Clothes for Love arriva a Bussolengo

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Sbarca a Bussolengo l’iniziativa benefica di Clothes for Love, l’innovativo contenitore per la raccolta di vestiti usati che, grazie alla tecnologia, incentiva alla solidarietà.

Dopo le installazioni effettuate a Milano, Bergamo e Cuneo, è ora la volta del territorio veronese presso il centro commerciale Porte dell’Adige a Bussolengo.

Il contenitore, appena installato, sarà presente fino all’11 gennaio 2019 per permettere a tutti color che lo vorranno di donare i propri abiti usati a Humana a sostegno dei programmi di inserimento scolastico per i bambini di Chilangoma, in Malawi.

Un centro di raccolta fortemente digitale

La particolarità dei raccoglitori di Clothes for Love risiede nel fatto che sono completamente digitalizzati tramite tecnologie di ultima generazione.
Nella struttura a forma di cuore di colore rosso vengono impiegati appositi sensori volumetrici con un dispositivo integrato di pesatura collegati al touchscreen digitale con cui l’utente può monitorare l’intera operazione: con il conferimento dei vestiti il donatore riceve una eco-gift che permette di ottenere uno sconto sull’acquisto di prodotti sostenibili oltre alla possibilità di richiederne un secondo direttamente sul sito web.

L’iniziativa, a cura dell’organizzazione umanitaria Humana People to People Italia, è realizzata con il supporto di Auchan Retail Italia e Ceetrus oltre al Consorzio di Bacino Verona Due del Quadrilatero e ovviamente il Comune di Bussolengo.

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Confiscati Bene 2.0, il portale per mappare i beni sottratti alla mafia

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La tecnologia può essere utilizzata anche per rappresentare visivamente le informazioni inerenti agli interventi effettuati in favore della legalità e contro le mafie.
Proprio questo è stato il convincimento che ha portato ad una collaborazione fra Fondazione TIM e l’ Associazione Libera per lanciare il progetto Confiscati Bene 2.0.

Si tratta di un portale, basato sul largo utilizzo degli open data, nato per monitorare gli oltre 14 mila immobili confiscati alla criminalità al fine di fornire informazioni relative alle strutture, al loro stato e ad eventuali iniziative correlate.

I beni delle mafie riutilizzati per scopi sociali e mappati grazie alla tecnologia

Grazie alla legge 109 del 1996 infatti i beni confiscati alle organizzazioni criminali possono essere riutilizzati a fini sociali assegnandoli ad enti pubblici e privati in grado di valorizzarli e restituirli alla collettività migliorando il contesto culturale, sociale e urbano del territorio.

La piattaforma di Confiscati Bene 2.0 utilizza tecnologie open source che permettono, fra l’altro, di censire oltre 700 tipologie di buone pratiche che illustrano il riutilizzo istituzionale e sociale di strutture: tali pratiche sono utili per ispirare proposte di ulteriori nuovi progetti.

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