Online il nuovo portale del Comune di Bergamo

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Il Comune di Bergamo, dopo tre anni di lavoro, ha presentato presso Palazzo Frizzoni il proprio nuovo portale nell’ottica di semplificare il rapporto tra Amministrazione e cittadini.

Si tratta di un’iniziativa che punta ad un vero e proprio cambio di prospettiva dove la digitalizzazione rappresenta un passaggio indispensabile per consentire alla PA di essere più efficiente e rispondere più velocemente alle necessità della popolazione.

Tutti i servizi del Comune, a tendere, transiteranno online per consentire alla comunità di effettuare le operazioni a portata di clic.

Con il nuovo portale ben 510 servizi telematici saranno accessibili al cittadino che troverà, all’interno del sito internet, 355 uffici mappati: insieme ai nuovi servizi è avvenuta anche una riorganizzazione della precedente offerta telematica che ha portato a sopprimere sette siti web collaterali che sono stati riorganizzati.

Fra le novità incluse nel nuovo portale c’è la creazione dello sportello telematico polifunzionale: si tratta di uno sportello digitale che permette di presentare qualunque pratica rispettando e attuando le nuove disposizioni legislative previste in materia di trasparenza amministrativa e nella più completa dematerializzazione.

Il cittadino quindi potrà interagire con il Comune senza dover passare attraverso gli sportelli fisici comunali.

Il portale del Comune di Bergamo rispetta le linee guida di design dei servizi digitali della PA.

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30 anni fa nasceva il World Wide Web

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30 anni fa, il 12 marzo 1989, è nato un mondo che non ci ha più abbandonato: nasceva infatti il World Wide Web, da non confondersi con Internet che esisteva già dagli anni Sessanta grazie alla rete militare Arpanet.

Il World Wide Web è nata come una rete aperta che consentisse di collegare fra loro testi e parole contenuti in computer in rete nel mondo grazie all’intuizione di Tim Berners-Lee.

Il fisico ricercatore infatti teorizzò la base del funzionamento della rete, presentando nel 1989 un documento, intitolato Information Management: a Proposal, che indicava la teoria che avrebbe offerto le fondamenta per la nascita del primo sito poi lanciato nel 1991.

Nel giro di due anni infatti Berners-Lee insieme a Robert Cailliau costruirono le fondamenta della rete e compilarono anche il primo browser, ovvero il programma utilizzato per navigare attraverso le pagine web.

Il 30 aprile del 1993 il Cern di Ginevra ha poi deciso di rendere pubblico e senza diritti il codice sorgente alla base del Web che nel frattempo è esploso, generando opportunità e diffondendo informazioni per tutti i suoi utilizzatori.

Ad oggi il Web conta ormai più di due miliardi di utenti ma altrettanti ne sono esclusi a causa dell’isolamento tecnologico o delle condizioni economiche.

Gli utilizzatori, nel corso del tempo, hanno imparato a tutelare la propria sicurezza e privacy che rappresentano gli aspetti a più alta criticità anche in relazione alla crescita di controllo esercitato dalle grandi multinazionali americane come Google e Facebook.

Proprio a tale riguardo il Consorzio per il World Wide Web, sostanzialmente un osservatorio sullo sviluppo del Web in cui Berners-Lee è direttore, promuove azioni per chiedere una rete più rispettosa dei diritti degli utenti e propone una nuova piattaforma, chiamata Solid, per consentire agli utenti di tutelare i propri dati.

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Code Your Future, al via le candidature al programma

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Un’opportunità per rilanciare la propria vita grazie al digitale: questa in sintesi potrebbe essere la descrizione del programma Code Your Future, un’iniziativa rivolta a rifugiati e richiedenti asilo ma anche agli italiani che versano in condizioni di difficoltà economica.

Code Your Future è un programma creato dall’omonima organizzazione no profit che consente di abbracciare a chiunque, a prescindere dal background socio-culturale, una professione in ambito digitale tramite un corso per diventare sviluppatori software.

