L’Italia continua a pagare l’incompleta trasformazione digitale della PA

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Lo Stato italiano per la digitalizzazione spende meno dell’1% della spesa pubblica: si tratta di circa 96 euro procapite, meno della metà dei Paesi di riferimento dell’area europea come Francia, Germania o UK.

Il risultato di questa scarsa propensione ad investire in quella che potrebbe la ricetta giusta per rendere più competitivo il nostro Paese costa 2 punti percentuali di PIL, ossia circa 30 miliardi di euro l’anno con 25 miliardi di euro di mancati benefici derivanti dall’attuazione di una vera trasformazione digitale.

I numeri di questa mancata opportunità ruotano attorno ad alcuni capisaldi di quella che sarebbe dovuta essere la rivoluzione digitale italiana e che invece risulta essere ancora in sordina: SPID non decolla, con solo 5,4 milioni di identità digitali erogate sui 60 milioni di cittadini.

ANPR, l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, è ancora un progetto incompleto con 2.630 Comuni mancanti all’appello su circa 8.400.

Il FSE, ossia il Fascicolo Sanitario Elettronico, è disponibile solo in 12 Regioni.

Questi dati sono l’esito di politiche miopi e fallimentari in ambito digitale che spesso hanno seguito l’avvicendarsi dei Governi: ad ogni nuovo esecutivo la strategia digitale del Paese veniva azzerata e si ricominciava sostanzialmente tutto da capo, con sempre nuovi obiettivi e senza una visione organica.

Fra i problemi principali c’è una grande lacuna infrastrutturale che vede un assurdo decentramento dei datacenter della PA che dovrebbero essere, invece, riunificati e centralizzati.

Il personale poi è sottodimensionato e poco qualificato rispetto a quello utilizzato dagli altri Paesi.

Non vengono utilizzati efficentemente i fondi UE: solo la metà dei fondi previsti per il settenio 2014-2020 sono stati assegnati per mancanza di progetti da finanziare.

Le gare di appalto in ambito tecnologico durano troppo, dagli 11 ai 24 mesi: ne deriva che le tecnologie che vengono poi installate risultano già vecchie.

Manca infine un processo di condivisione e integrazione delle banche dati: estrarre valore e rendere più efficiente la PA passa attraverso uno scambio informativo più puntuale per agevolare il cittadino.

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Il Comune di Coriano inaugura le sedute di Giunta da remoto

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Il Comune di Coriano da spazio al digitale nelle attività di delibera e inizia a confermare l’impegno derivante dal regolamento approvato nell’ultima seduta di fine anno che consente alla Giunta di deliberare indipendentemente dalla presenza fisica degli Assessori purché siano collegati in audio o video conferenza.

La dematerializzazione del processo relativo alle riunioni e delibere di Giunta che equipara, di fatto, l’attività dell’Amministrazione a quella di una qualsivoglia impresa tecnologicamente avanzata del territorio, testimonia una visione e una volontà particolarmente sensibile ai temi del cambiamento.

La digitalizzazione infatti è un percorso che richiede infrastrutture digitali adeguate ma soprattutto una capacità progettuale che tenga conto delle opportunità offerte dalla tecnologia.

Gli Assessori, in virtù della delibera, possono quindi partecipare senza garantire la presenza fisica che invece è richiesta, per ragioni normative, da parte del Sindaco, del Vice Sindaco e del Segretario Comunale o del suo facente funzioni.

La prima Giunta in modalità evoluta si è tenuta domenica 5 gennaio: coloro che erano assenti fisicamente erano presenti virtualmente tramite teleconferenza.

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Il Comune di Itri dematerializza le comunicazioni interne

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La visione dell’Amministrazione comunale in carica presso il Comune di Itri è quella di dematerializzare, ossia passare dalla logica che prevede processi e comunicazioni in formato cartaceo a quella completamente digitale.

La trasformazione ovviamente non è semplice per la PA che storicamente è abituata ad utilizzare tonnellate di carta ogni anno e non fa eccezione un piccolo Comune che spesso non ha i profili e le competenze per attivare le azioni che consentono di passare interamente al digitale.

Tuttavia, con il nuovo anno, il Comune di Itri ha deciso di avviare la dematerializzazione per le comunicazioni interne a Consiglieri comunali e Assessori che fino alla fine dell’anno scorso venivano raggiunti da materiale cartaceo.

L’eccesso di carta procura ovviamente anche un consistente esborso in termini economici oltre ad essere più lento come mezzo di comunicazione: per questi motivi l’Amministrazione ha deciso di eliminare il cartaceo in favore di una più moderna ed economica modalità di contatto.

