World Password Day, le password sono protagoniste nella tutela della sicurezza informatica

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Ricorre oggi il World Password Day, la giornata mondiale dedicata all’uso consapevole delle password che è sicuramente uno dei problemi più sottovalutati della sicurezza informatica: nonostante anni di campagne di sensibilizzazione milioni di utenti continuano ancora oggi a utilizzare credenziali troppo semplici, facili da indovinare o riutilizzate su più piattaforme.

Tra gli errori più comuni ci sono password come “123456”, “password” oppure combinazioni basate su nomi, date di nascita e sequenze numeriche banali: abitudini che rendono molto più semplice il lavoro dei cybercriminali, soprattutto in un periodo in cui gli attacchi informatici sono sempre più automatizzati e sofisticati.

Uno dei rischi maggiori è rappresentato dal riutilizzo della stessa password per diversi servizi: in questi casi basta una singola violazione di dati per mettere a rischio email, social network, account di lavoro e perfino servizi bancari, ed è proprio su questa cattiva abitudine che si basa il cosiddetto “credential stuffing”, tecnica con cui gli hacker provano automaticamente le stesse credenziali su più piattaforme.

Negli ultimi anni sono aumentati anche gli strumenti utilizzati per violare gli account: i software automatici impiegati dai criminali informatici riescono infatti a testare milioni di combinazioni in pochi secondi, rendendo vulnerabili soprattutto le password brevi o prevedibili.

Per migliorare la sicurezza online, gli esperti consigliano di utilizzare password lunghe, uniche e complesse per ogni servizio: un aiuto importante arriva dai password manager, strumenti progettati per creare e conservare credenziali sicure senza la necessità di ricordarle manualmente.

Sempre più diffusa anche l’autenticazione a due fattori: un sistema che aggiunge un ulteriore livello di protezione tramite codici temporanei, applicazioni dedicate o dispositivi fisici e che, anche nel caso in cui una password venga rubata, rende molto più difficile l’accesso non autorizzato agli account.

Nel frattempo, il settore tecnologico guarda già oltre le password tradizionali: le passkey, basate su autenticazione biometrica e dispositivi fidati, stanno iniziando a diffondersi come possibile alternativa più sicura e semplice da utilizzare.

Il World Password Day rappresenta quindi un’occasione utile per ricordare quanto le abitudini quotidiane possano fare la differenza nella protezione dei propri dati digitali: anche piccoli accorgimenti, come evitare password semplici o attivare la verifica in due passaggi, possono ridurre in modo significativo il rischio di furti informatici e accessi indesiderati.

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World Password Day, password semplici espongono a rischi di sicurezza

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Oggi, come ogni primo giovedì di maggio dal 2013, ricorre il World Password Day, la giornata internazionale dedicata all’aumento della consapevolezza sul tema della sicurezza informatica e, in particolare, alla corretta definizione delle proprie password.

La maggior parte degli utenti che sono chiamati ad impostare una password per proteggere il proprio account, ancora oggi, tendono ad utilizzare una successione semplice di caratteri: spesso vengono utilizzati nomi di parenti, animali o sequenze numeriche facilmente individuabili con la conseguenza che gli account risultino facilmente accessibili a malintenzionati.

Basti pensare che una password standard di otto caratteri può essere decifrata in pochi secondi e che il solo inserimento di una lettera maiuscola può comportare ben 22 minuti di lavoro addizionale da parte dei cybercriminali per poterla decrittare mentre l’aggiunta di un carattere speciale complica ulteriormente l’attività richiedendo quasi un’ora di lavoro addizionale.

Ancora oggi però la password più gettonata nel nostro Paese è la sequenza 123456 e, non a caso, come riportato dall’ultimo rapporto Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, ben il 64% degli incidenti a livello globale hanno come motivazione azioni incaute da parte degli utenti.

Proprio per questo motivo i criminali informatici utilizzano tecniche non particolarmente evolute per violare gli account degli utenti e per impossessarsi di dati e identità digitali.

Tra le modalità consigliate per evitare di subire aggressioni informatiche e furti d’identità digitale il metodo migliore è l’autenticazione a due fattori (2FA).

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World Password Day, la sicurezza digitale passa dalla corretta gestione delle password

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Oggi è il World Password Day, la giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione sulla sicurezza digitale e, in particolare, sulla corretta gestione delle password.

