A Firenze il digitale aiuta gli ipovedenti a muoversi in città

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L’Università di Firenze, in collaborazione con i Lions, ha lanciato una nuova applicazione che consente agli ipovedenti di muoversi in piena autonomia nelle aree urbane a piedi e attraverso i mezzi pubblici godendo del supporto attento da parte della tecnologia.

Occhio della città intelligente, questo il nome dell’app, ha il compito di studiare ed elaborare il percorso migliore per la persona che soffre di disturbi alla vista, a prescindere dalla loro gravità, al fine di agevolarlo nei movimenti per raggiungere una determinata località.

L’app inoltre offre la possibilità di localizzare l’utilizzatore all’interno dell’area cittadina e la condivisione della propria posizione ad una cerchia di contatti affinché la persona possa essere, in caso di necessità, facilmente assistita anche da persone amiche.

Tra le altre funzioni è presente anche un sistema che eroga informazioni sull’ambiente circostante come per esempio l’indicazione delle fermate degli autobus, taxi, i punti wi-fi disponibili e gli uffici e le strutture sanitarie.

Un’app gratuita e a servizio del cittadino

Occhio della città intelligente è gratuita e disponibile per i sistemi Android e Ios e può essere gestita attraverso i comandi vocali e il touch screen.

Maggiori informazioni sul sito dei Lions.

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A Taranto la sanità utilizza il digitale per efficientare le comunicazioni

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Una piattaforma tecnologica in ambito sanitario può diventare il cuore della comunicazione con il cittadino?

Al Sud e più precisamente a Taranto la risposta è sicuramente affermativa.

Nell’ottica di una completa informatizzazione delle attività amministrative, sanitarie e clinico-assistenziali, l’Azienda Sanitaria tarantina attraverso il progetto Sm@rtHealth è riuscita a conquistarsi un posto di primo piano divenendo all’avanguardia nell’utilizzo del solo canale digitale per la comunicazione tra PA e cittadino.

Più specificatamente il progetto riguarda una soluzione in grado di fornire dati e informazioni legati a liste d’attesa, prenotazioni, pagamenti, campagne screening e vaccinali, recupero crediti e consenso informato nel pieno rispetto delle novità introdotte dal Codice dell’Amministrazione Digitale e dal Piano Triennale ICT di AgID.

Questo è stato reso possibile creando una piattaforma multicanale, sviluppata inizialmente per gestire le liste d’attesa attraverso un recall automatico che contattava a casa il paziente per ricordargli la visita prenotata e chiedergli di confermare o disdire l’appuntamento, divenuta successivamente un gestore di processi multipli e trasversali: dalla prenotazione di visite specialistiche, al pagamento, alla cancellazione o addirittura all’avviso di indisponibilità della prestazioni a causa di guasti e fermi tecnici.

Sm@rtHealth: il digitale come memoria storica

Ogni singolo processo dispone quindi di uno storico che permette di evidenziare le criticità e apporre correttivi nonché migliorare l’efficienza nell’erogazione delle prestazioni sanitarie: nel solo 2017 sono state riassegnate, grazie al sistema, oltre 33.000 visite che sarebbero andate a vuoto e le liste d’attesa sono state ridotte del 13%.

Sm@rtHealth è già integrata con SPID e prossimamente sarà allacciata a PagoPA.

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Al Monzino una t-shirt innovativa per monitorare cuore e respiro

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L’Italia è ancora una volta avanti rispetto ad altri Paesi nell’innovazione applicata al settore biomedicale.

Per la prima volta al mondo infatti presso l’Unità operativa Scompenso, Cardiologia Clinica e Riabilitativa del Centro Cardiologico Monzino è partita la sperimentazione di un dispositivo indossabile che punta a rivoluzionare le metodologie di rilevamento dei dati biometrici dei pazienti.

Si tratta di una speciale maglietta, appartenente al filone tecnologico dei wearble device, chiamata X10X.

