Share the Code, TIM avvia il contest per realizzare la città intelligente

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Share the Code è l’iniziativa di TIM dedicata ai ragazzi dai 10 ai 14 anni per competere nella creazione di un progetto digitale dedicato ad un tema particolarmente interessante, ossia quello delle smart city.

Il progetto Share the Code agisce nell’ambito del programma ScuolaDigitaleTIM che punta a coinvolgere gli studenti nello sviluppo e nella comprensione delle nuove tecnologie tra cui robotica e IoT.

La partecipazione al concorso che durerà fino al 19 Maggio 2019 permette ai ragazzi di realizzare e sottoporre un progetto dove raccontare per mezzo di un video la loro idea di smart city attraverso l’uso di riprese audio/video, disegni, testi in grafica o musica.

L’iniziativa spinge i ragazzi ad assumere un atteggiamento proattivo nei confronti di ciò che li circonda identificando nel territorio dove vivono opportunità che consentano di rendere, grazie alla tecnologia, gli spazi più accoglienti e adatti alle proprie esigenze.

Per partecipare al concorso i ragazzi dovranno scegliere la tecnologia preferita fra alcune specifiche tra cui Scratch, Makey Makey, il tinkering, micro:bit, mBot e Tinkercad.

Ciascun progetto candidato a Share the Code non potrà contenere un video superiore ai sessanta secondi che potrà essere effettuato tramite qualsiasi strumento di ripresa video, anche uno smartphone o un tablet.

I progetti finalisti di Share the Code verranno comunicati il 27 Maggio 2019 con la premiazione fissata per il 10 Giugno 2019: una giuria di esperti valuterà il materiale ricevuto, premiando i tre progetti migliori con dispositivi tecnologici.

Maggiori dettagli nell’apposita sezione del sito.

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ScuolaDigitaleTIM, a Genova è tempo di IoT e robotica

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ScuolaDigitaleTIM è il progetto nazionale promosso da TIM in collaborazione con il MIUR che avvicina i ragazzi della scuola secondaria di primo grado ai concetti chiave relativi alle nuove tecnologie.

In particolare a Genova, presso l’Istituto Comprensivo Barabino, è in programma fino al 27 marzo un evento che punta ad avvicinare gli studenti al mondo dell’Internet of Things e della Robotica grazie ad una serie di laboratori basati sul modello del creative-learning.

Attraverso l’uso di sensori e attuatori (motori, luci e suoni) i ragazzi sono stati aiutati a realizzare piccoli prototipi elettronici e un robot che, via Bluetooth, dimostra nella pratica i principi dell’IoT e della comunicazione Machine to Machine (M2M).

Lo scopo dell’iniziativa è quella di stimolare la creatività degli studenti per trasformarli in utilizzatori di tecnologie abilitanti: la formazione viene svolta in aula e tramite la piattaforma online scuoladigitale.tim.it che è aperto non solo a chi partecipa alle lezioni tradizionali ma anche a tutti i potenziali ragazzi interessati, alle loro famiglie e ai docenti.

Con 9 video-lezioni e card didattiche chiunque sia interessato ad approfondire le tematiche relative all’IoT e alla robotica può trovare un valido supporto nel programma promosso da TIM.

Fino ad oggi il programma ScuolaDigitaleTIM ha formato, dal 2016, circa 4.500 insegnanti a cui inizialmente era rivolto in modo esclusivo con oltre 200 incontri su tutto il territorio nazionale: la nuova versione punta a raccogliere circa 3.000 studenti dagli 11 ai 13 anni in tutta Italia toccando ben 15 città lungo tutto lo Stivale.

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Al via la seconda edizione della Milano Digital Week

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Parte oggi ufficialmente la Milano Digital Week: fino a domenica 17 marzo oltre 500 eventi diffusi in tutta la città saranno di scena per celebrare il mondo del digitale nelle sue varie accezioni.

L’innovazione digitale viene approfondita secondo differenti punti di vista: dall’alfabetizzazione digitale all’educazione digitale passando per la cultura dell’innovazione.

La settimana è promossa dal Comune di Milano insieme a Cariplo Factory, IAB Italia – Interactive Advertising Bureau e Hublab con l’evento di apertura dedicato all’Intelligenza umana presso la sede di Cariplo Factory in via Bergognone alla presenza del sindaco di Milano Giuseppe Sala.

