Audiweb, in crescita l’audience digitale

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Audiweb ha rilasciato l’ultimo rapporto in relazione alla digital audience italiana, ossia al numero e alla qualità degli utenti connessi.

Per la rilevazione, effettuata sul mese di luglio, è stata utilizzata la nuova metodologia Audiweb 2.0: lo scenario vede, mediamente, 34 milioni di utenti giornalieri connessi, pari al 56,2% della popolazione dai 2 anni in su.

Nel dettaglio, risulta che hanno 28,9 milioni di utenti si sono connessi tramite smartphone (il 63% degli italiani di 18-74 anni) mentre 5,5 milioni hanno usato un tablet (il 12% degli italiani di 18-74 anni) e 12,9 milioni invece un sistema computer desktop (il 21,3% degli italiani dai due anni in su).

In totale, l’audience online nel mese di luglio ha toccato 41,9 milioni di utenti online complessivi, pari a circa il 70% della popolazione italiana dai 2 anni in su: gli utenti mobile ovviamente hanno il sopravvento, testimonando come la navigazione sia ormai un fatto ordinario per i proprietari di smartphone e tablet.

Audiweb 2.0, la nuova metodologia di rilevazione di Audiweb

La rilevazione è stata effettuata tramite il metodo Audiweb 2.0 che si basa sull’impiego di diverse fonti di dati che alimentano la produzione del dato completo gestito dall’Audiweb Database: la fonte censuaria, i Big Data, la rilevazione Audiweb Panel e le rilevazioni fonte Auditel con cui i dati vengono incrociati.

Il nuovo sistema è frutto della collaborazione con Nielsen che ha fornito uno speciale SDK per la raccolta di dati relativi alla fruizione di tutti i contenuti online da differenti dispositivi e piattaforme il tutto protetto da un sistema di cifratura e anonimizzazione delle informazioni in modo tale che non possano essere identificate le persone coinvolte.

Maggiori dettagli qui.

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Il Registro avvia l’implementazione del protocollo DNSSEC

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Il Registro .it, ossia l’anagrafe italiana dei nomi a dominio con estensione .it che ha sede presso il Cnr di Pisa, ha ufficialmente attivato il protocollo di sicurezza DNSSEC per i server DNS.

Tale protocollo, implementato attraverso l’uso di firme digitali e di tecniche di crittografia a chiave pubblica, permette di ridurre drasticamente la vulnerabilità in rete a determinati tipi di attacchi informatici fra cui il phishing e il cache poisoning.

Inizia così la propagazione di questa tecnologia agli oltre 190mila server DNS italiani per contribuire ad elevare gli standard di sicurezza della rete italiana.

DNSSEC per domini .it: un percorso avviato con il Registro svedese

L’iniziativa trae origine da un lungo percorso di lavoro avviato nel 2014 tramite una collaborazione con l’omologo Registro svedese, primo in Europa ad adottare il protocollo DNSSEC.

La partnership ha portato un consolidamento del know-how da parte dei tecnici di Registro.it che è stato poi esteso attraverso la costituzione di un gruppo di lavoro misto con le società private per la registrazione dei domini (i Registrar) per realizzare un sistema comune.

Mediamente la copertura del protocollo DNSSEC a livello internazionale non supera ancora il 10% del totale dei domini registrati.

Maggiori informazioni qui.

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Tor Browser disponibile su Android

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Poter navigare in assoluto incognito non è un’operazione semplice, nemmeno tramite le modalità di navigazione in incognito offerte dai vari browser sul mercato.

In realtà, l’unico modo effettivamente sicuro per non lasciare tracce circa la propria navigazione è quello di utilizzare un browser apposito chiamato Tor.

Tor Browser è il browser internet prodotto dalla non-profit Tor Project che ha l’obiettivo di rendere la navigazione anonima su Windows, Mac e Linux attraverso una rete crittografata che redistribuisce i pacchetti del traffico degli utenti attraverso una miriade di nodi che rendono pressoché impossibile rintracciare l’identità di chi naviga online.

Da tempo è lo strumento preferito per navigare nel deep web lontani da sguardi indiscreti.

Tor Browser ora disponibile anche su Android

Se per i pc desktop Tor Browser era disponibile da tempo, per i dispositivi Android mancava ancora il rilascio che è avvenuto in queste ore: è sufficiente recarsi su Google Play per trovare la versione alpha del prodotto.

