Al via la fase operativa del Voucher Innovation Manager

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Il nuovo incentivo del Ministero dello Sviluppo Economico è ufficialmente entrato nella sua fase operativa: la misura del Voucher Innovation Manager, ossia l’agevolazione che permette alle aziende di inserire figure in grado di implementare le tecnologie e ammodernare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, è stata regolata tramite la pubblicazione del decreto del 29 luglio 2019.

L’iniziativa che promuove i processi di trasformazione tecnologica e digitale di PMI e reti d’impresa presenti su tutto il territorio nazionale è stata definita nelle modalità e nei termini onde consentire l’iscrizione all’elenco dei manager e delle società di consulenza abilitati a fornire le consulenze per cui è fruibile l’agevolazione.

Dalle ore 10.00 del 27 settembre alle ore 17.00 del 25 ottobre è possibile presentare la domanda di iscrizione all’elenco: tale operazione è effettuabile tramite una piattaforma informatica realizzata da Invitalia e accessibile dalla sezione dedicata ai voucher per consulenza in innovazione del sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

Tutti gli step previsti, tra cui la compilazione delle istanze, la verifica dei requisiti, la concessione ed erogazione del voucher saranno svolti esclusivamente per via telematica.

Nei prossimi giorni è attesa la pubblicazione del secondo provvedimento previsto dal Decreto del Ministro Di Maio del 7 maggio 2019, che disciplina le modalità per la richiesta del Voucher.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa di Invitalia.

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Presentato MADE, il Competence Center dedicato a Industria 4.0

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Ufficialmente presentato oggi ma attivo a partire da settembre, ha fatto il suo ingresso nella scena lombarda MADE, il Competence center guidato dal Politecnico di Milano e dedicato al mondo di Industria 4.0.

Il competence center sarà attivo a partire dal prossimo settembre all’interno del Campus Bovisa ed è frutto della collaborazione fra diverse università delle città di Milano, Bergamo, Brescia e Pavia oltre che di svariate realtà imprenditoriali: ben 39 imprese hanno deciso di condividere il percorso scambiandosi competenze tecnologiche al fine di incrementare la competitività dell’ecosistema lombardo che punta all’innovazione in ambito Industria 4.0.

MADE: il competence center per l’innovazione delle imprese

MADE nasce con lo specifico scopo di innovare le imprese del territorio: chiunque si rivolga al Competence Center beneficierà delle più recenti tecnologie digitali studiati per i processi manufatturieri industriali.

MADE prevede un’organizzazione interna sulla base di isole multi-funzionali fruibili per la formazione e il training dei lavoratori anche dal punto di vista esperienziale oppure per progetti di trasferimento tecnologico.

Le tecnologie affrontate vanno dalla realtà aumentata alla realtà virtuale passando per la robotica collaborativa e all’impiego di Big Data nel monitoraggio e nell’analisi dei dati provenienti dagli impianti. Grande attenzione anche alle tematiche della lean manufacturing e della sostenibilità energetica degli impianti che, grazie alla tecnologia, può essere notevolmente migliorata.

MADE di estende per oltre 2000 mq nel Campus Bovisa – Durando del Politecnico di Milano che fornirà un ambiente particolarmente favorevole all’espansione dell’iniziativa anche grazie a sinergie con PoliHub, l’acceleratore del Politecnico e la Joint Platform del Politecnico di Milano con la Tsinghua University di Pechino.

L’obiettivo condiviso da parte degli attori che convergono attorno al MADE è quello di raggiungere in tre anni più di 10.000 persone tramite azioni di formazione e divulgazione sulle opportunità derivanti dalle nuove tecnologie digitali.

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La metà delle imprese italiane utilizza solo gli strumenti digitali di base

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L’analisi effettuata da Unioncamere sulla base dei risultati relativi all’assessment riguardante la maturità digitale messo a punto dalle Camere di commercio italiane fotografa una situazione abbastanza netta.

La metà delle piccole e medie imprese italiane sta faticosamente tentando di migliorare la propria digitalizzazione affrontando la transizione digitale prospettata dalle tecnologie appartenenti all’ambito Impresa 4.0 (già Industria 4.0).

Le imprese più avanzate sul fronte della trasformazione digitale sono composte da un buon 30% che ha già digitalizzato buona parte dei processi, un 7% che ha applicato con successo i principi cardine di Impresa 4.0 e un 3% che non solo ha digitalizzato i propri processi ma ha anche fatto debito ricorso a tecnologie 4.0.