Il corso, della durata di sei mesi, è anticipato da un periodo di orientamento tramite l’utilizzo di uno smartphone e di un’app creata allo scopo.

L’iniziativa prende il via in Italia dopo una positiva esperienza nel Regno Unito, luogo in cui il programma ha avuto origine: l’obiettivo del progetto è quello di fornire una possibilità di crescita personale a tutti coloro i quali, nel proprio percorso di vite interrotte, studi incompleti o sfide di integrazione, hanno la voglia o la necessità di riscattarsi tramite nuove professioni digitali che sono sicuramente meritocratiche e senza frontiere.

La candidatura al programma è libera tramite la piattaforma online e il corso è gratuito: non vi sono limiti di età e i corsisti riceveranno anche il pagamento del biglietto della metro per gli spostamenti ed eventualmente una baby sitter qualora dovessero avere necessità.

Ad oggi l’iniziativa Code Your Future ha ottenuto ottimi risultati: il 70% dei partecipanti ha infatti trovato una nuova occupazione anche in aziende strutturate.

In Italia l’iniziativa è promossa da LVenture Group.

Il processo di candidatura durerà alcune settimane mentre le lezioni del programma prenderanno il via il 4 maggio: i corsi saranno in inglese con docenti italiani specializzati presso l’hub di LVenture Group.

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Stage on the Net, il progetto per diffondere in rete la cultura scaligera

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Fondazione TIM e l’Accademia Teatro alla Scala hanno lanciato un’iniziativa congiunta per promuovere l’offerta culturale scaligera grazie al ricorso alle nuove tecnologie come per esempio gli strumenti digitali di comunicazione e interazione che riscuotono un grande successo soprattutto fra i più giovani.

In particolare il progetto punta a rendere disponibili sui siti dei due partner i video di presentazione dei corsi e i live streaming degli appuntamenti artistici che caratterizzano il programma didattico con ampio ricorso a guide all’ascolto e seminari digitali in modo da poter coinvolgere un ampio pubblico che, grazie alla tecnologia, può fruire da remoto dell’esperienza culturale dell’Accademia.

Fra i contenuti esclusivi trasposti in digitale anche lezioni tenute dal parco docenti di fama internazionale e la digitalizzazione del processo di selezione dei candidati che intendono intraprendere il percorso formativo erogato dall’Accademia.

Le prime attività congiunte previste dall’intesa prevedono la pubblicazione settimanale sui canali di comunicazione dei rispettivi partner di dodici video informativi sui corsi di formazione erogati dalla Scuola interna all’Accademia scaligera e una prima serie di sessioni di live streaming relative alle prove di altrettanti spettacoli in calendario. Il progetto Stage on the Net è sostenuto direttamente da Fondazione TIM tramite un contributo in denaro e da alcune raccolte utilizzando il crowdfunding per un totale di 1.2 milioni di Euro.

Maggiori informazioni sul comunicato stampa.

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Il Registro si rinnova e lancia i digital kit per le imprese

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Novità in casa di Registro.it, l’anagrafe dei domini Internet  italiani dove è possibile registrare, modificare o cancellare uno o più domini .it che è stata affidata, dal 1987, al Consiglio Nazionale delle Ricerche presso la sede dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr di Pisa.

Il Registro infatti cambia veste e si rinnova proponendo nuove sezioni ideate per venire incontro alle esigenze delle piccole e medie imprese italiane: l’intento è quello di consentire alle aziende di aumentare di competitività grazie ad informazioni attinenti al digitale e idonee allo scopo.

In tal senso si inserisce il lancio di appositi digital kit, una sorta di cassetta degli attrezzi che contiene guide di consigli e best practice su come sfruttare la rete per comunicare e potenziare la propria attività.

