IBM lancia in Italia P-TECH

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IBM porta in Italia P-TECH , un interessante percorso formativo studiato per accompagnare gli studenti dalle superiori all’università tramite la diffusione di competenze digitali spendibili sul mercato del lavoro.

Il programma, realizzato in collaborazione con il Politecnico di Bari e quattro scuole superiori di Taranto, viene avviato in Puglia con lo specifico scopo di consentire agli studenti iscritti di frequentare in un apposito spazio le lezioni universitarie e i seminari delle aziende coinvolte.

Ideato nel 2011, il P-TECH è un modello formativo pensato per creare un collegamento diretto tra scuola secondaria, università e lavoro con il fine di fornire agli studenti, soprattutto a coloro che risiedono in aree svantaggiate, l’opportunità di conseguire una specializzazione orientata alla tecnologia.

Grazie al programma gli studenti possono beneficiare di esperienze professionali, attraverso seminari, tutoraggi e stage previsti dai partner industriali del progetto anche grazie alle specifiche dell’alternanza scuola-lavoro.

Gli effetti di P-TECH sono sicuramente in favore dell’occupazione giovanile in seguito alla professionalizzazione derivante dalle nuove competenze digitali offerte: basti pensare che la disoccupazione giovanile in Italia ha raggiunto il 31,4% e circa il 20% dei giovani sono NEET, ossia non lavorano o non studiano.

Il percorso P-TECH in Italia mira ad affrontare queste problematiche offrendo opportunità di formazione tecnica e professionale alle giovani generazioni grazie all’accesso diretto ad un corso di studi dedicato presso il Politecnico di Bari che sfocia in una laurea in Ingegneria informatica denominata “P-TECH Digital Expert”.

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DESI 2019, l’Italia migliora ma rimane indietro nel digitale

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L’Italia migliora la propria posizione in Europa per quanto riguarda la competitività digitale ma è ancora nelle ultime posizioni: questo è lo scenario decretato dal rapporto DESI 2019.

Solo alcuni piccoli miglioramenti in relazione ai livelli di connettività e nell’offerta dei servizi digitali legati alla PA determinano una crescita rispetto all’anno passato.

Il DESI, acronimo per Digital Economy and Society Index, è l’indicatore di digitalizzazione dell’economia e della società che viene redatto dalla Commissione europea ogni anno per stabilire il grado di digitalizzazione dei Paesi membri.

In testa alla classifica i Paesi del blocco del Nord Europa quali Finlandia, Svezia, Olanda e Danimarca: l’Italia migliora grazie anche all’inserimento di nuovi parametri di valutazione come big data, competenze software e preparazione alla 5G ma è fondamentalmente indietro, avanti solo a Polonia, Grecia, Romania e Bulgaria.

In termini di connettività l’Italia si posiziona al 19mo posto fra gli Stati membri dell’Unione, risalendo di sette posizioni rispetto alla classifica DESI 2018.

Migliora la copertura delle reti fisse a banda larga e della banda larga veloce (NGA) che raggiunge il 90 % delle famiglie e supera dunque la media UE (83 %).

Una delle principali criticità permane ancora la scarsa diffusione dell’utilizzo abituale di Internet: tre persone su dieci non utilizzano ancora questo strumento e più della metà della popolazione non possiede competenze digitali di base con conseguente scarsa riduzione dei servizi online.

Il DESI 2019 in versione italiana è scaricabile qui.

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Meet and Code, al via la nuova edizione

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Meet and Code, l’iniziativa promossa da SAP e TechSoup per diffondere competenze digitali tra i giovani, apre la propria nuova stagione rendendo disponibile alle organizzazioni non profit di tutta Europa l’accesso a micro-donazioni per consentire ai giovani di intraprendere i primi passi nel mondo del digitale come protagonisti.

La scorsa edizione ha permesso a oltre 50.000 giovani di prendere parte a più di 1.100 eventi di programmazione: solo in Italia ben 33 organizzazioni non profit hanno intrapreso 36 eventi coinvolgendo 3.600 ragazzi nella scoperta di tecnologie come la programmazione dei droni, l’uso di palloni robotizzati, la stampa 3D,  lo sviluppo del pensiero computazionale ma anche attività di inclusione come il coinvolgimento di ragazzi disabili in pratiche di coding condiviso.

