A Roma il Wi-Fi pubblico è disponibile anche per i cittadini europei

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La rete Wi-Fi pubblica di Roma Capitale, conosciuta anche come DigitRoma, è da oggi accessibile anche ai cittadini europei attraverso il sistema di autenticazione eIDAS implementato secondo le linee guida di AgID.

Si tratta di un’importante novità che proietta il Comune di Roma ad essere la prima Pubblica Amministrazione ad attivare questa metodologia che rispetta il Regolamento europeo che definisce regole comuni per garantire la piena interoperabilità a livello comunitario degli strumenti di firma elettronica certificata e dell’identificazione web dei cittadini.

eIDAS è un acronimo che sta per electronic IDentification Authentication and Signature: tutte le Pubbliche Amministrazioni sono chiamate ad aderire al nodo eIDAS che consente l’interoperabilità transfrontaliera delle identità digitali.

In questo modo i servizi erogati possono essere fruiti anche dai cittadini UE attraverso le proprie identità digitali erogate dai Paesi di provenienza.

Il sistema di autenticazione è bivalente, anche i cittadini italiani dotati di un’identità SPID potranno accedere ai servizi degli altri Stati UE tramite i rispettivi nodi eIDAS

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PagoPa diventa un soggetto giuridico autonomo per la diffusione dei pagamenti digitali

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Il Team per la Trasformazione Digitale ha annunciato che la piattaforma PagoPa diventa a tutti gli effetti un soggetto giuridico autonomo: viene infatti costituita sottoforma di società per azioni interamente partecipata dallo Stato e sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La nascita di questo nuovo soggetto è stata comunicata sul blog del Team per la Trasformazione Digitale ed è determinata dalla volontà di dare autonomia e vigore all’azione di diffusione dei pagamenti digitali nel Paese: il nuovo soggetto infatti sarà così libero di rispondere alle regole del mercato godendo di un’autonomia e una sostenibilità economica potendosi preoccupare esclusivamente di essere efficace nella propria missione.

La nuova società ingloberà tutte le attività gestite dal sistema PagoPa oltre ad occuparsi della realizzazione della Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd) e dello sviluppo di Progetto Io, l’app che consente ai cittadini di interagire con la Pubblica Amministrazione tramite il proprio smartphone.

PagoPa continuerà a collaborare con Banca d’Italia, con le PA nazionali e locali come anche con i prestatori di servizi di pagamento garantendo loro la possibilità di integrarsi all’interno del sistema unico utilizzato dai cittadini per effettuare pagamenti verso la PA.

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Il Comune di Castellabate integra la piattaforma PagoPA

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Per consentire ai cittadini una più agevole procedura per effettuare i pagamenti online relativi ad imposte e servizi verso la Pubblica Amministrazione il Comune di Castellabate ha introdotto ufficialmente da oggi il sistema PagoPA.

La piattaforma riveste un ruolo cardine nel programma di digitalizzazione del Paese perché i pagamenti rappresentano una delle più delicate e strategiche direttrici che coinvolgono il rapporto fra cittadini e PA: a tale proposito PagoPA è a tutti gli effetti una soluzione trasparente e sicura che rende più semplici i versamenti verso la PA.

Il nuovo servizio viene introdotto a Castellabate attraverso la tecnologia offerta dal Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea in sinergia con la Bcc di Buccino e dei Comuni Cilentani.

PagoPA è una modalità standardizzata di pagamento utilizzabile tramite diversi strumenti e canali: è accessibile dal sito del Comune ma anche attraverso sportelli fisici e virtuali messi a disposizione dai cosiddetti Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP).

Nel caso del Comune di Castellabate il servizio è disponibile per effettuare pagamenti per servizi come la TARI o il canone per le lampade votive.

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Cassetto digitale, a Perugia crescono gli utilizzatori del servizio

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A due anni dall’avvio del servizio gli utenti del Cassetto digitale, la piattaforma online che permette di gestire gli adempimenti relativi alla propria impresa, nella provincia di Perugia hanno superato le 3.151 unità.

Realizzato da InfoCamere e offerto da UnionCamere sul territorio tramite le Camere di Commercio, il Cassetto digitale rappresenta lo strumento che consente all’imprenditore di avere sempre a portata di mano, soprattutto tramite smartphone e tablet, l’identikit digitale della propria impresa che può essere condiviso con partner, clienti, fornitori, banche e professionisti.

