Bitcoin, il rialzo continua senza sosta

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L’ascesa del Bitcoin è inarrestabile: in queste ore è stata superata la soglia dei 10mila dollari, ritenuta una barriera psicologica che rappresenta peraltro il massimo risultato raggiunto da 15 mesi a questa parte.

La criptovaluta, che aveva raggiungo quota 19.500 dollari a dicembre del 2017 era scesa progressivamente fino a quota 3.100 dollari l’anno successivo per poi risalire ai giorni nostri all’attuale valutazione.

L’aumento significativo è sicuramente correlato anche all’annuncio da parte di Facebook del lancio della propria criptovaluta Libra, previsto nel 2020: questa notizia ha rafforzato un fenomeno di crescita che però è ormai consolidato in circa un anno di movimenti che fanno presagire nuovi massimi.

Basti pensare che in un giorno si è registrato un aumento di quasi il 13%.

Anche il resto del mercato va molto bene: come per il Bitcoin anche il valore di Ethereum è salito, assestandosi sopra quota 300 dollari.

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Facebook annuncia Libra, una nuova infrastruttura monetaria e finanziaria globale

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Arriva Libra, la criptovaluta proposta da Facebook facile da usare e disponibile in tutto il mondo.

Basata sulla Blockchain e gestita dalla Fondazione indipendente Libra la nuova moneta virtuale rappresenta una vera e propria infrastruttura monetaria e finanziaria globale: sostenuta da una riserva di asset destinati a conferirle valore intrinseco Libra intende garantire un accesso facile, sicuro ed economico ai servizi a quelli che attualmente ne sono esclusi.

Basti pensare che quasi 2 miliardi di persone al mondo non hanno un conto bancario attivo: tale esclusione comporta un’impossibilità di accesso al credito per circa il 70% delle PMI nei Paesi emergenti.

Facebook intende rivoluzionare il settore portando un’innovazione dirompente e, per farlo, ha imbastito una collaborazione con il settore finanziario, compresi i regolatori e gli esperti di diversi settori industriali: lo scopo è garantire un quadro sostenibile, sicuro e affidabile per il nuovo sistema per ottenere un sistema finanziario globale più accessibile, a basso costo e più connesso.

L’ecosistema sarà sostenuto dalla Libra Blockchain, costruita da zero, e dalla Libra Reserve, una riserva di attività reali che sosterrà la valuta Libra per generare bassa volatilità e ampia: Libra sarà una stablecoin, cioè una moneta digitale con un rapporto di parità con il dollaro.

La Fondazione Libra raccoglie imprese distribuite geograficamente e diversificate, ONG e istituzioni accademiche con membri come: Mastercard, PayPal, PayU, Stripe, Visa, Booking Holdings, eBay, Facebook/Calibra, Farfetch, Lyft,  Pago, Spotify AB, Uber, Iliad, Vodafone, Anchorage, Bison Trails, Coinbase, Inc., Xapo Holdings Limited, Andreessen Horowitz, Breakthrough Initiatives, Ribbit Capital, Thrive Capital, Union Square Ventures, Laboratorio di distruzione creativa, Kiva, Corpo della Misericordia, Mondo Bancario Femminile ed altri.

Il lancio dell’ecosistema è previsto per la prima metà del 2020.

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Blockchain, l’Università di Cagliari introduce la validazione digitale dei certificati di laurea

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Per garantire la massima sicurezza in fatto di validità e integrità dei certificati di laurea ecco che anche in Italia si fa ricorso alla tecnologia.

Dopo l’adozione, da parte del MIT di Boston, della Blockchain per garantire la validità dei propri diplomi anche l’Università di Cagliari sceglie questa tecnologia per il medesimo scopo: si tratta del primo ateneo in Italia e anche in Europa a prendere questa iniziativa.

Blockchain e massima trasparenza nel titolo di studio

L’innovativo sistema recepito dall’ateneo cagliaritano permette di emettere documenti digitali certificati che non possono essere manipolati o falsificati.

