Bitcoin, infranto un nuovo record da parte della criptovaluta

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Sembra inarrestabile la corsa del Bitcoin che infrange la barriera dei 50.000 dollari: si tratta dell’attuale record storico e sicuramente di un traguardo ragguardevole per la criptovaluta che ha segnato, da inizio anno, un rialzo del 73%.

Non solo, dall’autunno di quest’anno il valore della criptovaluta è quintuplicato: il successo recente è dovuto a diversi movimenti di mercato fra cui l’annuncio di Tesla di aver investito 1,5 miliardi di dollari in Bitcoin introducendo la possibilità di effettuare pagamenti con questa criptovaluta per le sue auto.

Oltre a Tesla anche la banca statunitense BNY Mellon ha deciso di scommettere su questa valuta per i propri clienti e Mastercard sta valutando il suo impiego per alcune transazioni.

Tuttavia la nuova tecnologia non è esente da critiche sia per la sua volatilità sia per l’uso che spesso ne viene fatto dato che le criptovalute sono spesso usate per attività di riciclaggio e per operazioni tipiche del dark web.

Tutti coloro che intendono investire in Bitcoin devono essere perfettamente consapevoli che potrebbe trattarsi di una bolla esattamente come lo è stata quella dei tulipani, oltre 300 anni fa.

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Bitcoin, continua la corsa della criptovaluta

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Il Bitcoin prosegue senza sosta la propria cavalcata infrangendo ogni record precedentemente segnato: dopo il saliscendi a cavallo tra il 2017 e il 2018, partendo dal valore di cambio di circa 5 mila euro a marzo di quest’anno durante l’esplosione della pandemia, la criptovaluta ha fatto registrare consistenti incrementi infrangendo ogni precedente record.

Ad oggi il Bitcoin si può cambiare attorno ai 23.500€ con un’oscillazione che comunque segna un trend positivo in aumento: la crescita è dettata da una serie di eventi, a partire dal fatto che PayPal ha sdoganato la criptovaluta come valuta di pagamento accettata da una certa parte dei propri clienti.

Gli investitori sono sicuramente molto contenti delle performance di una valuta che, in termini di alta volatilità, rappresenta un rischioso ma interessantissimo metodo per coloro che amano fare scalping o gestire posizioni veloci di acquisto e vendita.

Il mercato delle criptovalute è generalmente in subbuglio, complice anche l’interesse delle Istituzioni a detenere depositi di criptovalute per conto dei propri clienti: basti pensare alle banche americane ora autorizzata ad effettuare questi stoccaggi virtuali.

Siamo di fronte ad un oro digitale, scarso in quantità esattamente come per il metallo prezioso dal momento che non verranno battuti mai più di 21 milioni di tokens.

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GreenAction, il digitale è protagonista nella riqualificazione del Parco del Cormor

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Il Parco del Cormor di Udine affronta un progetto green di riqualificazione che ricorre al digitale e alla tecnologia per innovare l’esperienza offerta dal polmone verde.

Con GreenAction, questo il nome dell’iniziativa, il Parco del Cormor presenta una serie di innovazioni: dai piatti in foglia di palma alla criptovaluta green passando per le bici elettriche e l’uso del menu digitale dell’area ristoro.

Ogni singola azione coinvolge, a vario titolo, diverse realtà territoriali per innescare sinergie utili che portino allo sviluppo dell’area e del territorio in cui è inserita con la massima attenzione all’ambiente e alla sostenibilità.

In primo luogo sono stati sostituiti i principali piatti di portata con soluzioni ecosostenibili derivanti dalla lavorazione artigianale delle foglie di palma cadute in modo naturale dalle piante.

Per i pagamenti è stata introdotta invece una criptovaluta green da usare per sostenere cause ambientali in tutto il territorio nazionale tramite un marketplace di eccellenze italiane.