Nel corso della Milano Digital Week vengono coinvolti diversi attori come istituzioni, università, centri di produzione del sapere, luoghi di informazione e di ricerca, associazioni e ovviamente aziende, dalle startup alle imprese consolidate.

I differenti attori garantiscono una pluralità di esperienze e competenze utili ai cittadini per esplorare le nuove frontiere legate alla salute, all’educazione, alla mobilità intelligente, alla robotica oltre ovviamente all’intelligenza artificiale e all’Internet of Things.

La sede principale degli eventi della Milano Digital Week sarà il Base di Milano con 6.000 metri quadri a disposizione: si aggiungono anche la Triennale di Milano, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e il Palazzo Giureconsulti per programmi e attività condivise.

Gli incontri si terranno anche in quasi tutte le sedi universitarie della città fra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera, lo IULM, il NABA, il Politecnico di Milano, l’Università Bocconi, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Università degli Studi di Milano e l’Università degli Studi di Milano – Bicocca.

Il calendario completo degli eventi è consultabile qui.

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La metà delle imprese italiane utilizza solo gli strumenti digitali di base

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L’analisi effettuata da Unioncamere sulla base dei risultati relativi all’assessment riguardante la maturità digitale messo a punto dalle Camere di commercio italiane fotografa una situazione abbastanza netta.

La metà delle piccole e medie imprese italiane sta faticosamente tentando di migliorare la propria digitalizzazione affrontando la transizione digitale prospettata dalle tecnologie appartenenti all’ambito Impresa 4.0 (già Industria 4.0).

Le imprese più avanzate sul fronte della trasformazione digitale sono composte da un buon 30% che ha già digitalizzato buona parte dei processi, un 7% che ha applicato con successo i principi cardine di Impresa 4.0 e un 3% che non solo ha digitalizzato i propri processi ma ha anche fatto debito ricorso a tecnologie 4.0.

L’altra metà però è ancora al palo e utilizza solo strumenti digitali di base con difficoltà evidenti ad approfondire le tematiche.

Un’indagine ancora non del tutto estesa

L’indagine è stata condotta grazie a SELFI 4.0, lo strumento di autovalutazione online supportato dagli 88 Punti impresa digitale (Pid) che il sistema camerale ha creato per innescare la digitalizzazione del tessuto imprenditoriale nazionale.

Tale strumento è stato impiegato soprattutto dalle imprese di piccole dimensioni (il 70% con non più di 9 addetti), in gran parte provenienti dal Nord (62%).

Il dato significativo è che solo il 30% delle imprese ha utilizzato almeno un’agevolazione prevista dal Piano Nazionale Impresa 4.0: di queste, l’investimento prevalente è stato principalmente legato a tencologie abilitanti il 4.0 come, ad esempio, sistemi di gestione ERP, sistemi di pagamento mobile e soluzioni di e-commerce.

Al contrario il ricorso a tecnologie innovative è ancora poco sviluppato: il 7,2% delle imprese utilizza IoT, il 4,3% ricorre alla manifattura additiva, il 4,2% impiega soluzioni per la manifattura robotica avanzata e solo il 3,4% utilizza sistemi di realtà virtuale e aumentata.

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Mazara del Vallo inaugura il primo laboratorio di fabbricazione digitale e stampa 3D

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Mazara del Vallo si dota del suo primo FabLab, un laboratorio dedicato alla fabbricazione digitale e alla stampa 3D.

Fisicamente realizzato dall’associazione FabLab Mazara ETS grazie al supporto della Città di Mazara del Vallo, FabLab Mazara è un luogo aperto al trasferimento della conoscenza per tutti coloro che vogliano avvicinarsi al mondo delle nuove tecnologie con particolare interesse per la fabbricazione digitale e per la stampa 3D.

Studenti di tutte le età, docenti e semplici cittadini possono fruire di un ricco palinsesto di eventi e corsi di formazione dedicati all’insegnamento di competenze per creare oggetti grazie a stampanti 3D e altri dispositivi in grado di lavorare speciali materie plastiche ma anche utilizzare le schede elettroniche Arduino o sensori avanzati tipici dell’IoT.

