Fascicolo del cittadino, Milano punta sul digitale

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Milano intende essere il rompighiaccio dell’innovazione digitale nel Paese e parte sicuramente con il piede giusto.
Alla presenza del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Marianna Madia, l’Assessore alla Trasformazione digitale e ai Servizi civici di Milano Roberta Cocco e al Commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale Diego Piacentini, è stato presentato oggi a Milano il piano per la trasformazione digitale della città.

Durante l’evento Milano Digitale sono stati illustrati gli interventi e gli investimenti per favorire il processo di digital transformation del capoluogo lombardo oltre alla presentazione del Fascicolo del cittadino, il nuovo servizio online a disposizione di tutti i residenti che rappresenta il cruscotto digitale per chi vuole interfacciarsi con la PA cittadina.

Il Fascicolo del cittadino rappresenta il centro di controllo per le operazioni con la PA

Il Fascicolo del cittadino è l’omologo nei rapporti con la PA di Milano di quello che è il Fascicolo sanitario elettronico per la gestione dei dati e delle operazioni con l’ASL regionale.

L’autenticazione avviene per il tramite delle credenziali ottenibili sul portale del Comune di Milano oppure attraverso SPID, il Sistema pubblico di identità digitale.

Al suo interno vi sono numerosi servizi attivi come la possibilità di consultare le informazioni anagrafiche dell’intero nucleo famigliare, il servizio di iscrizione ai servizi scolastici, la gestione e inoltro dei pagamenti relativi ad imposte comunali e multe ma anche la possibilità di prendere appuntamento per accedere agli uffici comunali o richiedere e stampare certificati anagrafici digitali.

La gestione dei pagamenti sono garantite grazie all’integrazione con la struttura PagoPA che verrà abilitata entro l’estate del 2017.

Invece, entro dicembre 2017 il Fascicolo del cittadino sarà pienamente operativo con l’aggiunta degli altri servizi mancanti.

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FlixBus arriva su Google Maps

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Poter conoscere la dislocazione dei mezzi di trasporto e le rispettive informazioni in tempo reale è una delle possibilità offerte dalla tecnologia.

Uno dei più attivi provider di informazioni di trasporto esistente è sicuramente Google tramite il servizio Google Maps.

Arricchito costantemente dalle informazioni degli utenti tramite i dati raccolti dal sistema di navigazione Waze e dalle svariate integrazioni effettuate nel corso di questi anni, Google Maps ha introdotto una nuova funzionalità in collaborazione con FlixBus, un servizio di trasporto a lunghe percorrenze.

L’azienda infatti aderisce con i suoi 120.000 collegamenti giornalieri a Google Transit, la funzione di Google Maps che permette di integrare l’offerta di trasporto pubblico con il celebre servizio di mappe per localizzare in tempo reale le tratte FlixBus di tutta la rete europea.

Open Data al servizio delle soluzioni di viaggio di FlixBus

Grazie alla collaborazione con la fondazione OpenGeo e alla realizzazione di un sistema GTFS evoluto, FlixBus è stata in grado di elaborare i dati sugli spostamenti dei mezzi pubblici e renderli aperti.
Il ricorso agli open data ha permesso così di offrire ai consumatori informazioni sui collegamenti esistenti in modo semplice e immediato.

Tramite Google Maps e la tecnologia sviluppata con OpenGeo i FlixBus diventano i primi autobus a lunga percorrenza tracciabili in tempo reale: il sistema getta le basi per un modello di mobilità collettiva dove sarà più semplice alternare i mezzi di trasporto per giungere a destinazione.

Per sfruttare l’integrazione con Google Maps, l’utente dovrà effettuare l’accesso alla piattaforma di Google, selezionare il luogo di partenza, quello di destinazione e dal menu opzioni percorso, il mezzo di trasporto desiderato.

Da qui occorre scegliere l’opzione Autobus e verranno mostrate le rotte FlixBus per il percorso evidenziato con tanto di luogo e ora della partenza, durata del viaggio, fermate intermedie e interscambi con il trasporto pubblico locale.

Sarà inoltre possibile con un clic recarsi direttamente alla pagina della prenotazione del biglietto.

