Planet4, l’Università di Pisa guida la trasformazione digitale delle PMI europee

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L’Università di Pisa, già da anni attiva per sviluppare soluzioni destinate all’applicazione industriale che impieghino le tecnologie dell’intelligenza artificiale e del machine learning, è ufficialmente alla guida del progetto Planet4, un’iniziativa europea ideata per diffondere maggiormente l’utilizzo di AI, Internet of Things e Cloud Computing.

Il progetto è rivolto a una platea di circa 20 milioni di piccole e medie imprese in ritardo nell’adozione delle moderne tecnologie che possono essere ricondotte al programma Industria 4.0 e che sono necessarie per mantenere la competitività sul mercato globale.

L’Università di Pisa coordina il dialogo tra il mondo accademico e le piccole e medie imprese europee sul fronte delle nuove tecnologie che rappresenta un’evoluzione del tradizionale trasferimento tecnologico con l’individuazione delle necessità aziendali e delle migliori tecnologie per soddisfare tali bisogni.

In particolare Planet4 punta su due strumenti strategici per il futuro dell’Industria 4.0 europea: Planet4 Taxonomy Explorer, una specie di motore di ricerca che aiuta le imprese a individuare, tra fonti accademiche e aziendali, possibili soluzioni alle proprie necessità confrontando le applicazioni scelte da realtà simili e Challenge & Solution Template, un sistema che permette una maggiore personalizzazione delle soluzioni che le imprese intendono adottare.

Maggiori informazioni nel comunicato dell’Università di Pisa.

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Acceleration for Change, Huawei Italia e SPICI lanciano la seconda edizione

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Huawei Italia e SPICI hanno lanciato la seconda edizione di Acceleration for Change, il programma di accelerazione tecnologica rivolto a startup, pmi e aziende che vogliano sviluppare prodotti e servizi digitali evoluti che abbracciano diverse tecnologie fra cui l’intelligenza artificiale, il cloud computing e il machine learning.

L’iniziativa, nella sua nuova edizione, continua la tradizione della precedendo cercando di individuare soluzioni innovative caratterizzate dalla solidità concettuale e progettuale, dalla scalabilità intrinseca e dalla propensione all’internazionalizzazione: grazie al supporto di Huawei Italia e SPICI, nonché del loro network, queste idee potranno trovare terreno fertile per crescere e svilupparsi, in un percorso di 6 mesi, fino a giungere allo stadio del rilascio commerciale a livello globale anche sfruttando il marketplace di Huawei.

Inoltre, grazie alla possibilità di fruire della piattaforma “Petal Ads”, le idee di business selezionate potranno beneficiare della capacità pubblicitaria della rete di Huawei.

Le soluzioni candidabili potranno riguarda i progetti di innovazione in campo ambientale, nel settore dell’agricoltura, mobilità sostenibile, nel settore culturale e creativo nonché nell’ambito delle smart city.

Per leggere maggiori dettagli sull’iniziativa e candidare la propria idea è sufficiente recarsi sul sito ufficiale di Acceleration for Change.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa di SPICI.

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TeRABIT, ecco l’infrastruttura digitale ad altissime prestazioni per i centri di ricerca

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L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, il Consorzio Garr e Cineca hanno presentato TeRABIT, la nuova infrastruttura digitale ad altissime prestazioni dedicata all’interconnessione diretta dei centri di ricerca italiani.

Entro il 2025, a fronte di un investimento di 41 milioni di euro del PNRR, verrà completata la nuova rete veloce ideata per rispondere alle sfide del futuro: grazie ad una velocità di scambio di dati pari ad un Terabit al secondo, l’infrastruttura supporterà le richieste del calcolo ad alte prestazioni, le simulazioni numeriche complesse, le necessità delle implementazioni dell’intelligenza artificiale o del machine learning.

La rete Terabit unisce, potenziandole, tre potenti reti di comunicazione già esistenti quali: Garr-T, Prace-Italy e Hpc-BD-AI, in stretta collaborazione con il Centro Nazionale di ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing Icsc di Bologna.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa di Regione Sardegna.

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Al Forum Ambrosetti l’Italia appare ancora indietro sul fronte digitale

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Al Forum Ambrosetti di Cernobbio si succedono le presentazioni su come l’Italia sta affrontando il cambiamento e le prospettive per i tempi che verranno: fra queste c’è sicuramente il passato, presente e futuro dell’Italia digitale.

Lo scenario che se ne trae, però, non è dei più confortanti: l’Italia versa ancora in uno stato piuttosto arretrato dal punto di vista tecnologico sebbene le prospettive siano sicuramente migliori nel medio e lungo periodo.

Il punto sicuramente più impattante nell’arretratezza italiana è rappresentato dallo sviluppo del capitale umano: è ancora insufficiente sia per competenze digitali di base che per competenze avanzate.

Non solo, anche la formazione digitale in ingresso e quella permanente risultano al palo: del resto le performance deludenti sul fronte del capitale umano in chiave digitale sono ben stigmatizzate da parte del DESI, l’indice europeo che fotografa lo stato di digitalizzazione dei Paesi della UE.