Questa t-shirt tecnologica traccia una nuova frontiera nel monitoraggio cardiorespiratorio perché permette, grazie ad una tecnologia avanzatissima, di eseguire su colui che la indossa una registrazione che integra simultaneamente Holter, elettrocardiogramma e polisonnografia senza elettrodi né cavi.

Il tutto è possibile grazie a speciali trasduttori incorporati all’interno del tessuto stesso che consentono un monitoraggio ambulatoriale raffinato, con rilevazioni nelle 24 ore e in diverse condizioni di attività e riposo.

X10X, un’innovazione tutta italiana

Il dispositivo è stato creato dall’italiana L.I.F.E. Italia e viene abitualmente utilizzato per valutare atleti o pazienti: esso consente di evidenziare l’insorgere di condizioni cliniche anche qualora i normali sistemi di rilevamento non consentano analisi puntali oltre a permettere di interpretare i sintomi non chiari.

Per esempio la maglietta, valutando il flusso respiratorio con la registrazione dei movimenti della gabbia toracica, può identificare i disturbi respiratori e quelli correlati al sonno, come ipopnea e apnea.

Il Centro Cardiologico Monzino si prepara a pubblicare i risultati di una prima fase di studio condotta sui soggetti campione di età compresa tra 20 e 80 anni, per maggiori informazioni si rimanda al comunicato.

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A Palermo i medicinali si comprano online

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Le farmacie palermitane innovano e lo fanno attraverso un nuovo percorso di digitalizzazione che permetterà ai propri clienti di acquistare medicinali direttamente da casa con pochi click.

Chiunque abbia necessità di farmaci potrà infatti inviare la richiesta tramite l’app gratuita Pharmap ad appositi corrieri che si occuperanno di consegnare i medicinali nel giro di 45 minuti.

Basta inserire l’indirizzo di consegna e la farmacia di riferimento: chi è poco pratico con l’uso di strumenti tecnologici potrà chiamare un numero verde ed effetuare telefonicamente l’ordine.

La richiesta dovrà essere accompagnata dalla ricetta medica, per i farmaci che la richiedono, che potrà essere caricata direttamente online oppure richiedendo ai corrieri di provvedere loro stessi al ritiro presso lo studio medico.

Inoltre i pazienti cronici potranno autorizzare il medico curante a inserire il piano terapeutico all’interno dell’applicazione tecnologica che, grazie ad un particolare algoritmo, potrà verificare il consumo dei farmaci e ricordare una nuova prescrizione in prossimità dell’esaurimento della scorta.

Federfarma e il Comune di Palermo insieme per la digitalizzazione dell’acquisto dei medicinali

Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione con Federfarma Palermo-Utifarma la quale ha consentito di rendere operativa l’applicazione Pharmap nelle 329 farmacie del territorio.

Nonostante il circuito Pharmap sia già attivo in altre città italiane, il progetto che interessa la città di Palermo, grazie al supporto del Comune, avrà un impatto sociale ancora più forte a beneficio delle fasce deboli della popolazione in particolare modo verso i pazienti cronici e non autosufficienti.

Per consentire al circuito di funzionare senza intoppi sono già stati selezionati 50 corrieri che consegneranno le medicine in bici e 6 centralisti per il call center.

I corrieri saranno riconoscibili da una speciale divisa bianca sponsorizzata Federfarma Palermo-Pharmap.

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IIT e Movendo Technology realizzano il primo robot riabilitativo

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La medicina riabilitativa ha un nuovo alleato per la cura e la riabilitazione dei pazienti.
L’Istituto Italiano di Tecnologia e Movendo Technology, startup nata dall’IIT con lo scopo di realizzare il progetto, hanno infatti dato vita al primo robot riabilitativo interamente made in Italy.

L’esemplare, presentato a Genova presso la sede di Morego dell’IIT, si chiama Hunova e rappresenta una conquista nel settore dell’industria 4.0 rivolta alla medicina riabilitativa.

Il robot dell’IIT consente a medici e fisioterapisti di misurare, predire e prevenire molte patologie di carattere ortopedico e neurologico con interessanti benefici anche in ambito geriatrico e sportivo.

