Agcom prepara un sistema di certificazione sulla qualità della connettività

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L’Italia è una nazione molto arretrata per quanto concerne l’infrastruttura in fibra ottica, prova ne sia che il processo di cablaggio della Penisola è molto lungo e pieno di insidie.

Non potendo effettuare la sostituzione della vecchia tecnologia basata sul doppino in rame con la fibra ottica in tempi molto rapidi, gli operatori hanno iniziato da tempo a proporre soluzioni ibride per le quali la fibra ottica arriva in prossimità dell’immobile da collegare e da quel punto in avanti si passa al cavo in rame.

Il risultato è una soluzione mista che spesso però viene reclamizzata dagli stessi operatori come fibra ottica, pur non essendolo integralmente, al fine di distinguerla commercialmente dalle vecchie connessioni adsl su doppino in rame.

Per evitare però di generare confusione nel consumatore, Agcom ha deciso di introdurre un sistema di certificazione che permetta effettivamente di capire di quale tecnologia si parli nelle offerte commerciali.

Un sistema di valutazione semplice basato sui colori

Il sistema di rating si basa su una scala cromatica che distingue chiaramente il tipo di connessione.
Verde (FF) per la fibra a casa (FTTH), blu (F) per la fibra al palazzo FTTB, giallo (RF) per la fibra all’armadio (FTTC), rosso (R) per la fibra alla centrale (FTTN), e viola (W) per il fixed wireless.

Grazie a questo sistema gli operatori dovranno pubblicare il bollino con il colore corrispondente ovunque siano pubblicate le schede delle proprie offerte di connettività per non incorrere in sanzioni per pratiche commerciali scorrette.

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Grow with Google, un’iniziativa a sostegno delle imprese italiane

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Google crede nella missione di aiutare le imprese italiane ad innovarsi e, per farlo, lancia una nuova iniziativa ad esse dedicata per aumentare la conoscenza delle opportunità offerte dalla rete.

Grow with Google, questo il nome dell’iniziativa, è un programma che prevede una serie di incontri nelle varie città dell’Italia per avvicinare le imprese del territorio alle opportunità della Rete.

Il progetto, un roadshow formativo, è organizzato con Unioncamere e le Camere di Commercio: la prima tappa si terrà a Roma, nella Sala del Tempio di Adriano, il 20 ed il 21 febbraio.

Un’iniziativa per ascoltare gli imprenditori a supporto della trasformazione digitale

L’obiettivo primario del tour è quello di ascoltare le esigenze degli imprenditori locali supportandoli nel processo di trasformazione digitale, con corsi di formazione gratuiti e la possibilità di ricevere consulenza.

Qualsiasi azienda, a prescindere dal settore e dalla dimensione, può trovare nel digitale un aiuto concreto per la crescita e l’occupazione.

Il roadshow permetterà anche di far conoscere agli imprenditori alcune attività di successo che sono nate o sensibilmente migliorate grazie al digitale: fra queste Lux Made In, che accompagna il distretto della gioielleria nel commercio digitale, e Whead, agenzia di strategie online nata in seguito a precedenti iniziative formative di Google sul territorio.

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Cresce il numero di italiani connessi a internet

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Gli italiani online a dicembre ammontavano a circa il 62% con una cifra di circa 33,9 milioni di utenti unici mensili di cui 13,8 collegati attraverso dispositivi mobili.

Le statistiche, fonte Audiweb, riportano l’internet audience di tutto il 2017, anno in cui gli utenti connessi hanno registrato un aumento del +8,7% rispetto alla media del 2016 con un utilizzo marcato dei dispositivi mobili, smartphone in testa, con circa l’80,6% del tempo totale online passato usando questi device.

La distribuzione è quasi paritaria: dei navigatori italiani il 44,4% sono uomini (12,2 milioni) e il 45,9% invece donne (12,6 milioni) con una distribuzione anagrafica che vede circa due terzi degli italiani dai 18 ai 54 anni (il 62,9% dei 18-24enni, il 62,3% dei 25-35enni e il 61,5% dei 35-54enni).

Il digital divide interessa ancora gli over 55

I numeri mostrano che la fascia sopra ai 54 anni è ancora largamente lontana dall’uso abitudinario della tecnologia e di internet, cosa invece data ormai acquisita per la restante parte della popolazione: il dato dovrebbe far riflettere sulla necessità di aumentare le attività di alfabetizzazione digitale.

