SPID, il Comune di Bergamo avvia il rilascio in piazza

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A Bergamo parte un’interessante iniziativa promossa dall’Amministrazione per aiutare la diffusione dell’identità digitale SPID: da oggi fino al 25 ottobre è infatti possibile, previa appuntamento, recarsi presso il quadriportico del Sentierone per ottenere l’identità digitale grazie a quattro postazioni allestite dal Comune di Bergamo.

Per prenotarsi è sufficiente contattare il numero 035399179 oppure utilizzare l’app tagliacode FilaVia: una volta recati sul posto, in una decina di minuti è possibile espletare le pratiche ricordandosi di avere a seguito un documento di identità, il codice fiscale e ovviamente un indirizzo e-mail e il proprio numero di telefono.

La procedura è attiva per tutti i residenti della città ma anche a quelli della provincia: l’identità digitale SPID sta diventando ormai lo strumento principale per autenticarsi sui siti della PA nazionale ma anche locale come per esempio il portale del Comune di Bergamo che consente di pagare le sanzioni, iscrivere i bambini a scuola o alla mensa.

L’erogazione dell’identità digitale avviene tramite l’identity provider Register e dota il cittadino dello strumento ideale per espletare pratiche da remoto evitando la fila e il doversi recare negli uffici.

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SPID, online la nuova procedura semplificata di riconoscimento

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Si chiama audio-video ed è la nuova modalità di riconoscimento per ottenere l’identità digitale SPID che consente di richiedere e attivare le credenziali senza recarsi fisicamente presso uno sportello per il riconoscimento de visu.

La nuova procedura rappresenta una semplificazione del precedente processo anche perché non richiede la presenza di un operatore come invece avveniva per il riconoscimento da remoto tramite webcam.

E’ sufficiente registrarsi sul sito del gestore di identità prescelto fra quelli disponibili dopo aver verificato che abbia attivato questa nuova metodologia.

Tramite il proprio smartphone è sufficiente realizzare un video in cui mostra il suo documento di riconoscimento italiano in corso di validità e la tessera sanitaria o, in alternativa, il tesserino del codice fiscale: per scongiurare il furto di identità è stato progettato un sistema di controllo tramite codice OTP inviato tramite sms.

In aggiunta un ulteriore elemento di controllo è rappresentato da un bonifico bancario di pochi centesimi da effettuare tramite un conto corrente intestato alla persona che ha richiesto il rilascio dell’identità digitale.

L’operatore dell’identity provider scelto verificherà nel giro di pochi giorni le informazioni e provvederà al rilascio dell’identità digitale.

Rimangono valide le altre metodologie per l’ottenimento di SPID: di persona presso gli uffici dei gestori di identità digitale, via webcam con operatore messo a disposizione dal provider o tramite CIE e l’identificazione attraverso le app dei gestori.

Maggiori dettagli nel comunicato del Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione.

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SPID, superata quota undici milioni

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Le utenze SPID in Italia hanno superato la cifra di undici milioni.

Si tratta di un forte incremento, rispetto ai dieci milioni di settembre, che segna un vero e proprio cambio di passo nell’accoglienza da parte della cittadinanza dell’identità digitale e la relativa diffusione dei servizi digitali della PA per cui è richiesta l’autenticazione tramite SPID.

https://youtube.com/watch?v=i2eTL_Q2xfM%3Ffeature%3Doembed%26wmode%3Dopaque

L’incremento è sicuramente influenzato dagli eventi pandemici che hanno costretto i cittadini ad aumentare il proprio rapporto con la tecnologia ma anche dagli interventi che il Governo ha messo in campo per supportare la popolazione con l’accortezza della necessità di dotarsi di un’identità digitale.

Per potenziare ancora di più la diffusione dell’identità digitale, recentemente è stato lanciato una nuova opportunità di sottoscrizione chiamata audio-video che consente di attivare il Sistema pubblico di identità digitale direttamente dai siti dei gestori tramite riconoscimento attraverso un breve video, realizzabile con lo smartphone o con il computer, in cui mostrare il proprio documento di identità accompagnato dalla menzione di un codice specificato dal fornitore della procedura e un bonifico bancario di pochi centesimi da un proprio conto corrente per garantire l’effettiva identità del richiedente e confermarne la volontà.

Si ricorda che i siti web degli Enti pubblici hanno già iniziato il progressivo percorso che porterà l’accesso alle loro infrastrutture esclusivamente tramite SPID, CIE o CNS.

Per consultare lo stato di diffusione delle identità digitali è possibile visitare il sito dedicato.

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SPID, superata quota dieci milioni

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Le utenze SPID in Italia arrivano a quota dieci milioni: questa è la ragguardevole cifra di cittadini che hanno oggi a disposizione un’identità digitale che consente di accedere ai servizi della pubblica amministrazione.

