Innovation Camp, il percorso formativo di Samsung arriva a Genova e a Pisa

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Anche presso l’Università di Genova e l’Università di Pisa è ufficialmente iniziata la terza edizione di Samsung Innovation Camp, il progetto di responsabilità sociale sviluppato da Samsung Electronics Italia in collaborazione con Randstad per accompagnare gli studenti delle università pubbliche italiane in un percorso formativo sull’innovazione diffondendo competenze digitali utili per accedere ai nuovi scenari professionali in ambito digitale.

L’obiettivo è quello di integrare la formazione universitaria con uno speciale itinerario che riunisca tre elementi fondamentali: la tecnologia, l’innovazione digitale e le imprese del territorio.

Lanciato ad inizio ottobre, il Samsung Innovaton Camp è stato progressivamente presentato da alcuni Atenei italiani come l’Università dell’Insubria, l’Università del Piemonte Orientale, l’Università di Trieste e l’Università di Trento.

Ora si aggiungono anche l’Università di Genova e l’Università di Pisa per garantire ai propri studenti di potersi formare sulle competenze digitali particolarmente richieste dal mondo del lavoro attuale in modo da potersi proporre alle aziende locali che partecipano all’iniziativa.

Il percorso formativo si articola in due parti: la prima introduttiva allargata a tutti gli iscritti e la seconda invece riservata ai migliori 60 studenti, classificati in base al punteggio ottenuto nei test di valutazione di fine percorso.

Questi alunni seguiranno una formazione specifica direttamente in aula presso dove potranno seguire le lezioni tenute da un docente dell’Ateneo ospitante affiancati dai professionisti di Samsung e Randstad: durante questa fase le aziende del territorio che partecipano al percorso si confronteranno con gli studenti assegnando loro un lavoro sul tema dell’innovazione nel proprio settore di operatività.

Tutti gli studenti, in corso e neolaureati, che intendono partecipare al Samsung Innovation Camp possono iscriversi accedendo al sito ufficiale del progetto.

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Unioncamere, 3 imprese su 5 hanno appena iniziato un percorso di digitalizzazione

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Unioncamere ha commentato i risultati dei test di maturità digitale, SELFI4.0, svolto online da 14mila imprese attraverso la rete dei Punti Impresa Digitale (PID): poco meno del 60% delle imprese coinvolte ha appena avviato il cammino della digitalizzazione e solo 1 su 10 ha già acquisito un’esperienza significativa con le nuove tecnologie.

Tra i dati in particolare risulta che il 9% delle imprese è totalmente esordiente, perché legato ad una gestione tradizionale dell’informazione e dei processi mentre solo 10% ha un buon grado di maturità digitale con ricorso a tecnologie 4.0.

Lo scenario è piuttosto indicativo dello stato di digitalizzazione delle imprese italiane anche considerando i numeri coinvolti dal questionario gratuito somministrato da Unioncamere.

Ciò nonostante, fra le imprese che stanno abbracciando l’innovazione i dati più interessanti sono collegati all’uso delle tecnologie adottate: spicca infatti il ricorso a soluzioni cloud e big data analytics.

Ad oggi oltre 70mila imprenditori hanno fruito dei servizi erogati dai PID e più di 47mila hanno partecipato a corsi e agli eventi formativi tematici organizzati: di questi oltre 10.000 aziende hanno avuto accesso ai quasi 60 milioni di euro erogati attraverso voucher dai PID per acquistare servizi di consulenza e formazione 4.0.

Tra le città, Milano spicca come primatista nella categoria dell’adozione di modelli innovativi di business, Bergamo nella categoria di progetti innovativi di impresa sociale, Treviso in quelli dedicati alla distribuzione, Bari per l’economia circolare, Ancona nella manifattura intelligente e avanzata mentre Salerno nel turismo.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa.

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A Pisa parte la nuova edizione di Internet Festival

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Al via la nuova edizione di Internet Festival, la manifestazione dedicata al digitale e all’innovazione nelle sue varie sfaccettature che giunge al suo nono anno ospitata, come sempre, nella città di Pisa.

Si tratta di un evento ricco di appuntamenti, ben 280, suddivisi tra incontri, workshop, conferenze e spettacoli che porteranno appassionati e professionisti a confrontarsi su tematiche quali partecipazione e democrazia digitale, futuro, innovazione ma soprattutto di come Internet debba preservare la propria giocosità intesa come propellente per innescare cambiamenti tecnologici e culturali che impattino positivamente sulla società.

Pisa, grazie a Internet Festival, diventa a buon diritto la capitale digitale d’Italia durante questa tre giorni che esalta la vocazione di città della scienza: non a caso quest’anno cade il 50mo anniversario dell’avvio in città del primo cclo di studi in informatica in Italia che verrà celebrato grazie ad una mostra intitolata Hello World dedicata ai tre secoli di storia degli strumenti di calcolo.

Durante la manifestazione saranno esposte anche alcuni megaritratti di Steve Jobs, Samantha Cristoforetti e Adriano Olivetti donati alla città di Pisa dall’artista di tape art No Curves.

Tra le tematiche affrontate dai workshop si annoverano l’impatto delle nuove leggi sui diritti nel mondo digitale, il rapporto tra sport e strumenti tecnologici pensati per ridurre l’errore umano, la relazione tra uomo e natura alla luce della tecnologia, la cybersecurity, impresa 4.0, economia circolare e molto altro.