Tra i siti più visitati nel mese di dicembre 2017 vi sono i motori di ricerca, quindi i portali generalisti, i siti che offrono servizi e strumenti online e infine i social network.

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Chrome integra un adblocker per contrastare la pubblicità invasiva

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Giro di vite da parte di Google contro le pubblicità spam, ossia le inserzioni altamente invasive che costellano il web.

Grazie ad un apposito software realizzato per Chrome, il browser di Google, gli utenti potranno navigare più tranquilli evitando di essere tempestati di messaggi e pop-up altamente invasivi.

L’obiettivo è quello di evitare che gli utenti si dotino degli adblocker, i programmi che permettono di bloccare la pubblicità che però creano anche un danno alle tasche di Google e ai suoi banner pubblicitari che rappresentano la prima fonte di revenue per l’azienda.

Disincentivare gli utenti ad usare pubblicità invasive

Con l’introduzione della nuova feature verranno penalizzate, tanto su pc quanto su dispositivi mobili, tutte le pubblicità che riproducono audio o pop-up automaticamente non appena aperta la pagina web o che obbligano l’utente ad attendere una specie di conto alla rovescia prima di visualizzare la pagina senza pubblicità.

Le modalità pubblicitarie ammesse dalla modifica software voluta da Google sarà accettata sulla base dei Better Ads Standards.

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Agcom avvia la consultazione pubblica sulla libera scelta dei dispositivi per la connessione a internet

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Chiunque abbia richiesto l’attivazione di una nuova linea internet o effettuato il passaggio ad un altro operatore si sarà trovato con il problema di ricevere spesso un’imposizione, da parte del Provider, di un dispositivo per la connessione alla rete internet.

Il modem infatti viene frequentemente fornito dal Provider e sembra inscindibile dall’offerta della linea dati al punto che l’operatore impedisce la connessione con apparecchi di terze parti e non pubblica le specifiche per l’impostazione di un dispositivo differente da quello dato in comodato d’uso o venduto ratealmente.

Questa pratica lede la libertà dei consumatori e contrasta con le indicazioni del Regolamento UE Regolamento (UE) n. 2015/2120 del 25 novembre 2015 inerente all’ccesso ad una rete internet libera ed aperta.

Agcom interviene per risolvere il

Per risolvere il problema l’AGCOM è intervenuta con l’apertura di una consultazione pubblica sulle possibili misure per la libera scelta delle apparecchiature terminali: l’obiettivo è quello di porre fine alla condotta dei Provider garantendo agli utenti di poter scegliere liberamente e consapevolmente quale modem utilizzare per la connessione secondo i principi della neutralità della rete.

La consultazione pubblica, della durata di 30 giorni, verte su tre grandi aree: stabilire un perimetro di analisi relativo all’identificazione di quali siano le apparecchiature terminali oggetto della riforma, raccogliere informazioni su problematiche e possibili barriere all’utilizzo derivanti dalla complessità dei prodotti e infine valutare l’opportunità di un regolamento specifico a garanzia della libertà e della qualità dei servizi di accesso alla rete.

Maggiori informazioni qui.

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Safer Internet Day, torna la giornata mondiale per la sicurezza in rete

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Oggi cade la ricorrenza annuale del Safer Internet Day, la giornata mondiale dedicata alla sicurezza in rete istituita nel 2004.

Si tratta di una giornata dedicata alla sensibilizzazione sui rischi connessi ad internet: dalla cybersecurity al cyberbullismo passando per i pericoli generati dalle fake news.

Il tema della sicurezza informatica è molto complesso e, nell’ultimo anno, ha sollevato pesanti interrogativi ed esposto i navigatori a gravi problematiche: si ricorderanno ad esempio WannaCry, il ransomware che ha minacciato milioni di computer, o il suo “successore” Petya.

Ma anche l’avvenuta compromissione del protocollo Wi-Fi WPA2, uno dei pilastri su cui si è basata per anni la sicurezza delle connessioni wireless o ancora Meltdown e Spectre, la vulnerabilità che riguarda le CPU.

