Olli, il minibus elettrico a guida autonoma si muove a Torino

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Un breve filmato ha testimoniato l’utilizzo a Torino di Olli, il mini bus a guida autonoma prodotto dalla Local Motors e testato nel capoluogo piemontese presso la sede Ilo – Bit di Torino.

Dopo un paio di anni di lavoro e molti problemi da risolvere, primi fra tutti quelli legati alla burocrazia connessa alla sperimentazione delle soluzioni di mobilità a guida autonoma, la città di Torino è fra le prime a poter testimoniare di essere riuscita a vedere su strada un mini bus senza conducente.

Olli effettua un breve percorso che sfrutta la mappatura del luogo in cui è stato testato ma la sperimentazione è già in essere in altre aree della città.

Con una capacità di carico di dodici persone, il minibus è dotato di oltre trenta sensori che permettono di combinare i dati ottenuti durante il tragitto con quelli raccolti da IBM Watson che consentono al veicolo di muoversi in tutta sicurezza per l’incolumità di passeggeri e delle eventuali persone o cose presenti sul suo percorso.

La dotazione tecnologica dell’innovativa soluzione di mobilità permette poi di interagire con i passeggeri che possono richiedere il servizio di trasporto tramite un’app sullo smartphone esattamente come avviene per altre applicazioni destinate alla richiesta di taxi e NCC.

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Merano sperimenta il bus a guida autonoma

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A Merano è tempo della sperimentazione di Navya, il bus a guida autonoma di livello 3 che è in grado di trasportare fino a 15 persone ad un massimo di 25 chilometri l’ora attraverso un percorso sperimentale urbano che simula tipicamente l’ultimo miglio di una mobilità evoluta.

La sperimentazione prende il via nella settimana che va dal 25 novembre al primo dicembre ed è la prima in Italia aperta al pubblico e su percorso urbano: dalle 9 alle 17 i cittadini di Merano potranno provare l’innovazione attraverso corse a ciclo continuo che percorrono l’anello urbano che tocca il centro storico e i Mercatini di Natale.

Il mezzo è dotato di un avanzato sistema di sensoristica collegato ad un segnale Gps, sfrutta la tecnologia 3 e 4G in attesa della diffusione del 5G, ha una autonomia di 9 ore e di notte si ricarica: oltre ad essere ecosostenibile, è in grado di riconoscere l’utente registrato anche in funzione di una eventuale disabilità estraendo l’apposita pedana se necessario.

L’iniziativa è inserita nel progetto europeo Mentor con il supporto del Comune di Merano e di Briga-Glis (Svizzera) e come partner tecnologici NOI Techpark, Sasa e PostAuto.

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A Torino TIM presenta le proprie soluzioni digitali dedicate alla sicurezza e alla circolazione stradale

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Torino è per TIM un vero e proprio laboratorio dove presentare soluzioni digitali innovative per migliorare la qualità della vita delle persone: questo è possibile anche grazie alla massiccia sperimentazione della tecnologia 5G che vede in Torino una delle città protagoniste in Italia.

Approfittando della manifestazione organizzata dalla 5G Automotive Association, l’associazione internazionale che riunisce l’industria automobilistica e quella delle telecomunicazioni per promuovere soluzioni innovative di mobilità connessa, TIM ha presentato la propria 5G Digital Business Platform in grado di garantire una maggiore sicurezza stradale, soprattutto per ciclisti e pedoni, ma anche di ottimizzare i tempi degli spostamenti e quindi un minore impatto ambientale del traffico.

La dimostrazione è stata resa possibile grazie alla collaborazione del Comune di Torino insieme ad altri partner che fanno parte del progetto Smart Roads che prevede l’uso di telecamere e sensori su strisce pedonali collegati alla rete 5G per comunicare ai veicoli circostanti la presenza di un pedone in attraversamento come anche unità di bordo poste su una bicicletta ed un veicolo in grado di avvisare sulla posizione reciproca per evitare collisoni.

Inoltre, TIM ha illustrato, in condizioni di traffico reale, il servizio Urban Georeferenced Alert sviluppato in collaborazione con il Comune di Torino, FCA, Links Foundation, Politecnico di Torino, SWARCO e 5T.

La presentazione è stata effettuata sulla pista del Lingotto di Torino.

