Il Comune di Modena potenzia la piattaforma dedicata agli open data

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Il Comune di Modena ha avviato l’iter per migliorare l’infrastruttura digitale destinata alla gestione dei dati pubblici comunali rilasciati in formato aperto affinché siano a disposizione della comunità tramite la pubblicazione sul sito dell’Ente.

Gli open data, che vanno dall’evoluzione demografica alla qualità dell’aria passando per tutta una serie di dataset aperti altamente appetibili per il territorio, saranno meglio organizzati e verrà garantita una maggiore sicurezza nell’intero processo di trattamento delle informazioni.

La piattaforma raccoglierà e catalogherà al meglio anche parte dei dati già disponibili sul portale regionale Open Data dell’Emilia-Romagna a cui si aggiungeranno nuove collezioni che verranno ospitate in cloud.

La nuova infrastruttura vedrà ottimizzati i processi per l’acquisizione e la mappatura con conseguente normalizzazione dei dati e delle regole di aggregazione, riorganizzando i flussi informazioni provenienti dai diversi database presente in Comune.

I cittadini potranno navigare all’interno degli open data tramite un’interfaccia online raggiungibile dal sito web istituzionale dell’Ente nell’apposita sezione.

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Online il nuovo portale dedicato ai dati aperti

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Online il nuovo portale dedicato ai dati aperti, un catalogo interattivo volto a favorire la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico: raggiungibile all’indirizzo dati.gov.it, la nuova piattaforma offre un servizio di ricerca più efficace e variegato garantendo anche la possibilità di effettuare ricerche basate sulle keyword.

Le parole chiave rappresentano un elemento utile per l’aggregazione o il raggruppamento di dataset da parte della Pubblica Amministrazione che contribuisce ad alimentare il catalogo sia da parte di coloro che effettuano la ricerca di dataset.

Il nuovo portale inoltre offre l’integrazione del catalogo delle Basi di dati della PA utile a favorire la condivisione dei dati tra pubbliche amministrazioni per finalità istituzionali e determinando così un unico punto di accesso ai cataloghi della Basi di dati della PA e del Catalogo dei dati aperti che rimangono però totalmente indipendenti.

A concludere l’innovazione vi è inoltre un editor online, attualmente in versione beta, utile nei casi in cui non si dispone di uno specifico catalogo locale e un’interfaccia utente evoluta e rispondente alle linee guida di design e a quelle per l’accessibilità.

Maggiori informazioni nel comunicato di AgID.

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Uni.C.O. DAY, il Comune di Genova affronta il ruolo degli open data nella PA

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Tutto è pronto per Uni.C.O. DAY, l’evento organizzato dalla Città Metropolitana di Genova e da Talent Garden Genova per un confronto sulle best practice nella raccolta ed utilizzo degli open data relazionati alla Pubblica Amministrazione con particolare riferimento alle opportunità che si possono sviluppare in armonia con le imprese del territorio.

Lo sfruttamento degli open data è infatti un tema cruciale perché rappresenta non sono la possibilità da parte delle Istituzioni di risultare più trasparenti e aperte ai cittadini ma anche sviluppare nuove linee di business per l’iniziativa privata.

L’evento, che consiste in una tavola rotonda, è originato dal progetto Uni.C.O., acronimo per Unione Comuni Opendata, che è stato finanziato nell’ambito del PON Governance 14-20 e coordinato dall’Unione dei Comuni dello Scrivia: il suo obiettivo è la replicabilità del modello organizzativo della Città Metropolitana di Genova per la gestione e pubblicazione degli open data.

L’iniziativa approfondirà la piattaforma Uni.C.O. come modello di un sistema SaaS applicabile anche nei piccoli comuni partendo dall’esperienza di Genova ma anche l’uso di open data e big data nella PA per potenziare l’impresa privata sul territorio tenendo conto delle possibili migliorie della User Experience per massimizzare l’utilizzo dei sistemi open data tramite l’ergonomicità dell’interfaccia utente e delle modalità di rappresentazione dei dati.

