INPS, un grave data breach colpisce il sito dell’Istituto

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Si tratta di un vero e proprio data breach quello che ha colpito il sito dell’INPS oggi: non si tratta di un pesce di aprile, nonostante la data, ma di quanto accaduto nella giornata in seguito al concomitante accesso da parte di tutti gli utenti che hanno voluto provare ad effettuare richiesta del contributo previsto per l’emergenza relativa al COVID-19 che il Governo ha deciso di stanziare.

L’ammortizzatore, quantificato in 600 euro, è destinato ai lavoratori autonomi a parziale supporto dei danni sofferti durante il mese di marzo: per poterlo riscattare era stato stabilito che i cittadini aventi diritto effettuassero una richiesta direttamente sul sito dell’INPS.

La scelta però è stata infelice non considerando adeguatamente l’entità della domanda e la capacità dell’architettura digitale dell’INPS da farvi fronte.

L’accesso al portale dell’Istituto di previdenza infatti è stato alquanto difficoltoso sino dalle prime ore della mattina: pochi utenti sono riusciti ad accedere alla piattaforma e finalizzare la domanda elettronica per il contributo.

Il flusso di richieste, misurato in oltre le cento unità al secondo, ha provocato infatti un veloce blocco delle operazioni rendendo impossibile la fruizione del sito e generando inoltre una problematica ancora più grave.

Per cause sconosciute infatti, coloro che sono riusciti ad accedere al sito dell’INPS infatti hanno avuto in molti casi erroneamente accesso all’anagrafica di altri utenti: il problema ha quindi esposto i dati personali sensibili di cittadini con il conseguente allarme lanciato anche dal Garante della privacy.

Dai vertici dell’INPS è giunta la comunicazione che il problema sia originato da un massiccio attacco informatico che però pare non essere la causa più probabile di quanto accaduto.

Ad ora il sito dell’INPS ha ancora pesanti problemi ed è frequentemente non raggiungibile: ci si augura che la piattaforma venga ripristinata quanto prima.

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Il Comune di Novara lancia i servizi anagrafici digitali

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Lo sportello digitale dedicato ai servizi anagrafici del Comune di Novara è pronto ad entrare effettivamente in servizio da domani: tutti i cittadini potranno stampare, senza oneri di segreteria, la documentazione di cui necessitano e in particolare i certificati anagrafici.

Si tratta di un’innovazione che viene lanciata, non a caso, in un periodo di grande difficoltà che vede il digitale come strumento utile per aumentare le opportunità di interazione fra cittadini e Pubblica Amministrazione vista l’oggettiva difficoltà dovuta alle relazioni sociali a causa dell’emergenza sanitaria dettata dal COVID-19.

In teoria lo sportello digitale che traspone online i servizi dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Novara sarebbe dovuto partire tra un mese ma l’Amministrazione ha voluto imprimere una forte accelerazione ai lavori rendendo lo sportello pienamente operativo da domani: il cittadino potrà quindi collegarsi alla sezione Servizi ai cittadini del sito dove è possibile effettuare le pratiche previste.

Il requisito è il possesso dell’identità digitale SPID o un account valido sul sito del Comune: prossimamente verrà attivato l’accesso anche attraverso la CIE, la carta di identità elettronica.

Nel caso in cui vengano richieste stampe di documenti e il cittadino non abbia la stampante, è possibile rivolgersi ai tabaccai che sono in grado di consegnare il documento.

Maggiori informazioni nel comunicato ufficiale.

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Il Comune di Crema porta online i servizi anagrafici

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Il Comune di Crema abbraccia la rivoluzione digitale e attiva alcuni importanti servizi digitali per la popolazione affinché il cittadino possa fruire dell’anagrafe comodamente da casa.

I residenti infatti possono ora scaricare e stampare o inviare tramite mail, vari tipi di certificati senza recarsi fisicamente allo sportello in piazza Duomo.

Si tratta di un evidente salto di qualità nel servizio offerto ai cittadini reso possibile anche dal processo di collegamento dell’anagrafe del Comune di Crema all’interno dell’ANPR, l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, che consente il massimo controllo e coerenza dei dati anagrafici della cittadinanza oltre a garantire l’interoperabilità fra banche dati.

