Nasce a Genova il Liguria Innovation Exchange

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A Genova nasce il Liguria Innovation Exchange, un centro dedicato all’innovazione digitale al servizio di cittadini, aziende e della Pubblica Amministrazione.

Regione Liguria, la promotrice dell’iniziativa, ha voluto imprimere una decisiva spinta all’inarrestabile processo di sviluppo tecnologico di tutto il territorio tramite un polo frutto della sinergia tra Liguria Digitale e Cisco.

Il Liguria Innovation Exchange è un laboratorio dell’innovazione in cui creare progetti destinati ad accrescere l’inclusione digitale tramite un hub da 2mila metri quadrati presso il parco tecnologico degli Erzelli.

L’area ospiterà uffici, aule e laboratori per formazione anche in modalità remota: le attività interessano l’adozione e l’approfondimento di varie tecnologie che verranno sviluppate in collaborazione con una rete di aziende locali e l’Università degli studi di Genova.

Fra i progetti di primario interesse per il nuovo polo vi è la cybersecurity e le tecnologie innovative impiegabili per i trasporti e per la logistica.

Maggiori dettagli nel comunicato stampa di Regione Liguria.

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Apre a Milano il Cybersecurity Co-Innovation Center di Cisco

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Innovazione e sicurezza, questi sono i cardini su cui si muove il primo centro di co-innovazione inaugurato da Cisco a Milano negli spazi del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci.

Si tratta di uno spazio dedicato alla sicurezza informatica, il primo in Europa che entra di diritto nella rete mondiale dei Co-Innovation Center Cisco.

Il Cybersecurity Co-Innovation Center di Cisco è un centro di co-innovazione che basa la propria esistenza sulla collaborazione fra stakeholder, pubblici e privati, per la creazione di studi e soluzioni innovative convergenti e frutto di know-how e competenze sinergiche.

Lo scopo, nemmeno a dirlo, è la sicurezza nei processi di digitalizzazione come per esempio nelle soluzioni IoT (Internet of Things), la protezione dei dati nelle infrastrutture nazionali critiche, la privacy e la sicurezza nei servizi dei cittadini e via dicendo.

La sicurezza infatti è centrale per ispirare fiducia nello sviluppo tecnologico che è a sua volta indispensabile per lo sviluppo del Paese.

Il nuovo centro dialogherà attivamente con tutte le realtà che fanno già parte della rete Innovation Exchange dedicata all’innovazione diffusa sul territorio nazionale.

Inoltre il Museo ospitante la struttura diventa una delle Cisco Networking Academy, luogo in cui giovani e professionisti possono fruire di corsi per riqualificarsi con le competenze del futuro.

Maggiori informazioni sul sito di Cisco.

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Digital Innovation Hub, nasce l’asse lombardo-veneto

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A Varese è stato siglato l’accordo fra i Digital Innovation Hub di Confartigianato delle città di Varese e Vicenza con lo scopo di portare sempre più innovazione nelle piccole e medie imprese: in particolare la collaborazione è incentrata sul conseguimento di alcuni specifici obiettivi.

In primo luogo, la promozione della domanda di cambiamento del sistema produttivo dei due territori diventando l’accesso al mondo dell’innovazione grazie alla disponibilità dei servizi necessari per introdurre le tecnologie 4.0 nei processi aziendali.

In secondo luogo la formazione, ossia eventi e metodologie adatte a diffondere competenze diverse e complementari fortemente integrate con gli obiettivi di digitalizzazione: fra questi anche l’organizzazione di seminari, workshop e visite di studio nel perimetro applicativo delle tecnologie 4.0.

La partnership porta allo scambio di competenze ed esperienze fra i due hub di Confartigianato: con la reciproca contaminazione è infatti possibile confrontare modelli di sviluppo diversi su territori con differenti esigenze ma anche con ambiti specialistici ben separati.

