TorMoil, scoperta una vulnerabilità in Tor Browser

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Tor è forse la più celebre soluzione per proteggere la privacy degli utenti e la loro libertà: si tratta di un sistema di comunicazione anonima per internet che permette di occultare il traffico e rendersi invisibili ad eventuali controllori.

Non a caso gli utenti Tor sono saliti fino a 6 milioni durante il periodo dello scandalo riguardante la sorveglianza di massa effettuata dai governi statunitense e britannico.

We are segment, un’azienda di cybersicurezza italiana, ha individuato una falla in grado di compromettere l’anonimato degli utilizzatori della piattaforma.

Il bug è stato segnalato allo staff di Tor affinché potesse provvedere nella sua risoluzione, cosa che è regolarmente avvenuta, prima della sua divulgazione: un comportamento esemplare che ben si conigua con l’identità di ethical hacker in cui si ritrova l’azienda italiana.

Tor fondamentale per la privacy

Tor è una risorsa preziosa anche per la libera circolazione dell’informazione: nei paesi ad alto tasso di censura tra cui Cina, Russia e Arabia Saudita, Tor è il sistema più diffuso per le comunicazioni di Ong e dissidenti locali, o perché questi possano informarsi.

Il risvolto della medaglia è che Tor venga usato anche per fini illeciti, come successo più volte nel corso degli anni.

Per tutti coloro che desiderano una maggiore privacy, consigliamo di installare e provare Tor Browser ovviamente nell’ultima versione aggiornata disponibile.

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In Piemonte si diffonde un innovativo kit di monitoraggio per i vigneti

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In Piemonte, tra i filari di alcune cantine delle Langhe, si sta diffondendo un’interessante innovazione tecnologica che impatta significativamente il mondo della viticultura.

Grazie alla tecnologia infatti gli agronomi piemontesi infatti possono monitorare lo stato di salute delle viti attraverso dei piccoli palloni aerostatici riempiti di elio e contenenti un ricevitore radio.

L’innovazione, progettata dai ricercatori del Politecnico di Torino, permette di tenere sotto controllo porzioni di territorio molto estese: con dieci palloni aerostatici speciali infatti è possibile coprire le esigenze di tutte le vigne del Piemonte

L’iXem Labs, ossia il laboratorio del Politecnico di Torino che è specializzato in sistemi di telecomunicazione sostenibili, è la casa della progettazione di questo innovativo kit di monitoraggio: il primo kit è stato assemblato e messo in produzione nelle vigne delle cantine Gaja.

Una rete di sensori interconnessa via Wi-Fi ad un pallone aerostatico

Il funzionamento è semplice: una rete di sensori posizionati tra i filari è interconnessa ad una centrale aerea agganciata ad un pallone volante, a circa cento metri da terra, ma vincolato al terreno.

In questo modo la centrale comunica con la sensoristica via Wi-Fi e riesce a captare i segnali radio su una superficie molto vasta, ossia fino ad un raggio compreso fra i 20 e i 50 chilometri.

Una volta ricevuta i dati, ciascuna stazione di controllo aerea li può inoltrare all’agronomo o all’agricoltore che potrà essere informato in tempo reale su parametri come la temperatura o il tasso d’umidità che determinano la necessità di eventuali interventi.

Si pensi, per esempio, al ristagno di un residuo eccessivo di pioggia sulle foglie che espone le viti al rischio di muffe.

Dalla prossima stagione viticola il servizio dovrebbe essere esteso a tutto il Monferrato: non appena le adesioni al servizio saranno significative e la rete dei sensori sarà molto elevata, il passaggio conseguente sarà la produzione in scala di big data e modelli predittivi di analisi.

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FCA sigla una nuova alleanza per la guida autonoma

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La leadership mondiale nel settore della guida autonoma potrebbe spostarsi velocemente in capo ad un nuovo gruppo di industrie che riunisce produttori di tecnologie e case automobilistiche.

FCA si è infatti unita a BMW, Intel Corporation e Mobileye siglando un’alleanza per sviluppare una piattaforma all’avanguardia nella tecnologia della guida autonoma e puntare così alla leadership mondiale del settore.