L’iniziativa, nata nel 2013, ha l’obiettivo di contribuire alla diffusione di una sostanziale consapevolezza nell’uso sicuro delle nuove tecnologie e, ovviamente, nelle modalità più convenienti per impostare e mantenere le proprie password: si tratta, anche in questi anni, di un tema fondamentale e che spesso viene sottovalutato.

Occorre considerare infatti che ben 23 milioni di utenti in tutto il mondo utilizzano, ancora oggi, la sequenza 123456 come password principale: questo dato allarmante proviene dal Centro Nazionale per la Cybersecurity del Regno Unito.

Una gestione sbagliata delle password può esporre gli utenti ad attacchi da parte di cybercriminali comportando una potenziale sottrazione delle informazioni.

Non si tratta però dell’unico comportamento scorretto ma diffuso: ulteriori sondaggi hanno dimostrato che oltre un terzo degli utenti tende ad utilizzare password basate su dati individuabili facilmente conoscendo le abitudini sociali dell’utilizzatore come per esempio la data di nascita o il nome dell’animale domestico.

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World Password Day, semplici accorgimenti riducono il rischio di violazione delle password

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In occasione della giornata mondiale delle password che, come ogni anno, cade il primo giovedì di maggio, è tempo per prendere in considerazione, ancora una volta, gli aspetti più critici nella sicurezza dei propri account.

Secondo Bitdefender, una delle società di sicurezze più attive nella protezione dei dati, il 66% delle persone non ritiene importante cambiare le password dopo aver saputo di importanti violazioni di dati: inoltre, più della metà degli intervistati non ha mai cambiato password nell’ultimo anno.

Un altro aspetto allarmante è il frequente uso di combinazioni semplici come parole chiave, fra cui una delle più celebri, ossia 123456, nonostante la sempre maggiore frequenza degli attacchi hacker attraverso il phishing e i ransomware.

Eppure, per ridurre i problemi derivanti dal rischio di violazione delle password è sufficiente premurarsi di pochi semplici accorgimenti come per esempio utilizzare uno strumento per la gestione delle password, evitare servizi che non utilizzino l’autenticazione a due fattori e, in generale, adottare un comportamento prudente sicuro quando si è online.

La modifica frequente delle password è un altro aspetto da tenere in considerazione anche in relazione al fatto che la maggior parte delle persone nel mondo ha almeno una password esposta a causa di un sito web compromesso.

Per lo stesso motivo è buona norma differenziare le password, in modo sostanziale, per ciascun servizio che si intende utilizzare magari rendendole particolarmente lunghe e complesse, mischiando caratteri numerici, lettere e caratteri speciali.

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World Password Day, gli utenti non modificano periodicamente le proprie password

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Oggi è il World Password Day, la giornata internazionale dedicata alla sensibilizzazione degli utenti circa i comportamenti corretti da tenere per la gestione delle proprie password con cui si effettuano accessi, ormai, ad un numero significativo di applicazioni che conservano le informazioni più disparate che ci riguardano.

Con l’aumento vertiginoso del traffico online anche in seguito all’emergenza sanitaria dettata dal COVID-19, si è moltiplicato il ricorso ad applicazioni per lo smart working ma anche nuove iscrizioni a siti che richiedono l’impostazione di una password.

Proprio l’attenzione alla corretta individuazione delle parole chiave è un aspetto imprescindibile per la tutela dei propri dati: secondo un report di LastPass, il 53% degli utenti non ha mai modificato le proprie password negli ultimi 12 mesi anche qualora venisse avvisato di un potenziale rischio per la sicurezza.

Il 44% degli utenti ne usa ovunque una simile o uguale nonostante il rischio per la sicurezza mentre il 41% non ritiene che i propri account siano a rischio perché sottostimano gli attacchi informatici.

La password più diffusa è ancora 123456, stando alla lista redatta da SplashData: gli utenti dovrebbero quindi porre maggiore attenzione alla scelta delle proprie parole chiave, magari usando sequenze alfanumeriche casuali, e alla loro modifica periodica.

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World Password Day, in crescita il riconoscimento biometrico

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Come ogni primo giovedì di maggio oggi ricorre il World Password Day, la giornata mondiale dedicata al ruolo delle password come barriera in grado di proteggere le nostre informazioni personali.