Per partecipare è necessaria la registrazione da effettuare qui.

Maggiori informazioni sul sito di Liguria Digitale.

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Aziende Confiscate, online il portale dedicato alle informazioni delle aziende confiscate alla criminalità organizzata

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L’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati, Unioncamere e Infocamere hanno lanciato Aziende Confiscate, un portale open data contenente tutte le informazioni riguardanti le aziende confiscate alla criminalità organizzata, con una sezione dedicata all’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati e una aperta a tutti i cittadini.

Si tratta di uno strumento che punta a garantire la massima trasparenza sulla gestione e sulla destinazione dei beni stessi per rafforzare il dialogo tra i soggetti, pubblici e privati, interessati al mondo dei beni confiscati: lo scopo ultimo è la marcata riduzione dei tempi di assegnazione delle imprese confiscate per evitare che, una volta espropriate alle organizzazioni criminali, esse finiscano per chiudere generando un forte impatto negativo sull’economia e sulla società.

Le aziende in confisca definitiva sono 2.317 di cui il 90,8% è localizzato in 5 regioni: una su tre (32%) in Sicilia, il resto in Campania (17,5%), Lazio (13,4%), Calabria (13%) e Lombardia (8,4%).

Fra i settori più coinvolti vi sono le costruzioni con il 23% delle imprese confiscate, il commercio (21,5%), la ristorazione e le strutture ricettive (8,5%), l’immobiliare (7,3%), il manifatturiero (7,2%), i trasporti e le attività di magazzinaggio (5,6%) e infine l’agricoltura (4,5%).

Il portale Aziende Confiscate è finanziato dal Programma Operativo Nazionale “Legalità” 2014-2020 del Ministero dell’Interno.

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Agenda Digitale, la Regione del Veneto accelera sull’innovazione

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La Regione del Veneto, considerando strategica l’innovazione e la cultura digitale, mette l’acceleratore all’attuazione dell’Agenda Digitale 2020 tramite l’approvazione di un bando che mette a disposizione dei Comuni la cifra di 7 milioni di Euro.

Le risorse provengono dall’Asse 2 del Por-Fesr 2014-2020 e serviranno a finanziare le proposte in grado di aggregare più amministrazioni comunali per gestire luoghi di innovazione e spazi di acculturazione digitale ossia innovation hub e palestre digitali che puntino rispettivamente a sviluppare nuovi servizi digitali sfruttando i dati aperti (c.d. Open Data) rilasciati dalla PA e a offrire percorsi formativi per diffondere competenze digitali.

L’iniziativa si inserisce nelle linee programmatiche dell’Agenda Digitale del Veneto e si fonda sulla partecipazione attiva dei cittadini in appositi spazi di innovazione aperta per diffondere servizi digitali esistenti o per ammodernarli tramite un approccio di open innovation.

La creazione di una serie di strutture aperte all’innovazione permetterà inoltre di consolidare il rapporto tra Regione e le proposte espresse dal territorio con un conseguente aumento della consapevolezza sui temi dello sviluppo locale e della partecipazione tramite le nuove tecnologie.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa di Regione del Veneto.

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Open data, oggi è il giorno dell’International Open Data Day

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Oggi è la giornata del 2019 dedicata all’International Open Data Day, l’evento internazionale dedicato alla promozione dei dati aperti che si tiene per la nona volta dal 2010 che è stato l’anno di istituzione.

Si tratta tipicamente di un giorno in cui vengono organizzate in tutto il mondo varie tipologie di attività come seminari, conferenze, workshop, hackathon e in generale eventi adatti a sensibilizzare l’adozione dell’utilizzo degli open data in contesti pubblici e privati.