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Il MIT autorizza la sperimentazione su strada pubblica della guida autonoma

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Dopo il via libera da parte dell’Osservatorio tecnico di supporto per le Smart Road, il MIT ha formalmente rilasciato l’autorizzazione alla sperimentazione su strada pubblica dell’auto a guida autonoma.

L’inizio della sperimentazione è passo fondamentale per accelerare l’introduzione di veicoli in grado di mitigare l’errore umano e ridurre il numero di incidenti sulle strade.

La prima società a beneficiare del rilascio dell’autorizzazione è la VisLab S.r.l., società controllata da Ambarella Inc: la sperimentazione riguarderà la mobilità autonoma in ambito urbano e quella definita “dell’ultimo miglio” inerente a tratti stradali prestabiliti e presenti nelle città di Torino e Parma.

I test prevedono la presenza di un supervisore umano che possa prendere il controllo del veicolo in caso di necessità garantendo la piena sicurezza della sperimentazione.

La sperimentazione avrà il suo centro a Torino che risulta a tutti gli effetti la città più avanzata sui temi della mobilità veicolare a guida autonoma.

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Guida autonoma, a Torino un circuito urbano per la sperimentazione

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Torino può finalmente iniziare a testare l’auto a guida autonoma in forza del protocollo d’intesa firmato tra il Comune e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per una collaborazione in tal senso ratificata dalla Giunta comunale.

La prima auto dovrebbe cominciare a circolare a settembre rendendo la città un circuito di 35 chilometri di asfalto interssando tutte le principali arterie e strutture di riferimento come ospedali (Città della Salute), università (Politecnico, Lingotto), uffici pubblici (Palagiustizia), stazioni (Porta Nuova, Porta Susa) e stabilimenti (Mirafiori, Powertrain).

La decisione di avviare la sperimentazione della guida autonoma in ambito urbano risale alla scorsa primavera ed è in linea con il decreto Smart Road.

Nel testo approvato è stata infatti individuata un’area urbana dove costruttori e centri di ricerca avranno il ruolo di collaudatori dei prototipi di auto senza pilota potendo così testare le soluzioni tecnologiche nelle situazioni più varie.

L’obiettivo è quello di innovare il sistema di mobilità urbana attraverso lo sviluppo nel tessuto cittadino di un’infrastruttura tecnologica in grado di interconnettere i veicoli in movimento regolando la congestione del traffico e migliorando la sicurezza.

Un ambiente urbano di test per l’auto a guida autonoma

L’accordo vuole rendere la città di Torino un ambiente esteso dove permettere l’interazione delle progettualità tecnologiche attivate sul territorio che hanno nell’auto senza pilota il proprio cardine con la possibilità di attrarre competenze e aziende legate a questa nuova tecnologia.

Un binomio fra auto intelligente e città intelligente, ricordando come Torino sia un laboratorio a cielo aperto dedicato all’innovazione, forte della sperimentazione 5G e di moderne tecnologie di sensoristica avanzata e soluzioni di smart energy.

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Torino avvia la sperimentazione della guida autonoma in ambito urbano

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Torino è una fra le città più sensibili ai temi della tecnologia e dell’innovazione in tutta Italia.

La riprova di questo è la massima attenzione alle opportunità connesse alla sperimentazione di nuove tecnologie come quelle legate alle automobili senza pilota.
Coerentemente con i dettami del decreto Smart Road, emanato dal MIT, Torino infatti ha deciso di avviare la procedura che consente alla città di sperimentare, nel tessuto urbano, la guida autonoma.

Il settore della guida autonoma ha un valore di mercato superiore ai 7 trilioni di dollari con trend di crescita davvero esplosivi.

La scelta di Torino è influenzata dalla disponibilità, all’interno del contesto urbano, di 12 parametri in grado di influenzare positivamente il successo della sperimentazione.

Tra questi spicca l’infrastruttura di primario livello in termini di connettività grazie alla rete in fibra ottica tramite l’accordo con Open Fiber.

Inoltre la sperimentazione in corso del protocollo 5G rende il territorio ideale per la presenza di sensoristica avanzata e il monitoraggio del traffico tramite semafori intelligenti, telecamere smart e rilevatori ottici.

