Il Comune di Catania estende i servizi digitali per i cittadini

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A Catania l’Amministrazione comunale punta sull’innovazione e amplia la proposta di servizi offerti in modalità digitale, accessibili comodamente online da parte della popolazione residente.

L’ampliamento riguarda la possibilità di presentare domande per l’ottenimento dei tesserini venatori, l’esenzione della TARI o il pagamento delle mense scolastiche.

Del resto Catania risulta essere uno dei Comuni in Italia a più alto tasso di maturità digitale in termini di servizi resi alla popolazione anche grazie ad un intenso lavoro che nell’ultimo triennio ha permesso di efficientare notevolmente la macchina comunale garantendo alla popolazione residente servizi tecnologici usabili e funzionanti.

L’accesso ai servizi digitali del Comune avviene tramite identità digitale, SPID o CIE, attraverso il portale Catania Semplice che presenta diverse sezioni tematiche: servizi scolastici, mobilità e viabilità, ecologia e ambiente, urbanistica, tributi, attività produttive, servizi demografici, archivio generale e storico, polizia municipale e richiesta accreditamento Enti.

Ogni sezione ovviamente contiene le singole attività effettuabili tramite smartphone, tablet o computer con la possibilità di scaricare in formato elettronico i certificati di cui il cittadino dovesse aver bisogno: nel caso dovesse esserci della documentazione non scaricabile in modo automatico, sarà possibile richiedere l’invio tramite PEC.

Per coloro che dovessero avere difficoltà con le nuove tecnologie, le istanze potranno essere presentate anche grazie all’assistenza effettuata da CAF e patronati previa registrazione sul portale Catania Semplice.

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Il Comune di Acqui Terme attiva i servizi anagrafici digitali

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I cittadini di Acqui Terme hanno una nuova possibilità per interfacciarsi con il proprio Comune: l’Ente locale ha infatti attivato il rilascio online dei certificati anagrafici.

Si tratta di un’iniziativa che subirà ulteriori evoluzioni ed implementazioni per assicurare un servizio sempre più fruibile e completo: tutti i cittadini interessati potranno, grazie ad un dispositivo elettronico come smartphone e tablet, interfacciarsi digitalmente con gli uffici comunali e richiedere i propri certificati anagrafici come per esempio lo stato famiglia o l’atto di nascita.

Se la richiesta viene effettuata da un computer con annessa stampante, il richiedente potrà effettuare la stampa comodamente da casa.

L’accesso al servizio avviene tramite l’identità digitale SPID, la CIE oppure la CNS.

Questa innovazione evita code e attese allo sportello a tutti i cittadini che vorranno utilizzare le nuove tecnologie per fruire dei servizi demografici e si aggiunge ad una serie di migliorie nel percorso di transizione digitale iniziato dal Comune di Acqui Terme che ha subito in passato una serie di difficoltà che ne hanno rallentato lo sviluppo.

Basti pensare che tutti gli atti principali, quali delibere e determine, vengono ormai predisposti e approvati digitalmente per poi essere conservati elettronicamente; il Comune di Acqui Terme inoltre ha integrato il circuito PagoPA per il pagamento delle spese dovute al Comune e nelle prossime settimane verrà rafforzato il portale dei Tributi.

Maggiori informazioni nel comunicato da parte del Comune di Acqui Terme.

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Il Comune di Milano avvia l’elezione del domicilio digitale per i residenti

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Il Comune di Milano ha lanciato per tutti i cittadini residenti una significativa innovazione nei rapporti con la Pubblica Amministrazione.

Da oggi infatti è possibile, per tutti i titolari di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC), eleggere il proprio domicilio digitale all’interno del Fascicolo del cittadino, la piattaforma del Comune di Milano che consente di dematerializzare il rapporto con l’Ente e di cui avevamo già parlato.

Coloro che decidessero di abilitare il proprio domicilio digitale potranno così ricevere all’indirizzo indicato le comunicazioni ufficiali dell’Amministrazione comunale in modo semplice e veloce con un sostanziale risparmio di costi sostenuti per le spese postali.

Il domicilio digitale consiste in un servizio elettronico di recapito certificato qualificato, come appunto può essere un indirizzo di posta elettronica certificata, che rende possibile il pieno riconoscimento legale delle notifiche di atti amministrativi e tributari.

Ad oggi il Codice dell’Amministrazione digitale (CAD), ossia il testo normativo che regola il percorso di dematerializzazione della PA, prevede l’obbligo del domicilio digitale solo per i professionisti iscritti ad albi, per le imprese e per la PA mentre ai cittadini viene lasciata la facoltà di fruire dell’opportunità o meno.

Maggiori dettagli nel comunicato ufficiale del Comune di Milano.

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ISTAT, i servizi digitali pubblici sono poco utilizzati e fruibili

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L’ISTAT ha reso noto alcuni dati, durante un’audizione alla Commissione parlamentare sulla semplificazione delle procedure amministrative relative all’avvio e all’esercizio delle attività di impresa, piuttosto significativi circa lo scarso utilizzo dei servizi digitali erogati dalla PA.

