Ambizione Italia, Microsoft apre all’inclusione e all’accessibilità

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Microsoft lancia il proprio impegno per l’inclusione e l’accessibilità tramite il programma Ambizione Italia: lo scopo è quello di creare un ecosistema dedicato alla promozione dei valori della diversità attraverso il digitale, e in particolare tramite tecnologie quali l’intelligenza artificiale e il cloud computing, affinché nessuno venga lasciato indietro.

L’iniziativa prevede l’erogazione di sessioni formative, hackathon, incontri e condivisioni di best practice per favorire lo sviluppo di progetti per l’inclusione e per la riduzione delle barriere in alcuni ambiti specifici fra cui la disabilità.

Tramite il digitale è infatti possibile aiutare le persone a compiere comuni operazioni quotidiane ed esprimere al meglio il proprio potenziale, anche nella vita professionale, evitando l’emarginazione.

L’iniziativa si inquadra nel progetto di formazione Ambizione Italia, avviato nel 2018, che punta alla riqualificazione delle competenze in chiave digitale con l’obiettivo di coinvolgere 2 milioni di persone di cui 500.000 già formate.

Il programma è frutto dell’accordo fra diverse aziende come: A2A, Ability Garden, Amplifon, ANSA, Barilla, EY, Fondazione Accenture, Fondazione Adecco, Fondazione Vodafone, Fondazione Mondo Digitale, Gruppo Generali, Jointly, Kulta-Cervelli Ribelli, LinkedIn, UniCredit, Techsoup, Valore D e Wunderman Thompson.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa e sul sito del progetto.

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Il Comune di Follonica promuove la diffusione del patentino digitale di Corecom Toscana

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Il Comune di Follonica si dimostra particolarmente sensibile alle tematiche del buon utilizzo delle nuove tecnologie e per questo motivo ha presentato l’iniziativa del Patentino digitale: si tratta di un progetto nato dalla collaborazione di Corecom Toscana, Regione Toscana, Istituto degli Innocenti, Polizia postale e Ufficio scolastico regionale.

Ne avevamo già parlato diffusamente come iniziativa intrapresa dal Corecom Toscana proprio per contrastare il proliferare delle fake news e degli atteggiamenti lesivi online incentivando, nel contempo, un comportamento virtuoso e responsabile da parte degli utenti del web e soprattutto da parte dei più giovani.

Non a caso l’iniziativa prevede la diffusione di competenze digitali di base, che contemplano soprattutto l’approfondimento di aspetti comportamentali corretti, nelle scuole secondarie di primo grado per migliorare la capacità degli studenti di interagire in rete e sui social network.

Al termine del percorso formativo che coinvolge anche le famiglie degli studenti è previsto il rilascio di un patentino digitale, segno tangibile di una maggiore consapevolezza acquisita.

Maggiori informazioni nella sezione di riferimento del sito del Comune di Follonica.

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La Corte dei Conti evidenzia il ritardo eccessivo nella trasformazione digitale della PA

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La Pubblica Amministrazione italiana è in forte ritardo relativamente alla propria trasformazione digitale: è quanto emerge dall’ultimo studio presentato dalla Corte dei Conti che delinea un quadro non confortante del livello di innovazione nella PA italiana.

Da quanto emerge dall’analisi l’Italia è tra i Paesi più in ritardo rispetto alla costruzione di un sistema di e-Government consolidato a causa dei bassissimi livelli di digitalizzazione e dell’oggettiva difficoltà di penetrazione delle nuove tecnologie nella popolazione che utilizza in modo scarso i pochi servizi disponibili.

Del resto, la scarsa diffusione dell’identità digitale che ha recentemente motivato una riorganizzazione del sistema di erogazione che verrà messo in pista a breve è lo specchio di quanto sia difficile per l’Italia arrivare ad una svolta digitale.

Stando al DESI, acronimo per Digital Economic Strategy Index ossia l’indice sviluppato dalla UE per misurare la diffusione del digitale nei propri Paesi membri, l’Italia è attualmente al 24esimo posto su 28 con una velocità di crescita delle iniziative in ambito digitale palesemente inferiore a quella della media europea nonostante i 5,8 miliardi di euro l’anno dedicati all’informatica pubblica.

