Facta, su WhatsApp il servizio contro la disinformazione

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Da oggi è attivo in Italia un nuovo progetto pilota di WhatsApp dedicato al fact-checking per contrastare la disinformazione: l’iniziativa, in co-regolamentazione definita da Agcom per contrastare soprattutto le fake news relative all’emergenza del Coronavirus attraverso le piattaforme digitali, si basa su Facta, la piattaforma di Pagella Politica che è firmataria dei Poynter International Fact Checking Principles.

Gli utenti di WhatsApp possono inviare gratuitamente a Facta i messaggi condivisi sulla piattaforma riguardanti il COVID-19 al fine di consentire ai fact-checker di verificarne l’accuratezza: per farlo, è sufficiente salvare il numero +39 345 6022504, ossia il numero di Facta, nella rubrica del proprio telefono e inviare, tramite WhatsApp, i messaggi di testo o vocali, video o immagini dei quali si desidera verificare l’autenticità.

Di risposta, Facta invierà all’utente una notifica per indicare se si tratta di una nuova notizia falsa pubblicandone l’esito anche nella pagina dedicata del suo sito web.

L’account di Facta inoltre aggiornerà costantemente il suo stato di WhatsApp con le ultime notizie verificate sul COVID-19 che gli utenti potranno consultare in ogni momento: per ogni giorno è poi disponibile un resoconto giornaliero di tutte le notizie verificate che può essere anche recapitato al proprio contatto.

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Dalla UE un sistema di allerta contro le fake news

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Il digitale è diventato nel corso del tempo uno dei canali più dirompenti anche in relazione all’assetto democratico dei vari Paesi: è infatti uno strumento potentissimo per catalizzare consenso e per orientare gli elettori al voto.

Ne è ben consapevole la Commissione europea che, in ottica del voto di maggio, sta correndo ai ripari per evitare che le fake news, ossia le informazioni false che possono destabilizzare il clima politico affossando una parte politica rispetto ad un’altra, danneggino la libera formazione della volontà dei cittadini.

Per questo motivo è tutto pronto per il rilascio, domani 18 marzo, di un Sistema di allerta rapido (RAS) che ha lo scopo di potenziare lo scambio di dati sulle campagne di disinformazione per consentire una risposta coordinata a livello europeo.

La piattaforma permette di raccogliere velocemente i dati sulle campagne di disinformazione condotte online tramite particolari algoritmi ma anche la validazione condotta da un gruppo di analisti e dei fact-checkers, studiosi e giornalisti specializzati nell’identificare notizie false confrontandole con i dati reali.

Le analisi condotte permetteranno agli Stati membri, in coordinamento con il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE), di agire contrastando la diffusione della disinformazione tramite il rilascio di apposite reportistiche e l’azione censoria potendo anche contare sul supporto dei colossi digitale tra cui Google, Facebook e Twitter.

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Agcom avvia un’iniziativa contro la disinformazione online

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L’Agcom ha aperto un tavolo di lavoro congiunto con i principali responsabili dei media digitali per favorire l’autoregolamentazione delle piattaforme digitali e lo scambio di buone prassi per l’individuazione ed il contrasto dei fenomeni di disinformazione online oltre a monitorarne gli effetti.

Questo tavolo, per la garanzia del pluralismo e della correttezza dell’informazione sulle piattaforme digitali, ha visto la partecipazione di Google, Facebook, Wikipedia oltre ai rappresentanti dei maggiori gruppi editoriali di stampa e radiotelevisione in aggiunta alle rispettive associazioni di categoria.

Il tavolo congiunto inizierà la propria fase operativa nel periodo immediatamente precedente l’inizio della campagna elettorale per le prossime elezioni politiche.

Obiettivo: arginare la disinformazione

Uno degli obiettivi principali dell’iniziativa promossa da Agcom è il tentativo di individuare gli strumenti di autoregolamentazione più indicati per arginare il fenomeno della disinformazione e delle fake news.

Eventuali soluzioni al problema non dovranno però minare la libertà di espressione dell’individuo.

In seconda battuta, per approfondire le tematiche collegate con la disinformazione online e il suo impatto su trend di consumi e marchi, l’Agcom ha dichiarato di voler coinvolgere esperti e rappresentanti del mondo accademico attraverso apposite commissioni tematiche dedicate al settore alimentare, ai temi sanitari e al gioco d’azzardo.

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