Realizzata la mappatura digitale degli ordigni bellici caduti a Bolzano

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Il Curatorio per i Beni Tecnici Culturali ha consegnato alla città di Bolzano la mappatura digitalizzata degli ordigni bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale che sono caduti sul territorio comunale.

La città infatti ha conosciuto, tra il 2 settembre 1943 e il 28 febbraio 1945, ben 13 bombardamenti che hanno interessato prevalentemente la zona della stazione ferroviaria e che erano stati catalogati e archiviati presso l’Abbazia di Muri Gries divenuta, al tempo, sede del comando locale della Polizia di sicurezza, della Protezione antiaerea e del comando locale della Wehrmacht: il materiale cartografico originale, composto da nove mappe, indica la localizzazione degli ordigni bellici sulla mappa catastale di Bolzano.

Le carte sono quindi state digitalizzate e trasferite al Comune di Bolzano e alla Provincia, tramite una celebrazione ufficiale, per essere rese disponibili alla cittadinanza.

Maggiori dettagli nel comunicato della Provincia di Bolzano.

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ISTAT, scarsa la maturità digitale delle imprese italiane

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Le imprese italiane non sembrano particolarmente inclini a raggiungere la maturità digitale: questa la fotografia dell’ISTAT che evidenzia come circa tre quarti delle imprese con almeno dieci addetti, pur effettuando investimenti digitali, non riescono ad essere caratterizzate da un utilizzo davvero integrato delle tecnologie disponibili.

Solo il 3,8% infatti si dimostra, secondo i dati Istat del censimento permanente delle imprese, in grado di essere riuscito a raggiungere questo traguardo: nonostante però la risicata percentuale, queste imprese vantano il 16,8% di addetti e il 22,7% di valore aggiunto con una concentrazione significativa al Nord-ovest.

La maggior parte delle imprese è riuscita efficacemente ad avviare quantomeno il percorso di trasformazione digitale grazie ai consistenti incentivi alla digitalizzazione resi disponibili nel corso degli ultimi anni a livello statale e regionale: tuttavia gli imprenditori si sono concentrati sugli investimenti infrastrutturali, come soluzioni cloud e connettività in fibra ottica, lasciando eventualmente a una fase successiva l’adozione di tecnologie applicative che certo avrebbe contribuito all’avvicinamento al livello di maturità digitale.

Gli investimenti per la trasformazione digitale sono stati commisurati alla dimensione delle imprese: più incidenti infatti quelli effettuati nelle imprese con oltre 500 adetti (il 97,1%) e inferiori quelli nelle realtà con 10-19 addetti (il 73,2%).

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Il Comune di Modena accelera il percorso di digitalizzazione

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Il Comune di Modena accelera le iniziative per portare a termine il proprio percorso di trasformazione digitale approvando il Piano digitale 2020 che programma le attività su quattro assi strategici principali: infrastrutture e connettività, servizi online e semplificazione, cultura e cittadinanza digitale e infine i progetti speciali.

Per ciascuno degli assi sono state individuate cinque azioni dedicate all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione con degli obiettivi a breve, medio e lungo periodo.

Tra gli impegni del Comune vi è sicuramente l’allargamento della rete in fibra ottica che funge da ossatura per i servizi di smart city cittadini onde servire la città con i punti per il Wi-Fi libero ma anche per l’estensione dei sistemi di videosorveglianza e gestione dei flussi di traffico.

Anche la digitalizzazione degli atti, delle funzioni amministrative e dei servizi dell’Ente ricopre un aspetto cardine della strategia comunale: sono già fruibili online i servizi attinenti all’edilizia, alle attività produttive, all’istruzione, ai tributi, alle biblioteche e soprattutto all’anagrafe e stato civile.

Proprio riguardo a quest’ultimo aspetto si sta concentrando il potenziamento dell’offerta con la c.d. rete dei Quartieri per portare i servizi al cittadino con postazioni decentrate per il rilascio della CIE.

Al fine di avvicinare l’utenza ai servizi digitali non manca l’aggiornamento degli strumenti di comunicazione digitale del Comune ma anche la realizzazione di diverse iniziative per l’inclusione digitale ed il potenziamento della cultura digitale.

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Italia in Digitale, Google investe nella digitalizzazione del Paese

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Google investe nell’Italia e in particolare in un piano quinquennale per la digitalizzazione del Paese.

Con la partenza del nuovo programma Italia in Digitale infatti, la multinazionale americana supporta la ripartenza dell’Italia e del tessuto delle Piccole e Medie Imprese: lo stanziamento previsto è di novecento milioni in 5 anni con l’apertura di due Google Cloud Region in partnership con TIM per consentire di accedere ai servizi di Google nonché un milione di euro di pubblicità gratuita alle aziende di Unioncamere.

Il programma Italia in Digitale punta ad avviare percorsi di formazione per le PMI, dotarle di strumenti e metterle in contatto con personale in cerca di opportunità lavorative che abbia le adeguate competenze tecnologiche.

Google sta già cooperando, a vari livelli, con il Governo per le problematiche legate all’epidemia da COVID-19 e per mettere a punto strumenti utili per agevolare la ripartenza: il nuovo progetto nasce dall’esperienza e dal successo di precedenti iniziative come Crescere in Digitale e Google Digital Training che negli ultimi anni ha formato oltre 500.000 persone diffondendo competenze digitali utili utili a trovare un lavoro o far crescere un’attività.

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Il Vaticano pubblica le carte del pontificato di Pio XII in formato digitale

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Gli archivi della Santa Sede hanno da sempre riscosso l’interesse di studiosi, storici e appassionati del sapere per via dell’importanza delle informazioni in essi contenute che vengono conservate gelosamente nei secoli e concorrono a formare una memoria storica di primario interesse.