Gli utenti che interagiscono con le pubbliche amministrazioni online sono circa il 36% contro una media europea del 64%: un dato piuttosto indicativo della scarsa cultura digitale dei cittadini che accompagna però anche una bassa usabilità dei servizi digitali pubblici.

Il 40% dei Comuni impiega ancora oggi procedure analogiche per quasi la metà dei documenti gestiti mentre gli utenti possono accedere ai servizi pubblici grazie a SPID solo per il 20,5% dei Comuni, mentre il 22% consente l’accesso tramite CNS e solo il 5,5% tramite la CIE.

Negli ultimi dieci anni si è registrato un notevole miglioramento della disponibilità di strumenti online per interagire con la pubblica amministrazione: oltre nove Comuni su dieci permettono di acquisire on line la modulistica e le informazioni necessarie ad evadere pratiche ma la gestione interamente dematerializzata dei processi è ancora lontana da essere diffusa.

L’evidente ritardo nella messa in disponibilità della popolazione di servizi digitali usabili, sicuri e fruibili rallenta il processo di interazione online tra cittadini e pubbliche amministrazioni: questo dato è ancora più significativo nei Comuni di piccole dimensioni che spesso non hanno gli strumenti, il personale e le risorse per provvedere a compiere una transizione digitale efficace.

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Competenze in campo, Regione Puglia investe sulle competenze digitali nella PA

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Regione Puglia è pronta a rafforzare le competenze digitali nelle Pubbliche Amministrazioni regionali avviando il programma formativo “Competenze in campo”.

Si tratta di un’iniziativa che punta a migliorare le conoscenze in ambito digitale dei dipendenti pubblici delle amministrazioni locali pugliesi ed è incardinata nell’ambito del progetto “Competenze digitali per la PA” realizzato dal Dipartimento della Funzione Pubblica.

Tramite il potenziamento degli strumenti di azione del settore pubblico locale, con particolare interesse per le modalità che consentano l’esercizio dei diritti di democrazia digitale da parte delle persone, Regione Puglia intende innovare l’organizzazione regionale e restituire ai cittadini maggiore efficienza nei servizi e migliori opportunità.

Fra gli strumenti messi in campo c’è l’assemblea virtuale, una piattaforma nata per la gestione da remoto delle Sedute Istituzionali regionali rendendole equivalenti rispetto alle sessioni in presenza.

Ma la vera chiave di volta nel processo di trasformazione digitale locale risiede nella formazione dei dipendenti dei Comuni del territorio fornendo a chi lavora per il settore pubblico gli strumenti e le conoscenze indispensabili per fornire dei servizi sempre più efficienti motivando il personale e migliorando la qualità del servizio reso alla cittadinanza.

Il progetto formativo prevede un articolato programma di interventi che verranno presentati gradualmente nel corso dei prossimi mesi.

Maggiori dettagli nel comunicato di Regione Puglia.

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Il Comune di Taranto e Fastweb insieme per lo sviluppo delle competenze digitali dei cittadini

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Il Comune di Taranto ha raggiunto un accordo con Fastweb per potenziare le competenze digitali della popolazione tramite Fastweb Digital Academy, la scuola nata in collaborazione con Cariplo Factory per promuovere l’alfabetizzazione digitale dei cittadini e dei professionisti.

Accompagnare gli individui verso l’acquisizione delle conoscenze necessarie per affrontare il cambiamento indotto dalla rivoluzione digitale è un passo obbligato per una maggiore inclusione sociale e indurre una crescita personale, ma anche professionale, degli individui e del contesto produttivo tarantino.

La necessità di utilizzare servizi tecnologici è stata ulteriormente esasperata dalla pandemia e quindi è centrale che i cittadini del territorio abbiano modo di fruire dei benefici della digitalizzazione.

Tramite la Fastweb Digital Academy, Fastweb mette a disposizione una serie di corsi gratuiti e fruibili online iscrivendosi semplicemente sul sito della scuola che provvederà a rilasciare i corsi formativi nei mesi di maggio e giugno con la consegna di appositi attestati di frequenza: il primo corso si terrà il 20 maggio e riguarderà le opportunità e rischi dell’uso della tecnologia.

Maggiori dettagli nel comunicato stampa del sito del Comune di Taranto.

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Nasce il Comitato Consultivo per la PA Digitale

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Il Comitato Consultivo per la PA Digitale è stato nominato oggi dal Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale per svolgere compiti di consulenza e orientamento del Ministro e del Dipartimento sui temi di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

Il gruppo è formato da una serie di esperti di assoluto rilievo fra cui: Michela Bambara (Falck Renewables), Carlo Bozzoli (Enel), Michaela Castelli (Utilitalia, Nexi, Sea e Acea), Gianluigi Vittorio Castelli (Ferrovie dello Stato Italiane) con il ruolo di co-coordinatore del Comitato; Roberta Cocco (Comune di Milano) con il ruolo di co-coordinatrice del Comitato, Anna Di Silverio (Avanade Europa), Roberto Lancellotti (Inps) e Massimo Enrico Proverbio (Intesa Sanpaolo).