La nuova piattaforma utilizzabile per la guida automatizzata dal livello 3 fino al livello 4/5 permetterà di mantenere l’identità specifica dei marchi delle case automobilistiche che si sono unite per la sua produzione con il vantaggio di poter insistere sui rispettivi punti di forza, capacità e risorse per migliorare il progetto comune, aumentarne l’efficienza dello sviluppo e ridurne l’arrivo sul mercato.

Entro la fine del 2017 da FCA e BMW 40 veicoli a guida autonoma

Il primo obiettivo della collaborazione prevede l’immissione su strada di 40 veicoli autonomi sperimentali entro la fine del 2017.

Sono attesi inoltre i dati sperimentali della flotta pilota di 100 veicoli di prova di livello 4 di Mobileye (una società Intel) per valutare su scala l’approccio collaborativo.

Questa di FCA è la seconda alleanza strategica che si affianca a quella che è già in atto in Usa con Alphabet (Google) per la quale fornisce alcune centinaia di van Pacifica per studi sulla guida autonoma e innovare il modello di mobilità su scala mondiale.

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Agcom pubblica la prima mappa italiana delle reti di accesso ad internet

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Reperire informazioni dettagliate su infrastrutture e servizi dell’intero territorio nazionale è possibile e lo si può fare da un’unica interfaccia utile, fra le altre cose, ad agevolare le pianificazioni di investimenti da parte degli operatori di telecomunicazioni.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha infatto pubblicato il primo sistema di mappatura nazionale delle reti di accesso ad internet, come da previsioni del Decreto Salva Italia.

Grazie al servizio broadbandmap, consultabile sia da desktop che da dispositivi mobile, si possono reperire informazioni molto dettagliate sulle infrastrutture e sui servizi disponibili in tutto il territorio italiano.

Gli utenti del servizio possono, in ogni momento, analizzare lo stato delle offerte di accesso ad internet presso il proprio indirizzo di residenza effettuando anche eventuali comparazioni sulle diverse tecnologie e velocità disponibili.

La mappatura fornisce dati sulle coperture e sulle reti in rame e fibra ottica, in tecnologia wireless e sulle reti mobili ma anche indicazioni sulla velocità delle reti fisse in rame e il dato sul numero di abbonamenti ad Internet nazionali, regionali e provinciali.

I dati sono consultabili online e scaricabili in modo semplice e veloce.

La mappa di Agcom utile anche alle Istituzioni

L’iniziativa di Agcom è molto utile anche alle Istituzioni per elaborare soluzioni innovative adatte a combattere il digital divide in relazione alla diffusione della banda larga e ultralarga.

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Opera Reborn rivoluziona il concetto di browser internet

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Opera è un nome molto conosciuto fra coloro che navigano su internet: si tratta infatti di una software house norvegese, fondata nel 1995, che nel medesimo anno ha lanciato Opera Browser uno dei primi programmi per navigare su internet.

Nel corso del tempo la software house ha perso quote di mercato ma nell’ultimo periodo ha rilanciato il proprio browser catturando l’interesse di utenti e addetti ai lavori: Opera risulta attualmente utilizzato da circa il 3% della popolazione online ma è in crescita grazie alle recenti novità.

Con l’ultima release, chiamata Opera Reborn, Opera Software pone la massima attenzione ai sistemi di messaggistica istantanea: il nuovo browser infatti incorpora WhatsApp, Messenger e Telegram direttamente nella barra laterale del browser.

In questo modo per tutti coloro che vogliono mantenere attiva la propria attenzione sul flusso di informazioni derivante dalle conversazioni di questi programmi ora possono evitare di guardare il telefono o aprire diverse finestre del browser in contemporanea.

Grazie al nuovo sistema è infatti possibile scegliere anche quali conversazioni mettere in rilievo passando da un servizio all’altro con una semplice combinazione di tasti (Ctrl + Shift + m).

Opera Reborn: chat, VPN, navigazione anonima, adblock e molto altro

Tra le altre novità va menzionata la rinnovata veste grafica del layout, avvisi di sicurezza in caso di siti non sicuri, un adblocker integrato e un servizio VPN per una navigazione assolutamente anonima.

