Il Comune di Cagliari avvia il percorso di rinnovamento dei propri servizi online

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Il Comune di Cagliari, nel rispetto del nuovo standard relativo ai servizi online della Pubblica Amministrazione e in particolare alle linee guida di design, ha avviato il percorso di rinnovamento che riguarda il proprio portale al fine di semplificare il rapporto con la cittadinanza.

La progettazione del nuovo sito web istituzionale adotta infatti i criteri contenuti nel kit di Designers Italia, la community dei professionisti del design dei servizi pubblici in rete.

Si tratta di un vero e proprio sistema di regole e convenzioni, elaborate anche grazie all’esperienza comune con altre PA come per esempio il Consorzio dei Comuni del Trentino, con l’obiettivo di dotare tutte le Amministrazioni locali di uno standard per il proprio sito internet, che rappresenta l’accesso per i servizi digitali rivolti alla cittadinanza, nel rispetto del paradigma del riuso software previsto dall’art.69 del Codice dell’Amministrazione Digitale.

Il prototipo è stato progettato in modalità mobile first dal momento che il traffico internet da dispositivi mobile è ormai protagonista e in costante aumento: i cittadini possono quindi fruire dell’esperienza d’uso del sito del Comune di Cagliari attraverso tablet e smartphone in assoluta efficienza.

Ad oggi è già online una versione beta che consente di sperimentare l’efficacia di alcune scelte progettuali: nel corso delle prossime settimane i contenuti del portale precedente verranno migrati popolando la nuova architettura che si basa sulla piattaforma opensource Entando.

Contestualmente il Comune di Cagliari ha inoltre aderito alla fase di sperimentazione del progetto IO, l’app dei servizi pubblici della Pubblica Amministrazione italiana: sono stati scelti tre servizi per la prossima sperimentazione che consistono nella notifica e pagamento multe, nel rilascio/scadenza pass Ztl e nell’allerta meteo.

Maggiori informazioni qui.

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Prende il via la terza edizione della Trento Smart City Week

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Parte oggi ufficialmente Trento Smart City Week, l’evento dedicato al digitale in programma da oggi fino a domenica a Trento: giunta ormai alla terza edizione, la manifestazione intende avvicinare i cittadini alle opportunità offerte dal mondo digitale e, grazie a questo, ai servizi digitali della PA.

In particolare la prima giornata è dedicata alle scuole che mostreranno al pubblico i progetti smart elaborati o in corso di realizzazione: grande risalto anche agli strumenti di partecipazione diretta per i cittadini anche perché la data odierna coincide con la Giornata della trasparenza per il Comune di Trento.

Durante tutta la durata della manifestazione si alterneranno workshop, dibattiti, giochi e presentazioni fra cui quella della nuova app ufficiale del Comune, chiamata La mia Trento, che nella nuova versione raccoglie più funzionalità personalizzabili dall’utente.

Tutti gli incontri di Trento Smart City Week sono gratuiti e ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili con prenotazione possibile, dove richiesta, fino al giorno prima dell’appuntamento direttamente sul sito ufficiale della manifestazione.

Alternativamente è possibile chiedere i biglietti a disposizione il giorno di ciascun appuntamento presso l’Infopoint in piazza Duomo.

Durante tutto l’evento sarà inoltre possibile ottenere gratuitamente la propria identità digitale SPID al Villaggio Digitale.

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Il Comune di Rovigo è capofila per la creazione di laboratori di innovazione

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Il Comune di Rovigo, insieme ai Comuni di Adria e Villadose, ha aderito al bando pubblico regionale per la costituzione di laboratori di innovazione volti allo sviluppo del network Centri P3@-palestre digitali e alla diffusione della cultura degli Open Data.

In particolare il Comune di Rovigo diventa capofila dell’aggregazione di Comuni fungendo da referente ed interfaccia con l’Amministrazione Regionale che a marzo ha approvato il bando per la costituzione di una rete di luoghi e infrastrutture per l’alfabetizzazione e l’inclusione digitale, per l’acquisizione di competenze avanzate da parte delle imprese e lo sviluppo delle nuove competenze ICT.

L’intervento è coerente con l’adozione dell’Agenda Digitale del Veneto 2020 (ADVeneto2020) ed è rivolto al potenziamento delle infrastrutture e delle piattaforme digitali ma anche le competenze digitali degli operatori, necessarie per realizzare un’efficiente open digital transformation.

I laboratori di innovazione sono luoghi fisici di incontro e di partecipazione attiva per favorire un approccio partecipato alla creazione, ammodernamento e diffusione di servizi pubblici digitali e l’adozione e utilizzo dei dataset pubblici, ossia gli Open Data.

Dovranno interfacciarsi con i centri P3@ attuali e di futura costituzione per la candidatura a divenire vere e proprie “Palestre Digitali”.

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SPID, il Comune di Reggio Emilia attiva l’erogazione dell’identità digitale

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Il Comune di Reggio Emilia offre una nuova opportunità per tutti i cittadini residenti: è infatti ora possibile recarsi presso alcuni sportelli istituiti dall’Amministrazione comunale per attivare un’identità digitale SPID.