La mobilità è invece garantita dall’installazione, nel perimetro di Rete Bike FVG, di un punto per la promozione delle e-bike sul parco del Cormor che rappresenta un tassello nello sviluppo del cicloturismo in Friuli Venezia Giulia anche grazie alla posizione privilegiata all’interno della ciclovia che collega l’Austria al Mare Adriatico.

E ancora l’impiego del digitale per escludere la carta nel menù della ristorazione tramite una web app per dispositivi mobili per consultare eventi, listino di bar e ristorante e menu delle serate a tema.

Maggiori dettagli nel comunicato stampa.

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PayPal abbandona il progetto Libra

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Dopo le prime dure prese di posizione, soprattutto dalle banche centrali, verso quello che potrebbe essere un progetto dirompente a livello di economia mondiale, un’altra tegola si abbatte su Libra.

Libra è il progetto della criptovaluta, proposta da Facebook facile da usare e disponibile in tutto il mondo, basata sulla blockchain e gestita dall’associazione indipendente Libra: si tratta di una vera e propria infrastruttura monetaria e finanziaria globale ideata per garantire un accesso facile, sicuro ed economico ai servizi a quelli che attualmente ne sono esclusi.

Alle forti critiche sono seguiti i primi atti ufficiali: PayPal, una delle società leader al mondo per i pagamenti digitali, ha infatti dichiarato di voler uscire dalla Libra Association adducendo, come motivazione, l’interesse a volersi concentrare esclusivamente sul proprio core business.

La Libra Association, dal canto suo, ha ammortizzato il duro colpo ribadendo l’interesse a proseguire e manifestando pubblicamente la consapevolezza della difficoltà intrinseca nel tentativo di riconfigurare il sistema finanziario planetario.

A tale riguardo è preferibile che la volontà di aderire effettivamente o meno al progetto venga ora e non dopo: la roadmap del progetto rimane inalterata e il lancio della criptovaluta digitale Libra avverrà nel giugno del 2020.

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Bitcoin, il rialzo continua senza sosta

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L’ascesa del Bitcoin è inarrestabile: in queste ore è stata superata la soglia dei 10mila dollari, ritenuta una barriera psicologica che rappresenta peraltro il massimo risultato raggiunto da 15 mesi a questa parte.

La criptovaluta, che aveva raggiungo quota 19.500 dollari a dicembre del 2017 era scesa progressivamente fino a quota 3.100 dollari l’anno successivo per poi risalire ai giorni nostri all’attuale valutazione.

L’aumento significativo è sicuramente correlato anche all’annuncio da parte di Facebook del lancio della propria criptovaluta Libra, previsto nel 2020: questa notizia ha rafforzato un fenomeno di crescita che però è ormai consolidato in circa un anno di movimenti che fanno presagire nuovi massimi.

Basti pensare che in un giorno si è registrato un aumento di quasi il 13%.

Anche il resto del mercato va molto bene: come per il Bitcoin anche il valore di Ethereum è salito, assestandosi sopra quota 300 dollari.

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Facebook annuncia Libra, una nuova infrastruttura monetaria e finanziaria globale

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Arriva Libra, la criptovaluta proposta da Facebook facile da usare e disponibile in tutto il mondo.

Basata sulla Blockchain e gestita dalla Fondazione indipendente Libra la nuova moneta virtuale rappresenta una vera e propria infrastruttura monetaria e finanziaria globale: sostenuta da una riserva di asset destinati a conferirle valore intrinseco Libra intende garantire un accesso facile, sicuro ed economico ai servizi a quelli che attualmente ne sono esclusi.

Basti pensare che quasi 2 miliardi di persone al mondo non hanno un conto bancario attivo: tale esclusione comporta un’impossibilità di accesso al credito per circa il 70% delle PMI nei Paesi emergenti.

Facebook intende rivoluzionare il settore portando un’innovazione dirompente e, per farlo, ha imbastito una collaborazione con il settore finanziario, compresi i regolatori e gli esperti di diversi settori industriali: lo scopo è garantire un quadro sostenibile, sicuro e affidabile per il nuovo sistema per ottenere un sistema finanziario globale più accessibile, a basso costo e più connesso.

