Via libera al domicilio digitale per i cittadini

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La Pubblica Amministrazione cambia grazie all’innovazione e così cambiano anche le abitudini del cittadino.

Nella bozza del decreto correttivo del CAD, il Codice dell’Amministrazione Digitale che è in esame al Consiglio dei Ministri, compare una marcata innovazione che riguarda la domiciliazione del cittadino.

Via libera infatti al domicilio digitale, l’indirizzo online attraverso il quale ognuno potrà essere raggiunto dalla Pubblica Amministrazione in modalità alternativa alla vecchia casella di posta elettronica.

Il cittadino potrà, se interessato, eleggere un indirizzo elettronico che vorrà utilizzare come domiciliazione digitale: da quel momento diventerà l’unico canale di comunicazione con le pubbliche amministrazioni, dove ricevere ogni tipo di notifica e comunicazione comprese le multe.

Il domicilio funzionerà a tutti gli effetti come posta elettronica certificata o servizio elettronico di recapito in linea con le regole Ue e avrà validità per ogni canale di comunicazione via web che rispetti le regole europee in materia di sicurezza.

Per erogare il domicilio digitale è prevista la realizzazione di un’infrastruttura, comprensiva di un portale online ad hoc, che conterrà un indice di tutti i domicili digitali: la piattaforma prenderà il via nel 2018 per entrare a regime nel corso del 2019.

Il cittadino potrà comunicare il proprio domicilio digitale in tre modalità differenti: il portale web dedicato, tramite autenticazione via SPID o Carta nazionale dei servizi (Cns), il trasferimento nel registro della PEC presente su Ini-Pec oppure utilizzando, sempre tramite autenticazione via SPID o Carta nazionale dei servizi (Cns), specifiche sezioni dei portali nazionali di servizio dedicati al cittadino.

La modifica al decreto prevede anche l’introduzione di un unico difensore civico per il digitale, istituito presso l’Agenzia per l’Italia Digitale, che sostituisca la moltiplicità di garanti attualmente presenti (uno per singola Pubblica Amministrazione).

Si è deciso quindi di non attendere il pieno funzionamento dell’ANPR, l’Anagrafe Nazionale della Popolaziona Residente, recentemente ripartita grazie all’impegno del Team per la Trasformazione Digitale che si è proposto di attuarla in tempi celeri nonostante alcune resistenze data la sua complessità operativa.

L’ANPR infatti è un database strutturato che riunisce le singole anagrafi comunali ed è attualmente in fase di test presso alcuni Comuni pilota, anche di medio-grandi dimensioni, ma è lontana dalla piena operatività per tutta la nazione.

Il domicilio digitale rappresenta un grosso risparmio per la Pubblica Amministrazione

Il domicilio digitale, che richiederà una PEC o il possesso dello SPID, rappresenterà un risparmio potenziale di circa 250 milioni di euro per le casse pubbliche.

La Pubblica Amministrazione infatti non dovrà più sostenere i costi per produrre, conservare, trasmettere documenti cartacei, né altri costi, diretti (carta, toner, buste, etc.) e indiretti (costo del lavoro, tempo per attività manuali, tempo impiegato dal destinatario in caso di assenza per recuperare una raccomandata, etc.).

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Prosegue la crescita di Liguria WiFi

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In Liguria la rete Wi-Fi pubblica cresce in copertura e si prepara a collegare la totalità dei Comuni aderenti entro la fine del 2017.

Il progetto Liguria WiFi raggiunge infatti il suo terzo stadio di sviluppo grazie all’impegno di Liguria Digitale, la società di Regione Liguria incaricata di promuovere la digitalizzazione nella Liguria e mettere in atto il programma per la strategia digitale ligure.

Fra i progetti strategici di Liguria Digitale, la connettività Wi-Fi ricopre un ruolo molto importante specie per la sua funzione di abilitatore.

Liguria WiFi ha infatti una missione molto chiara: distribuire l’accesso ad internet, in modo gratuito, in diversi punti strategici della Liguria per permettere alle famiglie di navigare, in caso di necessità, semplicemente raggiungendo determinate zone.

