Fondazione Vodafone annuncia il primo localizzatore al mondo per persone affette da autismo

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Fondazione Vodafone, in collaborazione con Cervelli Ribelli, ha annunciato la nascita del primo localizzatore al mondo ideato per ridurre il rischio di scomparsa di persone affette da autismo.

La soluzione tecnologica risponde alla necessità dimostrata dalle persone autistiche e dalle relative famiglie onde soddisfare il bisogno di prevenire l’eventualità di incidenti che potrebbero essere originati in seguito alla patologia: capita infatti che i pazienti autistici perdano i propri riferimenti con il rischio di iniziare a vagare senza meta, allontanandosi da zone sicure.

Per questo timore, in assenza di uno strumento di controllo, si tende a limitare la libertà di movimento all’aria aperta comprimendo di conseguenza le occasioni di inclusione: la problematica è condivisa, peraltro, anche dagli individui affetti da un’altra patologia fortemente limitante quale l’Alzheimer cui potrebbe essere destinata la medesima soluzione opportunamente declinata.

Il rilascio del prodotto è previsto per i prossimi mesi ed è frutto della collaborazione fra il promotore, Fondazione Vodafone, e Cervelli Ribelli coadiuvati da un un team di esperti formato da medici, psicologi, educatori, informatici e designer.

La fase di prototipazione è prevista per settembre, cui seguirà la sperimentazione sul campo per valutare gli indici di benessere delle persone che lo utilizzeranno e l’affidabilità del dispositivo oltre all’usabilità del dispositivo indossabile adatto alle persone con autismo.

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Google Maps segnala i luoghi accessibili

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Google continua il proprio impegno contro le barriere architettoniche per un mondo più accessibile anche a coloro chi, per disabilità di vario genere, trovano complicato potersi muovere per le strade delle città.

Per venire incontro a tutti coloro che presentano tali difficoltà, Google ha potenziato il proprio servizio Google Maps segnalando i luoghi fruibili dai 130 milioni di persone che nel mondo sono costretti all’uso di una sedia a rotelle.

La nuova funzionalità, chiamata luoghi accessibili, è già disponibile in USA, Regno Unito, Australia e Giappone ma è in corso di estensione negli altri Paesi del mondo.

Per utilizzarla è necessario andare sulle impostazioni e selezionare la voce luoghi accessibili: una volta attivata, per ogni ricerca effettuata su Google Maps verranno evidenziati i posti accessibili in sedia a rotelle.

Dal bar al cinema, passando per i ristoranti e i musei, tutti gli avventori affetti da disabilità potranno più facilmente districarsi evitando situazioni scomode.

Google inoltre ha presentato Action Block, una nuova app per Android che consente di creare una mappa di tasti personalizzati per la schermata home dello smartphone: anche questa innovazione è studiata per persone affette da difficoltà, in questo caso nell’uso dello smartphone, a causa di disabilità intellettive o motorie ma anche per le persone più anziane che potrebbero sperimentare delle difficoltà nell’utilizzo dei dispositivi di ultima generazione.

Action Block infatti permette di avere subito a disposizione sullo schermo con un solo tocco le funzioni più utilizzate dalla videochat.

Maggiori informazioni nel blog di Google dedicato alle innovazione introdotte da Big G.

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TalkBack, la tastiera virtuale di Google per gli ipovedenti

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Google migliora le opportunità a disposizione degli ipovedenti che vogliono utilizzare le potenzialità dello smartphone: gli utenti Android con disabilità visive infatti ora possono sfruttare una tastiera virtuale braille che consente di scrivere senza bisogno di usare una tastiera fisica dedicata.

L’innovazione risponde al nome di TalkBack ed è stata messa a punto da Google insieme a sviluppatori braille e a utenti perché risulti particolarmente intuitiva per chi ha già digitato usando il braille.

Grazie a questa nuova tastiera gli ipovedenti possono scrivere sul telefono senza alcun hardware aggiuntivo e quindi sfruttare tutte le potenzialità delle nuove tecnologie come pubblicare sui social media, rispondere a un messaggio o scrivere una breve e-mail.

TalkBack dispone di un layout standard a 6 tasti che, tramite digitazione contemporanea o singola, permettono una serie di combinazioni utili a rappresentare tutte le lettere dell’alfabeto.

Ad ora la rivoluzionaria tastiera è disponibile solo in inglese ed è corredata da un tutorial per fare pratica oltre ad una sezione online dedicata.

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Ambizione Italia, Microsoft apre all’inclusione e all’accessibilità

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Microsoft lancia il proprio impegno per l’inclusione e l’accessibilità tramite il programma Ambizione Italia: lo scopo è quello di creare un ecosistema dedicato alla promozione dei valori della diversità attraverso il digitale, e in particolare tramite tecnologie quali l’intelligenza artificiale e il cloud computing, affinché nessuno venga lasciato indietro.

