La Corte dei Conti promuove lo sviluppo dell’informatica forense contro l’evasione sul web

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Evasione ed elusione fiscale sono progredite con la disponibilità dei nuovi servizi digitali, affinandosi e rendendosi sempre più articolate: questo è il quadro che emerge dalla valutazione della Corte dei Conti nella relazione su sull’e-commerce e sul sistema fiscale italiano.

Per contrastare il fenomeno che sfugge ai consueti sistemi di misurazione e di controllo, l’Istituzione intende promuovere l’adozione di strumenti dedicati con lo sviluppo dell’informatica forense, una branca dell’informatica che studia procedimenti e metodologie per trattare dati e informazioni digitali per finalità investigative e di giustizia.

L’economia digitale è liquida e difficilmente controllabile

L’economia digitale non è solo quella relativa all’ecommmerce e, nella sua versatilità, presenta caratteristiche tanto specifiche e nuove da rendere difficile l’individuazione dei luoghi da cui vengono prodotti i redditi e le attività che producono valore per il mercato di consumo con conseguente difficile applicabilità dei principi adottati dalla maggior parte degli Stati per la tassazione dei redditi transnazionali e della sorgente degli stessi.
Potendo prescindere dalla presenza di una stabile organizzazione in un Paese e sfruttando le opportunità offerte dalla tecnologia per minimizzarne la presenza tassabile in una nazione, le imprese digitali risultano più esposte a fenomeni di evasione ed elusione fiscale.

La Corte dei Conti ha quindi concluso nello studio E-commerce e sistema fiscale italiano che il potenziamento degli strumenti forensici attraverso l’adozione di azioni più efficaci di penetrazione di gestione dei dati può, insieme ad una collaborazione maggiormente coordinata tra Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza, rappresentare il metodo più indicato per il contrasto dei fenomeni evasivi ed elusivi dal punto di vista fiscale.

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BariMatera5G, al via i primi servizi in 5G

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Bari e Matera scoprono le potenzialità trasmissive della rete 5G in anteprima rispetto al resto d’Italia.
Le due città infatti, facente parti dell’elenco dei luoghi in cui il MiSE ha deciso di effettuare la sperimentazione per la rete 5G, sono riuscite grazie alla collaborazione di Tim, Fastweb e Huawei a vedere in anteprima alcuni scenari d’uso di realtà virtuale e realtà aumentata tramite la nuova rete mobile che è stata attivata in anticipo rispetto alle previsioni.

In via Carlo Levi a Matera infatti è stata accesa la prima antenna 5G del territorio nell’ambito della sperimentazione promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico grazie a cui le città di Bari e Matera diventeranno tra le prime aree al mondo coperte dalla nuova tecnologia di rete.

Il segnale in 5G permette di ampliare le capacità trasmissive dell’attuale rete mobile, riducendone la latenza; la copertura completa dell’area si avrà entro il 2019 ma il 75% della popolazione beneficierà della nuova rete già entro i prossimi mesi (entro la fine del 2018).

BariMatera5G, un progetto rivoluzionario

Il progetto BariMatera5G sorge per rivoluzionare le modalità di accesso alla rete e per moltiplicare i servizi dell’area con svariate applicazioni innovative legate alla realtà virtuale per il turismo digitale e alla realtà aumentata a supporto dei processi produttivi e dell’Industria 4.0.

A Matera la dimostrazione è stata a supporto del turismo digitale relativo alla valorizzazione del patrimonio culturale e artistico della città mentre a Bari è stata presentata una soluzione di realtà aumentata per la manutenzione dei motori delle navi sviluppata.

Entrambe le anteprime sono state curate dal Consorzio Bari-Matera 5G, maggiori informazioni nel comunicato stampa.

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Opera Touch, il nuovo browser ottimizzato per il mobile

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La guerra dei browser in ambito mobile è particolarmente accesa anche se fa registrare un sostanziale predominio da parte di Google Chrome che è saldamente in testa alle preferenze degli internauti che navigano da dispositivi mobile.

