Benessere Digitale, un progetto formativo per migliorare il rapporto con le nuove tecnologie

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L’Università Milano-Bicocca ha presentato, in collaborazione con Fastweb, i risultati del progetto Benessere Digitale, un progetto formativo abbinato alla relativa ricerca riguardante le competenze digitali e l’uso consapevole dello smartphone.

Lo scopo dell’iniziativa è quella di offrire agli insegnanti gli strumenti per interagire con gli studenti nell’ambito della vita digitale relativamente a tematiche quali la gestione del tempo e dell’attenzione, la comunicazione e la collaborazione o ancora la ricerca e la valutazione delle informazioni.

Sono stati raccolti dati generati da oltre 3.500 studenti sparsi in 18 scuole superiori di secondo grado delle province di Milano e Monza-Brianza che hanno evidenziato un uso pervasivo dei media digitali nella vita quotidiana da parte dei giovani.

Per analizzare le competenze digitali del campione analizzato è stato usato un test sulla base del know-how di un precedente progetto coerente con il framework europeo DigComp 2.1: i risultati hanno determinato che gli studenti appaiono poco ferrati sul processo di selezione e validazione delle informazioni mentre si trovano più a loro agio con la comunicazione su chat e social.

Sulla base di questi riscontri, è stato avviato un progetto formativo svolto dai docenti del centro Benessere digitale dell’Università Milano-Bicocca che ha portato ad una diminuzione significativa nell’indice di pervasività del device nella vita quotidiana con un generale miglioramento delle capacità di utilizzo e delle competenze digitali soprattutto attinenti alla ricerca e validazione delle informazioni online.

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A Perugia è Festa della Rete

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Per tre giorni Perugia si tinge dei colori del web in occasione della dodicesima edizione della Festa della Rete.

Iniziativa itinerante che nel corso del tempo ha toccato diverse città dell’Italia ospitando al proprio interno anche i Macchianera Internet Awards che premiano, per categoria, i siti e i personaggi della rete più celebri dell’anno.

Ora è la volta di Perugia che da oggi fino al 11 novembre ospiterà importanti appuntamenti e dibattiti che coinvolgeranno note personalità del web: l’edizione 2018 ha come tagline il web che ti meriti, con preciso riferimento al comportamento che ciascun utente del web dovrebbe adottare per contribuire alla crescita della rete basata su valori di utilità, rispetto e reciprocità affinché sia in grado di migliorare la propria vita e quella degli altri.

Una tre giorni dedicati alla rete

Durante la tre giorni saranno affrontati i temi della privacy, dell’odio in rete, del rapporto fra web e media tradizionali, delle bufale e fake news, degli influencer e molto altro.

Il programma completo è rinvenibile nell’apposita sezione del sito.

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Fake news, la maggior parte degli italiani non è in grado di riconoscerle

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La maggior parte degli italiani non è sostanzialmente in grado di riconoscere se una notizia apparsa sul web è vera oppure se è una fake news.

Per l’82% della popolazione infatti, le notizie apprese online vengono recepite e ritrasmesse senza alcun tipo di filtro critico che rende così i lettori un bersaglio ideale per la disinformazione.

Il dato allarmante non è però l’unico: per l’87% degli italiani i social network non forniscono più opportunità di ottenere notizie credibili a fronte di una totale dipendenza da internet che vede il 95% del campione utilizzare quotidianamente la rete con un uso che nella maggior parte dei casi supera le 3 ore giornaliere.

Infosfera fotografa una situazione allarmante

I dati emergono dal rapporto Infosfera realizzato dal gruppo che si occupa di ricerca sui mass media dell’Università Suor Orsola Benincasa.

Il rapporto ha una buona attendibilità, coinvolgendo un campione d’indagine superiore ai 1.500 cittadini italiani e quindi con un errore statistico minimo di circa il 2.5%.

Dalla ricerca emerge uno scenario preoccupante anche per altri aspetti: crescono infatti gli stati d’ansia, l’insonnia e altre patologie collegate ad un impiego eccessivo del web.
Questo si deve ad una progressiva rimodulazione delle facoltà mentali dell’individuo, fra cui il pensiero profondo e la memoria, dovuta ad un intenso uso dello smartphone per registrare e memorizzare le informazioni.

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Safer Internet Day, torna la giornata mondiale per la sicurezza in rete

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Oggi cade la ricorrenza annuale del Safer Internet Day, la giornata mondiale dedicata alla sicurezza in rete istituita nel 2004.