FabLab Mazara, un luogo di conoscenza e aggregazione

FabLab Mazara è un luogo di conoscenza ma anche di aggregazione: è aperto tutti i giorni dal Lunedì al Venerdì dalle 9.30 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00.
Durante questi orari è possibile essere assistiti nel processo di trasformazione che porta le idee a divenire progetti e poi fisicamente oggetti.

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La piattaforma IoTIM diventa accessibile anche dalla televisione

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TIM arricchisce la propria piattaforma per la smart home tramite nuove opportunità: grazie al decoder TIM Box è infatti possibile utilizzare l’ecosistema IoTIM oltre che da smartphone e web anche dalla propria televisione.

IoTIM è una piattaforma sviluppata per l’utilizzo degli oggetti connessi presenti nelle abitazioni: attraverso un’unica interfaccia di controllo si possono effettuare regolazioni su diversi apparati fra cui quelli di Nest, Netatmo, Fibaro, Everspring, Foscam ma anche i sistemi dedicati all’illuminazione connessa di Philips Hue.

IoTIM e TIM Box, l’IoT si pilota facilmente

Il mondo dell’IoT rappresenta un asset strategico per molte aziende tecnologiche e di telecomunicazioni anche perché i consumatori si stanno dimostrando sempre più desiderosi di implementare nelle proprie case dispositivi in grado di migliorare la propria qualità della vita e, spesso e volentieri, abbassare i costi di esercizio.

La scelta di TIM si muove proprio nella direzione di semplificare ulteriormente questo processo di trasformazione digitale delle abitudini degli utenti e quindi, grazie all’inserimento di IoTIM sul decoder TIM Box, l’interfaccia di comando è ancora più accessibile.

Inoltre sempre tramite TIM Box è possibile utilizzare il servizio vocale Alexa di Amazon a riprova dell’interesse a far convergere di più soluzioni sinergiche.

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A Torino la prima connessione alla rete 5G tramite smartphone

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Torino conquista un nuovo primato nel settore tecnologico e registra la prima connessione, tramite smartphone, alla nuova rete 5G.

Il dispositivo protagonsita dell’esperimento è frutto di una collaborazione tra Tim, Ericsson e Qualcomm: quest’ultima ha realizzato il chipset Snapdragon X50 5G cuore tecnologico dello smartphone utilizzato per la prova.

Torino è quindi la città più avanti nella corsa verso la rete 5G iniziata con l’accensione, nel 2017, della prima antenna in Italia dedicata a questa nuova tipologia di connettività che offre indubbi vantaggi fra cui una maggiore stabilità delle connessioni telefoniche ma soprattutto le caratteristiche tecniche indispensabili per sostenere la diffusione dell’IoT e dei servizi intelligenti che possono trasformare ogni nostra città in una smart city.

L’esperimento è stato effettuato nei laboratori TIM di Torino impiegando una porzione della gamma di frequenze 3,4-3,8 GHz, aggiudicate a TIM, sulla rete 5G Nr (New Radio) in tecnologia Ericsson conforme allo standard 3Gpp di Release 15 attraverso un terminale di test 5G basato sul chipset Snapdragon X50.

Il 5G è a Torino ma anche in altre città italiane

Torino è molto avanti nelle operazioni che porteranno il 5G ad essere una rete disponibile a tutti i cittadini ma anche Bari, Matera e la Repubblica di San Marino sono poli in cui si stanno portando avanti processi che l’arrivo del 5G, previsto tra il 2019 e il 2020.

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A Castelfranco Veneto al via un progetto innovativo per migliorare la qualità della vita degli anziani

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Presso il centro residenziale per anziani Sartor di Castelfranco Veneto è stato avviato un progetto che punta a migliorare la qualità della vita dei propri ospiti.

Il centro Sartor, grazie alla collaborazione fra Regione Veneto, tre università del Veneto e 22 aziende partner, ha dato il via infatti ad un’iniziativa basata sul massiccio uso di intelligenza artificiale, IoT, domotica e automazione.

Il progetto Sistema domotico IoT integrato ad elevata sicurezza informatica per smart building è sostenuto dalla Regione Veneto nell’ambito del bando POR-FESR per la ricerca a sostegno dei Distretti e Reti Innovative Regionali; tale progetto viene sperimentato in appositi trial center di cui il centro Sartor fa parte.