Tra le funzionalità di questa versione, Tor Browser è in grado di bloccare tutti i tracker che seguono la navigazione e di cancellare automaticamente i cookies al termine di ogni sessione di utilizzo.

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Il Veneto apre una consultazione online sul Piano Strategico del Turismo

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In Veneto il turismo è uno dei settori trainanti oltre ad essere fra i più trasversali dell’economia regionale grazie alla sua capacità di essere sinergico con i restanti.

Tale capacità è data in primo luogo dalla cooperazione di moltissime professionalità ed esperienze che portano innovazione ed elevano la qualità dell’offerta turistica veneta.

Per questo motivo la Giunta della Regione Veneto ha deciso di puntare sulla collaborazione con i singoli partecipanti la filiera turistica regionale aprendo una consultazione online per definire obiettivi e linee di intervento del Piano Strategico del Turismo (PST).

Tramite l’apertura al pubblico della piattaforma interattiva digitale collegata al PST, precedentemente accessibile a soli 300 addetti ai lavori, tutti gli appartenenti delle associazioni di categoria e del territorio ma anche ogni operatore o singolo cittadino può, previa registrazione, fornire le proprie proposte, valutazioni o commenti per arricchire e migliorare il testo del Piano.

Il Piano Strategico del Turismo della Regione Veneto diventa collaborativo

I contributi che verranno proposti da coloro che vorranno intervenire sulla piattaforma vengono monitorati per evitare usi impropri; nel contempo è garantita la massima trasparenza che porterà alla stesura del testo definitivo del Piano, in coerenza con quanto è stato fatto per lo sviluppo della versione nazionale del Piano Strategico del Turismo.
La piattaforma di consultazione è raggiungibile su questo sito.

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Agcom aggiorna la banca dati di tutte le reti di accesso ad internet

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Grazie all’ultimo aggiornamento della Broadband Map da parte di Agcom si assiste ad un sostanziale incremento della diffusione delle reti di accesso ad internet.

La Broadband Map è una banca dati che censisce tutte le reti di accesso ad internet esistenti sul territorio nazionale: è stata prevista dal Decreto Salva Italia che ha dato ad Agcom il compito di realizzare questo progetto di raccolta dati e mantenerlo aggiornato.

La banca dati infatti fornisce la possibilità di valutare lo stato dello sviluppo dell’offerta ad internet al singolo indirizzo e di ottenere delle informazioni addizionali inerenti alle diverse tecnologie e velocità di banda disponibili all’indirizzo del richiedente.

Consultare la mappa è facile, è sufficiente recarsi all’indirizzo maps.agcom.it avendo cura di accettare le condizioni di utilizzo.

L’aggiornamento della Broadband Map e lo stato della rete in Italia

Con l’ultimo aggiornamento, oltre a migliorare lo spettro e la dimensione dei dati raccolti, sono stati apportati dei cambiamenti a livello di user experience: è stato migliorato il dettaglio delle mappe e perfezionata l’interfaccia d’uso da parte dell’utente.

Anche la sezione dedicata agli Open Data, con il fine di consentire il riuso delle informazioni raccolte da Agcom, ha subito un potenziamento: oltre al singolo indirizzo è possibile richiedere al database la visualizzazione di interi tratti stradali segmentati a seconda della velocità di banda per cui sono attrezzati.

Ulteriori dettagli sono disponibili consultando direttamente la mappatura.

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Agcom approva il regolamento sulla libera scelta dei dispositivi per l’accesso ad internet

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L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deliberato la ratifica dell’orientamento che intendeva consentire agli utenti di scegliere liberamente i terminali di accesso ad Internet da postazione fissa.

L’Agcom, negli scorsi mesi, aveva avviato una consultazione sul tema per affrontare la questione.

Dopo un’attenta valutazione l’Autorità ha quindi ratificato l’indirizzo, armonizzando il dettato del rispettivo regolamento europeo, per cui i consumatori non devono essere obbligati all’acquisto di un modem o un dispositivo insieme alla connettività internet.