Ad ogni sessione di laurea infatti, dopo la generazione dei certificati in formato europeo standard, le firme informatiche dei suddetti vengono registrate dall’Università sulla blockchain di Ethereum.

Il funzionamento è semplice: se la firma informatica del documento posseduto coincide con quella registrata presso l’ateneo, è garantita l’integrità del documento.

Ethereum è la seconda criptovaluta per valore dopo Bitcoin ed è nata per facilitare applicazioni e scenari innovativi utilizzando questa tecnologia.

L’iniziativa dell’Università di Cagliari riguarda sperimentalmente la sola facoltà di Informatica ma verrà presto estesa a tutti i corsi di laurea dell’ateneo.

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Bitcoin, continuano le forti oscillazioni

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La criptovaluta più famosa degli ultimi mesi, forte di un passaparola inarrestabile dovuto alle sue frequenti oscillazioni, non ferma l’altalena a cui ha abituato i suoi possessori negli ultimi giorni.

Finito sotto quota 11 mila dollari con una perdita di circa il 40% del proprio valore pari a 121 miliardi di dollari di valore di mercato, la valuta elettronica è risalita nuovamente attestandosi sopra quota 14 mila dollari.

Le pressioni ribassiste delle ultime ore sembrano esser state favorite da un attacco hacker a una piattaforma che tratta la criptovaluta in Corea del Sud nei giorni scorsi in associazione ad un’indagine interna da parte dell’americana Coindesk.

Bitcoin: una bolla annunciata?

In questo scenario di grande incertezza Morgan Stanley ha espresso la sua posizione sul valore della criptovaluta che sarebbe addirittura zero a causa della sua natura: una moneta che non esiste, volatile, intangibile, invisibile, indefinibile e in grado di essere prodotta con i computer, creata da un programmatore senza nome e senza identità.

Proprio l’incertezza su questi aspetti dimostrerebbe che in realtà il vero valore della moneta risieda semplicemente nella febbre dei risparmiatori che vogliono speculare per ottenere un facile guadagno anche se, come accade spesso in questi frangenti, le pessime sorprese sono dietro l’angolo.

Per comprendere di più sui Bitcoin, Wikipedia è un buon punto di partenza.

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Bitcoin, continua la volatilità della criptovaluta

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Continua senza sosta la volatilità dei Bitcoin.

La criptovaluta, che aveva toccato nuovi record a un passo da quota 7.900 dollari, in pochi giorni è crollata di oltre 2.000 dollari attestandosi attorno a quota 5.700: si tratta di un’oscillazione di oltre il 25% nell’arco del week end.

Le cause di una caduta così verticale sono da rinvenire nella cancellazione dell’atteso aggiornamento di un software che avrebbe portato a una divisione della criptovaluta e che ha fatto emergere preoccupazioni sulla sua tenuta.

Noto come Segwit2x, l’upgrade cancellato avrebbe aumentato la capacità dei singoli blocchi della blockchain consentendo alla criptovaluta di diventare un sistema di transazione più rapido ed efficiente dando origine ad una criptovaluta alternativa.

Se si fosse arrivati alla scissione i possessori di Bitcoin si sarebbero trovati una corrispondente quantità della nuova valuta in portafoglio e questo aveva contribuito ad incrementare le quotazioni dell’ultimo periodo.
Il mancato aggiornamento ha portato delusione negli investitori che hanno liquidato le posizioni per correre verso la piattaforma alternativa di Bitcoin cash: da qui la caduta di Bitcoin di queste ore.

Un sistema che cresce, nonostante la volatilità

Nonostante il ribasso, Bitcoin continua a crescere con un tasso di oltre il 500% rispetto ad inizio 2017 e una capitalizzazione di mercato di circa 100 miliardi di dollari.
L’Esma, ossia l’Autorità europea per la supervisione degli strumenti finanziari e dei mercati, tuttavia continua a mettere in guardia i risparmiatori sui rischi bolla legati al fenomeno.

