Agcom prepara un sistema di certificazione sulla qualità della connettività

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L’Italia è una nazione molto arretrata per quanto concerne l’infrastruttura in fibra ottica, prova ne sia che il processo di cablaggio della Penisola è molto lungo e pieno di insidie.

Non potendo effettuare la sostituzione della vecchia tecnologia basata sul doppino in rame con la fibra ottica in tempi molto rapidi, gli operatori hanno iniziato da tempo a proporre soluzioni ibride per le quali la fibra ottica arriva in prossimità dell’immobile da collegare e da quel punto in avanti si passa al cavo in rame.

Il risultato è una soluzione mista che spesso però viene reclamizzata dagli stessi operatori come fibra ottica, pur non essendolo integralmente, al fine di distinguerla commercialmente dalle vecchie connessioni adsl su doppino in rame.

Per evitare però di generare confusione nel consumatore, Agcom ha deciso di introdurre un sistema di certificazione che permetta effettivamente di capire di quale tecnologia si parli nelle offerte commerciali.

Un sistema di valutazione semplice basato sui colori

Il sistema di rating si basa su una scala cromatica che distingue chiaramente il tipo di connessione.
Verde (FF) per la fibra a casa (FTTH), blu (F) per la fibra al palazzo FTTB, giallo (RF) per la fibra all’armadio (FTTC), rosso (R) per la fibra alla centrale (FTTN), e viola (W) per il fixed wireless.

Grazie a questo sistema gli operatori dovranno pubblicare il bollino con il colore corrispondente ovunque siano pubblicate le schede delle proprie offerte di connettività per non incorrere in sanzioni per pratiche commerciali scorrette.

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Online il nuovo portale Acquisti in Rete

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Con la pubblicazione del nuovo portale Acquisti in Rete da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze e di Consip si compie un ulteriore passo verso la semplificazione e la normalizzazione delle procedure di acquisto della PA.

La nuova versione di Acquisti in Rete velocizza e semplifica l’utilizzo degli strumenti digitali di acquisto, da parte di amministrazioni e imprese, all’interno del Programma di razionalizzazione degli acquisti della PA; di più, persegue la massima trasparenza, caratteristica chiave dell’evoluzione digitale della PA.

Grazie al rinnovamento dei contenuti, della grafica e dell’esperienza utente, è possibile per i navigatori consultare ed utilizzare più agevolmente gli strumenti messi a disposizione.
Le informazioni sono state collocate adeguatamente in rilievo in funzione della loro importanza anche grazie a percorsi ben definiti e un centro di controllo utente personalizzabile arricchito da un funzionale motore di ricerca restringibile attraverso appositi filtri.

Rinnovate anche le vetrine delle iniziative e le schede riassuntive, la visualizzazione del catalogo, il carrello, il già citato centro di controllo dell’utente e il motore di ricerca dei prodotti.

Tanti strumenti per razionalizzare la spesa pubblica

Gli strumenti disponibili nel portale Acquisti in Rete sono molti: dal sistema di convenzioni e di accordi quadro al mercato elettronico della PA (Mepa) passando per il sistema dinamico di acquisizione (Sdapa) e le gare su delega e in ASP (Application Service Provider).

Nello scorso anno, oltre 80mila punti ordinanti e 90mila fornitori hanno concluso quasi 700.000 transazioni per un valore di circa 9 miliardi di euro: è evidente quindi che qualsiasi razionalizzazione potrebbe migliorare sensibilmente i processi di governo della spesa pubblica determinandone una marcata riduzione.

Nei prossimi mesi verranno rinnovate anche le procedure negoziali, le fasi di abilitazione e gli strumenti di gestione del catalogo per le imprese: lo scopo è quello di rendere più efficiente ed efficace l’utilizzo delle iniziative di e-Procurement da parte di amministrazioni e imprese.

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Google Pay, debutta la nuova applicazione

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Google procede nella sua azione di unificazione dei sistemi di pagamento e decreta la fine di Android Pay e Google Wallet.