Il servizio, realizzato in collaborazione con Lepida grazie al servizio Lepida Id, è stato fortemente voluto per fornire alla popolazione residente un accesso immediato a tutti i servizi online erogati dalla pubblica amministrazione locale.

Ovviamente l’identità digitale SPID è utilizzabile anche per tutti i servizi a livello nazionale: usando sempre le stesse credenziali infatti, un nome utente e una password, il richiedente può effettuare operazioni online senza doversi recare necessariamente agli sportelli dei vari uffici della PA presenti sul territorio ma anche eseguire l’accesso al fascicolo sanitario elettronico nonché ottenere il bonus cultura riservato agli studenti maggiorenni e ai docenti.

Inoltre a breve anche le identità digitali Federa, Federazione degli enti dell’Emilia Romagna per l’autenticazione, che erano state fino ad ora impiegate per utilizzare i servizi online erogati dal Comune e da altre PA regionali, verranno trasformate in identità digitali SPID. Per ottenere un’identità digitale SPID grazie al Comune, il cittadino potrà recarsi in quattro sportelli: l’URP di via Farini 2, la sala telematica della Biblioteca Panizzi, l’anagrafe decentrata di Pieve e l’anagrafe decentrata Ospizio.

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A Roma il Wi-Fi pubblico è disponibile anche per i cittadini europei

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La rete Wi-Fi pubblica di Roma Capitale, conosciuta anche come DigitRoma, è da oggi accessibile anche ai cittadini europei attraverso il sistema di autenticazione eIDAS implementato secondo le linee guida di AgID.

Si tratta di un’importante novità che proietta il Comune di Roma ad essere la prima Pubblica Amministrazione ad attivare questa metodologia che rispetta il Regolamento europeo che definisce regole comuni per garantire la piena interoperabilità a livello comunitario degli strumenti di firma elettronica certificata e dell’identificazione web dei cittadini.

eIDAS è un acronimo che sta per electronic IDentification Authentication and Signature: tutte le Pubbliche Amministrazioni sono chiamate ad aderire al nodo eIDAS che consente l’interoperabilità transfrontaliera delle identità digitali.

In questo modo i servizi erogati possono essere fruiti anche dai cittadini UE attraverso le proprie identità digitali erogate dai Paesi di provenienza.

Il sistema di autenticazione è bivalente, anche i cittadini italiani dotati di un’identità SPID potranno accedere ai servizi degli altri Stati UE tramite i rispettivi nodi eIDAS

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PagoPa diventa un soggetto giuridico autonomo per la diffusione dei pagamenti digitali

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Il Team per la Trasformazione Digitale ha annunciato che la piattaforma PagoPa diventa a tutti gli effetti un soggetto giuridico autonomo: viene infatti costituita sottoforma di società per azioni interamente partecipata dallo Stato e sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La nascita di questo nuovo soggetto è stata comunicata sul blog del Team per la Trasformazione Digitale ed è determinata dalla volontà di dare autonomia e vigore all’azione di diffusione dei pagamenti digitali nel Paese: il nuovo soggetto infatti sarà così libero di rispondere alle regole del mercato godendo di un’autonomia e una sostenibilità economica potendosi preoccupare esclusivamente di essere efficace nella propria missione.

La nuova società ingloberà tutte le attività gestite dal sistema PagoPa oltre ad occuparsi della realizzazione della Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd) e dello sviluppo di Progetto Io, l’app che consente ai cittadini di interagire con la Pubblica Amministrazione tramite il proprio smartphone.

PagoPa continuerà a collaborare con Banca d’Italia, con le PA nazionali e locali come anche con i prestatori di servizi di pagamento garantendo loro la possibilità di integrarsi all’interno del sistema unico utilizzato dai cittadini per effettuare pagamenti verso la PA.

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Il Comune di Castellabate integra la piattaforma PagoPA

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Per consentire ai cittadini una più agevole procedura per effettuare i pagamenti online relativi ad imposte e servizi verso la Pubblica Amministrazione il Comune di Castellabate ha introdotto ufficialmente da oggi il sistema PagoPA.

La piattaforma riveste un ruolo cardine nel programma di digitalizzazione del Paese perché i pagamenti rappresentano una delle più delicate e strategiche direttrici che coinvolgono il rapporto fra cittadini e PA: a tale proposito PagoPA è a tutti gli effetti una soluzione trasparente e sicura che rende più semplici i versamenti verso la PA.

Il nuovo servizio viene introdotto a Castellabate attraverso la tecnologia offerta dal Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea in sinergia con la Bcc di Buccino e dei Comuni Cilentani.

PagoPA è una modalità standardizzata di pagamento utilizzabile tramite diversi strumenti e canali: è accessibile dal sito del Comune ma anche attraverso sportelli fisici e virtuali messi a disposizione dai cosiddetti Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP).

Nel caso del Comune di Castellabate il servizio è disponibile per effettuare pagamenti per servizi come la TARI o il canone per le lampade votive.