La nuova edizione si propone di migliorare le performance precedenti garantendo alle organizzazioni partecipanti contributi fino a 500 euro per evento finalizzato all’avvicinamento dei giovani cittadini europei.

L’obiettivo è infatti quello di ridurre il divario digitale in termini di competenze analizzato dal rapporto The Digital Skills Gap in Europe che la Commissione europea ha pubblicato e che prevede che ben 9 posti di lavoro su 10 richiederanno competenze digitali.

Per tale motivo è vitale che i giovani siano in possesso di competenze digitali in mancanza delle quali sarebbero automaticamente tagliati fuori dal mondo del futuro.

Per questo motivo SAP, Haus des Stiftens GmbH e TechSoup Europe si sono unite per supportare l’iniziativa.

La compilazione delle domande è possibile direttamente sul sito ufficiale di Meet and Code e sono valide in quattro distinte categorie di riferimento a seconda della tipologia di contenuto dell’evento che si intende promuovere e per il quale si richiede la sponsorizzazione: Girls do IT!, Community, Diversity e Code fo the Planet.

Gli eventi vincitori di ogni edizione saranno inseriti in uno speciale repository europeo delle migliori buone pratiche.

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Ufficializzato il Manifesto per la Repubblica Digitale

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L’Italia ha il proprio Manifesto per la Repubblica Digitale, un documento ufficiale rivolto a istituzioni e privati che fissa alcuni principi cardine per diffondere consapevolezza e competenze digitali finalizzate alla piena inclusione digitale.

Il testo è stato presentato durante ForumPA, la manifestazione nazionale dedicata al mondo della Pubblica Amministrazione, e ha l’obiettivo di promuovere azioni concrete a favore dell’educazione digitale, della cittadinanza digitale e dell’etica digitale.

Tali azioni possono essere liberamente progettate anche se il perimetro più congeniale è sicuramente quello all’interno di scuole e programmi formativi da allargare a tutti coloro che possano trarre giovamento dalla diffusione di competenze digitali.

In Italia tra i 9 e gli 11 milioni di persone infatti non sono in condizione di fruire dei servizi digitali perché sono sprovviste delle conoscenze basilari per potervi accedere: manca cioè quella sufficiente alfabetizzazione digitale e consapevolezza per orientarsi e interagire con la tecnologia.

Il Team per la Trasformazione Digitale nasce per dare una risposta tecnica al problema della digitalizzazione italiana, manca però la componente culturale.

Il capitolo dell’inclusione digitale non può essere ignorato ed è parte integrante del processo di trasformazione che deve essere gestito grazie ad azioni mirate che possono e devono sorgere dai cittadini: esattamente come Casa Digitale intende effettuare.

In tal senso il Manifesto per la Repubblica Digitale intende raccogliere come firmatari privati e realtà che ne condividano le finalità.

Tra questi attualmente risultano: AIV – Accademia Italiana Videogiochi, Aci Informatica, Altroconsumo, Anitec-Assinform, Camera di Commercio di Roma / Maker Faire Rome The European Edition, Facebook Italia, Ibm Italia, Forum PA, Google Italia, Grey Panthers, Microsoft Italia, PayPal Italia, Telefono Azzurro, Time4Child / Fondazione Scholas Occurrentes, Unione Nazionale Consumatori.

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Agi e Censis inquadrano il livello di interazione digitale tra cittadini e PA

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In Italia la Pubblica Amministrazione non è in grado di raggiungere in maniera soddisfacente i cittadini a causa di una sostanziale arretratezza nello sviluppo dei sistemi che consentano di dialogare digitalmente con la popolazione.

L’ultimo rapporto Agi-Censis delinea un quadro allarmante circa il livello di interazione digitale tra cittadini e PA: nel 2018 solo il 24% degli italiani ha dichiarato di essere riuscito ad interagire con la PA attraverso strumenti telematici.

Il dato è indicativo dello stato di digitalizzazione del Paese e di diffusione di competenze digitali fra la popolazione che tende a snobbare i canali internet: basti pensare che in Danimarca il 92% della popolazione è abituata a interfacciarsi con la PA digitalmente, seguono nella graduatoria i francesi (71%) e gli spagnoli (57%) con un valore medio nell’Unione Europea del 52%.

L’Italia fa quindi parte del fanalino di coda, davanti esclusivamente a Bulgaria e Romani, in modo non dissimile a quanto è accaduto per la valutazione effettuata dal DESI 2018.