Il nuovo servizio di pagamenti digitali che soppianta le due applicazioni precedenti si chiama Google Pay ed è già iniziata la distribuzione della nuova app che presto raggiungerà scala globale ma che ora è disponibile solo negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

Tutti i prodotti e servizi di Google, da Chrome ad Assistant, subiranno l’integrazione con Google Pay.

Un’app semplice e usabile

Con una grafica migliorata rispetto ai precedenti servizi di pagamento e una migliore qualità di visualizzazione dei dati che contano, Google Pay promette un’esperienza funzionale e immediata.

L’innovativo servizio potrà essere usato tanto negli store fisici quanto in quelli digitali.

I primi servizi attivi prevedono anche la possibilità di pagare i trasporti pubblici in alcune città come Kiev, Londra e Portland.
Nell’occasione è stato anche rilasciato un redesign dell’app Google Wallet, per inviare e ricevere denaro, che ora ha il nome di Google Pay Send.

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Lucca, al via il Festival della Didattica Digitale

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La terza edizione del Festival della Didattica Digitale, evento organizzato da Fondazione Uibi e INDIRE, è pronto a partire.

L’iniziativa, in programma a Lucca dal 21 al 24 di febbraio, intende dare spazio ai protagonisti di rilievo nazionale e internazionale impegnati a innovare l’apprendimento in chiave digitale offrendo idee e spunti utili a docenti ed educatori italiani affinché possano interiorizzare elementi per la trasformazione digitale della scuola.

Festival della Didattica Digitale e cultura partecipativa

Il tema della terza edizione del Festival della Didattica Digitale è incentrato sul fenomeno contemporaneo delle Culture Partecipative con laboratori e workshop basati sulle seguenti tematiche principali: la tematica immersiva, quella etica, quella ideativa e quella ludica.

Il programma prevede dei laboratori e dei meeting tematici con grandissima attenzione per il mondo della realtà aumentata e virtuale.

In supporto saranno inoltre portati all’attenzione dei partecipanti esempi di eccellenze dall’Italia e dall’Estero relativamente ad ambienti scolastici che hanno saputo predisporre soluzioni efficaci per nuove modalità di apprendimento.
Le attività formative ed esperienziali si terranno negli ambienti di San Micheletto e del Complesso Conventuale di San Francesco.

Il Festival è accreditato come attività di aggiornamento professionale docenti con la possibilità di ottenere 1 UFC del valore di 25 ore: maggiori dettagli qui.

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Grow with Google, un’iniziativa a sostegno delle imprese italiane

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Google crede nella missione di aiutare le imprese italiane ad innovarsi e, per farlo, lancia una nuova iniziativa ad esse dedicata per aumentare la conoscenza delle opportunità offerte dalla rete.

Grow with Google, questo il nome dell’iniziativa, è un programma che prevede una serie di incontri nelle varie città dell’Italia per avvicinare le imprese del territorio alle opportunità della Rete.

Il progetto, un roadshow formativo, è organizzato con Unioncamere e le Camere di Commercio: la prima tappa si terrà a Roma, nella Sala del Tempio di Adriano, il 20 ed il 21 febbraio.

Un’iniziativa per ascoltare gli imprenditori a supporto della trasformazione digitale

L’obiettivo primario del tour è quello di ascoltare le esigenze degli imprenditori locali supportandoli nel processo di trasformazione digitale, con corsi di formazione gratuiti e la possibilità di ricevere consulenza.

Qualsiasi azienda, a prescindere dal settore e dalla dimensione, può trovare nel digitale un aiuto concreto per la crescita e l’occupazione.

Il roadshow permetterà anche di far conoscere agli imprenditori alcune attività di successo che sono nate o sensibilmente migliorate grazie al digitale: fra queste Lux Made In, che accompagna il distretto della gioielleria nel commercio digitale, e Whead, agenzia di strategie online nata in seguito a precedenti iniziative formative di Google sul territorio.

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Italia Startup lancia il marketplace dell’innovazione

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Una piattaforma per il matchmaking tra la domanda e l’offerta di innovazione, ossia un mercato virtuale in cui le startup possono mettere in vetrina i propri prodotti e servizi e consentire quindi alle aziende più mature di entrare in contatto con loro in una logica di open innovation.

