Regione Basilicata spinge sull’adozione della firma digitale remota

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Per consentire l’evoluzione dei processi di trasformazione digitale e la semplificazione dei procedimenti amministrativi la Regione Basilicata spinge i cittadini ad adottare la firma digitale remota.

Si tratta di un importante strumento che consente ai cittadini di interagire con la Pubblica Amministrazione attraverso un documento elettronico avente determinate caratteristiche fra cui l’autenticità e la non ripudiabilità.

Per poterlo sfruttare, i cittadini devono richiedere la firma digitale remota recandosi presso gli sportelli abilitati dove si procederà al riconoscimento di persona oppure, per tutti coloro che sono in possesso di un vecchio certificato di firma digitale in scadenza, è possibile inoltrare la richiesta direttamente online.

Una volta ottenuta la firma digitale remota, il cittadino sarà in grado di sottoscrivere e trasmettere documenti digitali utilizzando il proprio smartphone o ogni altro dispositivo compatibile: la firma digitale remota evita la necessità di avere un sistema di autenticazione addizionale, come per esempio un lettore per smart card, e richiede esclusivamente la connessione ad internet.

Inoltre, sempre tramite l’accesso ai servizi di Regione Basilicata, i cittadini dotati di firma digitale remota possono richiedere velocemente le proprie credenziali SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale necessario per autenticarsi ai servizi digitali erogati dalla PA.

Ulteriori informazioni nella sezione dedicata del portale di Regione Basilicata.

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SPID, operative le linee guida per firmare i documenti online

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Firmare i documenti online tramite SPID è ora possibile: grazie all’emanazione delle relative linee guida i cittadini possono sottoscrivere atti e contratti utilizzando l’identità digitale con lo stesso valore giuridico della firma autografa.

Si tratta di un’importante innovazione che si aggiunge alla firma elettronica qualificata e che permette di realizzare il processo di dematerializzazione dell’autenticazione dei documenti.

Le linee guida rilasciate da AgID in conformità con l’art. 20 del CAD concludono l’iter di consultazione pubblica svoltosi dal 21 novembre al 28 dicembre 2019 ed entreranno definitivamente in vigore in seguito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

SPID quindi può onorare il requisito della forma scritta, nella firma di atti e contratti, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2702 del codice civile: questa nuova opportunità può essere impiegata dai fornitori di servizi privati e dalle Pubbliche Amministrazioni nel rapporto con i cittadini.

Chiunque abbia un’identità digitale non dovrà fare altro che utilizzarla nelle varie implementazioni che verranno messe a disposizione dai soggetti interessati.

Maggiori dettagli nel comunicato di AgID.

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Legge elettorale, consentita la raccolta digitale delle firme per le liste

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L’innovazione interessa anche la prossima tornata elettorale, iniziando dalla digitalizzazione del sistema per la presentazione delle liste e delle candidature.

Per le prossime elezioni infatti dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera si ha avuto il via libera per consentire in via sperimentale la raccolta digitale, tramite firma digitale, delle sottoscrizioni necessarie alla presentazione delle candidature e delle liste in occasione di consultazioni elettorali.

Grazie all’approvazione dell’emendamento Mazziotti-Mucci infatti, alle prossime elezioni politiche per la prima volta i partiti potrebbero presentarsi sulla base delle firme che hanno raccolto a proprio sostegno online.

Il testo prevede che entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge elettorale vengano definite le modalità per consentire in via sperimentale la nuova procedura.

Firma digitale, uno strumento ideale a servizio delle procedure elettorali

Secondo AgID, a dicembre 2016 erano circa 14,4 milioni gli italiani in possesso di firma digitale.

La firma digitale, entrata in vigore nel 2014, consente di utilizzare in rete documenti con piena validità legale: da qui la possibilità di impiegarla anche per vidimare liste e candidature dato che lo strumento, pur non essendo così diffuso anche per una sua attuale macchinosità, certifica immediatamente l’identità di un cittadino.

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Firma digitale e regolamento eIDAS per il mercato unico digitale europeo

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Nell’era della dematerializzazione un nuovo tassello concorre alla realizzazione di un mercato unico digitale europeo: si tratta della firma digitale che diventa pienamente interoperabile a livello comunitario.

Dal 1 luglio infatti si avrà la completa applicazione operativa del regolamento UE n. 910/2014, anche noto come Regolamento eIDAS ( Electronic Identification and Signature), che prevede, fra le altre cose, che l’autenticazione resa dalle firme elettroniche e dai sistemi di validazione temporale venga riconosciuta da tutti i Paesi agevolando quindi gli scambi online di beni, merci e servizi.

I vantaggi sono evidenti, grazie a questo passo in avanti infatti lo sviluppo del mercato dematerializzato continentale verrà notevolmente accelerato ostacolando la criminalità tecnologica: la firma digitale infatti permette di sottoscrivere un documento informatico e contestualmente di verificare l’identità del firmatario nonché la provenienza del documento e che le informazioni contenute al suo interno non siano state alterate evitando tutte le problematiche inerenti all’uso della carta.

Le imprese potranno quindi operare su base transfrontaliera evitando gli ostacoli tipici del ricorso alla carta nell’interazione con la Pubblica Amministrazione e cautelarsi da eventuali truffe mentre i cittadini possono accedere, con un clic, ai servizi di altri Paesi come l’assistenza sanitaria.

La firma digitale può essere richiesta da tutte le persone fisiche (per le persone giuridiche c’è il cosiddetto sigillo digitale), ovvero cittadini, amministratori e dipendenti di società e pubbliche amministrazioni, tramite certificatori accreditati indicati dall’Agenzia per l’Italia digitale (AgID).

Dal punto di vista strutturale la firma digitale è ottenuta tramite un dispositivo, come ad esempio una smart card (una scheda simile alla carta di credito) o una business key (una chiavetta usb), che consente di firmare tramite un apposito lettore collegato al computer e un software dedicato (incluso nel caso di business key).
I diversi dispositivi e modalità per ottenere la propria firma digitale sono disponibili sul sito di AgID, nella sezione dedicata alla firma elettronica.

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