I digital kit infatti puntano a spiegare, passo passo, cosa siano e come funzionino argomenti quali siti web, identità digitale ma anche content marketing, email marketing e pubblicità online affinché piccole aziende, professionisti,  artigiani, commercianti e freelance possano essere maggiormente competitivi su scala globale o possano iniziare a documentarsi senza essere esposti a costi che magari non riescono a gestire.

I temi trattati dai digital kit sono vari e prevedono già di affrontare, nell’immediato futuro, temi più complessi come l’identità digitale, la blockchain, la cybersecurity, l’intelligenza artificiale e il mondo dell’Internet of Things.

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Al via Piazza Wifi Italia, il progetto per una rete Wi-Fi libera nazionale

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Oggi parte ufficialmente Piazza Wifi Italia, un progetto ambizioso che rappresenta l’evoluzione dell’iniziativa che ha tentato negli ultimi anni di estendere la rete Wi-Fi pubblica gratuita a livello nazionale.

Quello di consentire a tutti i cittadini di connettersi gratuitamente e in modo semplice tramite un’applicazione dedicata in grado di intercettare la rete Wi-Fi pubblica disponibile è sicuramente un obiettivo ambizioso.

D’altra parte una rete senza fili libera e diffusa a livello nazionale è in grado di portare numerosi vantaggi non sono nella valorizzazione del territorio e dei cittadini ma anche dal punto di vista turistico.

Piazza Wifi Italia va ad arricchire il progetto wifi.italia.it con un nuovo stanziamento da 45 milioni di Euro che permetterà la copertura delle aree comunali ancora prive di connettività con priorità per i Comuni con popolazione inferiore ai 2.000 abitanti.

La società incaricata del progetto è Infratel Italia e l’elenco dei Comuni in attivazione prevede in priorità i 138 Comuni colpiti dal sisma del 2016 con Torricella Sicura, in provincia di Teramo, come primo Comune attivato nell’ambito del progetto.

Da oggi tutti i Comuni interessati potranno aderire all’iniziativa inoltrando la domanda anche grazie al supporto di Anci che fornisce agli associati le modalità di adesione all’iniziativa.

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Internet, allarme ICANN per un’ondata di attacchi informatici

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L’ICANN, ossia l’organizzazione internazionale che assegna gli indirizzi Internet, ha reso noto che si è verificata un’inattesa ondata di attacchi informatici in tutto il mondo contro i domini Internet.

Si tratta di un fenomeno incontrollato e imprevisto che sta creando non pochi problemi, essendo ancora in corso: questi attacchi informatici si concretizzano in modifiche non autorizzate agli indirizzi con la sostituzione degli indirizzi dei server autorizzati con quelli di macchine controllate dagli aggressori.

L’attacco pertanto è diretto ai DNS server, un’infrastruttura distribuita che consente la risoluzione di nomi dei nodi della rete in indirizzi IP: ad ogni dominio o nodo infatti corrisponde un nameserver che rappresenta una sorta di mappatura per rintracciare il corretto contenuto applicabile.

Visto il grado di allarme, si suggerisce agli utenti e ai fornitori di servizio di stare particolarmente attenti.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito dell’ICANN.

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Safer Internet Day, oggi è la giornata per un uso consapevole del web

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Oggi è il Safer Internet Day, la giornata istituita nel 2004 per la promozione di un uso più sicuro e responsabile del web e delle nuove tecnologie.

Sviluppata a livello internazionale grazie al supporto della Commissione Europea, il Safer Internet Day è particolarmente importante per richiamare l’attenzione all’uso che i bambini e i giovani di tutto il mondo fanno di Internet: per questo motivo, uno degli Enti più attivi è il MIUR.

Lo scopo è, inutile a dirsi, quello di far riflettere i ragazzi sull’uso consapevole della Rete, sui problemi e le insidie riscontrabili le web ma anche sul comportamento da adottare su Internet per una sana interazione con il prossimo.

