Bitcoin, in rialzo la quotazione della valuta digitale

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I bitcoin si confermano una criptovaluta ad alta volatilità: un mese fa la valuta digitale valeva 29mila dollari, con un valore dimezzato rispetto allo scorso aprile quando erano stati toccati i valori massimi del 2021 a circa quota 65mila dollari.

Oggi invece è stata infranta la barriera dei 50mila dollari per la prima volta in tre mesi: si tratta di una soglia psicologica significativa al culmine di una prolungata tendenza rialzista fortemente influenzata anche da una serie di notizie fra cui le ultime prese di posizione di PayPal e Walmart in materia di valute digitali.

In particolare PayPal ha recentemente annunciato che permetterà ai clienti nel Regno Unito di acquistare, vendere e detenere bitcoin e altre criptovalute: questa notizia, in concomitanza con l’annuncio di lavoro di Walmart per una figura esperta in valute digitali, hanno contribuito a dare un’ulteriore accelerazione alla risalita della quotazione dei bitcoin.

Va rilevato che ad oggi l’intero mercato delle criptovalute, che include appunto anche i bitcoin, ha una capitalizzazione di circa 2mila miliardi di dollari: una cifra davvero spropositata che però testimonia l’elevato interesse attorno a questo mondo ma anche la fragilità della tenuta della criptovaluta che può subire alterazioni significative tali da renderla sicuramente un’opportunità per chi vuole effettuare speculazioni.

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Bitcoin, infranto un nuovo record da parte della criptovaluta

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Sembra inarrestabile la corsa del Bitcoin che infrange la barriera dei 50.000 dollari: si tratta dell’attuale record storico e sicuramente di un traguardo ragguardevole per la criptovaluta che ha segnato, da inizio anno, un rialzo del 73%.

Non solo, dall’autunno di quest’anno il valore della criptovaluta è quintuplicato: il successo recente è dovuto a diversi movimenti di mercato fra cui l’annuncio di Tesla di aver investito 1,5 miliardi di dollari in Bitcoin introducendo la possibilità di effettuare pagamenti con questa criptovaluta per le sue auto.

Oltre a Tesla anche la banca statunitense BNY Mellon ha deciso di scommettere su questa valuta per i propri clienti e Mastercard sta valutando il suo impiego per alcune transazioni.

Tuttavia la nuova tecnologia non è esente da critiche sia per la sua volatilità sia per l’uso che spesso ne viene fatto dato che le criptovalute sono spesso usate per attività di riciclaggio e per operazioni tipiche del dark web.

Tutti coloro che intendono investire in Bitcoin devono essere perfettamente consapevoli che potrebbe trattarsi di una bolla esattamente come lo è stata quella dei tulipani, oltre 300 anni fa.

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Bitcoin, continua la corsa della criptovaluta

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Il Bitcoin prosegue senza sosta la propria cavalcata infrangendo ogni record precedentemente segnato: dopo il saliscendi a cavallo tra il 2017 e il 2018, partendo dal valore di cambio di circa 5 mila euro a marzo di quest’anno durante l’esplosione della pandemia, la criptovaluta ha fatto registrare consistenti incrementi infrangendo ogni precedente record.

Ad oggi il Bitcoin si può cambiare attorno ai 23.500€ con un’oscillazione che comunque segna un trend positivo in aumento: la crescita è dettata da una serie di eventi, a partire dal fatto che PayPal ha sdoganato la criptovaluta come valuta di pagamento accettata da una certa parte dei propri clienti.

Gli investitori sono sicuramente molto contenti delle performance di una valuta che, in termini di alta volatilità, rappresenta un rischioso ma interessantissimo metodo per coloro che amano fare scalping o gestire posizioni veloci di acquisto e vendita.

Il mercato delle criptovalute è generalmente in subbuglio, complice anche l’interesse delle Istituzioni a detenere depositi di criptovalute per conto dei propri clienti: basti pensare alle banche americane ora autorizzata ad effettuare questi stoccaggi virtuali.

