A Milano è il momento di MEETing

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Si tiene oggi a Milano MEETing, il primo incontro internazionale dei centri europei di cultura digitale incentrato sull’intersezione di arte, cultura e tecnologia.

Dodici organizzazioni internazionali, tra cui Ars Electronica, Bozar e Centre Pompidou, si trovano infatti presso l’ex Spazio Oberdan, sede di MEET, per condividere idee e progetti con l’obiettivo di creare un network europeo dedicato alla cultura digitale dove l’uomo sia al centro.

Si tratta di un nuovo umanesimo che consente l’esplorazione della creatività digitale più avanzata attraverso storie e progetti da tutta Europa che nascono sulla spinta di nuovi linguaggi espressivi transdisciplinari e che offrono enormi opportunità espressive del digitale e i suoi effetti positivi in termini economici e sociali.

Le dodici organizzazioni coinvolte sono: Ars Electronica (Austria); Baltan (Paesi Bassi); Bozar (Belgio); Etopia (Spagna); Gluon (Belgio); Ircam | Centre Pompidou (Francia); Laznia (Polonia), Le Cube (Francia), MuDa, (Svizzera); Public Art Lab (Germania); Rixc (Lettonia) e Zkm (Germania).

Ad aprire i lavori l’Assessore alla Cultura di Milano insieme al direttore Centrale Comunicazione e Immagine di Intesa Sanpaolo e il Presidente di Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti.

L’iniziativa è promossa da MEET, centro internazionale di cultura digitale di Milano, supportato da Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo, che ha l’obiettivo di contribuire a colmare il divario digitale dell’Italia puntando sulla diffusione culturale come primo driver della per la riduzione dell’analfabetismo digitale.

Maggiori dettagli sul sito di Fondazione Cariplo.

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Leonardo Opera Omnia, al via a Fossano la mostra digitale

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Nel borgo piemontese di Fossano, nella provincia di Cuneo, parte ufficialmente la mostra in digitale Leonardo Opera Omnia.

La mostra permette di ammirare fra le varie opere la Gioconda, le due versioni della Vergine delle Rocce, la Dama con l’ermellino, il Musico, l’Annunciazione e perfino l’Ultima Cena grazie all’utilizzo di perfette riproduzioni digitali in dimensioni reali ad altissima risoluzione.

Le opere di Leonardo infatti sono distribuite in musei, chiese e collezioni private di tutto il mondo in città come Milano, Firenze, Londra, Parigi, Washington, Cracovia e San Pietroburgo.

La delicatezza delle opere d’arte rende estremamente difficile la loro movimentazione, motivo per cui la tecnologia risulta il sistema migliore per consentire agli appassionati di poter interagire con il genio di Leonardo senza dover affrontare interminabili viaggi in ogni luogo dove sono conservate le opere.

Una ricostruzione fedele delle opere grazie al digitale

L’aspetto delle opere è assolutamente fedele grazie all’utilizzo di sofisticate tecniche digitali di acquisizione immagini e nel contempo grazie ad operazioni di controllo e restyling per renderle davvero conformi agli originali.

Inoltre, un avanzato sistema di retroilluminazione consente di regolare l’intensità della luce, la temperatura del colore e altre variabili che condizionano la fruizione visiva delle opere.

L’esposizione è in programma dal 21 settembre al 13 gennaio 2019 e sarà accompagnata da un calendario di appuntamenti collaterali relativi a Leonardo fra cui lectio magistralis, incontri, eventi multidisciplinari tra pittura e musica e una mostra scientifica dedicata alle sue invenzioni.

L’esposizione Leonardo Opera Omnia è promossa e organizzata da Rai, Rai Com, Comune di Fossano, Diocesi di Fossano e Progettomondo.mlal in collaborazione con Fondazione Artea e Regione Piemonte.

Maggiori informazioni qui.

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Il Comune di Grosseto sviluppa un innovativo polo bibliotecario per promuovere la conoscenza

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Il Comune di Grosseto, partendo dall’esperienza della Rete Biblioteche e Archivi di Maremma, ha sottoscritto una convenzione con il MiBACT per consentire alla Rete e agli Archivi di aderire al Servizio bibliotecario nazionale.

L’obiettivo è quello di garantire una migliore circolazione del patrimonio librario e documentario attraverso il coordinamento con l’Istituto centrale per il catalogo unico e le attività bibliografiche del Servizio bibliotecario nazionale.