I due problemi principali sono individuati nella scarsa razionalità con cui vengono utilizzate le risorse anche per una sostanziale mancanza di coordinamento delle varie PA e sicuramente un’altrettanto scarsa attività di divulgazione di competenze digitali di base che dovrebbero preparare la popolazione all’uso delle nuove tecnologie ma anche i dipendenti pubblici ad un utilizzo più consono degli strumenti digitali cosa che non avviene anche per fattori anagrafici (l’età media dei dipendenti pubblici è di oltre 50 anni e tende a crescere).

Maggiori informazioni direttamente qui.

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Marsala, al via la prima tappa dell’Operazione Risorgimento Digitale

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Parte oggi da Marsala, città simbolo del Risorgimento italiano, l’Operazione Risorgimento Digitale di TIM presentata alcune settimane fa e di cui avevamo già parlato.

Si tratta della più grande iniziativa di alfabetizzazione digitale su scala nazionale mai tentata che mette in campo oltre 400 formatori per gestire un programma di formazione digitale itinerante rivolto alla popolazione di comuni medio-piccoli su tutta la Penisola.

Da oggi e fino al 15 novembre a Marsala è possibile tutti i giorni, dalle 9.30 fino alle 19, partecipare ad una serie di iniziative di educazione al digitale ma anche chiedere allo staff di TIM, come se fosse uno sportello di assistenza, chiarimenti per dubbi e domande su Internet e il digitale come per esempio informazioni sulla gestione della casella di posta, su come utilizzare i social network oppure produrre foto e video ma anche e soprattutto come usufruire dei servizi online della Pubblica Amministrazione.

Per chi ha poco tempo è inoltre disponibile un palinsesto di 10 incontri, di poco meno di un’ora ciascuno, focalizzati su Internet e le sue potenzialità.

Informazioni sulla tappa direttamente nella relativa sezione del sito.

Ricordiamo che per partecipare agli eventi formativi strutturati come lezione è necessario iscriversi tramite l’apposita procedura online.

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IBM lancia in Italia P-TECH

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IBM porta in Italia P-TECH , un interessante percorso formativo studiato per accompagnare gli studenti dalle superiori all’università tramite la diffusione di competenze digitali spendibili sul mercato del lavoro.

Il programma, realizzato in collaborazione con il Politecnico di Bari e quattro scuole superiori di Taranto, viene avviato in Puglia con lo specifico scopo di consentire agli studenti iscritti di frequentare in un apposito spazio le lezioni universitarie e i seminari delle aziende coinvolte.

Ideato nel 2011, il P-TECH è un modello formativo pensato per creare un collegamento diretto tra scuola secondaria, università e lavoro con il fine di fornire agli studenti, soprattutto a coloro che risiedono in aree svantaggiate, l’opportunità di conseguire una specializzazione orientata alla tecnologia.

Grazie al programma gli studenti possono beneficiare di esperienze professionali, attraverso seminari, tutoraggi e stage previsti dai partner industriali del progetto anche grazie alle specifiche dell’alternanza scuola-lavoro.

Gli effetti di P-TECH sono sicuramente in favore dell’occupazione giovanile in seguito alla professionalizzazione derivante dalle nuove competenze digitali offerte: basti pensare che la disoccupazione giovanile in Italia ha raggiunto il 31,4% e circa il 20% dei giovani sono NEET, ossia non lavorano o non studiano.

Il percorso P-TECH in Italia mira ad affrontare queste problematiche offrendo opportunità di formazione tecnica e professionale alle giovani generazioni grazie all’accesso diretto ad un corso di studi dedicato presso il Politecnico di Bari che sfocia in una laurea in Ingegneria informatica denominata “P-TECH Digital Expert”.

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DESI 2019, l’Italia migliora ma rimane indietro nel digitale

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L’Italia migliora la propria posizione in Europa per quanto riguarda la competitività digitale ma è ancora nelle ultime posizioni: questo è lo scenario decretato dal rapporto DESI 2019.

Solo alcuni piccoli miglioramenti in relazione ai livelli di connettività e nell’offerta dei servizi digitali legati alla PA determinano una crescita rispetto all’anno passato.

Il DESI, acronimo per Digital Economy and Society Index, è l’indicatore di digitalizzazione dell’economia e della società che viene redatto dalla Commissione europea ogni anno per stabilire il grado di digitalizzazione dei Paesi membri.

In testa alla classifica i Paesi del blocco del Nord Europa quali Finlandia, Svezia, Olanda e Danimarca: l’Italia migliora grazie anche all’inserimento di nuovi parametri di valutazione come big data, competenze software e preparazione alla 5G ma è fondamentalmente indietro, avanti solo a Polonia, Grecia, Romania e Bulgaria.