L’ecosistema sarà sostenuto dalla Libra Blockchain, costruita da zero, e dalla Libra Reserve, una riserva di attività reali che sosterrà la valuta Libra per generare bassa volatilità e ampia: Libra sarà una stablecoin, cioè una moneta digitale con un rapporto di parità con il dollaro.

La Fondazione Libra raccoglie imprese distribuite geograficamente e diversificate, ONG e istituzioni accademiche con membri come: Mastercard, PayPal, PayU, Stripe, Visa, Booking Holdings, eBay, Facebook/Calibra, Farfetch, Lyft,  Pago, Spotify AB, Uber, Iliad, Vodafone, Anchorage, Bison Trails, Coinbase, Inc., Xapo Holdings Limited, Andreessen Horowitz, Breakthrough Initiatives, Ribbit Capital, Thrive Capital, Union Square Ventures, Laboratorio di distruzione creativa, Kiva, Corpo della Misericordia, Mondo Bancario Femminile ed altri.

Il lancio dell’ecosistema è previsto per la prima metà del 2020.

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Il Santarcangelo Festival introduce la propria valuta digitale

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Quest’anno il Santarcangelo Festival propone un’interessante novità agli spettatori che interverranno alla manifestazione.

Grazie alla collaborazione con MACAO, centro per le arti, la cultura e la ricerca di Milano, e al supporto del progetto europeo Commonfare è stata infatti introdotta nel Festival una particolare criptomoneta, i Santacoin.

I Santacoin, basati sul protocollo Freecoin, rappresentano la valuta digitale del Festival e possono essere utilizzati dai visitatori per acquistare tutti i servizi offerti durante la manifestazione con particolari scontistiche.

Per esempio il pubblico, impiegando la criptomoneta, potrà avere uno sconto del 10% sul merchandising, la riduzione dei biglietti per alcuni spettacoli e accedere a speciali prestazioni per la cura del corpo e della mente, i Crypto Rituals, riservate ai possessori della valuta digitale del Festival.

I Santacoin caricabili su un wallet fisico munito di QR Code

I Santacoin possono essere caricati, con un cambio 1:1 rispetto agli euro, su appositi badge dalla forma di un talismano dotati di QR Code che possono essere ritirati presso un apposito infopoint in mezzo alla piazza del Festival.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale del Santarcangelo Festival o sul sito del Comune.

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Bitcoin, continuano le forti oscillazioni

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La criptovaluta più famosa degli ultimi mesi, forte di un passaparola inarrestabile dovuto alle sue frequenti oscillazioni, non ferma l’altalena a cui ha abituato i suoi possessori negli ultimi giorni.

Finito sotto quota 11 mila dollari con una perdita di circa il 40% del proprio valore pari a 121 miliardi di dollari di valore di mercato, la valuta elettronica è risalita nuovamente attestandosi sopra quota 14 mila dollari.

Le pressioni ribassiste delle ultime ore sembrano esser state favorite da un attacco hacker a una piattaforma che tratta la criptovaluta in Corea del Sud nei giorni scorsi in associazione ad un’indagine interna da parte dell’americana Coindesk.

Bitcoin: una bolla annunciata?

In questo scenario di grande incertezza Morgan Stanley ha espresso la sua posizione sul valore della criptovaluta che sarebbe addirittura zero a causa della sua natura: una moneta che non esiste, volatile, intangibile, invisibile, indefinibile e in grado di essere prodotta con i computer, creata da un programmatore senza nome e senza identità.

Proprio l’incertezza su questi aspetti dimostrerebbe che in realtà il vero valore della moneta risieda semplicemente nella febbre dei risparmiatori che vogliono speculare per ottenere un facile guadagno anche se, come accade spesso in questi frangenti, le pessime sorprese sono dietro l’angolo.

Per comprendere di più sui Bitcoin, Wikipedia è un buon punto di partenza.