Inoltre grazie alla piattaforma è possibile inviare alla pubblica amministrazione la documentazione necessaria per partecipare a gare o bandi, anche internazionali, visto che tra i documenti disponibili fra cui è presente la visura dell’impresa già tradotta in inglese.

Tra le informazioni contenute si trovano il profilo della propria azienda, tutte le informazioni su certificazioni biologiche e rating di legalità, lo statuto al bilancio, fino alle pratiche inviate allo Sportello unico delle attività produttive (Suap) del Comune in cui ha sede l’impresa e l’elenco delle fatture elettroniche emesse.

Nei primi sei mesi del 2019 sul territorio perugino le adesioni sono aumentate di altre 849 unità, il 27% del totale.  

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Progetto IO, anche Torino entra nella sperimentazione

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Progetto IO è un’ambiziosa iniziativa promossa dal Team per la Trasformazione Digitale che intende rendere la Pubblica Amministrazione a portata del cittadino tramite un’applicazione, mobile by design (ossia concepita per l’utilizzo da dispositivi mobili come smartphone e tablet).

IO propone un cambio di paradigma nell’erogazione dei servizi della PA, portando il cittadino al centro del processo: tutti gli enti pubblici locali e nazionali potranno contattare direttamente i singoli cittadini via smartphone avvertendoli delle prossime scadenze come i tributi oppure per condividere informazioni relative alle pratiche in corso o ai servizi richiesti.

Trattandosi di un progetto attualmente allo stadio sperimentale è necessario che vi sia una base di utenti interessati a provare le opportunità offerte dall’applicazione e, in tal senso, è in corso una closed beta (beta testing a invito) per identificare i candidati più idonei a questa sperimentazione.

Alla chiamata ha risposto Torino, che si unisce a Milano e ad altri Comuni, come quelli del Veneto, per fornire la propria base di cittadini interessati a provare in anteprima il servizio.

I cittadini selezionati fra quelli richiedenti potranno provare la app nella vita di tutti i giorni interagendo con una prima serie di servizi reali ed effettuando operazioni e pagamenti validi a tutti gli effetti: l’invito è rivolto a tutti i torinesi residenti nel capoluogo piemontese in possesso di uno smartphone Android o iOS e di un’identità digitale SPID per accedere all’app.

Per candidarsi è sufficiente compilare il modulo online disponibile a questo link e inserendo il codice invito 4003.

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SPID, superata quota quattro milioni

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Le identità digitali SPID superano quota quattro milioni, di fatto raddoppiando rispetto all’anno precedente.

Il rapido incremento è sicuramente dovuto ad una serie di agevolazioni, da Dote Scuola al Reddito di cittadinanza, messe in atto dalle Regioni e dal Governo e che nella gran parte dei casi richiedono l’iter digitale per essere correttamente finalizzate.

Dal momento che SPID è il metodo principe ormai per autenticarsi sui servizi della PA, non stupisce che la richiesta delle suddette credenziali sia aumentato in modo vertiginoso.

Basti pensare che a gennaio di quest’anno il numero delle identità digitali SPID era fermo a quota 3,4 milioni.

Non è ancora un risultato in linea con le prime aspettative al lancio del servizio ma c’è anche da dire che il numero di servizi e le PA aderenti sono ancora ferme alle circa 4 mila da grossomodo un paio d’anni: per questo motivo è lecito aspettarsi che i cittadini non sentano il senso di urgenza nel registrare la propria identità digitale cosa che avverrebbe più facilmente se, per esempio, ci fosse un servizio privato di grande richiamo (es. banche, trasporti, …) che utilizzi SPID come sistema di autenticazione.

Lo stato di avanzamento della diffusione delle identità digitali come di altri servizi legati al processo di trasformazione digitale dello Stato italiano si può tenere sotto controllo tramite un apposito sito avanzamentodigitale.italia.it.

Ricordiamo che il vantaggio di SPID è legato all’avere un’unica modalità di accesso per accedere a tutti i siti della PA: per ottenerlo è sufficiente possedere un indirizzo mail, un numero di cellulare, un documento d’identità valido e la tessera sanitaria con codice fiscale.