Seguono Mozilla FireFox, Safari ed Edge: Opera sembra essere relegato ad una posizione marginale e forse anche per questo l’omonima azienda norvegese è decisa a cambiare rotta.

Opera ha infatti lanciato Opera Touch, un nuovo browser dedicato al mondo mobile.

La particolarità di questo browser è quella di essere studiato appositamente per l’interazione utilizzando una sola mano, ossia quella che viene impiegata solitamente per consultare e utilizzare il telefonino.

Funzioni specificatamente studiate per la mobilità

Opera Touch inoltre presenta alcune funzioni avanzate per la fruizione dei contenuti in mobilità: la funzione Flow, per esempio, consente di collegarsi in modo crittografato e sicuro al browser Opera sul PC semplicemente scansionando un QR code e poter così salvare immagini, video e link per poi condividerli fra dispositivi.

Tramite il pulsante Fab invece si ha a disposizione un’azione rapida che consente, tramite swipe verso l’alto nella parte inferiore dello schermo, di accedere alle schede web più recenti.

Contestualmente Opera ha

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Aumenta il traffico internet da dispositivi mobili

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Audiweb è l’organismo indipendente che rileva e distribuisce i dati relativi all’audience di internet in Italia elaborandoli dal punto di vista quantitativo e qualitativo.

Secondo l’ultimo report rilasciato a febbraio relativamente alla total digital audience, gli italiani online sono stati 34,2 milioni, pari al 62,4% della popolazione dai 2 anni in su: in media 26,5 milioni al giorno, con 2 ore e 26 minuti di tempo pro capite speso in attività internet.

La navigazione si è svolta prevalentemente da dispositivi mobile: ben 13 milioni hanno utilizzato esclusivamente smartphone e tablet per utilizzare internet.

La navigazione da dispositivi mobili cresce senza sosta

La preferenze della navigazione esclusivamente mobile è associabile ad utenti più giovani: sul 51,8% degli italiani maggiorenni che navigano utilizzando questa tipologia di dispositivi, il 61,4% dei 18-24enni, il 60% dei 25-34enni, il 57,2% dei 35-54enni e il 38% degli over 55 prediligono l’uso esclusivo di smartphone e tablet.

Di più, il 77% del tempo complessivo dedicato alla fruizione di internet è stato generato dagli accessi effettuati da parte di dispositivi mobili con una maggiore attività da parte delle donne, 26 minuti in più degli uomini.

Il comunicato stampa è disponibile qui.

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Gmail si rinnova e ridisegna la versione web

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Gmail è sicuramente uno dei più popolari servizi di posta elettronica esistenti al mondo: lanciato nell’aprile del 2004, il servizio è cresciuto in termini di utenti in modo esponenziale anche grazie alla continua attenzione all’implementazione di nuove funzionalità.

Tutti gli utilizzatori di Gmail saranno felici di sapere che ulteriori nuovi cambiamenti sono attesi nei prossimi giorni in virtù di un impegnativo restyling dell’interfaccia della web mail con l’integrazione di nuove funzioni.

La nuova interfaccia grafica sarà ispirata ai principi del material design e risulterà ancora più efficiente della precedente.

Fra le altre novità, la principale consentirà di evitare lo smarrimento della posta a cui non si è risposto subito: tramite un apposito pulsante sarà infatti possibile ritardare le mail in modo che vengano riproposte successivamente, magari in un momento in cui c’è più tempo a disposizione.

Oltre alla funzione di temporizzazione, c’è quella delle smart replies ossia le risposte generate algoritmicamente che da tempo sono disponibili sulle applicazioni mobile di Gmail e che ora vengono portate sulla versione web.