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Bitcoin, a Torino la prima asta in cui usare la criptovaluta

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Torino si riconferma città molto attenta all’innovazione e lo fa in un ambito particolarmente tradizionalista e conservatore quale quello delle aste.

Presso la Casa d’Aste Sant’Agostino di Torino si terrà infatti la prima asta al mondo dove le offerte potranno arrivare anche in Bitcoin, la celebre criptovaluta che negli ultimi tempi ha fatto particolarmente parlare di sé a causa del suo valore che ha da poco sfondato quota 6.000$.

All’interno della Torino Design of the City, grazie alla collaborazione con la Aornet Alpha-Orionis Network, la decima Asta del Design proporrà 600 lotti di design prevalentemente italiani ad acquirenti che potranno, facoltativamente, utilizzare i Bitcoin per i loro acquisti.

Fra gli oggetti proposti vi saranno la libreria lb7 di Franco Albini (1957), le poltrone firmate Gio Ponti o la Lady di Marco Zanuso (Medaglia d’oro alla IX Triennale, 1951), i lampadari multicolor Lumen e Stilnovo o le sedie di Ico Parisi.

I Bitcoin sono destinati a rimanere

L’iniziativa che prevede l’uso dei Bitcoin durante le transazioni presso la casa d’aste torinese non è un semplice esperimento ma è un proposito destinato a permanere: il 27 novembre vi sarà infatti un nuovo appuntamento dove saranno battuti all’asta dipinti, gioielli e sculture.

Anche in questo caso i Bitcoin saranno una possibilità percorribile da parte degli acquirenti.

L’intento è quello di svecchiare il panorama delle aste e, magari, avvicinare giovani titolari di portafogli virtuale al mondo degli acquisti all’asta di opere d’arte. 

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L’Estonia si prepara ad avere una propria moneta digitale

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L’Estonia si prepara ad essere la prima nazione al mondo ad avere una propria moneta digitale in grado di essere utilizzata per scambi globali.

Il Paese, nel corso dell’ultimo ventennio, è diventato il più tecnologico d’Europa grazie ad una serie di misure ma soprattutto una visione lungimirante del proprio Governo: si contraddistingue infatti per una presenza massiccia e diffusa della banda larga, una grande concentrazione di popolazione e talenti (soprattutto nella città di Tallin), molte agevolazioni per chi è interessato ad avviare una nuova attività in particolare modo se tecnologica e infine un programma di cittadinanza digitale fra i più innovativi e avanzati al mondo.

Vale la pena infatti ricordare che nel 2015 l’Estonia ha lanciato la propria eResidency, ossia una residenza elettronica per cui chiunque può diventare cittadino estone e aprire un’impresa in poco tempo senza dover effettuare fisicamente alcun ingresso nel Paese.

Non solo, nel giugno 2017 ha annunciato di essere in procinto di aprire un primo data center in Lussemburgo, per garantire la ridondanza di dati in caso di attacco o disastro, che avrà le medesime regole di protezione e autonomia che si applicano ad ambasciate estere.

Est Coin, la prima valuta digitale creata da uno Stato

Ora, in affiancamento alla residenza elettronica, è la volta della moneta elettronica.

Si chiama Est Coin ed è, a tutti gli effetti, la prima moneta virtuale creata da uno Stato: l’infrastruttura digitale sarà finanziata, sviluppata e regolata dal governo estone.

L’Est Coin sarà una valuta utilizzabile a livello globale, come confermato dal blog di Kaspar Korjus, il direttore del programma di eResidency del Governo estone, e il progetto è supportato anche dal fondatore del sistema per le transazioni monetarie Ethereum.

La sicurezza sarebbe garantita, oltre che dai soliti protocolli di sicurezza in materia di valute digitali, anche dal fatto che gli unici a poter gestire la moneta virtuale estone potrebbero essere coloro i quali siano in possesso di un’identità digitale estone affinché, appunto, il sistema di transazioni sia del tutto trasparente e affidabile.

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