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Bitcoin, a Torino la prima asta in cui usare la criptovaluta

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Torino si riconferma città molto attenta all’innovazione e lo fa in un ambito particolarmente tradizionalista e conservatore quale quello delle aste.

Presso la Casa d’Aste Sant’Agostino di Torino si terrà infatti la prima asta al mondo dove le offerte potranno arrivare anche in Bitcoin, la celebre criptovaluta che negli ultimi tempi ha fatto particolarmente parlare di sé a causa del suo valore che ha da poco sfondato quota 6.000$.

All’interno della Torino Design of the City, grazie alla collaborazione con la Aornet Alpha-Orionis Network, la decima Asta del Design proporrà 600 lotti di design prevalentemente italiani ad acquirenti che potranno, facoltativamente, utilizzare i Bitcoin per i loro acquisti.

Fra gli oggetti proposti vi saranno la libreria lb7 di Franco Albini (1957), le poltrone firmate Gio Ponti o la Lady di Marco Zanuso (Medaglia d’oro alla IX Triennale, 1951), i lampadari multicolor Lumen e Stilnovo o le sedie di Ico Parisi.

I Bitcoin sono destinati a rimanere

L’iniziativa che prevede l’uso dei Bitcoin durante le transazioni presso la casa d’aste torinese non è un semplice esperimento ma è un proposito destinato a permanere: il 27 novembre vi sarà infatti un nuovo appuntamento dove saranno battuti all’asta dipinti, gioielli e sculture.

Anche in questo caso i Bitcoin saranno una possibilità percorribile da parte degli acquirenti.

L’intento è quello di svecchiare il panorama delle aste e, magari, avvicinare giovani titolari di portafogli virtuale al mondo degli acquisti all’asta di opere d’arte. 

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Bitcoin, in Italia possibile l’uso per compravendite immobiliari

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L’Italia innova nel settore delle compravendite immobiliari e apre alla rete Bitcoin.

Si tratta sicuramente di una grossa novità per il mercato immobiliare e, in generale, per la penetrazione delle criptovalute nelle transazioni quotidiane: stupisce che sia l’Italia il primo Paese al mondo a dispetto di Stati Uniti, Israele, Gran Bretagna o Emirati Arabi Uniti dove l’attenzione per la tecnologia ha sicuramente una storia più importante.

Bitcoin usabili in compravendite immobiliari grazie all’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate italiana è una delle poche in Europa a riconoscere la criptovaluta grazie ad una risoluzione del settembre scorso, che ha sostanzialmente riconosciuto i bitcoin come una valuta straniera, rendendo quindi possibile utilizzarla in un atto notarile.

La prima società del settore immobiliare a impiegare i Bitcoin nelle transazioni immobiliari è il Gruppo Barletta per degli appartamenti di un edificio riqualificato nel quartiere San Lorenzo a Roma.

Non solo, affinché l’uso dei Bitcoin sia incentivato, l’immobiliare ha deciso di accollarsi le spese d’agenzia e notarili inerenti alla compravendita da parte dell’acquirente che utilizzerà la criptovaluta come metodo di pagamento.

Chiunque sia quindi interessato potrà utilizzare il proprio portafoglio in Bitcoin, se in suo possesso, altrimenti provvedere alla conversione degli Euro prima di effettuare la compravendita immobiliare e beneficiare di una riduzione compresa fra i 15mila e i 45mila euro per appartamento a seconda della metratura dell’immobile preferito.

Per l’acquisto di appartamenti la società si appoggerà a Coinbase, una piattaforma dedicata alla compravendita di Bitcoin, che consente di collegare la valuta al soggetto che la possiede.

L’iniziativa è sicuramente di primario interesse perché si aggiunge alle numerose attività per sdoganare l’uso delle criptomonete in diversi ambiti che non siano quelli delle speculazioni valutarie: anche Legambiente del resto ha deciso di raccogliere donazioni tramite bitcoin.

