A Cosenza arriva la fibra ottica di Open Fiber

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Con l’approvazione della convenzione fra il Comune di Cosenza e Open Fiber, il territorio cosentino si prepara ad essere arricchito da una rete in fibra ottica che permette di cablare 39mila unità immobiliari in tutta la città.

Si tratta di una nuova infrastruttura di rete che rappresenta una salto di qualità epocale nelle modalità di connessione internet di Cosenza: grazie a questa nuova innervatura tecnologica, cittadini e imprese potranno avere accesso al web a prestazioni inedite grazie alla tecnologia FTTH (Fiber To The Home, cioè la fibra ottica stesa fin dentro casa) in grado di velocità di connessione al web fino a 1 Gigabit al secondo e latenza inferiore ai 5 millisecondi.

I lavori di scavo saranno effettuati nel rispetto dell’ambiente e, ove possibile, verranno riutilizzati cavidotti e infrastrutture di rete già esistenti per limitare l’impatto dei cantieri e i disagi per la comunità: l’infrastruttura, una volta completa, si estenderà per 151 chilometri, 37 dei quali realizzati attraverso il riuso di reti aeree e interrate già esistenti.

Grazie alla fibra ottica di Open Fiber sarà più semplice per cittadini e imprese fruire di servizi quali la telemedicina, il telelavoro, l’educazione a distanza ma anche i sistemi avanzati di videosorveglianza cittadini o le tecnologie tipiche in uso alle smart city.

Maggiori dettagli sul comunicato stampa.

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Open Fiber porta nel futuro il Comune di Gemona del Friuli

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Il Comune di Gemona del Friuli si apre ad una vera e propria rivoluzione infrastrutturale digitale: grazie all’accordo con Open Fiber infatti, il Comune si avvia ad essere la prima città d’Italia avere tutto il territorio comunale interamente cablato con rete in fibra ottica FTTH.

Da cittadina simbolo della rinascita della Regione in relazione ai danni del terremoto del 1976, il Comune di Gemona del Friuli punta a diventare una città totalmente digitale con la possibilità di sfruttare l’efficienza della banda ultra larga per sviluppare servizi innovativi che possano migliorare la qualità della vita dei cittadini e potenziare l’efficacia dei servizi.

Open Fiber è infatti pronta a collegare un’infrastruttura di quasi 130 km di fibra ottica creando un grandissimo anello che porterà la connettività ad 1 Gbps a case e uffici oltre a 50 edifici di proprietà comunale potendo migliorando così l’operatività delle attività istituzionali ed amministrative del Comune di Gemona.

Open Fiber utilizzerà ove possibile cavidotti e infrastrutture di rete sotterranee già esistenti per limitare l’impatto ambientale e urbano degli scavi sul territorio con un riutilizzo delle reti esistenti superiore al 60% del progetto complessivo; la stessa azienda curerà il ripristino delle strade che verranno interessate dalle procedure di scavo tradizionale.

A beneficiare della nuova connettività saranno in primo luogo i cittadini, attraverso servizi evoluti come i sistemi di sensoristica per il telerilevamento ambientale, la videosorveglianza digitale del tessuto urbano, ma anche grazie ad opportunità legate al telelavoro che beneficerà di condizioni ideali per il suo sviluppo.

Open Fiber è un operatore wholesale only, non si rivolge cioè a privati ma offre agli operatori le infrastrutture per fornire la connettività ai consumatori finali, ed sta intervenendo in Friuli Venezia Giulia nelle città di Udine, Trieste e Gemona.

Per vedere lo stato di avanzamento del cablaggio in fibra ottica della Penisola è disponibile un sito apposito.

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Smart City, il Comune di Novara accelera la trasformazione digitale

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Il Comune di Novara ha presentato i nuovi servizi in fase di implementazione per rendere la città una smart city: partner del progetto è TIM con cui è in vigore un accordo per la rivoluzione digitale che interessa la città.

In seguito alla presentazione che ha coinvolto il Sindaco di Novara e i responsabile del colosso delle telecomunicazioni il Comune si appresta a rendere operative diverse soluzioni relative alla sicurezza, al controllo del territorio al turismo e alla valorizzazione degli spazi comunali.

Queste attività sono ovviamente fortemente integrate con altissima tecnologia e una connettività di alto profilo necessaria a metterle in comunicazione fra loro e con i centri di controllo individuati dall’Amministrazione.