Trattandosi di una ricorrenza annuale soggetta, di anno in anno, all’approfondimento di una tematica specifica, l’edizione 2019 del Safer Internet Day è incentrata sull’alleanza fra scuola e famiglia come responsabili dell’educazione dei più giovani.

Durante la giornata si alterneranno in tutta Italia svariate attività, seminari e laboratori che vedono protagonisti studenti, professori, esperti, forze dell’ordine e professionisti per confrontarsi sull’uso consapevole e sicuro del web. La manifestazione principale  della giornata è affidata alla Direzione Generale per lo Studente e si svolge a Milano.

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Eurostat, l’Italia ancora indietro nell’uso di Internet

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Non sono confortanti i dati che emergono dall’ultimo rapporto di Eurostat: l’Italia sul fronte digitale, con particolare riferimento all’utilizzo di internet, risulta ancora indietro.

In particolare i dati raccolti vedono l’Italia quart’ultima nella UE per l’utilizzo di Internet durante il 2018 raggiungendo solo il 74% della diffusione davanti solo a Grecia, Romania e Bulgaria.

La media UE che risulta dal rapporto Eurostat è pari all’85% con la Danimarca in testa al 98%.

Tra i dati raccolti emerge che la media UE delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni che ha impiegato attivamente Internet nel trimestre precedente all’intervista si attesta all’85%: il dato tiene conto di valori molto differenti dovuti alla diversa attitudine dei cittadini, da quelli della Bulgaria (65%) a quelli della Danimarca (98%).

Un uso di Internet variegato

Il rapporto evidenzia come l’uso di Internet sia cresciuto rapidamente nel corso degli anni: nel 2007 si attestava al 57% con una crescita progressiva fino al 73% del 2012 al 73%.

L’impiego di Internet è principalmente collegato all’invio e alla ricezione di e-mail (73%), attività seguite dal recupero di informazioni su prodotti e servizi (70%), da servizi commerciali o di condivisione (57%), dalla partecipazione ai social network (56%), dall’uso di servizi bancari (54%) e infine dal recupero di informazioni sulla salute (52%).

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L’agroalimentare non cresce senza l’accesso a connettività veloce

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L’agroalimentare, e in particolare quello di precisione, non decolla senza l’accesso a connessioni a larga e larghissima banda.

Secondo uno studio Nomisma sui gap infrastrutturali che affrontano le imprese appartenenti al settore agroalimentare in relazione alla competitività su scala globale, appare infatti evidente che l’Italia non disponga delle infrastrutture tecnologiche per consentire uno sviluppo competitivo del settore specie laddove si potrebbe largamente beneficiare dell’apporto delle nuove tecnologie.

Dai dati emersi durante l’incontro Grow! promosso da Agrinsieme, in Italia solo il 4,4% della popolazione ha una connessione a 100 Mbps (siamo al 24% nell’Unione Europea) e solo il 41,7% a 30 Mbps (76% in Ue) con una sostanziale assenza di copertura idonea nelle aree rurali.

Le aree rurali sono sostanzialmente mal collegate a internet

Le aree rurali risultano infatti mal collegate: solo il 77% delle famiglie presenti in queste zone ha un accesso a Internet garantito ma è ben lontano da essere soddisfacente per un uso professionale.

Questa situazione comporta una limitazione della diffusione dell’agricoltura di precisione, ossia quella branca del settore agroalimentare che si occupa di effettuare interventi agronomici tenendo conto delle caratteristiche biochimiche e fisiche del suolo.

Un esempio è la messa in opera di macchine agricole pilotate da ricevitori gps per ridurre il numero di passate sul terreno e limitare la sovrapposizione dell’azione meccanica con maggiore rispetto per il suolo e un risparmio di tempo e risorse.

L’arretratezza delle infrastrutture digitali condiziona anche il collegamento dell’agroalimentare ai nuovi canali di vendita online: l’e-commerce nel settore infatti risulta ancora pesantemente penalizzato nonostante il trend di crescita che registra un +220% in 5 anni.

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