Al Centro Sartor un ambiente intelligente per una qualità della vita migliore

Lo scopo è il miglioramento degli ambienti di vita rendendoli intelligenti e a misura degli utenti che interagiscono con essi.

L’iniziativa prevede uno sviluppo a fasi: la prima di ricerca industriale include lo studio dell’utente e della sua interazione con gli ambienti come anche della tecnologia IoT necessaria per rendere intelligenti oggetti e spazi.

Le successive fasi invece si occuperanno di prototipazione e test sul campo dei sistemi così ideati.

I prototipi riguarderanno la possibilità di far indossare agli ospiti della struttura appositi dispositivi per la detenzione e il controllo dei movimenti per monitorare eventuali cadute o problematiche inerenti alla capacità di muoversi autonomamente come anche la possibilità di introdurre sistemi di videomonitoraggio intelligente in grado di reperire parametri vitali e analizzare i comportamenti dei soggetti.

L’analisi del comportamento può infatti far emergere l’insorgenza di segnali indicatori di potenziali problematiche che possono essere affrontate per tempo se conosciute tempestivamente.

Altre automazioni domestiche riguarderanno luci, porte, climatizzazione e altre strutture a disposizione degli ospiti del centro.

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Vodafone porta in Italia la piattaforma SmartThings di Samsung

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Nell’ultimo periodo le soluzioni smart home rappresentano una delle tecnologie più interessanti per i consumatori: a tale riguardo Vodafone ha deciso di non rimanere ferma e di muoversi sul mercato coinvolgendo Samsung.

Grazie ad una collaborazione fra le due aziende infatti, in Italia arriva il sistema V-Home di Vodafone: una soluzione tecnologica nata per rendere la casa intelligente e basata sulla piattaforma aperta SmartThings di Samsung.

La V-Home consente infatti di gestire e monitorare i dispositivi connessi della casa tramite lo smartphone con l’obiettivo di rendere il luogo dove si vive un posto più sicuro ed evoluto.

V-Home: un kit per rendere la casa smart

La soluzione di Vodafone e Samsung si basa su un kit che comprende il Samsung SmartThings Wifi hub, una telecamera di sicurezza, un sensore multifunzione e una sirena.

Tutti i dispositivi sono collegati in modalità wireless e si controllano dall’applicazione V by Vodafone che supporta le notifiche all’utente nel caso di violazione del perimetro domestico sulla base della configurazione che l’utente deciderà di impostare.

Inoltre la soluzione di Vodafone si presta a far interagire fra loro gli altri dispositivi intelligenti della casa, anche di altre case produttrici: dalle lampadine ai sensori di temperatura e alle centraline meteo, tutto potrà essere gestito da un unico centro di comando che ha il compito di coordinare tutti i dispositivi e periferiche IoT presenti nel panorama domestico.

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IoT, a Catania inaugurato il Business Innovation Center

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Un luogo dove dare impulso allo sviluppo dell’Internet of Things (IoT) e sostegno ai processi di trasformazione digitale che riguardano il Paese partendo però dal Sud: questa in sintesi la descrizione del nuovo Business Innovation Center inaugurato a Catania grazie a TIM e Huawei.

Gli ambiti di applicazione del nuovo polo tecnologico saranno in prevalenza soluzioni riguardanti i parcheggi intelligenti, la gestione sostenibile dell’acqua con la possibilità di misurare le perdite idriche, la prevenzione degli incendi e infine la gestione zootecnica innovativa.

Business Innovation Center: 3 milioni per l’IoT made in Sud Italia

Per alimentare la ricerca e lo sviluppo di soluzioni avanzate all’interno del nuovo Business Innovation Center sono previsti investimenti di circa 3 milioni di euro in 3 anni: l’obiettivo è la creazione di un ecosistema sul territorio di circa 30 startup e pmi innovative in grado di orientare gli studenti verso le nuove tecnologie e generare nuovi posti di lavoro.

L’iniziativa di TIM e Huawei rappresenta inoltre l’attuazione pratica del Memorandum of Understanding firmato dalle due aziende durante il Mobile World Congress di Barcellona.

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