Il Comune di Catania e TIM insieme per il futuro tecnologico della città

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Il Comune di Catania ha siglato un accordo con TIM per dare nuovo impulso allo sviluppo digitale del territorio con particolare riferimento alla possibilità di rendere Catania una smart city all’avanguardia e diventare così un riferimento per l’economia digitale regionale.

Si tratta di un’intesa che consolida ulteriormente il già prospero rapporto di TIM con la città che ospita anche il Joint Open Lab nato in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania e che si occupa di sperimentazioni relative all’Internet of Things (IoT), Smart AgriFood e Industria 4.0.

Sensoristica e applicazioni avanzate per Catania

Il ruolo di TIM sarà quello di partner per la realizzazione di sistemi evoluti come il monitoraggio e l’efficientamento dello spostamento dei cittadini e turisti grazie all’ottimizzazione della mobilità urbana.

Tra i principali servizi verrà implementato il sistema BaaS (Bus as a Sensor), un innovativo sensing node applicato ai mezzi di trasporto affinché sia possibile utilizzarli per raccogliere diverse tipologie di dati, come la qualità dell’aria, la posizione o l’affollamento del bus ma anche il grado di congestione del traffico o la situazione del manto stradale.

I bus diventeranno quindi delle macchine intelligenti al servizio della comunità
Oltre al sistema BaaS è prevista la realizzazione di una soluzione Smart Urban Garden che consente di dotare gli orti urbani e le aree verdi di un’intelligenza artificiale che permetta ai fruitori di interagire fra loro e con il territorio nell’ottica di creare un proprio orto 2.0 attraverso un assistente digitale.

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FAB4, inaugurato il primo Digital Innovation Hub della Campania

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La Camera di Commercio di Salerno ha lanciato presso i propri uffici FAB4, il primo Digital Innovation Hub (DIH) della Campania.

Gestito da Confartigianato Salerno e con il supporto di SellaLab, Medaarch, Knowledge for Business, il Digital Innovation Hub ha l’obiettivo di informare, orientare e accompagnare le imprese verso il percorso di digitalizzazione.

Il primo servizio messo a disposizione da parte del nuovo centro di innovazione è uno sportello di orientamento al fine di presentare alle aziende le opportunità più significative da impiegare per essere più competitive e più efficaci sul mercato.

Non solo orientamento: un altro aspetto prioritario risiede nel supporto alle imprese per le attività di pianificazione degli investimenti innovativi per cui sono presenti le agevolazioni previste dal piano Industria 4.0.

Il 10 gennaio verrà aperto lo sportello per le imprese e l’info day sul vaucher per la digitalizzazione mentre il 25 gennaio è in programma la presentazione delle opportunità di finanziamento del piano industria 4.0.

Infine dall’ultimo sabato di gennaio, con cadenza mensile, si terranno i workshop gratuiti di Design Idea presso il Mediterranean Fab Lab di Cava de’Tirreni.

Massima attenzione anche al mondo scolastico

FAB4 DIH inoltre si occuperà di dialogare con le istituzioni scolastiche, il sistema universitario ed i centri di ricerca per facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta di innovazione.

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La Regione Emilia-Romagna lancia un tour dedicato all’innovazione

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L’Emilia Romagna è una regione ricca di opportunità sul fronte dell’innovazione ma spesso esse non sono adeguatamente documentate.

Eppure in tutto il territorio che si snoda da Piacenza a Rimini vi sono 82 laboratori di ricerca industriale, 14 centri per l’innovazione, 10 tecnopoli in 20 sedi, 10 spazi S3, 83 incubatori e strutture a supporto della creazione di impresa, 22 FabLab, 10 laboratori aperti e 7 Clust-ER tematici.

Si tratta di una dotazione strutturale importante che produce progetti e contaminazioni legati alle nuove tecnologie.

In particolare i tecnopoli infatti rappresentano una rete di infrastrutture di ricerca e innovazione supportata da fondi europei PorFesr e dedicata all’incontro ricerca-impresa anche attraverso strumenti online come il Catalogo della ricerca e delle attrzzature, due database che consentono rispettivamente di accedere all’offerta di ricerca industriale dei laboratori e delle strumentazioni presenti nei laboratori pubblici per test, analisi o sperimentazioni.

Un percorso che illustra l’innovazione in Regione

Per favorire l’accesso alle opportunità e stimolare la nascita di nuove sinergie per potenziare le ricadute positive sui territori, la Regione Emilia Romagna ha deciso di lanciare un tour della durata di nove tappe, presso i capoluoghi di provincia, per promuovere le opportunità esistenti in materia di innovazione e crescita socio-economica della regione.