Si tratta di una forte accelerazione rispetto all’andamento osservato nel corso del 2019, tenendo in considerazione che lo scorso mese di aprile erano le identità digitali attive erano 5,9 milioni di unità.

Il merito è sicuramente collegabile alla pandemia che ha imposto ai cittadini di utilizzare i servizi digitali della Pubblica Amministrazione italiana ma anche ai numerosi bonus messi in campo dal Governo che hanno richiesto, per essere ottenuti, l’accesso tramite SPID esattamente come era avvenuto, in precedenza, per i bonus 18app e Carta del Docente.

Reddito di Cittadinanza, Reddito di Emergenza e Bonus Vacanze sono le misure che più hanno contribuito nell’attivazione delle identità digitali da parte dei cittadini.

L’impiego di SPID è destinato ad essere utilizzato per ogni servizio erogato dalla PA: l’INPS ha già annunciato che dal 1 ottobre l’identità digitale sostituirà in toto il PIN precedentemente impiegato per l’accesso.

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Rilasciato il primo rapporto Censis sullo stato di trasformazione digitale dell’Italia

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Il digitale in Italia si muove a doppia velocità: così il Censis fotografa la situazione legata al processo di digitalizzazione in corso nella nostra nazione tramite il primo Rapporto Censis sullo stato di trasformazione digitale del nostro Paese.

Tre i macroindicatori considerati: i servizi online erogati dalla PA, lo stato di trasformazione digitale delle imprese e infine l’utilizzo di Internet da parte dei cittadini.

Tra i dati analizzati, all’interno delle aree già citate, vi sono anche la diffusione dell’identità digitale (SPID), la possibilità di pagare online i servizi pubblici nonché la diffusione dell’e-commerce e lo sfruttamento dei voucher per la digitalizzazione da parte delle imprese.

Il rapporto Censis si inserisce nel contesto analitico che vede l’Italia non brillare particolarmente per quanto attiene la digitalizzazione: del resto il DESI 2020, di cui avevamo parlato, presenta uno scenario generalmente poco rassicurante per un’economia che potrebbe beneficiare fortemente di una piena trasformazione digitale.

Il quadro che emerge vede sostanzialmente un maggiore utilizzo della tecnologia laddove il PIL è più alto: al Nord il processo di trasformazione digitale è quindi più capillare e consente migliori opportunità per la cittadinanza e le imprese che, di conseguenza, incrementano la propria produttività innescando una reazione fortemente positiva per il territorio.

E sono proprio i territori a beneficiarne: sul podio delle migliori province, in termini di digitalizzazione, spiccano Ravenna (prima per i servizi online della PA), Pescara (per trasformazione digitale delle imprese) e Trieste (per utilizzo di Internet da parte dei cittadini).

Meno bene al Sud dove la Sicilia si classifica come territorio meno virtuoso dal punto di vista digitale in compagnia di tutti quei territori dove, per esempio, la rete veloce non arriva: c’è una correlazione diretta fra assenza di infrastrutture di connettività veloci e tasso di digitalizzazione.

Laddove manchi la possibilità di collegarsi a Internet non è possibile infatti fruire delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie che contribuirebbero anche a migliorare i servizi didattici con una conseguente ricaduta positiva anche per il processo educativo delle nuove generazioni.

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Il Comune di Pisa rende operativo un servizio di facilitazione digitale

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Nasce a Pisa un nuovo servizio per supportare i cittadini con un basso livello di conoscenza informatica ed aiutarli nell’utilizzo dei servizi digitali comunali o nella partecipazione a bandi che, ormai, prevedono quasi esclusivamente la modalità telematica.

Si tratta di un’iniziativa fortemente voluta dal Comune di Pisa per non lasciare indietro nessun cittadino, in piena coerenza con i dettami del Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione e in armonia con il recentissimo Decreto emanato dal MID.

Il nuovo servizio, che ha delle tangenze evidenti con l’iniziativa di Casa Digitale già attiva dal 2019 sul territorio lombardo, apre al pubblico presso la Società della Salute da oggi con la collaborazione delle associazioni Donne in movimento e Batik.

Il cittadino che necessita un aiuto potrà fruire un facilitatore digitale a cui rivolgersi per ricevere indicazioni e ogni forma supporto, previa appuntamento, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13.

Si tratta della soluzione per aiutare anziani e le fasce indigenti della popolazione che non hanno a disposizione i mezzi informatici.

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Cresce l’uso dell’app IO e aumenta il numero di identità digitali SPID attivate

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Grazie al Bonus Vacanze per cui è necessario l’utilizzo dell’app IO, l’applicazione con cui è possibile accedere da smartphone a numerosi servizi della Pubblica Ammistrazione, aumenta il numero di cittadini in possesso dell’identità digitale SPID.

Il balzo, nel solo mese di luglio, ammonta alla ragguardevole cifra di un milione di identità digitali erogate: complessivamente, nel primo semestre del 2020 le identità digitali sono cresciute del 50% rispetto a fine 2019, raggiungendo un totale di 9 milioni di utenti attivi.