L’altra metà però è ancora al palo e utilizza solo strumenti digitali di base con difficoltà evidenti ad approfondire le tematiche.

Un’indagine ancora non del tutto estesa

L’indagine è stata condotta grazie a SELFI 4.0, lo strumento di autovalutazione online supportato dagli 88 Punti impresa digitale (Pid) che il sistema camerale ha creato per innescare la digitalizzazione del tessuto imprenditoriale nazionale.

Tale strumento è stato impiegato soprattutto dalle imprese di piccole dimensioni (il 70% con non più di 9 addetti), in gran parte provenienti dal Nord (62%).

Il dato significativo è che solo il 30% delle imprese ha utilizzato almeno un’agevolazione prevista dal Piano Nazionale Impresa 4.0: di queste, l’investimento prevalente è stato principalmente legato a tencologie abilitanti il 4.0 come, ad esempio, sistemi di gestione ERP, sistemi di pagamento mobile e soluzioni di e-commerce.

Al contrario il ricorso a tecnologie innovative è ancora poco sviluppato: il 7,2% delle imprese utilizza IoT, il 4,3% ricorre alla manifattura additiva, il 4,2% impiega soluzioni per la manifattura robotica avanzata e solo il 3,4% utilizza sistemi di realtà virtuale e aumentata.

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SELFI4.0, Unioncamere boccia le imprese italiane

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Non sono confortanti i dati che emergono dai risultati del testo di maturità digitale SELFI 4.0, lo strumento di autovalutazione ideato da Unioncamere e messo gratuitamente a disposizione degli imprenditori per comprendere il grado di digitalizzazione della propria azienda.

Delle 1.151 imprese coinvolte nell’analisi, solo l’8% è risultato esperto nelle tecnologie ascrivibili al perimetro di Industria 4.0 con un picco del 4% di aziende le cui competenze digitali sono risultate ancora superiori, ossia eccellenti.

Il restante, ossia la maggioranza assoluta delle imprese coinvolte, non è risultato in grado di ottenere una soddisfacente maturità digitale: il 7% è risultato esordiente digitale perché totalmente legato ad una gestione fin troppo tradizionale dell’informazione e dei processi.

Il 49% invece ha ottenuto la qualifica di apprendista digitale in quanto in grado di utilizzare esclusivamente gli strumenti digitali di base; di contro il 32% si è classificato come specialista digitale grazie ad una migliore digitalizzazione dei processi interni.

SELFI 4.0, un punto di partenza per i PID

Il test di autovalutazione SELFI 4.0 fa parte delle prime iniziative messe in campo dei PID, ossia dei Punti Impresa Digitale che consistono nelle organizzazioni create in senso alle Camere di Commercio italiane e dedicate alla diffusione del digitale tra le imprese: si tratta di un’iniziativa sicuramente interessante di cui avevamo già parlato.

Uno sforzo voluto dal Sistema Camerale per promuovere l’acquisizione delle competenze digitali da parte delle aziende presenti sul territorio nazionale.

Maggiori dettagli nel comunicato stampa di Unioncamere.

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SELFI4.0, online il test di maturità digitale

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Per valutare lo stadio di maturità digitale delle imprese, Unioncamere attraverso i Punti Impresa Digitale ha messo a punto un questionario di valutazione chiamato SELFI4.0.

Il test di valutazione, del tutto gratuito, permette alle imprese di fotografare il proprio grado di digitalizzazione e di comprendere quali aree devono essere maggiormente attenzionate.

L’iniziativa fa parte dei servizi offerti dalla rete dei 77 Punti Impresa Digitale che il sistema delle Camere di Commercio ha allestito sul territorio per il supporto alle imprese nell’ambito del piano nazonale Impresa 4.0.

Una valutazione online per conoscere lo stato digitale della propria impresa

Il questionario è diviso in 8 aree tematiche permette di ottenere una prima valutazione della propria azienda cui far seguire, dopo un contatto con gli uffici PID della propria Camera di Commercio, un’analisi più approfondita da parte di un digital promoter del Sistema camerale.