Gli Identity Provider, ossia le aziende interessate che possono erogare le credenziali SPID si trovano a questo indirizzo e sono nove al momento: Aruba, Infocert, IntesaId, Lepida, Namirial, Tim, Poste Italiane, Sielte, SpidItalia.

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Pubblicato il decalogo dedicato alla digitalizzazione dei Comuni

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Il Team per la Trasformazione Digitale viene in soccorso alle PA locali e in particolare agli 8000 Comuni italiani impegnati nel percorso di digitalizzazione che, per molti versi, è spesso lungo e tortuoso.

La trasformazione digitale richiede certo un cambiamento di paradigma e importanti investimenti ma, di fatto, è una strada obbligata che, nel medio periodo, porta significativi vantaggi agli amministratori e ai cittadini.

Tramite un decalogo realizzato ad hoc, i Comuni hanno una guida chiara circa le aree su cui concentrare i propri sforzi per impostare il proprio cambiamento.

ANPR
L’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) è lo strumento fondamentale per la creazione di un’anagrafe unica nazionale con un passaggio immediato ad un sistema centralizzato più efficiente, sicuro, aggiornato e interconnesso: ogni Comune dovrebbe subentrarvi.

PagoPA
Lo strumento principale per gestire i pagamenti di multe, TARI, rette e ogni altro incasso che la Pubblica Amministrazione deve effettuare: rappresenta la piattaforma ideale per snellire le operazioni di pagamento e ogni Comune dovrebbe agganciare i propri sistemi ad esso.

SPID
Il Sistema Pubblico di Identità Digitale permette di riconoscere in modo universale il cittadino nel proprio dialogo digitale con la PA.

CIE
La Carta d’Identità Elettronica è il documento di identità sicuro e digitale che sostituisce la vecchia versione in cartaceo e fornisce nuove opportunità.

Open Source
Il software realizzato deve essere reso disponibile in open source e in generale questo deve essere privilegiato, a parità di condizioni, rispetto ad altre soluzioni come un prodotto proprietario.

Cloud
Il cloud è la soluzione più indicata per ospitare piattaforme scalabili piuttosto che organizzare, gestire e proteggere server e locali proprietari.

Servizi digitali
L’integrazione dei servizi sopra esposti, come SPID, PagoPA e ANPR, permette di creare un vero e proprio ecosistema di servizi digitali in grado di migliorare la vita dei cittadini senza doverli costringere ogni volta a recarsi agli sportelli del Comune innescando un risparmio in termini di personale.

Design
L’omologazione dell’esperienza utente di tutti i servizi della Pubblica Amministrazione seguendo un unico standard che consenta a tutti di uniformare le modalità comunicative ed evitare la parcellizzazione delle interfacce grafiche che crea problemi di comprensione all’utenza.

IO
Tramite il progetto IO si crea un canale proattivo della PA per veicolare servizi al cittadino attraverso smartphone dialogando in modo semplice, efficiente e veloce.

Open Data
I Comuni devono usare i propri dati e renderli accessibile in ottica del riuso creando valore per la comunità e consentendole di creare valore e opportunità rilevanti.

Per maggiori informazioni, il contenuto originario è disponibile qui.

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Agi e Censis inquadrano il livello di interazione digitale tra cittadini e PA

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In Italia la Pubblica Amministrazione non è in grado di raggiungere in maniera soddisfacente i cittadini a causa di una sostanziale arretratezza nello sviluppo dei sistemi che consentano di dialogare digitalmente con la popolazione.

L’ultimo rapporto Agi-Censis delinea un quadro allarmante circa il livello di interazione digitale tra cittadini e PA: nel 2018 solo il 24% degli italiani ha dichiarato di essere riuscito ad interagire con la PA attraverso strumenti telematici.

Il dato è indicativo dello stato di digitalizzazione del Paese e di diffusione di competenze digitali fra la popolazione che tende a snobbare i canali internet: basti pensare che in Danimarca il 92% della popolazione è abituata a interfacciarsi con la PA digitalmente, seguono nella graduatoria i francesi (71%) e gli spagnoli (57%) con un valore medio nell’Unione Europea del 52%.

L’Italia fa quindi parte del fanalino di coda, davanti esclusivamente a Bulgaria e Romani, in modo non dissimile a quanto è accaduto per la valutazione effettuata dal DESI 2018.