Con la proposta approvata in Consiglio comunale, tutte le notifiche della Giunta avverranno quindi esclusivamente tramite posta elettronica certificata (PEC) e in questi giorni la nuova modalità è in fase di attivazione.

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Il Comune di Pantelleria attiva l’URP digitale

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I cittadini del Comune di Pantelleria che hanno necessità di interfacciarsi con gli uffici comunali hanno a disposizione un nuovo strumento: l’Amministrazione ha infatti attivato il servizio eURP, la versione digitale dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico.

Fruibile comodamente online dal pc desktop, da smartphone o da tablet, il nuovo servizio consente ai cittadini panteschi di inviare segnalazioni e richieste direttamente al Comune senza recarsi fisicamente nel Palazzo Comunale: grazie alla piattaforma tecnologica ISWEB, già utilizzata da altri Comuni come Udine, Ancona, Rimini e Sorrento, è possibile inviare in modo più semplice e veloce le segnalazioni che riguardano qualunque tipo di problematica urbana o sociale ma anche reclami, segnalazioni ed esposti.

Ogni pratica digitale inoltrata tramite il sistema può inoltre essere seguita, durante il suo iter, verificando quale ufficio e operatore l’abbia presa in carico monitorando lo stato di lavorazione fino alla risposta finale.

Grazie a questa innovazione il cittadino è più vicino al Comune contribuendo fattivamente al miglioramento della città: gli abitanti infatti diventano automaticamente delle sentinelle sul territorio pronte a segnalare ogni tipo di problema che interessa il territorio corredandolo di informazioni puntuali.

Il sistema tecnologico infatti consente di allegare foto, coordinate geografiche e note addizionali per meglio identificare comportamenti stradali scorretti, eventuali guasti all’illuminazione pubblica, problemi con la gestione dei rifiuti o con la segnaletica stradale o ancora situazioni di degrado o di mancata manutenzione di aree pubbliche e strade.

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Il Comune di Giulianova rivoluziona gli sportelli demografici e tributi grazie al digitale

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Il Comune di Giulianova investe nelle opportunità offerte dal digitale e rivoluziona gli sportelli demografici e tributi attraverso un rinnovamento dei sistemi atti a gestire l’utenza.

Da oggi infatti è operativa la nuova piattaforma digitale che permette di gestire digitalmente i flussi delle utenze relativi all’erogazione di diversi servizi comunali fra cui il rilascio delle carte d’identità, le certificazioni anagrafiche e di stato civile, la gestione dei pagamenti di IMU e TASI nonché la TARI e l’imposta di soggiorno.

Grazie a questa forma di innovazione gli abitanti del Comune di Giulianova potranno avvalersi di una gestione più ordinata del movimento delle utenze che si rivolgeranno agli sportelli comunali anche grazie ad una più moderna e funzionale sala d’attesa dotata di schermo informativo digitale che permette di informare e aggiornare tempestivamente il cittadino.

L’effetto diretto di questa modernizzazione è una riduzione dei tempi di attesa per accedere al servizio: la comunità quindi può riscoprire l’efficacia della Pubblica Amministrazione grazie al ricorso al digitale.

Maggiori informazioni sul sito del Comune.

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La Corte dei Conti evidenzia il ritardo eccessivo nella trasformazione digitale della PA

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La Pubblica Amministrazione italiana è in forte ritardo relativamente alla propria trasformazione digitale: è quanto emerge dall’ultimo studio presentato dalla Corte dei Conti che delinea un quadro non confortante del livello di innovazione nella PA italiana.

Da quanto emerge dall’analisi l’Italia è tra i Paesi più in ritardo rispetto alla costruzione di un sistema di e-Government consolidato a causa dei bassissimi livelli di digitalizzazione e dell’oggettiva difficoltà di penetrazione delle nuove tecnologie nella popolazione che utilizza in modo scarso i pochi servizi disponibili.

Del resto, la scarsa diffusione dell’identità digitale che ha recentemente motivato una riorganizzazione del sistema di erogazione che verrà messo in pista a breve è lo specchio di quanto sia difficile per l’Italia arrivare ad una svolta digitale.

Stando al DESI, acronimo per Digital Economic Strategy Index ossia l’indice sviluppato dalla UE per misurare la diffusione del digitale nei propri Paesi membri, l’Italia è attualmente al 24esimo posto su 28 con una velocità di crescita delle iniziative in ambito digitale palesemente inferiore a quella della media europea nonostante i 5,8 miliardi di euro l’anno dedicati all’informatica pubblica.

