Unioncamere presenta Ultranet

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Unioncamere presenta il progetto Ultranet, un laboratorio nazionale per contribuire alla riduzione del ritardo digitale italiano aiutando le imprese nei processi di trasformazione digitale.

Grazie al supporto triennale offerto attraverso il bando del MiSE che Unioncamere si è aggiudicata per ridurre il digital divide, Ultranet si prefigge di perseguire la sensibilizzazione e l’informzione per le aziende sulle possibilità offerte dalle nuove tecnologie e, in particolare, dalla connettività a banda ultralarga.

Il progetto infatti si inserisce nell’ambito delle attività collegate al piano per la Banda Ultra Larga al fine di stimolare la domanda dei servizi ad esso collegati.

Solo un terzo delle Pmi nazionali sono attive online, solo un quinto utilizzano strumenti social e per 4 imprenditori su 10 il mondo di internet non porta alcun tipo di vantaggio.

La cultura come strumento per la diffusione della banda ultralarga

In questa situazione, la diffusione di connettività ad ampia larghezza di banda è ostacolato non solo da problematiche tecniche ma anche da blocchi culturali che devono essere superati.

Per questo Ultranet utilizzerà i servizi delle Agenzie del sistema camerale, che collaborano con le 76 strutture camerali sul territorio già aderenti all’iniziativa, con l’obiettivo di erogare, a partire dal 5 ottobre, 160 seminari ed eventi informativi rivolti alle imprese, agli operatori economici, ai cittadini e alle altre pubbliche amministrazioni.

Un altro punto di forza di Ultranet è nell’utilizzo strumentale del Registro Imprese: attraverso i dati del Registro delle imprese delle Camere di Commercio infatti, il progetto Ultranet consentirà a Infratel, la società in house del Ministero dello Sviluppo Economico che è il soggetto attuatore dei Piani Banda Larga e Ultra Larga del Governo, di programmare ed effettuare lavori di infrastrutturazione rispondenti alla distribuzione delle imprese sul territorio.

Qui ulteriori dettagli sul progetto.

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Veneto in digitale, un nuovo percorso formativo per le PMI venete

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Per permettere una crescita di competenza in materia digitale le PMI venete hanno una nuova ulteriore possibilità.

Da Google in collaborazione con Unioncamere viene lanciato infatto il programma Veneto in digitale.

Si tratta di un’iniziativa che consiste in quattro appuntamenti formativi fra settembre e ottobre 2017.

Gli incontri, ad ingresso libero previa iscrizione sul sito, si svolgeranno a Treviso (14-15 settembre), Padova (21-22 settembre), Verona (28-29 settembre) e Venezia (5-6 ottobre).

La sede di ciascun appuntamento è la relativa Camera di Commercio grazie all’accordo con Unioncamere che offre supporto logistico e promozionale alle imprese del territorio.

Veneto in digitale, una finestra sulle opportunità del web

I temi affrontati saranno diversi: dalla creazione di un sito web all’avvio di un e-commerce utilizzando gli idonei strumenti di monitoraggio e promozione digitale.

Google inoltre offrirà un servizio di check-up digitale gratuito che consentirà agli imprenditori di illustrare le proprie esigenze al fine di capire la strategia digitale più adeguata al loro caso.

La tecnologia può contribuire a creare opportunità per le aziende e per il mondo del lavoro, in particolare per le PMI che hanno reso grande il Made in Italy, grazie a internet che rappresenta una vetrina sempre più importante.

Veneto in digitale è un’attività che nasce in seguito agli ottimi risultati del programma Eccellenze in digitale che Google ha portato avanti con Unioncamere su tutto il territorio nazionale.

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AgroInnovation EDU arriva in Trentino per digitalizzare l’agricoltura

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L’agricoltura può beneficiare in modo significativo delle nuove tecnologie, sia nell’ambito della produzione sia nella parte di organizzazione delle risorse.

Il problema principale è legato all’oggettiva difficoltà da parte di coloro che si occupano storicamente di agricoltura di abbracciare il cambiamento dettato dall’innovazione.

Se infatti l’interesse attorno all’agricoltura 4.0, come molti la definiscono mutuando in questo settore quanto sta avvenendo con l’industria 4.0, sta crescendo senza sosta, è pur vero che mancano operatori in grado di cogliere il cambiamento.

Il Trentino-Alto Adige però si dimostra nuovamente regione virtuosa nell’ambito di tutto ciò che riguarda l’innovazione.

Con la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra Image Line e la Fondazione Edmund Mach, arriva nella regione un percorso formativo che vuole sensibilizzare e trasferire competenze digitali agli studenti interessati al panorama dell’agricoltura.