Siamo di fronte ad un oro digitale, scarso in quantità esattamente come per il metallo prezioso dal momento che non verranno battuti mai più di 21 milioni di tokens.

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Bitcoin, il rialzo continua senza sosta

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L’ascesa del Bitcoin è inarrestabile: in queste ore è stata superata la soglia dei 10mila dollari, ritenuta una barriera psicologica che rappresenta peraltro il massimo risultato raggiunto da 15 mesi a questa parte.

La criptovaluta, che aveva raggiungo quota 19.500 dollari a dicembre del 2017 era scesa progressivamente fino a quota 3.100 dollari l’anno successivo per poi risalire ai giorni nostri all’attuale valutazione.

L’aumento significativo è sicuramente correlato anche all’annuncio da parte di Facebook del lancio della propria criptovaluta Libra, previsto nel 2020: questa notizia ha rafforzato un fenomeno di crescita che però è ormai consolidato in circa un anno di movimenti che fanno presagire nuovi massimi.

Basti pensare che in un giorno si è registrato un aumento di quasi il 13%.

Anche il resto del mercato va molto bene: come per il Bitcoin anche il valore di Ethereum è salito, assestandosi sopra quota 300 dollari.

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Facebook annuncia Libra, una nuova infrastruttura monetaria e finanziaria globale

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Arriva Libra, la criptovaluta proposta da Facebook facile da usare e disponibile in tutto il mondo.

Basata sulla Blockchain e gestita dalla Fondazione indipendente Libra la nuova moneta virtuale rappresenta una vera e propria infrastruttura monetaria e finanziaria globale: sostenuta da una riserva di asset destinati a conferirle valore intrinseco Libra intende garantire un accesso facile, sicuro ed economico ai servizi a quelli che attualmente ne sono esclusi.

Basti pensare che quasi 2 miliardi di persone al mondo non hanno un conto bancario attivo: tale esclusione comporta un’impossibilità di accesso al credito per circa il 70% delle PMI nei Paesi emergenti.

Facebook intende rivoluzionare il settore portando un’innovazione dirompente e, per farlo, ha imbastito una collaborazione con il settore finanziario, compresi i regolatori e gli esperti di diversi settori industriali: lo scopo è garantire un quadro sostenibile, sicuro e affidabile per il nuovo sistema per ottenere un sistema finanziario globale più accessibile, a basso costo e più connesso.

L’ecosistema sarà sostenuto dalla Libra Blockchain, costruita da zero, e dalla Libra Reserve, una riserva di attività reali che sosterrà la valuta Libra per generare bassa volatilità e ampia: Libra sarà una stablecoin, cioè una moneta digitale con un rapporto di parità con il dollaro.

La Fondazione Libra raccoglie imprese distribuite geograficamente e diversificate, ONG e istituzioni accademiche con membri come: Mastercard, PayPal, PayU, Stripe, Visa, Booking Holdings, eBay, Facebook/Calibra, Farfetch, Lyft,  Pago, Spotify AB, Uber, Iliad, Vodafone, Anchorage, Bison Trails, Coinbase, Inc., Xapo Holdings Limited, Andreessen Horowitz, Breakthrough Initiatives, Ribbit Capital, Thrive Capital, Union Square Ventures, Laboratorio di distruzione creativa, Kiva, Corpo della Misericordia, Mondo Bancario Femminile ed altri.

Il lancio dell’ecosistema è previsto per la prima metà del 2020.

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Blockchain, l’Università di Cagliari introduce la validazione digitale dei certificati di laurea

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Per garantire la massima sicurezza in fatto di validità e integrità dei certificati di laurea ecco che anche in Italia si fa ricorso alla tecnologia.

Dopo l’adozione, da parte del MIT di Boston, della Blockchain per garantire la validità dei propri diplomi anche l’Università di Cagliari sceglie questa tecnologia per il medesimo scopo: si tratta del primo ateneo in Italia e anche in Europa a prendere questa iniziativa.

