A Modena è operativo il primo impianto che usa l’intelligenza artificiale per depurare le acque reflue

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Il depuratore delle acque reflue urbane di Modena è ora in grado di garantire migliori consumi energetici e una più soddisfacente qualità dell’acqua trattata: questo è possibile grazie all’impiego della logica predittiva, una tecnologia innovativa implementata da Hera, in collaborazione con la PMI innovativa Energy Way.

L’uso di speciali modelli matematici, affiancati dal ricorso ai Big Data, a soluzioni di machine learning e all’intelligenza artificiale intervengono nel controllo e nella gestione del processo di ossidazione, che è la fase fondamentale del ciclo di depurazione.

In questo modo è possibile prevedere anticipatamente i fabbisogni delle attività dell’impianto che variano a seconda della portata dell’acqua e della concentrazione di sostanze inquinanti organiche presenti nei reflui che devono essere depurati.

I sistemi di controllo intelligenti garantiscono un elevato livello di automazione e una migliore resa dell’impianto che aumenta la propria sostenibilità ambientale regolando correttamente il fabbisogno di ossigeno necessario alla depurazione che ruota attorno alla riproduzione di batteri che vivono in presenza di ossigeno e che si nutrono delle sostanze organiche presenti nell’acqua.

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La Regione Emilia-Romagna collabora con il Giappone su big data e intelligenza artificiale

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La Regione Emilia-Romagna ha avviato una collaborazione diretta con il Giappone e, in particolare, con la Prefettura di Ibaraki e l’Università di Tsukuba sui temi dei Big Data e sull’intelligenza artificiale.

L’intento è lanciare una serie di iniziative da cui possano scaturire nuove opportunità per imprese, università, centri di ricerca su salute e scienze della vita, mobilità ed ambiente: applicando infatti Big Data e intelligenza artificiale a questi ambiti, l’Emilia-Romagna intende rafforzare il proprio ruolo di Data Valley nazionale mettendo al centro i bisogni della collettività e dei territori.

A poche settimane dalla sottoscrizione della dichiarazione Regions for global sustainable development, quello con la Prefettura di Ibaraki e l’Università di Tsukuba è un accordo che proietta l’Emilia-Romagna come punto di riferimento a livello nazionale ed europeo nel settore del calcolo ad alte prestazioni e snodo internazionale del sistema della conoscenza.

Ad oggi in Emilia-Romagna si concentra il 70% della capacità di calcolo e di storage nazionale, con migliaia di ricercatori coinvolti, che la elegge di fatto una Data Valley di respiro europeo. Maggiori informazioni nel comunicato stampa presente sul sito di Regione Emilia-Romagna.

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Avviata la consultazione pubblica della Strategia nazionale per l’Intelligenza Artificiale

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Dopo la redazione del piano per l’Intelligenza Artificiale è l’ora della consultazione pubblica sulla strategia che il Paese dovrà adottare per promuoverne l’adozione.

L’intelligenza artificiale rappresenta una delle tecnologie chiave per incentivare il processo di trasformazione della società e del sistema produttivo per rendere l’Italia un Paese all’avanguardia nelle tecnologie digitali.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha quindi avviato la consultazione che si estenderà fino al 13 settembre: tramite l’apposita piattaforma potranno essere presentate per la consultazione osservazioni, suggerimenti e spunti di approfondimento per ciascuno degli obiettivi della Strategia nazionale.

Tale consultazione è da intendersi di carattere tecnico e formale ed insiste sui nove capitoli che corrispondono ognuno a nove obiettivi che la strategia si propone di raggiungere: incrementare gli investimenti pubblici e privati, potenziare l’ecosistema della ricerca e dell’innovazione, sostenere l’adozione delle tecnologie digitali, porre l’Intelligenza Artificiale al servizio della forza lavoro, sfruttare il potenziale dell’economia dei dati, consolidare il quadro normativo etico, promuovere la consapevolezza e la fiducia nell’intelligenza artificiale tra i cittadini, rilanciare la pubblica amministrazione e rendere più efficienti le politiche pubbliche, favorire la cooperazione europea ed internazionale per un’intelligenza artificiale responsabile e inclusiva.

