Il Comune di Parma entra in ANPR

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Il progetto dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente è sicuramente uno dei pilastri della trasformazione digitale che sta interessando la PA.

L’ANPR è infatti una piattaforma centralizzata che consente di gestire i dati anagrafici di tutta la popolazione residente in Italia con decise ricadute positive in termini di efficientamento delle operazioni di aggiornamento dati ma anche di richieste di documenti che necessitano una verifica o un’estrazione anagrafica.

Il progressivo passaggio delle Amministrazioni ad ANPR è dovuto al notevole lavoro di sincronizzazione e normalizzazione delle informazioni che non rende possibile una conversione immediata ai nuovi sistemi.

Parma è il Comune più grande a passare in ANPR

Il Comune di Parma, con i suoi 200.000 abitanti, entra in ANPR in modalità sincrona attraverso la piattaforma Civilia Next di Dedagroup: si tratta di una metodologia che consente alla PA di ottenere dati univoci e consistenti in tempo reale estratti dalla banca dati nazionale.
Parma rappresenta, fino a questo momento, il Comune più grande in Italia ad essere passato alla nuova piattaforma anagrafica nazionale.

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SPID, fallisce l’obiettivo dell’accesso unico per tutte le PA

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Obiettivo fallito, questa in sintesi sembrerebbe la conclusione più coerente in relazione alla scadenza fissata dal decreto della presidenza del Consiglio del 24 ottobre 2014 che prevedeva l’obbligo per tutte le PA di dotarsi entro marzo 2018 delle modalità di accesso unico tramite SPID.

Invece, come spesso avviene in materia di innovazione applicata alla Pubblica Amministrazione, le stime si sono rivelate errate.

Stando ai dati ufficiali di dicembre 2017, gli ultimi disponibili, SPID è stato implementato da parte di 3.866 PA per 4.371 servizi accessibili, meno della metà rispetto all’obiettivo di circa 10 mila, ossia tutte le PA italiane escluse scuole e aziende sanitarie.

Situazione ancora più problematica se si analizzano i servizi accessibili tramite SPID: solo uno o due per ciascuna PA anziché la totalità.

Verrebbe quindi da chiedersi quale possa essere l’utilità del servizio per il cittadino, e infatti il numero di attivazioni di identità digitale è fermo a poco più di 2 milioni in circa 24 mesi dal lancio.

L’utilizzo di SPID vincolato alla presenza di servizi

D’altra parte in assenza di servizi, non c’è apparente motivo per cui il cittadino dovrebbe dotarsi di una nuova modalità di accesso e questo genera un sostanziale circolo vizioso per cui tanto l’adesione al servizio quanto la sua predisposizione non prende piede.

Per ovviare al problema il Governo ha lanciato più volte degli incentivi, come ad esempio il bonus per i 18enni e per i docenti, che avevano come requisito il possesso delle credenziali SPID: si tratta però solo di un fuoco di paglia se poi nel medio e lungo periodo lo strumento non viene percepito come utile.

Tuttavia il Team per la Trasformazione Digitale e AgID sono al lavoro per promuovere l’adozione di SPID nei servizi di e-banking e da parte di Lottomatica, per i tabaccai.

Inoltre, è in corso d’opera la conversione a SPID delle identità pubbliche pregresse fra cui la CRS ed è in atto un programma di assistenza per aiutare a passare a SPID tutte le PA richiedenti attraverso strumenti tecnici per un’adozione facile dei sistemi di autenticazione attraverso l’identità digitale che diventerà sempre più necessaria per rispettare le nuove regole europee in fatto di privacy, come il GDPR e l’Eidas.

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Perugia è il primo capoluogo di regione in ANPR

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Perugia è ufficialmente il primo capoluogo di Regione ad essere passato su ANPR.

L’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente è forse uno degli interventi più significativi del processo di trasformazione digitale a cui è soggetta l’Italia.

Si tratta di una piattaforma digitale che raccoglie la banca dati telematica nazionale istituita dal Ministero dell’Interno che uniforma il sistema delle anagrafi delle PA locali in un unico grande archivio che conterrà i dati anagrafici dei cittadini di circa 8.000 Comuni italiani pari ad una popolazione stimata di quasi 60 milioni di residenti.