Si tratta di una giornata dedicata alla sensibilizzazione sui rischi connessi ad internet: dalla cybersecurity al cyberbullismo passando per i pericoli generati dalle fake news.

Il tema della sicurezza informatica è molto complesso e, nell’ultimo anno, ha sollevato pesanti interrogativi ed esposto i navigatori a gravi problematiche: si ricorderanno ad esempio WannaCry, il ransomware che ha minacciato milioni di computer, o il suo “successore” Petya.

Ma anche l’avvenuta compromissione del protocollo Wi-Fi WPA2, uno dei pilastri su cui si è basata per anni la sicurezza delle connessioni wireless o ancora Meltdown e Spectre, la vulnerabilità che riguarda le CPU.

Tra le problematiche legate all’uso sicuro della rete compaiono anche i fenomeni di spam e phishing o l’accesso a contenuti non adatti ai minori.

Una giornata dedicata ad un internet migliore

Lo slogan del Safer Internet Day 2018, hashtag #SID2018, è “Crea, connetti e condividi il rispetto: un internet migliore comincia da te” o, nella versione inglese, “A better Internet starts with you”.

L’impegno è appunto quello che un internet migliore inizi dal comportamento efficace e civile del singolo, come auspicato dal progetto del MIUR Parole O-stili per sensibilizzare contro la violenza delle parole utilizzate online.

Il Safer Internet Day (Sid) è l’occasione, da parte di diverse realtà, per lanciare in varie parti d’Italia iniziative dedicate alla sicurezza in Rete con particolare interesse per la tutela dei giovani fra i 13 e i 18 anni per cui è dedicata “Un Nodo Blu – le scuole unite contro il bullismo”, ossia la seconda Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola

Numerose altre informazioni e attività dedicate alla sicurezza in internet si trovano sul sito generazioniconnesse.it voluto dal MIUR per promuovere un utilizzo responsabile della rete.

Va menzionato anche l’impegno di Google che offre il servizio Google Play Protect che verifica automaticamente le app per mantenere i vostri dati e il vostro dispositivo al sicuro oltre ad una serie di servizi riassunti nel blog ufficiale dell’azienda.

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Elezioni, Facebook lancia una soluzione integrata per il fact-checking

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Il contrasto al fenomeno delle fake news è un obiettivo perseguito da molte realtà nazionali e internazionali a carattere pubblico e privato.

La circolazione di notizie false infatti può contribuire a influenzare i lettori e manipolare così la libera formazione di volontà con ricadute potenzialmente lesive per la comunità.

A tale scopo si è recentemente insediato un tavolo congiunto sollecitato dal Garante per le comunicazioni con lo scopo di prevenire e contrastare le strategie di disinformazioni: questo tavolo raccoglie, oltre all’Agcom, tutti i rappresentanti dei media digitali e non che pubblicano contenuti in Italia.

L’attenzione alla lotta contro le fake news è molto alta specie in relazione al periodo che il nostro Paese sta attraversando: nel contesto elettorale come quello che l’Italia affronterà a marzo, le fake news potrebbero generare gravi conseguenze nella formazione della guida del Paese.

Una soluzione integrata in Facebook per il fact-checking

In qualità di social network più utilizzato in Italia, Facebook ha ritenuto di svolgere un ruolo importante nella comunicazione durante il periodo elettorale e, come tale, ha deciso di introdurre nuovi strumenti di verifica e segnalazione dei contenuti.

Dalla prossima settimana le notizie che circoleranno sulla piattaforma saranno soggette ad un sistema di verifica in collaborazione con Pagella Politica.

Pagella Politica è un sistema che si occupa di monitorare le dichiarazioni degli esponenti politici e valutarne la veridicità tramite il controllo delle fonti e dei numeri.

Inoltre nei prossimi giorni sui principali quotidiani italiani sarà pubblicato un decalogo, voluto da Facebook in collaborazione con Fondazione Mondo Digitale, su come imparare a riconoscere le notizie false che circolano in rete.

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Il MIUR pubblica un sillabo per l’educazione civica digitale

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Nella lotta al cyberbullismo e alle fake news, il MIUR scende in campo con una nuova iniziativa atta ad educare i ragazzi alle regole di convivenza civile nella società digitale.