La manifestazione è promossa da Regione Toscana, Comune di Pisa, Registro.it e Istituto di Informatica e Telematica del Cnr, Università di Pisa, Scuola Superiore Sant’Anna, Scuola Normale Superiore insieme a Camera di Commercio di Pisa, Provincia di Pisa e Associazione Festival della Scienza.

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Innovation Days, Milano capitale dell’innovazione

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Milano risulta la capitale dell’innovazione, almeno secondo le analisi presentate durante la prima tappa degli Innovation Days, il ciclo di appuntamenti itineranti organizzati dal Sole 24 Ore che vedono riuniti insieme rappresentanti politici e imprenditori per fare il punto circa lo stato dell’innovazione sul territorio italiano.

Il ruolo che emerge di Milano e della Lombardia in generale è quella di locomotiva d’Italia con quasi 200 miliardi di valore aggiunto che pone la Regione al vertice anche per la produttività del lavoro: basti pensare che la metà del valore aggiunto nazionale è realizzata nei sistemi locali del lavoro urbani.

La Lombardia figura inoltre, insieme al Lazio, al primo posto nella produzione di valore aggiunto a controllo estero con il 54% del totale: le multinazionali estere generano quasi il 15% del valore aggiunto nazionale.

Il Comune meneghino risulta il primo in classifica per valore aggiunto e, poiché si distingue per ospitare molte delle attività nei settori più innovativi, di riflesso le strutture burocratiche costano meno a livello pro capite rispetto al resto d’Italia.

Il modello Milano insomma, tra innovazione, rispetto dell’ambiente e liberalismo economico appare vincente ed esportabile nel resto del Paese.

Il prossimo appuntamento con gli Innovation Days è giovedì 4 luglio a Bologna: maggiori informazioni sul sito ufficiale.

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Women in Digital, in Italia persiste il divario di genere nell’economia digitale

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Il Digital Single Market ha rilasciato, all’interno del DESI 2019, un report che evidenzia lo stato di partecipazione delle donne all’economia digitale

Nella UE infatti le profonde differenze fra lo stato di digitalizzazione dei Paesi membri si registra anche in termini di opportunità all’accesso di posizioni apicali nel mondo delle nuove tecnologie: non è errato citare un vero e proprio divario di genere.

Il Women in Digital Scoreboard, così si chiama il report analitico che inquadra la situazione, fotografa una situazione del tutto allineata con le principali valutazioni effettuate dal DESI: i Paesi dell’Unione con un elevato livello di competitività digitale sono anche quelli che consentono una maggiore partecipazione delle donne alla vita digitale.

Infatti Finlandia, Svezia, Lussemburgo e Danimarca ottengono i migliori risultati relativamente alla partecipazione femminile all’economia digitale: è pur vero che il divario di genere permane nei settori dell’utilizzo di Internet, delle competenze digitali e soprattutto dei posti di lavoro laddove siano richieste competenze specialistiche in materia ICT.

In Italia non si osservano sostanziali cambiamenti rispetto all’anno scorso: il nostro Paese rimane nelle ultime posizioni insieme a Bulgaria, Romania e Grecia.

Interessante notare come Lussemburgo, Francia e Spagna siano più avanzati nella classifica WiD rispetto alla classifica generale del DESI.

Solo il 17% degli specialisti ICT sono donne e guadagnano mediamente il 19% in meno rispetto agli uomini a parità di posizione ricoperta.

Per quanto riguarda le competenze digitali, c’è un divario di genere del 11% che tende ad allargarsi per le competenze di base e in relazione al crescere dell’età sopra ai 55 anni.

I dati completi sono visualizzabili direttamente, tramite chart, qui.

Il report in pdf è attingibile qui.

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La Corte dei Conti promuove lo sviluppo dell’informatica forense contro l’evasione sul web

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Evasione ed elusione fiscale sono progredite con la disponibilità dei nuovi servizi digitali, affinandosi e rendendosi sempre più articolate: questo è il quadro che emerge dalla valutazione della Corte dei Conti nella relazione su sull’e-commerce e sul sistema fiscale italiano.

Per contrastare il fenomeno che sfugge ai consueti sistemi di misurazione e di controllo, l’Istituzione intende promuovere l’adozione di strumenti dedicati con lo sviluppo dell’informatica forense, una branca dell’informatica che studia procedimenti e metodologie per trattare dati e informazioni digitali per finalità investigative e di giustizia.

L’economia digitale è liquida e difficilmente controllabile

L’economia digitale non è solo quella relativa all’ecommmerce e, nella sua versatilità, presenta caratteristiche tanto specifiche e nuove da rendere difficile l’individuazione dei luoghi da cui vengono prodotti i redditi e le attività che producono valore per il mercato di consumo con conseguente difficile applicabilità dei principi adottati dalla maggior parte degli Stati per la tassazione dei redditi transnazionali e della sorgente degli stessi.
Potendo prescindere dalla presenza di una stabile organizzazione in un Paese e sfruttando le opportunità offerte dalla tecnologia per minimizzarne la presenza tassabile in una nazione, le imprese digitali risultano più esposte a fenomeni di evasione ed elusione fiscale.

La Corte dei Conti ha quindi concluso nello studio E-commerce e sistema fiscale italiano che il potenziamento degli strumenti forensici attraverso l’adozione di azioni più efficaci di penetrazione di gestione dei dati può, insieme ad una collaborazione maggiormente coordinata tra Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza, rappresentare il metodo più indicato per il contrasto dei fenomeni evasivi ed elusivi dal punto di vista fiscale.

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