A Casere di Predoi la prima casa a idrogeno a emissioni zero

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Una casa totalmente a emissioni zero grazie ad un avanzatissimo sistema di produzione energetica che permette di illuminare e scaldare l’abitazione grazie ad una piattaforma turbina-idrogeno: questa è l’interessante prototipo inaugurato in Valle Aurina a Casere di Predoi, nell’area dell’Alto Adige.

Si tratta di un progetto di ricerca che è stato inaugurato in un ambiente che ha sicuramente delle difficoltà in termine di posizione climatica, essendo la Valle Aurina una delle più remote della provincia di Bolzano, ma che per questo rappresenta un eccellente test per garantire la replicabilità di un esperimento che consenta di guardare con lungimiranza alla casa del futuro perfettamente autosufficiente sul piano energetico.

Il funzionamento del sistema prevede che l’energia prodotta da una turbina idraulica, collegata ad un flusso di acqua corrente, venga trasformata in idrogeno tramite elettrolisi e l’idrogeno ottenuto venga immagazzinato in polvere di metallo per poi essere eventualmente riconvertito, secondo necessità, in elettricità attraverso una cella a combustione.

Infatti, quando la portata del fiume che normalmente alimenta la turbina cala, la produzione energetica calerebbe se non fosse che, attraverso questa innovazione, lo stoccaggio dell’idrogeno permette di mantenere i livelli elevati.

L’abitazione affonda le sue radici storiche al 1600 ed è costruita in legno di larice e pietra: al tempo ospitava gli uomini che lavoravano nella vicina miniera di rame di Casere.

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ISWEC, una partita a quattro per l’energia alternativa dal moto ondoso

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Un quartetto di assoluto rilievo ha deciso di occuparsi della realizzazione di impianti per la generazione di energia alternativa proveniente dal moto ondoso: la squadra infatti raccoglie Cassa Depositi e Prestiti, ENI, Fincantieri e Terna che rappresentano i principali player nel ramo energetico, finanziario e industriale italiano.

Grazie ad un accordo di collaborazione, ciascun attore porterà le proprie competenze nella crescita del progetto pilota ISWEC (Inertial Sea Wave Energy Converter) che produce energia dal moto ondoso e ha il suo primo progetto di installazione nell’offshore di Ravenna sotto il controllo di ENI.

Una volta terminata la fase prototipale si passerà alla progettazione e l’installazione dell’impianto che è già concepito per essere replicato industrialmente grazie all’esperienza congiunta di ENI, del Politecnico di Torino e dello spin-off Wave for Energy già impegnati nello studio del progetto pilota.

La tecnologia impiegata si presta ad essere riutilizzata in prossimità di isole minori con la produzione di impianti di taglia industriale per la fornitura di energia elettrica completamente rinnovabile: in tal senso Cassa Depositi e Prestiti si occuperà della parte finanziaria e di collegamento presso la PA e le Istituzioni in genere.

Le caratteristiche innovative del sistema ISWEC permettono infatti di superare i vincoli che fino ad ora hanno relegato lo sfruttamento del moto ondoso in una posizione meno nobili rispetto al solare o all’eolico quando invece questa tipologia porta in dote anche un contributo rilevante ai processi di decarbonizzazione in ambito offshore

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