Gmail, posta offline e una maggiore integrazione con Google Calendar

Alle funzioni aggiunte, va inoltre fatta menzione della possibilità di leggere la posta offline e una maggiore integrazione con l’applicazione di Google Calendar che risulterà accessibile direttamente dalla mail.

Per approfondire, ci si può recare sul sito di Gmail e scoprire cosa offre la nuova casella di posta elettronica.

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Agcom prepara un sistema di certificazione sulla qualità della connettività

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L’Italia è una nazione molto arretrata per quanto concerne l’infrastruttura in fibra ottica, prova ne sia che il processo di cablaggio della Penisola è molto lungo e pieno di insidie.

Non potendo effettuare la sostituzione della vecchia tecnologia basata sul doppino in rame con la fibra ottica in tempi molto rapidi, gli operatori hanno iniziato da tempo a proporre soluzioni ibride per le quali la fibra ottica arriva in prossimità dell’immobile da collegare e da quel punto in avanti si passa al cavo in rame.

Il risultato è una soluzione mista che spesso però viene reclamizzata dagli stessi operatori come fibra ottica, pur non essendolo integralmente, al fine di distinguerla commercialmente dalle vecchie connessioni adsl su doppino in rame.

Per evitare però di generare confusione nel consumatore, Agcom ha deciso di introdurre un sistema di certificazione che permetta effettivamente di capire di quale tecnologia si parli nelle offerte commerciali.

Un sistema di valutazione semplice basato sui colori

Il sistema di rating si basa su una scala cromatica che distingue chiaramente il tipo di connessione.
Verde (FF) per la fibra a casa (FTTH), blu (F) per la fibra al palazzo FTTB, giallo (RF) per la fibra all’armadio (FTTC), rosso (R) per la fibra alla centrale (FTTN), e viola (W) per il fixed wireless.

Grazie a questo sistema gli operatori dovranno pubblicare il bollino con il colore corrispondente ovunque siano pubblicate le schede delle proprie offerte di connettività per non incorrere in sanzioni per pratiche commerciali scorrette.

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Grow with Google, un’iniziativa a sostegno delle imprese italiane

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Google crede nella missione di aiutare le imprese italiane ad innovarsi e, per farlo, lancia una nuova iniziativa ad esse dedicata per aumentare la conoscenza delle opportunità offerte dalla rete.

Grow with Google, questo il nome dell’iniziativa, è un programma che prevede una serie di incontri nelle varie città dell’Italia per avvicinare le imprese del territorio alle opportunità della Rete.

Il progetto, un roadshow formativo, è organizzato con Unioncamere e le Camere di Commercio: la prima tappa si terrà a Roma, nella Sala del Tempio di Adriano, il 20 ed il 21 febbraio.

Un’iniziativa per ascoltare gli imprenditori a supporto della trasformazione digitale

L’obiettivo primario del tour è quello di ascoltare le esigenze degli imprenditori locali supportandoli nel processo di trasformazione digitale, con corsi di formazione gratuiti e la possibilità di ricevere consulenza.

Qualsiasi azienda, a prescindere dal settore e dalla dimensione, può trovare nel digitale un aiuto concreto per la crescita e l’occupazione.

Il roadshow permetterà anche di far conoscere agli imprenditori alcune attività di successo che sono nate o sensibilmente migliorate grazie al digitale: fra queste Lux Made In, che accompagna il distretto della gioielleria nel commercio digitale, e Whead, agenzia di strategie online nata in seguito a precedenti iniziative formative di Google sul territorio.

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Cresce il numero di italiani connessi a internet

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Gli italiani online a dicembre ammontavano a circa il 62% con una cifra di circa 33,9 milioni di utenti unici mensili di cui 13,8 collegati attraverso dispositivi mobili.

Le statistiche, fonte Audiweb, riportano l’internet audience di tutto il 2017, anno in cui gli utenti connessi hanno registrato un aumento del +8,7% rispetto alla media del 2016 con un utilizzo marcato dei dispositivi mobili, smartphone in testa, con circa l’80,6% del tempo totale online passato usando questi device.