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Online il nuovo Portale nazionale dei dati aperti della Pubblica Amministrazione

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I dati aperti, comunemente chiamati con il termine open data, sono dati liberamente accessibili a tutti che consentono di rendere trasparente la macchina della Pubblica Amministrazione perché chiunque può analizzarli e comprendere cosa stia succedendo.

A tale riguardo, non potevano mancare interessanti novità durante lo svolgimento della prima Settimana dell’Amministrazione Aperta.
Oltre ai vari eventi di cui abbiamo già avuto modo di parlare, è stata pubblicata la nuova versione del Portale nazionale dei dati aperti della Pubblica Amministrazione.

Un nuovi Dati.gov.it

Il portale dati.gov.it è stato interamente rivisto per fungere non solo da catalogo per la ricerca dei dataset disponibili ma soprattutto come strumento di condivisione diventando così una piattaforma collaborativa per gli open data e per il riuso degli stessi.

Il processo di inserimento dei dati aperti avviene principalmente grazie al supporto delle Amministrazioni locali che alimentano il catalogo del nuovo portale, nel pieno rispetto della direttiva PSI e del profilo nazionale dei metadati (DCAT-AP_IT), in maniera automatica e con aggiornamenti periodici concordati grazie alla funzione di harvester in grado di importare in maniera automatica i metadati dei dataset esposti sul proprio catalogo.

Nel nuovo portale sono presenti circa 18.000 dataset in formato aperto, quasi il 50% in più rispetto alle risorse presenti nella precedente versione.

Tali risorse possono inoltre essere attinte in maniera automatica attraverso un set di API (Application programming interface) già disponibili nella sezione Sviluppatori.

I metadati raccolti ed esposti dal catalogo dati.gov.it confluiranno poi nel catalogo del Portale europeo dei dati.

Il lavoro del team di sviluppo può essere consultato sulla pagina GitHub del progetto.

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Settimana dell’Amministrazione Aperta, gli Open Data al servizio della società

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Conquiste come trasparenza, partecipazione e innovazione sono raggiungibili soltanto in seguito ad un significativo cambiamento culturale a cui tutta la società dovrebbe aspirare.

Tra le molte iniziative in grado di fungere da stimolo per innescare dibattiti costruttivi su questi temi e muovere cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione a prendere in debita considerazione l’importanza di una rivoluzione sistemica c’è la Settimana dell’Amministrazione Aperta.

Il Dipartimento Funzione Pubblica, su indicazione delle organizzazioni aderenti all’Open Government Forum, si è infatti preso carico di promuovere annualmente la Settimana dell’Amministrazione Aperta (SAA), all’interno del terzo Piano d’Azione OGP.

Dal 4 marzo, giorno in cui si celebra a livello globale l’Open Data Day, al giorno 11 marzo 2017 su tutto il territorio nazionale si susseguono iniziative dedicate a sviluppare la cultura e la pratica della trasparenza, della partecipazione e dell’accountability sia nelle amministrazioni pubbliche che nella società civile.

Tante iniziative per la Digital Transformation della società tramite Open Data

Le iniziative vengono organizzate sia dal vivo che online da parte di Pubbliche Amministrazioni, scuole, università, associazioni, organizzazioni della società civile e imprese.

Gli organizzatori possono fare richiesta di inclusione nel calendario ufficiale che raccoglie gli eventi in aree tematiche come trasparenza, open data, partecipazione, accountability, cittadinanza digitale e competenze digitali.

Chiunque, non solo gli addetti ai lavori, può partecipare in quanto si tratta di esperienze fortemente iterative come seminari, hackathon, dibattiti pubblici, webinar, pubblicazione di documenti e report o ancora rilascio di dataset in formato aperto.

Queste esperienze sono volte a sensibilizzare i partecipanti all’importanza dell’uso degli open data e al processo di digital transformation della società.

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Citizen science, Safecast e bGeigie in Italia per sensibilizzare i cittadini al monitoraggio ambientale

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Safecast, il progetto nato subito dopo il maremoto giapponese del 2011 che causò gli incidenti alla centrale nucleare di Fukushima, sbarca in Italia insieme al kit fai-da-te bGeigie nell’ambito di un piano di sensibilizzazione civica al monitoraggio ambientale condotto tramite la citizen science.