I due hub infatti rimarranno connotati ciascuno dalla propria identità: il Digital Innovation Hub di Varese ha consolidato l’expertise nel campo della prototipazione, del design di prodotto e di processo e dell’innovazione del settore della manifattura mentre il Digital Innovation Hub di Vicenza che ha sviluppato tematiche relative a cybersecurity, e-commerce e intelligenza artificiale.

Maggiori dettagli nel comunicato ufficiale.

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Problemi di sicurezza per Microsoft Windows

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L’agenzia americana NSA, ossia la National Security Agency, ha rilevato una vulnerabilità importante relativa al modo in cui Microsoft usa le firme digitali per verificare che i software siano autentici: tale problema mette a rischio quasi 900 milioni di PC al mondo che hanno installato alcuni sistemi operativi del gigante americano come Windows 10 ma anche Windows Server 2016 e Windows Server 2019.

Tutti i computer appartenenti alle infrastrutture critiche sono in corso di aggiornamento a livello di sicurezza per evitare che eventuali malintenzionati possano falsificare la firma legata a parti di software per spacciare per legittimo un software invece malevolo.

Per tutti gli interessati la patch di sicurezza è scaricabile qui.

Ad ora non risultano prove di avvenuti attacchi che hanno sfruttato questa falla di sicurezza ma sicuramente si tratta di un evento significativo che emerge proprio nel giorno in cui Microsoft ha interrotto il supporto a Windows 7, il sistema operativo lanciato nel 2009, per cui non verranno più erogati aggiornamenti tecnologici e di sicurezza.

L’interruzione di supporto non limita il funzionamento dei computer che però diventeranno vulnerabili a virus e malware con l’obbligo, per chi volesse stare tranquillo, di passare all’ultima versione disponibile che però, come si è detto, sta attraversando un’importante problematica.

Ad oggi Windows 7 è ancora presente sul 26,79% dei computer desktop in circolazione.

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A Pisa parte la nuova edizione di Internet Festival

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Al via la nuova edizione di Internet Festival, la manifestazione dedicata al digitale e all’innovazione nelle sue varie sfaccettature che giunge al suo nono anno ospitata, come sempre, nella città di Pisa.

Si tratta di un evento ricco di appuntamenti, ben 280, suddivisi tra incontri, workshop, conferenze e spettacoli che porteranno appassionati e professionisti a confrontarsi su tematiche quali partecipazione e democrazia digitale, futuro, innovazione ma soprattutto di come Internet debba preservare la propria giocosità intesa come propellente per innescare cambiamenti tecnologici e culturali che impattino positivamente sulla società.

Pisa, grazie a Internet Festival, diventa a buon diritto la capitale digitale d’Italia durante questa tre giorni che esalta la vocazione di città della scienza: non a caso quest’anno cade il 50mo anniversario dell’avvio in città del primo cclo di studi in informatica in Italia che verrà celebrato grazie ad una mostra intitolata Hello World dedicata ai tre secoli di storia degli strumenti di calcolo.

Durante la manifestazione saranno esposte anche alcuni megaritratti di Steve Jobs, Samantha Cristoforetti e Adriano Olivetti donati alla città di Pisa dall’artista di tape art No Curves.

Tra le tematiche affrontate dai workshop si annoverano l’impatto delle nuove leggi sui diritti nel mondo digitale, il rapporto tra sport e strumenti tecnologici pensati per ridurre l’errore umano, la relazione tra uomo e natura alla luce della tecnologia, la cybersecurity, impresa 4.0, economia circolare e molto altro.

La manifestazione è promossa da Regione Toscana, Comune di Pisa, Registro.it e Istituto di Informatica e Telematica del Cnr, Università di Pisa, Scuola Superiore Sant’Anna, Scuola Normale Superiore insieme a Camera di Commercio di Pisa, Provincia di Pisa e Associazione Festival della Scienza.

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Cybersecurity, entra in vigore l’European Cybersecurity Act

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La UE si dota di un nuovo regolamento europeo sulla sicurezza informatica per salvaguardare cittadini e imprese europee dai rischi e dai pericoli che giornalmente nascono e si diffondono in rete.