Torino è pronta a sperimentare la guida autonoma

Torino è pronta a sperimentare la guida autonoma in ambito urbano: ne parliamo con l’Assessora alla viabilità Maria Lapietra e l’Assessora all’innovazione Paola Pisano

Pubblicato da Chiara Appendino su venerdì 30 marzo 2018

Torino come città laboratorio dell’innovazione

Insomma, Torino ha tutte le caratteristiche per divenire una città-laboratorio in grado di fornire all’innovazione un ecosistema favorevole per attecchire.

Nel caso della guida autonoma questa iniziativa permetterà una maggiore accessibilità degli spazi urbani da parte delle persone affette da disabilità e una migliore tutela ambientale in virtù di un più preciso controllo del traffico veicolare e delle immissioni, il tutto mantenendo gli elevati standard di sicurezza V2V e V2I che determinano la comunicazione in tempo reale rispettivamente tra veicoli e tra veicoli e infrastrutture.

La sperimentazione della guida autonoma a Torino è stata resa possibile da una collaborazione fra Comune di Torino, FCA Group, GM Global Propulsion System Srl, Anfia, 5T Srl, Politecnico di Torino, Università di Torino, Telecom Italia, SpA, Fondazione Torino Wireless, Open Fiber SpA, Italdesign Giugiaro SpA, Unione Industriale di Torino, FEV Italia e Unipol.

Maggiori informazioni e un video esplicativo qui.

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Nissan Brain-to-Vehicle, la tecnologia che ridefinisce l’interazione tra persone e veicoli

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Nissan investe costantemente in innovazione ed è impegnata da tempo nel migliorare le performance di guida proponendo soluzioni sempre più all’avanguardia.

Fra queste ha fatto scalpore l’ultimo ritrovato della casa nipponica che completa la visione del programma Nissan Intelligent Mobility, la pianificazione strategica che ridisegna le modalità in cui i veicoli vengono guidati, alimentati e integrati nella società.

Si tratta dell’innovativa tecnologia Nissan Brain-to-Vehicle o anche B2V, in grado di permettere ai veicoli di interpretare i segnali emessi dal cervello dei conducenti, ridefinendo completamente l’esperienza di guida sulla base dell’interazione tra persone e automobili.

La tecnologia, presentata in data odierna, permette infatti di rilevare le onde cerebrali del conducente predisponendo i sistemi di assistenza alla guida all’esecuzione degli ordini di chi sta guidando con una marcata riduzione dei tempi di reazione.

Dalla guida autonoma ai veicoli adattivi

La tecnologia Nissan Brain-to-Vehicle allontana il concetto di guida autonoma, che delega il controllo ai veicoli alla tecnologia, e abbraccia quello di guida adattiva dove i sistemi tecnologici sono in grado di prevedere il comportamento dell’utente, ad esempio girare il volante o premere l’acceleratore, e porre in operatività i più idonei strumenti per rendere l’operazione ancora più piacevole.

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A Trento FCA inaugura il nuovo CRF

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In occasione del convegno Veicoli connessi e cooperativi per la mobilità del futuro, FCA ha inaugurato a Trento presso la Fondazione Bruno Kessler il nuovo CRF, acronimo per Centro Ricerche Fiat.

Pur mantenendo la sede principale in provincia di Torino, il CRF di Trento rappresenta un centro di competenza tecnica e metodologica che ha lo scopo di sviluppare nuovi materiali e processi innovativi per migliorare i prodotti di FCA.

Il CRF di Trento e la guida autonoma

Nello specifico la nuova sede di Trento si dovrà ritagliare uno spazio importante dedicato alla ricerca delle modalità innovative di guida, fra cui la guida autonoma, i sistemi avanzati di assistenza al conducente (ADAS) e i sistemi connessi e cooperativi che prevedono l’integrazione con le nuove reti 5G le quali permetteranno uno scambio di dati più consistente e veloce, migliorando le opportunità di integrazione tecnologica con la guida e il settore dell’automotive in generale.

A latere, il CRF di Trento continuerà la sua missione di sperimentazione di nuovi materiali e tecnologie avanzate applicate ai suddetti.

In Trentino quello del CRF non è l’unico polo tecnologico di Fiat per l’automotive: a Rovereto infatti è stato avviato, presso il Polo Meccatronica, il primo centro di mobilità intelligente.

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