La Corte dei Conti promuove lo sviluppo dell’informatica forense contro l’evasione sul web

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Evasione ed elusione fiscale sono progredite con la disponibilità dei nuovi servizi digitali, affinandosi e rendendosi sempre più articolate: questo è il quadro che emerge dalla valutazione della Corte dei Conti nella relazione su sull’e-commerce e sul sistema fiscale italiano.

Per contrastare il fenomeno che sfugge ai consueti sistemi di misurazione e di controllo, l’Istituzione intende promuovere l’adozione di strumenti dedicati con lo sviluppo dell’informatica forense, una branca dell’informatica che studia procedimenti e metodologie per trattare dati e informazioni digitali per finalità investigative e di giustizia.

L’economia digitale è liquida e difficilmente controllabile

L’economia digitale non è solo quella relativa all’ecommmerce e, nella sua versatilità, presenta caratteristiche tanto specifiche e nuove da rendere difficile l’individuazione dei luoghi da cui vengono prodotti i redditi e le attività che producono valore per il mercato di consumo con conseguente difficile applicabilità dei principi adottati dalla maggior parte degli Stati per la tassazione dei redditi transnazionali e della sorgente degli stessi.
Potendo prescindere dalla presenza di una stabile organizzazione in un Paese e sfruttando le opportunità offerte dalla tecnologia per minimizzarne la presenza tassabile in una nazione, le imprese digitali risultano più esposte a fenomeni di evasione ed elusione fiscale.

La Corte dei Conti ha quindi concluso nello studio E-commerce e sistema fiscale italiano che il potenziamento degli strumenti forensici attraverso l’adozione di azioni più efficaci di penetrazione di gestione dei dati può, insieme ad una collaborazione maggiormente coordinata tra Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza, rappresentare il metodo più indicato per il contrasto dei fenomeni evasivi ed elusivi dal punto di vista fiscale.

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