei dati

L’impegno profuso dai promotori del progetto ha già permesso la stesura del documento programmatico SmartItaly Goal, una sorta di sommario di azioni per lo sviluppo urbano dei territori grazie alle nuove tecnologie.

Basti pensare che i vari Comuni, al momento, gestiscono i propri servizi strategici come illuminazione, acqua, elettricità, gas, rifiuti e mobilità in totale assenza di condivisione e senza un’opportuna logica di insieme.

Il programma punta invece a dotare i territori della giusta visione e della strumentazione che consenta un ampio ricorso ai big data e all’analisi delle informazioni ai fini di stimolare una più efficiente allocazione delle risorse.

Maggiori dettagli sul sito di ENEA.

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Il Comune di Bari punta su big data e digitale per migliorare la gestione della città

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Bari è sempre più una smart city grazie ad un nuovo sistema informatico in grado di monitorare ambiente, energia, sicurezza e welfare.

Il Comune infatti in collaborazione con un raggruppamento temporaneo d’impresa formato da Exprivia, Links e Ibm e con il supporto di Tera ha creato un sistema informatizzato capace di fornire un’immagine completa della città con l’obiettivo di facilitare le decisioni strategiche e operative dell’Ente.

I dati raccolti dal sistema provengono da fonti interne al Comune, come la polizia municipale e l’anagrafe, ma anche esterne, tra cui l’Istat, Arpa, Amiu, Amtab, oltre alle infrastrutture connesse come le videocamere di sicurezza o sensoristica dedicata e i profili social gestiti dal Comune.

Una volta raccolti, i dati vengono aggregati e, una volta elaborati, restituiscono importanti indicazioni per coloro che devono prendere decisioni.

Per esempio, è possibile gestire il traffico in maniera più intelligente incrociando i dati sull’inquinamento e quelli metereologici come anche migliorare la raccolta rifiuti e il sistema di illuminazione grazie alla raccolta dati sull’ambiente e sull’efficienza energetica.

Il sistema si inserisce all’interno del progetto M.U.S.I.C.A. (Monitoraggio Urbano attraverso Soluzioni Innovative per Città Agili), finanziato dai fondi PO FESR 2007/2013, che ha l’obiettivo di rendere l’amministrazione sempre più trasparente migliorando la qualità della vita dei cittadini.

Un aiuto dai cittadini grazie a BaRisolve

Il nuovo sistema informatico del Comune di Bari inoltre è interfacciato con un’app a disposizione dei cittadini per interagire con la Pubblica Amministrazione.

Attraverso BaRisolve infatti, i cittadini baresi possono segnalare buche stradali, rifiuti abbandonati e manutenzione del verde pubblico.

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Al via anche in Italia la sperimentazione dell’auto senza pilota

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Con la firma del decreto ministeriale previsto dalla legge di bilancio che autorizza l’avvio della sperimentazione delle soluzioni tecnologiche per adeguare la rete infrastrutturale italiana ai nuovi servizi smart e ai veicoli automatici può partire, anche in Italia, la sperimentazione dei primi test delle auto senza pilota.

Con il decreto Smart Road si assiste alla nascita di un progetto per la digitalizzazione della rete stradale nazionale affinché sia in grado di dialogare con i veicoli connessi di nuova generazione.

In questo modo si prevede non solo la possibilità di rendere possibile l’utilizzo delle automobili senza pilota ma anche migliorare e snellire il traffico riducendo, nel contempo, la quantità del tasso di incidenti stradali.

Le prime infrastrutture coinvolte dal processo di riammodernamento saranno quelle appartenenti alla rete TEN-T per poi passare a tutta la rete autostradale.
Le caratteristiche infrastrutturali delle smart road prevedono la realizzazione di interventi necessari per la comunicazione dei dati ad elevato bit-rate (fibra) e la piena copertura delle strade con un sistema di hot-spot Wifi per la connettività dei dispositivi degli utenti nonché un sistema per rilevare traffico e condizioni meteo con capacità previsionali grazie all’uso di algoritmi e big data.

Per effettuare i test dell’auto senza pilota è necessaria un’autorizzazione

I soggetti che potranno iniziare i test per la guida autonoma dovranno appartenere ad una specifica categoria (costruttore del veicolo equipaggiato con le tecnologie di guida automatica, nonché istituti universitari e enti pubblici e privati di ricerca) e poi chiedere un’autorizzazione che verrà concessa al termine di un’istruttoria atta ad assicurare che la sperimentazione venga realizzata in condizioni di assoluta sicurezza.

