Il Comune di Jesolo amplia la rete Wi-Fi pubblica

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Grazie alla partecipazione al progetto WiFi4EU avviato dalla Commissione europea per supportare gli enti locali nella realizzazione e mantenimento delle reti Wi-Fi pubbliche, il Comune di Jesolo è riuscito, insieme ad altri Comuni italiani, ad aggiudicarsi le risorse economiche per la creazione di nuovi hotspot gratuiti in grado di estendere la connessione Wi-Fi pubblica e gratuita sul territorio cittadino.

In questo modo l’Amministrazione sta ultimando i lavori di collegamento delle aree di Piazza Kennedy, del Parco Ca’ Silis nel centro storico e del Parco Grifone al Lido di Jesolo: queste zone saranno presto coperte da una connettività a banda larga che consente non solo a cittadini e turisti di potersi collegare gratuitamente ad Internet ma anche di meglio integrare i servizi pubblici presenti negli spazi portati sotto copertura.

Jesolo è già oggi una delle prime località balneari ad offrire una connessione Wi-Fi gratuita in fibra ottica a 1 Gbps tramite la piattaforma Jesolo Connected su tutta la spiaggia e gran parte del territorio comunale che verrà ulteriormente esteso grazie ai nuovi lavori.

Maggiori informazioni sul sito del Comune di Jesolo.

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Genova Pass diventa digitale

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Il Comune di Genova sta progressivamente realizzando nuovi servizi digitali e nel contempo trasformando quelli che non sono ancora arricchiti dalle opportunità offerte dalla tecnologia.

In questo contesto la controllata Genova Parcheggi ha sviluppato la componente digitale che consente di rinnovare i permessi di parcheggio direttamente online senza quindi dover passare attraverso gli uffici preposti.

La procedura è accessibile per tutti coloro che hanno ottenuto la vetrofania da applicare sul parabrezza dell’auto denominata Genova Pass: a questo punto l’utente potrà effettuare ogni rinnovo direttamente da remoto tramite il proprio pc o lo smartphone.

L’unica operazione richiesta è l’iscrizione dal portale di Genova Parcheggi: il sistema è molto semplice con la possibilità di visualizzare comunque un video tutorial per perfezionare e concludere tutte le operazioni legate al rinnovo oltre ad un pieghevole che è stato distribuito in città.

L’accesso al servizio è scaglionato e in attivazione: ad oggi i primi utenti a poterne fruire sono quelli di Albaro (zone L e M) e di San Fruttuoso (zona R) le cui autorizzazioni scadranno il 31 maggio.

Subito dopo seguiranno le altre zone del territorio: Centro (G) 31 luglio, Alture (H) e Carignano (D ed E) 30 novembre, Bassa Val Bisagno (C) 30 gennaio, Bassa Val Bisagno (T) 15 febbraio, Foce (A e B) 28 febbraio e Centro (F) 31 marzo.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa.

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Genova, il monitoraggio del territorio è il primo banco di prova del 5G

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A Genova hanno preso il via i primi test di servizi tecnologici basati sul protocollo di comunicazione 5G e l’impiego di droni e veicoli rover per il monitoraggio del territorio.

La sperimentazione ha avuto luogo dall’area del Great Campus agli Erzelli, dove ha sede il Digital Lab 5G, avvalendosi di una centrale operativa in cloud realizzata da TIM per il controllo remoto automatico dei droni e dei rover.

I droni di Liguria Digitale che hanno sorvolato i parchi di Nervi appartengono al partner tecnologico Seikey mentre il rover che ha esplorato le aree del Great Campus appartiene a Ericsson.

L’iniziativa è il frutto della collaborazione fra Regione Liguria, Comune di Genova, Liguria Digitale, Ericsson e TIM nel perimetro dei test per rendere disponibili nuove innovative applicazioni dedicate a cittadini, imprese e pubblica amministrazione attraverso la rete mobile 5G.