Grazie a questa iniziativa la città diventa più vivibile, consentendo un migliore e più efficiente accesso all’offerta turistica e culturale; il turismo digitale non è l’unica direttrice di intervento, l’obiettivo è infatti anche quello di accelerare la transizione al digitale di Novara e delle diverse comunità che la popolano come quelle degli studenti dell’Università del Piemonte Orientale.

Nel concreto, l’intervento di TIM riguarda la messa in disponibilità dell’Amministrazione di una serie di applicazioni multicanale e multipiattaforma per i settori del turismo, della cultura e della sicurezza: fra queste un’applicazione mobile per fornire informazioni sulle varie iniziative turistico-culturali e di ticketing per l’accesso e la fruizione dei servizi museali e culturali della città ma anche per la promozione e l’utilizzo di sale e spazi messe a disposizione dalle strutture comunali.

La piattaforma consente anche di inviare segnalazioni e ricevere feedback direttamente dall’Amministrazione.

A questo si aggiunge un sistema software in grado di pilotare e rendere più smart la rete di videosorveglianza comunale. Queste soluzioni sono inoltre interfacciate con il sistema TIM City Forecast, che sfrutta l’analisi dei Big Data raccolti tramite gli strumenti di acquisizione dei dati negli ambiti del turismo, della cultura e della sicurezza del territorio per generare delle statistiche dinamiche ricaricate ogni 15 minuti per mappare gli spostamenti dei flussi di abitanti e visitatori, prevedere il volume delle persone e capire quali siano le aree su cui occorra intervenire sia in termini di ricettività turistica che di sicurezza.

Maggiori informazioni sul comunicato stampa di TIM e sul sito del Comune.

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Firenze, avviata la commercializzazione della fibra ottica di Open Fiber

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La fibra ottica che Open Fiber ha posato a Firenze inizia ad essere utilizzata dai cittadini: le prime 30mila unità immobiliari già cablate sono state rese idonee alla commercializzazione da parte dei provider Wind Tre, Fibra City e Xstream che ne cureranno il funzionamento in attesa che si aggiungano anche altri operatori.

L’infrastruttura di Open Fiber è neutra rispetto agli operatori e consente di raggiungere anche le aree che non sono state ritenute appetibili dal mercato libero (le aree a fallimento di mercato appunto).

Oltre ai primi immobili presto tutta Firenze sarà in grado di collegarsi a internet in modalità FTTH: sono stati pianificati lavori per una posa totale di 2.000km di fibra ottica pari ad un investimento di 62 milioni di euro a carico di Open Fiber.

Fibra ottica equivale a nuove potenzialità

L’impegno di Open Fiber è particolarmente significativo perché un’infrastruttura di rete veloce ha immediate ricadute positive anche dal punto di vista dell’offerta di servizi da parte di una città che, come nel caso di Firenze, è ricca di arte e cultura: turismo ed efficienza nella PA saranno infatti gli ambiti in cui si attende un significativo miglioramento dovuto alla presenza della connettività FTTH che certo comporterà un’indotta riduzione del digital divide.

Per scoprire se il proprio indirizzo è coperto dalla fibra ottica di Open Fiber, è sufficiente interrogare il tool.

Maggiori informazioni sul comunicato stampa.

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La Regione Sardegna avvia un programma per la copertura in fibra ottica del territorio

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Grazie ad un accordo siglato con Tim e Infratel, la Regione Sardegna avvia un programma di copertura del territorio tramite reti in fibra.

Il progetto, che affida a Infratel la costruzione delle dorsali in fibra ottica nelle aree urbane, interessa 252 comuni della Sardegna con l’attivazione di 1.200 armadi: si tratta di comuni situati nelle cosiddette aree a fallimento di mercato.

La struttura realizzata da Infratel verrà messa in piena operatività da TIM che attiverà fisicamente gli armadi erogando i servizi di connettività che viaggiano sulla nuova struttura.

Un piano di copertura che terminerà nel 2020

Il piano di sviluppo prevede che entro la fine del prossimo mese di marzo le nuove reti saranno operative in circa 80 comuni, con una prima attivazione di 300 armadi: l’intero processo sarà completato entro la fine del 2020 con un lavoro simultaneo di posa e messa in operatività da parte rispettivamente di Infratel e TIM.