In termini di connettività l’Italia si posiziona al 19mo posto fra gli Stati membri dell’Unione, risalendo di sette posizioni rispetto alla classifica DESI 2018.

Migliora la copertura delle reti fisse a banda larga e della banda larga veloce (NGA) che raggiunge il 90 % delle famiglie e supera dunque la media UE (83 %).

Una delle principali criticità permane ancora la scarsa diffusione dell’utilizzo abituale di Internet: tre persone su dieci non utilizzano ancora questo strumento e più della metà della popolazione non possiede competenze digitali di base con conseguente scarsa riduzione dei servizi online.

Il DESI 2019 in versione italiana è scaricabile qui.

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Meet and Code, al via la nuova edizione

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Meet and Code, l’iniziativa promossa da SAP e TechSoup per diffondere competenze digitali tra i giovani, apre la propria nuova stagione rendendo disponibile alle organizzazioni non profit di tutta Europa l’accesso a micro-donazioni per consentire ai giovani di intraprendere i primi passi nel mondo del digitale come protagonisti.

La scorsa edizione ha permesso a oltre 50.000 giovani di prendere parte a più di 1.100 eventi di programmazione: solo in Italia ben 33 organizzazioni non profit hanno intrapreso 36 eventi coinvolgendo 3.600 ragazzi nella scoperta di tecnologie come la programmazione dei droni, l’uso di palloni robotizzati, la stampa 3D,  lo sviluppo del pensiero computazionale ma anche attività di inclusione come il coinvolgimento di ragazzi disabili in pratiche di coding condiviso.

La nuova edizione si propone di migliorare le performance precedenti garantendo alle organizzazioni partecipanti contributi fino a 500 euro per evento finalizzato all’avvicinamento dei giovani cittadini europei.

L’obiettivo è infatti quello di ridurre il divario digitale in termini di competenze analizzato dal rapporto The Digital Skills Gap in Europe che la Commissione europea ha pubblicato e che prevede che ben 9 posti di lavoro su 10 richiederanno competenze digitali.

Per tale motivo è vitale che i giovani siano in possesso di competenze digitali in mancanza delle quali sarebbero automaticamente tagliati fuori dal mondo del futuro.

Per questo motivo SAP, Haus des Stiftens GmbH e TechSoup Europe si sono unite per supportare l’iniziativa.

La compilazione delle domande è possibile direttamente sul sito ufficiale di Meet and Code e sono valide in quattro distinte categorie di riferimento a seconda della tipologia di contenuto dell’evento che si intende promuovere e per il quale si richiede la sponsorizzazione: Girls do IT!, Community, Diversity e Code fo the Planet.

Gli eventi vincitori di ogni edizione saranno inseriti in uno speciale repository europeo delle migliori buone pratiche.

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Ufficializzato il Manifesto per la Repubblica Digitale

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L’Italia ha il proprio Manifesto per la Repubblica Digitale, un documento ufficiale rivolto a istituzioni e privati che fissa alcuni principi cardine per diffondere consapevolezza e competenze digitali finalizzate alla piena inclusione digitale.

Il testo è stato presentato durante ForumPA, la manifestazione nazionale dedicata al mondo della Pubblica Amministrazione, e ha l’obiettivo di promuovere azioni concrete a favore dell’educazione digitale, della cittadinanza digitale e dell’etica digitale.

Tali azioni possono essere liberamente progettate anche se il perimetro più congeniale è sicuramente quello all’interno di scuole e programmi formativi da allargare a tutti coloro che possano trarre giovamento dalla diffusione di competenze digitali.

In Italia tra i 9 e gli 11 milioni di persone infatti non sono in condizione di fruire dei servizi digitali perché sono sprovviste delle conoscenze basilari per potervi accedere: manca cioè quella sufficiente alfabetizzazione digitale e consapevolezza per orientarsi e interagire con la tecnologia.

Il Team per la Trasformazione Digitale nasce per dare una risposta tecnica al problema della digitalizzazione italiana, manca però la componente culturale.

Il capitolo dell’inclusione digitale non può essere ignorato ed è parte integrante del processo di trasformazione che deve essere gestito grazie ad azioni mirate che possono e devono sorgere dai cittadini: esattamente come Casa Digitale intende effettuare.

In tal senso il Manifesto per la Repubblica Digitale intende raccogliere come firmatari privati e realtà che ne condividano le finalità.