La piattaforma di monitoraggio del territorio utilizzata per i test può essere utilizzata per consentire nuove soluzioni per la pubblica sicurezza, per il monitoraggio di infrastrutture critiche ma anche per il trasporto di farmaci di prima necessità oppure di organi per i trapianti.

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Agcom, crescono gli accessi FTTC e FTTH

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I dati dell’Osservatorio sulle Comunicazioni diffusi dall’Agcom tracciano uno scenario rassicurante per la diffusione degli accessi a banda larga che è in crescita in tutto il Paese.

Questo è dovuto soprattutto all’opera di cablaggio delle città a cura di Open Fiber ma anche per la diffusione delle nuove tecnologie di comunicazione mobile: a riprova della preferenza accordata all’uso di connettività mobile, a fine 2018 gli accessi complessivi alla rete fissa si sono ridotti di 180mila unità rispetto al trimestre precedente.

Basti pensare che sulla rete mobile si registra annualmente un aumento complessivo di circa 3,5 milioni di SIM che comprendono sia quelle M2M (machine to machine) che quelle dedicate alle persone (in modalità traffico solo voce o voce e dati).

Cumulativamente, rispetto a 5 anni fai, il totale degli accessi in rame è sceso al 58% rispetto al quasi 94% del 2014 con un complessivo di 7,5 milioni di linee che sono state rimpiazzate da quasi altrettanti accessi con tecnologie più veloci: si è infatti assistito ad un aumento di connettività FTTC (+5,9 milioni di unità), FTTH (+540 mila) e FWA (+700 mila).

Ormai le linee con velocità inferiore ai 10 Mbit/s sono meno del 25% delle linee a banda larga mentre quelle con velocità pari o maggiore di 30 Mbit/s sono il 45,1%.

Fra gli operatori, TIM guida la classifica con il 43,9% delle attivazioni seguita da Vodafone (15,8%) e poi Fastweb e Wind/Tre con quote di mercato comprese tra il 14 ed il 15%.

La classifica, per quanto riguarda il mercato mobile vede TIM guidare la classifica con il 30,7% del mercato, seguita da Wind Tre e Vodafone con una quota simile pari al 29,2% e infine Iliad con il 2,7%.

Maggiori dettagli sul blog ufficiale.

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Internet, in 10 anni raddoppiati i domini italiani

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I domini italiani, ossia quelli che rispondono all’estensione TLD .it e registrati all’anagrafe di Registro.it, superano quota 3 milioni e risultano raddoppiati nel giro di 10 anni.

Il significativo traguardo è stato riferito durante l’evento che ha fatto il punto sull’ultimo decennio visto secondo la prospettiva del Registro: dal 2008 in particolare lo sviluppo della richiesta di domini ha portato a far crescere l’organico dell’Istituto di informatica e telematica del Cnr dove ha sede ed opera il Registro.

Sul sito di Registro.it, che nel corso del tempo è diventato un vero e proprio cruscotto ideato per diffondere le potenzialità offerte da Internet, è presente un grafico che mostra l’andamento nel tempo della crescita del numero di registrazioni dei domini .it.

Durante l’occasione è stata inoltre presentata la serie video web Digitali per caso: condotta da Patrizio Roversi e prodotta dal Registro.it, la serie attraversa l’Italia in dieci puntate per raccontare storie di imprese che, grazie all’uso del digitale, sono riusciti a raggiungere significativi obiettivi aumentando le vendite.

I settori delle imprese raccontate in Digitali per caso sono prettamente quelli caratteristici della produzione italiana, ossia il vinicolo, l’agro alimentare e il turistico.

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Copyright, Wikipedia attacca la riforma

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Come molti utenti avranno avuto modo di osservare, le pagine di Wikipedia in Italia sono oscurate e così rimarranno per circa 24 ore.

Si tratta di un’azione di protesta che la celebre enciclopedia online ha attuato per contrastare la nuova direttiva sul Copyright che è calendarizzata in votazione presso il Parlamento Europeo per domani 26 marzo.

La direttiva sul Copyright infatti, in forza degli artt. 11 e 13, imporrà ulteriori oneri ai siti web che raccolgono e organizzano le notizie aggravando le attività di controllo preventive sui contenuti.

