Google News Showcase, la nuova piattaforma di Google per incentivare contenuti editoriali di qualità

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Google ha annunciato un programma di investimento di un miliardo di dollari in tre anni per sostenere l’editoria, su scala mondiale, tramite collaborazioni con realtà editoriali.

L’iniziativa è accompagnata dalla nascita di una nuova piattaforma, Google News Showcase, che sostituirà Google News, il prodotto di Google che filtra le notizie e le utilizza senza un adeguato corrispettivo alle fonti da cui preleva le informazioni.

A differenza di questa piattaforma, Google News Showcase permette agli editori di essere remunerati per creare e curare contenuti di alta qualità per un diverso tipo di esperienza di notizie online.

Il nuovo sistema è già operativo in Brasile e Germania con un rilascio progressivo negli altri Paesi con accordi già siglati con circa 200 testate editoriali in Germania, Brasile, Argentina, Canada Regno Unito e Australia.

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Google mette a disposizione un fondo di emergenza dedicato all’informazione locale

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Google interviene a supporto dell’informazione digitale territoriale mettendo a disposizione delle testate locali con una presenza online uno speciale fondo di emergenza destinato a supportare coloro i quali si impegnano nell’offrire notizie, tramite l’uso del digitale, per le piccole comunità locali.

L’iniziativa nasce nel perimetro del pogetto Google News Initiative (GNI) ed è uno strumento speciale avviato in occorrenza dell’emergenza sanitaria COVID-19: il fondo creato è accessibile a organizzazioni giornalistiche locali che hanno una redazione composta fra i 2 e i 100 giornalisti e che hanno interesse locale.

Da oggi 15 aprile e fino al prossimo 29 aprile è possibile presentare le domande, direttamente online, tramite un’apposita procedura.

Si tratta di un importante riconoscimento da parte di Google circa il lavoro informativo svolto dalle piccole testate locali che quotidianamente si impegnano ad offrire un giornalismo puntuale e qualitativo.

Produrre notizie originali per comunità locali specifiche è infatti in grado di fare la differenza quando si tratta di informare i cittadini e, al contempo, permette di contrastare la nascita di fake news che spesso si nascondono in eventi del tutto inventati a dimensione territoriale.

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Facta, su WhatsApp il servizio contro la disinformazione

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Da oggi è attivo in Italia un nuovo progetto pilota di WhatsApp dedicato al fact-checking per contrastare la disinformazione: l’iniziativa, in co-regolamentazione definita da Agcom per contrastare soprattutto le fake news relative all’emergenza del Coronavirus attraverso le piattaforme digitali, si basa su Facta, la piattaforma di Pagella Politica che è firmataria dei Poynter International Fact Checking Principles.

Gli utenti di WhatsApp possono inviare gratuitamente a Facta i messaggi condivisi sulla piattaforma riguardanti il COVID-19 al fine di consentire ai fact-checker di verificarne l’accuratezza: per farlo, è sufficiente salvare il numero +39 345 6022504, ossia il numero di Facta, nella rubrica del proprio telefono e inviare, tramite WhatsApp, i messaggi di testo o vocali, video o immagini dei quali si desidera verificare l’autenticità.

Di risposta, Facta invierà all’utente una notifica per indicare se si tratta di una nuova notizia falsa pubblicandone l’esito anche nella pagina dedicata del suo sito web.

L’account di Facta inoltre aggiornerà costantemente il suo stato di WhatsApp con le ultime notizie verificate sul COVID-19 che gli utenti potranno consultare in ogni momento: per ogni giorno è poi disponibile un resoconto giornaliero di tutte le notizie verificate che può essere anche recapitato al proprio contatto.

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Regione Emilia-Romagna avvia un palinsesto digitale a carattere formativo

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Regione Emilia-Romagna, tramite Lepida, ha avviato su YouTube un palinsesto digitale a carattere formativo che raccoglie, online e sul digitale terrestre un insieme di contenuti e risorse pensati per diffondere, tra le altre, competenze digitali relative all’uso delle nuove tecnologie per finalità di business.

Fra queste vi sono pillole informative sull’impiego degli strumenti digitali per comunicare a distanza con i propri parenti e conoscenti ma anche effettuare acquisti online o ancora come interagire con la PA a distanza.

Tali risorse sono specificatamente ideate per affrontare il difficile periodo della crisi sanitaria che coinvolge l’Italia in quanto lo sfruttamento, da remoto, dei servizi esistenti può aiutare moltissime persone che non sono in grado di effettuare operazioni tramite smartphone o tablet.

L’iniziativa si intitola “Insieme Connessi. Competenze e contenuti digitali per connettere le persone che vogliono apprendere, scoprire e socializzare anche #restandoacasa” e nasce nell’ambito delle attività promosse con l’Agenda Digitale Regionale (ADER).

I contenuti sono reperibili sul sito dell’Agenda Digitale di Regione Emilia-Romagna ma anche sul sito www.lepida.tv e sui canali YouTube di Lepida e sul 118 del digitale terrestre: le trasmissioni in diretta saranno disponibili anche sul profilo Facebook di ADER.

Maggiori dettagli nel comunicato ufficiale di Regione Emilia-Romagna.

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In calo il numero di persone che leggono notizie online

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Informarsi online non è una delle attività preminenti per gli italiani: rispetto agli abitanti degli altri Paesei in area Ue infatti, la lettura delle notizie su internet rappresenta un’attività del tutto marginale per i nostri concittadini tanto da essere al 28esimo posto nella classifica globale europea che ordina gli Stati membri in base all’utilizzo di internet allo scopo di informazione.

Non solo, rispetto all’anno scorso si è registrata una flessione del 4%: si tratta di un dato preoccupante che emerge dai dati ricavati dal rapporto annuale della Commissione europea che misura l’indice di sviluppo digitale, ossia il DESI, di cui abbiamo parlato ieri.

Paywall come inibitori dell’informazione online

Secondo lo studio della Commissione europea, il fenomeno della flessione nell’uso di sorgenti informative online da parte degli italiani è strettamente correlata alla crescita del tasso di adozione dei paywall da parte degli editori online.

I quotidiani online infatti, per fronteggiare la crisi con cui si sono dovuti confrontare, hanno scelto in diversi casi di rendere una parte anche significativa di contenuti accessibili ai solo utenti paganti.

Questa scelta potrebbe aver fatto crescere il tasso di disaffezione dei lettori e quindi impattato nelle statistiche europee.

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