Articles, X introduce la funzione per il blogging

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X ha reso disponibile ai propri utenti una nuova funzione chiamata Articles: si tratta della possibilità accessibile agli abbonati a pagamento di pubblicare articoli più lunghi rispetto ai soliti messaggi che si possono scambiare sulla piattaforma digitale.

Oltre al testo, che raggiunge le lunghezze tipiche di un blog, possono essere incluse immagini, video, animazioni e anche link.

Tutto ciò che viene pubblicato tramite la funzione Aritcles può essere letto e condiviso da chiunque in funzione alla platea di utenti che l’autore decide di raggiungere: l’innovazione porta X a virare in modo deciso rispetto agli albori della piattaforma di microblogging realisticamente per fornire a scrittori e altri creatori un sistema innovativo per condividere contenuti sempre più approfonditi e contrastare il lancio di Threads da parte di Meta.

Maggiori dettagli nel comunicato di X.

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Google News Showcase arriva in Italia

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Google ha annunciato ha ufficialmente introdotto in Italia Google News Showcase, il progetto che ha lo scopo di potenziare il servizio di Google News e Discover oltre a normare l’uso degli snippet, ossia le porzioni di notizie che appaiono nei risultati di ricerca, riconoscendo agli editori denaro per contenuti approfonditi che avranno maggiore visibilità.

Google News Showcase consiste sostanzialmente in un programma di licenze che remunera gli editori aderenti e che beneficia i lettori con contenuti di qualità facilmente accessibili tramite i motori di ricerca.

In Italia Google News Showcase ha firmato accordi con 13 gruppi editoriali e 76 pubblicazioni a tiratura nazionale e locale tra cui Citynews, Caltagirone Editore, Ciaopeople, Il Sole 24Ore, Gruppo Monrif, Il Fatto Quotidiano e RCS Media Group: al momento sono 500 le pubblicazioni che fanno parte del circuito.

L’Italia si unisce così ad Australia, Germania, Brasile, Canada, Francia, Giappone, Regno Unito e Argentina in cui il servizio è già attivo.

Tecnicamente, gli editori cederanno in licenza i propri contenuti a Google che li utilizzerà in favore degli utenti: dal momento che gli editori verranno pagati da Google, i contenuti editoriali saranno meno soggetti a paywall o abbonamenti che non spariranno ma saranno mitigati da un maggior numero di contenuti di qualità consultabili senza restrizioni.

Maggiori dettagli nel blog di Google Italia.

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Google News Showcase, la nuova piattaforma di Google per incentivare contenuti editoriali di qualità

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Google ha annunciato un programma di investimento di un miliardo di dollari in tre anni per sostenere l’editoria, su scala mondiale, tramite collaborazioni con realtà editoriali.

L’iniziativa è accompagnata dalla nascita di una nuova piattaforma, Google News Showcase, che sostituirà Google News, il prodotto di Google che filtra le notizie e le utilizza senza un adeguato corrispettivo alle fonti da cui preleva le informazioni.

A differenza di questa piattaforma, Google News Showcase permette agli editori di essere remunerati per creare e curare contenuti di alta qualità per un diverso tipo di esperienza di notizie online.

Il nuovo sistema è già operativo in Brasile e Germania con un rilascio progressivo negli altri Paesi con accordi già siglati con circa 200 testate editoriali in Germania, Brasile, Argentina, Canada Regno Unito e Australia.

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Google avvia il GNI Digital Growth Programme

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Google avvia il GNI Digital Growth Programme, un programma di formazione digitale aziendale gratuito per editori di piccole e medie dimensioni.

Il progetto parte contemporaneamente in Spagna, Regno Unito, Germania, Italia, Polonia e Francia: viene erogato nella lingua locale di ciascun Paese coinvolto con la progressiva aggiunta di altre nazioni.

Si tratta di un’iniziativa che punta ad erogare formazione gratuita tramite seminari sui fondamenti di strategia aziendale, sul coinvolgimento del pubblico e sulle strategie di monetizzazione utili per tutte le attività editoriali che, anche in relazione alla pandemia da COVID-19, sono divenute sempre più centrali nell’attività di circolazione delle informazioni soprattutto nei territori locali.

La partecipazione al programma è gratuita ma i posti sono limitati e disponibili previa registrazione.

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Subscribe with Google, il servizio che facilita l’abbonamento ai siti editoriali

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Il mondo dell’editoria si prepara ad una nuova piccola rivoluzione grazie ad una nuova iniziativa targata Google che è stata annunciata sul blog ufficiale dell’azienda.

Per semplificare le modalità di accesso ai siti di notizie, ovvero eliminando la digitazione di nome, indirizzo e-mail o addirittura la necessità di una registrazione con username e password a cui associare una carta di credito, da oggi è possibile utilizzare il nuovo servizio Subscribe with Google.