Già in vigore nel momento di stesura del presente articolo, il nuovo European Cybersecurity Act, ossia il regolamento europeo sulla sicurezza informatica, è stato approvato da Parlamento e Consiglio UE ed è valido per tutti gli Stati membri fra cui l’Italia.

Il regolamento è di estrema importanza perché predispone le misure a tutela e garanzia delle informazioni dei cittadini e delle impresa oltre ad avere un enorme impatto economico sul mercato in senso lato: basti pensare che il mercato europeo della cybersecurity vale 130 miliardi di euro, con una crescita annua del 17%.

L’Europan Cybersecurity Act rappresenta un modello europeo esportato in tutti gli Stati membri: esso introduce importanti elementi come la certificazione europea della sicurezza dei servizi e dei dispositivi digitali e dota di maggiori poteri l’Agenzia europea per la sicurezza informatica (Enisa).

Fra i compiti dell’Enisa, l’aiuto fattivo alle strutture di cyberintelligence degli Stati membri nella risposta a minacce e attacchi.

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Attacco hacker alla PEC, violati 500 mila account di posta

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Si tratta del più imponente attacco alle infrastrutture di telecomunicazioni, considerate sicure, che l’Italia ha dovuto affrontare nell’ultimo periodo: la situazione, definita allarmante, ha portato il Governo a promuovere l’immediata modifica della password della propria casella PEC.

L’allarme arriva dal responsabile della cybersicurezza italiana presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è correlato ad un gravissimo attacco informatico che ha esposto 500.000 caselle PEC, la posta elettronica certificata, ospitate presso un noto fornitore del servizio che non è stato indicato ma dovrebbe essere il centro dati Telecom di Pomezia.

Dalle prime indagini gli hacker sarebbero in possesso degli identificativi PEC di 98.000 utenti tra magistrati, militari e funzionari del Cisr: l’attacco, cominciato il 12 novembre e proveniente dall’Estero, ha determinato il blocco precauzionale dei servizi di posta elettronica e fatto scattare le prime contromisure, come la chiusura dei tribunali i cui operatori sono stati colpiti.

Attacco hacker alla PEC, nessuna perdita di tati

Non è stata evidenziata alcuna perdita di dati ma essendo stati coinvolti oltre 3000 operatori appartenenti a categorie che usano la PEC per inoltrare atti amministrativi, circolari, ordini di servizio, leggi, avvisi e multe è possibile che le caselle violate vengano impiegate per impersonare autorità e dare ordini fasulli.

La direttiva impartita è stata quindi quella di cambiare la password delle proprie caselle PEC in quanto l’episodio è sicuramente allarmante dal momento che l’attacco ha interessato infrastrutture considerate sicure: ricordiamo che un profilo di sicurezza per la propria password prevede una combinazione casuale di lettere, numeri e simboli anche utilizzando l’alternanza di minuscole e maiuscole per un totale di 20 caratteri.

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A Pisa operativo il primo centro di competenza per la cybersecurity in Italia

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La città di Pisa si arricchisce di un ulteriore importante tassello che rende la città sempre più importante in ambito informatico.

Nell’area degli ex Vecchi Macelli infatti, già famosa per ospitare il Cep (il primo calcolatore italiano) e il museo dedicato agli strumenti di calcolo, è stato lanciato il primo centro in Italia di competenza per la cybersecurity.

Il centro, attualmente organizzato anche su una sede periferica presso il Tix (Tuscain Internet eXchange) della Regione Toscana, ha come scopo l’implementazione della sicurezza nella Pubblica Amministrazione.

Un nuovo paradigma per la cybersecurity

L’importanza di ripensare il modello e le politiche di cybersecurity adottate nel nostro Paese è una priorità dato anche il continuo aumento della digitalizzazione dei processi che espone una moltitudine infinita di dati a rischi più o meno consistenti dal momento che queste informazioni devono, per loro natura, essere condivise attraverso più nodi affinché siano di utilità.