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Bologna selezionata per ospitare uno dei centri europei di supercalcolo

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L’Italia, e in particolare la città di Bologna, è stata selezionata per dare ospitalità ad uno dei centri europei di supercalcolo nel perimetro dell’iniziativa portata avanti dal Comitato europeo sul calcolo ad alte prestazioni, ossia l’EuroHPC JU (European High Performance Computing Joint Undertaking).

Il percorso di selezione è partito a gennaio 2019 sulla base della candidatura spontanea dell’Italia grazie ad un consorzio congiunto con la Slovenia, nell’ambito di un progetto guidato dal Consorzio Interuniversitario Cineca insieme all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste.

Il progetto, finanziato con 840 milioni di euro, prevede che venga creata una rete di computer ad altissime prestazioni, di supercalcolo appunto, in grado di raggiungere la potenza di calcolo di un miliardo di miliardi di operazioni al secondo (classe pre-esascala) al fine di studiare attività estremamente complesse come il funzionamento del cervello umano, l’evoluzione dell’universo e dei cambiamenti climatici o ancora la progettazione di nuovi farmaci e soluzioni medicali.

L’attività progettuale farà ampio ricorso dell’intelligenza artificiale e dei Big Data.

La rete è di respiro europeo e Bologna è la città individuata come sito italiano per il nuovo centro europeo di supercalcolo: si affianca ai centri di Sofia (Bulgaria), Ostrava (Repubblica Ceca), Kajaani (Finlandia), Bissen (Lussemburgo), Minho (Portogallo), Maribor (Slovenia) e Barcellona (Spagna).

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L’intelligenza artificiale facilita l’inclusione delle persone con disabilità

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Le persone affette da disabilità sono circa il 15% della popolazione mondiale: questo dato, fonte Organizzazione Mondiale della Sanità, è significativo e richiama l’attenzione su un problema che può essere affrontato anche grazie all’uso delle nuove tecnologie.

Su questo piano si muove l’accordo, realizzato anche grazie al supporto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e delle Associazioni FISH e FAND, che vede Microsoft, Samsung e A2A in prima fila per la realizzazione di una vera e propria Agenda Digitale sull’accessibilità degli spazi con cui spesso, le persone affette da disabilità, si trovano a dover combattere.

Scale senza pedane o dispositivi di assistenza, strade e marciapiedi troppo stretti o interrotti da ostacoli sono solo alcuni dei problemi con cui si trovano a dover fare i conti le persone non completamente abili che, così facendo, rischiano l’esclusione dalle opportunità disponibili all’intera popolazione attiva.

La tecnologia, e in particolare l’intelligenza artificiale, può accelerare questo processo di inclusione: basti pensare alle soluzioni esistenti che consentono ai ciechi di orientarsi e ai sordi di comunicare in modo più semplice o ancora, come nel caso delle barriere architettoniche cittadine, specifiche soluzioni di mappatura collaborativa del territorio.

Attraverso infatti sistemi di raccolta dei dati di movimento rilevati dai sensori che sono già presenti nei dispositivi mobili, le persone affette da una specifica disabilità che effettuano un dato percorso implicitamente lo mappano segnalandolo come percorribile da tutti coloro che hanno un grado di disabilità uguale o minore rispetto al proprio.

La raccolta dinamica e partecipativa dei dati genera un insieme di percorsi accessibili che sono la base per ottenerne altri identificando e manutenendo quelli accessibili escludendone altri su cui intervenire senza la necessità di specifiche, costose e ripetute indagini sul territorio.

L’accordo siglato intende disporre una serie di indicazioni, da indirizzare alle Istituzioni, che prendono in considerazione diversi ambiti, dalla PA, alla scuola e al mondo del lavoro, fino alle smart cities per accelerare l’inclusione sociale delle persone disabili.