Come per le edizioni precedenti anche per il 2019 l’Open data day permetterà, in funzione di questi eventi, l’incontro tra cittadini, sviluppatori, civic hacker e chiunque voglia cimentarsi in progetti che creino visualizzazioni e sviluppo di progetti al fine di incoraggiare l’adozione di politiche atte a valorizzare l’uso e il riuso di informazioni pubbliche in formato aperto.

L’edizione del 2019 nello specifico verte a quattro temi principali:

  • tracciare i flussi di denaro pubblico, con particolare attenzione al tema dell’Open Contracting;
  • open mapping, dedicato alla rappresentazione e all’analisi dei dati georeferenziati;
  • open science, incentrato sui dati della ricerca scientifica;
  • equal development, sullo sviluppo sostenibile dei territori.

Ciascun evento previsto per la giornata del Open Data Day è mappato sul sito dell’iniziativa: in Italia risultano 5 meeting di grandi dimensioni tra cui l’Open Contracting Data Standard – Intelligenza Artificiale e dati aperti sugli Acquisti della PA di Roma, l’evento Open Data Day 2019 Come monitorare i flussi dei soldi pubblici di Torino e il Cagliari Open Data Day.

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A Bari nasce il progetto EasyPal

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Nasce a Bari EasyPal, un progetto rientrante all’interno della Smart Specialization Strategy della Regione Puglia per attivare un nuovo modello di sviluppo economico basato sull’uso intelligente, inclusivo e sostenibile delle nuove tecnologie.

In particolare EasyPal rende proprie le dinamiche dell’open government per migliorare il rapporto fra la cittadinanza e la PA attraverso l’uso della tecnologia.

EasyPal è un progetto finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito del bando Innolabs per la prototipazione di un vero e proprio ecosistema di servizi digitali che punta ad aiutare i Comuni pugliesi ad abbracciare l’innovazione promuovendo l’inclusività e la sostenibilità delle tecnologie e sollecitando la partecipazione dei cittadini e delle imprese nei servizi della PA.

Si tratta, a tutti gli effetti, di una declinazione locale dell’Agenda Digitale (Europea e Italiana) con l’obiettivo di sviluppare un modello di comunicazione digitale della PA funzionale all’ascolto delle reali esigenze di cittadini, associazioni e imprese per migliorare i servizi erogati. EasyPal è un progetto realizzato in partnership tra Servizi Locali Spa, l’Università del Salento, SBSoft Srl, Comune di Altamura, Comune di Laterza, Comune di Palagianello, Confcommercio Terra di Bari, GAL “Luoghi del mito e delle Gravine”.

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Comuni e imprese non sfruttano adeguatamente gli open data

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Nonostante la legislazione in materia sia decisamente avanzata e le Pubbliche Amministrazioni sollecitate a rilasciare i dati in formato aperto per il loro riuso, lo scenario relativamente all’utilizzo degli open data è preoccupante.

Secondo le ultime ricerche condotte dall’Osservatorio eGovernment sulle PA locali e da Unioncamere sulle imprese italiane, appena il 37% dei Comuni rilascia dati in formato aperto e solo il 4% fra le imprese li utilizza per finalità correlate al proprio business.

Inoltre, il rilascio degli open data è, nella maggior parte dei casi, percepito più come un obbligo che come una risorsa per la comunità tanto che la loro qualità e uniformità è spesso poco accurata come anche difficoltosa l’accessibilità.

Il risultato di questa poca accuratezza nel considerare l’opportunità derivante dal rilascio del patrimonio di informazioni (come quelle sul trasporto pubblico, turismo, cultura e attività produttive) porta a non riscontrare alcun impatto positivo dalla pubblicazione degli open data ritenendoli quindi inutili per migliorare la qualità della vita delle persone e per la crescita del tessuto imprenditoriale.

