Il portale dedicato al Piano BUL propone nuove funzionalità

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Dopo aver pubblicato il nuovo sito alcuni mesi fa, il portale del Piano BUL si arricchisce di nuove funzionalità grazie all’impegno di Infratel Italia che continua l’implementazione di funzioni affinché i cittadini possano accedere in maniera trasparente e veloce ad un numero significativo di informazioni e dati.

Tra le recenti migliorie figura il nuovo motore del bot presente sul sito a cui si affianca l’accesso anche tramite gli altri canali tra cui Facebook Messenger, l’Assistente vocale Google e Alexa e Telegram.

Sempre sul portale viene aggiornata la mappa interattiva per visualizzare lo stato dei lavori per comune interessato dal piano, identificando velocemente le sezioni sub-comunali delle città italiane più grandi, i tracciati e la posizione delle tratte in fibra e le unità immobiliari raggiunte.

Chiaramente è stato implementato anche l’aggiornamento dei dati di copertura del territorio nazionale al settembre 2020 e, tramite una dashboard unica nel suo genere, è stata sviluppata una sintesi grafica che permetta di comprendere velocemente i risultati conseguiti e gli obiettivi di completamento del piano.

Inoltre è stata integrata anche la Dashboard Voucher con aggiornamenti quotidiani sui fondi prenotati, i voucher attivati ed i fondi residui per Regione.

I lavori sono stati eseguiti dal Dipartimento Ingegneria e Data Integration di Infratel Italia in collaborazione con Accurat.

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Online il nuovo sito dedicato al piano BUL

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Il piano BUL è un programma ambizioso, avviato nel 2015, ideato per pianificare e semplificare il processo di ammodernamento dell’infrastruttura di rete italiana in modo da consentire a cittadini e imprese di poter finalmente accedere ad Internet ad alta velocità anche nelle aree più remote del Paese.

Per poter consentire questo difficile processo di evoluzione, Infratel Italia ha indetto tre bandi di gara che sono stati aggiudicati a Open Fiber, azienda che ha preso in carico l’effettiva esecuzione della posa della nuova infrastruttura di rete veloce impegnandosi soprattutto nel coprire le aree bianche ossia le zone a fallimento di mercato da sempre evitate per evidenti mancanze di profittabilità degli interventi di collegamento.

La rete realizzata da Open Fiber nelle aree bianche, interamente FTTH, è di proprietà dello Stato ma resterà in concessione alla società appaltante per 20 anni: entro il 2025 si punta a coprire tutte le unità immobiliari con almeno 100Mbps elevata a 1Gbps per scuole ed edifici pubblici.

In considerazione della progressività della copertura e dei tempi necessari per realizzare l’infrastruttura, ha debuttato il nuovo sito del piano BUL che consente di offrire ai cittadini le stesse informazioni in tempo reale sullo stato di avanzamento dei lavori e sull’avanzamento del progetto fornite dalla concessionaria Open Fiber a Infratel.

La nuova piattaforma nasce all’insegna della massima trasparenza fornendo, nella misura più granulare possibile, i dati della connettività a banda larga e ultralarga disponibile o pianificata per qualunque numero civico d’Italia.

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DESI 2020, ancora un passo indietro dell’Italia nel digitale

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Sembra non esaurirsi il pessimo rapporto con il processo di digitalizzazione da parte dell’Italia: secondo il nuovo rapporto DESI 2020, rilasciato oggi, l’Italia arretra nella classifica UE.

Il nostro Paese infatti si posiziona ultimo per competenze digitali e la banda ultralarga è ancora un miraggio con solo il 13% di accesso su base nazionale.

Il rapporto DESI 2020 sottolinea come solo il 42% della popolazione abbia esclusivamente una competenza di base, i laureati in discipline ICT sono appena l’1%.

La possibilità di dotare gli italiani di una rete veloce è ancora un miraggio nonostante l’impegno di Infratel Italia: l’obiettivo di finire l’80% del piano BUL nel 2020 non sarà raggiunto, anche perché le fasi di collaudo si calcolano in 80 Comuni su 6mila.

Questo ritardo è sicuramente frutto anche della guerra, più o meno velata, fra Open Fiber e TIM per il controllo dell’infrastruttura di rete di ultima generazione che dovrebbe servire gli italiani: il risultato è che ci rimettono proprio i consumatori finali, ossia i cittadini.

Cumulativamente, l’Italia scende di una posizione nella classifica dei Paesi UE, dal 24esimo al 25esimo posto.

Il report completo in italiano è disponibile qui.

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Open Fiber rende disponibile in Abruzzo la propria rete in fibra ottica

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Continua il piano di espansione della rete da parte di Open Fiber in un momento storico in cui la connettività si è dimostrata quantomai essenziale per la digitalizzazione del Paese e l’avvicinamento delle persone.

L’attività di Open Fiber continua in tutta Italia e approda in Abruzzo dove accende la fibra ottica per gli abitanti dell’Aquila, di Montesilvano e di Teramo che potranno così navigare fino a 1 Gbps in modalità FTTH: la rete Open Fiber collega già 36 mila unità immobiliari di cui 14 mila nel capoluogo di regione, 11 mila a Montesilvano e 10 mila a Teramo.

Il piano di interconnessione è di circa 19 milioni di euro e punta a garantire la copertura in fibra ottica non solo degli immobili residenziali ma anche di scuole, aziende e uffici pubblici.

L’intervento di Open Fiber non si ferma però alle città obiettivo di questa azione: la medesima tecnologia verrà infatti portata nei borghi rurali e nei comuni più remoti nel rispetto del piano BUL per cui Open Fiber sta cablando l’Italia.