Nella pratica, anche grazie al supporto della Regione Toscana, a Grosseto sorge un polo bibliotecario che diventa luogo eletto per divulgare la storia e le tradizioni della Maremma, grazie alla ricchezza documentale esistente presso le biblioteche e gli archivi civici, ma anche un laboratorio culturale dove ospitare iniziative culturali, quali incontri con autori, mostre, spettacoli teatrali e appuntamenti ludico-didattici.

Il polo investe significativamente nelle nuove tecnologie che offrono opportunità di accesso al patrimonio culturale anche da remoto.

All’interno delle strutture aderenti alla Rete Biblioteche e Archivi di Maremma è possibile consultare e leggere libri e riviste; usufruire del prestito, anche interbibliotecario, di libri, anche in lingua straniera, riviste, dvd, cd musicali, audiolibri e tablet con decine di libri digitali.

Si può inoltre accedere a postazioni internet e alla biblioteca digitale attraverso la piattaforma MediaLibrary On Line.

Tutti i servizi sono gratuiti e accessibili previa registrazione presso una delle strutture aderenti al Sistema documentario integrato grossetano con la tessera sanitaria.

Una rete di conoscenza che interessa molti Comuni ed Enti

I Comuni che fanno attualmente parte della Rete Biblioteche e Archivi di Maremma sono: Arcidosso, Castell’Azzara, Castel del Piano, Castiglione della Pescaia, Follonica, Gavorrano, Grosseto, Magliano in Toscana, Manciano, Massa Marittima, Monte Argentario, Monterotondo Marittimo, Orbetello, Roccastrada, Scansano e Scarlino.

La Rete inoltre comprende, fra gli altri enti e istituzioni, anche la Provincia di Grosseto, l’Istituto Storico Grossetano della Resistenza e dell’Età Contemporanea (ISGREC), la Fondazione Grosseto Cultura, la Fondazione Luciano Bianciardi di Grosseto.

Per maggiori informazioni è sufficiente consultare il sito ufficiale.

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Mèmora, la Regione Piemonte digitalizza la cultura

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La salvaguardia del patrimonio culturale è una delle attività più importanti per qualsiasi territorio perché consente di tramandare tradizioni e storia alle generazioni future.

Ritenendola un’attività strategica, la Regione Piemonte ha deciso di utilizzare il digitale per trovare una soluzione che consentisse di raggiungere l’obiettivo: da qui la nascità di Mèmora.

Mèmora è una piattaforma digitale pubblica, libera e gratuita che la Regione Piemonte ha deciso di creare, per prima in Italia, con il CSI per raccogliere il patrimonio culturale di centinaia di archivi salvaguardati da istituti e musei sparsi nel territorio.

La piattaforma contiene migliaia di documenti, fotografie, manifesti e video appartenenti a centinaia di enti: con oltre 70.000 oggetti digitali, 500.000 schede descrittive di beni artistici e 500 inventati di archivi storici.

Un’unica piattaforma per diverse tipologie di reperti

Mèmora è una piattaforma che si presta alla crescita delle informazioni raccolte perché, attraverso un’unica interfaccia web, integra la possibilità di raccogliere diversi beni culturali attingendo a molteplici software fino ad ora utilizzati da ciascuna realtà museale.

La piattaforma si basa sul software opensource CollectiveAccess già impiegato da musei, archivi e biblioteche in tutto il mondo.

Di fatto è il risultato di un percorso iniziato con la nascita di 9centRo, la soluzione tecnologica dedicata al Polo del ‘900 di cui abbiamo già parlato.

Maggiori informazioni sul sito della Regione Piemonte.

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Una biblioteca digitale per Amatrice

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La città di Amatrice, colpita duramente dal sisma dell’agosto 2016, sta progressivamente rinascendo e parte di questo processo è sicuramente collegato alla cultura.

A tale proposito, in occasione del World Book Day, Amazon e l’Università di Udine hanno deciso di contribuire alla ripartenza della città fornendole una biblioteca digitale.

Aderendo al progetto Un eBook per Amatrice infatti, le due realtà hanno fornito ad Amatrice 20 eReader Kindle, mobili, tavoli da lettura e libri cartacei.

Inoltre è stato prevista la pubblicazione di una piattaforma online tramite cui chiunque ha potuto donare liberamente un libro digitale.