Gli open data sono una necessità per le imprese

Eppure il 77% delle imprese che si occupano di manifattura considera strategico l’uso dei dati per fare impresa purché gli stessi siano di qualità, aggiornati e corretti: dati opportunamente qualificati e formattati potrebbero infatti consentire alle imprese di apprendere dettagli sulla segmentazione dei potenziali clienti, tramite la conoscenza delle attività, spostamenti e trend di comportamento.

Un invito implicito per i Comuni che tendono a mettere a disposizione queste risorse in modo poco uniforme e accessibile: la maggior parte dei Comuni li pubblica nella propria sezione trasparenza mentre solo una parte riserva una sezione apposita sul sito istituzionale e quasi nessuno li ripubblica sul sito open data regionale o nazionale.

Le cause principali che ostacolano una pubblicazione corretta degli Open Data da parte della PA sono la scarsità di competenze interne e la scarsità di personale interno oltre alle ridotte risorse economiche a disposizione frutto soprattutto di uno scarso interesse da parte della politica.

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In Friuli Venezia Giulia nasce un innovativo programma industriale

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Il Friuli Venezia Giulia si candida ad essere il laboratorio di eccellenza per l’innovazione in ambito industriale a livello nazionale.

Grazie ad un’intesa fra il polo tecnologico Area Science Park, la Regione Friuli Venezia Giulia, il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) e il Ministero dello Sviluppo economico (MiSE) infatti ha preso il via il progetto Argo.

Argo è sostanzialmente un innovativo programma industriale basato sull’innovazione di processi e prodotti in grado di aumentare la produttività economica e generare nuovi posti di lavoro, attraverso l’interazione tra ricerca e industria.

Supportato da circa 9 milion di euro di risorse finanziarie per il triennio 2018-2021, Argo rappresenta un progetto pilota che verrà scalato a livello multi-regionale, nazionale e internazionale.

Argo, una struttura hub&spoke

La struttura di Argo è basata sul modello hub&spoke e interessa quattro grandi asset: in primo luogo la creazione del Porto dell’Innovazione industriale presso il Porto di Trieste, una vera e propria zona industriale sperimentale atta ad attrarre investimenti ad alta tecnologia grazie alla logistica portuale, alla ricerca avanzata e ai punti franchi.

In secondo luogo l’attivazione di un polo di attrazione di startup innovative con specifico riferimento alla trasformazione digitale nell’ambito del piano Industria 4.0.

Segue la volontà di creare una piattaforma digitale nazionale per le imprese con un’offerta variegata di servizi e infrastrutture riguardanti Big data Integration&Analysis, Internet of Things, Advanced Manufacturing Solutions e Data Optimization & Simulation.

Infine la realizzazione di appositi canali di convergenza fra centri produttivi e ricerca con l’applicazione del modello degli Open Lab.

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GET-IT, il Cnr lancia un software per migliorare il riuso di dati geografici

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In ottemperanza della direttiva INSPIRE (2007/2/CE) che promuove il riuso e la condivisione in rete di dati geografici il Cnr ha lanciato il software open source GET-IT.

Si tratta di uno strumento che rientra in quelli raccolti tramite la piattaforma online INSPIRE in Practice, un collettore di pratiche e mezzi per il riuso e la condivisione in rete di dati geografici durante la pratica lavorativa.
GET-IT, acronimo per Geoinformation Enabling ToolkIT starterkit®, facilita i ricercatori nella gestione dei dati raccolti secondo le specifiche standard dell’Open Geospatial Consortium (OGC) .

GET-IT per memorizzare e visualizzare i dati geografici

Nella pratica GET-IT consente la memorizzazione, visualizzazione e condivisione in rete di diverse tipologie di dati geografici come immagini digitali, mappe elaborate, dati acquisiti da sensori o documenti testuali.

A tutti gli effetti è il primo strumento distribuito con una licenza open-source (GPL v.3.0) che permette una gestione integrata per queste diverse categorie con un’unica interfaccia di lavoro e consentendo una protezione personalizzata del dato condiviso.

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