Blockchain e massima trasparenza nel titolo di studio

L’innovativo sistema recepito dall’ateneo cagliaritano permette di emettere documenti digitali certificati che non possono essere manipolati o falsificati.

Ad ogni sessione di laurea infatti, dopo la generazione dei certificati in formato europeo standard, le firme informatiche dei suddetti vengono registrate dall’Università sulla blockchain di Ethereum.

Il funzionamento è semplice: se la firma informatica del documento posseduto coincide con quella registrata presso l’ateneo, è garantita l’integrità del documento.

Ethereum è la seconda criptovaluta per valore dopo Bitcoin ed è nata per facilitare applicazioni e scenari innovativi utilizzando questa tecnologia.

L’iniziativa dell’Università di Cagliari riguarda sperimentalmente la sola facoltà di Informatica ma verrà presto estesa a tutti i corsi di laurea dell’ateneo.

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Bitcoin, continuano le forti oscillazioni

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La criptovaluta più famosa degli ultimi mesi, forte di un passaparola inarrestabile dovuto alle sue frequenti oscillazioni, non ferma l’altalena a cui ha abituato i suoi possessori negli ultimi giorni.

Finito sotto quota 11 mila dollari con una perdita di circa il 40% del proprio valore pari a 121 miliardi di dollari di valore di mercato, la valuta elettronica è risalita nuovamente attestandosi sopra quota 14 mila dollari.

Le pressioni ribassiste delle ultime ore sembrano esser state favorite da un attacco hacker a una piattaforma che tratta la criptovaluta in Corea del Sud nei giorni scorsi in associazione ad un’indagine interna da parte dell’americana Coindesk.

Bitcoin: una bolla annunciata?

In questo scenario di grande incertezza Morgan Stanley ha espresso la sua posizione sul valore della criptovaluta che sarebbe addirittura zero a causa della sua natura: una moneta che non esiste, volatile, intangibile, invisibile, indefinibile e in grado di essere prodotta con i computer, creata da un programmatore senza nome e senza identità.

Proprio l’incertezza su questi aspetti dimostrerebbe che in realtà il vero valore della moneta risieda semplicemente nella febbre dei risparmiatori che vogliono speculare per ottenere un facile guadagno anche se, come accade spesso in questi frangenti, le pessime sorprese sono dietro l’angolo.

Per comprendere di più sui Bitcoin, Wikipedia è un buon punto di partenza.

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Bitcoin, continua la volatilità della criptovaluta

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Continua senza sosta la volatilità dei Bitcoin.

La criptovaluta, che aveva toccato nuovi record a un passo da quota 7.900 dollari, in pochi giorni è crollata di oltre 2.000 dollari attestandosi attorno a quota 5.700: si tratta di un’oscillazione di oltre il 25% nell’arco del week end.

Le cause di una caduta così verticale sono da rinvenire nella cancellazione dell’atteso aggiornamento di un software che avrebbe portato a una divisione della criptovaluta e che ha fatto emergere preoccupazioni sulla sua tenuta.

Noto come Segwit2x, l’upgrade cancellato avrebbe aumentato la capacità dei singoli blocchi della blockchain consentendo alla criptovaluta di diventare un sistema di transazione più rapido ed efficiente dando origine ad una criptovaluta alternativa.

Se si fosse arrivati alla scissione i possessori di Bitcoin si sarebbero trovati una corrispondente quantità della nuova valuta in portafoglio e questo aveva contribuito ad incrementare le quotazioni dell’ultimo periodo.
Il mancato aggiornamento ha portato delusione negli investitori che hanno liquidato le posizioni per correre verso la piattaforma alternativa di Bitcoin cash: da qui la caduta di Bitcoin di queste ore.

Un sistema che cresce, nonostante la volatilità

Nonostante il ribasso, Bitcoin continua a crescere con un tasso di oltre il 500% rispetto ad inizio 2017 e una capitalizzazione di mercato di circa 100 miliardi di dollari.
L’Esma, ossia l’Autorità europea per la supervisione degli strumenti finanziari e dei mercati, tuttavia continua a mettere in guardia i risparmiatori sui rischi bolla legati al fenomeno.