Tra questi attualmente risultano: AIV – Accademia Italiana Videogiochi, Aci Informatica, Altroconsumo, Anitec-Assinform, Camera di Commercio di Roma / Maker Faire Rome The European Edition, Facebook Italia, Ibm Italia, Forum PA, Google Italia, Grey Panthers, Microsoft Italia, PayPal Italia, Telefono Azzurro, Time4Child / Fondazione Scholas Occurrentes, Unione Nazionale Consumatori.

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Agi e Censis inquadrano il livello di interazione digitale tra cittadini e PA

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In Italia la Pubblica Amministrazione non è in grado di raggiungere in maniera soddisfacente i cittadini a causa di una sostanziale arretratezza nello sviluppo dei sistemi che consentano di dialogare digitalmente con la popolazione.

L’ultimo rapporto Agi-Censis delinea un quadro allarmante circa il livello di interazione digitale tra cittadini e PA: nel 2018 solo il 24% degli italiani ha dichiarato di essere riuscito ad interagire con la PA attraverso strumenti telematici.

Il dato è indicativo dello stato di digitalizzazione del Paese e di diffusione di competenze digitali fra la popolazione che tende a snobbare i canali internet: basti pensare che in Danimarca il 92% della popolazione è abituata a interfacciarsi con la PA digitalmente, seguono nella graduatoria i francesi (71%) e gli spagnoli (57%) con un valore medio nell’Unione Europea del 52%.

L’Italia fa quindi parte del fanalino di coda, davanti esclusivamente a Bulgaria e Romani, in modo non dissimile a quanto è accaduto per la valutazione effettuata dal DESI 2018.

Il motivo del ritardo, secondo l’analisi Agi-Censis realizzata nell’ambito del programma pluriennale Diario dell’Innovazione, è da rintracciare in parte sulla scarsa conoscenza dei processi in atto ma soprattutto della sostanziale assenza di competenze digitali diffuse nella popolazione.

Gli italiani infatti vivono in un mondo analogico, la trasformazione digitale della PA è certamente iniziata a riprova dei grandi cambiamenti in positivo effettuati negli ultimi cinque anni ma storicamente i cittadini portano in dote una diffidenza e una scarsa dimestichezza con le nuove tecnologie.

Per vincere questo ostacolo si può lavorare sull’alfabetizzazione digitale, come il progetto di Casa Digitale tenta di fare, ma soprattutto si dovrebbe lavorare sul design dei servizi: l’esperienza di interazione con la PA dovrebbe essere semplice quanto effettuare un acquisto su Amazon.

In un Paese che invecchia infatti il ritardo d’innovazione si può vincere esclusivamente ripensando le modalità organizzative dei processi senza disperdersi in azioni che catalizzino esclusivamente il consenso politico locale, cosa che invece è prassi diffusa e che va contro l’idea di armonizzazione e omologazione di processi su scala nazionale.

Il simbolo di questa resistenza è, per esempio, nella difficoltà di armonizzare un’anagrafe centralizzata (ANPR) o nelle resistenze delle PA locali a non dialogare fra loro.

Siamo quindi ancora all’inizio di un percorso lungo e tortuoso.

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DigithON lancia la call per gli innovatori

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Prende il via oggi la call per gli innovatori lanciata da DigithON, l’Associazione che cura l’omonima manifestazione dedicata all’innovazione che si terrà in Puglia dal 5 al 8 settembre 2019.

L’apertura della call odierna consente a coloro che volessero partecipare di candidare la propria idea innovativa che potrà essere così selezionata: sono 100 le idee digitali che saranno ammesse a partecipare all’evento di settembre all’interno di una manifestazione ricca di aziende italiane e internazionali protagoniste dell’economia digitale.

L’obiettivo di DigithON è quello di fungere da trampolino di lancio per progetti digitali innovativi avvicinando le leve finanziarie necessarie alla nascita e alla crescita delle startup.

Inoltre, nel perimetro di DigithON, si sta popolando l’Invento Lab DigithON in collaborazione con Myntelligence e RDS: si tratta di un luogo di contaminazione e di confronto che consente a sviluppatori e partecipanti della comunità di DigithON di diffondere e supportare la cultura digitale attraverso la filosofia del co-working e tramite una formazione continua fatta di workshop digitali, mentorship e altre attività che puntano a diffondere competenze nel perimetro dell’innovazione.

Per candidare la propria idea è sufficiente recarsi sul sito internet di DigithON.

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