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Archivi di Stato e Garr connessi dalla fibra ottica

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I lavori per rendere l’Italia una nazione connessa tramite fibra ottica proseguono alacremente e coinvolgono anche molte realtà della Pubblica Amministrazione.

Ben 8 sedi degli Archivi di Stato sono ora connessi direttamente alla rete della ricerca Garr con 100 Mbps simmetrici (in upload e download): si tratta di una svolta digitale ottenuta dall’accordo firmato dalla direzione generale per gli Archivi del MiBACT e Garr, il gestore della rete della ricerca italiana.

Le 8 sedi degli Archivi di Stato coinvolte, sulle 100 esistenti in tutta Italia, sono: Torino (2 sedi), Milano, Venezia, Firenze, Roma, Napoli e Palermo.

Nel complesso, le sedi conservano circa 7 milioni di oggetti composti da documenti cartacei, pergamene, fotografie e audiovisivi: si tratta del 30% sul totale del patrimonio archivistico italiano.

Maggiori opportunità dalla fibra ottica

Grazie alla connessione con la rete Garr gli archivisti potranno usufruire di nuovi strumenti per le attività quotidiane ma soprattutto stimolare una maggior partecipazione da parte di ricercatori e istituti che potranno attingere più velocemente al patrimonio informativo degli archivi nonché porre in essere attività di conservazione digitale a lungo termine e disaster recovery.

Fra le realtà connesse agli Archivi di Stato tramite la nuova rete vi sono fra gli altri: l’Archivio Centrale dello Stato di Roma , l’Istituto Centrale per gli Archivi, le Biblioteche Nazionali di Roma e Firenze, l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico, la Galleria degli Uffizi e l’area archeologica di Pompei.

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Agcom prepara un sistema di certificazione sulla qualità della connettività

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L’Italia è una nazione molto arretrata per quanto concerne l’infrastruttura in fibra ottica, prova ne sia che il processo di cablaggio della Penisola è molto lungo e pieno di insidie.

Non potendo effettuare la sostituzione della vecchia tecnologia basata sul doppino in rame con la fibra ottica in tempi molto rapidi, gli operatori hanno iniziato da tempo a proporre soluzioni ibride per le quali la fibra ottica arriva in prossimità dell’immobile da collegare e da quel punto in avanti si passa al cavo in rame.

Il risultato è una soluzione mista che spesso però viene reclamizzata dagli stessi operatori come fibra ottica, pur non essendolo integralmente, al fine di distinguerla commercialmente dalle vecchie connessioni adsl su doppino in rame.

Per evitare però di generare confusione nel consumatore, Agcom ha deciso di introdurre un sistema di certificazione che permetta effettivamente di capire di quale tecnologia si parli nelle offerte commerciali.

Un sistema di valutazione semplice basato sui colori

Il sistema di rating si basa su una scala cromatica che distingue chiaramente il tipo di connessione.
Verde (FF) per la fibra a casa (FTTH), blu (F) per la fibra al palazzo FTTB, giallo (RF) per la fibra all’armadio (FTTC), rosso (R) per la fibra alla centrale (FTTN), e viola (W) per il fixed wireless.

Grazie a questo sistema gli operatori dovranno pubblicare il bollino con il colore corrispondente ovunque siano pubblicate le schede delle proprie offerte di connettività per non incorrere in sanzioni per pratiche commerciali scorrette.

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Open Fiber porta la fibra ottica nelle scuole di Torino

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Open Fiber e la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo uniscono le forze per riqualificare la connettività nelle scuole di Torino.

Grazie al progetto congiunto Riconnessioni: educazione al futuro, i due partner hanno fissato l’obiettivo di rendere più digitale la didattica con l’introduzione di contenuti e metodi innovativi nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.

La crescita digitale del Paese infatti passa necessariamente attraverso la formazione di una nuova generazione di insegnanti e di cittadini che siano consapevoli della loro natura ed identità digitale.

Il progetto vede una collaborazione di diversi attori impegnati: oltre ad Open Fiber e alla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo parteciperanno il MIUR, il Comune di Torino e la Regione Piemonte.

L’iniziativa punta a coinvolgere direttamente 100 mila studenti, 2 mila insegnanti e 350 plessi scolastici con lo scopo di utilizzare la rete come strumento di apprendimento e di inclusione socio-culturale insistendo su due principi cardine: l’innovazione degli spazi e la creazione di un modello di rete di scuole per lo sviluppo di una didattica personalizzata e interattiva.