ANPR come sistema di omologazione dei servizi anagrafici per il cittadino

Grazie all’adesione ad ANPR il Comune di Perugia potrà quindi interfacciarsi con le PA aderenti all’anagrafe nazionale per via telematica senza più ricorrere al’uso del cartaceo e semplificando così moltissime operazioni per il cittadino fra cui il cambio di residenza, la procedura di emigrazione, immigrazione, i censimenti e la richiesta di nulla osta per ottenere la carta di identità.

Non solo semplificazione ma anche un notevole risparmio: si stima che attualmente il costo per il cambio di residenza sia di circa 65 milioni di euro l’anno che verrebbero totalmente abbattuti dalla presenza della nuova piattaforma.

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Palermo aderisce a SPID

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Palermo è l’ennesima città di grandi dimensioni che abbraccia SPID: il Sistema Pubblico di Identità Digitale è stato presentato alla città in seguito al lavoro di implementazione svolto dal Servizio Innovazione, dall’Area Servizi alla Città e dalla Società Partecipata Sispi S.p.A..

Il servizio permette a tutti i cittadini in possesso delle credenziali SPID di poter effettuare l’accesso sul sito del Comune di Palermo potendo così utilizzare i servizi digitali erogati dalla PA.

L’attivazione effettiva della piattaforma segue l’adesione effettuata il 26 luglio 2017 tramite la convenzione con AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale.

I mesi trascorsi sono serviti ai responsabili dei sistemi informativi del Comune per applicare le regole tecniche imposte da AgID al fine di consentire il pieno utilizzo, da parte dei cittadini, di tutti i servizi digitali erogati dal Comune che già presenta la possibilità di pagare elettronicamente la TARI e le sanzioni per le violazioni al Codice della Strada.

Tali opportunità sono garantite dal pieno funzionamento del circuito PagoPA.

SPID e PagoPA in vista dell’ANPR

I lavori in corso per dotare il Comune di Palermo di un’infrastruttura digitale non si concludono con la piena operatività di SPID e PagoPA.
Entro il 2018 il Comune si è prefissato la migrazione dei servizi anagrafici alla nuova ANPR, l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, in modo che il processo di implementazione dell’Agenda Digitale del Comune di Palermo sia allineato e ottemperante il Piano Triennale dell’Informatica per la Pubblica Amministrazione a cui tutte le PA nazionali sono tenute ad adeguarsi.

Maggiori informazioni qui.

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Online il nuovo portale Acquisti in Rete

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Con la pubblicazione del nuovo portale Acquisti in Rete da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze e di Consip si compie un ulteriore passo verso la semplificazione e la normalizzazione delle procedure di acquisto della PA.

La nuova versione di Acquisti in Rete velocizza e semplifica l’utilizzo degli strumenti digitali di acquisto, da parte di amministrazioni e imprese, all’interno del Programma di razionalizzazione degli acquisti della PA; di più, persegue la massima trasparenza, caratteristica chiave dell’evoluzione digitale della PA.

Grazie al rinnovamento dei contenuti, della grafica e dell’esperienza utente, è possibile per i navigatori consultare ed utilizzare più agevolmente gli strumenti messi a disposizione.
Le informazioni sono state collocate adeguatamente in rilievo in funzione della loro importanza anche grazie a percorsi ben definiti e un centro di controllo utente personalizzabile arricchito da un funzionale motore di ricerca restringibile attraverso appositi filtri.

Rinnovate anche le vetrine delle iniziative e le schede riassuntive, la visualizzazione del catalogo, il carrello, il già citato centro di controllo dell’utente e il motore di ricerca dei prodotti.

Tanti strumenti per razionalizzare la spesa pubblica

Gli strumenti disponibili nel portale Acquisti in Rete sono molti: dal sistema di convenzioni e di accordi quadro al mercato elettronico della PA (Mepa) passando per il sistema dinamico di acquisizione (Sdapa) e le gare su delega e in ASP (Application Service Provider).

Nello scorso anno, oltre 80mila punti ordinanti e 90mila fornitori hanno concluso quasi 700.000 transazioni per un valore di circa 9 miliardi di euro: è evidente quindi che qualsiasi razionalizzazione potrebbe migliorare sensibilmente i processi di governo della spesa pubblica determinandone una marcata riduzione.

Nei prossimi mesi verranno rinnovate anche le procedure negoziali, le fasi di abilitazione e gli strumenti di gestione del catalogo per le imprese: lo scopo è quello di rendere più efficiente ed efficace l’utilizzo delle iniziative di e-Procurement da parte di amministrazioni e imprese.