Il World Password Day fa il paio con il Safer Internet Day, la giornata che si tiene a febbraio e che è dedicata ai principi della rete sicura.

In occasione del World Password Day si affrontano svariate ricerche su come le password vengono utilizzate da cui si scoprono le tendenze degli utenti: negli ultimi dodici mesi una persona su quattro ha subito frodi informatiche basate sul fatto che le password da loro scelte non erano adeguate.

Basti pensare che in cima alla classifica delle password più utilizzate al mondo compare ancora la banale “123456”.

Di media ogni utente è portato a ricordare nove password differenti e gestire in media 11 account online (tra mail, servizi bancari e piattaforme online): una persona su quattro le dimentica almeno una volta al mese.

Per scongiurare le problematiche legate alle password, si sta diffondendo gradualmente la biometria, ossia l’accesso ai servizi tramite identificazione con impronte digitali ma anche attraverso riconoscimento facciale o della retina. La convalida della propria identità tramite la biometria permetterebbe di porre i propri dati al sicuro in maniera univoca: già oggi in tutto il mondo oltre 400 milioni di utenti generano più di 8 miliardi di autenticazioni biometriche all’anno.

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Google rilascia Password Checkup

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Google ha rilasciato un’estensione, chiamata Password Checkup, per il proprio browser Google Chrome con lo specifico obiettivo di verificare se le credenziali di login, su qualsiasi sito web, siano state compromesse.

Il funzionamento è semplice: il sistema effettua un confronto automatico con un database contenente oltre 4 miliardi di credenziali marcate come compromesse e, se il riscontro è positivo, avvisa l’utente suggerendogli di modificare la password.

L’estensione però non comunica a Google i dati delle password che rimangono al sicuro: nessuno potrà quindi avere accesso ai dati dell’utente.

Per installare l’estensione è sufficiente raggiungere questo indirizzo e provvedere al download.

Con il rilascio di Password Checkup Google ha messo a punto anche una nuova funzionalità chiamata Cross Account Protection con l’obiettivo di proteggere i dati presso app o siti in cui ci si autentica utilizzando un account Google: quando questa funzione sarà integrata, i siti e le app di terze parti potranno essere notificate da Google in caso di problematiche di sicurezza al fine di poter mettere in atto appositi comportamenti a protezione dei dati degli utenti.

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Cloudflare, una vulnerabilità mette a rischio milioni di siti internet

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Cloudflare, la celebre azienda che si occupa di gestire la sicurezza e accelerare la distribuzione dei contenuti di milioni di siti web al mondo, è stata coinvolta in una perdita di informazioni.

Un errore di programmazione del suo servizio, scoperto dal ricercatore Tavis Ormandy di Google, ha innescato un’emorragia di dati, da settembre a febbraio, che ha coinvolto una parte significativa dei siti clienti del servizio Cloudflare.

Durante la navigazione vengono generati delle sessioni protette entro cui vengono trasmesse normalmente delle informazioni sensibili, come ad esempio cookie o password ma anche messaggi e dati di varia natura.

Cloudbleed, il leak di Cloudflare che scuote internet

La vulnerabilità sofferta da Cloudflare ha permesso che venissero trasmesse in chiaro e lasciate in rete residui di queste sessioni contenenti, ad esempio, messaggi privati di siti di dating e di chat, dati di servizi di gestione password, prenotazioni di hotel e molto altro.

Ormandy è riuscito ad accorgersi del problema perché una parte di queste informazioni fuoriuscite sono state salvate nella cache di motori di ricerca come Google.

Il numero di siti coinvolti, così come la quantità di dati, restano imprecisati, ma considerando i volumi di traffico gestiti da Cloudflare si pensa possano essere significativi.

Migliaia di siti e app fra cui Uber, FitBit, OkCupid e Medium risultano essere stati interessati: per comodità vi forniamo la lista non ufficiale aggiornata dei servizi coinvolti.

Fra le problematiche più significative per l’utente finale, oltre ovviamente alla possibile fuoriuscita di informazioni più o meno sensibili ad esso ricollegabile, c’è sicuramente la potenziale problematica che affligge le password degli account colpiti.