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Legambiente inizia ad accettare le donazioni in bitcoin

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Per garantire una maggiore trasparenza circa la raccolta e la successiva destinazione dei fondi ma anche per garantire minori commissioni, Legambiente ha deciso, prima no profit in Italia, di abbracciare le donazioni in bitcoin.

Il Bitcoin è una criptovaluta il cui valore ha la caratteristica di non poter essere controllato direttamente a causa della natura decentralizzata del metodo di creazione della valuta stessa.

La tecnologia Bitcoin infatti utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni e che permettono il possesso e il trasferimento anonimo delle monete.

Per poter avviare la raccolta della moneta virtuale, Legambiente ha raggiunto una collaborazione con la startup italiana Helperbit.

La rinascita ha un cuore giovane, la prima campagna di donazione in bitcoin

Verrà effettuata una prima raccolta test relativamente alla campagna La rinascita ha un cuore giovane istituita a supporto dei giovani imprenditori del centro Italia colpiti dal sisma di qualche mese fa.

Per poter avviare la raccolta, Helperbit mette a disposizione delle no profit richiedenti un portafoglio virtuale (wallet) tramite cui è possibile ricevere i fondi in bitcoin e tenere traccia di tutte le transazioni.

Lo spostamento del denaro è poi possibile attraverso apposite password-chiave a disposizione dell’organizzazione ricevente.

Si tratta di un’esperienza nuova in Italia mentre all’estero esistono già diverse ONG che accettano i bitcoin fra cui Save the Children, The Water Project, Watsi e il progetto Tor.

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Le grandi banche unite per una nuova criptovaluta

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Una nuova criptovaluta che utilizzi la tecnologia blockchain come base su cui effettuare transazioni finanziarie: è questa l’idea attorno a cui Ubs, Deutsche Bank, Santander, Bny Mellon e il broker britannico Icap hanno iniziato a lavorare per lanciarla sul mercato entro il 2018.

Utility Settlement Coin: la nuova criptovaluta

Il nome della nuova criptovaluta dovrebbe essere Utility Settlement Coin (USC) e sfrutterà l’architettura di blockchain, la tecnologia su cui si basa la circolazione della moneta virtuale Bitcoin.

Blockchain: un protocollo sicuro e inespugnabile

La tecnologia di blockchain permette alle criptovalute di esser scambiate e ogni transazione viene validata da una rete di nodi che ne garantiscono la correttezza e ne possono mantenere l’anonimato senza che esista un sistema centrale a comandare la struttura.

Il vantaggio significativo di questa tipologia di moneta risiede nell’abbattimento del costo della gestione delle transazioni tra banche che, attualmente, è stimato fino a 80 miliardi di dollari l’anno.
Inoltre, sarebbero automaticamente ridotti i tempi necessari a chiudere gli scambi di titoli, evitando l’attesa per il passaggio di denaro, e i costi dei servizi di compensazione e di post-trading sarebbero eliminati.

La nuova moneta, contrariamente all’emissione pubblica che caratterizza il Bitcoin, sarà collegata direttamente alle riserve delle banche centrali e alle valute mondiali.

Con l’avvento delle nuove tecnologie nel settore finanziario è quanto mai necessario per gli attori tradizionali adeguarsi all’innovazione anche consolidando partnership trasversali.
Il fintech, contrazione di finance e technology, consiste infatti nella fornitura di servizi e prodotti finanziari attraverso le nuove tecnologie per rendere i sistemi finanziari più efficienti: si tratta di un fenomeno esploso nell’ultimo biennio e richiede un veloce adeguamento da parte dei gruppi bancari presenti sul mercato perché comporta l’introduzione di innovazioni che forniscono agli utenti una più ampia facoltà di scelta in fatto di servizi bancari come testimoniato dal caso di Number26, l’innovativa banca tedesca.

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