In Italia appena il 46% della popolazione adulta possiede competenze digitali di base con un ritardo confermato da una serie di indicatori chiave, tra cui il numero di laureati in corsi di laurea ICT e discipline STEM.

Anche dal punto di vista industriale, e in particolare per quanto riguarda quello manufatturiero, ci sono segnali poco rassicuranti: dal punto di vista digitale solo il 26% è soddisfatto delle competenze dei diplomati e il 40% di quelle dei laureati mentre servirebbero nuove competenze ICT sui temi di AI, machine learning, e data science.

La formazione tecnica post-scuola richiederebbe un maggior numero di iscritti al sistema delle Its Academy: dovrebbe crescere di 40 volte per essere al passo con quello tedesco.

Insomma, uno scenario che suggerisce un necessario potenziamento della formazione come motore del cambiamento di cui il Paese non può fare a meno.

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A Modena è operativo il primo impianto che usa l’intelligenza artificiale per depurare le acque reflue

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Il depuratore delle acque reflue urbane di Modena è ora in grado di garantire migliori consumi energetici e una più soddisfacente qualità dell’acqua trattata: questo è possibile grazie all’impiego della logica predittiva, una tecnologia innovativa implementata da Hera, in collaborazione con la PMI innovativa Energy Way.

L’uso di speciali modelli matematici, affiancati dal ricorso ai Big Data, a soluzioni di machine learning e all’intelligenza artificiale intervengono nel controllo e nella gestione del processo di ossidazione, che è la fase fondamentale del ciclo di depurazione.

In questo modo è possibile prevedere anticipatamente i fabbisogni delle attività dell’impianto che variano a seconda della portata dell’acqua e della concentrazione di sostanze inquinanti organiche presenti nei reflui che devono essere depurati.

I sistemi di controllo intelligenti garantiscono un elevato livello di automazione e una migliore resa dell’impianto che aumenta la propria sostenibilità ambientale regolando correttamente il fabbisogno di ossigeno necessario alla depurazione che ruota attorno alla riproduzione di batteri che vivono in presenza di ossigeno e che si nutrono delle sostanze organiche presenti nell’acqua.

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Google Maps introduce un sistema per scoprire i cibi migliori dei ristoranti

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Google Maps è in continua evoluzione per migliorare l’esperienza d’uso dei propri utenti con un occhio anche a coloro che utilizzano i servizi di ristorazioni esplorabili attraverso la propria piattaforma.

Quando si cerca un ristorante infatti già ora è possibile ricevere indicazioni sul percorso, sui giudizi da parte degli utenti o vedere le foto di interni ed esterni; ciò che non si poteva fare è invece ricevere delle valutazioni sul menù proposto.

Ora infatti Google evidenzia nel menù di ciascun ristorante i cibi più popolari contenuti nel menù sulla base della valutazione effettuata dagli utenti direttamente o indirettamente grazie ad un algoritmo che sfrutta la tecnologia di machine learning per imparare anche dalle foto pubblicate dagli utenti.

Il sistema infatti è in grado di comprendere gli apprezzamenti da parte degli utilizzatori e determinare un indice di popolarità dei cibi che si trasforma nel popolamento automatico della finestra piatti popolari presente nella scheda ristorante.

Al suo interno si potranno vedere anche le foto dell’alimento desiderato.

L’aggiornamento è già operativo sui dispositivi Android e verrà rilasciato progressivamente anche su iOS nel corso delle prossime settimane.

Maggiori informazioni sul blog ufficiale di Google.

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AutoDraw, disegnare è più semplice grazie all’intelligenza artificiale

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Non tutti sono capaci a disegnare e spesso, per farlo, l’utilizzo della tecnologia rappresenta un’ulteriore difficoltà a meno di dotarsi di apposite tavolette grafiche che richiedono comunque una manualità non così diffusa.

Dopo QuickDraw, lo strumento con il quale gli utenti possono disegnare dei doodle che il sistema è in grado di indentificare, è la volta di un’altra innovazione nel mondo della grafica da parte di Google.

Si chiama AutoDraw ed è la piattaforma realizzata dal Creative Lab di Google per coaudiuvare un disegnatore suggerendogli, sulla base dell’attività, una serie di rimpiazzi d’autore consentendo di migliorarli con il tempo.

Intelligenza artificiale e machine learning per disegnare

Il funzionamento è semplice: è sufficiente disegnare un primo schizzo abbozzato e AutoDraw, tramite l’evoluta intelligenza artificiale e le logiche di machine learning, analizza i tratti cercando di comprendere ciò che vuoi realizzare e ti aiuta a concludere il disegno.

Mentre lo schizzo è in fase di realizzazione nella barra Do you mean AutoDraw suggerisce una serie di disegni che meglio si adattano all’intenzione del disegnatore principiante.

L’innovativa piattaforma di Google si basa su un database aperto dove gli artisti e i grafici possono caricare i propri lavori che verranno utilizzati per rimpiazzare gli schizzi che l’utente traccia durante l’uso di AutoDraw.

Google Autodraw è completamente gratuito ed è disponibile sia da desktop che da tablet o smartphone: inutile dire che utilizzando dispositivi touch l’esperienza è notevolmente più gratificante.

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