Sebbene non sia stato dimostrato che l’errore sia stato utilizzato effettivamente da qualche malintenzionato con scopi malevoli, è consigliabile modificare le password dei propri servizi.

Per ulteriori informazioni si rimanda alla nota ufficiale di Cloudflare sul problema, ormai ribattezzato Cloudbleed con riferimento a un’altra famosa falla di sicurezza, ossia Heartbleed.

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Nuovo attacco a Yahoo, oltre un miliardo di account violati

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Nuovo scandalo riguardante una sottrazione di dati in casa Yahoo: esattamente come il precedente di qualche mese fa, siamo di fronte ad un nuovo problema per l’azienda americana.

Stando alle ultime notizie confermate, nomi, indirizzi email, numeri di telefono, date di nascita, password criptate e in qualche caso anche domande di sicurezza cifrate o in chiaro con le relative risposte sarebbero stati coinvolti in un colossale furto.

Il data leak coinvolge oltre un miliardo di account e balza al primo posto nella storia per quantità di informazioni sottratte.

Nonostante Yahoo confermi che tra le informazioni trafugate non ci siano password in chiaro, dati di carte di pagamento o di conti bancari, la situazione è estremamente problematica: il titolo in borsa ha reagito negativamente (-2%) e soprattutto si tratta di un nuovo durissimo colpo di immagine che avrà certamente gravi ripercussioni sull’accordo di acquisizione da parte di Verizon.

Lato utente, la precauzione da adottare al più presto per i possessori di un account mail con Yahoo! è quella di cambiare la password e non cliccare su link o scaricare allegati di mail sospette.
Inoltre è buona precauzione verificare che non siano state effettuate attività sospette e, magari, utilizzare il sistema Yahoo! Account Key che elimina la necessità di usare una password per l’autenticazione.

Se poi siete soliti usare la stessa password anche per altri servizi, è altamente consigliabile modificarla anche per i restanti servizi.

Il fatto inoltre sta creando dei contraccolpi in borsa, dove Yahoo ha perso oltre il 4 per cento mentre Verizon, il colosso che dovrebbe rilevare le attività di Yahoo, starebbe valutando uno sconto sul prezzo pattuito o addirittura esercitare una clausola di ripensamento circa l’affare.

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Vivi internet, al sicuro: l’iniziativa per la tutela della privacy digitale

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Il tema della privacy online è molto caldo anche in relazione ai recenti scandali che hanno riguardato la diffusione di materiale a luci rosse.

Del resto, avevamo già parlato di come nell’era dei social network e delle condivisioni la privacy sia un problema sottistomato.
A tale riguardo, dal 15 ottobre al 20 novembre, Google intraprende una campagna di sensibilizzazione nelle città italiane per istruire le persone circa gli strumenti utili a tutelare la privacy digitale e la loro corretta adozione.

Tutelare la privacy digitale in pochi e semplici passi

Vivi internet, al sicuro, questo il nome dell’iniziativa, porterà i temi della sicurezza e della privacy digitali nelle principali piazze italiane, da Milano a Cagliari.

Il tour, in collaborazione con la Polizia Postale, Altroconsumo e Accademia italiana del codice di internet, partirà da Milano il 15 ottobre per toccare Cagliari, Napoli, Bologna e Roma, dove il 20 novembre si terrà la giornata conclusiva.

In ogni tappa sarà presente un bus marchiato Google a bordo del quale è possibile effettuare una valutazione della propria privacy elettronica, grazie alla funzionalità account personale di Google che consente di avere una panoramica di dove e come i propri dati vengono usati in Rete.

Verranno inoltre affrontanti diversi temi fra cui quello della privacy e sicurezza dei propri dati personali durante l’utilizzo di soluzioni cloud.
Ma anche come proteggere lo smartphone affinché, in caso di furto o smarrimento, i propri dati siano al sicuro.
Verranno inoltre date indicazioni su come scegliere una password robusta o ancora a quali accorgimenti stare attenti quando si compra online.

Infine, a chi completerà le attività proposte a bordo del bus verrà regalato un kit contenente gadget e istruzioni semplici su come proteggere la propria identità digitale, sia a casa che in viaggio.

Il calendario completo è disponibile sul sito internet Vivi internet, al sicuro.

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