Repubblica Digitale entra nella Digital Skills and Jobs Coalition

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L’uso del digitale nella vita sociale ed economica dell’Italia è oggi, più che mai, un aspetto fondamentale alla stregua dell’istruzione: per questo motivo l’iniziativa Repubblica Digitale, di cui Smart Nation fa parte (attraverso il progetto Casa Digitale), diventa un’iniziativa strategica a livello sistemico in risposta alla carenza di competenze digitali con cui il nostro Paese si confronta da tempo.

A tre mesi dall’ultimo resoconto sull’avanzamento del progetto, Repubblica Digitale (di cui avevamo già parlato) entra all’interno dell’iniziativa europea per le competenze e le professioni digitali (Digital Skills and Jobs Coalition) della Commissione Europea dopo aver raccolto oltre 100 progetti aderenti.

L’Italia era una delle poche nazioni europee a non aver ancora costituito una coalizione nazionale e aderito al programma europeo istituito per rispondere al bisogno sempre crescente di competenze digitali.

Tra le organizzazioni che partecipano all’alleanza circa il 25% appartiene al settore pubblico, il 30% proviene dal mondo associativo e da fondazioni mentre il restante 45%, appartiene al settore privato: in totale è coinvolto un bacino di oltre 3 milioni e mezzo di cittadini soprattutto attraverso iniziative di facilitazione digitale e formazione avviate da singole amministrazioni comunali ma anche associazioni come appunto Smart Nation, Grey Panthers e Open Genova.

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Casa Digitale compie un anno

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Casa Digitale compie il suo primo anno di vita: un anno di difficoltà, battaglie ma anche numerosi successi soprattutto grazie alla straordinaria accoglienza dell’iniziativa da parte della cittadinanza a cui è rivolta.

Presentato il 30 gennaio 2019, il progetto di Casa Digitale è stato avviato esattamente un anno fa, il 5 febbraio 2019: da allora sono state erogate ben 390 ore gratuite di formazione che hanno permesso di diffondere competenze digitali di base ai cittadini che subiscono il digital divide per fattori culturali.

Casa Digitale infatti consiste in una rete di punti territoriali, attualmente attivi nei Comuni di Monza, Brugherio e Vedano al Lambro, rivolti alla cittadinanza dove è possibile, previa prenotazione, fissare un incontro gratuito con un facilitatore digitale preparato nel fornire supporto a chiunque abbia problemi con le nuove tecnologie: è infatti più facile formare una persona che avverte un bisogno specifico (es. voler utilizzare Skype per una videochiamata con un parente lontano oppure effettuare un’iscrizione scolastica per figli o nipoti) in quanto la sua soglia di attenzione sarà naturalmente molto elevata.

Il rapporto 1:1 permette di migliorare l’efficacia in termini di trasferimento di competenze rispetto ad una classe allargata, dove spesso i partecipanti si rallentano reciprocamente nell’apprendimento perché non partono da condizioni omogenee come competenze e capacità di assorbimento delle informazioni, ma anche di vincere la generale diffidenza verso la tecnologia da parte di chi non ha competenze digitali di base.

Un anno in numeri

Ad un anno esatto dall’inizio di questa avventura abbiamo deciso di pubblicare alcuni numeri per permettere ai cittadini di comprendere come il servizio stia funzionando: sono online infatti le statistiche di Casa Digitale e tali rimarranno, costantemente aggiornate settimana dopo settimana.

Tra i dati che saltano all’occhio sicuramente l’elevato tasso di riprenotazione (superiore al 90%) da parte degli utenti che testimonia la bontà del servizio erogato, ma anche l’efficacia nell’incentivare i cittadini ad attivare un’identità digitale (oltre il 39%) considerando che il principale limite di SPID è sempre stata la sua diffusione.

A latere dei numeri, durante il primo anno di attività di Casa Digitale sono stati raccolti anche molti interessanti spunti di riflessione: un dato significativo è che la difficoltà in ambito digitale, pur essendo presente soprattutto tra gli over 60, si è osservata anche da parte dei più giovani in relazione all’utilizzo dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione suggerendo che probabilmente occorra riflettere anche sulla capacità di interazione delle ultime generazioni con piattaforme tecnologiche diverse da quelle destinate all’intrattenimento.

Casa Digitale comunque ha permesso in particolare modo di rispondere all’esigenza, storicamente inascoltata, dei cittadini che non sono indipendenti nell’uso delle nuove tecnologie e che non riescono a ricevere un aiuto nemmeno in famiglia da parte dei parenti più prossimi spesso privi di tempo o disponibilità.