Agroinnovation EDU: la formazione per l’agricoltura digitale

Si tratta di AgroInnovation EDU, un percorso educativo, di durata triennale tenuto nel Centro istruzione e formazione di San Michele all’Adige.

L’obiettivo è la formazione degli studenti del terzo, quarto e quinto anno delle scuole superiori di indirizzo agrario per orientarli alla conoscenza delle opportunità offerte dall’agricoltura digitale e all’utilizzo dei più moderni software nell’ambito agricolo.

Il percorso fa specifico affidamento ai dettami dell’alternanza scuola-lavoro in linea con la direzione indicata dal programma Piano Nazionale Scuola Digitale per avvicinare gli studenti al mondo del lavoro.

Gli studenti avranno la possibilità di accedere ai servizi Quaderno di Campagna e Fitogest+ che consentono di ottimizzare la gestione dell’azienda agricola mentre ai docenti verrà riservata un’apposita formazione che rientra nelle attività di aggiornamento professionale per lo sviluppo dell’agricoltura digitale.

Prima che in Trentino, AgroInnovation EDU è già statp proposto all’inizio dell’estate in Emilia-Romagna ed è stato adottato da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale e la Rete degli Istituti Agrari.

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La Sicilia accelera la digitalizzazione attraverso i piccoli Comuni

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Nelle ultime settimane la Sicilia è risultata estremamente attiva sul fronte del digitale grazie ad una serie di accordi e programmazioni che hanno l’obiettivo di accelerare la diffusione della digitalizzazione nell’isola.

In particolare c’è stata una notevole accelerazione relativamente agli obiettivi dell’Agenda Digitale siciliana.

L’Agenda Digitale è una delle iniziative a livello europeo e recepita dagli Stati membri che ha come obiettivo lo sfruttamento del potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per favorire l’innovazione, la crescita economica e la competitività.

In Sicilia il programma dell’Agenda Digitale ruota attorno alla possibilità di abilitare digitalmente i piccoli Comuni con il fine ultimo di ottenere la piena digitalizzazione della PA raggiungendo l’Obiettivo Tematico 2 del Programma Operativo Fesr 2014-2020.

ANCI Sicilia e Regione Siciliana insieme per la digitalizzazione

Per farlo, ANCI Sicilia e la Regione Siciliana hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per incentivare l’aggregazione e la condivisione delle piattaforme.

Tramite l’adozione di piattaforme comuni e la razionalizzazione delle banche dati pubbliche infatti, è possibile creare un’efficiente rete tecnologica che agisca di concerto con la disponibilità di strutture fisiche di collegamento come la nuova rete WiFi°Italia°it che ha visto recentemente l’adesione della Sicilia.

Il protocollo prevede anche azioni di supporto per i Comuni nella gestione dei tributi locali e la revisione dell’attuale PGT attraverso lo studio di norme che favoriscano le aggregazioni volontarie tra comuni.

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ProM Facility, a Rovereto un laboratorio di prototipazione meccatronica unico in Italia

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Nell’area del Polo Meccatronica di Rovereto, un business innovation center che è stato avviato sulle ceneri della produzione manufatturiera di fibre di cotone per le intelaiature dei pneumatici Pirelli e di sneaker per Superga, è nata una nuova iniziativa fortemente votata all’open innovation.

Con un investimento di 90 milioni di euro distribuiti su due cicli da sette anni grazie anche ai fondi Fesr dell’Unione Europea è infatti sorta ProM Facility un laboratorio di prototipazione avanzata che mette a disposizione delle aziende soluzioni e macchinari d’avanguardia.

ProM Facility è una piattaforma capace di combinare la meccanica tradizionale con i più moderni controlli elettronici, sensori e sistemi di prototipazione virtuale.

Il progetto ProM Facility infatti nasce per intervenire su sei macroaree riconducibili ai crismi dell’industria 4.0: elettronica e prototipazione di piccole quantità di schede integrate, Ict & IoT, cybersecurity, metrologia, integrazione, stampa 3D e taglio laser.

All’interno figurano infatti stampanti 3D metalliche e polimeriche, una macchina da taglio laser combinata per tubi e lamiere di diversi materiali, uno scanner 3D, un centro di fresatura in grado di combinare lavorazioni additive e sottrattive, una linea di prototipazione semi-automatica di schede elettroniche, un manipolatore per robotica cooperativa, un banco prove motori e un supercomputer per addestramento reti neurali profonde.

L’iniziativa, voluta e supportata da Trentino Sviluppo, Fondazione Bruno Kessler, Università di Trento e Confindustria locale, punta a creare entro il 2022, oltre alla sede definitiva di ProM Facility anche nuovi laboratori e due istituti scolastici: l’Itt Marconi e il Cfp Veronesi con i loro 1.400 studenti.