Il servizio commerciale su rete Open Fiber è disponibile in tutte le città dell’Abruzzo con Fibracity Optima, Sorgenia, Tiscali, Unidata, Vodafone, WINDTRE a cui si aggiungono Cd Lane a 2 Bite all’Aquila e Teramo.

Maggiori dettagli nel comunicato stampa.

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Progetto BUL, ricostituito il Comitato Banda Ultra Larga

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Nell’ambito del Progetto BUL, l’ambizioso cantiere che dovrebbe rendere l’Italia una nazione al passo con i Paesi europei in fatto di connettività soprattutto nelle aree a fallimento di mercato, è stato formalmente ricostruito il Comitato Banda Ultralarga (COBUL) e decretato la nomina del Ministro dell’Innovazione come suo Presidente.

Il tavolo del COBUL è strategico per lo sviluppo digitale del Paese perché permette di rilanciare i lavori nelle aree bianche e sbloccare i fondi per le aree grigie del Paese nonché i voucher per la connettività di cittadini e PMI.

Le aree grigie del resto sono quelle dove si concentra il maggior numero di imprese e dunque quella più strategiche per la diffusione della banda ultralarga che sta crescendo rapidamente ma le imprese hanno ancora difficoltà ad essere servite da tecnologie all’avanguardia in fatto di connettività: gli accessi a banda ultralarga su rete fissa sono composti per l’82% della clientela residenziale e solo per il 17,8% da quella affari, siano essere imprese o la PA.

E proprio la connettività affari risulta non particolarmente performante: quella a 100 Mb/s rappresenta poco sopra il 15% di tutto il campion dell’utenza affari considerata.

 oltre i 30 Mb/s sono l’80% ma si precipita al 16,2% se si considerano quelle a 100 Mb/s.

Con questa azione il Governo si prepara a dare il via alla seconda fase del Piano Banda Ultralarga, ossia a stanziare fondi pubblici anche nelle aree grigie dopo l’assegnazione delle gare a Open Fiber per la realizzazione delle reti a banda ultralarga nelle aree a fallimento di mercato (aree bianche).

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Infratel Italia e TIM siglano un accordo per attivare la fibra in 600 Comuni

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Per accelerare lo sviluppo della rete in fibra ottica nelle aree c.d. “a fallimento di mercato” Infratel Italia e TIM hanno siglato un accordo che consente a TIM di attivare lotti di fibra ottica consegnati da Infratel in 8 Regioni (Abruzzo, Sardegna, Toscana, Puglia, Calabria, Lazio, Lombardia e Marche) per un totale di circa 600 Comuni.

Tramite questo accordo si adotta un modello diretto di attivazione che permette di realizzare un programma di attività, da condividere con le Regioni ed i Comuni interessati, fornendo date certe riguardo l’attivazione dei servizi ai cittadini, alla pubblica amministrazione ed alle aziende coinvolte.

L’intesa prevede un acquisto rilevante da parte di TIM di infrastrutture di fibra spenta realizzate da Infratel agevolando l’acquisizione dei diritti d’uso per un periodo quindicennale di tali strutture: laddove è stata posta la fibra pubblica finanziata interamente dallo Stato i cittadini e le imprese potranno godere dei benefici dell’alta velocità.

L’accordo non esclude ad altri operatori l’accesso alla rete pubblica, ma garantisce la certezza delle attivazioni con relativo cronoprogramma vincolante sulla base della disponibilità della fibra all’effettivo completamento dei lavori.L’intesa rappresenta una sostanziale accelerazione per quanto riguarda la diffusione massiva di collegamento in fibra ottica.

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Online l’ultimo rapporto sullo stato del progetto BUL

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Il progetto BUL, ossia il piano nazionale relativo alla copertura del Paese tramite soluzioni a banda ultra larga, procede a passo spedito.

Infratel e Open Fiber, le due società coinvolte nella realizzazione dell’ambiziosa iniziativa, hanno avviato le attività di progettazione per i comuni delle varie fasi necessarie all’esecuzione dei lavori.

In larga parte si è inoltre passati alla verifica della progettazione esecutiva con conseguente avvio dei lavori vincolato all’ottenimento delle autorizzazioni necessarie erogate dagli Enti competenti.

Sebbene infatti le attività siano fortemente riqualificanti il territorio e offrano delle opportunità tangibili ai cittadini interessati dalla nuova rete, i lavori devono essere autorizzati dai relativi Comuni e dall’insieme di uffici della PA coinvolti.

Si tratta di un passaggio fondamentale per rilanciare la competitività dell’Italia, partendo dal presupposto che fino a pochi mesi fa gli operatori non hanno trovato conveniente investire nelle cosìddette aree bianche, ossia le aree a fallimento di mercato che non presentano adeguata marginalità per un ricambio o un inserimento di infrastrutture tecnologiche di comunicazione di ultima generazione.

Per questo motivo Infratel e Open Fiber sono intervenute, su spinta del Governo, laddove non era reputato conveniente avendo come primo obiettivo l’interesse nel realizzare una rete davvero inclusiva che potesse dare al cittadino opportunità inesplorate.

Per monitorare lo stato di avanzamento dei lavori è stato creato un apposito sito.

Non solo, progressivamente vengono pubblicati dei report con le ultime notizie circa le fasi di esecuzione relazionate alle zone interessate: tra questi è stato recentemente pubblicato lo stato del progetto BUL a concessione risalente a maggio 2019, può essere recuperato qui.

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