Al via l’obbligo della fatturazione elettronica

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Non è più possibile emettere una fattura in pdf e spedirla al proprio cliente tramite posta elettronica.
Dalla mezzanotte entra in vigore la fatturazione elettronica, un particolare documento digitale che occorre inoltrare all’Agenzia delle Entrate la quale si occuperà di smistarla al destinatario tramite il Sistema d’Interscambio (SdI).

Le aziende, i professionisti, gli artigiani e, in generale, tutti i titolari di partita IVA residenti in Italia sono chiamati a dare seguito a questa vera e propria rivoluzione tra cui oltre 2,8 milioni tra microimprese e Pmi e 4.500 grandi aziende.

Le fatture elettroniche devono rispettare uno speciale formato XML che permette all’Agenzia delle Entrate di verificarne l’autenticità e la correttezza formale.

Soluzioni gratuite e a pagamento per la fatturazione elettronica

La stessa Agenzia delle Entrate mette a disposizione degli utenti tre strumenti gratuiti: una procedura via web nella sezione “Fatture e corrispettivi” del sito dell’Agenzia ma anche l’app gratuita FatturAE, disponibile per Android e iOS, e infine in un software che si installa nel computer.

Ci sono ovviamente anche le soluzioni a pagamento offerte da aziende terze che producono appositi software più completi degli strumenti messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Si può inoltre delegare, tramite apposito modello di delega, un intermediario quale per esempio un commercialista, all’emissione delle fatture elettroniche.

Chi emette fattura dovrà essere a disposizione del codice alfanumerico di 7 cifre che identifica il canale di trasmissione scelto dal destinatario per ricevere la fattura: qualora il destinatario voglia ricevere la fattura via PEC, il mittente dovrà indicare come codice destinatario 0000000.

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Fatturazione elettronica, il Garante si pronuncia contro

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Così come è stata pensata non va bene: questa è in estrema sintesi la posizione del Garante della privacy che si è pronunciato circa la sostanziale inadeguatezza della progettazione del sistema che è stato creato dall’Agenzia delle Entrate per la gestione della fatturazione elettronica.

I rilievi del Garante insistono sulla scarsa garanzia di riservatezza dei dati trattati perché dalle informazioni obbligatoriamente fornite in solido con i documenti elettronici è possibile profilare gli utilizzatori del servizio in aperto contrasto con la normativa vigente in materia di protezione dei dati personali.

Un rischio di profilazione massivo

Il rischio infatti è che i dati degli interessati vengano trattati in modo sistematico, generalizzato e potenzialmente relativo ad ogni aspetto della vita quotidiana della popolazione, come per esempio le abitudini e le tipologie di consumo legate alla fornitura di servizi energetici e di telecomunicazioni, creando una sproporzione evidente rispetto all’obiettivo di interesse pubblico perseguito dal sistema di fatturazione.

La questione è divenuta critica alla luce delle disposizioni del GDPR che hanno di fatto incrementato la tutela per gli utenti in materia di privacy: è risultato infatti che vi siano importanti criticità in ordine alla compatibilità con le norme vigenti da parte del sistema voluto dall’AdE e per tale motivo il Garante ha chiesto formalmente come si intenda porre rimedio a tali problematiche.

La richiesta del Garante, che è l’espressione del potere correttivo di avvertimento attribuito dal Regolamento europeo, interviene in un momento in cui la fatturazione elettronica sta subendo un delicato passaggio in quanto, ad un mese dall’avvio della sua adozione, il Governo sta valutando la possibilità di un rinvio o di una completa eliminazione per tutto il 2019 del profilo sanzionatorio previsto in caso di mancato utilizzo del nuovo sistema.

Si attende quindi una replica circostanziata da parte dell’Agenzia delle Entrate anche se, vista l’entità dei rilievi, si teme che il problema non sia facilmente risolvibile.

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