In particolare, l’Archivio Storico della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato (ASRS) conserva i documenti della Sacra Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari (fondo AA.EE.SS.) e del Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa: si tratta di un archivio importantissimo anche dal punto di vista politico che conserva, fra gli altri, le carte del pontificato di Pio XII (1939-1958) che attraversò un periodo decisivo della storia del ‘900.

Su volere del Pontefice, l’Archivio Storico della Sezione per i Rapporti con gli Stati ha aperto alla consultazione degli studiosi di tutto il mondo le carte del pontificato di Pio XII che sono disponibili in formato digitale.

Da circa dieci anni i Superiori della Segreteria di Stato hanno avviato un progetto di digitalizzazione di tutta la documentazione afferente al pontificato proprio in previsione di questa pubblicazione sviluppando un software con quale il fascicolo digitalizzato, come unità archivistica più piccola, viene interfacciato con un inventario.

Ben 1.300.000 documenti digitali in fare di completamento con altri più di 700.000 documenti, per un equivalente di circa 323 metri lineari.

Il metodo di archiviazione digitale permette di preservare le carte storiche dal deterioramento e dal rischio di dispersione dovuto alla consultazione cartacea e consente la duplice conservazione su supporto cartaceo e virtuale, minimizzando i rischi di perdita delle informazioni.

Inoltre, grazie al digitale non sussiste il limite di consultazione imposto a coloro che vogliono accedere ai documenti: chiunque può utilizzare le postazioni informatiche messe a disposizione per scoprire la totalità dei documenti consultabili in tempo reale e in concomitanza di altri individui.

L’attività di ricerca è più celere ed efficace con l’opportunità di ottenere le fotocopie di un documento direttamente da supporto digitale senza alterare gli originali a causa della sollecitazione fotomeccanica.

La consultazione è possibile tramite appositi PC disposti nella storica Torre Borgia all’interno della Sala Pio XII.

Per maggiori informazioni si rimanda al comunicato del Vaticano.

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La Biblioteca Estense Universitaria inizia la propria trasformazione digitale

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La rivoluzione digitale è dirompente e si estende ad ogni ambito: non è esclusa la celeberrima Biblioteca Estense Universitaria di Modena che viene coinvolta in un progetto significativo di digitalizzazione.

Grazie alla collaborazione fra Gallerie Estensi e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena infatti nasce un archivio digitale ad altissima definizione che permette di consultare direttamente online parte del patrimonio archivistico e raro della biblioteca.

Il progetto ha richiesto uno stanziamento complessivo di 1,3 milioni di Euro per effettuare una scansione ad altissima definizione tramite apposite strumentazioni di acquisizione immagine e la successiva catalogazione di parte del patrimonio della biblioteca tramite la metadatazione e il recupero del patrimonio già scansionato.

Le fonti digitalizzate verranno rese disponibili, in modo libero e gratuito, sulla piattaforma digitale prescelta tramite il protocollo IIIF che permette di visualizzare e annotare comparazione di fonti diverse.

La soluzione digitale prescelta è già diffusa ad altre importanti biblioteche internazionali: l’Estense diventa a tutti gli effetti la prima biblioteca italiana a partecipare ad un sistema digitale che vede al suo interno la Biblioteca Apostolica Vaticana, l’Ashmolean Library di Oxfor, la British Library e la Library of Congress di Washington.

La Biblioteca Estense ha al suo interno capolavori dell’arte e della cultura laica e religiosa come la Bibbia illustrata per Borso d’Este, gli scritti di Ludovico Antonio Muratori o la Mappa del Cantino che rappresenta il più antico planisfero portoghese esistente ad oggi che descrive le coste americane per come erano conosciute ai tempi.

L’accesso alle informazioni, come detto, sarà del tutto gratuito e libero senza restrizioni per agevolare la diffusione della conoscenza fra appassionati, ricercatori ma anche semplici cittadini interessati a curiosare fra i tesori della Biblioteca Estense.

Il processo di trasformazione digitale durerà qualche mese: la consegna è prevista per luglio, periodo in cui saranno disponibili i nuovi contenuti digitalizzati ma anche le circa 500.000 immagini digitali acquisite precedentemente che comprendono, fra le altre, il Fondo Muratoriano.

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Il progetto DigiPASS arriva a Narni

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A Narni è tutto pronto per l’attivazione del quarto DigiPASS regionale, lo spazio pubblico dedicato al digitale promosso dalla Regione Umbria per la facilitazione digitale rivolta a cittadini e imprese.

DigiPASS è un progetto fortemente voluto dalla Regione Umbria per diffondere competenze digitali: consiste in una rete di luoghi pubblici, aperti, ad accesso libero, in cui poter trovare, nei giorni e orari di apertura indicati, supporto in materia di digitale e innovazione.

DigiPASS, un progetto regionale per la facilitazione digitale

Quello di Narni è la quarta area attivata e sarà il punto di riferimento per i Comuni di Amelia, Otricoli, Avigliano Umbro, Calvi, Attigliano, Alviano, Penna in Teverina, Giove, Guardea, Montecastrilli, Lugnano in Teverina.

La sede del DigiPASS di Narni è localizzata nello storico Palazzo dei Priori, in pieno centro storico: lo spazio mette a disposizione una sala conferenze e un’area co-working utile a ospitare, oltre ai cittadini e alle scuole anche aziende ed associazioni del territorio.

Ogni DigiPASS condivide lo stesso modello organizzativo: postazioni di lavoro con computer portatili collegati in rete, accesso wi-fi, monitor per conferenze e la presenza di un facilitatore digitale in grado di aiutare i cittadini nella comprensione e nella fruizione di servizi digitali.

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