I due problemi principali sono individuati nella scarsa razionalità con cui vengono utilizzate le risorse anche per una sostanziale mancanza di coordinamento delle varie PA e sicuramente un’altrettanto scarsa attività di divulgazione di competenze digitali di base che dovrebbero preparare la popolazione all’uso delle nuove tecnologie ma anche i dipendenti pubblici ad un utilizzo più consono degli strumenti digitali cosa che non avviene anche per fattori anagrafici (l’età media dei dipendenti pubblici è di oltre 50 anni e tende a crescere).

Maggiori informazioni direttamente qui.

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SPID, Lepida accelera la conversione delle identità digitali

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Lepida, società partecipata di Regione Emilia-Romagna incaricata della gestione dei processi di trasformazione digitale regionale, sta spingendo sull’acceleratore per consentire ai cittadini di essere pienamente in grado di accedere a tutti i servizi digitali regionali.

Il cittadino che vuole impiegare il proprio smartphone, tablet o personal computer per accedere ai servizi digitali offerti dalla Pubblica Amministrazione, sia essa comunale, regionale o nazionale, deve necessariamente dotarsi di un’identità digitale SPID che sostituisce le vecchie modalità di accesso tramite CRS o credenziali erogate dai singoli servizi.

Partendo dal presupposto che molti utenti avevano già accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico, per accelerare la transizione e minimizzare il disagio per i cittadini, Lepida ha intrapreso un percorso di conversione delle credenziali di accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico in identità digitali LepidaID pienamente compatibili con SPID.

Sono 400.000 i cittadini in possesso di tali credenziali che hanno ricevuto un avviso per effettuare la conversione in modo semplice e gratuito.

L’adesione è stata massiccia: nella prima settimana si sono registrate all’incirca il 20% di adesione al processo di conversione che porta gli utenti a dotarsi di credenziali più complete idonee ad accedere a tutti i servizi digitali della PA.

Lepida continuerà nelle prossime settimane a semplificare il processo di passaggio che può avvenire anche attraverso ai numerosi sportelli, oltre 150, aperti sul territorio per effettuare l’adesione a LepidaID.

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Operazione Risorgimento Digitale, TIM porta l’alfabetizzazione digitale su scala nazionale

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TIM ha presentato oggi la più grande iniziativa di alfabetizzazione digitale su scala nazionale mai tentata: oltre 400 formatori sono chiamati a gestire un programma di formazione digitale rivolto alla cittadinanza italiana.

Il progetto, chiamato Operazione Risorgimento Digitale, prevede 20mila ore di lezione in tutte le 107 province e altrettanti Comuni, principalmente quelli con una popolazione compresa tra i 10mila e i 60mila abitanti, con lo scopo di insegnare l’uso di internet e delle nuove tecnologie ad un target potenziale di 1 milione di persone.

I destinatari sono soprattutto le persone rimaste fuori dall’economia digitale e con maggiore necessità di essere affiancate nel loro percorso di educazione digitale per imparare l’uso basilare degli strumenti digitali compresi i servizi di cittadinanza digitale, come ad esempio mandare una PEC o cambiare il medico di base tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico o ancora attivare un’utenza SPID.

Infatti, se le persone non riescono a maturare autonomamente competenze digitali di base, occorre invertire la tendenza portando le competenze digitali alle persone: si tratta quindi di un grande percorso di inclusione digitale che intende estendere le conoscenze necessarie ad usufruire delle numerose opportunità che la trasformazione digitale in atto è in grado di offrire a chi le sa cogliere.

Basti pensare che circa 18 milioni di cittadini, il 30% di quelli con più di 6 anni, non hanno utilizzato la rete nell’ultimo anno e che una famiglia su quattro non possiede una connessione a internet anche per incapacità di utilizzo.

L’Operazione Risorgimento Digitale ha il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, di ANCI e aderisce al Manifesto della Repubblica Digitale promosso dal Commissario Straordinario del Governo per l’attuazione dell’Agenda Digitale.

Lo schema dell’iniziativa prevede un percorso a tappe lungo l’Italia che debutta il giorno 11 novembre a Marsala, comune simbolo del Risorgimento d’Italia: nelle settimane successive l’iniziativa si sposterà di Comune in Comune all’interno della Regione Sicilia per poi approdare progressivamente nelle altre regioni italiane.

Durante ogni tappa un team di formatori attrezzerà specifici corsi in aula e, allo stesso tempo, un team di facilitatori digitali avvieranno un’attività di sportello digitale in piazza per spiegare al pubblico come il digitale possa migliorare concretamente la vita quotidiana.

Questo punto, in particolare, ricorda molto da vicino l’attività di Casa Digitale che Smart Nation ha avviato da circa 8 mesi e la cui difficoltosa progettazione risale al lontano 2016.