Si tratta del progetto marketplace delle startup e per le startup che nel dominio https://marketplace.italiastartup.it ha il suo centro nevralgico.
L’iniziativa, promossa da Italia Startup, l’Associazione no profit che sostiene l’ecosistema dell’innovazione italiana, offre sostanzialmente un nuovo canale di contatto e di vendita alle startup per scambiare prodotti, servizi con imprese consolidate alla ricerca di innovazione o nuove partnership tecnologiche e commerciali.

Numeri in crescita per il marketplace delle startup

Ad oggi, il Marketplace propone 20 startup attive ed è supportato direttamente da Oracle, che fornisce il layer tecnologico su cui si poggia la soluzione, oltre a KPMG, OVH, TWT e molti altri.

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Google rilascia Gmail GO

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Google ha rilasciato su Play Store, il proprio marketplace di app, una versione light di Gmail chiamata Gmail GO.

Gmail GO rientra nelle applicazioni riprogettate da Google con lo specifico obiettivo di occupare meno spazio e destinate ad essere installate sui dispositivi più datati o soggetti a condizioni d’uso più precarie come la disponibilità di connessioni meno veloci.

Chiunque disponga quindi di uno smartphone di fascia medio-bassa o abbia problemi di memoria sul dispositivo potrebbe trarre un grande vantaggio ad installare la versione alleggerita.
Le nuove app light di cui Gmail GO fa parte, sono compatibili con tutti i dispositivi Android anche se primariamente sono progettate per la versione leggera di Android, chiamata coerentemente Android GO.

Altre app della stessa famiglia e pensate con la stessa logica, sono YouTube Go, Google Go, Google Assistant Go, Google Maps Go e Files Go.

Gmail GO, un’app davvero leggera

Gmail GO, presente su Play Store con i suoi 9.61 MB, pesa la metà dell’applicazione standard e anche l’occupazione di risorse durante l’uso è di circa il 50%.

La grafica è praticamente inalterata ma è notevolmente migliorata in termini di utilizzo dei dati mobili puntando al massimo risparmio: sono preservate le funzioni di supporto ad account multipli, allegati, notifiche push e user experience generale anche se qualcuno ha notato alcuni problemi di fluidità.

Gmail GO al momento sul Play Store ha come unico dettaglio importante quello di essere compatibile nella sua installazione con il sistema Android 8.1 Oreo ma è possibile scaricare ed installare direttamente l’apk ufficiale.

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PA digitale, con l’accordo Stato-Regioni si definisce una governance chiara

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C’è l’accordo Stato-Regioni per la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione: per la prima volta l’Italia ha un chiaro programma attuativo circa le attività da effettuare nelle strutture amministrative pubbliche prossime al cittadino.

Si tratta di un passaggio fondamentale per la spesa digitale pubblica indirizzata dal piano triennale approvato negli scorsi mesi che prevede circa 6 miliardi di euro di investimenti.
Il programma di digitalizzazione dell’Italia è ambizioso ma è anche molto indietro rispetto alle aspettative: dal miglioramento della sanità attraverso l’uso del digitale alla possibilità di interagire completamente con la PA via internet senza bisogno di fare file o prendere appuntamenti.

Le difficoltà maggiori, come rilevato anche dalle stime Eurostat 2017 sui ritardi digitali dell’Italia, sono concentrati soprattutto nella mancanza di governance ossia l’assenza di un ruolo chiaro di comando e di assunzione di responsabilità.

Le Regioni, sulla carta informalmente incaricate di guidare i Comuni ad adottare i servizi digitali, non sono state mai effettivamente incaricate nel governare il percorso; questo fino ad oggi, con l’accordo Stato-Regioni per la prima volta viene ufficializzato il ruolo delle Regioni , stabilendo un’indicazione esatta di quello che si andrà a realizzare sui diversi territori per attuare il piano triennale.