L’iniziativa, promossa dalla Regione e da Aster con il supporto delle città ospitanti, è rivolta a imprese, startup, enti locali, parti sociali, camere di commercio, sistema bancario e agenzie di promozione territoriale.

Il calendario prevede, dopo la prima tappa di Ferrara, gli appuntamenti di Piacenza, il giorno 11 gennaio 2018, poi a Reggio Emilia il 18 gennaio, quindi Ravenna il 25 gennaio, Bologna il 1 febbraio, Forlì-Cesena e Rimini il giorno 8 febbraio, Modena il 15 febbraio e infine Parma il 22 febbraio.

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Unioncamere presenta i Punti Impresa Digitale

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Nell’ambito del percorso di digitalizzazione dell’Italia, Unioncamere approfitta del palco della Maker Faire Rome per presentare uno dei progetti di punta per avvicinare le imprese alla rivoluzione tecnologica in atto.

Si tratta dei Punti Impresa Digitale, un’iniziativa particolarmente interessante che ha lo scopo di diffondere la cultura e la pratica del digitale tra le piccole e medie imprese per colmare il gap competitivo esistente con gli altri Paesi e diffondere le competenze richieste dalla quarta rivoluzione industriale (Industria 4.0).

Il 65.8% delle medie imprese conosce il piano Industria 4.0 e 2 su 5 vorrebbe avviare percorsi di digitalizzazione per migliorare la propria efficienza operativa ma sono frenate dalla novità della materia.

L’evidente esigenza di un supporto ha spinto Unioncamere a creare sul territorio i Punti Impresa Digitale: una rete di sportelli presso le sedi delle Camere di Commercio in cui le imprese possono trovare una soluzione al problema.

Nei Punti Impresa Digitale l’imprenditore ha l’opportunità di scoprire programmi per l’acquisizione delle conoscenze di base sulle tecnologie di Industria 4.0, una mappatura della maturità digitale delle imprese nonché un servizio di assistenza per l’avvio di processi di digitalizzazione oltre alla formazione e all’orientamento qualora sia necessario rivolgersi a strutture più specialistiche.

Punti Impresa Digitale, un sistema voucher

Le piccole imprese, attraverso i PID, potranno inoltre ottenere accesso ad un sostegno economico per le iniziative di digitalizzazione sulla base del sistema dei voucher che il sistema camerale ha elaborato allo scopo.

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NOI Techpark, a Bolzano nasce un innovativo polo tecnologico

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A Bolzano nasce un parco tecnologico che punta a rendere la città uno fra i luoghi più attrezzati d’Italia in fatto di tecnologia.

Si chiama Noi Techpark e presenta, nell’area ex-Montecatini, oltre 190 mila metri cubi di edifici su un terreno di 13 ettari.

Lo spazio permette di ospitare 40 startup italiane, 6 istituti di ricerca, 20 laboratori e altrettante aziende innovative candidando Noi Techparck, il cui acronimo sta per Nature of Innovation, ad essere una piattaforma di interscambio e di conoscenza tra l’Italia e il Nord Europa.

Dopo un lavoro di 3 anni e un investimento complessivo di 124 milioni, il progetto prende il via oggi 20 ottobre con l’insediamento delle prime aziende come Huawei, Meccaferri e Leitner.

In particolare Huawei svilupperà nel polo tecnologico le proprie infrastrutture ICT nel campo della safe and smart city e dell’Internet of Things.

Sono attese anche nuove aziende ma il processo di selezione è molto rigoroso e basato sull’aderenza a cinque criteri di selezione: grado di contenuto tecnologico e innovativo del progetto, compatibilità con la strategia di sviluppo del Techpark, sostenibilità del business, reputazione e ricadute economiche sul territorio.

Noi Techpark, un’innovazione sostenibile

La struttura di Noi Techpark, costruita nel 1937 per volere di Mussolini, è stata completamente ristrutturata mantenendone i tratti storici ma implementando l’attenzione all’aspetto green: è infatti il primo edificio in Europa e secondo al mondo ad aver ottenuto la certificazione Leed ND v4.

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EIT Digital Challenge, al via la quarta edizione

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Le competizioni e i programmi di selezione dedicati alle migliori iniziative tecnologiche crescono in tutto il mondo: l’obiettivo è quello di vedere nascere nuove aziende innovative di successo e creare nuove opportunità lavorative.

Ad arricchire l’insieme di iniziative si aggiunge oggi la nuova edizione del programma EIT Digital Challenge.