Hunova punta sulla componente ludica per incentivare il recupero dei pazienti

Grazie al suo software, Hunova è in grado di mettere in atto 156 esercizi riabilitativi personalizzabili consentendo una rilevazione e una misurazione oggettiva dei parametri biomeccanici del paziente che viene facilitato nell’esecuzione degli esercizi tramite protocolli riabilitativi somministrati in forma di gioco.

Il robot, che ha un costo di listino di 100mila euro, è stato venduto fino ad ora in 10 esemplari su un totale di un primo lotto di produzione di 30 in consegna per giugno.

Potrà però essere anche utilizzato in noleggio e leasing anche se gli acquirenti diretti non mancano, fra cui il Gruppo Korian e i poliambulatori Casa Salute.

La produzione è stata possibile grazie ad un investimento di 10 milioni di euro da parte di Sergio Dompé in Movendo Technology, società di cui l’imprenditore controlla il 50%.

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Alzheimer, il sistema ViTA aiuta a prevenire il declino cognitivo

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Grazie alle potenzialità tecnologiche e di calcolo della piattaforma computazionale Watson, Fondazione Ibm Italia in collaborazione con l’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza si appresta ad iniziare i test della piattaforma ViTA (Virtual Training for Aging).

Il progetto, che punta a prevenire il declino cognitivo associato all’Alzheimer, consente al paziente di interagire con la propria casa per contrastare i prodromi e le conseguenze della malattia.

Accessibile tramite smartphone, tablet e oggetti smart (IoT), la piattaforma ViTA immagazzina informazioni e frammenti di memoria organizzandoli in una mappa in grado di aiutare il paziente nei momenti di difficoltà a richiamare alla mente tutto ciò che potrebbe aver dimenticato: dalle medicine da assumere agli appuntamenti in agenda fino al volto di parenti.

La piattaforma ViTA si basa sull’intelligenza artificiale

Qualora infatti la persona affetta dalla malattia non ricordi un particolare, il sistema cognitivo di ViTA è in grado di interagire con il malato tramite l’impiego dell’intelligenza artificiale anche sfruttando il riconoscimento facciale delle emozioni per inviare degli input emozionali.
La capacità della piattaforma di apprendere dal comportamento del malato e di restituire stimoli aiuta la conservazione della memoria e il contrasto del suo declino.

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Politecnico di Torino e ASL TO3 insieme per innovare il settore sanitario

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Portare innovazione in ambito sanitario è uno degli obiettivi più ambiziosi e meritevoli di interesse da parte delle strutture sanitarie e governative nonché una delle sfide della società contemporanea.

Le nuove tecnologie infatti possono portare una notevole compressione dei costi e garantire ai pazienti un maggior benessere nelle cure e nelle procedure di assistenza anche grazie alla crescente attenzione per percorsi terapeutici domiciliari svolti tramite l’adozione di tecnologie da remoto.

Per consentire l’impiego di tecnologie sempre più sofisticate per affiancare gli operatori sanitari nel loro lavoro quotidiano è frequente il ricorso a partnership tra strutture sanitarie e istituti o centri di ricerca.

In linea con questa tendenza a Torino si è creata una sinergia fra il Politecnico di Torino e l’ASL TO3 per creare valore grazie all’innovazione iniziando dalla riabilitazione neuromotoria, dalle tecniche di diagnostica e terapia e per la telemedicina.

Il Politecnico fornirà le proprie competenze e le tecnologie già messe a punto attraverso la ricerca mentre l’ASLTO3 individuerà una serie di situazioni reali e di strutture dove testarle, indentificando un bacino di sperimentazione idoneo a rappresentare le reali esigenze di un’azienda sanitaria.

Tre innovazioni per il settore sanitario

Le innovazioni attualmente in corso di valutazione sul campo sono un dispositivo per monitorare le ulcere con l’ausilio di uno smartphone, una stampante in 3D per tessuti biologici da innestare sui pazienti e una carrozzina elettrica in grado di salire i gradini uno ad uno.