Tra le problematiche legate all’uso sicuro della rete compaiono anche i fenomeni di spam e phishing o l’accesso a contenuti non adatti ai minori.

Una giornata dedicata ad un internet migliore

Lo slogan del Safer Internet Day 2018, hashtag #SID2018, è “Crea, connetti e condividi il rispetto: un internet migliore comincia da te” o, nella versione inglese, “A better Internet starts with you”.

L’impegno è appunto quello che un internet migliore inizi dal comportamento efficace e civile del singolo, come auspicato dal progetto del MIUR Parole O-stili per sensibilizzare contro la violenza delle parole utilizzate online.

Il Safer Internet Day (Sid) è l’occasione, da parte di diverse realtà, per lanciare in varie parti d’Italia iniziative dedicate alla sicurezza in Rete con particolare interesse per la tutela dei giovani fra i 13 e i 18 anni per cui è dedicata “Un Nodo Blu – le scuole unite contro il bullismo”, ossia la seconda Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola

Numerose altre informazioni e attività dedicate alla sicurezza in internet si trovano sul sito generazioniconnesse.it voluto dal MIUR per promuovere un utilizzo responsabile della rete.

Va menzionato anche l’impegno di Google che offre il servizio Google Play Protect che verifica automaticamente le app per mantenere i vostri dati e il vostro dispositivo al sicuro oltre ad una serie di servizi riassunti nel blog ufficiale dell’azienda.

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Open Fiber sbarca a Roma

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Grandi novità in arrivo per la città Roma in relazione all’espansione della rete in fibra ottica.

Open Fiber, il player infrastrutturale che si occupa della realizzazione e gestione della rete in fibra ottica con la tecnologia Fiber to the Home (FTTH), sbarca a Roma con un piano di sviluppo che vedrà Roma, entro i prossimi 5 anni, cablata in FTTH con l’obiettivo di raggiungere 1,2 milioni di persone.

Lo sviluppo del progetto è frutto della partnership fra Open Fiber e ACEA, la multiutility del settore idrico, energia e gas.

L’ambizioso progetto nasce con lo scopo di garantire ai cittadini romani un accesso veloce, basato su rete FTTH, per fruire di servizi di connettività da 1 Gbps recuperando la struttura di ACEA ed evitando così nuovi e impattanti lavori di scavo.

Il totale dell’investimento è pari a 375 milioni di euro, di cui 350 milioni a carico di Open Fiber, e impiegherà fino a 1.500 persone.

Fibra ottica e ammodernamento della rete ACEA

Nell’accordo è previsto inoltre un riammodernamento della rete ACEA attraverso cui passerà la nuova rete in fibra: tale miglioramento porterà alla possibilità di avere sistemi di automazione avanzata al servizio, ad esempio, dell’illuminazione pubblica.

Ampio ricorso quindi alla tecnologia IoT con cui gestire più efficientemente lo stato delle reti e lanciare nuovi servizi per i cittadini nell’ambito di iniziative di Smart City.

Maggiori dettagli sul comunicato stampa.

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L’innovazione in Italia non decolla

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Una crescita inferiore alle aspettative e sotto tutti i fronti presi in esame, questo il risultato emerso dal rapporto della Commissione europea appena pubblicato da Eurostat.

Gli indicatori dei dati relativi al 2017 relativi alle aree legate allo sviluppo dell’innovazione e del digitale in Italia sono impietosi.

Nonostante l’impegno portato avanti dal Team per la Trasformazione Digitale capitanato da Diego Piacentini, emerge chiaramente che il problema dell’Italia è alla base.

Ancora oggi infatti il 22% degli Italiani non usa internet, una quota del 3% inferiore rispetto al 2016 ma che è del tutto insufficiente se considerata in relazione alle abitudini di altri paesi della zona Euro.

Basti pensare che in Francia o Germania, il divario digitale è di meno della metà e che anche Paesi storicamente indietro come Portogallo e Cipro stanno migliorando notevolmente il proprio rapporto con il digitale anche grazie a specifici programmi per incentivare le competenze digitali.

Anche l’uso regolare di internet è molto arretrato

Non solo una percentuale significativa di persone che non hanno mai utilizzato la rete, colpisce infatti anche il gran numero (circa il 31% della popolazione) di persone che pur conoscendo internet non usa la rete con regolarità o ancora lo scarso numero di individui, si parla del 31%, che utilizzano servizi di pagamento digitali o soluzioni come l’home banking.