Lo sprint dell’ultimo periodo si deve certamente all’implementazione delle richieste di bonus tramite l’app IO e in particolare del Bonus Vacanze reso disponibile a partire dal 1 luglio scorso su iniziativa congiunta da parte del MiBACT e dell’Agenzia delle Entrate.

Il bonus è esigibile da chiunque ne abbia i requisiti fino al 31 dicembre 2020: è necessario che i nuclei familiari richiedenti abbiano un ISEE fino a 40.000 euro e utilizzino l’app IO per effettuare la richiesta.

Chiaramente l’uso dell’app IO prevede, come requisito, l’essere in possesso di un’identità digitale SPID o, in alternativa, dell’identità digitale integrata nella CIE tramite l’app CIEid.

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L’INPS si prepara a sbarcare sull’app IO

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I servizi della Pubblica Amministrazione sono destinati a passare direttamente negli smartphone degli utenti tramite l’app IO.

IO è l’applicazione, disponibile su App Store e Play Store, che il Governo ha pubblicato, attualmente in versione beta benché pienamente utilizzabile, per concentrare i servizi della PA nei dispositivi mobile degli utenti al fine di rendere più facile e fruibile il rapporto con la PA.

L’applicazione al momento eroga solo alcuni dei servizi che verranno rilasciati dalle varie PA, nazionali e locali: per questo motivo i cittadini non trovano ancora tutti i Comuni e tantomeno tutte le PA nazionali all’interno della lista degli Enti aderenti.

C’è, per esempio, ACI con il suo servizio di notifica e pagamento bollo auto come anche è possibile, sempre tramite l’app IO, riscattare il bonus vacanze.

Il prossimo Ente che si prepara ad essere presente sull’applicazione è l’INPS con parte dei propri servizi: l’obiettivo è uniformare l’esperienza utente garantendo al cittadino

Per gestire i servizi tramite app IO è necessario accedere tramite un’identità digitale SPID, ormai diffusa a più di 8 milioni di cittadini italiani, o attraverso alla CIE 3.0 e applicazione CIEid.

Maggiori dettagli nel commento al DL Semplificazioni sul blog del partito attualmente reggente il Dicastero del Ministero dell’Innovazione Tecnologica e della Digitalizzazione.

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Regione Basilicata spinge sull’adozione della firma digitale remota

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Per consentire l’evoluzione dei processi di trasformazione digitale e la semplificazione dei procedimenti amministrativi la Regione Basilicata spinge i cittadini ad adottare la firma digitale remota.

Si tratta di un importante strumento che consente ai cittadini di interagire con la Pubblica Amministrazione attraverso un documento elettronico avente determinate caratteristiche fra cui l’autenticità e la non ripudiabilità.

Per poterlo sfruttare, i cittadini devono richiedere la firma digitale remota recandosi presso gli sportelli abilitati dove si procederà al riconoscimento di persona oppure, per tutti coloro che sono in possesso di un vecchio certificato di firma digitale in scadenza, è possibile inoltrare la richiesta direttamente online.

Una volta ottenuta la firma digitale remota, il cittadino sarà in grado di sottoscrivere e trasmettere documenti digitali utilizzando il proprio smartphone o ogni altro dispositivo compatibile: la firma digitale remota evita la necessità di avere un sistema di autenticazione addizionale, come per esempio un lettore per smart card, e richiede esclusivamente la connessione ad internet.

Inoltre, sempre tramite l’accesso ai servizi di Regione Basilicata, i cittadini dotati di firma digitale remota possono richiedere velocemente le proprie credenziali SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale necessario per autenticarsi ai servizi digitali erogati dalla PA.

Ulteriori informazioni nella sezione dedicata del portale di Regione Basilicata.

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SPID, accelera l’erogazione di identità digitali

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Tempi felici per la digitalizzazione e soprattutto per la diffusione dei servizi online della PA: durante l’epidemia di COVID-19 infatti è cresciuto significativamente il numero di identità digitali (SPID) rilasciate nel nostro Paese.

In circa un mese si è registrato infatti un balzo in avanti di quasi il 10% con 6.300.000 identità digitali attivate al 31 marzo 2020: grossomodo 100.000 a settimana, secondo dati diffusi da AgID.

In un solo mese il tasso medio di crescita settimanale delle identità digitali SPID, che nel 2019 si attestava attorno alle 40/50mila unità, è più che raddoppiato: gli utenti sono cresciuti e anche i servizi online attivati dalle PA, accessibili tramite SPID.

Fra i nuovi servizi che hanno portato alle nuove registrazioni compaiono il bonus dei 600 euro e il bonus baby sitting previsti dal Decreto Cura Italia nonché i buoni spesa dei Comuni e la Carta Famiglia.

In soli sei mesi quindi si sono avute 1.501.956 identità digitali SPID erogate con una crescita complessiva pari a circa il 31%.

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