La distribuzione è quasi paritaria: dei navigatori italiani il 44,4% sono uomini (12,2 milioni) e il 45,9% invece donne (12,6 milioni) con una distribuzione anagrafica che vede circa due terzi degli italiani dai 18 ai 54 anni (il 62,9% dei 18-24enni, il 62,3% dei 25-35enni e il 61,5% dei 35-54enni).

Il digital divide interessa ancora gli over 55

I numeri mostrano che la fascia sopra ai 54 anni è ancora largamente lontana dall’uso abitudinario della tecnologia e di internet, cosa invece data ormai acquisita per la restante parte della popolazione: il dato dovrebbe far riflettere sulla necessità di aumentare le attività di alfabetizzazione digitale.

Tra i siti più visitati nel mese di dicembre 2017 vi sono i motori di ricerca, quindi i portali generalisti, i siti che offrono servizi e strumenti online e infine i social network.

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Chrome integra un adblocker per contrastare la pubblicità invasiva

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Giro di vite da parte di Google contro le pubblicità spam, ossia le inserzioni altamente invasive che costellano il web.

Grazie ad un apposito software realizzato per Chrome, il browser di Google, gli utenti potranno navigare più tranquilli evitando di essere tempestati di messaggi e pop-up altamente invasivi.

L’obiettivo è quello di evitare che gli utenti si dotino degli adblocker, i programmi che permettono di bloccare la pubblicità che però creano anche un danno alle tasche di Google e ai suoi banner pubblicitari che rappresentano la prima fonte di revenue per l’azienda.

Disincentivare gli utenti ad usare pubblicità invasive

Con l’introduzione della nuova feature verranno penalizzate, tanto su pc quanto su dispositivi mobili, tutte le pubblicità che riproducono audio o pop-up automaticamente non appena aperta la pagina web o che obbligano l’utente ad attendere una specie di conto alla rovescia prima di visualizzare la pagina senza pubblicità.

Le modalità pubblicitarie ammesse dalla modifica software voluta da Google sarà accettata sulla base dei Better Ads Standards.

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Agcom avvia la consultazione pubblica sulla libera scelta dei dispositivi per la connessione a internet

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Chiunque abbia richiesto l’attivazione di una nuova linea internet o effettuato il passaggio ad un altro operatore si sarà trovato con il problema di ricevere spesso un’imposizione, da parte del Provider, di un dispositivo per la connessione alla rete internet.

Il modem infatti viene frequentemente fornito dal Provider e sembra inscindibile dall’offerta della linea dati al punto che l’operatore impedisce la connessione con apparecchi di terze parti e non pubblica le specifiche per l’impostazione di un dispositivo differente da quello dato in comodato d’uso o venduto ratealmente.

Questa pratica lede la libertà dei consumatori e contrasta con le indicazioni del Regolamento UE Regolamento (UE) n. 2015/2120 del 25 novembre 2015 inerente all’ccesso ad una rete internet libera ed aperta.

Agcom interviene per risolvere il

Per risolvere il problema l’AGCOM è intervenuta con l’apertura di una consultazione pubblica sulle possibili misure per la libera scelta delle apparecchiature terminali: l’obiettivo è quello di porre fine alla condotta dei Provider garantendo agli utenti di poter scegliere liberamente e consapevolmente quale modem utilizzare per la connessione secondo i principi della neutralità della rete.

La consultazione pubblica, della durata di 30 giorni, verte su tre grandi aree: stabilire un perimetro di analisi relativo all’identificazione di quali siano le apparecchiature terminali oggetto della riforma, raccogliere informazioni su problematiche e possibili barriere all’utilizzo derivanti dalla complessità dei prodotti e infine valutare l’opportunità di un regolamento specifico a garanzia della libertà e della qualità dei servizi di accesso alla rete.

Maggiori informazioni qui.

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