Ad essi si affiancano due gruppi formati rispettivamente dai direttori dei sistemi informativi delle Pubbliche amministrazioni centrali, delle PA locali e delle in-house e da un tavolo tecnico per la transizione digitale del territorio.

L’obiettivo è l’individuazione di azioni sinergiche e risultati di breve periodo nel perimetro dei piani per il 2026 e l’identificazione di esigenze e soluzioni verso servizi più utili, semplici e veloci.

Maggiori dettagli nel relativo comunicato stampa.

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Fascicolo del cittadino, il Comune di Genova pubblica la propria piattaforma digitale

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Il Comune di Genova, similarmente a quanto fatto dal Comune di Milano, fa propria l’idea di un unico centro di controllo digitale per consentire ai cittadini di fruire, da remoto, dei servizi erogati dall’Amministrazione e lancia il Fascicolo del Cittadino.

In seguito alla sperimentazione iniziata l’anno scorso, il Comune si è reputato soddisfatto dei risultati raggiunti e ha deciso quindi di rendere pubblico il contenitore digitale unico dei servizi comunali: ciascun cittadino di Genova potrà quindi consultare i propri dati e conoscere scadenze e opportunità come per esempio l’accesso, senza spese di notifica, ai verbali delle infrazioni stradali.

I cittadini interessati al servizio, accessibile tramite SPID o CIE, possono consultare il proprio stato anagrafico o quello dei familiari, accedere ai dati catastali della propria residenza, gestire le iscrizioni scolastiche o alla mensa ma anche ottenere informazioni sulla viabilità urbana e accedere ai dati della tessera elettorale.

Nuovi servizi verranno progressivamente rilasciati e aggiunti nel cruscotto digitale che è stato messo a punto dalla Direzione Tecnologie Digitalizzazione e Smart City del Comune di Genova in collaborazione con Liguria Digitale.

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Il Comune di Roma avvia la casa digitale del cittadino

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A Roma debutta la casa digitale del cittadino: da oggi è accessibile dal portale istituzionale dell’Amministrazione capitolina il nuovo ambiente virtuale MyRhome di Roma Capitale realizzato con il sostegno dell’Unione Europea.

Previa accesso con l’identità digitale garantita dallo SPID, dalla CIE o dalla CNS, il cittadino potrà entrare nell’area self-service dove espletare le proprie pratiche con particolare attenzione ai servizi scolastici.

Non si tratta di semplice restyling della precedente area riservata ma un nuovo paradigma di autonomia nell’uso dei servizi digitali erogati dal Comune di Roma che sostituiscono completamente lo sportello fisico anche grazie all’adozione di un nuovo sistema di gestione della relazione con il cittadino.

Attraverso le stanze della casa digitale del cittadino, ovvero una serie di sezioni che declinano i vari servizi online, l’utente può dialogare con l’Amministrazione e conoscere l’avvio di eventuali procedimenti amministrativi ma anche monitorare lo stato delle pratiche in corso e partecipare a tutti i processi in cui sono coinvolti in una logica citizen driven.

La nuova piattaforma è perfettamente integrata con le infrastrutture tecnologiche immateriali quali SPID, ANPR e PagoPA oltre a poter interoperare con i servizi delle altre PA, attraverso le API rese disponibili dagli altri Enti.

Maggiori informazioni nella pagina dedicata al progetto sul sito di Roma Capitale.

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SPID, il Comune di Verona attiva uno sportello per la diffusione dell’identità digitale

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Per tutti i residenti nel Comune di Verona è da oggi più semplice attivare la propria identità digitale: l’Amministrazione ha infatti lanciato uno spazio fisico, presso l’URP di via Adigetto 10, per ottenere, previo appuntamento ottenibile tramite l’app Filavia Booking, la possibilità di riconoscere la propria identità e quindi validare la procedura di ottenimento dello SPID.

Si tratta di un’innovazione nel processo di diffusione dell’identità digitale che consente ai cittadini di ottenere le credenziali che permettano di accedere ai servizi digitali erogati dalla Pubblica Amministrazione.

Lo sportello attrezzato dal Comune di Verona non eroga le credenziali SPID ma permette esclusivamente il riconoscimento dell’identità per poi lasciare al cittadino il compito di completare la richiesta di attivazione dello SPID collegandosi al portale di uno dei Gestori d’Identità digitale che accettano questa modalità di riconoscimento come Sielte o Poste Italiane.

Il funzionamento è piuttosto intuitivo: una volta prenotato il proprio appuntamento, l’operatore comunale verifica l’identità del cittadino e compila la richiesta di SPID online consegnando la prima parte del codice di attivazione dello SPID mentre la seconda parte viene ricevuta dal cittadino al proprio indirizzo e-mail insieme ad un file necessario per concludere l’attivazione.

Recandosi successivamente sul portale del Gestore d’Identità Digitale scelto, Sielte o Poste Italiane, viene richiesto di caricare il file ricevuto in allegato all’e-mail e le due parti del codice di attivazione.

Maggiori informazioni nel comunicato del Comune di Verona.

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