ProM Facility ospita player importanti

All’interno di ProM Facility vi sono ad oggi 29 società tra cui Bonfiglioli, Aermec, Zeiss, Watts, Dana e Ducati Energia.
Inoltre figurano anche quattro startup in un clima di open innovation e di contaminazione basata sulla condivisione di competenze e sulla formazione per gli studenti superiori e universitari ma anche per chi è già inserito nel mondo del lavoro e necessita di una sorta di riqualificazione digitale.

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Spesa online, cresce l’acquisto di alimentari

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La trasformazione digitale interessa da vicino il settore del cibo, in particolare grazie all’innovazione tecnologica il settore dell’eGrocery è in crescita continua.

Nel 2016 una fetta rilevante di italiani ha acquistato generi alimentari online grazie a varie tipologie di eCommerce, non esclusivamente quelli della grande distribuzione organizzata, grazie a PC, laptop ma anche da tablet e da smartphone.

eGrocery: non solo alimentare di eccellenza

Il ricorso all’eCommerce per acquistare alimentari non è però un fenomeno che riguarda esclusivamente alimenti di eccellenza come i prodotti DOP, ossia eccellenze culinarie di una certa regione o zona d’Italia che sarebbero difficilmente reperibile nei supermercati.

La digitalizzazione infatti ha coinvolto anche le grandi catene di supermercati che oggi permettono agli acquirenti di fare la spesa online sfruttando soluzioni sempre più avanzate e di ultima generazione.

Il settore digitale del food&grocery è in fortissima crescita: nel 2016 il 22% delle famiglie italiane ha acquistato almeno una volta alimentari tramite eCommerce specializzati e il 74% delle famiglie vorrebbe che l’esperienza di acquisto online fosse ancora più semplice ed intelligente manifestando un’evidente propensione a reiterare l’attività di acquisto.

Inoltre l’80% dei consumatori sarebbe ben felice ad ottenere ancora più sconti e facilitazioni dato che gli acquirenti digitali sono mossi prevalentemente dalla logica del prezzo per orientare le proprie scelte.

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Il Ministero della Difesa adotta SPID

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Grazie ad una convenzione con l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), il Ministero della Difesa adotta SPID per permettere ai cittadini in possesso dell’identità digitale SPID di accedere ai concorsi on line.

SPID, acronimo per Sistema Pubblico di Identità Digitale, è la piattaforma tecnologica che consente di accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione tramite un’accoppiata di username e password.

La Difesa passa a SPID per i concorsi on line

Con l’adesione della Difesa, i possessori di identità digitale SPID possono, senza più obbligo di registrazione, fruire di tutti i servizi offerti sul portale dei concorsi on line come ad esempio presentare la domanda di partecipazione ai concorsi per il reclutamento nelle Forze Armate o ancora avviare le procedure relative al personale civile della Difesa.

Il servizio SPID è utilizzabile sul sito del Ministero della Difesa da computer, tablet e smartphone: si tratta di un lavoro congiunto fra la Direzione Generale per il Personale Militare e lo Stato Maggiore della Difesa.

Mentre la Direzione Generale ha stabilito i requisiti necessari per adeguare il portale concorsi e seguito le fasi esecutive dell’intervento, lo Stato Maggiore si è incaricato di rendere disponibili le risorse per la realizzazione, ha curato la stipula della convenzione e gli aspetti tecnico-operativi.

Maggiori informazioni sul sito di AgID.

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Microsoft HoloLens al servizio della chirurgia

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I visori HoloLens di Microsoft hanno sicuramente diversi utilizzi: dall’ambito divulgativo a quello ludico, questi occhiali si sono ritagliati uno spazio a se stante tra i device che si occupano di realtà aumentata e realtà virtuale.

Uno degli usi più interessanti è però attinente al panorama scientifico e, nella fattispecie, a quello dell’eHealth.

L’impiego dei visori di Microsoft infatti avviene, fra gli altri ambiti, in sala operatoria per formare raccogliere informazioni durante gli interventi e formare i nuovi chirurghi sfruttando la realtà virtuale senza mettere così a rischio i pazienti.

Esistono diversi progetti che affrontano il tema offrendo soluzioni diverse.

La società inglese Fundamental VR ha sviluppato una soluzione di realtà virtuale per formare gli studenti di medicina che si vogliono specializzare nella chirurgia.

Questo software si avvale degli HoloLens di Microsoft e di uno speciale pennino in grado di restituire, sottoforma di vibrazioni, la resistenza dei vari tessuti affinché sia possibile simulare un intervento: la prima applicazione pratica ha riguardato la rielaborazione di un intervento artroscopico.