Wound Viewer è un sistema per il monitoraggio 3D delle ulcere cutanee pensato e sviluppato con vulnologi migliorare la terapia facilitando il lavoro del personale sanitario.

Il medico scatta una foto dell’ulcera e i parametri della ferita (area, profondità, volume e granulazione) vengono automaticamente calcolati e registrati sulla piattaforma cloud dove possono essere valutati a posteriori seguendone l’evoluzione clinica.

La seconda innovazione riguarda un metodo semplice ed innovativo per la preparazione di strutture 3D cellularizzate con una geometria controllata attraverso la tecnologia Tissue Engineering Ink (ThINK): tale metodologia permette di realizzare tessuti in laboratorio per scopi di ricerca oppure per la ricostruzione di innesti utilizzando le cellule prelavate da paziente.

Infine la carrozzina elettrica montascale con sistema di locomozione ibrido in grado di salire singoli scalini o intere rampe di scale: l’impiego è indicato per le persone disabili o con ridotta mobilità che necessitano di una soluzione in grado di superare con efficacia la presenza di barriere architettoniche.

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Cresce l’adozione delle ricette mediche digitali

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La digitalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale sta procedendo a passi spediti, se non altro per quanto riguarda l’emissione delle ricette mediche.

Infatti, secondo le stime Federfarma basate sull’ultima rilevazione di Promofarma, le ricette digitali ormai sono oltre l’80% e addirittura in quattro regioni hanno superato la soglia del 90%, fissata dall’Agenda per l’Italia digitale come obiettivo ultimo della dematerializzazione.

8 ricette mediche su 10 sono digitali

Considerando il mese di novembre, su quasi 48 milioni di prescrizioni effettuate tramite il SSN, quelle cartacee sono il 19,12%: le ricette mediche digitali ammontano quindi a 38,7 milioni.

Un numero decisamente significativo se si considera la resistenza diffusa a recepire le innovazioni da parte del nostro Paese.

Le Regioni dove l’adozione delle ricette mediche digitali ha superato la media dell’80% sono 11 mentre in Campania, Molise, Veneto e provincia autonoma di Trento è stata superata la soglia del 90%.

Tuttavia anche regioni come Calabria e Bolzano, che hanno avviato la dematerializzazione soltanto da pochi mesi, hanno registrato un significativo balzo in avanti.
La Calabria che a settembre arrivava a poco più del 40% di ricette mediche digitali a novembre sfiora il 60% mentre la provincia autonoma di Bolzano passa dal 12,6% al 37,58%.

Progressi, seppure di minore entità, si registrano anche in Friuli Venezia Giulia e in Lombardia dove l’adozione delle ricette mediche digitali è cresciuta di quasi il 4%, e in Toscana e Sardegna con un incremento del 3%.

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A Trento il monitoraggio terapeutico avviene tramite la cartella clinica del cittadino

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Presso le strutture sanitarie di Trento è in atto una piccola grande rivoluzione tecnologica che punta a innovare il metodo in cui le persone affette da diabete e i bambini con problemi di obesità vengono monitorati.

La sperimentazione è iniziata con il Centro diabetologico Apss di Trento che ha in dote un nuovo sistema per gestire il paziente tramite la tecnologia: chi dovrà seguire un protocollo di cure infatti riceverà le istruzioni tramite un’app sul proprio smartphone.

Fondazione Bruno Kessler innova il monitoraggio terapeutico

Il progetto, seguito dagli sviluppatori della Fondazione Bruno Kessler, si affianca alla cartella sanitaria digitale TreC a cui è collegata e che ne determina lo standard qualitativo in relazione al controllo della privacy e alla protezione dei dati.

Grazie all’applicazione i pazienti possono mantenere aggiornato un diario delle osservazioni personali sul proprio stato di salute e sulla propria storia clinica personale e famigliare.
Inoltre possono interfacciarsi direttamente con gli operatori sanitari che possono costantemente personalizzare le prescrizioni e assistere il paziente da remoto attraverso un sistema di messaggistica integrato.