Si tratta di un sistema universale per gestire gli abbonamenti a pagamento dei propri giornali e riviste preferiti che, sulla carta, dovrebbe essere il modo più semplice per abbonarsi a un sito di notizie.

Subscribe with Google, l’editoria premium accessibile tramite l’account di Google

Nella pratica permette di utilizzare il proprio account Google per effettuare il login e da qui gestire tutto il processo di sottoscrizione all’abbonamento prescelto: nella logica di centralizzazione di Google, il medesimo account consentirà di selezionare il tipo di offerta editoriale pagando in modo sicuro con la carta di credito già associata.

Tra i giornali che possono essere sottoscritti dall’utente, vi sono per ora la Repubblica, Les Échos, Le Figaro, Financial Times, La Nación, New York Times, Le Parisien, Reforma, The Telegraph e il Washington Post.

Effettuato l’abbonamento i contenuti acquistati saranno a disposizione dell’utente molto più facilmente accessibile rispetto a prima e anche le notizie della fonte prescelta verranno evidenziate attraverso un modulo specifico nel search del motore di ricerca.

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Nuove norme sul copyright per i contenuti editoriali online

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L’editoria online soffre da tempo evidenti difficoltà nel monetizzare i contenuti proposti, queste in particolare si manifestano a danno dei giornali che pubblicano quotidianamente notizie online.
Internet è un luogo virtuale in cui le informazioni, da sempre, circolano liberamente e gratuitamente: non è quindi semplice convertire gli utenti a riconoscere un prezzo per l’informazione.

A onor del vero c’è chi ci sta provando come ad esempio il Corriere della Sera con il suo abbonamento Corriere C+ che rende tutti i contenuti editoriali del giornale completamente fruibili senza limitazioni: eppure non sembra riscuotere un grande successo.

Il vero problema risiede nella qualità delle informazioni: offrire informazione di qualità con contenuti editoriali originali è l’unica strada per poter convincere i propri lettori all’idea che tali informazioni abbiano un valore.

Contenuti editoriali, motori di ricerca e aggregatori

Ma la sostenibilità del sistema industriale editoriale è ulteriormente minata dagli aggregatori di notizie e dei motori di ricerca.

Google, come Facebook e altri colossi del web attivi nella ricerca e gestione delle informazioni, decide arbitrariamente tramite i propri algoritmi quali notizie offrire a chi effettua ricerche nel suo motore e con quale priorità.
I risultati sono composti da un link che rimanda al sito e dal titolo dell’articolo accompagnato da un incipit del testo: poche righe degli articoli, in gergo tecnico chiamate snippet, per contestualizzare i titoli delle notizie a cui si riferiscono.

Ma poiché gli snippet sono una sostanziale copiatura di contenuti editoriali proprietari, la Commissione Ue sta pensando di permettere agli editori di scegliere se e come i motori di ricerca e gli altri servizi affini possano mostrare tali anteprime.

Se da un lato infatti i motori di ricerca portano traffico ai siti Internet e quindi sono necessari per la sopravvivenza dei gruppi editoriali, dall’altro però sfruttano le notizie offerte dalle testate spesso a costo zero nonostante in alcuni casi ci siano stati accordi economici.

Questo processo normativo si inserisce nella riforma Ue del copyright attesa per fine settembre che punta a concedere ai gruppi editoriali dei diritti esclusivi sui contenuti editoriali proprietari per cui i servizi come Google News dovranno concordare con loro i termini per l’utilizzo dei prodotti editoriali: sarà quindi l’editore, in quanto titolare di tale diritto esclusivo, a decidere se offrire gratuitamente o a pagamento ai motori di ricerca e agli aggregatori di notizie i propri contenuti.

Per i link che rinviano a contenuti editoriali pubblicamente disponibili, invece, non vi sarà alcuna variazione rispetto ad ora: pertanto gli utenti potranno liberamente condividerli.

I precedenti però non sono confortanti: in Spagna, è stato anzitempo introdotto l’obbligo per gli editori di richiedere il pagamento del diritto a pubblicare gli snippets e, come conseguenza, Google ha smesso di pubblicarli cessando il servizio Google News: questo ha fatto perdere agli editori spagnoli un’enorme quantità di traffico e di denaro.

Il problema vero infatti non è tanto la presenza di una norma a difesa del copyright, quanto la tecnologia necessaria per difenderlo e valorizzarlo nel mondo digitale che, rispetto al cartaceo, richiede capacità e investimenti tecnologici che gli editori non hanno dimostrato di voler o poter sviluppare pagandone ora le conseguenze.

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