La squadra che lavorerà a stretto contatto con il nuovo centro, attualmente primo e unico in Italia, è composta da tutti gli Atenei toscani, dal Cnr e dalla Regione.

Il centro rappresenta un luogo fisico dove progettare strategie condivise fra gli attori che vi partecipano, ma anche per confrontarsi e aggregare talento: imprese e PA potranno rivolgersi al centro per ottenere inoltre idonea formazione legata ai temi di cybersicurezza.

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DIS e Samsung insieme per la cultura della sicurezza

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Il Dipartimento delle Iinformazioni per la Sicurezza (DIS) e Samsung Electronics Italia hanno raggiunto un accordo per una collaborazione volta alla diffusione e promozione della cultura della sicurezza in particolare modo quella attinente all’informatica.

Il testo del protocollo d’intesa siglato da DIS e SEI insiste su diverse finalità tra cui la possibilità di favorire e incentivare la sensibilità sugli aspetti di cybersecurity nell’utilizzo delle diverse piattaforme tecnologiche: si vuole infatti evitare che gli utilizzatori di smartphone, tablet e altri dispositivi sottostimino le problematiche di sicurezza originate da un errato uso della tecnologia.

Inoltre, l’impegno è rivolto a permettere la crescita di strette sinergie tra Pubblica Amministrazione, cittadini e imprese per l’emersione dei rischi legati al mondo digitale.

La trasformazione digitale infatti è un processo indispensabile per il Paese ma senza un’attenzione alla sicurezza il percorso evolutivo in ambito tecnologico potrebbe essere alquanto problematico in quanto esporrebbe il proprio business al rischio di attacchi esterni che ne potrebbero pregiudicare il valore e la crescita.

La cultura dell’attenzione alla cybersecurity fa parte delle disposizioni e dello spirito della legge di riforma della Sicurezza Nazionale che ha spinto il mondo pubblico ed il privato a tutelarsi attraverso un utilizzo sempre più consapevole delle nuove tecnologie.

La formazione per tutelare la propria libertà digitale

Per permettere questo si moltiplicheranno le iniziative volte a stimolare un utilizzo avveduto degli strumenti digitali e a formare le persone all’ottenimento delle competenze digitali base per sapersi muovere in ambito tecnologico tutelando la propria libertà digitale.

Maggiori informazioni qui.

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In ripresa il mercato digitale italiano

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Dopo anni di crisi si registrano alcuni segnali di ripresa nel mercato digitale italiano: non si tratta certo di risultati miracolosi ma la tendenza sembra essere in inversione rispetto alle problematiche emerse fino a questo momento.

I dati che supportano una crescita, seppure timida, provengono dall’ultima analisi realizzata da Anitec-Assinform (Associazione Italiana per l’ICT): nel 2017, il mercato digitale italiano è cresciuto del 2,3% con un ulteriore incremento stimato in circa lo 0,3% YoY (anno su anno) fino al 2020.

La sensibilità all’innovazione digitale da parte delle imprese che necessitano di trasformarsi accogliendo le opportunità offerte dal digitale ha infatti permesso di incrementare gli investimenti anche grazie al piano Industria 4.0 supportato dal Governo.

Il mercato digitale frenato dal gap digitale

Pesa tuttavia il rallentamento derivante dal gap digitale accumulato nell’ultimo ventennio che impone una marcata accelerazione sulle politiche già avviate per l’innovazione e per l’ammodernamento della PA con la diffusione delle competenze digitali.

All’interno del trend di crescita, sono in rialzo i contenuti e pubblicità digitale (+7,7%) ma anche i servizi ICT (+4%), il software e le soluzioni (+5,9%), mentre i dispositivi e sistemi e le infrastrutture immateriali resistono.

Anche le attività riconducibili ai digital enabler, come il cloud, l’IoT, il mobile business e la cybersecurity crescono in modo significativo.

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