Il TAR respinge la richiesta di sospensiva sul provvedimento per la libera scelta dei dispositivi per l’accesso ad internet

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L’Agcom vince la prima battaglia relativamente alla propria disposizione riguardante la possibilità che gli utenti scelgano liberamente i dispositivi per effettuare l’accesso ad internet.

Il regolamento approvato ad agosto prevede infatti che tutti coloro che acquistano servizi di connettività internet dagli operatori non possono essere obbligati ad utilizzare l’hardware imposto dal fornitore internet.

Uno scontro tra Agcom e TLC per il libero accesso ad internet

Tale disposizione è stata più volte osteggiata da parte degli operatori che hanno provato a ricorrere anche alla giustizia amministrativa: così è stato per TIM che ha depositato un ricorso contro il disposto dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom).

Ad oggi però gli utenti trovano un altro alleato nella garanzia di poter effettuare liberamente scelte consapevoli e informate nell’accesso alla rete senza che vi siano imposizioni ingiustificate: il TAR infatti ha rigettato il ricorso dell’operatore di TLC respingendo la richiesta di sospensione cautelare del provvedimento dell’Agcom ed ha fissato al prossimo ottobre 2019 l’udienza di discussione del ricorso nel merito.

Nella delibera agostana dell’Agcom oltre al diritto degli utenti di scegliere liberamente i terminali di accesso ad Internet da postazione fissa erano stati anche fissati specifici obblighi sugli operatori per permettere ai consumatori finali di effettuare scelte consapevoli.

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Agcom avvia la consultazione pubblica sulla libera scelta dei dispositivi per la connessione a internet

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Chiunque abbia richiesto l’attivazione di una nuova linea internet o effettuato il passaggio ad un altro operatore si sarà trovato con il problema di ricevere spesso un’imposizione, da parte del Provider, di un dispositivo per la connessione alla rete internet.

Il modem infatti viene frequentemente fornito dal Provider e sembra inscindibile dall’offerta della linea dati al punto che l’operatore impedisce la connessione con apparecchi di terze parti e non pubblica le specifiche per l’impostazione di un dispositivo differente da quello dato in comodato d’uso o venduto ratealmente.

Questa pratica lede la libertà dei consumatori e contrasta con le indicazioni del Regolamento UE Regolamento (UE) n. 2015/2120 del 25 novembre 2015 inerente all’ccesso ad una rete internet libera ed aperta.

Agcom interviene per risolvere il

Per risolvere il problema l’AGCOM è intervenuta con l’apertura di una consultazione pubblica sulle possibili misure per la libera scelta delle apparecchiature terminali: l’obiettivo è quello di porre fine alla condotta dei Provider garantendo agli utenti di poter scegliere liberamente e consapevolmente quale modem utilizzare per la connessione secondo i principi della neutralità della rete.

La consultazione pubblica, della durata di 30 giorni, verte su tre grandi aree: stabilire un perimetro di analisi relativo all’identificazione di quali siano le apparecchiature terminali oggetto della riforma, raccogliere informazioni su problematiche e possibili barriere all’utilizzo derivanti dalla complessità dei prodotti e infine valutare l’opportunità di un regolamento specifico a garanzia della libertà e della qualità dei servizi di accesso alla rete.

Maggiori informazioni qui.

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