Oltre ai corsi e agli sportelli in piazza in parallelo TIM, durante le proprie tappe nei 107 Comuni italiani, organizzerà laboratori didattici e diverse attività formative rivolte anche ai dipendenti comunali.

Per dettagli e informazioni è possibile recarsi sul sito ufficiale dell’iniziativa o telefonare al numero verde 800 860 860 anche per l’iscrizione ai corsi in aula che si svolgeranno nelle diverse sedi.

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Progetto Gemma, in Umbria parte un innovativo programma di alfabetizzazione digitale

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In Umbria prende il via il Progetto Gemma, un’iniziativa nata nell’ambito del programma #OpenUmbria e finalizzata all’alfabetizzazione digitale della popolazione grazie alla collaborazione di diverse realtà raccolte in un partenariato di enti pubblici e privati.

Lanciata con la tagline “#Gemma, il sapere è prezioso”, l’iniziativa nasce dalle esperienze e dalle migliori pratiche sviluppate in 11 anni di corsi gratuiti di informatica e di lingue straniere organizzate all’interno del Comune di Perugia che hanno permesso di consolidare questa nuova esperienza consistente nell’erogazione di pillole di sapere digitale e attività di animazione del tutto gratuite ed in grado di migliore la vita dei cittadini.

L’attività viene svolta in otto sedi del progetto che coincidono con la rete degli sportelli DigiPASS realizzati da Regione Umbria nell’ambito dell’Agenda Digitale regionale per contribuire all’alfabetizzazione digitale della popolazione: al loro interno è stato organizzato un servizio di assistenza digitale gratuita con la realizzazione di oltre 60 laboratori di animazione alla scoperta del mondo digitale.

L’iniziativa è programmata per durare nei prossimi 18 mesi con la calendarizzazione di oltre 350 incontri, della durata di 4 ore ciascuno, che ruotano attorno all’accrescimento delle competenze digitali di base e ai servizi della Pubblica Amministrazione come per esempio i servizi anagrafici online o i servizi di e-health.

Il programma completo è disponibile nell’apposita sezione del sito dell’iniziativa.

Per partecipare è sufficiente iscriversi attraverso il sito ufficiale di Progetto Gemma o presentarsi agli incontri inaugurali.

L’iniziativa è finanziata con le risorse del POR-FSE 2014-2020 e raccoglie il Comune di Montone (soggetto capofila), Anci Umbria, Comune di Spello, Comune di Giano dell’Umbria, Fondazione Golinelli, Ic Togiano-Bettona, Liceo Properzio Assisi e Giove In Formatica Srl.

I Comuni coinvolti, rappresentativi di sei zone sociali, a partire da Montone (zona 1). Gli altri territori coinvolti sono Umbertide (1) Torgiano (2), Assisi(3), Deruta (4), Spello (8), Spoleto e Giano dell’Umbria (9).

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Assintel Report 2020, aumentano gli investimenti per la trasformazione digitale della PA

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La trasformazione digitale della Pa italiana è ad un punto di svolta.

Il 2020 è stato individuato come l’anno di svolta per la trasformazione digitale della PA: l’85% degli Enti della Pubblica Amministrazione hanno infatti definito che la priorità è il miglioramento del rapporto con i cittadini tramite gli strumenti digitali elevando la spesa in Information Technology a circa 4,2 miliardi di euro.

Le cifre emergono dall’Assintel Report 2020, presentato a Roma nella sede di Confcommercio, che individua tre grandi ostacoli per la piena realizzazione della trasformazione digitale: la mancanza di cultura organizzativa, la carenza di risorse economiche e la difficoltà nel reperire competenze digitali adeguate.

Quest’ultimo punto è forse il più decisivo dato che raggiunge il 96% negli Enti della Pubblica Amministrazione e si concentra attorno alle aree della cybersicurezza, del cloud computing e dei data analytics come tecnologie particolarmente impattanti la PA.

Ma la trasformazione digitale della PA passa attraverso la comprensione che la produttività e l’incremento dei posti di lavoro sono direttamente correlati all’aumento della disponibilità e dell’utilizzo di servizi digitali in Italia per i cittadini e per le imprese: la positiva ricaduta è uno dei motivi del rilancio degli investimenti.

L’Assintel Report 2020 è scaricabile qui e rappresenta la ricerca di punta sul mercato ICT e digitale in Italia dal 2006: è realizzato dall’associazione delle imprese di Information Technology e Digitali italiane insieme al Centro di Formazione Management del Terziario e alla società di ricerca indipendente Idc Italia.

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