Pane e Internet, in Emilia-Romagna partono i corsi di alfabetizzazione digitale gratuiti

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Regione Emilia-Romagna, tramite i punti Pane e Internet, ha lanciato due nuovi corsi di alfabetizzazione digitale online e gratuiti per aiutare la popolazione a navigare consapevolmente online e a imparare ad utilizzare meglio smartphone e computer.

L’esigenza di saper utilizzare gli strumenti digitali, da sempre molto radicata in una popolazione generalmente resistente alla tecnologia, è notevolmente aumentata in relazione alle conseguenze della pandemia: le competenze digitali, soprattutto quelle di base, sono sempre più indispensabili e per questo motivo il progetto di inclusione digitale della Regione Emilia-Romagna è considerato strategico.

I corsi erogati dai punti Pane e Internet sono di primo e secondo livello: il corso di alfabetizzazione di 1° livello introduce all’uso dello smartphone tramite una didattica che affronta l’uso della posta elettronica, la gestione dello spam e il riconoscimento delle truffe online con un occhio per la tutela della privacy.

Il corso di alfabetizzazione di 2° livello al pc è rivolto invece ad utenti più avanzati che vogliono potenziare l’uso del computer affrontando argomenti quali videochat, social network, motori di ricerca e programmi di videoscrittura.

Per partecipare è sufficiente compilare la scheda di iscrizione sul sito ufficiale del progetto Pane e Internet attendendo il ricontatto da parte della segreteria organizzativa.

Nella sezione apposita del sito di Pane e Internet è disponibile il calendario dei webinar per lo sviluppo delle competenze digitali.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa della Regione Emilia-Romagna.

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Competenze digitali, la scuola come veicolo per la diffusione

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Fra gli effetti della pandemia c’è sicuramente una ritrovata attenzione verso il digitale e l’innovazione: la necessità di mantenere le distanze ha infatti dato nuova linfa a tutti quei progetti che ruotano attorno alle nuove tecnologie per sopperire all’impossibilità di ripristinare quella che era vista come la normalità.

Questo vale nel lavoro come nella scuola ma anche nella vita quotidiana domestica: la centralità del digitale ha però sottolineato anche pesanti problematiche legate ad una mancanza di cultura digitale in varie fasce della popolazione.

In riferimento ai più giovani, l’assenza di opportune competenze digitali si traduce in una debolezza strutturale del panorama formativo in chiave futura: i giovani studenti saranno presto lavoratori e dovranno essere all’altezza delle sfide che la competizione globale pone loro.

Per questo motivo, in una lettera aperta il Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano ha caldeggiato l’introduzione delle competenze digitali nella didattica con opportune declinazioni a seconda della ciclo di studi.

Non basta certo saper usare uno smartphone per poter comprendere realmente quali siano le dinamiche della rete, le regole e soprattutto le opportunità professionali che vi sono: si pensi al mondo del machine learning, dei big data, degli open data ma anche delle nuove tecnologie abilitanti come l’IoT e il 5G.

L’introduzione di una disciplina organizzata in modo strutturale per garantire agli studenti un apprendimento sistematico di competenze digitali utili sia per il lavoro sia nella vita quotidiana potrebbe garantire nuove assunzioni ma soprattutto la formazione di generazioni davvero al passo con i tempi e pronte per le carriere del futuro.

E’ in corso una riflessione fra i Ministeri interessati: il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, Ministero dell’Istruzione e Ministero dell’Università e della Ricerca.

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L’Italia adotta la Strategia Nazionale per le Competenze Digitali

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Per la prima volta l’Italia ha un piano dettagliato da seguire per le competenze digitali: con la firma del decreto di adozione della Strategia Nazionale per le Competenze Digitali infatti è stata stabilita la direzione da intraprendere per la realizzazione di interventi organici, multisettoriali ed efficaci su un aspetto molto delicato come quello della capacità, da parte della popolazione, di interfacciarsi con gli strumenti digitali.

Con il decreto infatti si vanno a mettere in atto una serie di processi legati a doppio filo al concetto di trasformazione digitale della PA: il coordinamento delle operazioni è affidato al Comitato Tecnico Guida di Repubblica Digitale e al Dipartimento per la Trasformazione Digitale.

L’intervento abbraccia quattro macrodirettrici.

In primo luogo, l’istruzione e la formazione superiore per lo sviluppo delle competenze digitali all’interno dei programmi formativi scolastici in coordinamento con il Ministero dell’Istruzione e con il Ministero dell’Università e della Ricerca.

In secondo luogo, la forza lavoro attiva cercando di garantire un trasferimento di know-how adeguato al settore privato e al settore pubblico in coordinamento con il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministro per la Pubblica Amministrazione.

In terzo luogo, le competenze specialistiche ICT per incrementare la capacità occupazionale del Paese e le qualifiche dei lavoratori in relazione alle tecnologie emergenti in coordinamento con il Ministero dell’Università e Ricerca e con il Ministero dello Sviluppo Economico.