Dal 6 al 24 marzo, presso l’Ictp di Trieste, si terrà infatti un workshop incentrato sul coinvolgimento e la sensibilizzazione dei cittadini nei confronti del monitoraggio ambientale condotto tramite una rete di soggetti privati coinvolti nelle attività di analisi.

Tre settimane di corso per 30 partecipanti provenienti da Paesi in via di sviluppo serviranno a trasmettere come raccogliere in maniera autonoma i dati sulla radioattività e condividerli liberamente.

Durante il corso sarà prestata grande attenzione all’analisi e alla visualizzazione di grandi quantità di dati, all’impiego di strumenti software open source e infine allo sviluppo di sistemi in grado di organizzare e rappresentare informazioni geografiche creando mappe digitali.

L’iniziativa nasce sulla base dell’esperienza del progetto di citizen science Safecast che, in Giappone, è servito a rispondere all’esigenza di porre rimedio alla scarsità di informazioni affidabili e accurate sul livello delle radiazioni disponibili pubblicamente.

All’indomani del disastro di Fukushima infatti, un gruppo di ricercatori, osservando la scarsa quantità di dati in loro possesso, decise di studiare un approccio alternativo.

Safecast: citizen science al servizio dell’ambiente

Non più pochi dati di altissima qualità frutto di un numero esiguo di misurazioni compiute con strumenti di altissimo livello di precisione ma molti dati prelevati con strumenti che offrono un livello precisione inferiore per poi normalizzarli, migliorandone la qualità, tramite appositi algoritmi di lavorazione per i big data.

Nell’immediatezza di doversi dotare di appositi strumenti facilmente reperibili e impiegabili sul campo, nacque di conseguenza anche bGeigie, un kit fai-da-te costituito da un contatore Geiger e una memoria per immagazzinare i dati.

Grazie all’impiego di bGeigie e alle intuizioni dei ricercatori del progetto Safecast si è riusciti a creare un modello replicabile a livello internazionale basato sugli open data, su un network di volontari sparsi in tutto il mondo e animato dai valori di apertura e condivisione tipici dei movimenti open access che sostengono il libero accesso e la circolazione senza restrizioni di informazioni, codici sorgente e risultati scientifici.

Il progetto Safecast, divenuto ad oggi una vera e propria rete, sta sviluppando sistemi di tracciamento e analisi applicati anche ad altri ambiti come la qualità dell’aria sempre sfruttando l’approccio citizen science: i cittadini si recheranno nei luoghi su cui spesso l’autorità pubblica non ha un interesse diretto.

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Open data, online il geoportale del Comune di Milano

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Il Comune di Milano sta investendo significativamente negli open data e, da oggi, ha un nuovo geoportale.

Presso il Palazzo della Triennale è stato presentato oggi dall’Assessore Lorenzo Lipparini il nuovo Geoportale del Comune di Milano curato dall’Ufficio SIT Centrale e Toponomastica e realizzato con il supporto di Esri Italia.

Si tratta di una piattaforma geografica che permette di gestire e condividere in maniera integrata tutti i dati geografici del Comune di Milano: tramite mappe tecniche e story map vengono pubblicati i dati territoriali in formato open.

Il geoportale del Comune di Milano è uno strumento divulgativo e professionale

Il geoportale rappresenta uno strumento a disposizione di tutti i cittadini e professionisti che necessitino informazioni precise e geolocalizzate: nella piattaforma si possono infatti visualizzare la distribuzione geografica delle scuole, i limiti geografici dei nove municipi o la posizione di tutte le case dell’acqua.

Inserendo una chiave di ricerca all’interno del catalogo o scegliendo tra le diverse tematiche proposte, dall’ambiente alla storiografia, la piattaforma fornirà l’informazione mappata e disponibile al download.

Inoltre, all’interno della sezione extra, è possibile reperire alcune immagini di Milano, divise in tre categorie:

  • Milano com’era, che raccoglie alcune immagini storiche della città.
  • Milano contemporanea, che ritrae la città che cambia.
  • Milano curiosa, che mostra le curiosità meneghine.