Allo stimolo visivo, dettato dalle immagini raccolte in precedenti interventi si aggiunge quindi la sensazione tattile.

I Microsoft HoloLens sbarcano in sala operatoria anche in Italia

In Italia i primi ad utilizzare la tecnologia Microsoft Hololens in una sala operatoria sono i ragazzi di HoloTeach, una piattaforma che porta la realtà aumentata e virtuale nel mondo della chirurgia e che offre anche un sistema di e-learning.

La soluzione di HoloTeach si basa sulla collaborazione con il Royal London Hospital e permette un servizio di assistenza da remoto per chirurghi affinché un collega possa intervenire a supporto dell’altro nonostante distanze chilometriche.

HoloTeach è già stata testata per un intervento di chirurgia plastica addominale e consente di far interagire due esperti sparsi in qualsiasi parte del mondo.

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Giustizia, cosa cambia con il Piano Triennale

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La digitalizzazione del sistema giudiziario è un passo imprescindibile per lo snellimento della Pubblica Amministrazione e per il rilancio del Paese.

Si tratta certo di un aspetto strategico per il destino dell’Italia tanto che vi sono diversi riferimenti nel Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione messo a punto da Agid in collaborazione con il Team digitale di palazzo Chigi guidato da Diego Piacentini e approvato lo scorso 31 maggio.

In primo luogo la riservatezza delle intercettazioni entra a pieno titolo nel Piano Triennale con specifiche previsioni per rendere sicuro ma anche tracciabile ogni passaggio di mano delle suddette.

Ma anche policy di cybersicurezza, multi video conferenza, pagamenti telematici e portali web per la gestione di alcune procedure giudiziarie.

La vera rivoluzione però risiede nella destrutturazione degli interventi sulla base di specifiche aree di interesse o ecosistemi: dalla sanità all’agricoltura, dalla scuola ai beni culturali.
Ciascuna area può includere diversi domini che coinvolgono enti e organismi pubblici ma anche soggetti privati che operano nella stessa area di interesse per il raggiungimento di obiettivi comuni attraverso la condivisione delle esigenze e delle modalità operative, la condivisione delle differenti competenze e la pianificazione e la realizzazione di progetti ICT.

Così ad esempio l’ecosistema Finanza pubblica che include l’Agenzia delle Entrate, le Regioni, la Guardia di Finanza e, lato soggetti privati, commercialisti, CAF, avvocati e fiscalisti.

L’ecosistema Giustizia nel Piano Triennale

Nel caso dell’ecosistema Giustizia si attende la nomina di un Responsabile per la transizione alle modalità operative digitali e l’istituzione di un Gruppo di Lavoro per la gestione e lo sviluppo tecnologico dell’ecosistema stesso.

Le progettualità saranno legate al Processo civile telematico, al Processo tributario telematico, al Processo penale telematico, al Processo amministrativo telematico nonché alla costituzione dei Punti di accesso per fornire ai soggetti abilitati esterni all’ecosistema i servizi di connessione al portale dei servizi telematici.

Inoltre è prevista l’adesione al sistema PagoPa per il pagamento del contributo unificato e spese di giustizia, alla modifica delle reti di trasporto delle intercettazioni per garantire sicurezza e alla conservazione degli atti giudiziari.

A settembre invece sarà operativo il Portale delle vendite giudiziarie.

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In Italia gli studi professionali sono resistenti all’innovazione

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L’interesse per la tecnologia da parte degli studi professionali è alto ma purtroppo i progetti di trasformazione digitale che potrebbero efficientare la loro struttura stentano a decollare.

Questo è lo spaccato che emerge dall’ultimo studio Osservatorio professionisti e innovazione digitale del Politecnico di Milano: avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro sono consapevoli della loro scarsa attitudine al mondo del digitale ma la formazione fatica a uscire dall’ambito giuridico.

D’altra parte lo smart working sta prendendo piede anche se l’uso degli smartphone e tablet è ancora relegato alle operazioni più basiche come telefonare, controllare agenda e utilizzare la propria casella e-mail.

Gli studi professionali non abbracciano l’innovazione e gli strumenti in cloud

In Italia ci sono circa 165 mila studi professionali, di cui 80mila legali, 60mila commercialisti, 60mila di consulenza del lavoro e 15mila multidisciplinari: un numero impressionante di potenziali utilizzatori delle tecnologie digitali che però non sembrano convinti dall’uso di strumenti tecnologici come le piattaforme cloud, i gestionali online e le soluzioni per la comunicazione istantanea.

L’anello mancante è una consolidata cultura digitale, frutto di investimenti sull’acquisizione delle competenze digitali e in generale sul capitale umano.

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