La conseguenza più diretta dell’applicazione della nuova norma comporterebbe una marcata riduzione della libertà di espressione e della partecipazione online.

Wikipedia non è direttamente coinvolta dall’applicazione della nuova direttiva che però indebolirebbe il modo in cui siamo stati abituati, fino ad oggi, a vivere il web: da qui la necessità, da parte della celebre enciclopedia online, di prendere posizione a difesa delle regole che domani rischierebbero di essere innovate sensibilizzando tutti i propri utenti affinché, tramite i loro rappresentanti nel Parlamento UE, possano disinnescare la riforma.

Le posizioni in merito all’opportunità, o meno, della riforma sono ovviamente molto arroccate: se Wikipedia è contraria alla nuova direttiva, gli editori sono generalmente favorevoli per la tutela che ne deriverebbe ai loro contenuti.

In particolare la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) e l’Associazione Italiana Editori (AIE) sostengono che si tratti di una riforma equilibrata che porta una maggiore tutela della cultura della libera informazioni.

Noi avevamo già affrontato la materia qui.

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Online il nuovo portale del Comune di Bergamo

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Il Comune di Bergamo, dopo tre anni di lavoro, ha presentato presso Palazzo Frizzoni il proprio nuovo portale nell’ottica di semplificare il rapporto tra Amministrazione e cittadini.

Si tratta di un’iniziativa che punta ad un vero e proprio cambio di prospettiva dove la digitalizzazione rappresenta un passaggio indispensabile per consentire alla PA di essere più efficiente e rispondere più velocemente alle necessità della popolazione.

Tutti i servizi del Comune, a tendere, transiteranno online per consentire alla comunità di effettuare le operazioni a portata di clic.

Con il nuovo portale ben 510 servizi telematici saranno accessibili al cittadino che troverà, all’interno del sito internet, 355 uffici mappati: insieme ai nuovi servizi è avvenuta anche una riorganizzazione della precedente offerta telematica che ha portato a sopprimere sette siti web collaterali che sono stati riorganizzati.

Fra le novità incluse nel nuovo portale c’è la creazione dello sportello telematico polifunzionale: si tratta di uno sportello digitale che permette di presentare qualunque pratica rispettando e attuando le nuove disposizioni legislative previste in materia di trasparenza amministrativa e nella più completa dematerializzazione.

Il cittadino quindi potrà interagire con il Comune senza dover passare attraverso gli sportelli fisici comunali.

Il portale del Comune di Bergamo rispetta le linee guida di design dei servizi digitali della PA.

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30 anni fa nasceva il World Wide Web

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30 anni fa, il 12 marzo 1989, è nato un mondo che non ci ha più abbandonato: nasceva infatti il World Wide Web, da non confondersi con Internet che esisteva già dagli anni Sessanta grazie alla rete militare Arpanet.

Il World Wide Web è nata come una rete aperta che consentisse di collegare fra loro testi e parole contenuti in computer in rete nel mondo grazie all’intuizione di Tim Berners-Lee.

Il fisico ricercatore infatti teorizzò la base del funzionamento della rete, presentando nel 1989 un documento, intitolato Information Management: a Proposal, che indicava la teoria che avrebbe offerto le fondamenta per la nascita del primo sito poi lanciato nel 1991.

Nel giro di due anni infatti Berners-Lee insieme a Robert Cailliau costruirono le fondamenta della rete e compilarono anche il primo browser, ovvero il programma utilizzato per navigare attraverso le pagine web.

Il 30 aprile del 1993 il Cern di Ginevra ha poi deciso di rendere pubblico e senza diritti il codice sorgente alla base del Web che nel frattempo è esploso, generando opportunità e diffondendo informazioni per tutti i suoi utilizzatori.

Ad oggi il Web conta ormai più di due miliardi di utenti ma altrettanti ne sono esclusi a causa dell’isolamento tecnologico o delle condizioni economiche.