Ogni cittadino può quindi collegarsi al sito comunecrema.it e recarsi nella sezione Rilascio certificati per accedere ai propri dati e a quelli dei figli minori conviventi.

Per effettuare l’ingresso nel sistema è necessario autenticarsi tramite le credenziali dell’identità digitale SPID o, alternativamente e fino a quando verrà supportata, tramite la Carta Regionale dei Servizi.

Con pochi clic è possibile produrre autocertificazioni e ottenere certificati anagrafici, di stato civile ed elettorale.

Ove sia prevista la marca da bollo è sufficiente copiare il numero di serie della marca da bollo comprata sul modulo per poi scaricare il documento e stamparlo comodamente da casa.

Lo sportello anagrafe rimane comunque aperto per garantire la possibilità di scelta al cittadino e rendere più morbida la transizione al digitale.

A breve, con la medesima modalità, verranno resi disponibi i servizi di bollo virtuale, il domicilio digitale e la possibilità per i cittadini di prenotare spazi pubblici, vedere in tempo reale le disponibilità delle sale, prenotare campi o palestre e pagare immediatamente quanto dovuto tramite il sistema PagoPA.

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Uni.C.O. DAY, il Comune di Genova affronta il ruolo degli open data nella PA

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Tutto è pronto per Uni.C.O. DAY, l’evento organizzato dalla Città Metropolitana di Genova e da Talent Garden Genova per un confronto sulle best practice nella raccolta ed utilizzo degli open data relazionati alla Pubblica Amministrazione con particolare riferimento alle opportunità che si possono sviluppare in armonia con le imprese del territorio.

Lo sfruttamento degli open data è infatti un tema cruciale perché rappresenta non sono la possibilità da parte delle Istituzioni di risultare più trasparenti e aperte ai cittadini ma anche sviluppare nuove linee di business per l’iniziativa privata.

L’evento, che consiste in una tavola rotonda, è originato dal progetto Uni.C.O., acronimo per Unione Comuni Opendata, che è stato finanziato nell’ambito del PON Governance 14-20 e coordinato dall’Unione dei Comuni dello Scrivia: il suo obiettivo è la replicabilità del modello organizzativo della Città Metropolitana di Genova per la gestione e pubblicazione degli open data.

L’iniziativa approfondirà la piattaforma Uni.C.O. come modello di un sistema SaaS applicabile anche nei piccoli comuni partendo dall’esperienza di Genova ma anche l’uso di open data e big data nella PA per potenziare l’impresa privata sul territorio tenendo conto delle possibili migliorie della User Experience per massimizzare l’utilizzo dei sistemi open data tramite l’ergonomicità dell’interfaccia utente e delle modalità di rappresentazione dei dati.

Per partecipare è necessaria la registrazione da effettuare qui.

Maggiori informazioni sul sito di Liguria Digitale.

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L’Italia continua a pagare l’incompleta trasformazione digitale della PA

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Lo Stato italiano per la digitalizzazione spende meno dell’1% della spesa pubblica: si tratta di circa 96 euro procapite, meno della metà dei Paesi di riferimento dell’area europea come Francia, Germania o UK.

Il risultato di questa scarsa propensione ad investire in quella che potrebbe la ricetta giusta per rendere più competitivo il nostro Paese costa 2 punti percentuali di PIL, ossia circa 30 miliardi di euro l’anno con 25 miliardi di euro di mancati benefici derivanti dall’attuazione di una vera trasformazione digitale.

I numeri di questa mancata opportunità ruotano attorno ad alcuni capisaldi di quella che sarebbe dovuta essere la rivoluzione digitale italiana e che invece risulta essere ancora in sordina: SPID non decolla, con solo 5,4 milioni di identità digitali erogate sui 60 milioni di cittadini.

ANPR, l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, è ancora un progetto incompleto con 2.630 Comuni mancanti all’appello su circa 8.400.

Il FSE, ossia il Fascicolo Sanitario Elettronico, è disponibile solo in 12 Regioni.

Questi dati sono l’esito di politiche miopi e fallimentari in ambito digitale che spesso hanno seguito l’avvicendarsi dei Governi: ad ogni nuovo esecutivo la strategia digitale del Paese veniva azzerata e si ricominciava sostanzialmente tutto da capo, con sempre nuovi obiettivi e senza una visione organica.