Liguria WiFi pronto a federarsi con Italia WiFi

In attesa che la rete federata del progetto Italia WiFi decolli, l’iniziativa di Liguria Digitale porta in dote numeri estremamente interessanti: solo 124 dei 180 comuni attualmente coperti dal servizio hanno collezionato oltre un milione di connessioni gratuite e circa 860.000 utenti unici.

Nel frattempo inoltre sono state già calendarizzate prossime installazioni a Imperia, Carpasio e Santo Stefano d’Aveto,

La rete Liguria WiFi è una delle reti Wi-Fi gratuite più grandi in Italia in forza della percentuale di comuni coinvolti, dell’estensione del territorio, degli utenti registrati e dei punti WiFi realizzati.

Non solo, la filosofia del progetto appoggia sull’idea della condivisione collegata alla promozione di una comunità d’uso che condivide e migliora le architetture e i servizi offerti, per sostenere la collaborazione tra le pubbliche amministrazioni all’insegna dell’integrazione e federabilità. Liguria WiFi poggia sulla condivisione di una filosofia: l’idea di una rete pubblica e gratuita che permetta la mobilità delle persone da un’area hotspot all’altra usando le stesse credenziali d’accesso.

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A Vitorchiano l’innovazione agevola i cittadini e il turismo

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Vitorchiano è un comune italiano di poco più di 5.000 abitanti della provincia di Viterbo, nel Lazio.

Si tratta di un piccolo e antico borgo, la cui notorietà è legata alle attività relative all’estrazione ed alla lavorazione del peperino, ma che offre anche ospitalità a turisti in virtù della propria offerta in termini di architettura, posizione e folclore locale.

Trattandosi di un piccolo Comune con poche risorse a disposizione, l’Amministrazione locale ha pensato di puntare sulle nuove tecnologie per migliorare il rapporto fra cittadini, PA e imprese del territorio oltre a rilanciare il turismo.

Sito, app, Facebook e WhatsApp per il cittadino ed il turista

Quello di Vitorchiano è un caso molto interessante perché riunisce diverse tecnologie in una sorta di framework tecnologico organizzato che ci si potrebbe ragionevolmente aspettare da un Comune più strutturato e, forse, popoloso.

Tutto parte dal recente rifacimento del sito web istituzionale raggiungibile all’indirizzo comune.vitorchiano.vt.it che ha migliorato significativamente l’interazione con cittadini e turisti.

A questa innovazione si affianca MyVitorchiano, un’app mobile presentata lo scorso marzo e disponibile gratuitamente per iOS e Android.

In un solo strumento l’utente ha a disposizione informazioni amministrative, news, eventi, storia, turismo e percorsi enogastronomici: anche le attività commerciali e ricettive possono promuovere le proprie eccellenze tramite questa nuova vetrina digitale.

A distanza di 5 mesi dalla pubblicazione il successo dell’applicazione è significativo anche perché consente ai citttadini di trovare tutte le informazioni necessarie per contattare il Comune e relativi uffici oltre a poter effettuare, direttamente in-app, segnalazioni relative a problematiche di pubblico interesse all’ufficio che se ne occupa.

All’app si aggiunge una pagina Facebook costantemente presidiata e il servizio Sindaco con te, erogato tramite WhatsApp, che consente di garantire pronte comunicazioni di varia natura in tempo reale fra cui allerte meteo, manifestazioni culturali, lavori pubblici o variazioni di orari sui servizi.

Chiudono la proposta tecnologica il canale YouTube e il profilo Instagram Visit Vitorchiano con la possibilità di vedere tutti gli scatti più belli dei dintorni tramite l’hashtag #Vitorchiano.

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Casa del cittadino, a Bari una piattaforma digitale per governare meglio il Comune

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Il Comune di Bari, all’interno del programma di digitalizzazione dei processi amministrativi, sta progettando una serie di iniziative grazie alle risorse del Programma Operativo Nazionale per Città Metropolitane 2014-2020.

Fra queste spicca il progetto che l’Amministrazione locale ha battezzato come Casa del cittadino che rappresenta il cuore dell’Agenda Digitale del Comune di Bari 2016-2018.