I digital promoter, una figura nuova frutto di un percorso di formazione dedicato partito il 21 marzo, sono per ora 86 e, a regime, supereranno le 200 unità: il loro compito sarà quello di evangelizzare le imprese per migliorare il loro rapporto con la tecnologia aiutandole ad individuare la soluzione tecnologica più idonea al percorso di crescita e sviluppo dell’impresa.

Per maggiori informazioni si rimanda al comunicato stampa.

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L’ISTAT evidenzia una scarsa incisività della trasformazione digitale sul sistema produttivo

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La sesta edizione del Rapporto ISTAT sulla competitività dei settori produttivi delinea un quadro per cui c’è ancora molta strada da percorrere nella rincorsa alla rivoluzione digitale.

Due terzi delle imprese risultano sostanzialmente indifferenti alla digitalizzazione dei processi produttivi mentre le imprese che presentano un elevato tasso di digitalizzazione rappresentano solo il 3% del totale.

Questa situazione impatta significativamente sulla produttività del sistema Paese: il tasso di crescita congiunturale pari in media a +0,2%, di 0,2 punti percentuali al di sotto della media europea mentre gli investimenti sono cresciuti a un tasso medio dello 0,5%, contro lo 0,9% dell’Ue.

A pesare inoltre il divario sul fronte dell’impiego di internet come elemento di crescita nonché della larghezza di banda della connettività internet che incrementa la distanza tra PMI e grandi imprese.

Un sistema produttivo in transizione

La situazione, nella sua complessità, sembra sugggerire un sistema produttivo in transizione con evidenti segnali di recupero anche in virtù degli incentivi del piano Industria 4.0 anche se rispetto ai principali Paesi dell’Unione Europea la ripresa si è manifestata più tardi e più debolmente a causa soprattutto di una minore propensione agli investimenti in capitale immateriale ossia quello delle competenze.

Di massima nel triennio 2014-2016 il 48,7% delle aziende italiane di industria e servizi di mercato con almeno 10 addetti ha svolto attività innovative di cui 30,3% sono classificabili come innovatori forti, ossia in grado di innovare prodotti e processi mentre quasi il 25% sono innovatori di prodotto e il 18,5% innovatori di processo.

Maggiori informazioni direttamente accedendo al testo del rapporto ISTAT.

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Unioncamere presenta i Punti Impresa Digitale

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Nell’ambito del percorso di digitalizzazione dell’Italia, Unioncamere approfitta del palco della Maker Faire Rome per presentare uno dei progetti di punta per avvicinare le imprese alla rivoluzione tecnologica in atto.

Si tratta dei Punti Impresa Digitale, un’iniziativa particolarmente interessante che ha lo scopo di diffondere la cultura e la pratica del digitale tra le piccole e medie imprese per colmare il gap competitivo esistente con gli altri Paesi e diffondere le competenze richieste dalla quarta rivoluzione industriale (Industria 4.0).

Il 65.8% delle medie imprese conosce il piano Industria 4.0 e 2 su 5 vorrebbe avviare percorsi di digitalizzazione per migliorare la propria efficienza operativa ma sono frenate dalla novità della materia.

L’evidente esigenza di un supporto ha spinto Unioncamere a creare sul territorio i Punti Impresa Digitale: una rete di sportelli presso le sedi delle Camere di Commercio in cui le imprese possono trovare una soluzione al problema.

Nei Punti Impresa Digitale l’imprenditore ha l’opportunità di scoprire programmi per l’acquisizione delle conoscenze di base sulle tecnologie di Industria 4.0, una mappatura della maturità digitale delle imprese nonché un servizio di assistenza per l’avvio di processi di digitalizzazione oltre alla formazione e all’orientamento qualora sia necessario rivolgersi a strutture più specialistiche.

Punti Impresa Digitale, un sistema voucher

Le piccole imprese, attraverso i PID, potranno inoltre ottenere accesso ad un sostegno economico per le iniziative di digitalizzazione sulla base del sistema dei voucher che il sistema camerale ha elaborato allo scopo.

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ProM Facility, a Rovereto un laboratorio di prototipazione meccatronica unico in Italia

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Nell’area del Polo Meccatronica di Rovereto, un business innovation center che è stato avviato sulle ceneri della produzione manufatturiera di fibre di cotone per le intelaiature dei pneumatici Pirelli e di sneaker per Superga, è nata una nuova iniziativa fortemente votata all’open innovation.