Fra i problemi principali c’è una grande lacuna infrastrutturale che vede un assurdo decentramento dei datacenter della PA che dovrebbero essere, invece, riunificati e centralizzati.

Il personale poi è sottodimensionato e poco qualificato rispetto a quello utilizzato dagli altri Paesi.

Non vengono utilizzati efficentemente i fondi UE: solo la metà dei fondi previsti per il settenio 2014-2020 sono stati assegnati per mancanza di progetti da finanziare.

Le gare di appalto in ambito tecnologico durano troppo, dagli 11 ai 24 mesi: ne deriva che le tecnologie che vengono poi installate risultano già vecchie.

Manca infine un processo di condivisione e integrazione delle banche dati: estrarre valore e rendere più efficiente la PA passa attraverso uno scambio informativo più puntuale per agevolare il cittadino.

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Il Comune di Coriano inaugura le sedute di Giunta da remoto

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Il Comune di Coriano da spazio al digitale nelle attività di delibera e inizia a confermare l’impegno derivante dal regolamento approvato nell’ultima seduta di fine anno che consente alla Giunta di deliberare indipendentemente dalla presenza fisica degli Assessori purché siano collegati in audio o video conferenza.

La dematerializzazione del processo relativo alle riunioni e delibere di Giunta che equipara, di fatto, l’attività dell’Amministrazione a quella di una qualsivoglia impresa tecnologicamente avanzata del territorio, testimonia una visione e una volontà particolarmente sensibile ai temi del cambiamento.

La digitalizzazione infatti è un percorso che richiede infrastrutture digitali adeguate ma soprattutto una capacità progettuale che tenga conto delle opportunità offerte dalla tecnologia.

Gli Assessori, in virtù della delibera, possono quindi partecipare senza garantire la presenza fisica che invece è richiesta, per ragioni normative, da parte del Sindaco, del Vice Sindaco e del Segretario Comunale o del suo facente funzioni.

La prima Giunta in modalità evoluta si è tenuta domenica 5 gennaio: coloro che erano assenti fisicamente erano presenti virtualmente tramite teleconferenza.

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Il Comune di Itri dematerializza le comunicazioni interne

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La visione dell’Amministrazione comunale in carica presso il Comune di Itri è quella di dematerializzare, ossia passare dalla logica che prevede processi e comunicazioni in formato cartaceo a quella completamente digitale.

La trasformazione ovviamente non è semplice per la PA che storicamente è abituata ad utilizzare tonnellate di carta ogni anno e non fa eccezione un piccolo Comune che spesso non ha i profili e le competenze per attivare le azioni che consentono di passare interamente al digitale.

Tuttavia, con il nuovo anno, il Comune di Itri ha deciso di avviare la dematerializzazione per le comunicazioni interne a Consiglieri comunali e Assessori che fino alla fine dell’anno scorso venivano raggiunti da materiale cartaceo.

L’eccesso di carta procura ovviamente anche un consistente esborso in termini economici oltre ad essere più lento come mezzo di comunicazione: per questi motivi l’Amministrazione ha deciso di eliminare il cartaceo in favore di una più moderna ed economica modalità di contatto.

Con la proposta approvata in Consiglio comunale, tutte le notifiche della Giunta avverranno quindi esclusivamente tramite posta elettronica certificata (PEC) e in questi giorni la nuova modalità è in fase di attivazione.

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Il Comune di Pantelleria attiva l’URP digitale

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I cittadini del Comune di Pantelleria che hanno necessità di interfacciarsi con gli uffici comunali hanno a disposizione un nuovo strumento: l’Amministrazione ha infatti attivato il servizio eURP, la versione digitale dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico.

Fruibile comodamente online dal pc desktop, da smartphone o da tablet, il nuovo servizio consente ai cittadini panteschi di inviare segnalazioni e richieste direttamente al Comune senza recarsi fisicamente nel Palazzo Comunale: grazie alla piattaforma tecnologica ISWEB, già utilizzata da altri Comuni come Udine, Ancona, Rimini e Sorrento, è possibile inviare in modo più semplice e veloce le segnalazioni che riguardano qualunque tipo di problematica urbana o sociale ma anche reclami, segnalazioni ed esposti.