Si tratta di un’iniziativa che punta a rivoluzionare il rapporto tra amministrazione e cittadini incentivando la piena partecipazione digitale sulle priorità della città grazie a strumenti tecnologici in grado di favorire il dibattito pubblico.

L’obiettivo è uno snellimento, nella massima trasparenza, del dialogo tra istituzioni e portatori di interesse locali.

Casa del cittadino: un luogo virtuale per esaltare la partecipazione alla vita della città

La Casa del cittadino del Comune di Bari punta ad attivare ambienti di discussione virtuali sui principali temi dell’agenda urbana dotando i cittadini di strumenti come le petizioni online, laboratori di co-progettazione, le consultazioni certificate o il crowdfunding civico.

In questo modo i cittadini potranno esprimere le proprie opinioni orientando le scelte dell’Amministrazione nel pieno rispetto dell’autonomia del Comune e del bisogno evidente di valorizzazione della partecipazione civica ai processi decisionali.

Si può parlare quindi di una vera e propria piattaforma abilitante dedicata alla eDemocracy che il Comune di Bari sta integrando in modo nativo nel portale comunale al fine di garantire il pieno esercizio dei diritti di cittadinanza digitale a quanti vorranno fornire pareri sull’operato dell’Amministrazione o elaborare proposte in forma singola o collaborativa che partano dal basso.

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Online il portale open data della Regione Siciliana

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La Regione Siciliana ha pubblicato il proprio portale ufficiale dedicato agli open data con l’intenzione di creare le fondamenta per un modello di open government data dell’intero territorio regionale.

Il portale, raggiungibile al sito dati.regione.sicilia.it è uno strumento di primaria importanza per la corretta valorizzazione del patrimonio informativo pubblico.

Esso infatti consente di poter consultare dati pubblici in formato aperto e incentivarne il riuso per favorire trasparenza e facilità di accesso alle informazioni prodotte ed elaborate dalla PA regionale.

La piattaforma tecnologica si basa sulla soluzione open source CKAN (Comprehensive Knowledge Archive Network) sviluppata dalla organizzazione no profit Open Knowledge Foundation ed adottata anche da varie altre regioni italiane tra le quali Emilia Romagna, Toscana, Sardegna, Marche, Basilicata, Lazio, Puglia, Umbria e Veneto.

Open data per tutto il territorio

Si tratta dell’avvio di un progetto ad ampio respiro che vuole portare gradualmente ad arricchire la capacità del territorio siciliano di catalizzare dataset

L’obiettivo progettuale è la pubblicazione, attraverso un processo graduale, di dataset di titolarità della Regione Siciliana e di altre pubbliche amministrazioni del territorio regionale che consentano la realizzazione di sinergie con tutti i soggetti, anche privati, coinvolti nell’erogazione dei servizi pubblici.

Il portale open data della Regione Siciliana si inquadra nelle iniziative concernenti l’Agenda Digitale regionale all’interno delle misure previste dal Piano triennale per l’informatica nella PA 2017 – 2019 (Allegato 5 – Paniere dataset open data, componente regionale) ed è curato dall’Assessorato dell’economia con il supporto dell’Ufficio per l’attività di coordinamento dei sistemi informativi regionali e l’attività informatica della Regione e delle pubbliche amministrazioni regionali.

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Ad Asolo partono i lavori per la rete in fibra ottica

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Con l’obiettivo di rendere disponibili servizi innovativi a cittadini e imprese grazie ad una rete in fibra ottica altamente performante, il Comune di Asolo ha raggiunto un accordo con TIM per procedere alla realizzazione di una struttura di rete innovativa.

Entro la fine del 2017 il Comune prevede di poter raggiungere la quasi totalità della popolazione grazie alla posa di 14 chilometri di cavi in fibra ottica in grado di collegare 20 armadi stradali alla centrale.

Residuali le utenze non coperte dai nuovi collegamenti che però verranno servite da potenziamenti di banda per rendere minimo la differenza di trattamento fra cittadino e cittadino.

La posa dei cavi verrà effettuata recuperando le infrastrutture esistenti sia di proprietà di TIM sia quelle dell’Amministrazione locale: ne è un esempio il riuso dei percorsi utilizzati dalla pubblica illuminazione.