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PA digitale, con l’accordo Stato-Regioni si definisce una governance chiara

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C’è l’accordo Stato-Regioni per la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione: per la prima volta l’Italia ha un chiaro programma attuativo circa le attività da effettuare nelle strutture amministrative pubbliche prossime al cittadino.

Si tratta di un passaggio fondamentale per la spesa digitale pubblica indirizzata dal piano triennale approvato negli scorsi mesi che prevede circa 6 miliardi di euro di investimenti.
Il programma di digitalizzazione dell’Italia è ambizioso ma è anche molto indietro rispetto alle aspettative: dal miglioramento della sanità attraverso l’uso del digitale alla possibilità di interagire completamente con la PA via internet senza bisogno di fare file o prendere appuntamenti.

Le difficoltà maggiori, come rilevato anche dalle stime Eurostat 2017 sui ritardi digitali dell’Italia, sono concentrati soprattutto nella mancanza di governance ossia l’assenza di un ruolo chiaro di comando e di assunzione di responsabilità.

Le Regioni, sulla carta informalmente incaricate di guidare i Comuni ad adottare i servizi digitali, non sono state mai effettivamente incaricate nel governare il percorso; questo fino ad oggi, con l’accordo Stato-Regioni per la prima volta viene ufficializzato il ruolo delle Regioni , stabilendo un’indicazione esatta di quello che si andrà a realizzare sui diversi territori per attuare il piano triennale.

Un modello di condotta già utilizzato

Il modello di accordo ricalca quello fra Stato-Regioni per il piano BUL (Banda Ultra Larga) che ha visto investimenti pubblici da 3 miliardi di euro nelle zone a fallimento di mercato.
L’accordo permette di creare un perimetro chiaro sulla strategia di crescita digitale Governo-Regioni, un indirizzo comune delle Regioni che troverà una sua declinazione e definizione di dettaglio negli accordi che le stesse effettueranno con le PA locali.

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A Bari la Polizia Locale innova i propri sistemi

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Il nuovo sistema informatizzato della Polizia Locale di Bari è pronto a partire e introduce moltissime novità tanto per gli agenti quanto per i cittadini.

La nuova struttura, che partirà ufficialmente da mercoledì 24 gennaio, permetterà di dotare gli agenti di 400 dispositivi mobili multifunzione fra cui smartphone e palmari con speciali stampanti termiche e strumenti di lettura digitale.

Tali dispositivi consentono di acquisire e accertare violazioni amministrative da cui deriva la redazione di verbali ma anche di incassare le sanzioni attraverso dei POS smart, verificare in tempo reale i permessi e i contrassegni delle vetture come quelli per i disabili o interrogare le banche dati interne all’Amministrazione.

Il vantaggio per il cittadino risiede in un servizio più efficiente, specie considerando le problematiche che spesso si verificano con l’uso abusivo di contrassegni per la sosta.

Una soluzione tecnologica anche per le attività interne

La piattaforma tecnologica della Polizia Locale permetterà anche di snellire e potenziare i servizi interni alla Polizia Locale grazie alla gestione integrata delle notifiche di messaggistica o alla geotimbratura per marcare temporalmente i turni di lavoro e attività.

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Il CAD diventa legge

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Termina il percorso e finalmente il CAD, ossia il Codice dell’Amministrazione Digitale, diventa legge.

Si tratta di un importante traguardo per ammodernare un sistema volto a regolamentare il rapporto fra cittadini e Pubblica Amministrazione che risaliva al lontano 2005, prima della rivoluzione mobile.

Ed è proprio in chiave mobile-centrica che il nuovo CAD interviene, tenendo in considerazione le mutuate esigenze del cittadini che si aspetta una PA semplice e accessibile attraverso app.

Le novità più importanti che il CAD porta in dote sono legate al domicilio digitale e alla cittadinanza digitale.

Il nuovo CAD: domicilio digitale, cittadinanza digitale

Il primo grande cambiamento è rappresentato dall’introduzione del domicilio digitale: atteso entro questa estate, il domicilio digitale prevede un indirizzo virtuale che permette al cittadino di imporre alla PA di ricevere le comunicazioni con valore legale non via posta cartacea ma a un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

In questo modo la PA è costretta ad evolvere mentre per il cittadino si apre una nuova modalità di interazione con la Pubblica Amministrazione effettivamente a portata di clic.