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Gmail introduce la composizione intelligente e la programmazione delle email

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Gmail, il servizio di posta elettronica di Google, introduce alcune interessanti e sostanziali novità che sono in corso di propagazione per tutti i propri utenti ormai giunti a quota 1.5 miliardi.

La costante innovazione del servizio con l’incremento dei limiti e delle funzioni è certo da sempre stata una delle peculiarità di Gmail che ha contribuito significativamente al suo successo.

In concomitanza con il 15mo anno di attività, il servizio è infatti stato lanciato il 1 aprile 2004, Google ha rilasciato due aggiornamenti.

Il primo riguarda una funzione attesa da molto tempo e che consiste nella possibilità di programmare l’invio delle e-mail: al momento tale opportunità era possibile solo grazie all’uso di plugin di terze parti come per esempio Boomerang.

L’opzione consiste nel poter rimandare l’invio di un messaggio compilato ad una data predeterminata: da mobile è possibile selezionare l’opzione invio ritardato dalla schermata di composizione del messaggio mentre da desktop è sufficiente cliccare sulla freccetta accanto al pulsante invio.

Impostato l’orario, il messaggio rimane pronto per essere inviato fino alla data e ora stabilita: fra gli usi più ricorrenti la possibilità di preparare le mail nel week end e poterle far inviare in automatico dal sistema ad inizio settimana.

La seconda novità invece riguarda la funzione Smart Compose già presente sui dispositivi Google Pixel e ora estesa ai telefoni Android e in alcune lingue fra cui l’italiano: tramite questa opzione la stesura di una e-mail risulta più semplice e veloce grazie all’intelligenza artificiale che aiuta a inserire parole e frasi usate più spesso e più probabili nel contesto del messaggio in corso di battitura.

Per abilitare e sperimentare la funzione basta recarsi nelle impostazioni di Gmail e, dalla voce generale, attivare Smart Compose.

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Al via la seconda edizione della Milano Digital Week

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Parte oggi ufficialmente la Milano Digital Week: fino a domenica 17 marzo oltre 500 eventi diffusi in tutta la città saranno di scena per celebrare il mondo del digitale nelle sue varie accezioni.

L’innovazione digitale viene approfondita secondo differenti punti di vista: dall’alfabetizzazione digitale all’educazione digitale passando per la cultura dell’innovazione.

La settimana è promossa dal Comune di Milano insieme a Cariplo Factory, IAB Italia – Interactive Advertising Bureau e Hublab con l’evento di apertura dedicato all’Intelligenza umana presso la sede di Cariplo Factory in via Bergognone alla presenza del sindaco di Milano Giuseppe Sala.

Nel corso della Milano Digital Week vengono coinvolti diversi attori come istituzioni, università, centri di produzione del sapere, luoghi di informazione e di ricerca, associazioni e ovviamente aziende, dalle startup alle imprese consolidate.

I differenti attori garantiscono una pluralità di esperienze e competenze utili ai cittadini per esplorare le nuove frontiere legate alla salute, all’educazione, alla mobilità intelligente, alla robotica oltre ovviamente all’intelligenza artificiale e all’Internet of Things.

La sede principale degli eventi della Milano Digital Week sarà il Base di Milano con 6.000 metri quadri a disposizione: si aggiungono anche la Triennale di Milano, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e il Palazzo Giureconsulti per programmi e attività condivise.

Gli incontri si terranno anche in quasi tutte le sedi universitarie della città fra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera, lo IULM, il NABA, il Politecnico di Milano, l’Università Bocconi, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Università degli Studi di Milano e l’Università degli Studi di Milano – Bicocca.

Il calendario completo degli eventi è consultabile qui.

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D-AVENGERS, una community per confrontarsi sulla trasformazione digitale

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Una community per avvicinare i protagonisti della trasformazione digitale: è questo l’obiettivo di D-Avengers, il progetto avviato da Aica con il contributo scientifico di SDA Bocconi.