Eventuali scavi addizionali saranno effettuati sfruttando tecniche e strumentazioni innovative a basso impatto ambientale per ridurre i tempi di intervento, l’effrazione del suolo e i deterioramenti della pavimentazione stradale che richiederebbero il relativo ripristino.

La velocità di connessione prevista sarà di circa 200 Megabit al secondo e sarà idonea a per accederre a contenuti multimediali, anche in HD.

Ad Asolo le imprese crescono in competitività grazie alla banda larga

Le imprese saranno in grado di accedere a soluzioni professionali evolute che vanno dai servizi in cloud alla telepresenza passando per sistemi di sicurezza over IP come la videosorveglianza.

Anche l’Amministrazione locale avrà numerosi benefici soprattutto in termini di sicurezza e monitoraggio del territorio come anche per l’implementazione di servizi di mobilità intelligente.

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Il MIUR finanzia le prime biblioteche scolastiche innovative

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Le biblioteche sono da sempre il luogo eletto per la diffusione della cultura ma possono anche rappresentare un avamposto per lo sviluppo di competenze digitali.

Spesso infatti vengono organizzati corsi di alfabetizzazione digitale rivolti agli over 60 e a tutti coloro che necessitano di un aiuto sul fronte delle nuove tecnologie.

Su questa linea il MIUR si è mosso per dare ulteriore dignità a questi luoghi di cultura e ha stanziato uno specifico progetto per efficientare e rendere più moderne le biblioteche scolastiche nell’ambito della ventiquattresima azione del piano per la Scuola digitale.

Biblioteche scolastiche innovative, un nuovo polo di cultura per il territorio

L’idea è quella di trasformare gli spazi in centri territoriali aperti anche al di fuori dell’orario scolastico e fruibili dalla cittadinanza per la promozione della lettura e l’educazione all’informazione anche attraverso il prestito dei testi in formato digitale.

Non solo, massima attenzione anche alla diffusione degli strumenti di cultura locale con la possibilità di abbonarsi online a quotidiani e periodici del territorio dove è ospitata la biblioteca.

Per supportare il programma biblioteche scolastiche innovative il MIUR ha messo a disposizione un bando da 5 milioni di euro che è stato assegnato negli scorsi giorni ai primi 500 progetti su oltre 3.000 inviati.

Sono previsti altri 5 milioni che consentiranno, nel mese di settembre, di finanziare ulteriori 500 progetti per un totale di 1.000 biblioteche innovative.

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SPC, al via la federazione delle infrastrutture digitali della PA

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La Pubblica Amministrazione italiana si dota di un nuovo strumento a vantaggio dei cittadini per snellire l’erogazione dei servizi digitali e attuare la propria trasformazione digitale.

Grazie all’accordo relativo al Lotto 4 del contratto quadro del Sistema Pubblico di Connettività tra il raggruppamento temporaneo d’imprese (Almaviva, Almawave, Indra e PwC) e Consip, si completa l’iter che prevede la possibilità, da parte della PA, di richiedere l’attivazione di portali e servizi digitali.

Il vantaggio è che ogni PA, dal Ministero fino al piccolissimo Comune, può effettuare la richiesta di attivazione di uno specifico servizio on line che verrà abilitato nel giro di un paio di mesi dalla richiesta senza dover passare attraverso l’iter burocratico di gare e aggiudicazioni, spesso fonte di ricorsi e lungaggini amministrative. e abbattendo i costi.

La piattaforma permetterà ai cittadini e alle imprese di accedere a ciascun servizio abilitato anche con un’applicazione attraverso il proprio smartphone o tablet.

I servizi digitali attivabili riguardano settori nevralgici come l’anagrafe (fra cui la richiesta dei certificati, residenza, stato civile, …), il controllo dei tributi, il pagamento delle multe ma anche l’accesso al fascicolo digitale del cittadino, quello sanitario elettronico, l’interazione con i Centri Unici per la Prenotazione (CUP) e l’accesso ai musei.