L’iniziativa prevede l’erogazione di sessioni formative, hackathon, incontri e condivisioni di best practice per favorire lo sviluppo di progetti per l’inclusione e per la riduzione delle barriere in alcuni ambiti specifici fra cui la disabilità.

Tramite il digitale è infatti possibile aiutare le persone a compiere comuni operazioni quotidiane ed esprimere al meglio il proprio potenziale, anche nella vita professionale, evitando l’emarginazione.

L’iniziativa si inquadra nel progetto di formazione Ambizione Italia, avviato nel 2018, che punta alla riqualificazione delle competenze in chiave digitale con l’obiettivo di coinvolgere 2 milioni di persone di cui 500.000 già formate.

Il programma è frutto dell’accordo fra diverse aziende come: A2A, Ability Garden, Amplifon, ANSA, Barilla, EY, Fondazione Accenture, Fondazione Adecco, Fondazione Vodafone, Fondazione Mondo Digitale, Gruppo Generali, Jointly, Kulta-Cervelli Ribelli, LinkedIn, UniCredit, Techsoup, Valore D e Wunderman Thompson.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa e sul sito del progetto.

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L’intelligenza artificiale facilita l’inclusione delle persone con disabilità

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Le persone affette da disabilità sono circa il 15% della popolazione mondiale: questo dato, fonte Organizzazione Mondiale della Sanità, è significativo e richiama l’attenzione su un problema che può essere affrontato anche grazie all’uso delle nuove tecnologie.

Su questo piano si muove l’accordo, realizzato anche grazie al supporto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e delle Associazioni FISH e FAND, che vede Microsoft, Samsung e A2A in prima fila per la realizzazione di una vera e propria Agenda Digitale sull’accessibilità degli spazi con cui spesso, le persone affette da disabilità, si trovano a dover combattere.

Scale senza pedane o dispositivi di assistenza, strade e marciapiedi troppo stretti o interrotti da ostacoli sono solo alcuni dei problemi con cui si trovano a dover fare i conti le persone non completamente abili che, così facendo, rischiano l’esclusione dalle opportunità disponibili all’intera popolazione attiva.

La tecnologia, e in particolare l’intelligenza artificiale, può accelerare questo processo di inclusione: basti pensare alle soluzioni esistenti che consentono ai ciechi di orientarsi e ai sordi di comunicare in modo più semplice o ancora, come nel caso delle barriere architettoniche cittadine, specifiche soluzioni di mappatura collaborativa del territorio.

Attraverso infatti sistemi di raccolta dei dati di movimento rilevati dai sensori che sono già presenti nei dispositivi mobili, le persone affette da una specifica disabilità che effettuano un dato percorso implicitamente lo mappano segnalandolo come percorribile da tutti coloro che hanno un grado di disabilità uguale o minore rispetto al proprio.

La raccolta dinamica e partecipativa dei dati genera un insieme di percorsi accessibili che sono la base per ottenerne altri identificando e manutenendo quelli accessibili escludendone altri su cui intervenire senza la necessità di specifiche, costose e ripetute indagini sul territorio.

L’accordo siglato intende disporre una serie di indicazioni, da indirizzare alle Istituzioni, che prendono in considerazione diversi ambiti, dalla PA, alla scuola e al mondo del lavoro, fino alle smart cities per accelerare l’inclusione sociale delle persone disabili.

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StorySign, l’app che aiuta i bambini non udenti a imparare a leggere

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Nel mondo ci sono circa 32 milioni di bambini non udenti: questo problemi si riflette sulla loro capacità di lettura perché non riescono a relazionare le parole ai suoni, come per esempio quando gli insegnanti ripetono una frase.

Per mitigare il problema Huawei ha lanciato sul mercato StorySign, una nuova applicazione gratuita che aiuta i bambini sordi a imparare a leggere grazie all’aiuto dei loro genitori.

StorySign infatti, grazie ad un largo utilizzo dell’intelligenza artificiale, offre agli utilizzatori un’esperienza di lettura unica per imparare a leggere i libri attraverso un avatar animato, chiamato Star, che traduce pagina per pagina il contenuto da leggere nella Lingua dei Segni Italiana (LIS).

L’intelligenza artificiale al servizio dei non udenti

Il processo di traduzione avviene attraverso l’inquadramento del libro da leggere grazie alla fotocamera dello smartphone e al software, arricchito dall’intelligenza artificiale, che è in grado di effettuare il riconoscimento delle immagini e quello dei caratteri (Ocr).

Disponibile in 10 lingue su Play Store e tramite l’AppGallery di Huawei, l’app presente un classico della narrativa per bambini appositamente scelto in funzione della lingua: in Italia è attualmente disponibile per Tre Piccoli Coniglietti di Beatrix Potter.

Il progetto è supportato dall’ENS, Ente Nazionale Sordi.

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