Con un investimento di 90 milioni di euro distribuiti su due cicli da sette anni grazie anche ai fondi Fesr dell’Unione Europea è infatti sorta ProM Facility un laboratorio di prototipazione avanzata che mette a disposizione delle aziende soluzioni e macchinari d’avanguardia.

ProM Facility è una piattaforma capace di combinare la meccanica tradizionale con i più moderni controlli elettronici, sensori e sistemi di prototipazione virtuale.

Il progetto ProM Facility infatti nasce per intervenire su sei macroaree riconducibili ai crismi dell’industria 4.0: elettronica e prototipazione di piccole quantità di schede integrate, Ict & IoT, cybersecurity, metrologia, integrazione, stampa 3D e taglio laser.

All’interno figurano infatti stampanti 3D metalliche e polimeriche, una macchina da taglio laser combinata per tubi e lamiere di diversi materiali, uno scanner 3D, un centro di fresatura in grado di combinare lavorazioni additive e sottrattive, una linea di prototipazione semi-automatica di schede elettroniche, un manipolatore per robotica cooperativa, un banco prove motori e un supercomputer per addestramento reti neurali profonde.

L’iniziativa, voluta e supportata da Trentino Sviluppo, Fondazione Bruno Kessler, Università di Trento e Confindustria locale, punta a creare entro il 2022, oltre alla sede definitiva di ProM Facility anche nuovi laboratori e due istituti scolastici: l’Itt Marconi e il Cfp Veronesi con i loro 1.400 studenti.

ProM Facility ospita player importanti

All’interno di ProM Facility vi sono ad oggi 29 società tra cui Bonfiglioli, Aermec, Zeiss, Watts, Dana e Ducati Energia.
Inoltre figurano anche quattro startup in un clima di open innovation e di contaminazione basata sulla condivisione di competenze e sulla formazione per gli studenti superiori e universitari ma anche per chi è già inserito nel mondo del lavoro e necessita di una sorta di riqualificazione digitale.

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Cisco entra nella Lean Experience Factory di San Vito al Tagliamento

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L’industria 4.0 attira l’attenzione tanto del tessuto produttivo locale quanto delle grandi aziende tecnologiche che vedono nella revisione dei processi grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie una vera e propria nuova rivoluzione industriale.

Avevamo già parlato della fabbrica digitale di San Vito al Tagliamento, a Pordenone: un esperimento voluto da McKinsey & Company, Unindustria Pordenone e altre istituzioni locali per educare il tessuto imprenditoriale del territorio ad un’efficace trasformazione digitale dei processi.

La Lean Experience Factory 4.0, questo il nome del progetto pilota, nel corso dei mesi si è arricchita e, da oggi, può contare sul supporto, in ambito cybersecurity, collaboration e reti industriali, da parte di Cisco e VEM sistemi.

Industria 4.0: Cisco organizza tre aree demo per Lean Experience Factory 4.0

Nello specifico Cisco e VEM sistemi hanno realizzato tre aree demo interattive per mostrare alle aziende italiane nel modo più semplice possibile i vantaggi dell’innovazione tecnologica per favorire il fenomeno di digital transformation.

Nell’area dedicata alla cybersecurity viene simulato un attacco informatico alla rete di stabilimento da parte di un device semplicissimo che può quindi entrare nella rete e agganciarsi ad altri dispositivi; al contempo, viene illustrato come una soluzione quale la Cisco Connected Factory Security possa impedire l’accesso a risorse e aree di rete non autorizzate.

Nell’area dedicata all’industria invece vengono mostrate tecnologie per incrementare la produttività attraverso la collaborazione tramite la piattaforma Cisco Spark: nello specifico i vantaggi ottenibili da un operatore della manutenzione, presente nell’ambiente di produzione, grazie all’impiego di un dispositivo wearable o mobile e il supporto di un esperto in grado di supportare il manutentore nello svolgimento delle attività assegnate.

Infine l’ultima area dimostrativa, quella legata alla continuità operativa ad elevate performance: il laboratorio mostra la soluzione Cisco Connected Factory Wireless attraverso cui l’infrastruttura di comunicazione è in grado di individuare eventi imprevisti (interferenze, guasti, ecc.) e di riconfigurarsi automaticamente al fine di assicurare la continuità di servizio.

Qui il comunicato stampa.

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