SPC: un sistema per l’abbattimento dei costi della PA relativi al digitale

Grazie a questa nuova opportunità, la PA si appresta ad eliminare le soluzioni in-house di ogni singolo ente e garantire l’interoperabilità dei sistemi che saranno perfettamente integrati con SPID e la piattaforma PagoPA.

Qualunque Comune, sia esso una grande città come Milano o un piccolo Comune della provincia, potrà avere i medesimi servizi.

Le Pubbliche Amministrazioni interessate potranno aderire al contratto quadro tramite l’apposito sito www.spclotto4.it presentando un piano dei fabbisogni.

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La Sicilia accelera la digitalizzazione attraverso i piccoli Comuni

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Nelle ultime settimane la Sicilia è risultata estremamente attiva sul fronte del digitale grazie ad una serie di accordi e programmazioni che hanno l’obiettivo di accelerare la diffusione della digitalizzazione nell’isola.

In particolare c’è stata una notevole accelerazione relativamente agli obiettivi dell’Agenda Digitale siciliana.

L’Agenda Digitale è una delle iniziative a livello europeo e recepita dagli Stati membri che ha come obiettivo lo sfruttamento del potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per favorire l’innovazione, la crescita economica e la competitività.

In Sicilia il programma dell’Agenda Digitale ruota attorno alla possibilità di abilitare digitalmente i piccoli Comuni con il fine ultimo di ottenere la piena digitalizzazione della PA raggiungendo l’Obiettivo Tematico 2 del Programma Operativo Fesr 2014-2020.

ANCI Sicilia e Regione Siciliana insieme per la digitalizzazione

Per farlo, ANCI Sicilia e la Regione Siciliana hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per incentivare l’aggregazione e la condivisione delle piattaforme.

Tramite l’adozione di piattaforme comuni e la razionalizzazione delle banche dati pubbliche infatti, è possibile creare un’efficiente rete tecnologica che agisca di concerto con la disponibilità di strutture fisiche di collegamento come la nuova rete WiFi°Italia°it che ha visto recentemente l’adesione della Sicilia.

Il protocollo prevede anche azioni di supporto per i Comuni nella gestione dei tributi locali e la revisione dell’attuale PGT attraverso lo studio di norme che favoriscano le aggregazioni volontarie tra comuni.

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PayPal sbarca sulla piattaforma PagoPA

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PagoPA, la piattaforma di AgID che eroga il servizio di ePayment pubblico, si arricchisce di un nuovo tassello.

Grazie al supporto da parte di Intesa Sanpaolo su PagoPA è ora possibile effettuare transazioni anche tramite PayPal.

Il nuovo servizio incrementa le modalità di pagamento della piattaforma messa a punto dall’Agenzia per l’Italia Digitale che consente a cittadini e imprese di effettuare i pagamenti verso la PA.

La scelta di PayPal è stata piuttosto logica, in quanto è un sistema conosciuto da oltre 6 milioni di italiani e da oltre 200 milioni di persone nel mondo: il supporto da parte di Intesa Sanpaolo invece è dovuto alla sua pregressa presenza su PagoPA attraverso un servizio di pagamento personalizzato che comprende carte di credito, carte prepagate, Internet, cellulare e telefono.

PayPal e PagoPA: un modo per semplificare ulteriormente i pagamenti

Semplificare attraverso il digitale il modo di pagare i tributi, la mensa scolastica e altri servizi pubblici, significa eliminare le code agli sportelli e i tempi di attesa con un significativo vantaggio per il cittadino e per la PA.

PagoPA nasce proprio per questo motivo: dopo un inizio non particolarmente convincente, la piattaforma ha subito una forte accelerazione sull’impulso delle novità introdotte e sull’apertura, da parte delle PA locali, al sistema.

Nei primi mesi del 2017, tutte le Regioni e Province Autonome si sono proposte come intermediari tecnologici con l’eccezione di Abruzzo, Molise e Sicilia: ad oggi solo il 9% degli enti locali dichiara di non essere a conoscenza di PagoPA e il 59% ha aderito al Nodo dei Pagamenti-Spc.

Si attende comunque un ulteriore sprint in concomitanza con l’adesione del ministero della Salute entro la fine del 2017.

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