Ogni pratica digitale inoltrata tramite il sistema può inoltre essere seguita, durante il suo iter, verificando quale ufficio e operatore l’abbia presa in carico monitorando lo stato di lavorazione fino alla risposta finale.

Grazie a questa innovazione il cittadino è più vicino al Comune contribuendo fattivamente al miglioramento della città: gli abitanti infatti diventano automaticamente delle sentinelle sul territorio pronte a segnalare ogni tipo di problema che interessa il territorio corredandolo di informazioni puntuali.

Il sistema tecnologico infatti consente di allegare foto, coordinate geografiche e note addizionali per meglio identificare comportamenti stradali scorretti, eventuali guasti all’illuminazione pubblica, problemi con la gestione dei rifiuti o con la segnaletica stradale o ancora situazioni di degrado o di mancata manutenzione di aree pubbliche e strade.

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Il Comune di Giulianova rivoluziona gli sportelli demografici e tributi grazie al digitale

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Il Comune di Giulianova investe nelle opportunità offerte dal digitale e rivoluziona gli sportelli demografici e tributi attraverso un rinnovamento dei sistemi atti a gestire l’utenza.

Da oggi infatti è operativa la nuova piattaforma digitale che permette di gestire digitalmente i flussi delle utenze relativi all’erogazione di diversi servizi comunali fra cui il rilascio delle carte d’identità, le certificazioni anagrafiche e di stato civile, la gestione dei pagamenti di IMU e TASI nonché la TARI e l’imposta di soggiorno.

Grazie a questa forma di innovazione gli abitanti del Comune di Giulianova potranno avvalersi di una gestione più ordinata del movimento delle utenze che si rivolgeranno agli sportelli comunali anche grazie ad una più moderna e funzionale sala d’attesa dotata di schermo informativo digitale che permette di informare e aggiornare tempestivamente il cittadino.

L’effetto diretto di questa modernizzazione è una riduzione dei tempi di attesa per accedere al servizio: la comunità quindi può riscoprire l’efficacia della Pubblica Amministrazione grazie al ricorso al digitale.

Maggiori informazioni sul sito del Comune.

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La Corte dei Conti evidenzia il ritardo eccessivo nella trasformazione digitale della PA

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La Pubblica Amministrazione italiana è in forte ritardo relativamente alla propria trasformazione digitale: è quanto emerge dall’ultimo studio presentato dalla Corte dei Conti che delinea un quadro non confortante del livello di innovazione nella PA italiana.

Da quanto emerge dall’analisi l’Italia è tra i Paesi più in ritardo rispetto alla costruzione di un sistema di e-Government consolidato a causa dei bassissimi livelli di digitalizzazione e dell’oggettiva difficoltà di penetrazione delle nuove tecnologie nella popolazione che utilizza in modo scarso i pochi servizi disponibili.

Del resto, la scarsa diffusione dell’identità digitale che ha recentemente motivato una riorganizzazione del sistema di erogazione che verrà messo in pista a breve è lo specchio di quanto sia difficile per l’Italia arrivare ad una svolta digitale.

Stando al DESI, acronimo per Digital Economic Strategy Index ossia l’indice sviluppato dalla UE per misurare la diffusione del digitale nei propri Paesi membri, l’Italia è attualmente al 24esimo posto su 28 con una velocità di crescita delle iniziative in ambito digitale palesemente inferiore a quella della media europea nonostante i 5,8 miliardi di euro l’anno dedicati all’informatica pubblica.

I due problemi principali sono individuati nella scarsa razionalità con cui vengono utilizzate le risorse anche per una sostanziale mancanza di coordinamento delle varie PA e sicuramente un’altrettanto scarsa attività di divulgazione di competenze digitali di base che dovrebbero preparare la popolazione all’uso delle nuove tecnologie ma anche i dipendenti pubblici ad un utilizzo più consono degli strumenti digitali cosa che non avviene anche per fattori anagrafici (l’età media dei dipendenti pubblici è di oltre 50 anni e tende a crescere).

Maggiori informazioni direttamente qui.

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