Il sistema assolve così un ruolo di divulgazione e lavoro ma anche un archivio per la conservazione, l’analisi e la distribuzione dell’informazione geografica dell’Amministrazione comunale in affiancamento al portale SiSI e al portale open data.

La pubblicazione del geoportale del Comune di Milano anticipa di qualche giorno la festa per l’Open Data Day prevista per il prossimo 4 marzo.

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A Sibari gli open data utilizzati per il monitoraggio civico del parco archeologico

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Il Parco archeologico della Sibaritide è stato recentemente riaperto dopo quattro anni di lavori costati 18 milioni di euro per lo sfangamento e la ripulitura delle aree colpite dall’alluvione del 18 gennaio 2013 che ha riversato sull’area oltre 250.000 mc di acqua, fango e detriti.

Quello di Sibari è uno dei più importanti parchi archeologici dell’Italia meridionale e tra i più vasti in Europa, con un’estensione di circa 500 ettari.

Tornato visitabile dallo scorso sabato come da
nota stampa
del MiBACT, rimangono però da realizzare altri lavori che sfrutteranno un progetto europeo per il controllo degli appalti pubblici tramite open data.

ActionAid e open data per il monitoraggio civico del parco archeologico di Sibari

Un gruppo di cittadini guidati da ActionAid infatti, attraverso il progetto di monitoraggio Ipact – Intergrity Pacts – Civil Control Mechanism for safeguarding EU funds terranno d’occhio l’andamento dei lavori andando direttamente sui cantieri.

Il progetto europeo prevede il controllo di 17 appalti in 11 Stati membri attraverso gli strumenti degli open data, i dati aperti messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione: 4 appalti sono italiani e sono stati assegnati ad associazioni nazionali.
Transparency Italia ha verificato i lavori della tramvia di Cagliari e un servizio di assistenza tecnica per la Regione Lombardia, l’associazione Amapola controlla un progetto della rete di Comuni Città a Rete Madonie-Termini in Sicilia, per il Parco di Sibari in Calabria invece il controllo è stato assegnato alla ong ActionAid in collaborazione con il Gruppo Abele e Monithon.

Nei prossimi giorni si terranno dei webinar, ossia dei seminari online, aperti a 35 partecipanti che seguiranno poi dal 7 al 9 aprile una scuola di integrità all’ingresso degli scavi del parco archeologico che renderà i partecipanti in grado di formare nuove leve per garantire il ricambio dei controllori e permettere che il percorso di monitoraggio possa continuare fino al 2019.

Verrà quindi insegnato a leggere e visualizzare correttamente gli open data anche attraverso l’utilizzo di app per georeferenziare le fotografie scattate sui cantieri: i dati saranno raccolti in un sito atto a raccontare e documentare l’andamento dei lavori.

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Smart City, Torino punta su Wi-Fi e IoT

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Torino è una città fra le più attente in Italia all’aspetto tecnologico.
L’obiettivo dell’Amministrazione è infatti quello di candidarsi ad essere una smart city fra le più avanzate del nostro Paese.

Per farlo, il team di Innovazione della Città, in armonia con il lavoro del Team per la Trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sta definendo l’infrastruttura tecnologica necessaria.

In primo luogo si sta puntando sull’estensione della rete Wi-Fi cittadina per garantire agli utenti (turisti, studenti, residenti) servizi utili e ridurre il digital divide che attualmente penalizza le zone più periferiche della città.

Torino Smart City: l’obiettivo è il Wi-Fi esteso in città

Per ottenere questo risultato, il 25 gennaio 2017 è stato pubblicato l’avviso di manifestazione di interesse per l’estensione dei servizi Wi-Fi di Torino esplorando differenti modelli di business proposti dagli operatori economici del settore.

Con la diffusione della rete Wi-Fi e l’utilizzo del 5G i cittadini potranno usufruire agilmente dei servizi digitali che verranno implementati.

A questo si aggiunge un potenziamento dell’infrastruttura IoT (Internet delle Cose) grazie alla collaborazione tra Comune e aziende del territorio.

