Gmail introduce la composizione intelligente e la programmazione delle email

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Gmail, il servizio di posta elettronica di Google, introduce alcune interessanti e sostanziali novità che sono in corso di propagazione per tutti i propri utenti ormai giunti a quota 1.5 miliardi.

La costante innovazione del servizio con l’incremento dei limiti e delle funzioni è certo da sempre stata una delle peculiarità di Gmail che ha contribuito significativamente al suo successo.

In concomitanza con il 15mo anno di attività, il servizio è infatti stato lanciato il 1 aprile 2004, Google ha rilasciato due aggiornamenti.

Il primo riguarda una funzione attesa da molto tempo e che consiste nella possibilità di programmare l’invio delle e-mail: al momento tale opportunità era possibile solo grazie all’uso di plugin di terze parti come per esempio Boomerang.

L’opzione consiste nel poter rimandare l’invio di un messaggio compilato ad una data predeterminata: da mobile è possibile selezionare l’opzione invio ritardato dalla schermata di composizione del messaggio mentre da desktop è sufficiente cliccare sulla freccetta accanto al pulsante invio.

Impostato l’orario, il messaggio rimane pronto per essere inviato fino alla data e ora stabilita: fra gli usi più ricorrenti la possibilità di preparare le mail nel week end e poterle far inviare in automatico dal sistema ad inizio settimana.

La seconda novità invece riguarda la funzione Smart Compose già presente sui dispositivi Google Pixel e ora estesa ai telefoni Android e in alcune lingue fra cui l’italiano: tramite questa opzione la stesura di una e-mail risulta più semplice e veloce grazie all’intelligenza artificiale che aiuta a inserire parole e frasi usate più spesso e più probabili nel contesto del messaggio in corso di battitura.

Per abilitare e sperimentare la funzione basta recarsi nelle impostazioni di Gmail e, dalla voce generale, attivare Smart Compose.

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Gmail diventa consultabile anche offline

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Google introduce un’interessante funzionalità per Gmail, la propria soluzione di posta elettronica, che è destinata a cambiare le abitudini di milioni di persone in tutto il mondo.
Per tutti coloro che utilizzano il browser Chrome infatti, Gmail diventa consultabile anche offline, ossia in mancanza di una connessione internet.

Per fruire della nuova funzione occorre assicurarsi di avere installata la più recente versione del browser (da Chrome 61 in poi) e quindi accedere alle impostazioni di Gmail accessibili tramite il pulsante a forma di ingranaggio, sul lato destro.

Gmail offline richiede l’attivazione dell’ultima versione

Da qui occorre attivare la voce Prova la nuova versione di Gmail e successivamente recarsi nuovamente nelle impostazione dove si trova la tabella offline che permette il download dei messaggi di posta per la lettura, la ricerca e la composizione anche in assenza di connessione internet.

Una volta attivata la posta offline si può scegliere di quanto andare indietro nel tempo per recuperare i messaggi, per quanto conservare in modalità offline quelli appena ricevuti con un massimo di 3 mesi e infine se mantenere i messaggi in memoria del dispositivo utilizzato per la connessione una volta disconnessi dall’account.

Da questo momento è possibile interagire con la posta elettronica fino alla successiva riconnessione, momento in cui avverrà l’effettiva sincronizzazione delle modifiche apportate.

Per essere sempre aggiornati sulle novità di Gmail è consigliabile consultare il blog ufficiale.

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Privacy, nuove regole per il monitoraggio delle comunicazioni dei dipendenti

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La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) adotta una sentenza storica che influisce direttamente sul comportamento di tutti i Paesi aderenti alla Convenzione europea dei diritti, tra cui l’Italia.

La CEDU infatti ha condannato la Romania per non aver difeso in modo adeguato i diritti di un lavoratore licenziato dal datore di lavoro sfruttando i controlli della sua corrispondenza.

La colpa è di non essersi assicurati che la privacy del lavoratore fosse sufficientemente protetta da intromissioni da parte di terzi e, nello specifico, da parte del datore di lavoro.

Dalla sentenza deriva il nuovo perimetro in materia di controlli ai dipendenti: la Corte infatti stabilisce i confini entro i quali il datore di lavoro può sorvegliare le comunicazioni sul web dei propri dipendenti e la giustizia ordinaria sarà tenuta ad uniformarvisi.

I tribunali dei paesi aderenti alla Convenzione, qualora vi sia una causa fra azienda e lavoratore relazionabile al controllo della corrispondenza da parte del datore di lavoro, dovranno accertare se l’accesso da questi effettuato è legittimo.

Dovranno ossia verificare se il lavoratore è stato preventivamente avvisato del controllo sulla corrispondenza nonché delle modalità e motivazioni di tale verifica affinché non si generi un’aperta violazione dell’articolo 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo relativa al rispetto della vita privata e familiare.

Obbligo di indicazione dei soggetti che effettuano il controllo

Inoltre il datore di lavoro dovrà indicare anche quali soggetti avranno accesso alle comunicazioni del dipendente e per quali finalità.
In mancanza non sarà possibile effettuare, in modo lecito, l’accesso alle informazioni.

Inoltre i tribunali dovranno accertare che le misure di sorveglianza effettuate dal datore di lavoro non vadano oltre gli scopi dichiarati e comunque all’interno di determinati limiti pena la violazione della privacy del lavoratore.

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