Una biblioteca digitale nel cuore di Amatrice

La biblioteca digitale è stata collocata in sei moduli container posizionati nel cuore della città marchigiana, di fronte al palazzo del Comune.

In questo modo la città ha di fatto ricostruito un luogo di aggregazione che in precedenza era sicuramente rappresentato dalla chiesa di San Giuseppe, ora distrutta dal terremoto.

La cultura diventa quindi uno strumento indispensabile per ricostruire la comunità partendo dai rapporti interpersonali e ispirando le persone ad apprezzare l’arte, la letteratura e le tecnologie digitali.

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Il sistema bibliotecario della provincia del Verbano-Cusio-Ossola entra in MLOL

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I sistemi bibliotecari sono fra le piattaforme più importanti per la diffusione della cultura sul territorio: la facilità di accesso ai libri è infatti direttamente proporzionale alla rapidità di circolazione del sapere.

Rendere quindi questo processo semplice ed immediato è fra le priorità di ogni territorio che si voglia aprire alla cultura: in tal senso l’uso di soluzioni digitali è una scelta opportuna considerando le possibilità garantite dal progresso tecnologico.

Come in Brianza anche la provincia del Verbano-Cusio-Ossola abbraccia la piattaforma digitale di MLOL.

Un unico accesso per il prestito dei libri

MLOL è un portale grazie a cui è possibile accedere a migliaia di ebook, giornali e riviste in decine di lingue del mondo.

Per utilizzare il servizio è necessario recarsi presso una delle biblioteche affiliate, iscriversi e ottenere la classica tessera bibliotecaria per poi aderire al servizio online: nel caso della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, una qualsiasi biblioteca del territorio permetterà l’operazione che è gratuita e immediata.

All’indirizzo e-mail sarà inviata la password per usare la MediaLibraryOnLine: se invece si ha già una tessera attiva è sufficiente contattare la biblioteca, via e-mail o telefono, per richiedere la password di accesso.

Una volta ottenuta la password, si può accedere al servizio tramite l’area riservata MyLibrary.

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Open Heritage, CyArk e Google insieme per la conservazione digitale dei siti archeologici

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Disastri naturali o danneggiamenti dovuti ad incuria o all’azione dell’uomo possono far scomparire importanti realizzazioni di civiltà ormai passate e cancellare così la loro memoria storica.

Nel 2016, per esempio, uno dei più importanti templi dell’antica capitale birmana di Bagan è stato danneggiato da un terremoto e non sarebbe stato possibile porvi rimedio se CyArk, una NPO che dal 2003 si occupa della conservazione digitale dei più importanti monumenti e siti archeologici del mondo, non avesse provveduto a mappare in 3D l’intero sito tramite tecnologie come la scansione laser in 3D, i video a 360° e le foto aeree scattate utilizzando i droni.

Tutto il materiale è stato quindi trasferito nel progetto Open Heritage, nato dalla collaborazione fra CyArk e Google, che permette di visitare online il tempio di Bagan e i suoi interni come se si fosse all’interno di un videogioco.

Open Heritage, valorizzazione e conservazione culturale

Il tempio di Bagan non è l’unico sito archeologico contenuto nel progetto Open Heritage: sono infatti 25 i luoghi storici, provenienti da 18 nazioni diverse, attualmente visitabili virtualmente.

Tra questi il palazzo Al Azem di Damasco (Siria) o il complesso archeologico Maya di Chichén Itzà (Messico) o ancora, in Italia, Pompei, la piazza del Duomo di Pisa e l’antica città di Stabia

La scelta non è casuale, i luoghi inseriti in Open Heritage sono stati selezionati nel corso di 15 anni in base alla qualità dei dati che si potevano ottenere e ponendo attenzione ai luoghi maggiormente a rischio a causa di guerre, sovrappopolazione, disastri naturali .

Tutte le informazioni digitali raccolte per Open Heritage sono rese disponibili in modalità open source e quindi a disposizione per ideare nuovi progetti.

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Touring Club e Google portano online le cartoline storiche

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Un patrimonio di oltre 5mila cartoline storiche che attraversano il periodo che va dall’inizio del secolo scorso fino alla fine degli anni ’70 è stato raccolto e portato online da Touring Club e Google in collaborazione con Musicart.

Attraverso la celebre piattaforma Google Arts&Culture infatti è possibile effettuare un tuffo nel passato e rivivere un periodo storico che ha visto cambiare usi, costumi e abitudini da parte della popolazione italiana.