In quarto luogo, le competenze digitali di base per consentire ai cittadini di esercitare i diritti di cittadinanza e la partecipazione consapevole alla vita democratica in coordinamento del Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione (MID).

Fra le iniziative specifiche, elaborate in modalità collaborativa fra Ministeri, Regioni, Province, Comuni, Università, istituti di ricerca, imprese, professionisti, associazioni e diverse articolazioni del settore pubblico nonché grazie alla RAI, emergono in primo luogo tre attività specifiche.

La prima è il Servizio Civile Digitale, promosso attraverso un primo bando rivolto a 1.000 volontari del Servizio Civile Universale per impiegare i giovani come facilitatori digitali e favorire l’inclusione digitale della popolazione.

La seconda riguarda una collaborazione strutturata con la RAI per sviluppare contenuti per tutti i cittadini.

La terza, infine, riguarda la creazione di una piattaforma web, chiamata Palestra Digitale, in cui i cittadini possano trovare guide e strumenti utili per valutare le proprie competenze digitali e incrementarle.

Maggiori dettagli nel comunicato del MID.

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Learn ON in Italy, Huawei lancia un nuovo programma gratuito di formazione digitale

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Huawei lancia in Italia l’iniziativa Learn ON in Italy, un programma di corsi online gratuiti in grado di offrire a possibilità di acquisire competenze digitali su varie tematiche come intelligenza artificiale, 5G, cloud computing, IoT e Big Data.

Il programma formativo prevede una serie di sessioni formative al termine delle quali verrà rilasciata la certificazione HCIA (Huawei Certified ICT Associate) riconosciuta a livello globale a testimonianza della bontà della formazione erogata e della serietà con cui la multinazionale cinese sta cercando di diffondere skill digitali nel nostro Paese.

Per una maggiore efficienza del percorso, il programma di Huawei si inserisce nel perimetro di collaborazioni con 15 università al mondo mettendo in campo programmi di training come Seeds for the Future e Huawei ICT Academy.

L’iniziativa Learn ON in Italy è stata annunciata su quattro grandi fasi successive: corsi online di auto apprendimento, live Webinar per la preparazione all’esame, test preliminari per ottenere il voucher di ammissione all’esame finale ed esame online per conseguire la Certificazione HCIA.

Maggiori informazioni a proposito di Learn ON in Italy sono consultabili sul sito ufficiale messo online da Huawei per l’iniziativa.

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Italia in Digitale, Google investe nella digitalizzazione del Paese

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Google investe nell’Italia e in particolare in un piano quinquennale per la digitalizzazione del Paese.

Con la partenza del nuovo programma Italia in Digitale infatti, la multinazionale americana supporta la ripartenza dell’Italia e del tessuto delle Piccole e Medie Imprese: lo stanziamento previsto è di novecento milioni in 5 anni con l’apertura di due Google Cloud Region in partnership con TIM per consentire di accedere ai servizi di Google nonché un milione di euro di pubblicità gratuita alle aziende di Unioncamere.

Il programma Italia in Digitale punta ad avviare percorsi di formazione per le PMI, dotarle di strumenti e metterle in contatto con personale in cerca di opportunità lavorative che abbia le adeguate competenze tecnologiche.

Google sta già cooperando, a vari livelli, con il Governo per le problematiche legate all’epidemia da COVID-19 e per mettere a punto strumenti utili per agevolare la ripartenza: il nuovo progetto nasce dall’esperienza e dal successo di precedenti iniziative come Crescere in Digitale e Google Digital Training che negli ultimi anni ha formato oltre 500.000 persone diffondendo competenze digitali utili utili a trovare un lavoro o far crescere un’attività.

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Microsoft aumenta l’impegno nella diffusione di competenze digitali

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Continua l’impegno di Microsoft nella riqualifcazione di giovani e professionisti tramite la diffusione di competenze digitali: in risposta alla crisi economica globale causata dalla pandemia di COVID-19, Microsoft ha infatti annunciato un ambizioso piano per la formazione di 25 milioni di persone in tutto il mondo entro fine anno.

L’impegno prevede la creazione di una serie di iniziative e strumenti digitali riunendo risorse esistenti e nuove da parte di diverse aree dell’azienda, tra cui LinkedIn e GitHub, per l’uso di tecnologie avanzate come Big Data e Analytics in grado di identificare le competenze e i profili più richiesti per percorsi di carriera ma anche la diffusione di contenuti di formazione gratuiti per aiutare le persone a sviluppare le competenze richieste dal mercato del lavoro nonché la connessione delle competenze alle opportunità di lavoro.

Maggiori informazioni nel comunicato diffuso dalla società.

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DESI 2020, ancora un passo indietro dell’Italia nel digitale

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Sembra non esaurirsi il pessimo rapporto con il processo di digitalizzazione da parte dell’Italia: secondo il nuovo rapporto DESI 2020, rilasciato oggi, l’Italia arretra nella classifica UE.