Gli utilizzatori, nel corso del tempo, hanno imparato a tutelare la propria sicurezza e privacy che rappresentano gli aspetti a più alta criticità anche in relazione alla crescita di controllo esercitato dalle grandi multinazionali americane come Google e Facebook.

Proprio a tale riguardo il Consorzio per il World Wide Web, sostanzialmente un osservatorio sullo sviluppo del Web in cui Berners-Lee è direttore, promuove azioni per chiedere una rete più rispettosa dei diritti degli utenti e propone una nuova piattaforma, chiamata Solid, per consentire agli utenti di tutelare i propri dati.

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Code Your Future, al via le candidature al programma

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Un’opportunità per rilanciare la propria vita grazie al digitale: questa in sintesi potrebbe essere la descrizione del programma Code Your Future, un’iniziativa rivolta a rifugiati e richiedenti asilo ma anche agli italiani che versano in condizioni di difficoltà economica.

Code Your Future è un programma creato dall’omonima organizzazione no profit che consente di abbracciare a chiunque, a prescindere dal background socio-culturale, una professione in ambito digitale tramite un corso per diventare sviluppatori software.

Il corso, della durata di sei mesi, è anticipato da un periodo di orientamento tramite l’utilizzo di uno smartphone e di un’app creata allo scopo.

L’iniziativa prende il via in Italia dopo una positiva esperienza nel Regno Unito, luogo in cui il programma ha avuto origine: l’obiettivo del progetto è quello di fornire una possibilità di crescita personale a tutti coloro i quali, nel proprio percorso di vite interrotte, studi incompleti o sfide di integrazione, hanno la voglia o la necessità di riscattarsi tramite nuove professioni digitali che sono sicuramente meritocratiche e senza frontiere.

La candidatura al programma è libera tramite la piattaforma online e il corso è gratuito: non vi sono limiti di età e i corsisti riceveranno anche il pagamento del biglietto della metro per gli spostamenti ed eventualmente una baby sitter qualora dovessero avere necessità.

Ad oggi l’iniziativa Code Your Future ha ottenuto ottimi risultati: il 70% dei partecipanti ha infatti trovato una nuova occupazione anche in aziende strutturate.

In Italia l’iniziativa è promossa da LVenture Group.

Il processo di candidatura durerà alcune settimane mentre le lezioni del programma prenderanno il via il 4 maggio: i corsi saranno in inglese con docenti italiani specializzati presso l’hub di LVenture Group.

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Stage on the Net, il progetto per diffondere in rete la cultura scaligera

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Fondazione TIM e l’Accademia Teatro alla Scala hanno lanciato un’iniziativa congiunta per promuovere l’offerta culturale scaligera grazie al ricorso alle nuove tecnologie come per esempio gli strumenti digitali di comunicazione e interazione che riscuotono un grande successo soprattutto fra i più giovani.

In particolare il progetto punta a rendere disponibili sui siti dei due partner i video di presentazione dei corsi e i live streaming degli appuntamenti artistici che caratterizzano il programma didattico con ampio ricorso a guide all’ascolto e seminari digitali in modo da poter coinvolgere un ampio pubblico che, grazie alla tecnologia, può fruire da remoto dell’esperienza culturale dell’Accademia.

Fra i contenuti esclusivi trasposti in digitale anche lezioni tenute dal parco docenti di fama internazionale e la digitalizzazione del processo di selezione dei candidati che intendono intraprendere il percorso formativo erogato dall’Accademia.

Le prime attività congiunte previste dall’intesa prevedono la pubblicazione settimanale sui canali di comunicazione dei rispettivi partner di dodici video informativi sui corsi di formazione erogati dalla Scuola interna all’Accademia scaligera e una prima serie di sessioni di live streaming relative alle prove di altrettanti spettacoli in calendario. Il progetto Stage on the Net è sostenuto direttamente da Fondazione TIM tramite un contributo in denaro e da alcune raccolte utilizzando il crowdfunding per un totale di 1.2 milioni di Euro.

Maggiori informazioni sul comunicato stampa.

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