Il domicilio digitale richiederà, oltre alla PEC, anche il possesso di un’identità digitale SPID, attualmente in disponibilità di circa due milioni di italiani.

Per il 2019 invece è attesa la cittadinanza digitale che si concretizzerà in un sistema web in grado di gestire interamente le scadenze del cittadino, dai tributi alle multe, ma anche tutto ciò che ha a che fare con la PA.
La piattaforma infatti notificherà, per esempio, gli esiti di eventuali concorsi pubblici a cui si è partecipato come anche altre incombenze affinché il cittadino abbia un cruscotto tramite cui tenere sotto osservazione la propria vita.

Un altro aspetto non di poco conto è al presenza del difensore civico digitale, un ufficio a cui potersi rivolgere per protestare contro qualsivoglia PA che non rispetti i diritti digitali del cittadino.

Questi traguardi sono però vincolati dall’arrivo di decreti attuativi e linee guida per entrare nella piena operatività.

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A Taranto la sanità utilizza il digitale per efficientare le comunicazioni

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Una piattaforma tecnologica in ambito sanitario può diventare il cuore della comunicazione con il cittadino?

Al Sud e più precisamente a Taranto la risposta è sicuramente affermativa.

Nell’ottica di una completa informatizzazione delle attività amministrative, sanitarie e clinico-assistenziali, l’Azienda Sanitaria tarantina attraverso il progetto Sm@rtHealth è riuscita a conquistarsi un posto di primo piano divenendo all’avanguardia nell’utilizzo del solo canale digitale per la comunicazione tra PA e cittadino.

Più specificatamente il progetto riguarda una soluzione in grado di fornire dati e informazioni legati a liste d’attesa, prenotazioni, pagamenti, campagne screening e vaccinali, recupero crediti e consenso informato nel pieno rispetto delle novità introdotte dal Codice dell’Amministrazione Digitale e dal Piano Triennale ICT di AgID.

Questo è stato reso possibile creando una piattaforma multicanale, sviluppata inizialmente per gestire le liste d’attesa attraverso un recall automatico che contattava a casa il paziente per ricordargli la visita prenotata e chiedergli di confermare o disdire l’appuntamento, divenuta successivamente un gestore di processi multipli e trasversali: dalla prenotazione di visite specialistiche, al pagamento, alla cancellazione o addirittura all’avviso di indisponibilità della prestazioni a causa di guasti e fermi tecnici.

Sm@rtHealth: il digitale come memoria storica

Ogni singolo processo dispone quindi di uno storico che permette di evidenziare le criticità e apporre correttivi nonché migliorare l’efficienza nell’erogazione delle prestazioni sanitarie: nel solo 2017 sono state riassegnate, grazie al sistema, oltre 33.000 visite che sarebbero andate a vuoto e le liste d’attesa sono state ridotte del 13%.

Sm@rtHealth è già integrata con SPID e prossimamente sarà allacciata a PagoPA.

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Il Comune di Torino elimina la versione cartacea della carta d’identità

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Torino è stata una delle prime città italiane ad avviare la sperimentazione della carta d’identità elettronica e, ora, si appresta a renderne definitiva l’adozione a discapito della versione cartacea.

Durante tutto il periodo di test il Comune piemontese ha sempre mantenuto in vita la possibilità di rilasciare anche il documento tradizionale per non creare disagi ai cittadini.

Torino abbandona definitivamente la versione cartacea della carta d’identità

Da domani però è previsto un notevole cambiamento: la versione cartacea non sarà più rilasciata e gli interessati potranno esclusivamente richiedere la versione elettronica.

La nuova versione dovrà essere richiesta agli sportelli dell’anagrafe comunale e, effettuato il saldo di 22,21€ (contro i 5,42€ della versione cartacea), bisognerà attendere la consegna a domicilio dato che tutta la pratica verrà evasa dal Ministero dell’Interno che richiederà all’Istituto Poligrafico dello Stato la realizzazione del documento.

Non sarà però possibile richiedere la nuova carta recandosi direttamente in Comune, occorrerà infatti preventivamente aver fissato un appuntamento tramite il sito dedicato del Ministero dell’Interno.

Selezionato il proprio Comune di residenza dall’apposita interfaccia, è sufficiente fissare la prenotazione dell’appuntamento sulla base dei giorni e delle ore libere avendo cura di recarsi all’anagrafe con una foto e il documento scaduto (o la denuncia di smarrimento del precedente).

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