La fibra ottica in 350 plessi scolastici di Torino

L’impegno di Open Fiber in particolare ai fini della buona riuscita dell’iniziativa prevede un investimento di 10 milioni di euro in tre anni per portare la fibra ottica con connettività a 10Gbps nei 350 plessi scolastici dell’area metropolitana di Torino coinvolti nel progetto per poi espandere la rete al resto del territorio nazionale.

La nuova rete consentirà di collegare tutte le aule e permetterà quindi di riprogettare e digitalizzare i processi scolastici sviluppando nuovi servizi e professionalità nella scuola.

Alla nuova infrastruttura verrà affiancato un percorso, formato da master e workshop, per i docenti al fine di permettere loro di acquisire competenze nel mondo digitale e innovando il modello pedagogico.

Infine Riconnessioni: educazione al futuro proporrà ai cittadini attività di educazione digitale per la cittadinanza sui temi della privacy, della sicurezza dei dati e della lotta alle fake news ed al cyberbullismo.

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Open Fiber e Regione Umbria siglano un accordo per la fibra ottica regionale

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L’Umbria si prepara a compiere un salto di qualità significativo in relazione all’infrastruttura di rete avviando un percorso che porterà la regione ad essere interamente cablata dalla fibra ottica.

Umbria Digitale, la società inhouse di Regione Umbria, e Open Fiber hanno infatti siglato un protocollo d’intesa per la realizzazione di una rete in fibra ottica sull’intero territorio regionale, affinché cittadini e imprese locali possano essere connesse con una rete ultraveloce fino a 1 Gbps (1000 Megabit al secondo) sia in download che in upload.

La connettività è di tipo FTTH (Fiber To The Home), ossia la connessione della fibra direttamente presso il destinatario.

Attualmente Perugia è la prima città italiana interamente cablata da Open Fiber che si è inoltre aggiudicata il secondo bando Infratel per la realizzazione della rete in fibra ottica in tutta la regione comprese le aree periferiche a fallimento di mercato (le aree bianche).

I lavori di posa della fibra ottica verranno effettuati privilegiando modalità innovative altamente sostenibili e a basso impatto ambientale con il riutilizzo di strutture e canali preesistenti laddove possibile.

Terni pronta ad essere cablata

All’interno del protocollo, Open Fiber ha sottoscritto una convenzione con il Comune di Terni per il cablaggio di 40mila unità immobiliari (tra famiglie e imprese) entro 18 mesi dall’inizio dei lavori previsto nel mese di ottobre 2017.

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Basilicata, una nuova rete in fibra ottica collega 64 Comuni

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La Basilicata è ora più veloce, connessa e pronta ad aprirsi alle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie.

TIM infatti ha completato i lavori per la rete di nuova generazione che è in grado di servire oltre 170 mila unità immobiliari con connessioni fino a 200 Mbps per un totale di 330mila abitanti.

La nuova rete in fibra ottica collegherà anche fino a 1000 Mbps ben 600 edifici pubblici: fra questi vi saranno sedi della Pubblica Amministrazione centrale e locale, sedi delle Forze Armate, istituti scolastici e uffici della Pubblica Istruzione, ospedali e strutture sanitarie.

Per la Basilicata si tratta di un notevole passo in avanti per raggiungere più facilmente gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea tra cui la diffusione dell’identità digitale, la sanità in rete, nuovi modelli didattici ed educativi sviluppati attraverso il digitale e l’adozione di modelli di città intelligenti a beneficio della qualità della vita dei cittadini e della produttività del comparto pubblico e privato.

L’investimento complessivo è stato di 36,8 milioni di euro di cui 21,8 milioni di fondi pubblici europei e 15 milioni a carico di TIM, aggiudicataria del bando emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico attraverso Infratel Italia, con un’ulteriore tranche di 9 milioni di euro extra bando da destinare alle componenti di rete attiva.

La Basilicata è una delle regioni più avanzate per soluzioni tecnologiche di nuova generazione

Il completamento dei lavori relativi a questo bando, insieme al piano di sviluppo della rete proprietaria Ngan (Next Generation Access Network) che TIM sta implementando autonomamente, porta la Basilicata ad essere una delle più avanzate realtà italiane con soluzioni tecnologiche di nuova generazione.

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