L’EIT Digital Challenge è una competizione organizzata da EIT Digital, l’organizzazione che intende favorire l’innovazione tecnologica digitale e il talento imprenditoriale per garantire la crescita economica e il miglioramento della qualità della vita in Europa.

Per farlo, EIT Digital propone, dopo il superamento della competizione, l’incubazione all’interno del proprio acceleratore al fine di agevolare con il proprio network l’internazionalizzazione delle realtà vincitrici.

Il programma, che ha permesso nelle edizioni passate di trasformare startup in aziende di successo internazionali come la tedesca Konux, è altamente appetibile in virtù della posizione di leadership di EIT Digital nell’ambito dell’innovazione digitale e della formazione imprenditoriale.

Tra i casi di successo passati attraverso EIT Digital vi sono Chino, un’azienda che offre ai servizi di digital health una API sicura e un database in cui immagazzinare senza rischi i dati sensibili e Horus, un’azienda che sfrutta robotica, realtà aumentata e soluzioni digitali per aiutare le persone ipovedenti o non vedenti.

EIT Digital e deep tech

La nuova edizione, la quarta in assoluto, è dedicata al deep tech, ossia all’innovazione digitale basata su soluzioni disruptive che risentono di un elaborato lavoro di ricerca con, eventualmente, anche brevetti a tutela.

Rispetto all’approccio degli Stati Uniti, particolarmente focalizzati sull’innovazione applicata al business model, l’Europa può diventare un luogo ideale specie per le innovazioni in ambito industriale cavalcando la crescita di tutto ciò che è legato all’industria 4.0.

Per partecipare alla competizione le startup richiedenti, fondate da non più di 10 anni, devono avere sede in uno degli stati membri dell’Unione Europea, il loro ultimo fatturato deve essere stato di almeno 300 mila euro e devono aver effettuato raccolta dagli investitori per almeno 2 milioni di euro in equity.

La deadline per la candidatura è il giorno 8 ottobre 2017.

Le startup potranno concorrere in cinque categorie: Digital Cities, Digital Industry, Digital Wellbeing, Digital Finance e Digital Infrastructure.

Le migliori cinque verranno invitate a presentare il proprio prodotto davanti ad una giuria in cinque eventi finali che si terranno in varie città: Trento è stata selezionata per ospitare la finale in ambito Digital Cities il 28 novembre.

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Industria 4.0, in Emilia-Romagna si sviluppa una filiera manifatturiera

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Il tema dell’industria 4.0 è molto caro ai distretti produttivi industriali italiani perché rappresenta una forte innovazione che può migliorare l’efficienza e la competitività del nostro Paese.

Ai vari casi di eccellenza fra cui Progetto Manifattura di Rovereto e la sua recentissima evoluzione con ProM facility o la Lean Experience di San Vito al Tagliamento, si aggiunge ora anche l’Emilia-Romagna con un modello Industria 4.0 che lega diversi attori dell’intera filiera produttiva, dall’azienda capofila ai fornitori strategici al sistema creditizio.

L’iniziativa infatti coinvolge Bonfiglioli, azienda impegnata nel settore della meccatronica, come capofila in sinergia con Bnl-Bnp Paribas e Porsche consulting.

Industria 4.0: una filiera manifatturiera in Emilia

Il risultato è sostanzialmente un’unica azienda virtuale end-to-end in grado di seguire tutti i processi manifatturieri come una filiera indipendente idealmente priva di barriere di transazione che punta alla massima solidità ed efficienza.

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Robotica, la Toscana rappresenta un modello a livello europeo

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La Toscana è a tutti gli effetti un modello di innovazione a livello europeo nel settore della robotica.
La regione infatti è stata inserita all’interno di una conferenza organizzata dal Comitato europeo delle regioni e dalla Commissione Ue nell’ottica di dare vita al processo di creazione dei Digital innovation hubs.

I Digital innovation hubs sono dei centri di innovazione e competenza nel campo della robotica, un settore di primario interesse per le opportunità che è in grado di originare.

Basti pensare che la robotica potrebbe, nei prossimi anni, determinare un cambiamento epocale e conquistare fette di mercato paragonabili a quelle occupate dell’automotive.

Smart specialization: la Toscana punta su industria, educazione e innovazione

La Toscana vuole cavalcare il settore e per questo punta sulla strategia di smart specialization, ossia sta investendo risorse verso il sistema industriale, educativo e nell’innovazione dove la robotica è considerata una delle priorità tecnologiche.

La regione inoltre co-presiede due partenariati europei nel quadro delle piattaforme sulla smart specialization, su industria 4.0 e agricoltura di precisione.