Il motivo del ritardo, secondo l’analisi Agi-Censis realizzata nell’ambito del programma pluriennale Diario dell’Innovazione, è da rintracciare in parte sulla scarsa conoscenza dei processi in atto ma soprattutto della sostanziale assenza di competenze digitali diffuse nella popolazione.

Gli italiani infatti vivono in un mondo analogico, la trasformazione digitale della PA è certamente iniziata a riprova dei grandi cambiamenti in positivo effettuati negli ultimi cinque anni ma storicamente i cittadini portano in dote una diffidenza e una scarsa dimestichezza con le nuove tecnologie.

Per vincere questo ostacolo si può lavorare sull’alfabetizzazione digitale, come il progetto di Casa Digitale tenta di fare, ma soprattutto si dovrebbe lavorare sul design dei servizi: l’esperienza di interazione con la PA dovrebbe essere semplice quanto effettuare un acquisto su Amazon.

In un Paese che invecchia infatti il ritardo d’innovazione si può vincere esclusivamente ripensando le modalità organizzative dei processi senza disperdersi in azioni che catalizzino esclusivamente il consenso politico locale, cosa che invece è prassi diffusa e che va contro l’idea di armonizzazione e omologazione di processi su scala nazionale.

Il simbolo di questa resistenza è, per esempio, nella difficoltà di armonizzare un’anagrafe centralizzata (ANPR) o nelle resistenze delle PA locali a non dialogare fra loro.

Siamo quindi ancora all’inizio di un percorso lungo e tortuoso.

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DigithON lancia la call per gli innovatori

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Prende il via oggi la call per gli innovatori lanciata da DigithON, l’Associazione che cura l’omonima manifestazione dedicata all’innovazione che si terrà in Puglia dal 5 al 8 settembre 2019.

L’apertura della call odierna consente a coloro che volessero partecipare di candidare la propria idea innovativa che potrà essere così selezionata: sono 100 le idee digitali che saranno ammesse a partecipare all’evento di settembre all’interno di una manifestazione ricca di aziende italiane e internazionali protagoniste dell’economia digitale.

L’obiettivo di DigithON è quello di fungere da trampolino di lancio per progetti digitali innovativi avvicinando le leve finanziarie necessarie alla nascita e alla crescita delle startup.

Inoltre, nel perimetro di DigithON, si sta popolando l’Invento Lab DigithON in collaborazione con Myntelligence e RDS: si tratta di un luogo di contaminazione e di confronto che consente a sviluppatori e partecipanti della comunità di DigithON di diffondere e supportare la cultura digitale attraverso la filosofia del co-working e tramite una formazione continua fatta di workshop digitali, mentorship e altre attività che puntano a diffondere competenze nel perimetro dell’innovazione.

Per candidare la propria idea è sufficiente recarsi sul sito internet di DigithON.

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Agenda Digitale, la Regione del Veneto accelera sull’innovazione

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La Regione del Veneto, considerando strategica l’innovazione e la cultura digitale, mette l’acceleratore all’attuazione dell’Agenda Digitale 2020 tramite l’approvazione di un bando che mette a disposizione dei Comuni la cifra di 7 milioni di Euro.

Le risorse provengono dall’Asse 2 del Por-Fesr 2014-2020 e serviranno a finanziare le proposte in grado di aggregare più amministrazioni comunali per gestire luoghi di innovazione e spazi di acculturazione digitale ossia innovation hub e palestre digitali che puntino rispettivamente a sviluppare nuovi servizi digitali sfruttando i dati aperti (c.d. Open Data) rilasciati dalla PA e a offrire percorsi formativi per diffondere competenze digitali.

L’iniziativa si inserisce nelle linee programmatiche dell’Agenda Digitale del Veneto e si fonda sulla partecipazione attiva dei cittadini in appositi spazi di innovazione aperta per diffondere servizi digitali esistenti o per ammodernarli tramite un approccio di open innovation.

La creazione di una serie di strutture aperte all’innovazione permetterà inoltre di consolidare il rapporto tra Regione e le proposte espresse dal territorio con un conseguente aumento della consapevolezza sui temi dello sviluppo locale e della partecipazione tramite le nuove tecnologie.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa di Regione del Veneto.

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Riparte Crescere in Digitale, il progetto per favorire l’occupazione dei giovani

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Crescere in Digitale, il progetto promosso all’interno di Garanzia Giovani dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, riparte con una nuova edizione.