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Il World Wide Web Consortium sceglie Trento per la propria presenza in Italia

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La Fondazione Bruno Kessler di Trento è estremamente attenta all’innovazione tanto da essere una delle realtà più attive nell’ambito non solo a livello regionale ma anche nazionale.

La riprova dell’impegno nel promuovere le nuove tecnologie si evince ulteriormente dal grande interesse verso internet che ha portato oggi Fondazione Bruno Kessler a diventare il referente nazionale per gli standard del Web assumendo ufficialmente da quest’anno l’incarico per l’Italia da parte del World Wide Web Consortium.

Il World Wide Web Consortium è una comunità internazionale in cui le Organizzazioni Membro, uno staff full time, e gli utenti, lavorano insieme per sviluppare gli standard del Web in settori applicativi ad alto impatto, quali automotive, security, digital publishing, internet of things e payment.

L’organizzazione è diretta dall’inventore del Web, Tim Berners-Lee e del CEO Jeffrey Jaffe e ha come obiettivo quello di portare il Web fino al massimo del suo potenziale.

Fondazione Bruno Kessler diventa rappresentante italiano del World Wide Web Consortium

Fondazione Bruno Kessler, attraverso il team composto da Bernardo Magnini, Adolfo Villafiorita e Manuela Speranza, ne gestirà l’ufficio italiano: la scelta sancisce il riconoscimento per le competenze e per il network che la Fondazione Kessler è stata capace di costruire negli anni non solo a livello locale ma anche nazionale.

Alle 14.30 è prevista la presentazione ufficiale nella sede della Fondazione Bruno Kessler a Povo di Trento.

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Online il nuovo portale INPS

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La trasformazione digitale passa attraverso la revisione di processi e strutture in chiave digitale ma richiede anche un’attenzione ai servizi digitali esistenti che devono essere sempre performanti e soprattutto facilmente usabili.

Ed è proprio in linea con questa visione che oggi l’INPS rende disponibile il proprio nuovo portale.

Si tratta di un sito internet completamente rinnovato nei contenuti e nell’aspetto grafico con l’obiettivo di rendere più semplice la navigazione e l’accesso ai servizi offerti dall’Istituto.

Nuovo portale INPS: responsive e usabilità migliorata

Il nuovo portale è interamente responsive, cioè in grado di adattarsi a qualsiasi dispositivo (desktop, tablet o smartphone), e presenta un nuovo sistema di navigazione che permette di esplorare i contenuti per categoria di utenza, per tema, e raffinare la navigazione per tipologia di pagina oppure effettuare ricerche specifiche.

Interessante anche la funzione MyINPS che permette di salvare i contenuti più interessanti in un’area personalizzata e personalizzabile che offre ulteriori strumenti per arricchire la propria esperienza d’uso.

Da notare inoltre il prossimo inserimento del simulatore delle scelte dei lavoratori relative all’Ape, l’anticipo pensionistico in vigore dal 1° maggio, che consente di quantificare in termini pratici l’importo del prestito e delle successive rate da pagare in venti anni.

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Guetzli, l’algoritmo di Google per navigare più velocemente

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Il proliferare online dei contenuti multimediali, e in particolare modo delle immagini, richiede la disponibilità di connessioni sempre più performanti o almeno ciò poteva essere un requisito necessario fino a qualche giorno fa.

Google ha infatti recentemente annunciato un algoritmo open source per rendere le immagini JPEG meno pesanti e le pagine web molto più veloci da caricare.

Questo nuovo algoritmo, che promette di semplificarci la vita, si chiama
Guetzli, nome di origine svizzera, e sta già lavorando sulla piattaforma GitHub rendendo i file JPEG più leggeri di oltre il 30%.

Guetzli, un codificatore per una navigazione più veloce

Guetzli dunque è un encoder o, per dirla in italiano, un codificatore che rendendo meno pesanti le immagini e più rapido il caricamento delle pagine web, ci permetterà di ridurre il consumo di dati, se stiamo navigando da un telefono cellulare o da un dispositivo mobile, senza perdere praticamente nulla sotto l’aspetto della qualità dell’immagine.

Guetzli non è il primo algoritmo che Google ci presenta per quanto riguarda il tentativo di creare file meno pesanti possibile infatti, questo nuovo encoder, ricorda molto l’algortimo Zopfli che aveva come obiettivo quello di generare file PNG più leggeri, o WebP anch’esso uno strumento che Google aveva lanciato per comprimenre file JPEG e PNG.