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Maker Faire Rome, al via la fiera dell’innovazione

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Finalmente è arrivato il giorno tanto atteso: stampa 3d, IoT, big data, robotica e molto altro tornano ad arricchire Roma nell’evento più sentito per i makers di tutta Italia.

Inizia infatti oggi la Maker Faire Rome 2016, la grande fiera dedicata all’innovazione dove gli artigiani digitali mostreranno le ultime novità a partire dai 700 progetti esposti

Maker Faire Rome: un evento che cresce

Se prima l’evento attraeva innovatori e studenti, adesso coinvolge famiglie e anche imprenditori che vedono nelle possibilità offerte dai makers uno strumento per innovare le proprie realtà.

Del resto la fiera, oggi alla sua quarta edizione, è passata dai 35 mila visitatori del primo anno, ai 90 mila del secondo, fino al record di 100 mila della scorsa edizione.

L’interesse verso la Maker Faire coinvolge anche le istituzioni basti pensare che anche la Polizia di Stato e la Marina militare partecipano con i loro progetti all’avanguardia.
La Marina militare italiana presenta il simulatore di plancia per rendere l’esperienza di conduzione della fregata Carlo Bergamini nel porto di Taranto.

La Polizia di Stato invece, tramite il Pullman Azzurro, offre un’aula multimediale itinerante a bordo della quale, con strumenti innovativi e interattivi, sarà possibile intraprendere delle lezioni sulla sicurezza stradale.

Non solo, nei 100 mila metri quadrati totali di cui 55 mila di superficie espositiva coperta per l’edizione 2016, vi sono 8000 mq dedicati a bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni, con i laboratori dedicati per l’avviamento ad attività creative digitali.

Compaiono inoltre i droni di ultima generazione e progetti tecnologici dedicati allo sport come Cella Basket che propone sfide con il pubblico su un campo di pallacanestro ed esibizioni per Racer 7, un robot in grado di mettere a segno centinaia di canestri senza sbagliare un colpo.

Di più, nella manifestazione ci sarà anche una parte formativa per la manifattura italiana in modo da permettere a fabbri, artigiani e orefici di avvicinarsi al mondo del digital manufacturing per innovare la propria produzione.

Se amate quindi i droni e la robotica, la stampa 3D, l’industria 4.0, l’IoT (internet delle cose) dovete necessariamente fare un salto a Roma.

In alternativa sono visibili in streaming alcuni appuntamenti direttamente nella sezione dedicata.

Il programma completo è disponibile qui.

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Industria 4.0, McKinsey lancia un progetto pilota di fabbrica digitale

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Il rilancio dell’industria italiana passa attraverso il digitale: con la completa digitalizzazione della catena di montaggio infatti è possibile efficientare la produzione calcolando in ogni passaggio il tasso di produttività delle macchine, degli adetti nonché l’impiego della materia di prima necessaria alla produzione.

I sensori digitali monitorano ogni processo produttivo e raccolgono dati che vengono poi analizzati per incentivare miglioramenti nel processo produttivo.
Il risultato è un prodotto più sostenibile, meno costoso e soprattutto tarato sui bisogni contingenti senza sprechi, praticamente on demand.

Questo è lo scenario a cui si assiste a Pordenone dove è nata la fabbrica pilota 4.0 grazie ad una sinergia fra McKinsey e Unindustria Pordenone.

Digital Fabrication: il nuovo modo di fare industria

L’industria 4.0 si basa su una successione di livelli di azione.
L’inizio è costituito dall’utilizzo dei dati come strumento per creare valore: l’adozione di big data e open data permette di prelevare una quantità considerevole di informazioni dalle macchine.
Il passaggio successivo è rappresentato dall’analisi di questi dati affinché si possano identificare eventuali punti di inefficienza.
Il terzo passaggio riguarda l’interazione uomo-macchina: ovvero come istruire le macchine tramite interfacce e linguaggi al fine di migliorare lo scenario che è stato costruito nei precedenti livelli.
Infine l’ultimo passaggio riguarda la digital fabrication (o fabbricazione digitale), ovvero l’identificazione dei metodi e degli strumenti migliori per produrre i beni come ad esempio il ricorso alla stampa 3D o ai robot.

Produrre quello che serve quando serve appunto, potendo modulare la produzione in relazione alle richieste del mercato ed abbattendo i costi di stoccaggio e logistica rappresenta una chiara innovazione che viene recepita in un distretto industriale, quello di Pordenone, dove si concentrano la filiera del mobile e del bianco ossia degli elettrodomestici.

Non a caso l’innovazione di McKinsey si propone ad aziende come Electrolux di Porcia e alla stessa Ikea come laboratorio per innovare i processi in modo da recuperare produttività.

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