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BeCamGreen, big data e intelligenza artificiale per ridurre il traffico

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I percorsi di trasformazione digitale coinvolgono diversi settori: fra questi, tra i più attivi durante l’ultimo periodo, c’è sicuramente il mondo della mobilità.

L’interesse verso un radicale miglioramento della mobilità attraverso l’innovazione portata dalla disponibilità di nuove tecnologie è sicuramente collegato ad una maggiore attenzione verso l’ambiente e verso la destinazione delle risorse energetiche di origine fossile che richiedono un forte ridimensionamento.

Per questo motivo Indra e Politecnico di Milano hanno avviato una collaborazione attorno al progetto BeCamGreen, un sistema in grado di permettere ai gestori delle infrastrutture di trasporto di definire strategie in grado di migliorare la circolazione veicolare.

Big data e intelligenza artificiale per ridurre il traffico

Con il ricorso ai big data, alla visione artificiale, al deep learning e alle analisi multispettrale, il progetto BeCamGreen sfrutta tecnologie precedenti per identificare in tempo reale e con alta precisione il tipo di veicoli presenti sulla strada e il numero di persone a bordo dei mezzi in circolazione.

La sensoristica multispettrale e le videocamere avanzate infatti, combinate con algoritmi volti all’elaborazione di immagini in tempo reale, permettono di rilevare la presenza umana evitando errori e quindi fornendo una stima precisa di cosa stia succedendo sulla strada.

La mappatura permette di comunicare ai responsabili della filiera del trasporto, compresi i parcheggi, di impostare le scelte migliori per ridurre il numero di mezzi circolanti incentivando il trasporto pubblico, i veicoli ad alta occupazione e a bassa emissione.

Per esempio, il sistema potrebbe comunicare la presenza ricorrente di picchi di traffico per cui il gestore pubblico della circolazione degli autobus potrebbe decidere di incrementare il numero di corse in una specifica fascia oraria.

O ancora potrebbero essere applicati sconti o sanzioni, tariffe variabili per parcheggi o pedaggi, l’apertura o la chiusura di alcune aree al traffico in base ai viaggiatori, al tipo di veicolo utilizzato o il riposizionamento delle flotte di car sharing.

Il risultato atteso è un miglioramento del traffico con una riduzione del rumore generato e un aumento della qualità dell’aria.

Insomma, BeCamGreen vuole automatizzare un processo che attualmente viene effettuato manualmente e con risultati non particolarmente confortanti data l’impossibilità di porre in essere azioni di veloce implementazione data la rapidità con cui si sviluppano e risolvono le situazioni di congestione sulla strada.

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Industria 4.0, a Udine un nuovo corso di laurea dedicato a IoT e big data

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L’innovazione modifica profondamente anche la formazione universitaria che recepisce sempre più con maggiore velocità le evoluzioni del mondo tecnologico.

A Udine infatti è stato avviato il corso di laurea Internet of Things, Big Data & Web, un progetto formativo pilota che ha come obiettivo la formazione di esperti nei settori dell’internet delle cose, dei big data, del machine learning ma anche del web e dei social.

Il nuovo corso di laurea è strutturato per fornire allo studente le tecnologie e i mezzi necessari per comprendere e mettere a frutto le competenze digitali specialmente nei settori della scienza dei dati (big e open data) e dell’IoT (Internet of Things) offrendo anche una solida base teorica di tipo matematico, statistico e informatico affinché sia possibile una prosecuzione degli studi verso una laurea magistrale o un master.

Una laurea pratica rivolta all’Industria 4.0

Il corso di laurea però prevede anche moltissima pratica e la possibilità di svolgere un tirocinio aziendale affinché lo studente possa trovare velocemente una collocazione nel crescente mondo che orbita attorno all’industria 4.0.

Del resto, è facile comprendere come si possano strutturare interessanti sinergie fra la formazione erogata dall’Università di Udine e, per esempio, la fabbrica digitale di McKinsey che sorge a pochi chilometri di distanza.

La decisione di lanciare questa iniziativa risponde alla rapida evoluzione e differenziazione delle discipline informatiche ed è una sorta di evoluzione del precedente corso in “Tecnologie web e multimediali”.

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