Ma esiste anche una fetta consistente di popolazione che è diffidente verso il mondo digitale: in questo anno presso gli sportelli di Casa Digitale sono transitate persone che non erano in possesso di uno smartphone (“perché il telefono mi serve solo a telefonare”) ma che poi sono state convinte a fare il grande salto oppure persone a cui era stato regalato un telefono di ultima generazione ma non avevano avuto mai l’opportunità di configurarlo e utilizzarlo, cosa che invece è stata resa possibile dal servizio.

Lo spaccato dell’utenza servita da Casa Digitale evidenzia una buona parte di cittadini che utilizza solo alcune tecnologie, spesso con finalità di intrattenimento, ma non altre ben più utili: per esempio l’uso di WhatsApp ma non quello di un indirizzo di posta elettronica che però è un requisito indispensabile per ottenere l’identità digitale o comunque per interagire con la PA.

Anche questo aspetto è indicativo di come sia generalmente sottostimata, a livello istituzionale, da una parte la capacità del cittadino di utilizzare le tecnologie che gli consentano di dialogare con la PA mentre dall’altra l’opportunità della PA di essere presente su canali tradizionalmente meno diffusi ma che invece sono utilizzati dal cittadino stesso, come Telegram, che renderebbero più facile il coinvolgimento della popolazione.

Da un’osservazione empirica, appare però chiaro che il cittadino sia incentivato a confrontarsi con tematiche per lui ostiche soprattutto quando ne percepisce un vantaggio chiaro: è il caso dell’accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico di Regione Lombardia il cui funzionamento e la cui comodità hanno incentivato gli utenti ad imparare le modalità di accesso e utilizzo.

La soddisfazione di un bisogno, risolvibile solo digitalmente, è stata la leva che ha permesso al servizio di assistere i cittadini nelle numerose richieste di supporto per la compilazione di domande relative ai bandi e ai contributi dei Comuni coinvolti e di Regione Lombardia fra cui Dote Scuola, Dote Sport, la domanda online per la richiesta di un alloggio pubblico o ancora l’iscrizione al nuovo anno scolastico.

L’approccio, in tal senso, è stato quello di portare gli utenti a dotarsi dell’identità digitale per poi accompagnarli nella creazione della pratica affinché capissero le dinamiche e venissero resi autonomi nel ripetere il processo da soli, ove necessario.

Questo aspetto è forse il pilastro fondamentale su cui si regge l’iniziativa: Casa Digitale non è uno sportello che sostituisce il cittadino nel rapporto con il digitale ma è uno strumento di transizione al digitale.

Secondo i dettami del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) infatti la Pubblica Amministrazione deve aspirare alla piena trasformazione digitale e alla dematerializzazione: questo sarà possibile solo qualora i cittadini siano in grado di rapportarsi con la PA utilizzando canali esclusivamente digitali e rendendo quindi del tutto inutili e obsoleti gli attuali sportelli fisici che dovranno essere riconvertiti.

In tal senso è evidente come questo percorso sarà difficile se la stessa PA non aiuta o incentiva i cittadini ad un’indipendenza nell’uso delle nuove tecnologie mentre sarà impossibile se riterrà prioritarie azioni a supporto della gestione tradizionale del rapporto con il cittadino: che senso ha infatti per la popolazione recarsi, per esempio, allo sportello anagrafe quando potrebbe essere in grado di richiedere online il certificato di cui necessita?

Una PA digitale è una PA efficiente, con un notevole risparmio di denaro pubblico.

https://www.facebook.com/dataroom.milena.gabanelli/videos/2556833871309133/

Tornando alla dimensione locale i Comuni del progetto pilota, ossia il Comune di Monza, il Comune di Brugherio e il Comune di Vedano al Lambro sono pienamente soddisfatti del servizio: purtroppo però la nota dolente è la lunga lista di attesa a causa di una domanda elevatissima e le poche risorse a disposizione.

Un’attesa eccessiva, a volte anche di 90 giorni, fra un appuntamento e l’altro comporta una riduzione dell’efficacia della formazione: ci si auspica quindi che il servizio possa essere potenziato con l’individuazione di risorse umane adatte allo scopo per ridurre sensibilmente le code che, ad oggi, superano le 6 settimane.