L’utente è libero di scegliere il modem che preferisce senza che il gestore possa opporsi

Per tale motivo il consumatore potrà acquistare la sola linea dati scegliendo liberamente il tipo di terminale da associare ad essa, senza che gli operatori di reti pubbliche di comunicazioni e i fornitori di servizi di comunicazione accessibili al pubblico possano rifiutare il collegamento o imporre oneri addizionali, purché l’apparecchiatura scelta dall’utente soddisfi i requisiti di base previsti dalla normativa europea e nazionale.

Inoltre, nella delibera, sono stati fissati specifici obblighi sugli operatori per garantire scelte consapevoli e informate da parte dei consumatori finali.

Maggiori informazioni sul relativo comunicato stampa.

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Rinviata la riforma del copyright

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L’attesa per la pronuncia da parte del Parlamento europeo a Strasburgo in relazione alla proposta di direttiva per la riforma del copyright è finita.
Nessuna presa di posizione definitiva ma un rinvio che porterà ad un nuovo riesame del testo e ad una conseguente votazione durante la prossima sessione plenaria dell’Europarlamento a settembre.

La riforma del copyright è un argomento particolarmente delicato tanto che gli eurodeputati si sono divisi in due al voto: a favore 278, contrari 318 e 31 gli astenuti.

La difficoltà intrinseca nell’arrivare a sanare tale spaccatura con un testo che trovi l’accordo fra le parti è dovuta al fatto che, se la direttiva passasse nei termini in cui è stata già approvata dalla commissione affari legali, la libertà di internet potrebbe risultare significativamente limitata: al riguardo Wikipedia aveva indetto una protesta che aveva portato ad oscurare provvisoriamente le pagine del proprio sito.

La libertà di internet passa attraverso due articoli

In particolare gli articoli della riforma maggiormente contestati sono l’undicesimo e il tredicesimo.

L’undicesimo articolo prevede l’introduzione della cosiddetta Linktax, ossia il sostanziale obbligo di munirsi di una licenza preventiva rilasciata dal detentore dei diritti ogniqualvolta si linka una notizia.

Il tredicesimo articolo invece prevede l’obbligo, per i siti che ospitano materiale prodotto dagli utenti, di dotarsi di un sistema di filtraggio preventivo e automatico dei contenuti per impedire che vengano perpetrate eventuali violazioni dei diritti d’autore.

In particolare ciò significherebbe l’inversione dell’onere della prova: non è più il titolare del copyright a dover dimostrare il plagio ma chi pubblica i contenuti a dover verificare preventivamente ogni singolo contributo.

Questo ribaltamento avrebbe quindi una ricaduta alquanto problematica perché, di fatto, comporterebbe un maggiore controllo della rete.

Ci si aspetta che a settembre venga formulata una proposta in linea con lo spirito della rete.

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Arriva in Italia Google Wifi

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A quasi due anni di distanza dal lancio americano arriva in Italia Google Wifi, il router di casa Google basato sulla tecnologia Mesh che garantisce prestazioni da primato per la connettività.

La tecnologia Mesh infatti, già usata da moltissimo produttori come Netgear, Tp-Link, LinkSys e D-Link si basa sull’irradiazione del segnale da parte di una serie di periferiche satellite che si interfacciano con una base centrale.

Google Wifi, un router Wi-Fi dalle elevate prestazioni

Base e satelliti comunicano tra loro e permettono di aumentare la copertura tradizionale.

La particolarità di Google Wifi, oltre alle prestazioni di assoluto livello, risiede nell’estetica dato che è stato pensato per essere un componente di arredo.

La confezione base della periferica Google contiene una base e due satelliti preconfigurati: è sufficiente quindi scaricare l’app, installarla sul proprio smartphone (iOS o Android) e in pochi minuti il sistema è pronto per funzionare oltre ad aggiornarsi automaticamente e garantire una protezione da accessi esterni non autorizzati.

Tramite l’app è possibile vedere quali siano i dispositivi connessi, regolandone banda e priorità di utilizzo delle risorse anche ricorrendo ad un filtro parentale nel caso in cui si vogliano limitare i contenuti accessibili da un determinato dispositivo.

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#InternetDay, Agi e Censis affrontano le opportunità e i pericoli nella società connessa

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Nell’era in cui il digitale rappresenta il collante fra lavoro e ripresa economica oltre a modellare nuove forme di economia (sharing e gig economy su tutte) e determinare il campo di scontro fra informazione e disinformazione, Agi e Censis presentano #InternetDay 2018.