Inoltre la città metterà a breve a disposizione un’infrastruttura comune di cloud e open data i cui dettagli verranno rilasciati a breve.

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Cyberbullismo, il Senato approva il disegno di legge

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Il cyberbullismo, ossia un fenomeno online che riguarda modalità di attacco offensivo e sistematico ai danni delle persone, è in aumento.

In Italia, nel 2016 le segnalazioni sono cresciute dell’8 per cento, nonostante l’attenzione dei media al riguardo sia sempre più alta negli ultimi anni come anche siano cresciute le iniziative di sensibilizzazione.

Basti pensare che nella Casa Pediatrica Fatebenefratelli-Sacco sono stati curati quasi un migliaio di pazienti per il disagio adolescenziale collegato a Internet e, fra questi, il 35% è dovuto al cyberbullismo.

Questo fenomeno generalmente molto sottovalutato aveva indotto la Camera ad approvare, a fine 2016, una legge ad hoc sperando di ottenere qualche effetto senza però riuscirvi.

Tuttavia, anche in considerazione dei pressoché nulli progressi in materia, è degli scorsi giorni l’approvazione, da parte del Senato, del nuovo decreto di legge, basato sui principi di educazione e prevenzione che determina una normativa chiara sul tema.

Rispetto alla versione votata alla Camera, la Commissione Affari Costituzionali ha rivisto il testo normativo ridefinendo il cyberbullismo come:

“qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti online aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”

Inoltre la legge torna ad essere specificatamente tarata sui minorenni rivolgendosi infatti a:

“ciascun minore ultraquattordicenne, nonché ciascun genitore o soggetto esercente la responsabilità del minore […]”

In caso di riconosciuto reato il questore potrà comminare ammonimenti rivolti ai minori e ai genitori degli stessi, salvo per i casi in cui è stata depositata denuncia/querela ma cercando di salvaguardare i minorenni dall’ambito penale, puntando sulla rieducazione.

Il MIUR avrà un ruolo primario nella lotta al cyberbullismo

Il testo di legge è ora atteso alla Camera per l’approvazione definitiva ma dovrebbe trattarsi di una formalità: una volta avvenuto ciò, verrà istituito un tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri che vedrà impegnato come protagonista il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con il compito di definire un piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo coinvolgendo i servizi socio-educativi presenti sul territorio e le scuole.

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Roma si allea con Barcellona per l’innovazione digitale

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Con l’obiettivo di concentrarsi su open data, smart city e trasparenza ha preso il via un’importante collaborazione fra due amministrazioni virtuose in materia di digitale, Roma e Barcellona.

L’intesa, sottoscritta in occasione dell’apertura della Digital Social Innovation Fair 2017 dall’assessore a Roma Semplice Flavia Marzano e dalla Commissario del Dipartimento di Tecnologia e Innovazione Digitale del Comune di Barcellona Francesca Bria.

Un’intesa per dati aperti, partecipazione, smart city, trasparenza, trasformazione digitale e software libero

Il testo dell’accordo prevede una collaborazione tra le due amministrazioni e il reciproco supporto in ambito comunitario ed internazionale per la realizzazione di progetti comuni sui temi riguardanti dati aperti, partecipazione, smart city, trasparenza, trasformazione digitale e software libero.

Il primo passo operativo della collaborazione è l’attuazione di una strategia congiunta sulla trasformazione digitale e la migrazione verso il software libero, il cui utilizzo è già stato deliberato dalla Giunta Capitolina nell’ottobre scorso.

La scelta di Barcellona come partner strategico non è casuale.
La città spagnola infatti è già da qualche anno ai vertici delle classifiche sulle smart city a livello mondiale: l’idea è quella di utilizzare le migliori pratiche adottate dalla città e importarle, con i dovuti accorgimenti, a Roma per riaccreditare la Capitale nel panorama internazionale delle città virtuose in materia di digitale.

Inoltre, le amministrazioni intendono coinvolgere le associazioni imprenditoriali e culturali perché siano parte attiva nelle procedure di scambio delle informazioni e buone pratiche per una smart city inclusiva, circolare e democratica.

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