Nel frattempo, grazie ad una serie di sinergie, è in corso la progettazione dell’espansione nella Provincia di Monza e Brianza e sull’Area Omogenea Cremasca grazie al supporto di lungimiranti amministratori locali che hanno manifestato interesse tanto da far guadagnare notorietà al progetto.

Che la strada sia quella giusta lo si capisce facilmente dalle linee guida del nuovo Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione che annovera nelle attività da svolgere interventi atti alla diffusione delle idonee competenze digitali alla cittadinanza.

Ma non solo il Governo ha capito la centralità di una società davvero digitale: recentemente TIM ha lanciato il progetto Operazione Risorgimento Digitale, una scuola itinerante nei Comuni italiani dedicata all’alfabetizzazione digitale.

Un bellissimo progetto che denota la sensibilità di TIM al tema: non a caso nel 2017, durante la progettazione di Casa Digitale, venne contattata Fondazione TIM a cui venne presentata l’iniziativa per ottenere un sostegno che poi invece è arrivato da Fondazione Micron, senza la quale non sarebbe stato possibile realizzare quanto creato.

La strada è ancora lunga ma siamo sicuri che il solco sia tracciato, buon anno a noi e grazie a tutti i numerosi cittadini che, oltre ad utilizzare il servizio, se ne sono fatti promotori presso parenti e amici.

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Al via Casa Digitale, una risposta concreta al digital divide

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Parte ufficialmente oggi il progetto Casa Digitale, una risposta concreta al digital divide in relazione alla scarsa diffusione delle competenze digitali di base nella popolazione.

Durante i primi due anni di attività della nostra Associazione, grazie ai molti eventi realizzati nel territorio di Monza e della Brianza, è stato infatti possibile toccare con mano come ci siano effettivamente moltissime persone, specialmente in età avanzata, che non hanno dimestichezza con il mondo del digitale benché magari possano avere il bisogno o l’interesse di rapportarsi ad esso.

Pensate per un attimo a vostri parenti e conoscenti over 60 quando si trovano a dover utilizzare il proprio smartphone: alla loro ragionevole richiesta di aiuto la risposta più comune è quella di non avere tempo.

Così nella maggioranza dei casi queste persone, non ricevendo assistenza, perdono un’opportunità.

Non va meglio a coloro i quali provano a cimentarsi nel seguire i vari “corsi” di informatica di base: la loro lunghezza e, spesso, la mole di informazioni trasmesse sono entrambe caratteristiche poco digeribili ad un pubblico che ha per natura una soglia di attenzione piuttosto bassa.

Da queste osservazioni e da altre raccolte durante l’esperienza territoriale come referente per Monza dell’iniziativa sperimentale dei Digital Champions, Federico Fratta (n.d. Presidente di Smart Nation) ha ipotizzato una soluzione pratica al problema chiamata appunto Casa Digitale.

Casa Digitale è una rete di punti territoriali rivolti alla cittadinanza dove è possibile, previa prenotazione, fissare un incontro gratuito con un nativo digitale preparato nel fornire supporto a chiunque abbia un comune problema legato all’uso delle nuove tecnologie.

L’iniziativa lavora su due variabili precise: la soglia di attenzione dei destinatari (notoriamente bassa) e la percezione di un bisogno specifico (generalmente elevata).

L’intuizione è che sia più facile formare una persona che riconosce un bisogno specifico (es. voler utilizzare Skype per una videochiamata con un parente lontano oppure effettuare un’iscrizione scolastica per figli o nipoti) e che, una volta formata allo scopo e riconosciuta l’utilità del mezzo digitale, si dimostri più propensa ad acquisire ulteriori competenze nell’ottica di una piena inclusione digitale.

Le attività per cui si può chiedere supporto sono diverse come per esempio l’uso degli smartphone e tablet, la configurazione e l’uso delle più comuni app, l’utilizzo dei Social Network o delle applicazioni di messaggistica istantanea, l’apertura di una casella di posta elettronica (certificata o meno), l’attivazione di un’utenza SPID, un supporto nell’effettuare gli acquisti online o ancora l’utilizzo dei servizi digitali del proprio Comune.

Quest’ultimo punto è di vitale interesse per le Amministrazioni locali che sono obbligate ad una transizione sul digitale di molti processi e servizi che però, nella prassi, spesso rimangono scarsamente utilizzati per una scarsa propensione dei cittadini a farvi ricorso oppure per una user experience non propriamente semplice.

Per questo motivo le Amministrazioni dei Comuni di Monza, Brugherio e Vedano al Lambro hanno deciso di aderire al progetto vedendo in esso una possibile efficace risposta alla scarsa interazione dei cittadini con i servizi digitali erogati.