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Bitcoin, a Torino la prima asta in cui usare la criptovaluta

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Torino si riconferma città molto attenta all’innovazione e lo fa in un ambito particolarmente tradizionalista e conservatore quale quello delle aste.

Presso la Casa d’Aste Sant’Agostino di Torino si terrà infatti la prima asta al mondo dove le offerte potranno arrivare anche in Bitcoin, la celebre criptovaluta che negli ultimi tempi ha fatto particolarmente parlare di sé a causa del suo valore che ha da poco sfondato quota 6.000$.

All’interno della Torino Design of the City, grazie alla collaborazione con la Aornet Alpha-Orionis Network, la decima Asta del Design proporrà 600 lotti di design prevalentemente italiani ad acquirenti che potranno, facoltativamente, utilizzare i Bitcoin per i loro acquisti.

Fra gli oggetti proposti vi saranno la libreria lb7 di Franco Albini (1957), le poltrone firmate Gio Ponti o la Lady di Marco Zanuso (Medaglia d’oro alla IX Triennale, 1951), i lampadari multicolor Lumen e Stilnovo o le sedie di Ico Parisi.

I Bitcoin sono destinati a rimanere

L’iniziativa che prevede l’uso dei Bitcoin durante le transazioni presso la casa d’aste torinese non è un semplice esperimento ma è un proposito destinato a permanere: il 27 novembre vi sarà infatti un nuovo appuntamento dove saranno battuti all’asta dipinti, gioielli e sculture.

Anche in questo caso i Bitcoin saranno una possibilità percorribile da parte degli acquirenti.

L’intento è quello di svecchiare il panorama delle aste e, magari, avvicinare giovani titolari di portafogli virtuale al mondo degli acquisti all’asta di opere d’arte. 

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Bitcoin, in Italia possibile l’uso per compravendite immobiliari

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L’Italia innova nel settore delle compravendite immobiliari e apre alla rete Bitcoin.

Si tratta sicuramente di una grossa novità per il mercato immobiliare e, in generale, per la penetrazione delle criptovalute nelle transazioni quotidiane: stupisce che sia l’Italia il primo Paese al mondo a dispetto di Stati Uniti, Israele, Gran Bretagna o Emirati Arabi Uniti dove l’attenzione per la tecnologia ha sicuramente una storia più importante.

Bitcoin usabili in compravendite immobiliari grazie all’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate italiana è una delle poche in Europa a riconoscere la criptovaluta grazie ad una risoluzione del settembre scorso, che ha sostanzialmente riconosciuto i bitcoin come una valuta straniera, rendendo quindi possibile utilizzarla in un atto notarile.

La prima società del settore immobiliare a impiegare i Bitcoin nelle transazioni immobiliari è il Gruppo Barletta per degli appartamenti di un edificio riqualificato nel quartiere San Lorenzo a Roma.

Non solo, affinché l’uso dei Bitcoin sia incentivato, l’immobiliare ha deciso di accollarsi le spese d’agenzia e notarili inerenti alla compravendita da parte dell’acquirente che utilizzerà la criptovaluta come metodo di pagamento.

Chiunque sia quindi interessato potrà utilizzare il proprio portafoglio in Bitcoin, se in suo possesso, altrimenti provvedere alla conversione degli Euro prima di effettuare la compravendita immobiliare e beneficiare di una riduzione compresa fra i 15mila e i 45mila euro per appartamento a seconda della metratura dell’immobile preferito.

Per l’acquisto di appartamenti la società si appoggerà a Coinbase, una piattaforma dedicata alla compravendita di Bitcoin, che consente di collegare la valuta al soggetto che la possiede.

L’iniziativa è sicuramente di primario interesse perché si aggiunge alle numerose attività per sdoganare l’uso delle criptomonete in diversi ambiti che non siano quelli delle speculazioni valutarie: anche Legambiente del resto ha deciso di raccogliere donazioni tramite bitcoin.

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