Regione Lombardia è la regione più digitale d’Italia

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La Lombardia assurge al ruolo di regione più digitale d’Italia: si tratta di una conferma che arriva dall’analisi dell’Osservatorio sull’Agenda Digitale del Politecnico di Milano, in collaborazione con AgID e Team Digitale, che ha riparametrizzato gli indicatori del DESI a livello delle regioni e delle province autonome italiane.

Il risultato conferma la bontà delle politiche di semplificazione rivolte a imprese e cittadini che fanno ampio ricorso all’innovazione e alle opportunità offerte dal digitale.

In particolare, il DESI valuta il percorso evolutivo di un Paese su 5 aree: connettività, capitale umano, uso di internet, integrazione delle tecnologie digitali e servizi pubblici digitali.

Dallo studio condotto dall’Osservatorio del PoliMi, la Lombardia spicca in assoluto nei settori della connettività grazie alla diffusione della banda ultra-larga, per la qualità dei servizi pubblici digitali alle imprese e ai cittadini e per l’uso degli open data.

Fra le azioni più interessanti in tal senso compare la recente sperimentazione della blockchain, nel Comune di Cinisello Balsamo, a servizio della procedura di ottenimento del bonus regionale Nidi Gratis: tale implementazione ha permesso di risparmiare oltre 3.500 ore di lavoro amministrativo in forza dell’automazione di circa il 90% dei controlli grazie alla nuova tecnologia.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa.

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Women in Digital, in Italia persiste il divario di genere nell’economia digitale

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Il Digital Single Market ha rilasciato, all’interno del DESI 2019, un report che evidenzia lo stato di partecipazione delle donne all’economia digitale

Nella UE infatti le profonde differenze fra lo stato di digitalizzazione dei Paesi membri si registra anche in termini di opportunità all’accesso di posizioni apicali nel mondo delle nuove tecnologie: non è errato citare un vero e proprio divario di genere.

Il Women in Digital Scoreboard, così si chiama il report analitico che inquadra la situazione, fotografa una situazione del tutto allineata con le principali valutazioni effettuate dal DESI: i Paesi dell’Unione con un elevato livello di competitività digitale sono anche quelli che consentono una maggiore partecipazione delle donne alla vita digitale.

Infatti Finlandia, Svezia, Lussemburgo e Danimarca ottengono i migliori risultati relativamente alla partecipazione femminile all’economia digitale: è pur vero che il divario di genere permane nei settori dell’utilizzo di Internet, delle competenze digitali e soprattutto dei posti di lavoro laddove siano richieste competenze specialistiche in materia ICT.

In Italia non si osservano sostanziali cambiamenti rispetto all’anno scorso: il nostro Paese rimane nelle ultime posizioni insieme a Bulgaria, Romania e Grecia.

Interessante notare come Lussemburgo, Francia e Spagna siano più avanzati nella classifica WiD rispetto alla classifica generale del DESI.

Solo il 17% degli specialisti ICT sono donne e guadagnano mediamente il 19% in meno rispetto agli uomini a parità di posizione ricoperta.

Per quanto riguarda le competenze digitali, c’è un divario di genere del 11% che tende ad allargarsi per le competenze di base e in relazione al crescere dell’età sopra ai 55 anni.

I dati completi sono visualizzabili direttamente, tramite chart, qui.

Il report in pdf è attingibile qui.

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La Provincia autonoma di Trento è l’area più digitale d’Italia

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Secondo le valutazioni dell’Osservatorio Agenda Digitale, la Provincia autonoma di Trento risulta il distretto italiano più all’avanguardia per quanto riguarda il digitale.

Nel perimetro dell’analisi sull’attuazione dell’Agenda Digitale rilasciata dall’Osservatorio infatti, si evince che l’area trentina ha fatto nel tempo passi sempre più significativi in relazione alla digitalizzazione della popolazione e all’approccio alle nuove tecnologie dedicando anche una sezione apposita nel sito della Provincia.

Al contrario altre regioni risultano ancora al palo: nella graduatoria la Regione Calabria è all’ultimo posto stando ai dati dell’analisi.

Complessivamente l’Italia risulta, nel contesto europeo, la 22esima nazione per sforzi compiuti nell’attuazione dell’Agenda Digitale mentre 25esima per risultati raggiunti nei Digital Maturity Indexes.

Ad oggi 1.200 Comuni hanno già migrato i dati anagrafici di 14 milioni di italiani all’ANPR con SPID che ha toccato le 3 milioni di identità digitali utilizzabili per accedere a 4.200 servizi online erogati da 4.000 PA.

Circa 14.000 enti hanno attivato pagoPA e le fatture elettroniche verso la PA sono già oltre 100 milioni.
Inoltre anche la sanità digitale è in crescita: in 17 Regioni italiane è stato attivato il Fascicolo Sanitario Elettronico con una piena operatività in 12 di queste.
Il servizio copre il 25% degli assistiti e il 40% dei referti.

Ciò nonostante secondo i Digital Maturity Indexes, il sistema di indicatori sviluppato dall’Osservatorio Agenda Digitale per superare alcuni limiti del DESI 2018, evidenziano un ritardo sistemico dovuto al fatto che gran parte degli sforzi di AgID e del Team Digitale sono sostanzialmente rivolti a progetti infrastrutturali che devono ancora dispiegare i loro effetti.

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