Un modello di condotta già utilizzato

Il modello di accordo ricalca quello fra Stato-Regioni per il piano BUL (Banda Ultra Larga) che ha visto investimenti pubblici da 3 miliardi di euro nelle zone a fallimento di mercato.
L’accordo permette di creare un perimetro chiaro sulla strategia di crescita digitale Governo-Regioni, un indirizzo comune delle Regioni che troverà una sua declinazione e definizione di dettaglio negli accordi che le stesse effettueranno con le PA locali.

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In Italia le imprese sfruttano poco l’intelligenza artificiale

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Stando ai risultati emersi dalla ricerca condotta dall’Osservatorio Artificiale Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano, le imprese italiane non credono abbastanza nello sviluppo di soluzioni basate sull’impiego dell’intelligenza artificiale.

Questa tecnologia, che studia la progettazione di sistemi hardware e software dotati di capacità previsionali e comportamentali tipiche degli essere umani, è sfruttata all’estero in modo massivo.

Basti pensare al proliferare dei chatbot, programmi software in grado di sostituire un essere umano nelle conversazioni con altri esseri umani oppure a implementazioni come quella che Google ha effettuato, ad esempio per prevedere i ritardi dei voli aerei.

Il ricorso alla AI richiede tempo e investimenti

Purtroppo il ricorso alla AI, acronimo per Artificial Intelligence, richiede molta perseveranza, investimenti sostenuti sia in termini di denaro che di impegno e tempistiche piuttosto lunghe che però vengono ampiamente ripagate da prestazioni e un know-how inavvicinabili.

In Italia, probabilmente per la complessità intrinseca e la sensibilità tecnologica richiesta, le soluzioni basate sulla AI sono poco investigate: il 56% delle aziende campionate dalla ricerca ha avviato progetti e una soluzione su quattro riguarda i programmi chatbot usati per offrire servizi veloci.

La maggior parte dei progetti di intelligenza artificiale in Italia si concentra nei settori delle banche, finanza e assicurazioni (17%), automotive (17%), energia (13%), logistica (10%) e telco (10%).

Nel mondo invece su 469 casi globali di utilizzo di intelligenza artificiale, solo il 38% delle iniziative di AI individuate è a regime mentre il 21%, è in corso di implementazione con una concentrazione su ambiti come l’Intelligent Data Processing (35%) e i Virtual Assistant o Chatbot (25%).

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Il digitale riunisce la Biblioteca Palatina

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La Biblioteca Palatina è una delle biblioteche più celebri al mondo: la sua storia inizia alla fine del ‘300 e nel corso dei secoli ha vissuto alterne fortune che hanno portato ad accumulare un vero e proprio tesoro culturale.

La ricchezza e l’unicità di questo tesoro si manifesta in una collezione, raccolta nel corso degli anni, che ora è di circa 800.000 volumi, di cui 6.600 manoscritti: si tratta di una delle più preziose raccolte esistenti al mondo.

Purtroppo però, nel corso della sua storia, la Biblioteca Palatina ha subito anche alcune perdite significative.
Dopo essere stata confiscata da Papa Gregorio XV durante la Guerra dei trent’anni e trasferita all’interno del Vaticano nel 1623, la biblioteca è cresciuta sino al 1816, anno in cui ha vissuto un’importante separazione che ha portato i manoscritti in lingua tedesca alla Germania e conservati nella Biblioteca dell’Università di Heidelberg mentre quelli latini sono rimasti presso la Biblioteca Apostolica Vaticana.

Il digitale come strumento per riunire il tesoro culturale della biblioteca

Recentemente però, grazie all’impiego delle nuove tecnologie di digitalizzazione e a internet, proprio da parte dell’Università di Heidelberg è stato iniziato un percorso per riunire tutti i testi che sono stati separati nel corso del tempo.

Con l’inaugurazione ufficiale dell’archivio digitale che si terrà il 15 febbraio all’Università di Heidelberg, sarà mostrata la componente virtuale della biblioteca la cui copia digitale non contiene solo trattati teologici, filosofici e storici, ma anche medici, naturalistici e astronomici.

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