D-Avengers è un luogo di incontro e confronto per le persone interessate a interrogarsi sulla metamorfosi digitale che sta cambiando le aziende e, di riflesso, la società in cui viviamo.

Esperti di tecnologia, responsabili HR, professionisti con diversi compiti si incontrano con l’obiettivo di analizzare, con sguardo critico, i cambiamenti in atto e aiutare le aziende tramite la costruzione di un patrimonio comune di esperienze e conoscenze che possa orientarle alle strategie più efficaci.

La strategia identificata per ottenere questo risultato consiste nel creare una solida community sulla base del confronto pubblico tramite incontri aperti sui temi cardine identificati dall’Advisory Board del progetto.

Le prime aree di impatto della trasformazione tecnologica trattate saranno relative a come cambiano i mestieri e quindi il lavoro in funzione dell’innovazione digitale, il mondo delle competenze digitali e della loro diffusione e infine l’etica in una società altamente tecnologica.

Il primo incontro è previsto il 14 marzo presso la Libreria Egea a Milano e riguarderà l’intelligenza artificiale e le prospettive di sviluppo a medio termine.

Gli altri appuntamenti sono calendarizzati nel corso dell’anno

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AI e blockchain, il MISE punta sulle nuove tecnologie

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L’innovazione non è periferica nella stesura della strategia del MISE e la riprova è nella grande attenzione verso le nuove tecnologie emergenti.

Fra tutte spiccano l’intelligenza artificiale e la blockchain.

L’intelligenza artificiale è quella branca dell’informatica che studia i metodi e le tecniche che permettono di progettare hardware e software in grado di offrire prestazioni che, a un osservatore comune, sembrerebbero derivanti dall’intelligenza umana.

La blockchain invece è sostanzialmente una tecnologia che consente di realizzare un database distribuito gestito da una rete di nodi, ognuno dei quali ne possiede una copia privata: la particolarità è che le informazioni scritte all’interno della blockchain sono immutabili e verificabili.

Due commissioni al lavoro per la massima trasparenza

Ritenendo entrambe le tecnologie fondamentali per l’avvenire del nostro Paese e nell’ottica di efficientare gli investimenti pubblici e privati in tale direzione e nelle tecnologie strettamente connesse alle stesse, il MISE ha deciso di promuovere due commissioni di esperti per approfondire tali tematiche.

Per garantire la massima trasparenza decisionale le commissioni saranno inoltre sottoposte a consulta pubblica.

Maggiori informazioni contenenti, fra le altre cose, i nominativi delle commissioni direttamente a questa pagina sul sito del MISE.

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Vodafone TOBi subentra nella gestione del 190

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Vodafone TOBi, l’assistente digitale di Vodafone che sfrutta l’intelligenza artificiale per erogare informazioni e supporto ai clienti, è ufficialmente subentrato nel servizio clienti telefonico.

I clienti Vodafone che contatteranno il 190 infatti non avranno più a che fare con il classico risponditore automatico ma direttamente con l’intelligenza artificiale della nuova piattaforma che è in grado di meglio indirizzare le richieste dei clienti.

Vodafone TOBi era stato lanciato inizialmente per aiutare gli utenti web e progressivamente è stato esteso ad altre aree del supporto clienti compresi i canali innovativi come WhatsApp.

Chiunque contatterà il 190, sia esso un utente consumer che un utente business, potrà interagire con Vodafone TOBi che sarà attivo 24 ore su 24.

Vodafone TOBi, l’intelligenza artificiale lavora a stretto contatto con l’uomo

Come per gli altri canali, qualora Vodafone TOBi non sia in grado di offrire assistenza, inoltrerà automaticamente la chiamata ad un operatore (ove disponibile).

Nel mese di ottobre Vodafone TOBi ha gestito oltre 1 milione di conversazioni per cui,nell’80% dei casi, è riuscito a offrire la soluzione necessaria in autonomia, senza cioé inoltrare l’utente ad un operatore umano.

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