#InternetDay è l’evento dedicato alle opportunità e ai pericoli della società connessa: in particolare la giornata indaga sull’uso di internet da parte degli italiani, sulla percezione dei rischi connessi e sulle problematiche, anche a livello di privacy, che possono emergere dall’utilizzo della rete.

#InternetDay 2018 il 26 giugno alle ore 9:00 LIVE STREAMING dalla Sala della Regina alla Camera dei Deputati.

#InternetDay alle ore 9:00 live dalla Camera dei Deputati.Intervengono: i Ministri Luigi Di Maio e Giulia Bongiorno, i Sottosegretari Laura Castelli e Salvatore Giuliano, il Commissario Diego Piacentini e molti altri ospitiSarà anche presentato il rapporto Agi-Censis “La società della Conversazione”.

Pubblicato da Agi su Martedì 26 giugno 2018

Fra i temi trattati, ampio spazio alla riforma del copyright: la linea voluta dall’Europa per imporre la cosiddetta link tax, ovvero un diritto in capo agli editori per autorizzare o bloccare l’utilizzo digitale delle loro pubblicazioni e per controllare ex ante i contenuti che i cittadini vogliono condividere.

Durante la mattinata è emerso l’intenzione del Governo di tutelare il diritto all’informazione anche pianificando interventi attti a garantire gratuitamente una connessione a internet di almeno mezz’ora al giorno a chi non può ancora permettersela insieme al contestuale potenziamento delle infrastrutture di rete.

Presentato il quarto rapporto Agi-Censis

Internet Day ha rappresentato inoltre l’occasione per presentare il rapporto Agi-Censis in cui emerge che, a causa dei comportamenti correlati a fake news e disinformazione online, ben il 76,8% degli italiani sarebbe favorevole all’introduzione dell’obbligo di fornire un documento di identità per iscriversi a un social network mentre il 12,3% si dichiara contrario per evitare profilazioni con il 10,8% che invece ritiene un diritto la libertà in rete, anche di creare un profilo anonimo.

Dai dati del rapporto emerge inoltre che il 73,4% degli utenti internet fa un uso continuativo dei servizi di messaggistica istantanea durante il corso della giornata, il 64,8% impiega e-mail e il 61% utilizza i social: queste percentuali sarebbero però destinate a cadere bruscamente se questi servizi non fossero gratuiti.

L’introduzione di una forma di pagamento per l’utilizzo di questi servizi determinerebbe l’abbandono da parte dei 2/3 degli utenti.

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La Corte dei Conti promuove lo sviluppo dell’informatica forense contro l’evasione sul web

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Evasione ed elusione fiscale sono progredite con la disponibilità dei nuovi servizi digitali, affinandosi e rendendosi sempre più articolate: questo è il quadro che emerge dalla valutazione della Corte dei Conti nella relazione su sull’e-commerce e sul sistema fiscale italiano.

Per contrastare il fenomeno che sfugge ai consueti sistemi di misurazione e di controllo, l’Istituzione intende promuovere l’adozione di strumenti dedicati con lo sviluppo dell’informatica forense, una branca dell’informatica che studia procedimenti e metodologie per trattare dati e informazioni digitali per finalità investigative e di giustizia.

L’economia digitale è liquida e difficilmente controllabile

L’economia digitale non è solo quella relativa all’ecommmerce e, nella sua versatilità, presenta caratteristiche tanto specifiche e nuove da rendere difficile l’individuazione dei luoghi da cui vengono prodotti i redditi e le attività che producono valore per il mercato di consumo con conseguente difficile applicabilità dei principi adottati dalla maggior parte degli Stati per la tassazione dei redditi transnazionali e della sorgente degli stessi.
Potendo prescindere dalla presenza di una stabile organizzazione in un Paese e sfruttando le opportunità offerte dalla tecnologia per minimizzarne la presenza tassabile in una nazione, le imprese digitali risultano più esposte a fenomeni di evasione ed elusione fiscale.

La Corte dei Conti ha quindi concluso nello studio E-commerce e sistema fiscale italiano che il potenziamento degli strumenti forensici attraverso l’adozione di azioni più efficaci di penetrazione di gestione dei dati può, insieme ad una collaborazione maggiormente coordinata tra Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza, rappresentare il metodo più indicato per il contrasto dei fenomeni evasivi ed elusivi dal punto di vista fiscale.

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