All’interno dell’archivio compaiono ambienti quali il Colosseo, il Duomo di Milano, le rovine della Valle dei Templi a Paestum, il Maschio Angioino di Napoli o ancora la Basilica di San Francesco di Assisi.

Ma ci sono decine di altre città, località e monumenti che hanno fatto la storia e che sono rappresentate dalle cartoline appunto, uno strumento inventato nel 1865 in Germania e comparso per la prima volta in Italia nel 1874 con il nome di Intero Postale.

Il successo fu talmente elevato da soppiantare le lettere e divenire una forma di illustrazione che oggi rivive in formato digitale.

Per consultare la raccolta è sufficiente raggiungere il sito dedicato: la navigazione è molto semplice e curata anche grazie ad un sistema di menù intelligenti.

Fra questi, la funzione che permette di sfogliare le cartoline storiche che ritraggono luoghi nelle vicinanze della persona che ha effettuato la richiesta al fine di confrontare luoghi nelle loro evoluzioni durante gli anni.

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MEET, il primo centro internazionale per la cultura digitale

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Si chiama MEET e già il nome porta in dote la radice dell’incontro: si tratta del primo centro internazionale per la cultura digitale presentato oggi a Milano grazie ad una sinergia fra Meet The Media Guru, Comune di Milano e Fondazione Cariplo.

Meet è uno spazio, presso la sede dell’ex Spazio Oberdan, dedicato al digitale e all’innovazione con un approccio molto particolare: si approfondiranno gli aspetti della human digital transformation, ovvero della trasformazione digitale in cui, però, l’uomo sia sempre al centro del cambiamento della società.

Il luogo che ospita MEET è considerevole con i suoi 1.200 metri quadrati dedicati, oltre che al digitale, anche alla cultura, all’arte, al pensiero creativo: lo spazio continuerà a ospitare la Fondazione Cineteca Italiana con cui MEET svilupperà un piano di iniziative coordinate.

Per raggiungere l’obiettivo di ridurre il digital divide sono state strette numerose collaborazioni in diversi Paesi e con differenti attori in modo da assicurare l’opportuna contaminazione che possa dare luogo ad interessanti ricadute per la società e il territorio: MEET si candida ad essere un laboratorio creativo aperto ai milanesi e a tutti coloro che, in Italia e nel mondo, condividono l’idea che il digital divide si frutto di un problema culturale e non squisitamente tecnologico.

Non solo uno spazio fisico per MEET

MEET avrà anche una presenza virtuale, in rete, grazie al contenitore rinnovato di meetthemediaguru.org creato secondo logiche immersive di data visualization che consentono di navigare nel vasto patrimonio artistico e culturale dei materiali prodotti dal 2005 ad oggi.

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Il digitale riunisce la Biblioteca Palatina

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La Biblioteca Palatina è una delle biblioteche più celebri al mondo: la sua storia inizia alla fine del ‘300 e nel corso dei secoli ha vissuto alterne fortune che hanno portato ad accumulare un vero e proprio tesoro culturale.

La ricchezza e l’unicità di questo tesoro si manifesta in una collezione, raccolta nel corso degli anni, che ora è di circa 800.000 volumi, di cui 6.600 manoscritti: si tratta di una delle più preziose raccolte esistenti al mondo.

Purtroppo però, nel corso della sua storia, la Biblioteca Palatina ha subito anche alcune perdite significative.
Dopo essere stata confiscata da Papa Gregorio XV durante la Guerra dei trent’anni e trasferita all’interno del Vaticano nel 1623, la biblioteca è cresciuta sino al 1816, anno in cui ha vissuto un’importante separazione che ha portato i manoscritti in lingua tedesca alla Germania e conservati nella Biblioteca dell’Università di Heidelberg mentre quelli latini sono rimasti presso la Biblioteca Apostolica Vaticana.

Il digitale come strumento per riunire il tesoro culturale della biblioteca

Recentemente però, grazie all’impiego delle nuove tecnologie di digitalizzazione e a internet, proprio da parte dell’Università di Heidelberg è stato iniziato un percorso per riunire tutti i testi che sono stati separati nel corso del tempo.

Con l’inaugurazione ufficiale dell’archivio digitale che si terrà il 15 febbraio all’Università di Heidelberg, sarà mostrata la componente virtuale della biblioteca la cui copia digitale non contiene solo trattati teologici, filosofici e storici, ma anche medici, naturalistici e astronomici.

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