L’iniziativa è finalizzata all’inserimento dei giovani nel mondo lavorativo grazie alla diffusione di competenze digitali che possano renderli maggiormente competitivi e appetibili per le aziende.

Il progetto è attuato da Anpal in collaborazione con Unioncamere e Google e prevede la disponibilità di 5.000 tirocini retribuiti entro i prossimi tre anni.

Crescere in Digitale, formazione online e laboratori di gruppo

Crescere in Digitale ha il suo centro operativo in una piattaforma proprietaria, realizzata da Google, che permette di fruire di 50 ore di formazione gratuita online con un esame finale.

La formazione prevede l’approfondimento di tematiche legate all’uso del digitale in azienda come per esempio le modalità di creazione di siti web, utilizzo di mappe digitali ma anche social network e metodologie per costruire campagne pubblicitarie online.

Effettuata la formazione, i partecipanti possono seguire laboratori di gruppo per poi essere avviati a colloqui di matching con le imprese organizzati dalle Camere di commercio.

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Born2Code, torna l’accademia gratuita dedicata al coding

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Grazie all’impegno di Groupama Assicurazioni e di una nutrita filiera di partner torna Born2Code, l’accademia gratuita dedicata al coding e rivolta ad aspiranti sviluppatori informatici che siano interessati ad apprendere i rudimenti della programmazione web & mobile.

La seconda edizione punta a bissare il successo della precedente che ha fatto registrare eccellenti risultati in termini di adesioni e di collocamento: più del 95% dei partecipanti ha infatti trovato impiego al termine del corso.

Sulla base del precedente risultato, la nuova edizione di Born2Code calendarizzata a partire da gennaio 2019, prevede che i ragazzi selezionati sulla base di un’autocandidatura e una successiva selezione in sede potranno acquisire competenze in ambito di programmazione (fra cui l’uso di ReactJS, HTML5, CSS, Responsive Design, UX/UI, Ajax JavaScript e i suoi Framework.) curato all’interno di un corso di 3 mesi full immersion che si svolgerà a Roma presso l’Hub di LVenture Group e Luiss EnLabs grazie al supporto di docenti e tutor di Codemotion.

Il corso, strutturato in 11 moduli contenenti lezioni teoriche e pratiche, è totalmente gratuito e patrocinato da Ania; al termine del programma i partecipanti potranno cimentarsi in un hackathon organizzato e ospitato dal Maxxi finalizzato all’ideazione di servizi e prodotti per migliorare l’esperienza museale attraverso l’innovazione.

Le iscrizioni sono effettuabili da oggi e fino al 30 novembre nella sezione prenotazione del sito di Born2Code.

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Binario F, Facebook apre a Roma un centro per le competenze digitali

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Annunciato nelle scorse settimane, apre oggi a Roma Binario F, un centro dedicato alle competenze digitali fortemente voluto da Facebook.

Binario F è uno spazio dedicato alla formazione che apre presso la Stazione Termini di Roma, all’interno delle aree già messe a disposizione di L Venture Group/Luiss Enlabs.

Lo scopo è la formazione, entro il 2019, di 97mila persone relativamente alle competenze digitali necessarie per oltre il 70% delle PMI italiane che necessitano di figure professionali al passo con i tempi.

Binario F, una struttura dedicata alla formazione

La struttura è a tutti gli effetti un hub che ospita diverse attività gratuite, comprese quelle laboratoriali, per arginare la mancanza di competenze digitali grazie soprattutto a workshop ed eventi, anche curati da terze parti, che animeranno il palinsesto degli appuntamenti presso un’area di circa 190mq che saranno presto espansi a 900mq.

Oltre alla disponibilità di diverse aule è presente un Live Studio con tutte le attrezzature necessarie per fare dirette Facebook o Instagram ed una postazione test per provare e capire come sfruttare i visori Oculus.

La formazione ospitata sarà varia e organizzata direttamente da Facebook, dai partner e dalla comunità stessa che potrà candidarsi: i primi workshop saranno quelli tenuti dal programma Boots your Business di Confcommercio e #SheMeansBusiness di Fondazione Mondo Digitale dedicato alle donne che vogliono fare impresa.

Gli argomenti trattati dalla formazione faranno riferimento a otto categorie progettuali: istituzioni, accademici, studenti, editori, istituzioni culturali, no profit e imprese.

Maggiori dettagli qui.

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