Il motivo del ritardo, secondo l’analisi Agi-Censis realizzata nell’ambito del programma pluriennale Diario dell’Innovazione, è da rintracciare in parte sulla scarsa conoscenza dei processi in atto ma soprattutto della sostanziale assenza di competenze digitali diffuse nella popolazione.

Gli italiani infatti vivono in un mondo analogico, la trasformazione digitale della PA è certamente iniziata a riprova dei grandi cambiamenti in positivo effettuati negli ultimi cinque anni ma storicamente i cittadini portano in dote una diffidenza e una scarsa dimestichezza con le nuove tecnologie.

Per vincere questo ostacolo si può lavorare sull’alfabetizzazione digitale, come il progetto di Casa Digitale tenta di fare, ma soprattutto si dovrebbe lavorare sul design dei servizi: l’esperienza di interazione con la PA dovrebbe essere semplice quanto effettuare un acquisto su Amazon.

In un Paese che invecchia infatti il ritardo d’innovazione si può vincere esclusivamente ripensando le modalità organizzative dei processi senza disperdersi in azioni che catalizzino esclusivamente il consenso politico locale, cosa che invece è prassi diffusa e che va contro l’idea di armonizzazione e omologazione di processi su scala nazionale.

Il simbolo di questa resistenza è, per esempio, nella difficoltà di armonizzare un’anagrafe centralizzata (ANPR) o nelle resistenze delle PA locali a non dialogare fra loro.

Siamo quindi ancora all’inizio di un percorso lungo e tortuoso.

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La Polizia Municipale di Palermo passa all’uso dello smartphone

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La Polizia Municipale di Palermo abbandona la carta e passa alla nuova procedura di verbalizzazione interamente digitale.

Grazie all’uso degli smartphone in dotazione infatti, gli agenti potranno assolvere ai loro compiti di controllo sanzionando i trasgressori delle norme del codice della strada comprese le violazioni della sosta.

Tramite smartphone infatti un agente impegnato sul territorio può verificare in tempo reale, tramite scansione della targa del veicolo, le informazioni relative alla vettura come per esempio la copertura assicurativa, la scadenza della revisione o l’eventuale permesso di sosta.

La scansione può avvenire tramite fotocamera o anche con sistemi alternativi come l’inserimento vocale o digitando direttamente il numero sul dispositivo.

La strumentazione digitale a disposizione degli agenti è corredata di un apposito software in grado di garantire la piena operatività in mobilità compresa l’evasione di tutti gli atti amministrativi: grazie all’interconnessione con il sistema centrale inoltre e l’uso di apposite stampanti termiche portatili, l’agente potrà consegnare il verbale al contravventore.

Il ricorso a questa riorganizzazione grazie al digitale consente di ridurre i costi e aumentare l’efficienza della macchina burocratica permettendo anche ai cittadini di trovare online quasi in tempo reale i verbali di contravvenzione che saranno saldabili anche tramite internet.

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I servizi digitali del Comune di Firenze coinvolgono le edicole

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Gli edicolanti diventano parte attiva nella filiera dei servizi digitali del Comune di Firenze: i cittadini infatti, al costo di sessanta centesimi di euro, potranno usufruire delle edicole presenti sul territorio comunale per ottenere l’emissione dei certificati richiedibili al Comune ed eventuali servizi di orientamento.

Questa è la decisione dell’Amministrazione fiorentina che intende disseminare la città di punti informativi digitali del Comune per assistere il cittadino circa i servizi che vengono forniti telematicamente e che spesso non vengono utilizzati dalla popolazione che potrebbe riscontrare difficoltà nell’uso.

Tutte le edicole interessate ad entrare a far parte del circuito di facilitazione possono avanzare richiesta al Comune di Firenze che fornirà il materiale necessario a diffondere le opportunità offerte da Firenze semplice, ossia l’insieme dei servizi digitali erogati dal Comune a imprese e cittadini.

Si tratta di un’iniziativa che, oltre a migliorare l’efficacia del Piano Firenze Digitale, porta ai soggetti coinvolti, ossia le edicole, nuove possibilità di introito: un progetto simile è stato realizzato dal Comune di Modena, ne avevamo parlato qui.

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