I medici hanno la possibilità, sulle esigenze specifiche dei pazienti, di predisporre dei promemoria di terapie farmacologiche e compiti da rispettare come, per esempio, misurare la glicemia: apposite notifiche interverranno, lato paziente e lato operatore, qualora occorra provvedere ad effettuare un’azione urgente, come in caso di uno stato di salute critico o una misurazione fuori parametri.

L’attivazione dell’applicazione, che è gratuita, è limitata al periodo necessario per portare avanti la cura prescritta: è il medico a decidere l’attivazione e, in ogni caso, non sostituirà la visita e i controlli tradizionali.

Dopo il Centro diabetologico Apss di Trento la sperimentazione toccherà il centro di controllo sull’obesità infantile nella medesima città per poi espandersi alle altre strutture sanitarie territoriali.

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Sanità digitale, la semplificazione del SSN passa attraverso SPID

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Una sanità pubblica digitale è sicuramente un obiettivo prioritario nel processo di semplificazione e digitalizzazione del nostro Paese: dello stesso avviso è il Governo che sta avviando tutte le azioni utili affinché questa rivoluzione avvenga in un tempo accettabile.

Per ottenere questo risultato è necessario agganciare i servizi sanitari allo SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale: la semplificazione del Servizio Sanitario Nazionale passa da questo percorso obbligato.

In questo modo infatti l’accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) del cittadino verrebbe omologato per tutte le regioni con un evidente risparmio per chi eroga e chi usufruisce del servizio.

Il Fascicolo Sanitario Elettronico è uno strumento che racchiude la storia clinica di ogni paziente nonché i suoi dati sensibili concentrati e comodamente consultabili in un unico luogo e nel massimo rispetto della privacy grazie ad elevatissimi livelli di sicurezza.
Grazie a SPID l’accesso a referti, lettere di dimissioni, verbali di pronto soccorso, prescrizioni e tutto il materiale che descrive gli eventi clinici di una persona sarebbe possibile letteralmente in un solo clic.

SPID e SSN: le ASL si stanno attrezzando

Ad oggi 16 aziende sanitarie hanno collegato alcuni servizi a SPID e l’aspettativa è quella che questo dato cresca.
Del resto anche gli utenti stanno imparando ad utilizzare il digitale per interagire con la sanità pubblica: stando a dati raccolti dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2015 il 24% degli utenti prenota online visite ed esami mentre il 15% consulta documenti clinici.

Questi dati confermano un trend positivo nel cambiamento di prospettiva che sta interessando i pazienti e incentivato anche dai comportamenti dei Medici di Medicina Generale che, in largo numero, utilizzano le nuove tecnologie come ad esempio WhatsApp, per comunicare con i propri pazienti.

L’utilizzo di SPID non può fare altro che semplificare l’accesso alle informazioni e accelerare il percorso evolutivo verso la sanità digitale iniziato nel lontano 2003 con la Tessera sanitaria (TS) che abilita l’accesso delle prestazioni sanitarie erogate dal SSN in tutta Italia e le ricette digitali.

In particolare Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia sono due regione virtuose nell’adozione di SPID.
Le aziende sanitarie locali dell’Emilia-Romagna (Bologna, Rimini, Reggio-Emilia, Ravenna, Piacenza, Parma, Modena, Imola, Forlì) hanno già reso accessibile il FSE anche con SPID.
Anche in Friuli Venezia Giulia è possibile effettuare la visura e il cambio del medico curante, accedere all’anagrafe canina ed effettuare la visura dati anagrafici sanitari accedendo all’apposito portale tramite SPID.

E sempre in ambito sanitario anche INAIL ha collegato a SPID diversi servizi come la comunicazioni del medico competente, la consultazione-infortuni danno biologico, il servizio di assicurazione infortuni domestici o la denuncia/comunicazione di infortunio.
Ad INAIL si aggiunge anche INPS che ha collegato a SPID i servizi di richiesta dell’assegno cure antitubercolari e per le cure balneo termali.

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