A differenza di WebP che era in grado di operare solo su Chrome e Opera, Guetzli sembra non conoscere confini ed è in grado di lavorare su qualsiasi motore di ricerca.

I tentativi di Google per cercare di semplificarci la vita e rendere la navigazione più fluida possibile non sono solo quelli sopracitati, va infatti anche ricordato il progetto Amp (Accelerated Mobile Pages) lanciato alla fine del 2015 che generava pagine web leggere e rapide da caricare.

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Parte la sperimentazione della rete 5G in cinque città italiane

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La diffusione della rete 5G è molto attesa non solo in quanto evoluzione del 4G, ma soprattutto come piattaforma abilitante a opportunità di sviluppo in virtù della capacità di servire strutturalmente innovazioni in grado di cambiare il modo di vivere e di spostarsi dei cittadini nonché la produzione delle imprese.

Dopo la sperimentazione al Millimeter Wave Lab di Torino, è la volta di un’espansione in cinque città italiane: l’area metropolitana di Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera.

L’annuncio è stato effettuato dal Ministero dello Sviluppo economico facendo rientrare l’iniziativa fra i progetti per dotare l’Italia di una tecnologia per reti mobili superveloce.

La rete 5G interessa anche l’Europa

L’interesse verso il 5G è dipeso anche dall’invito della Commissione europea a dotare entro il 2018 almeno una città dove avviare la sperimentazione della nuova rete.

L’Italia dunque non si accontenta e procede all’individuazione di cinque siti metropolitani raccogliendo la sfida anche perché quella del 5G è una tecnologia altamente dirompente.
Infatti riduce sensibilmente i tempi di latenza e ha un potenziale enorme in termini di impatto sull’economia del Paese.

La disponibilità di reti mobili superveloci inoltre completa l’impegno sul fronte della banda ultra larga in quanto consentirà una soluzione intermedia accettabile per quei territori che non potranno avere in tempi rapidi a disposizione la fibra ottica.

La scelta delle città oggetto dell’iniziativa di diffusione non è casuale: le selezioni dipendono da criteri relativi alla distribuzione geografica, alla capillarità di connettività ultraveloce, alla disponibilità di frequenze nella banda 3,7-3,8 e all’appartenenza ai corridoi europei.

Ne fanno eccezione L’Aquila e Matera che però sono state designate in quanto portatrici di particolari interessi: la prima è in fase di ricostruzione post-terremoto, la seconda invece, capitale europea della cultura 2019, è particolarmente attraente in virtù dell’alta concentrazione di nuovi progetti dedicati al digitale che si sposano bene con la diffusione di una rete superveloce quale quella del 5G.

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Le imprese italiane investono poco nella strategia digitale mobile

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Nonostante gli utenti italiani siano sempre più propensi ad utilizzare i dispositivi mobili le imprese sono in evidente ritardo circa le opportune strategie da adottare su questo fronte.

Il traffico internet mondiale mobile cresce senza sosta, è quindi singolare che non cresca allo stesso modo l’attenzione alla propria presenza online specificatamente ottimizzata per l’esperienza mobile.

Le imprese italiane investono poco o nulla nella propria strategia digitale mobile

Secondo la ricerca Mobile: think out of the box dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy del Politecnico di Milano, se il 31% delle imprese è convinto che il mobile impatterà significativamente sul proprio business, il 25% è convinto che la sua incidenza sarà poco rilevante.

Ma se si passa dalle semplici valutazioni ai fatti, lo scenario peggiora sensibilmente: solo il 14% degli intervistati ha impostato una strategia mobile first.

Questi dati sono preoccupanti per un Paese come l’Italia che vede più del 60% del tempo speso online dai naviganti provenire dagli smartphone e il 17% della spesa globale in e-commerce arrivare da dispositivi mobili quali smartphone e tablet con un giro d’affari di 3,3 miliardi di euro.

Nonostante ciò manca una cultura d’impresa dedicata al digitale: nel 37% dei casi a occuparsi del settore è il direttore marketing mentre solo il 9% delle imprese ha un CIO (Chief Information Officer).

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