In affiancamento ad altri strumenti come il decalogo per l’utilizzo dello smartphone a scuola, il MIUR presenta un Sillabo dedicato all’educazione civica digitale.

La piattaforma tecnologica ha lo scopo di fornire materiali e contenuti utili a coloro che vogliono imparare a vivere in modo civile la vita online: si tratta a tutti gli effetti di una nuova dimensione che aggiorna ed integra l’educazione civica tradizionale.

L’obiettivo è quello di formare cittadini in grado di partecipare attivamente alla vita democratica attraverso all’uso consapevole delle nuove tecnologie.

Educazione civica digitale: spirito critico e responsabilità

Come per il decalogo, massima attenzione allo spirito critico e alla responsabilità nell’uso delle nuove tecnologie: lo spirito critico è fondamentale perché permette di individuare le profonde implicazioni sociali, culturali ed etiche che si nascondono dietro alle potenzialità del digitale.

La responsabilità invece è altrettanto importante perché i nuovi media non permettono solo di fruire di contenuti ma rendono l’utente in grado di produrre autonomamente informazioni che possono condizionare altre persone.

La piattaforma si concentra su alcune aree tematiche fra cui l’architettura della rete e la questione dei diritti, l’educazione ai media, l’educazione a cercare, analizzare e usare correttamente l’informazione (information literacy), il ruolo e valore dei big data e dell’intelligenza artificiale e infine la creatività digitale.

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Agcom avvia un’iniziativa contro la disinformazione online

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L’Agcom ha aperto un tavolo di lavoro congiunto con i principali responsabili dei media digitali per favorire l’autoregolamentazione delle piattaforme digitali e lo scambio di buone prassi per l’individuazione ed il contrasto dei fenomeni di disinformazione online oltre a monitorarne gli effetti.

Questo tavolo, per la garanzia del pluralismo e della correttezza dell’informazione sulle piattaforme digitali, ha visto la partecipazione di Google, Facebook, Wikipedia oltre ai rappresentanti dei maggiori gruppi editoriali di stampa e radiotelevisione in aggiunta alle rispettive associazioni di categoria.

Il tavolo congiunto inizierà la propria fase operativa nel periodo immediatamente precedente l’inizio della campagna elettorale per le prossime elezioni politiche.

Obiettivo: arginare la disinformazione

Uno degli obiettivi principali dell’iniziativa promossa da Agcom è il tentativo di individuare gli strumenti di autoregolamentazione più indicati per arginare il fenomeno della disinformazione e delle fake news.

Eventuali soluzioni al problema non dovranno però minare la libertà di espressione dell’individuo.

In seconda battuta, per approfondire le tematiche collegate con la disinformazione online e il suo impatto su trend di consumi e marchi, l’Agcom ha dichiarato di voler coinvolgere esperti e rappresentanti del mondo accademico attraverso apposite commissioni tematiche dedicate al settore alimentare, ai temi sanitari e al gioco d’azzardo.

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Fake news, il MIUR avvia una serie di azioni a supporto dell’educazione civica digitale

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La circolazione di notizie non verificate o palesemente false può creare notevoli problemi per la società e anche per le singole persone.

Con l’esplosione dei social network, il problema si è acutizzato ulteriormente perché la velocità di propagazione dei contenuti è aumentata a dismisura.

Così, quando un contenuto pubblicato online non viene affrontato con atteggiamento critico ma viene letto e condiviso senza riflettere se sia corretto oppure no, si genera un effetto potenzialmente distruttivo.

Basti pensare ai danni di reputazione che può rappresentare una notizia errata o la cascata di eventi che da essa possono essere generati.

Fra le notizie false più diffuse possiamo ricordare quelle circolanti sugli effetti dei vaccini ritenuti, erroneamente, responsabili dell’autismo o dell’indebolimento delle difese immunitarie dei bambini.

Il MIUR e la Camera dei Deputati contro le fake news

Per questo il MIUR, in cooperazione con la Camera dei Deputati, sta affrontando il fenomeno con una serie di azioni sul tema del controllo delle fonti e per l’educazione civica digitale grazie anche al supporto della Rai, della Federazione degli editori (Fieg) e di Confindustria.

Fra queste c’è la campagna #BastaBufale che presenta un decalogo di azioni responsabili di cui tenere in considerazione quando ci si avvicina ad un nuovo contenuto informativo online.