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Cassetto digitale, a Perugia crescono gli utilizzatori del servizio

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A due anni dall’avvio del servizio gli utenti del Cassetto digitale, la piattaforma online che permette di gestire gli adempimenti relativi alla propria impresa, nella provincia di Perugia hanno superato le 3.151 unità.

Realizzato da InfoCamere e offerto da UnionCamere sul territorio tramite le Camere di Commercio, il Cassetto digitale rappresenta lo strumento che consente all’imprenditore di avere sempre a portata di mano, soprattutto tramite smartphone e tablet, l’identikit digitale della propria impresa che può essere condiviso con partner, clienti, fornitori, banche e professionisti.

Inoltre grazie alla piattaforma è possibile inviare alla pubblica amministrazione la documentazione necessaria per partecipare a gare o bandi, anche internazionali, visto che tra i documenti disponibili fra cui è presente la visura dell’impresa già tradotta in inglese.

Tra le informazioni contenute si trovano il profilo della propria azienda, tutte le informazioni su certificazioni biologiche e rating di legalità, lo statuto al bilancio, fino alle pratiche inviate allo Sportello unico delle attività produttive (Suap) del Comune in cui ha sede l’impresa e l’elenco delle fatture elettroniche emesse.

Nei primi sei mesi del 2019 sul territorio perugino le adesioni sono aumentate di altre 849 unità, il 27% del totale.  

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Progetto IO, anche Torino entra nella sperimentazione

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Progetto IO è un’ambiziosa iniziativa promossa dal Team per la Trasformazione Digitale che intende rendere la Pubblica Amministrazione a portata del cittadino tramite un’applicazione, mobile by design (ossia concepita per l’utilizzo da dispositivi mobili come smartphone e tablet).

IO propone un cambio di paradigma nell’erogazione dei servizi della PA, portando il cittadino al centro del processo: tutti gli enti pubblici locali e nazionali potranno contattare direttamente i singoli cittadini via smartphone avvertendoli delle prossime scadenze come i tributi oppure per condividere informazioni relative alle pratiche in corso o ai servizi richiesti.

Trattandosi di un progetto attualmente allo stadio sperimentale è necessario che vi sia una base di utenti interessati a provare le opportunità offerte dall’applicazione e, in tal senso, è in corso una closed beta (beta testing a invito) per identificare i candidati più idonei a questa sperimentazione.

Alla chiamata ha risposto Torino, che si unisce a Milano e ad altri Comuni, come quelli del Veneto, per fornire la propria base di cittadini interessati a provare in anteprima il servizio.

I cittadini selezionati fra quelli richiedenti potranno provare la app nella vita di tutti i giorni interagendo con una prima serie di servizi reali ed effettuando operazioni e pagamenti validi a tutti gli effetti: l’invito è rivolto a tutti i torinesi residenti nel capoluogo piemontese in possesso di uno smartphone Android o iOS e di un’identità digitale SPID per accedere all’app.

Per candidarsi è sufficiente compilare il modulo online disponibile a questo link e inserendo il codice invito 4003.

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SPID, superata quota quattro milioni

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Le identità digitali SPID superano quota quattro milioni, di fatto raddoppiando rispetto all’anno precedente.

Il rapido incremento è sicuramente dovuto ad una serie di agevolazioni, da Dote Scuola al Reddito di cittadinanza, messe in atto dalle Regioni e dal Governo e che nella gran parte dei casi richiedono l’iter digitale per essere correttamente finalizzate.

Dal momento che SPID è il metodo principe ormai per autenticarsi sui servizi della PA, non stupisce che la richiesta delle suddette credenziali sia aumentato in modo vertiginoso.

Basti pensare che a gennaio di quest’anno il numero delle identità digitali SPID era fermo a quota 3,4 milioni.

Non è ancora un risultato in linea con le prime aspettative al lancio del servizio ma c’è anche da dire che il numero di servizi e le PA aderenti sono ancora ferme alle circa 4 mila da grossomodo un paio d’anni: per questo motivo è lecito aspettarsi che i cittadini non sentano il senso di urgenza nel registrare la propria identità digitale cosa che avverrebbe più facilmente se, per esempio, ci fosse un servizio privato di grande richiamo (es. banche, trasporti, …) che utilizzi SPID come sistema di autenticazione.

Lo stato di avanzamento della diffusione delle identità digitali come di altri servizi legati al processo di trasformazione digitale dello Stato italiano si può tenere sotto controllo tramite un apposito sito avanzamentodigitale.italia.it.

Ricordiamo che il vantaggio di SPID è legato all’avere un’unica modalità di accesso per accedere a tutti i siti della PA: per ottenerlo è sufficiente possedere un indirizzo mail, un numero di cellulare, un documento d’identità valido e la tessera sanitaria con codice fiscale.

Gli Identity Provider, ossia le aziende interessate che possono erogare le credenziali SPID si trovano a questo indirizzo e sono nove al momento: Aruba, Infocert, IntesaId, Lepida, Namirial, Tim, Poste Italiane, Sielte, SpidItalia.

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