Considerando le prossime elezioni e le scadenze dei mandati del direttore dell’AgID e del Team per la Trasformazione Digitale, le speranze di invertire la rotta sono legate al nuovo Governo che verrà eletto in primavera.

Se deciderà di impegnarsi sul fronte del digitale, lo dovrà fare in modo serio investendo in politiche a supporto altrimenti anche il 2018 non sarà l’anno della svolta.

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TorMoil, scoperta una vulnerabilità in Tor Browser

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Tor è forse la più celebre soluzione per proteggere la privacy degli utenti e la loro libertà: si tratta di un sistema di comunicazione anonima per internet che permette di occultare il traffico e rendersi invisibili ad eventuali controllori.

Non a caso gli utenti Tor sono saliti fino a 6 milioni durante il periodo dello scandalo riguardante la sorveglianza di massa effettuata dai governi statunitense e britannico.

We are segment, un’azienda di cybersicurezza italiana, ha individuato una falla in grado di compromettere l’anonimato degli utilizzatori della piattaforma.

Il bug è stato segnalato allo staff di Tor affinché potesse provvedere nella sua risoluzione, cosa che è regolarmente avvenuta, prima della sua divulgazione: un comportamento esemplare che ben si conigua con l’identità di ethical hacker in cui si ritrova l’azienda italiana.

Tor fondamentale per la privacy

Tor è una risorsa preziosa anche per la libera circolazione dell’informazione: nei paesi ad alto tasso di censura tra cui Cina, Russia e Arabia Saudita, Tor è il sistema più diffuso per le comunicazioni di Ong e dissidenti locali, o perché questi possano informarsi.

Il risvolto della medaglia è che Tor venga usato anche per fini illeciti, come successo più volte nel corso degli anni.

Per tutti coloro che desiderano una maggiore privacy, consigliamo di installare e provare Tor Browser ovviamente nell’ultima versione aggiornata disponibile.

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In Piemonte si diffonde un innovativo kit di monitoraggio per i vigneti

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In Piemonte, tra i filari di alcune cantine delle Langhe, si sta diffondendo un’interessante innovazione tecnologica che impatta significativamente il mondo della viticultura.

Grazie alla tecnologia infatti gli agronomi piemontesi infatti possono monitorare lo stato di salute delle viti attraverso dei piccoli palloni aerostatici riempiti di elio e contenenti un ricevitore radio.

L’innovazione, progettata dai ricercatori del Politecnico di Torino, permette di tenere sotto controllo porzioni di territorio molto estese: con dieci palloni aerostatici speciali infatti è possibile coprire le esigenze di tutte le vigne del Piemonte

L’iXem Labs, ossia il laboratorio del Politecnico di Torino che è specializzato in sistemi di telecomunicazione sostenibili, è la casa della progettazione di questo innovativo kit di monitoraggio: il primo kit è stato assemblato e messo in produzione nelle vigne delle cantine Gaja.

Una rete di sensori interconnessa via Wi-Fi ad un pallone aerostatico

Il funzionamento è semplice: una rete di sensori posizionati tra i filari è interconnessa ad una centrale aerea agganciata ad un pallone volante, a circa cento metri da terra, ma vincolato al terreno.

In questo modo la centrale comunica con la sensoristica via Wi-Fi e riesce a captare i segnali radio su una superficie molto vasta, ossia fino ad un raggio compreso fra i 20 e i 50 chilometri.

Una volta ricevuta i dati, ciascuna stazione di controllo aerea li può inoltrare all’agronomo o all’agricoltore che potrà essere informato in tempo reale su parametri come la temperatura o il tasso d’umidità che determinano la necessità di eventuali interventi.

Si pensi, per esempio, al ristagno di un residuo eccessivo di pioggia sulle foglie che espone le viti al rischio di muffe.

Dalla prossima stagione viticola il servizio dovrebbe essere esteso a tutto il Monferrato: non appena le adesioni al servizio saranno significative e la rete dei sensori sarà molto elevata, il passaggio conseguente sarà la produzione in scala di big data e modelli predittivi di analisi.

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