Casa Digitale non costa nulla ai cittadini e nemmeno alle Amministrazioni: il servizio è reso possibile dal supporto di Fondazione Micron e dall’iniziativa privata.

L’idea del progetto è nata verso la fine del 2015 per poi essere razionalizzata durante il 2016.

Il 2017 è stato l’anno dedicato al fundrasing e alla creazione delle condizioni materiali affinché il progetto potesse partire: tra la fine del 2017 e la fine del 2018 invece è stata la volta della difficile promozione dell’iniziativa alla Pubblica Amministrazione che ha risposto più o meno celermente.

Proprio la burocrazia è stata, in molti frangenti, il freno a poter attuare velocemente un’idea molto semplice ma che, ci auspichiamo, siamo molto efficace.

I facilitatori digitali impegnati nell’attività di supporto alla cittadinanza sono formati e messi a disposizione da Smart Nation che sta lavorando a consolidare collaborazioni con il mondo della scuola per mettere in prima linea, nell’attività di formazione rivolta ai cittadini resistenti alla tecnologia, i nativi digitali.

Ora tocca a voi: chiunque abbia conoscenti che hanno difficoltà con le nuove tecnologie può occuparsi di veicolare il messaggio e far presente che da oggi c’è qualcuno che può, gratuitamente, aiutarli.

Per usufruire dei servizi di Casa Digitale occorre fissare un appuntamento tramite il sito internet, inviando una mail all’indirizzo prenota@casadigitale.org oppure telefonando al numero 351 5588636 (attivo anche su WhatsApp e Telegram).

Le sedi di Casa Digitale sono, al momento del lancio, due e situate entrambe a Monza: per i cittadini di Monza presso l’ufficio comunale di piazza Carducci (sportello REI) tutti i martedì, dalle 9 alle 13, a partire da martedì 5 febbraio 2019 mentre per i cittadini di Brugherio e Vedano al Lambro presso via Piave n. 11 tutti i sabati, dalle 9 alle 13, a partire da sabato 9 febbraio 2019.

Presso il sito del Comune di Monza è rinvenibile il comunicato stampa dell’iniziativa curato dal Servizio Comunicazione istituzionale e relazioni esterne; il comunicato stampa di Smart Nation è rinvenibile qui.

Casa Digitale è aperta alla collaborazione con altri Comuni del territorio per estendere il servizio.

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Smart Nation compie due anni

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Questa volta i giorni sono 730, e anche i successivi 365 che sono passati dal nostro primo compleanno sono stati altrettanto intensi, difficili ed emozionanti.

Tutte le attività che avevamo faticosamente iniziato si sono espanse grazie a nuove collaborazioni e soprattutto grazie a solide realtà che hanno deciso di credere in noi, fra tutte sicuramente Fondazione Micron a cui dobbiamo molto del cammino che ci ha portati fino a questo punto.

Tra le novità più importanti di questo secondo anno c’è una nuova casa in via Piave a Monza presso un polo urbano di innovazione che raccoglie diverse realtà impegnate sul fronte dell’innovazione.

Questa sede è, di fatto, il quartiere generale dell’Associazione e di molte iniziative che prenderanno la luce entro breve.

Un anno all’insegna della formazione e del lavoro sul territorio

Nel corso del nostro secondo anno ci siamo focalizzati sulla promozione dell’alfabetizzazione digitale sul territorio della Brianza puntando sempre sul format degli Smart Day che sono stati accolti con grande seguito e interesse da parte dei Comuni della zona.

Anche grazie a questa attività siamo riusciti a interagire diverse Amministrazioni illuminate fra cui quelle dei Comuni di Brugherio, Vedano al Lambro, Villasanta, Seregno, Arcore, Vimercate, Agrate Brianza e Monza.

Ed è proprio grazie alla sensibilità di alcune di queste amministrazioni che ci apprestiamo finalmente a dare i natali a Casa Digitale, un progetto fortemente voluto per la facilitazione digitale dei cittadini resistenti alla tecnologia.

I dettagli del progetto, che rappresenta il nostro regalo al territorio da cui siamo nati, saranno comunicati in un’apposita conferenza stampa che verrà annunciata entro pochi giorni.

Quale modo migliore di festeggiare il nostro secondo anno se non realizzando qualcosa di unico e potenzialmente dirompente insieme ai Comuni che ci hanno supportato in questi mesi?

Tanti Auguri a noi!

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