Impresa 4.0, tornano i voucher per la digitalizzazione

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Torna una delle misure più interessanti per la digitalizzazione delle imprese: da oggi infatti sono pronti oltre 15 milioni di euro per accelerare il processo di trasformazione digitale del tessuto imprenditoriale italiano.

Lo stanziamento è correlato al nuovo bando nazionale voluto dal MISE nel perimetro di Impresa 4.0 che permette agli imprenditori di richiedere alle Camere di Commercio locali appositi voucher che rappresentano un sostegno concreto a favore delle imprese, soprattutto quelle di dimensioni più piccole, che solitamente fanno più fatica a trovare le risorse per innovarsi.

I voucher permettono ad ogni impresa richiedente di ottenere risorse economiche pari al 50% del costo degli interventi ammissibili per la digitalizzazione con un tetto massimo di 10mila euro per impresa.

Tali interventi sono inerenti all’acquisto di servizi di consulenza, formazione e tecnologie in ambito 4.0 e in particolare per l’acquisto di software, hardware e/o servizi specialistici che consentano di migliorare l’efficienza aziendale e modernizzare l’organizzazione del lavoro tramite l’adozione di strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro.

Ne fanno parte anche lo sviluppo di soluzioni di e-commerce o la realizzazione di interventi di formazione qualificata del personale nel campo delle nuove tecnologie.

La misura dei voucher non è nuova, è già stata presentata nel 2018 ed è stata ora rifinanziata visto l’enorme successo dell’iniziativa: le aziende avranno tempo fino al 15 luglio per richiedere l’erogazione del voucher presso la propria Camera di Commercio di riferimento attraverso il relativo PID.

Potranno beneficiare della misura le singole micro, piccole e medie imprese e i gruppi da 3 a 20 imprese che presentano un progetto condiviso nel rispetto dei crismi di Impresa 4.0.

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La metà delle imprese italiane utilizza solo gli strumenti digitali di base

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L’analisi effettuata da Unioncamere sulla base dei risultati relativi all’assessment riguardante la maturità digitale messo a punto dalle Camere di commercio italiane fotografa una situazione abbastanza netta.

La metà delle piccole e medie imprese italiane sta faticosamente tentando di migliorare la propria digitalizzazione affrontando la transizione digitale prospettata dalle tecnologie appartenenti all’ambito Impresa 4.0 (già Industria 4.0).

Le imprese più avanzate sul fronte della trasformazione digitale sono composte da un buon 30% che ha già digitalizzato buona parte dei processi, un 7% che ha applicato con successo i principi cardine di Impresa 4.0 e un 3% che non solo ha digitalizzato i propri processi ma ha anche fatto debito ricorso a tecnologie 4.0.

L’altra metà però è ancora al palo e utilizza solo strumenti digitali di base con difficoltà evidenti ad approfondire le tematiche.

Un’indagine ancora non del tutto estesa

L’indagine è stata condotta grazie a SELFI 4.0, lo strumento di autovalutazione online supportato dagli 88 Punti impresa digitale (Pid) che il sistema camerale ha creato per innescare la digitalizzazione del tessuto imprenditoriale nazionale.

Tale strumento è stato impiegato soprattutto dalle imprese di piccole dimensioni (il 70% con non più di 9 addetti), in gran parte provenienti dal Nord (62%).

Il dato significativo è che solo il 30% delle imprese ha utilizzato almeno un’agevolazione prevista dal Piano Nazionale Impresa 4.0: di queste, l’investimento prevalente è stato principalmente legato a tencologie abilitanti il 4.0 come, ad esempio, sistemi di gestione ERP, sistemi di pagamento mobile e soluzioni di e-commerce.

Al contrario il ricorso a tecnologie innovative è ancora poco sviluppato: il 7,2% delle imprese utilizza IoT, il 4,3% ricorre alla manifattura additiva, il 4,2% impiega soluzioni per la manifattura robotica avanzata e solo il 3,4% utilizza sistemi di realtà virtuale e aumentata.

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