Il nostro Paese infatti si posiziona ultimo per competenze digitali e la banda ultralarga è ancora un miraggio con solo il 13% di accesso su base nazionale.

Il rapporto DESI 2020 sottolinea come solo il 42% della popolazione abbia esclusivamente una competenza di base, i laureati in discipline ICT sono appena l’1%.

La possibilità di dotare gli italiani di una rete veloce è ancora un miraggio nonostante l’impegno di Infratel Italia: l’obiettivo di finire l’80% del piano BUL nel 2020 non sarà raggiunto, anche perché le fasi di collaudo si calcolano in 80 Comuni su 6mila.

Questo ritardo è sicuramente frutto anche della guerra, più o meno velata, fra Open Fiber e TIM per il controllo dell’infrastruttura di rete di ultima generazione che dovrebbe servire gli italiani: il risultato è che ci rimettono proprio i consumatori finali, ossia i cittadini.

Cumulativamente, l’Italia scende di una posizione nella classifica dei Paesi UE, dal 24esimo al 25esimo posto.

Il report completo in italiano è disponibile qui.

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CO.ME-Code&Frame, lanciato l’innovativo percorso femminile di coding e reframing

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Fondazione Mondo Digitale ha presentato un nuovo innovativo progetto in collaborazione con ENI: si tratta di CO.ME-Code&Frame, un’iniziativa volta ad appassionare giovani studentesse alla cultura scientifica nell’ottica di un reframing delle nuove generazioni affinché possano beneficiare delle opportunità della formazione tecnica nelle aree STEM.

Per tutto il 2020 il progetto lanciato da Fondazione Mondo Digitale si propone di realizzare laboratori di coding e di fabbricazione digitale ma anche sessioni di problem solving e team building focalizzandosi sulla tecnologia come strumento chiave per rispondere alle sfide ambientali contemporanee.

Maggiori informazioni direttamente nel comunicato di Fondazione Mondo Digitale.

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Microsoft lancia Ambizione Italia #DigitalRestart

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Per supportare l’innovazione e la crescita del nostro Paese Microsoft ha annunciato l’estensione del progetto di ecosistema Ambizione Italia lanciato nel 2018 tramite il nuovo piano di investimenti Ambizione Italia #DigitalRestart.

L’obiettivo è la creazione di nuove opportunità per far crescere persone e organizzazioni tramite soluzioni cloud locali, il supporto allo smart working e l’accesso a programmi di formazione digitale

Contestualmente verrà avviata la prima Regione Data Center di Microsoft in Italia, a Milano.

Il piano Ambizione Italia #DigitalRestart si concretizza in oltre 1,5 miliardi di dollari di investimenti spalmati su un periodo quinquennale oltre ad una partnership strategica con Poste Italiane per promuovere l’innovazione tra sviluppatori, startup, grandi aziende e pubblica amministrazione.

Le due aziende lanceranno un piano congiunto per sviluppare una nuova serie di servizi dedicati alle aziende italiane e al settore pubblico tra cui un progetto di alfabetizzazione digitale per i dipendenti di Poste Italiane e un’iniziativa congiunta per la formazione dei cittadini italiani.

Ambizione Italia #DigitalRestart inoltre prevede un programma di formazione per sviluppare le competenze digitali richieste dal mercato del lavoro e destinato a circa 1,5 milioni di persone tra studenti, professionisti e disoccupati nel corso dei prossimi tre anni.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa di Microsoft.

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Repubblica Digitale entra nella Digital Skills and Jobs Coalition

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L’uso del digitale nella vita sociale ed economica dell’Italia è oggi, più che mai, un aspetto fondamentale alla stregua dell’istruzione: per questo motivo l’iniziativa Repubblica Digitale, di cui Smart Nation fa parte (attraverso il progetto Casa Digitale), diventa un’iniziativa strategica a livello sistemico in risposta alla carenza di competenze digitali con cui il nostro Paese si confronta da tempo.

A tre mesi dall’ultimo resoconto sull’avanzamento del progetto, Repubblica Digitale (di cui avevamo già parlato) entra all’interno dell’iniziativa europea per le competenze e le professioni digitali (Digital Skills and Jobs Coalition) della Commissione Europea dopo aver raccolto oltre 100 progetti aderenti.

L’Italia era una delle poche nazioni europee a non aver ancora costituito una coalizione nazionale e aderito al programma europeo istituito per rispondere al bisogno sempre crescente di competenze digitali.

Tra le organizzazioni che partecipano all’alleanza circa il 25% appartiene al settore pubblico, il 30% proviene dal mondo associativo e da fondazioni mentre il restante 45%, appartiene al settore privato: in totale è coinvolto un bacino di oltre 3 milioni e mezzo di cittadini soprattutto attraverso iniziative di facilitazione digitale e formazione avviate da singole amministrazioni comunali ma anche associazioni come appunto Smart Nation, Grey Panthers e Open Genova.

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