  1. Condividi solo notizie che hai verificato
  2. Usa gli strumenti di Internet per verificare le notizie
  3. Chiedi le fonti e le prove
  4. Chiedi aiuto agli esperti
  5. Ricorda che anche Internet e i social network sono manipolabili
  6. Riconosci i vari tipi e gli stili delle notizie false
  7. Hai un potere enorme, usalo bene
  8. Dai il buon esempio: non lamentarti del buio, ma accendi la luce
  9. Impara a riconoscere gli odiatori e i provocatori seriali
  10. Ricorda che il tuo click ha un valore

L’iniziativa di sensibilizzazione è diretta alle scuole secondarie di primo e secondo grado e coinvolgerà oltre 4 milioni di studenti: si inserisce direttamente nel perimetro delle attività del sito Generazioni Connesse promosso dal MIUR.

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Fact check, Google segnala le notizie verificate

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La rete è in fermento per il tema delle notizie false e si moltiplicano le iniziative atte a contrastare il fenomeno.

A tale riguardo è recente la notizia della nascita del consorzio News Integrity contro le fake news ma non è l’unica attività degna di nota.

Dopo la celebrazione della giornata mondiale dedicata alla verifica dei fatti e mentre Facebook annuncia una campagna di tre giorni per educare gli utenti a riconoscere ed evitare le fake news, Google lancia la propria risposta per arginare il problema.

Il fact-checking di Google disponibile sulla rete di ricerca

La soluzione di Google, per cui è già stato effettuato un test di alcuni mesi, prevede che accanto alle etichette apposte presso i risultati di ricerca (come ad esempio blog, opinione, editoriale, …) ne compaia un’altra ossia quella dedicata al Fact check.

La nuova etichetta contraddistingue i contenuti verificati, ossia conformi ai criteri di verifica dei fatti adottati da Google: l’etichetta conterrà anche informazioni legate al processo di verifica e da chi è stato effettuato dal momento che non sarà Google in prima persona a controllare la veridicità delle notizie.

L’idea di Google è quella di coinvolgere editori e testate giornalistiche responsabilizzandoli: sarà virtualmente possibile avere più realtà riconosciute nell’elenco di coloro che approvano la veridicità di un’informazione.

Il metodo, in ogni caso, consentirà una più agevole attività di fact checking e informazione da parte degli utenti.

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News Integrity Initiative, un consorzio contro le fake news

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Le fake news, ossia le notizie false, rappresentano un fenomeno che, soprattutto ultimamente, sta imperversando sulla rete.
Esploso in particolare durante la campagna elettorale per le presidenziali americane, si tratta della pubblicazione incontrollata di fatti verosimili ma fasulli che rimbalzano facilmente anche grazie ai canali sociali: a causa della leggerezza con cui si affronta la selezione delle fonti di informazioni è quindi possibile che la notizia venga presa per vera e venga condivisa dai lettori alla propria cerchia amicale.

Da qui, per la medesima dinamica, si propaga e diventa virale acquisendo, con il passare del tempo e delle condivisioni, maggiore credito che però è del tutto ingiustificato.

Questa modalità di propagazione è tanto più efficace quanto potenzialmente è elevato il bacino di utenti che può interagire con i contenuti falsi, anche chiamati bufale: ne consegue che Facebook e Google siano stati recentemente accusati di non aver posto in essere degli strumenti per porre freno al fenomeno.

News Integrity Initiative: un consorzio contro le fake news

Forzati a dover trovare una soluzione al problema i due big della tecnologia hanno intensificato i controlli sui contenuti anche grazie ad appositi filtri automatizzati e moltiplicato le iniziative per arginare le fake news.

Fra queste è stata recentemente annunciata l’iniziativa News Integrity: si tratta di un consorzio che raccoglie Facebook, Google, Mozilla, Betaworks, AppNexus e diverse fondazioni degli Stati Uniti.
Tra le figure promotrici del progetto compaiono anche il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales, l’Unesco, lo European Journalism Center e università e scuole di giornalismo francesi, tedesche e danesi.

Il consorzio, gestito in maniera totalmente indipendente dalla Scuola di giornalismo della City University of New York, ha l’obiettivo di promuovere ricerca, iniziative ed eventi per sensibilizzare e formare l’opinione pubblica su come informarsi correttamente online.

La News Integrity Initiative segue di pochi giorni la celebrazione della giornata mondiale dedicata alla verifica dei fatti.

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